A casa di Nonna aveva imparato ad andare già da piccolina, quando sua madre le inviava un cesto di leccornie preparate solo per lei, in quanto l'anziana donna era di salute cagionevole, almeno così si diceva.
Ancora all'epoca nel bosco si avvistavano i lupi e la mamma di CR le aveva raccomandato di fare attenzione e nel caso avesse visto un lupo, di non scappare terrorizzata ma di restare ferma ad attendere che se ne andasse e la lasciasse in pace, in quanto troppo piccolina per essere mangiata.
Col tempo CR aveva capito che si trattava di una favola per tenere i piccini lontani dal bosco, in compenso le era capitato di incontrare qualche cane randagio a cui aveva gettato qualcosa da mangiare.
Era consuetudine che, arrivata a casa di Nonna, prima di entrare dovesse bussare e attendere a lungo perché la vecchia era lenta a camminare fino alla porta per sbloccare i catenacci che la tenevano sprangata.
Ma si sa come sono i giovani, la pazienza è una virtù che crescendo perdono per strada e anche CR non faceva eccezione e quel giorno, un po' irritata perché le erano venute le sue cose, invece di bussare alla porta principale decise di entrare da quella posteriore che sapeva come aprire dall'esterno.
Cercò la chiave che Nonna teneva nascosta sotto un sasso per aprire la porta in caso di emergenza ma non la trovò e allarmata da quella scoperta, provò la maniglia che si abbassò.
Entrò in silenzio e trovò la cucina deserta, così continuò fino al salotto dove nonna trascorreva le sue giornate in poltrona a leggere ma non la trovò neanche lì.
La porta del bagno era aperta e dentro non c'era nessuno, così non le restò che provare a vedere nella camera da letto ma a un passo dalla porta, udì degli strani rumori.
Le sembrarono come i guaiti di un animale braccato che però si mutarono in gemiti che al momento le parvero di dolore, eppure qualcosa nella sua testolina le disse che quella era la voce di Nonna ma non stava certo soffrendo.
La porta della camera da letto non era completamente chiusa e avvicinatasi la vide carponi sul letto ed era nuda, i grandi seni che ballavano sotto di lei e i capelli tutti tirati all'indietro ma quando CR si
allungò ancora di più per vedere, con grande stupore notò che la lunga coda di cavallo di Nonna era tenuta stretta come fossero redini da un uomo nudo anche lui, che la stava chiavando da dietro.
CR era giovanissima ma ne sapeva abbastanza per riconoscere un amplesso e quella era proprio una congiunzione carnale tra un uomo e la Nonna che sembrava gradire assai e gridava a ogni spinta che riceveva con grande generosità dal suo amante.
Siii gridava Nonna, siii ancora, dai sfondami, fammi godere, strillava con una voce che CR non le aveva mai udito ma ovviamente non aveva mai visto la Nonna intenta a un rapporto sessuale prima di quel momento.
Se subito quella vista le era parsa terribile, col passare dei momenti, delle spinte e delle grida di Nonna sempre più simili a gridolini di piacere, CR si senti strana, specialmente tra le gambe, dove pian piano le si era acceso un fuoco.
Portando una mano dentro le mutandine si scoprì bagnata e le venne voglia di toccarsi ma si trattenne fino a quando Nonna, dopo essere venuta, si staccò dal suo amante e si chinò a prenderglielo in bocca.
Per un istante CR vide il bellissimo pene irrigidito dell'uomo scomparire nella bocca spalancata di Nonna e quella visione la costrinse a infilare le dita nella sua fessura, scivolosissima per l'eccitazione.
Godo troiaaaa, gridò l'uomo mentre scaricava una gran dose di liquido seminale nella gola di Nonna e altrettanto urlò silenziosamente CR mentre veniva a sua volta, spingendo a fondo le dita nella sua acerba fichetta.
Ma come sempre le avveniva quando si accarezzava in solitudine nel buio e nel calore del suo letto di notte, il suo orgasmo fu molto intenso e prolungato, molto di più di quello dell'uomo che Nonna aveva appena fatto godere.
Così non riuscì a evitare di farsi scoprire, perché quando cominciava a provare quelle sensazioni meravigliose, doveva per forza andare fino in fondo e godere appassionatamente.
Fu l'uomo nudo e col pene ciondolante che grondava sperma, ad accorgersi della sua presenza e ad andare verso di lei, mentre stava ancora con la mano tra le gambe e si mordeva le labbra per il piacere che stava provando.
Incurante che non avesse ancora finito di tremare di piacere, l'uomo la prese per un polso e la trascinò sul letto, dove Nonna era ancora col culo per aria e la bocca piena del seme salato del suo amante.
La Nonna non parve particolarmente sorpresa di essere stata beccata da CR in quella situazione particolarmente calda perchè in fondo era rassegnata prima o poi ad essere scoperta dalla nipote che le gironzolava spesso per casa.
