sabato 29 novembre 2025

Lezioni di Flauto


Le biondine gemelle arrivarono in orario e anche un po' impazienti per la lezione che il Maestro di Musica doveva impartire loro quel giorno.
Come da istruzioni del loro insegnante preferito, sotto le mutandine indossavano i gioiellini da ventiquattro ore, ininterrottamente da quando il giorno prima il Maestro glieli aveva regalati.
Sembrava assai lontano il primo giorno, quando accompagnate dalla madre si erano presentate al primo appuntamento con il giovane e dotato Maestro di Musica.
Certo la loro sospettosissima madre non sapeva fino a quanto il Maestro fosse realmente dotato e in ogni caso era per le doti musicali che le aveva iscritte al Corso di Musica.
Il primo giorno la madre aveva ispezionato il salotto in cui il Maestro teneva le sue lezioni come un segugio in cerca della preda o almeno di un tartufo.
La donna teneva moltissimo alla verginità delle figlie, conoscendone l'indole che era molto simile a quella che lei stessa reprimeva fin da prima di diventare moglie e madre.
Sapeva che le ragazze si toccavano nei loro letti la notte, le aveva spiate ma tollerava quelle carezze perché assopivano le altre voglie, quelle più pericolose.
Comunque dopo la prima lezione le gemelle si erano presentate da sole e il Maestro aveva mostrato loro il flauto che avrebbero dovuto imparare a suonare.
Erano bastati pochi istanti in cui le aveva guardate negli occhi per convincerlo che erano due splendide troiette, desiderose solo di suonare musiche proibite.
Le gemelle erano quasi identiche, bionde con i capelli acconciati allo stesso modo r la madre per evitare gelosie, comprava loro dei completi identici che indossavano sempre insieme.
Quel giorno erano vestite castamente come due marinarette, con una blusa bianco blu chiusa al collo e una lunga gonna blu che arrivava ai polpacci, perché mamma non voleva che mostrassero troppo la loro bellezza.
Le scarpine identiche erano più adatte a due bimbette ma le gemelle erano diventate donne da poco tempo e ancora si vestivano come bambine.
Il Maestro il secondo giorno non consentì alle due nuove allieve di suonare i loro strumenti ma leggendo nei loro occhi la voglia di imparare qualcosa di più, mostrò loro la sua dotazione fuoriserie.
In piedi, alle spalle delle ragazze, lo tirò fuori già in erezione e andò a metterlo tra le due testoline bionde, eccitato dal suo stesso coraggio e dai riccioli delle gemelle.
Le ragazze conscie di quella presenza ingombrante, si girarono l'una verso l'altra, videro tra loro quella cappella rigonfia che luccicava e trattennero il fiato per l'emozione.
Potete guardare, disse il Maestro, potete toccare e dovete posare le vostre labbra sullo strumento che imparerete ad usare e amare quando verrete qui a fare lezione.
Fatelo insieme, disse loro con una voce che non lasciava adito a dubbi e le gemelle con un po' di timidezza iniziarono la lezione, sorridendosi per darsi coraggio.
Dovete imparare a conoscere il pene, disse il Maestro, dovete sapere quali zone vanno sollecitate e quando sollecitarle o smettere di sollecitarle.
Dovete sapere che una volta portato l'uomo al piacere, lo vedrete eiaculare liquido seminale che dovrete sprecare il meno possibile.
E una volta che avrete fatto godere un uomo, lo vedrete afflosciarsi e sarà un'impresa farlo tornare nelle condizioni di durezza sufficienti a una penetrazione, per questo dovete essere sempre aperte di mente porcelline.
Avanti, fatemi vedere se avete compreso quello che ho detto, e attese che le gemelle, tutte rosse in viso, iniziassero a deliziarlo con carezze e baci.
La timidezza caratteriale delle due ragazze fu sostituita presto dall'eccitazione per avere tra le mani e nelle loro bocche quel pene che sapevano essere eccezionale.
Avevano spiato il padre e gli zii mentre al bagno facevano pipì e nessuno dei loro familiari aveva un simile paletto di carne e soprattutto non così dura.
Avevano ascoltato la madre lamentarsi con le amiche che il padre non aveva la giusta erezione per soddisfarla e ancora prima che eiaculava egoisticamente e sempre troppo presto.
Due bocche avide seppure inesperte si posarono sulla cappella turgida e il Maestro tentò di restare lucido, continuando per un po' a dispensare consigli.
