giovedì 25 settembre 2025

La Curiosità è Femmina

Lo conosco da quando era un bambino e frequentava la scuola elementare insieme a mio figlio, poi sono cresciuti insieme e sono andati alle medie insieme, mentre 
 la comune passione per il basket li ha portati ad allenarsi e a giocare e
nella stessa squadra.
Però lui, a differenza di mio figlio che è rimasto un po' bambino, crescendo ha dimostrato una maturità superiore a quella della sua età anagrafica.
Era già un ometto alle medie ed è diventato un leader nella squadra di basket, il trascinatore degli altri ragazzi in campo e nello spogliatoio.
Ed è stato proprio lì che ho scoperto come rispetto agli altri ragazzi, lui fosse quasi diventato un uomo anche dal punto di vista sessuale, e quello che gli mancava gliel'ho insegnato io. 
Il giorno fatidico in cui si può dire che ci siamo rivelati a vicenda, è stato durante lo scorso inverno, quando sono andata a prendere mio figlio dopo l'allenamento del basket.
Ogni tanto il mio ragazzo si dimentica di avvertirmi dei suoi cambi di programma e quel giorno, mentre eravamo d'accordo che dovevo andarlo a prendere, lui se ne è tornato insieme ai genitori degli altri compagni di squadra.
Poco male, perché mentre andavo ignara a cercarlo nello spogliatoio, ho trovato lui, il suo amico, il capitano della squadra, nudo sotto la doccia.
Ogni buon capitano, come insegnano le regole dello sport, è sempre il primo ad arrivare agli allenamenti ed è l'ultimo ad andare via e lui non fa eccezione.
Impagabile il suo sguardo quando mi ha vista aprire la porta del cubicolo della doccia e ancora di più la reazione della suo pene alla mia presenza.
Si è immediatamente innalzato e anche se devo dire che solo vederlo a riposo mi avrebbe fatto eccitare, la visione del suo rigonfiamento mi ha costretta a bagnare le mutandine.
Siamo rimasti entrambi immobili e mentre io lo guardavo intensamente, come se stessi facendo i raggi x al suo bel cazzo, lui è rimasto fermo a guardare nei miei occhi.
In quel momento ci siamo riconosciuti l'un l'altra, ho capito che volevo assolutamente quel pene tutto per me e lui ha capito che ero la donna giusta che non aveva nemmeno bisogno di conquistare.
Due poli di attrazione uguali e contrari tendono a incontrarsi ed è quello che è successo fra noi due, dopo quell'incontro fortuito nello spogliatoio.
Credo che il desiderio scaturito in entrambi ci avrebbe fatto già unire carnalmente quella sera stessa ma non era certo lo spogliatoio il luogo ideale.
Siamo rimasti in contatto esclusivamente per telefono per quasi una settimana, prima di poter stare da soli in un luogo appartato.
Forse quella è stata la settimana più bella della mia vita, in cui sono tornata una ragazzina alle prime armi in fatto di relazione sentimentale.
Una intera settimana di messaggi erotici e di scambio di immagini dei nostri corpi che sono servite come benzina sul fuoco delle nostre carezze.
Eppure, malgrado ci siamo masturbati spesso e a lungo in collegamento WhatsApp e anche da soli, il lunedì successivo avevamo entrambi una voglia assurda di godere insieme.
L'abbiamo fatto in una maniera scomoda ma comunque molto eccitante, prima sono andata a prenderlo in macchina in un centro commerciale, sperando di non essere vista e riconosciuta.
Poi siamo andati in un luogo appartato in cui normalmente si recano le coppiette per fare l'amore, e un po' impauriti dal timore di essere scoperti, ci siamo uniti quasi senza spogliarci.
Non ho fatto altro che togliermi le mutandine mentre lui si apriva i jeans ed estraeva il suo pene meraviglioso dallo slip.
Su quel pene mi sono seduta come se fossi su un trono e lui è entrato dentro di me profondamente, nella mia fica e nella mia testa.
L'ho cavalcato freneticamente, tanta era la voglia che mi bruciava dentro e lui è stato molto bravo lasciandomi le redini e assecondando la mia ricerca del piacere. 
È stato molto bello e molto selvaggio come ogni prima volta, anche se decisamente scomodo e incompleto ma sono venuta più volte addosso a lui. 
Quando dico che è un ragazzo molto maturo per la sua età, intendo anche dal punto di vista sessuale, visto che è riuscito a trattenersi finché non mi sono saziata.
Nella frenesia del momento nessuno dei due ha pensato di usare un profilattico e io non prendo più anticoncezionali da tempo e credo che lo avrei lasciato godere dentro di me, correndo il rischio di rimanere incinta.
Invece lui è stato molto resistente e come premio per avermi fatto godere così intensamente e a lungo ha voluto che glielo prendessi in bocca.
Un po' fatica, visto che la mia macchina non è che sia molto grande e comoda per questo tipo di attività, ho esaudito il suo desiderio e bevuto ll suo seme caldo e denso.
Da quel lunedì abbiamo preso a incontrarci una volta a settimana e lo abbiamo fatto in macchina sempre in maniera molto calda ma scomoda.
Così oggi per la prima volta ho prenotato una camera in un albergo diurno sulla costa, in una località in cui nessuno ci conosce.
Una di quelle strutture fatte apposta per consentire agli innamorati di incontrarsi intimamente, con tutte le comodità, dalla vasca idromassaggio alla sauna ma soprattutto con un grande letto matrimoniale molto comodo. 
Sono arrivata prima di lui per controllare che fosse tutto in ordine e ho trovato la camera pulita e profumata e ho riempito la vasca idromassaggio in cui mi sono immersa dopo essermi spogliata. 
Voglio che sia lui questa volta a trovarmi tutta nuda mentre faccio il bagno, come la prima volta in cui io ho trovato lui sotto la doccia.
Gli ho inviato il codice per aprire la porta della nostra camera o meglio del nostro nido d'amore per un po' di tempo e non vedo l'ora che arrivi e mi veda pronta ad essere sua. 
La voglia di afferrare il suo pene durissimo e farne quello che desidero è tanta che mi costringe a toccarmi nell'attesa del suo arrivo.
Ma non ho nessuna intenzione di soddisfare il mio desiderio in solitudine perché dovrà essere lui a farlo e meritarsi l'ennesimo pompino.
END