Inoltre, l'uomo che in quel momento era ancora nudo in camera da letto col pene che non voleva saperne di sgonfiarsi malgrado la recente eiaculazione, era solo uno dei tanti che avevano quel privilegio.
Forse era uno dei più belli e meglio dotati oltre che con una grande resistenza e la capacità di farla godere come desiderava ma era sempre uno tra molti.
Che cosa dobbiamo fare di lei, le chiese il suo amante con un vocione che per un istante spaventò CR, la dobbiamo ammazzare così che non riveli il nostro segreto a nessuno?
Certo che no, rispose Nonna, tutto quello che dobbiamo fare è renderla nostra complice e penso che anche CR sarà d'accordo, quando scoprirà le delizie che si provano godendo il tuo bel pene.
Forza sali sul letto, le disse la Nonna e poi la fece stendere al suo fianco mentre il suo amante si stendeva dall'altra parte e tutti e due si misero con calma a spogliare CR che restò immobile e fu presto nuda.
Nonna ma io ho le mie cose, provò a protestare CR, ma la vecchia sorridendo le rispose che non era assolutamente un problema, in ogni caso le fece aprire le gambe e ispezionò la sua fessura acerba ma completamente bagnata di umori.
In effetti la Nonna, infilando un dito nella fica intonsa di CR vide che ne usciva leggermente striato di rosso ma niente che avrebbe fermato il suo stallone pronto alla monta.
E poi, disse Nonna, sangue chiama sangue e con un'occhiata al suo amante gli fece segno di violare la verginità di CR che guardò deliziata l'omone venirle sopra, mentre la nonna guidava il suo pene all'ingresso della sua fica.
Sii molto dolce, ordinò la Nonna al suo amante, lasciandolo libero di penetrare nella fessura stretta ma scivolosa di CR che gridò, sentendosi lacerare l'imene da quel grosso e lungo sesso.
Per sua fortuna la sofferenza fu minima e bastarono pochi colpi di reni per portarla in paradiso, mentre Nonna le accarezzava amorevolmente la fronte e la invitava a rilassarsi e a lasciare che lo stallone facesse il suo lavoro.
Un secondo orgasmo, molto più esplosivo di quello che si era regalata poco prima spiando la nonna e il suo amante, colpì il corpicino di CR come una tempesta ai tropici, facendolo sussultare e tremare di piacere.
Brava bambina, le sussurrò la Nonna mentre CR veniva intensamente, lasciati andare e pensa soltanto a godere, per poi intimare al suo amante di non provare nemmeno a sborrare dentro la fica della sua nipotina adorata.
Lo stallone ubbidì agli ordini e senza scaricare le palle che si erano nuovamente gonfiate di sperma sfilò via dalla fessura CR che rimase aperta, come una galleria dopo l'ingresso di un treno.
Mentre lui incombeva col suo corpo muscoloso tra le gambe di CR, la Nonna gli prese in mano il cazzo e naturalmente lo trovò striato di sangue di vergine e di sangue mestruale insieme.
Non era il caso di lasciarglielo infilare nella bocca della nipote in quelle condizioni e nemmeno della sua, senza prima una pulizia accurata, ma da come quel pene vibrava, sapeva che doveva fare qualcosa.
In quelle condizioni poteva soltanto maneggiarlo con sapienza, tenendolo stretto con forza e portarlo finalmente a una degna sborrata.
CR guardò deliziata la Nonna che masturbava lo stallone che grugniva di piacere e ancora più felice fu quando una serie di bolle di liquido seminale fuoriuscì dalla cappella e le fece una doccia deliziosamente calda e appiccicosa.
Nonna continuò fino a quando sembrò che stesse spremendo il pene come un tubetto di dentifricio e le ultime goccine di sborra dipinsero la sua pelle candida e delicata.
È un peccato sprecare tutto questo ben di Dio, disse la Nonna ma come vedi questo bellissimo uccello è ricoperto del tuo sangue e non ti sarebbe piaciuto prenderlo in bocca ma la prossima volta e quello che dovrai fare.
Adesso andiamo tutti in bagno che voglio farti provare un altro piacere liquido, disse Nonna e condusse CR proprio dentro la vasca da bagno e tenendo il pene dell'amante saldo in mano, lo invitò a bagnare di pioggia dorata la nipotina.
Dopo la pioggia di seme, CR provò anche l'ebbrezza della copiosa pipì che lo stallone le schizzò addosso e che parve non finire mai, calda, salata e tremendamente deliziosa sulla sua pelle.
E per finire in gloria quella meravigliosa giornata, la Nonna le insegnò anche a insaponare un perfettamente pene e a renderlo profumato e pronto per essere preso tra le labbra e leccato come un gelato.
In fondo la sua nipotina avrebbe ereditato i suoi amori, a cominciare dallo stallone che aveva deflorato la piccola Cappuccetto Rosso e che non vedeva l'ora di infilarle il suo notevole pene anche nel buchetto posteriore che doveva essere sicuramente stretto tanto quando la fichetta non più intonsa.
Ma quella è un'altra favola.
END
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