Ma le sensazioni di meraviglia e di grande sensualità che quei baci gli regalavano non gli permisero di restare razionale a lungo e si abbandonò al piacere.
D'altronde le ragazze avrebbero presto imparato in che maniera gli piaceva godere e come fargli raggiungere l'eiaculazione in maniera rapida e soddisfacente.
Le gemelle si dimostrarono ottime allieve e solo quando il primo potente schizzo di liquido seminale uscì e andò a bagnare i loro visetti, rimasero deliziosamente stupite.
Sapevano che un maschio godeva espellendo sperma ma la prima volta è sempre diversa da quello che ci si attende e così fu anche per loro.
Tentando di mettere in pratica gli insegnamenti del Maestro, lasciarono che il seme caldo colasse sui loro visetti arrivando a lambire i riccioli biondi.
Ma vedendo che la sborra continuava a fuoruscire, una delle due schiuse le labbra e accolse la colata di lava densa nella sua bocca inesperta ma vogliosa di imparare presto.
Il sapore acre dello sperma fu anche quello una sorpresa e la giovinetta faticò a trattenerlo ma ligia alle istruzioni lasciò che il pene del Maestro finisse di agitarsi, senza perdere una goccina di seme.
Non sprecarlo, riuscì a sussurrare l'uomo alla fanciulla che fu aiutata dalla gemella rimasta a bocca asciutta che volle assaggiare anche lei quell sapore forte.
Baciatevi, ordinò il Maestro e le labbra delle gemelle si incollarono e una buona parte del seme passò da una bocca all'altra in uno scambio più che amichevole.
Per oggi basta così, disse loro il maestro almeno per quanto riguarda il dare piacere a un uomo, ora venite con me e passiamo a una lezione un po' diversa.
Per quello che accadde dopo e per l'insegnamento che ne ebbero, le due gemelle non erano pronte ma quando il Maestro disse loro di tenere stretto in mano il suo pene mentre faceva pipì, riuscirono a farcela senza grossi problemi.
Non esiste solo il piacere sessuale, spiegò mentre una cascata dorata scivolava via dalla sua cappella sotto gli occhi attenti e vigili delle gemelle. 
Esistono altri piaceri liquidi che di solito vengono evitati per paura o per vergogna di fare chissà che cosa, ma che sono assolutamente da provare. 
Ditemi le vostre sensazioni mentre avete in mano un pene che sta gocciolando e non stiamo parlando di eiaculare sperma ma di pioggia dorata. 
Quella domanda mise più in difficoltà le due ragazze che il dover eseguire l'ordine impartito poco prima di tenere stretto quel pene sgonfio e bagnato, mentre l'uomo pisciava. 
Riuscirono comunque a spiegare al Maestro che era una grande emozione anche quella, forse non come quando poco prima lo avevano visto godere e schizzare a liquido seminale ma in ogni caso era molto eccitante.
Naturalmente disse il Maestro, questo gioco vale in entrambi i sensi e quindi ora voglio che facciate pipì davanti a me e voglio vedere le vostre fichette sgocciolare come ho appena fatto io.
Una dopo l'altra le due gemelle abbassarono le mutandine e sedettero a fare pipì, allargando le gambe di modo che il Maestro potesse guardare agevolermente il meraviglioso spettacolo.
Terminata anche quella lezione, il Maestro fece accomodare le gemelle nel salotto e disse loro di attendere, perché doveva far loro un doppio regalo.
Quando tornò aveva in mano due piccoli astucci di velluto rosso che consegnò a entrambe, spiegando che quello che vi era contenuto, avrebbero dovuto indossarlo una volta arrivate a casa.
Quando il Maestro congedò le gemelle, aveva nuovamente il pene in erezione, avrebbe potuto dire alle due allieve di lenire nello stesso modo di prima la sua voglia ma si trattenne.
Quella sera dopo cena le ragazze come sempre andarono insieme in bagno a lavarsi i denti e a fare pipì, portandosi il regalo del maestro e chiudendosi a chiave.
Avevano già aperto i cofanetti col regalo e scoperto che contenevano quei gioiellini da indossare nel buchetto posteriore ed erano d'accordo di aiutarsi l'una con l'altra a infilarlo.
Fu un altro bellissimo gioco che le ragazze scoprirono quella sera, aiutandosi a vicenda a inserire il gioiellino nel tenero e strettissimo buchetto, ancora intonso In entrambe.
Altre dolcissime sensazioni travolsero il loro sensi ma seguendo le istruzioni che il Maestro aveva loro impartito, tennero a bada la voglia di godere in seguito a quella fortissima eccitazione. 