La Fraulein

Ho sempre odiato il mare, quello inteso come spiagge, carnai, discoteche e movida, sole cocente e abbronzatura come quelli della riviera adriatica, ad esclusione della Puglia, insomma alla Puglia perdonerei tutta sta porcheria.
Mia moglie invece apprezza la vacanza al sole che a me non piace per nulla e quindi dobbiamo trovare un equilibrio e quest'anno l'equilibrio lo abbiamo trovato andando ad affittare una villetta a schiera in un lido Ferrarese per la stagione estiva,  a un prezzo davvero concorrenziale.
Inizialmente il mio entusiasmo era del tipo sepolto sotto i piedi ma un giorno feriale in cui ero solo perché mia moglie era a lavoro in città e io nella villetta per sfruttare al meglio la spesa, è successo qualcosa.
Credendo che nella nostra villetta non ci fosse nessuno, la nostra vicina tedesca è uscita mezza nuda a stendere i suoi panni appena lavati.
Sono rimasto sconvolto dalla visione del suo splendido culone, delle sue natiche grandi a rotonde in mezzo alle quali la mutandina brasiliana era sparita.
Gutentagfrolain, ho provato a salutarla e lei sorpresa della mia presenza di cui non si era accorta, si è messa a ridere di gusto alla mia pronuncia inascoltabile nella sua lingua.
Buongiorno, ha risposto tutta allegra, non si sforzi col Tedesco, io parlo un buon italiano e girandosi mi ha mostrato due seni fantastici, grandi ma ancora ben sostenuti.
Non si è vergogna di mostrarsi quasi nuda, anzi è sembrata felice di avere qualcuno che la osservava al naturale e si è avvicinata al muretto che divide le due proprietà.
Non le dispiace se sono svestita, mi ha domandato senza attendere risposta, ma è davvero troppo caldo e come dite voi, l'umidità ammazza.
Concordando le ho risposto che non avevo nessun problema di fronte al suo corpo giunonico coperto solamente da una mutandina brasiliana che celava la sua fessura, mentre mostrava che si era depilata del tutto.
Con i capelli cortissimi alla maschietta la sua accentuata femminilità non ne veniva per nulla sminuita e anche il mio pene si è trovato d'accordo, rizzandosi all'istante.
Abbiamo parlato del più e del meno per conoscerci e così ho saputo che anche lei è qui sulla costa Ferrarese per le ferie estive col marito che al momento era uscito a fare spesa.
Non sono riuscito a evitare di chiederle, nel caso il consorte fosse mai tornato, cosa avrebbe pensato nel vederla familiarizzare con un estraneo senza nulla addosso.
Ha riso ancora e nel suo italiano quasi perfetto se non fosse per la calata Germanica, mi ha confessato che il marito non avrebbe avuto problemi, perché è abituato, anzi adora vederla nuda con degli sconosciuti.
Mio marito è, come si dice in Italia, un Cuckold, mi ha sorpreso rivelando la natura del suo uomo ridendone apertamente e mi sono visti costretto a sottolineare che anche da noi in Italia un Cuckold è un Cuckold.
Continuando a confessarsi mi ha rivelato che sono una coppia aperta, o meglio lei è apertissima a qualsiasi relazione con maschi o femmine o maschi e femmine insieme.
Suo marito è esattamente come lei, con la differenza che si limita a guardare principalmente la moglie in compagnia di estranei e secondariamente i singoli o le coppie a cui piace esibirsi.
Lo so di non essere bella, ha affermato la Tedescona, ma rimedio con la mia apertura mentale e di cosce, ha affermato, continuando l'appassionante discorso.
Adoro quando mi chiamate troia o puttana o porcona, date le mie dimensioni giunoniche, non ci trovo nulla di male, anzi mi eccita sentirmi fare quel tipo di complimenti.
E adoro anche i giochi acquatici attivi e passivi, tipo la pioggia dorata, oltre a non avere pregiudizi per i rapporti anali o con altre donne e di gruppo, insomma sono perfetta, ridacchia felice nel vedere la mia sorpresa.
Poi mi sorprende ulteriormente leggendomi nel pensiero, dicendo che a malincuore non può farmi un pompino visto che sono un bell'uomo ma che non fa mai nulla senza la presenza del marito o senza averlo informato.
Ma il consorte dovrebbe essere di ritorno a breve e in quel momento le piacerebbe venire a trovarmi a casa o magari potrei andare io da loro, così il marito potrebbe riprendere i nostri giochi con la sua telecamera.
Mi alzo e mi avvicino al muretto a cui si è appoggiata e così Erika, così si chiama, può vedere bene il rigonfiamento nel mio costume da bagno.
Le basta un'occhiata per apprezzare quello che c'è sotto anche senza vederlo ma oramai sono a portata di mano e allungando le dita mi sfiora il pene eretto sotto lo slip.
La voglia la investe violentemente, arrossisce come se fino a quel momento non mi avesse raccontato per filo e per segno la sua vita sessuale.
Mentre stringe delicatamente il mio cazzo, sentiamo l'arrivo di un'auto nel vialetto ghiaioso che porta alle villette a schiera in cui abitiamo questa estate.
È lui, sussurra la porcellona Tedesca, meno male perché non ne potevo più di aspettarlo, quel cornuto, e giù a ridere insieme a me.
Ma tra pochi istanti, appena avremo fatto conoscenza col consorte, sono sicuro che Erika si trasformerà nella fantastica troia che ha affermato con orgoglio di essere.
E io non vedo l'ora.
END

sabato 20 settembre 2025

Ballando Con Zia

Non avrei mai immaginato di trovare Zia in quelle condizioni, mezza nuda e sarebbe il meno ma più che brilla, seppure non completamente ubriaca, dopo essersi scolata una mezza bottiglia di whisky.
Musica a tutto volume, stava ballando quando sono entrato dalla porta socchiusa della villetta in campagna dove vive con mio zio che in quel momento, come quasi in ogni momento, era fuori per lavoro o per fatti suoi.
Vieni amore, mi ha detto con una voce malferma, mai sentita prima e l'alito da super alcolico, pure quello una novità per me, vieni a ballare con Zia.
Se lei almeno aveva l'alibi del whisky, io ero completamente sobrio quando le sono andato incontro, l'ho abbracciata e ci siamo stretti come due amanti, non come Zia e nipote.
Devo dire che come gusti musicali, quelli di Zia non hanno nulla a che fare con i miei ma in quel momento avrebbe pure potuto farmi ascoltare Povia che il mio pene non si sarebbe sgonfiato lo stesso.
Con il suo profumo e i suoi splendidi seni sotto il naso, ho sfiorato la sua guancia con le labbra e Zia ha pensato bene di spostare le sue labbra sulle mie e di infilarci in mezzo la lingua.
Un bacio ad altissima gradazione erotica e alcoolica, mentre ci siamo strettamente legati e abbiamo più o meno ballato in quelle condizioni per qualche minuto.
Un sogno, un incantesimo dal quale Zia mi ha risvegliato con una incredibile tenerezza che ha lenito la mia delusione per esserci interrotti.
Amore mi piacerebbe tanto ma non sarebbe giusto verso mia sorella, ha detto Zia facendomi ricadere sulla terra ma col paracadute delle sue carezze alle mie guance.
Si, mamma e Zia sono sorelle e non penso che mia madre sarebbe stata felice di sapere di una nostra unione sessuale, seppure unica e destinata a non ripetersi.
Ti sei eccitato, mi ha chiesto Zia e le ho risposto di sì, sperando che volesse toccare con mano la mia erezione poco distante dalle sue dita.
Se qualche istante prima era praticamente brilla, ora dopo essersi resa conto di aver tentato di sedurre suo nipote, era tornata totalmente lucida come se si fosse scolata una bottiglia d'acqua e non di whisky. 
Però mi ha abbracciato ancora, non così stretti come prima, senza baci appassionati e abbiamo ballato fino a quando la puntina del giradischi, gracchiando è arrivata a fine solchi.
Zia deve aver letto molto bene la delusione nel mio sguardo, perché sorridendo mi ha detto seriamente che se ne sentivo la necessità, potevo andare in bagno e sfogarmi.
Ma non l'ho fatto, abbiamo finito il ballo, il mio pene è tornato barzotto e mi sono seduto sul sofà, mentre lei si è seduta su una sedia, a distanza di sicurezza.
Perdonami, ha detto e io le ho risposto che non c'era nulla da perdonare, che quello che era successo prima era stato un sogno, oppure un fraintendimento. 
Anche se sapevo benissimo che invece si trattava della realtà, della triste realtà per cui Zia e io non avevamo concluso quel ballo facendo l'amore.
Ma da quel giorno il nostro rapporto è cambiato, non è diventato sessuale ma è rimasto molto intimo e ogni volta che ci vediamo, anche se non solo tra noi due, i nostri sguardi diventano torbidi.
Per quanto mi riguarda, vale il detto ogni lasciata è persa, anche se si riferisce a una Zia, piuttosto che a una donna al di fuori della famiglia.
END

Rosso Colore

Ti aspettavo, Laura mi sorride mentre mi invita a entrare nella camera d'albergo che ha personalmente prenotato per il nostro weekend in intimità. 
È arrivata prima appositamente per preparare un ambiente e se stessa, per quanto mi riguarda non ce ne sarebbe stato bisogno ma lei ha voluto così.
Laura è l'abbondanza fatta persona e non solo dal punto di vista estetico ma anche per l'umanità della sua persona che è immensa più del suo corpo. 
Ma io sono qui apposta per il suo corpo, per le sue grandi tette, per le sue cosce giunoniche come il suo grande meraviglioso sedere. 
Penso che abbia voluto anticipare la sua presenza qui rispetto a me solo perché non si vede sufficientemente bella e, sia detto tra virgolette, normale.
È molto sexy nella penombra in cui ha avvolto la stanza e la sottoveste che indossa è semitrasparente sui grandi seni e le arriva all'altezza del ginocchio. 
Ha portato e acceso personalmente una serie di candele profumate che danno una luce piuttosto romantica al nostro nido d'amore. 
I capelli biondi e ricci le ricadono sulle spalle e fanno da contorno al suo bel viso su cui campeggia un sorriso lievemente incerto e io penso che questa incertezza sia dovuta sempre al timore di non essere considerata bella. 
L'unico modo per toglierle questo timore è avvicinarmi a lei e letteralmente metterglielo in mano, anche se si tratta di una maniera piuttosto volgare di farle capire quanto mi piace.
Sicuramente è colpa mia che non sono riuscito a convincerla di essere una bella femmina molto attraente, malgrado le dimensioni superiori alla norma.
Forse ora, mentre stringe forte il mio pene con una mano e con l'altra soppesa le mie palle gonfie, potrà convincersi che in fondo è lei è esattamente come tutte le altre donne che hanno qualche chilo in meno. 
Ci siamo conosciuti sul posto di lavoro in cui io sono un novizio mentre lei è una veterana e non ci ho messo molto a invitarla fuori a cena e poi a trascorrere questo weekend in intimità. 
La nostra prima cena insieme ci ha visti  amoreggiare, limitandoci a baciarci come due fidanzatini alla prima esperienza, dopodiché l'ho accompagnata a casa e la cosa sembrava finita lì.
Il giorno dopo in ufficio Laura sembrava un'altra persona e le si leggeva negli occhi un certo grado di felicità, tanto che mi sono spinto a invitarla a questo weekend d'amore assieme. 
Nel frattempo siamo diventiti intimi rubandoci baci o meglio rubandoli al nostro orario di lavoro in ufficio e pian piano oltre i baci ho aggiunto alcune carezze spinte.
La prima volta che ho messo una mano tra le sue gambe mentre la baciavo, ci ha messo un po' per lasciarsi andare ed aprirsi ma c'è riuscita.
L'ho trovata caldissima e bagnata e ho capito che dovevamo, anzi potevamo andare oltre qualche gioco di lingua e di mano.
Ora è qui davanti a me che stringe il mio pene con forza e delicatezza nello stesso tempo e si rende conto che ha sugli uomini la stessa attrattiva che ha qualsiasi donna. 
La mia erezione è lì a testimoniarlo e quando le tolgo la sottoveste, mi accorgo che oltre a non indossare il reggiseno non ha nemmeno le mutandine.
Completamente nuda Laura si distende placidamente sul letto matrimoniale e apre le cosce senza timore di mostrarsi e di donarsi.
Dentro è caldissima, stretta come un guanto intorno al mio pene che scivola nella sua fessura come una lama rovente nel burro.
Gli occhi di Laura si incollano ai miei durante l'amplesso, sbuffiamo e sudiamo insieme e sottolineiamo la nostra prima chiavata con gemiti e sussurri.
Vienimi dentro, sono le sue parole di invito qualche istante prima di godere un orgasmo potente e atteso da tempo e al mio sguardo interrogativo, risponde che posso farlo tranquillamente.
Laura gode e io con lei, dentro di lei, più profondamente di quanto avrei mai immaginato e il mio seme si deposita nella sua fica che ne è il forziere.
Resto in lei anche dopo la fine dei nostri tremiti e dei nostri gemiti di piacere, mentre lei mi confessa di essere nel periodo mestruale.
Non importa, le dico serenamente e tirandomi via dalla sua fica, noto il rossore che ricopre lievemente il mio pene, misto al mio sperma appena eiaculato.
Laura ha quasi le lacrime agli occhi mentre mi chiede di perdonarla per essersi fatta penetrare durante il periodo mestruale, ma la sua voglia era troppa per farsi fermare da un po' di rosso.
Le confermo che anche io avevo una gran voglia di godere pienamente con lei, che se l'avessi saputo non mi sarei fatto fermare da così poco.
E poi, avere l'uccello ricoperto del suo sangue mestruale è una buona scusa per farmi portare in bagno e farmelo lavare dalle sue dita gentili ed esperte.
E visto che ci siamo, le chiedo di tenerlo stretto mentre faccio pipì e Laura non si tira indietro nemmeno di fronte alla mia richiesta che non le pare affatto sporca.
Direi che siamo perfettamente in sintonia e Laura a quanto pare è tanto femmina quanto giunonica e adora le stesse cose sconce che adoro io. 
E lo conferma poco più tardi, quando recuperata l'erezione le chiedo di mettersi prona sul letto e di concedersi anche dalla porta posteriore.
È stretta anche dietro, quando affondo in lei la ascolto soffrire un po', non troppo a lungo prima del premio finale, un orgasmo simile a una tempesta tropicale, piacere, fluidi e sudore.
Certo, a sapere che era nel suo periodo si poteva iniziare e finire dal suo splendido buchetto ma va bene così, d'altronde il rosso è il mio colore preferito.
END