Le istruzioni ricevute erano state molto chiare, dovevano indossare i gioiellini e potevano giocare con quelli o toccando le loro acerbe fichette anche a vicenda ma non dovevano assolutamente arrivare alla soddisfazione finale. 
Il Maestro voleva che il giorno dopo le due troiette fossero esattamente bollenti ed eccitate come era lui, dopo quel caldo e intenso pomeriggio di nuove scoperte.
Quando il giorno dopo le due gemelle si presentarono a lezione, per prima cosa il Maestro controllò che indossassero correttamente i gioiellini, sollevando le loro gonne e abbassando le mutandine.
Dopo aver verificato che le ragazze avevano seguito alla lettera le sue istruzioni, il Maestro controllò lo stato della loro eccitazione e trovò le mutandine completamente bagnate e le due fessure virginali schiumose di fluidi vaginali. 
Dopo quella attenta verifica, il Maestro soddisfatto per come le due allieve avevano seguito le sue istruzioni, passò alla lezione successiva.
La sodomia, disse il maestro, è quello che occorre per poter godere senza farvi correre alcun pericolo di trovarvi con una gravidanza indesiderata.
Vedrete che sarà un po' doloroso ma molto piacevole una volta passati i primi momenti e una volta che la cappella sarà penetrata nei vostri buchetti deliziosi.
Adesso spogliatevi completamente, appoggiatevi alla scrivania esponendo il vostro bellissimo culetto al mio sguardo e poi alla penetrazione.
Qualche istante dopo le due gemelle erano in posizione seguendo le sue istruzioni e il Maestro ebbe solo l'imbarazzo della scelta e decise che avrebbe deflorato il buchetto di quella che sembrava più troietta delle due.
Disse all'altra gemella di sfilare dal buchino della prescelta il gioiellino e senza perdere tempo, per evitare che ci fossero dei ripensamenti, violò senza molti riguardi quella verginità che gli era stata offerta.
La prima gemella gridò quando avverti il bruciore del pene del Maestro che si faceva strada dentro quella strettoia mai percorsa prima da altri.
Ma grazie al gioiellino, quel buchino strettissimo era rimasto spalancato e non fu poi così difficile accogliere il paletto di carne che affondò in quel culetto fino alle palle.
Lacrime di sofferenza lasciarono spazio a lacrime di gioia e al piacere che travolse la prima gemella dopo poche spinte che le provocarono un orgasmo sensazionale. 
La seconda gemella, un po' impaurita da quello che aveva visto sopportare dalla prima, si lasciò comunque deflorare nella stessa identica maniera.
Anche il suo buchetto strettissimo, una volta sfilato Il gioiellino, era rimasto così aperto da consentire al pene del Maestro di sverginarla senza grossi traumi. 
Anche lei pianse come la gemella e anche lei provò quel piacere quasi intollerabile la prima volta che provoca la sodomia e ne fu allo stesso modo travolta.
Mentre ancora singhiozzavano e con le gambe che tremavano per un'emozione di quella prima calda e intensa volta, il Maestro le condusse per mano in bagno.
Fece inginocchiare le ragazze nella capiente vasca da bagno e andò a mettersi davanti a loro, col pene durissimo che aspettava soltanto carezze e baci per esplodere.
Le due gemelle si ripresero immediatamente nel vedere quel pene favoloso che aveva appena conosciuto e navigato i loro buchini più stretti davanti ai loro occhi. 
Seguendo le istruzioni impartite, incollarono le loro bocche a quella cappella che aveva appena violato il loro buco più sacro e provocarono una densa esplosione di sborra.
Per quella volta il Maestro volle che sprecassero il suo seme senza accoglierlo nelle loro bocche assetate ma spargendolo sui loro corpi nudi.
E una volta che ebbe finito di eiaculare sulle due adolescenti inginocchiate davanti a lui, le bagnò anche con una copiosa pioggia dorata.
Avete superato anche l'ultimo esame, disse il Maestro, siete diventate esperte suonatrici di flauto con il massimo dei voti, mie bellissime gemelle.
Ma è importante mantenersi in allenamento, per cui vi voglio qui ogni settimana, per controllare che i vostri progressi restino tali.
Il Maestro sapeva che prima o poi le gemelle avrebbero trovato qualcun altro a cui suonare il flauto ma intanto sarebbe stato lui a godersele. 
E le ragazze parevano bene intenzionate a proseguire nello studio di quello che era diventato il loro strumento preferito che suonavano con maggior piacere. 
END


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