Nonna Esibizionista

Amore che ne dici, ti piaccio, pensi che sia sexy vestita così, mi domanda Nonna uscendo da uno dei cubicoli nel bagno degli uomini dove si è appena cambiata e piazzandosi di fronte ai pisciatoi comuni.
Mi ha chiesto di accompagnarla, visto che non guida e il suo hobby preferito è, oltre a giocare con me, esibirsi nei bagni degli autogrill pieni di camionisti.
Il nostro rapporto intimo dura da anni, da quando ero un ragazzino appena sviluppato con le voglie degli adolescenti di sborrare in continuazione.
Ma come io non mi sono mai accontentato solo di lei e ho avuto altre donne più giovani, lei è attratta da situazioni scabrose e non si fa bastare il mio pene, giustamente.
A dirla tutta la cosa mi eccita e la porto volentieri a mostrarsi con addosso solo quella sottoveste rosa stretta che fa risaltare le sue curve imperfette.
Niente reggiseno, niente mutandine e tacchi alti che la slanciano e le alzano il culo, il suo bel sorriso che come miele attira nella sua rete i camionisti solitari e perennemente affamati.
Il primo davanti al quale si inginocchia è brutto, vecchio, grasso e sicuramente poco pulito a livello del cazzo ma Nonna non si fa intimorire dall'odore intenso e dal sapore acre.
Lei adora il pene poco pulito e me lo ha dimostrato più volte, prendendo in bocca il mio dopo un paio di giorni che non lo lavavo e ora col primo camionista.
Il pompino è rapido, l'uomo è troppo voglioso di sborrare e Nonna è troppo abile perché possa resistere a lungo tra le sue labbra morbide, calde e vellutate.
Il pene scivola via dopo una rapida eiaculazione, avvenuta senza nemmeno una vera erezione ma il tipo era troppo felice e con le palle gonfie per resistere al pompino di Nonna.
Dopo di lui, il diluvio, arrivano a coppie o a terzetti, il primo ha provveduto a fare pubblicità con gli altri colleghi che sono scesi di corsa ad approfittare della bocca calda di Nonna.
Nonna ne stringe due mentre ne ingoia uno e costringe tutti i cazzi alla resa e alla sborrata più o meno immediata, sono tanti che perdo il conto.
Scatto qualche foto facendo attenzione a inquadrare soltanto il viso assetato di Nonna e i peni che sugge o che le dipingono viso e corpo di seme.
Trovo che sia bellissima e che il suo volto bagnato d'amore, accostato a tutti quei sessi maschili la renda un capolavoro pornografico e mi eccita da morire.
Non tutti quelli che le schizzano sperma addosso se ne vanno soddisfatti, qualcuno attende guardando lo spettacolo degli altri convenuti e fa bene.
Il finale è ancora più liquido, uno dei camionisti appena soddisfatti non riuscendo a sborrare di nuovo, comincia a farle pipì addosso.
Nonna apprezza e abbassando la parte superiore della sottoveste elasticizzata ormai pregna di seme, offre le sue belle tette al calore liquido che le bagna copiosamente.
In breve, il primo che le piscia addosso viene imitato dagli altri che si mettono in cerchio attorno a Nonna che si gode quella doccia dorata con una mano tra le gambe per toccarsi intimamente.
Quando la tempesta acquatica finisce, Nonna viene applaudita dai presenti e prova a darsi una ripulita con l'acqua del lavandino prima di cambiarsi.
Dopo, quando risaliamo in macchina ha ancora addosso un odore pungente di fluidi maschili oltre a un vestito asciutto ma niente reggiseno e mutandine.
Quando guidando metto la mano tra le sue cosce, lei le allarga e posso finalmente masturbarla e farla godere in pochi istanti, tanto è eccitata dalla esibizione precedente.
Viene rapidamente un paio di volte durante il viaggio e a casa la porto subito nella doccia, mi spoglio ed entro con lei che si lascia insaponare tutta.
Ora sono io quello che ha bisogno di sfogarsi e Nonna, mentre insapona il mio uccello sotto l'acqua calda, ne approfitta per masturbarmi.
Vorrebbe farmi un pompino, in ginocchio nella doccia ma io ho voglia di qualcosa di più di più di quanto ha offerto in regalo ai camionisti dell'autogrill.
Andiamo a letto nonna, le dico prendendo la per mano e facendola sdraiare e saltandole addosso, infilando il cazzo nella sua fica apertissima e ancora umida.
Scivolo lentamente ma facilmente dentro di lei e comincio a chiavarla ma come sempre la voglia di godere è tanta e vengo in pochissimo tempo.
Nonna sorride vedendomi sconvolto dal piacere e mi accarezza il viso con dolcezza, chiamandomi amore e dicendomi che posso sborrarle dentro ogni volta che desidero.
È la mia Nonna, il mio amore segreto e proibito.
END

venerdì 19 settembre 2025

Mamma Allo Specchio

Mamma...sei splendida.
Lo ascolto pronunciare queste parole d'un fiato, col cuore in gola e sicuramente col pene in erezione.
Ultimamente, da quando mi sono accorta che è diventato uomo, lo faccio apposta a farmi trovare svestita in bagno o in giro per casa.
Mi lavo i denti nuda tre volte al giorno solo per lui, impiego tanto tempo con lo spazzolino elettrico in mano che vibra come la sua recente virilità.
Ti stanno bene le perle, è riuscito a sussurrarmi l'ultima volta che mi ha trovata senza veli che mi struccavo dopo una noiosa serata con le mie amiche.
Se solo trovasse il coraggio di avvicinarsi e sentire che profumo esce dalla mia fessura quando mi bagno, eccitata dai suoi occhi che mi osservano spalancati.
Amore, mi porti un altro tubetto di dentifricio che è terminato, una volta gli ho lanciato l'esca ma non c'è cascato, mi ha allungato quello che gli ho chiesto standomi lontano.
Ho sbirciato sul suo diario, incredibilmente scrive ancora a mano in questa epoca tutta internet e computer e senza password per aprirlo.
Adora la sua mamma, i miei capelli biondi a caschetto, la mia schiena quando diventa il mio bel culo e anche le mie tettine, piccole ma ancora ben sode.
E sogna, sogna di me, sogna di entrare dentro di me, sogna la sodomia, sogna di venire tra le mie labbra, scaricando sperma e tensioni.
Sogna di bagnarmi con il suo seme caldo e abbondante il viso o il seno o il culo e  mentre sogna si masturba, spesso e volentieri, lasciando in giro tracce del suo piacere sulle lenzuola e nei fazzolettini di carta buttati nella spazzatura.
Me ne sono accorta dal profumo inconfondibile di sperma che ho aspirato mentre legavo il sacchetto dell'umido per portarlo nel cassonetto dei rifiuti.
E naturalmente sulle lenzuola c'erano macchie impossibili da non notare anche quando lo sperma si era rappreso e incollato al tessuto, ma non l'ho mai sgridato, ho cambiato il letto e via.
Certo, se si decidesse ad avvicinarsi a me nel bagno, oppure mi raggiungesse a letto, farei in modo da evitargli di sporcare di succo d'uomo le lenzuola.
D'altronde è suo padre sputato, con la differenza che mio marito ha smesso da decenni di cercarmi e il suo lavoro lo porta a stare spesso lontano da casa.
Mamma ho una confessione da farti, mi sussurra tutto rosso in viso, la mia amica Paola, ricordi che qualche giorno fa mi ha invitato a trascorrere un pomeriggio di studio a casa sua?
Ecco non è che non abbiamo studiato ma lei ha voluto mettere in pratica le nozioni di educazione sessuale che c'erano state impartite a scuola. 
Amore dimmi che lo avete fatto in assoluta sicurezza, usando un profilattico che se la tua amica dovesse rimanere incinta sarebbe un grosso problema, gli ho risposto con voce preoccupata. 
Ma no mamma cosa vai a pensare, mi ha tranquillizzata il mio ragazzo, ci siamo limitati esclusivamente al petting e mentre lei mi masturbava io masturbavo lei. 
Però Paola, per evitare di spargere il mio seme tutto in giro o di raccoglierlo tristemente in un fazzolettino di carta, ha detto che preferiva che io venissi nella sua bocca, e così ho fatto.
Che dire, quando un figlio ti racconta della sua prima esperienza di sesso con una ragazza, una madre dovrebbe sentirsi non dico orgogliosa ma quasi. 
Non dico di non essermi sentita orgogliosa del mio ragazzo ma sempre con una punta di gelosia, perché avrei tanto voluto essere io al posto della sua amica Paola.
La delusione che ho sentito è stata attenuata dalle sue parole successive, in cui mi ha chiesto se potevo dargli qualche lezione per Il passo successivo che era intenzionato a fare con la sua amica.
Mamma, vorrei fare l'amore completo con Paola ma ho paura che al momento in cui decideremo di farlo, per inesperienza o altro, potrei fare degli errori. 
Tu potresti mica darmi qualche lezione, a cominciare dall'uso del preservativo, fino ad arrivare alla penetrazione che ci hanno spiegato a scuola ma che non sono sicuro di aver capito bene.
Certo amore mio, mamma sarà felice di spiegarti per filo e per segno tutto quello che ancora non ti è chiaro e sarà sempre a tua disposizione, qualsiasi domanda o dubbio tu possa avere.
Mamma in realtà io più che sulla teoria, ti chiederei di aiutarmi nella pratica, mi ha detto il mio amore, mettendomi sotto il naso la scatolina dei preservativi. 
E con mio grande stupore si è calato i pantaloni e le mutande e mi ha mostrato il suo pene durissimo in erezione, dicendo se potevo aiutarlo a indossare il profilattico. 
Anche se le mie mani in quel momento tremavano come foglie al vento, praticamente gli ho infilato io il preservativo sul suo bellissimo pene.
Il mio bambino mi ha guardata con quei suoi occhi da cerbiatto spaurito e poi mi ha domandato se potevamo passare alla lezione successiva. 
A quel punto non mi è rimasto che afferrarlo per il pene e trascinarlo in camera mia dove mi sono distesa sul letto aprendogli le gambe, affinché lui potesse imparare come si fa l'amore con una donna.
E devo dire che il mio bambino è stato davvero bravo quando si è sposato su di me come fa un'ape, quando deve impollinare un fiore.
Certo che il velo del profilattico ha un po' rovinato la sensazione di sentirlo entrare dentro di me ma prima o poi penso che potrei fargli lezione senza barriere di plastica tra le nostre intimità. 
Alla fine il voto è stato nove per quanto riguarda il modo gentile con cui ha fatto l'amore con me e purtroppo soltanto sette per la velocità di esecuzione. 
Ma lui ha tanta voglia di imparare e io di dargli ancora tante e tante lezioni affinché riesca ad acquisire la giusta durata per far godere una donna. 
Ma soprattutto per far godere me. 
END

lunedì 15 settembre 2025

Doposcuola

La Professoressa 
Faccio l'insegnante da quando mi sono laureata a poco più di vent'anni e ora al traguardo dei sessanta potrei ritirarmi e andare in pensione ma ritengo la mia non solo una professione ma una vera missione.
Ho sposato la Scuola e non ho mai avuto veramente un uomo o una donna, non mi sono mai sposata o fidanzata, nemmeno accompagnata e non me ne pento anche se da qualche tempo certe voglie che credevo totalmente scomparse, si sono riaffacciate alla mia mente e tra le mie gambe.
Ho avuto le mie esperienze e perso la verginità a trent'anni con un collega di lavoro che dopo aver ottenuto quello che voleva, si è fatto di nebbia.
Forse la delusione patita, forse sono io che sono proprio così ma da allora ho smesso di cercare o di farmi trovare.
Decenni di carezze solitarie e il mio lavoro, la scuola, gli studenti e niente altro, solo la mia missione, qualche gatto e un cagnolino che non tradisce mai.
Il mio stipendio non mi ha permesso di arricchirmi ma in compenso è stato sufficiente a creare a casa mia una piccola biblioteca privata.
Poi qualche tempo fa, il fuoco del desiderio è tornato a divampare quando l'ho visto in un pomeriggio di settembre, passare dalla biblioteca scolastica a chiedere dei libri.
In classe lui è sempre molto educato, è uno che non studia molto ma che riesce comunque a ottenere buoni risultati, si interessa probabilmente a quello che la scuola non gli dà ed è un gran lettore.
Inoltre sembra che voglia iscriversi a una facoltà universitaria che gli permetterà di diventare bibliotecario, professione umile e poco pagata ma appagante quando sei appassionato di letteratura.
Così l'ho invitato a casa mia in un pomeriggio estivo, con la scusa di mostrargli la mia collezione e lui ha accettato con entusiasmo.
Dopo avergli offerto un tè, siamo passati nella sala in cui ho sistemato i miei amati libri in una serie di bellissime librerie di legno pregiato.
Lui non se lo aspettava, né per la quantità, né per la qualità e non si aspettava nemmeno di vedermi salire sulla scala con la scusa di prendere un tomo lassù in alto, specialmente perché da lì sotto ha potuto notare un paio di cose.
Lo Studente
La Professoressa è salita sulla scaletta dicendo che voleva mostrarmi una cosa, mentre io guardavo affascinato prima le sue cosce e poi ho notato che non portava l'intimo.
Sono rimasto estasiato da quella vista e lei è scesa giù con in mano un libro di illustrazioni erotiche e tra la visione della sua fica e le immagini semi porno del libro, non so quale delle due mi abbia eccitato di più.
Sta di fatto che mi è diventato durissimo e che lei lo sapeva bene, essendone stata la causa e me lo ha confermato anche il suo sorriso sornione.
Abbiamo dato un'occhiata insieme alle immagini erotiche e mentre io ero sempre più turbato, lei sembrava al contrario essere sempre più a suo agio.
Dopo è risalita sulla scaletta e ha rimesso a posto il tomo ma invece di scendere è rimasta sul gradino e ben conscia che la mia attenzione era per quello che non nascondeva tra le gambe, si è fermata.
Ti piace quello che vedi, mi ha chiesto con una voce da telefono erotico e senza attendere risposta mi ha messo la mano sulla testa e l'ha portata a tiro di fica.
Sono sicuro di aver sentito il profumo della sua femminilità in quel momento ma la sua voglia era tale che vedendomi impacciato e immobile, ha letteralmente sbattuto la mia bocca contro il suo ventre.
Il suo sapore forte di donna eccitata è stato quello che mi ha sbloccato e mi ha fatto iniziare a leccare con dedizione quel fiore che mi aveva appena messo a disposizione.
In quel momento non ho pensato alla differenza di età o al fatto che lei fosse una mia insegnante a scuola, era soltanto una femmina che mi regalava la sua voluttà, il suo desiderio di godere letteralmente sbattuto in faccia.
Sulla scala, con la testa sotto la sua gonna, la bocca contro la sua fica e la mia lingua a bere quel succo dolcissimo, non ha fatto altro che assecondare la sua voglia di piacere.
Bello sentirla godere, ansimare e gemere mentre era sconvolta dall'orgasmo e ancora di più dopo, quando scesa dalla scaletta ha voluto sdebitarsi nello stesso modo.
Frenetica nella ricerca del mio pene, dita tremanti nello slacciare i miei jeans e abbassarmi gli slip, espressione trionfante dopo averlo preso in mano durissimo e accolto tra le sue labbra calde e vellutate, dove ho sborrato abbondantemente.
È stato quello il suo momento di guardarmi da sotto in sù e di regalarmi attimi indimenticabili di piacere, oltre a bere tutto il mio nettare di maschio.
Quella che posso definire "una lezione" è continuata a letto, dove ci siamo uniti in altri amplessi fino a sera, quando sono stato costretto a lasciarla sola.
Dovevo assolutamente tornare a casa quella sera ma abbiamo già appuntamento per un altro momenti di studio della passione e dell'erotismo, pratica, tanta pratica compresa.
END

sabato 6 settembre 2025

il Robot

Quindi sei una specie di automa, mi chiede Francesca davanti a un aperitivo in una serata di inizio autunno. 
Ci sono segreti che difficilmente restano tali se riguardano persone celebri e in un certo senso io lo sono diventato, a mia insaputa potrei dire.
Francesca non è la prima Francesca con la quale mi trovo davanti a un bicchiere prima di una serata che non potrà che finire in un letto di hotel.
Francesca ha saputo di me da qualche amica che ha già sperimentato le mie doti nascoste e mi ha contattato per uscire insieme.
Francesca ha dovuto aspettare un paio di settimane prima di ritrovarsi con me davanti a un bicchiere a parlare delle mie capacità amatoriali. 
Francesca ora ha gli occhi che le brillano, anche se non riesco a capire se si tratti di una grande curiosità piuttosto che eccitazione.
Finito il drink le propongo di seguirmi nella mia stanza in albergo che non è molto distante da casa sua, esattamente come dagli accordi che avevamo preso telefonicamente. 
Avremmo potuto andare da lei ma di solito preferisco incontrare le mie amiche curiose sul terreno neutro di una stanza di hotel. 
Verso le 22 arriviamo all'albergo dove mentre saliamo in camera, faccio segno al portiere di fare salire il cameriere con la nostra cena.
La cena non è particolarmente ricca ma il menù è quello su cui ci siamo accordati e prevede anche una bella bottiglia di bollicine in ghiaccio. 
Appositamente Francesca mi ha chiesto di non inserire nel nostro menù dei dolci e la cosa mi fa sospettare che non sia una richiesta senza senso. 
Appena finita la cena andiamo insieme in bagno a lavarci i denti e poi uno alla volta ci infiliamo sotto la doccia dalla quale usciamo nudi e profumati.
Non so per quanto tempo riuscirò ancora a seguire questo canovaccio negli incontri con le mie amiche curiose perché ormai sono diventato vecchio e il mio fisico non è più quello di una volta. 
Ma Francesca sembra apprezzare la mia nudità quanto apprezza il mio pene che una volta saliti sul letto matrimoniale vuole accarezzare e baciare. 
Con Francesca ci siamo conosciuti in rete, dove ci siamo raccontati le nostre vite e le nostre passioni che coincidono almeno in un punto e ci hanno portato a incontrarci stasera.
Francesca ha poco meno della mia età quindi non è più una ragazzina ed è una matura cinquantenne un po' abbondante ma molto attraente.
Le sue carezze mi portano all'erezione in pochi istanti e mentre la sua mano avvolge come un guanto le mie palle, le sue labbra sfiorano la mia cappella e poi il mio pene sparisce nella sua bocca.
Francesca si dimostra eccellente nel pompino ma sappiamo entrambi che non si può permettere al mio pene di svuotarsi prima della domanda di rito.
Mentre mi espone la sua richiesta sorridendo, io sorrido a mia volta e annuisco, così Francesca può tornare a finire quello che aveva appena iniziato. 
Per deliziare ancora di più i miei sensi, Francesca accarezza il mio buchino con l'indice e poi lo affonda gentilmente e senza strappi. 
Quando una donna tiene fermo il mio pene con le labbra e mi infila un dito nel culo, non riesco assolutamente a resistere se non per pochi istanti, prima di eiaculare. 
Ma in fondo Francesca è qui proprio per quello e quando dico quello non intendo per farmi un pompino ma proprio per il mio seme.
Grugnendo come un porco mi lascio andare e mi svuoto completamente nella sua bocca calda e accogliente e naturalmente Francesca lascia che il mio seme coli nella sua boccuccia fino all'ultima stilla.
Poi con un'espressione tra l'avido e il soddisfatto deglutisce lo sperma che ha appena richiamato dalle mie palle che finalmente si sono sgonfiate. 
Cioccolato, la sua richiesta è stata almeno per questa sera cioccolato, e quello che le ho eiaculato in bocca, è stato proprio caldo seme al sapore di cacao.
Ora Francesca ha un'espressione meravigliata come quasi tutte le mie amiche curiose una volta che hanno assaggiato il sapore particolare particolare delle mie sborrate. 
Un conto è sentirsi raccontare da una che è appena stata a letto con uno in grado di cambiare a suo piacimento il sapore dello sperma e un conto è assaggiarlo direttamente alla fonte. 
Credo proprio che Francesca vorrà continuare a bere dal mio pene, magari cambiando gusto la prossima volta e quindi ci incontreremo ancora.
Però non so se sarà in albergo, dovrò cominciare a incontrare le mie amiche curiose e a fare assaggiare il mio sperma in macchina, oppure nel bagno di un ristorante o di un bar. 
Purtroppo non sono più in forma come una volta e tranne il mio pene, temo che le amiche curiose non saranno interessate a molto altro.
Francesca torna alla carica, stavolta con Vaniglia e seppure io sia un po' stanco e gli accordi presi erano per una sola, sborrata, provo ad accontentarla.
Lei per aiutarmi si mette su di me, appoggiando la fica depilata e bagnata sul mio viso e tuffando la bocca a deliziarmi il pene.
Stavolta il sapore che Francesca desidera è Vaniglia ma per aiutarmi a tornare duro si mette a cavalcioni su di me, posando la sua fica sulla mia bocca per poter baciarmi il pene, formando un Sixtynine che gradisco moltissimo.
Approfitto delle sua duplice fame per assaggiare il suo sapore più intimo mentre lei bacia e lecca e morde la mia cappella con un buon successo.
Ci regaliamo a vicenda attimi di piacere e lei per prima arriva all'orgasmo durante il quale oltre a godere mi gocciola sul viso il miele della sua femminilità.
Mentre gode uggiola come una cagnetta appena montata e quello è il segnale per lasciarmi andare e sborrare tra le due labbra il mio nettare vanigliato.
La mia cagnolina non smette di tremare e di godere anche quando ha ingerito l'ultima goccina di sperma e resta distesa a godersi i momenti dopo il piacere.
A me non dispiace che lasci la sua fica a portata della mia bocca e visto che ci sono le restituisco il favore che mi ha fatto prima, titillandole il buchino e scoprendo che anche lei è molto sensibile in quel punto focale.
La mia bambina riprende a tremare come una foglia e nuovamente spinge la fica contro il mio viso, affinché io faccia il mio dovere di maschio.
Anche il suo sapore è dolcissimo, forse non come il cioccolato o la vaniglia ma è davvero buono, puro miele di donna.
END


giovedì 4 settembre 2025

Saretta Paziente e Alunna

- Abbassa le mutandine ma non toglierle, devono rimanere ben visibili - in piedi davanti a me Saretta sorride compunta e obbedisce. 
Avvicinati, sussurro con voce turbata, lei fa un paio di passettini in avanti e si ferma, mi basta allungare la mano per infilarla tra le sue cosce e accarezzare la sua pelle vellutata di ragazza che sta per diventare donna.
Non le dispiace affatto di essere toccata intimamente e per facilitarmi il compito divarica leggermente le gambe.
La mia mano risale lungo l'interno della coscia e arriva a sfiorare la sua fessura, avverto calore e umidità, segno di eccitazione che non le è mai mancata, da quando giochiamo insieme al dottore e alla paziente.
Saretta sospira quando il taglio della mia mano affonda leggermente tra le piccole labbra separandole e le mie dita cercano penetrare dentro di lei, riuscendoci senza alcuna fatica.
Da quando ha provato quella sensazione di piacere femminile non ha mai smesso di invitarmi a giocare con lei e a farla godere.
Quanti anni aveva la prima volta che si è abbassata le mutandine su mia richiesta? Era giovanissima, non ricordo più bene l'età precisa ma Saretta è sempre stata molto più donna rispetto all'anagrafe.
Adesso puoi sederti, le dico senza togliere le dita dalla sua fica e con qualche difficoltà a causa delle mutandine a mezz'asta che limitano i suoi movimenti, viene a sedersi in braccio. 
Le piace e ci piace immaginare che io sia il suo dottore, Saretta qualche volta preferisce stendersi per farsi visitare o come oggi vuole stare in braccio e godere addosso a me.
Di solito preferirei che si sdraiasse e allargasse le gambe per farsi esaminare profondamente ma va bene anche così, più che un dottore fingere di essere il suo maestro.
Non ci mette molto tempo ad avere un orgasmo quando la stringo con un braccio mentre la mia mano lavora dentro di lei. Meraviglioso sentirla tremare di piacere e attendere che i suoi spasmi si calmino poco alla volta e il suo respiro torni nuovamente silenzioso.
A quel punto le ordino di mettersi a pancia in sotto in modo che il suo sederino sia a mia disposizione.
Saretta sa benissimo che quello che facciamo insieme è qualcosa di proibito e che merita una adeguata punizione, ed è stata lei stessa a voler essere punita fin da subito.
Il suo culetto è ancora quello di una ragazzina ed è piuttosto stretto e magro ma le sue reazioni alle mie sculacciate sono da donna adulta.
Non ero convinto all'inizio che fosse una buona idea schiaffeggiare le sue natiche e farle arrossare, mentre lei si mordeva le labbra per non urlare, malgrado i miei colpi non siano mai stati particolarmente violenti.
Saretta invece se viene a sculacciata dopo un orgasmo, ricomincia a eccitarsi come se non avesse appena goduto.
In effetti tra le nostre due fantasie sviluppate fin da quando era una ragazzina, preferisce quella in cui viene punita, piuttosto che quella in cui viene ispezionata intimamente.
Potrei dire che per me pari sono ma non è così, perché quando le tormento le natiche con schiaffi leggeri, Saretta non solo si eccita intensamente ma per godere ancora è disposta a fare quello che forse non avrebbe mai fatto, senza una buona dose di sculacciate.
Scivola davanti a me in ginocchio e va a cercare quello che fino a un momento prima pulsava duramente contro il suo sederino.
Ormai a liberare l'erezione di un uomo è diventata molto brava e assai rapida e poi non è più così schizzinosa di fronte al mio pene, anche quando non è particolarmente profumato.
Lo faccio apposta, mi eccita da morire farglielo prendere in bocca quando non è pulito ma col tempo Saretta ha imparato ad apprezzare anche i sapori più ruvidi ed è arrivata a ingoiare il mio seme, invece che sputarlo via come le primissime volte.
Per me è sempre come se fosse il suo primo pompino, quando il mio pene scivola nella sua bocca fino alle palle che Saretta accarezza con grande dedizione, sapendo che è una delle cose che prediligo.
Tra le sculacciate ricevute e il piacere che mi ha regalato, ora è molto eccitata e il succo di femmina che scorre lungo l'interno delle sue cosce è rivelatorio.
Ci  scambiamo di posto e stavolta è il mio turno di toglierle le mutandine, per avere accesso libero alla sua umida femminilità. Come ho già detto, mi piace farle assaggiare il sapore del mio sesso in tutta la sua intensità,  anche quando l'igiene intima non è al meglio ma nello stesso tempo voglio che anche la sua fica sia in più al naturale possibile.
Così quando affondo il viso nella sua fessura posso inebriarmi dei suoi profumi e dei suoi sapori più intensi e regalarle un secondo orgasmo, ancora più prolungato e piacevole del primo.
Finora i nostri giochi sono stati esclusivamente di tipo manuale e orale ma non so fino a quando riuscirò a trattenermi.
La voglia di infilare l'uccello dentro di lei è sempre più prepotente e non riesco quasi più a tenerla a bada con le fantasie del dottore o del maestro.
Temo fortemente che anche lei desideri sentire finalmente un uomo che oltre a deflorarla, la faccia sentire donna, penetrandola e non soltanto accarezzandola.
Dico temo perché non voglio assolutamente essere io colui che coglierà il suo fiore prelibato, a meno di non scegliere di entrare dalla porta posteriore.
Qualche volta, mentre affondo bocca e lingua nella sua fica, provo a stuzzicare anche il buchetto e sembra che a Saretta non dispiaccia.
Ma una cosa è essere titillata con una falange o due e un'altra è la sodomia, che sono sicuro diventerebbe il nostro gioco preferito, se lei dovesse provarne l'ebbrezza.
Sono sicuro che prima o poi succederà e Saretta amplierà i suoi orizzonti sessuali come già successo anni fa, quando mi ha aperto le gambe senza che dovessi forzarla a fare nulla.
E io non vedo l'ora.
END

La Sirena - Notte D'Amor Tradito

Mi sembra un accordo perfetto quello che abbiamo stipulato anche senza definire ogni virgola e la Sirena mi dimostra che non stava parlando a vanvera.
Già averla nuda ogni momento in giro per casa sarebbe una gioia fantastica ma poi c'è tutto il resto che ha promesso e che mantiene nel pomeriggio e verso sera. 
Quando hai una certa età, la prostata ti dà qualche problema e ti costringe ad andare spesso a pisciare ma nel mio caso o meglio nel nostro caso, si rivela una fortuna.
Ogni due o tre ore la prendo per mano e la porto con me in bagno e la Sirena sempre con molta delicatezza mi aiuta a sgocciolare e si compiace perché alla fine se lo ritrova duro tra le dita.
Le sue carezze sono coccole deliziose che mi fanno tornare giovane almeno col pensiero, a quando qualche ragazza della sua età mi faceva godere nella stessa identica maniera.
C'è poi lo scambio di visioni che mi concede quando è il suo turno di fare pipì e mi invita a chinarmi davanti a lei e da molto vicino a guardare la pioggia dorata che scende tra le sue cosce.
E dopo la terza volta in cui ho posato gli occhi su quella cascatella dorata, calda e profumata, la Sirena mi concede pure di assaggiare il suo sapore più intimo.
Ricambio le sue attenzioni affondando la mia lingua nella sua fessura come se fosse un pene e infilando le dita in aiuto, quando la lingua non basta.
La sua fame non era soltanto gastronomica, e meno male perché io come cuoco sono molto scarso ma come leccatore di fica me la cavo decisamente meglio.
La notte la trascorriamo insieme nello stesso letto, perché lei non ha voluto che io andassi a dormire nella stanzetta degli ospiti o sul divano.
E che sorpresa quando dopo cena mi ha fatto mandare giù una mezza pillola azzurra, da lei definita miracolosa e che dopo mezz'ora mi ha reso duro e invincibile. 
L'unica cosa che mi ha proibito la Sirena è di venire dentro di lei e ora sono qui che sto tentando di mantenere fede alla parola data, anche se faccio molta fatica.
Però la Sirena mi conosce bene o meglio conosce bene gli uomini e mi cavalca invece di farsi cavalcare, in modo da potersi ritirare quando la mia resistenza si affievolisce.
Si è seduta sul mio cazzo dandomi le spalle, così mentre mi chiava saltandomi sopra, può anche strizzarmi le palle quando capisce che non riesco più a trattenermi. 
Un gioco di dolore e di eccitazione che portiamo avanti fino a notte inoltrata e che le permette di godere una serie di orgasmi che la lasciano spossata e tremante.
Prima di buttarci sul letto distrutti e soddisfatti, la Sirena mi concede l'ultimo pompino, bevendo avidamente il mio succo fino all'ultima goccia. 
Dopo il piacere la Sirena si confessa e mi rivela come la sua telefonata a cui ho assistito senza capire, sia stata con il ragazzo che ama e da sempre fa parte della sua vita.
Mentre mi dice queste cose sento lo stomaco contrarsi per l'invidia ma immagino che il risentimento del suo amante sia molto peggio.
Il fatto è che alla Sirena piace davvero la varietà, malgrado lo ami e per mia fortuna adora anche il pene maturo, che secondo lei emette un seme dal sapore più dolce di quello dei maschi giovani.
Così capita spesso che in seguito a un litigio, lei finisca per lasciarlo solo e andarsene in giro a trovare ciò che le piace di più, ovvero qualche cazzo sconosciuto.
Stavolta è capitato a me e naturalmente dopo aver ascoltato la sua confessione, non posso fare altro che dichiararmi più che felice di ospitarla fino a quando vorrà.
END

La Sirena - Prendere In Mano La Situazione

La Sirena è affamata, anche se a guardarla non si direbbe, il ventre quasi piatto e il viso sorridente ma un po' tirato non danno l'idea della mangiatrice.
Però divora gli spaghetti che le ho preparato e vederla un po' mi preoccupa perché come cuoco sono pessimo e sono capace di preparare ben poche cose in maniera decente.
E poi è difficilissimo preparare anche solo in po' di sugo per gli spaghetti quando una Venere bionda nuda ti gira per casa.
Quando va a fare pipì non chiude la porta e non mi sgrida se la vado a spiare, sembra che mostrarsi in momenti intimi non le dispiaccia, anzi.
Quando l'ho spiata stamattina e lei non ha battuto ciglio e non ho potuto fare a meno di chiederle se non la infastidisse sentire addosso il mio sguardo.
Ha sorriso, nessun fastidio, ha detto, d'altra parte mi piace stare nuda quando posso e qui tu me lo permetti e poi ha aggiunto che dovrei stare nudo anche io.
Però non è la stessa cosa, la Sirena ha tanto da mostrare e tutto bello, io che potrei farle vedere se non che sono grasso e con un pene nella norma e generalmente sgonfio?
Meglio che tenga la mia maglietta e i pantaloncini addosso e quando vado a fare pipì chiuda la porta, anche se l'idea che lei venga a spiarmi mi eccita.
Nel pomeriggio guarda i soliti insulsi programmi che dà la TV e io le preparo la stanzetta degli ospiti e quando finisco di preparare il suo letto lei è in bagno a farsi una doccia.
Porta aperta, un invito che accolgo immediatamente e ho anche la scusa che non si è portata un telo per asciugarsi, così quando finisce di lavarsi, mi trova lì ad avvolgerla in un vecchio accappatoio.
La avvolgo e la abbraccio, la stringo ma solo per il tempo necessario, anche se alla fine il mio pene si è eretto come non gli accadeva da tempo.
Lei lo sa, capisce quando un uomo che le sta vicino ha una erezione a causa sua, sorride e mi getta l'accappatoio che la copriva.
È fantastica, un fisico da indossatrice ma con due tette magnificamente grandi, i lungi capelli biondi che le ricadono sulla schiena fino all'altezza del culo, stretto e invitante.
Esce dal bagno e io chiudo la porta e fingendo di pisciare mi masturbo ma non ho il tempo di terminare quello che ho iniziato che lei torna sui suoi passi.
Aspetta, faccio io, mi dice con voce bassa e mi cinge da dietro, posando la mano sulla mia che stringe il pene.
Per un po' facciamo insieme ma poi mi convince a lasciarla fare e quando me lo stringe forte, io non riesco a trattenermi. 
L'eiaculazione è difficoltosa e anche sofferente, da quanto tempo una donna non prende in mano il mio pene e lo costringe alla resa? 
La Sirena mi masturba e mi fa godere, come se quei gesti e quel piacere che riesce a regalare a uno sconosciuto, siano qualcosa di assolutamente normale nella sua vita.
Quando il mio pene termina di schizzare e sussultare, lei continua a tenerlo stretto tra le dita, sussurrando che adora il sesso maschile anche se non più giovane. 
Per cui, continua lei, ogni volta che vai in bagno a fare pipì perché non mi chiami e io vengo a darti una mano e a farti godere?
Continua

La Sirena - L'Approdo

Verso le cinque di ogni mattino mi alzo per andare a pisciare, brutta cosa diventare vecchi.
Però abito sul mare, in una casetta solitaria in riva alla spiaggia, apro la finestra e guardo il mare alle prime luci del giorno, mentre lo tengo in mano e sgocciolo, ed è così che lei mi vede, col pene in mano floscio e sgocciolante.
Ci osserviamo a vicenda, lei è nuda di spalle, la testa girata indietro e sembra pronta a lanciarsi in acqua e io piscio, col cazzo in mano.
Passano lunghi istanti, poi lei mi sorride e mentre mi sono immobilizzato, si avvia verso il mare.
Finisco la minzione e torno a letto pensando a chi possa essere quella Sirena che è capitata a casa mia o magari che sia stato solo un sogno, una visione.
Sogno di lei, nuda, mentre si occupa del mio pene, baciandolo, leccandolo e poi il sogno finisce e mi risveglio con un desiderio di masturbarmi e pisciare di nuovo.
Dal bagno mentre sgocciolo nuovamente non si vede nessuno sulla spiaggia e appena finisco esco sulla veranda e guardo l'orizzonte.
Nessuna e nessuno.
Poi la voce alle mie spalle dice buongiorno e col cuore in gola mi giro a la vedo, seduta ma vestita, contro la parete a fianco della porta. 
Della proprietà privata non le interessa molto e nemmeno a me, sono troppo felice che la Sirena sia ancora qui.
La guardo, la mia espressione deve essere a scelta o felice oppure da demente perché lei sorride come se non capisse bene quello che sta succedendo.
Hai fame, le chiedo e la Sirena bionda annuisce, si alza e mi segue in cucina dove la faccio sedere al tavolo e inizio a preparare il caffè.
Siedo vicino a lei, riempio la sua tazza mentre divora un croissant e finalmente posso osservarla da vicino e con cura.
Bionda, lunghi capelli bel tenuti, gran seno al riparo dal mio sguardo sotto una maglietta bucata dai suoi capezzoli, indossa dei pantaloncini corti e ha gambe lunghe e sedere stretto.
Cazzo, è bellissima, come ogni Sirena che si rispetti.
Vorrei chiederle come si chiama, da dove viene e perché si è fermata a casa mia ma non ci riesco, i miei pensieri sono solo sconci, come i miei sogni.
La Sirena non mi legge nel pensiero per quanto riguarda la mia curiosità ma coglie sicuramente il mio turbamento.
Sussurro un sei bellissima che la fa sorridere ancora e quando sorride è ancora più bella, che maledetta banalità.
Posso stare nuda, mi chiede all'improvviso, senza un motivo plausibile che non sia quello del caldo intenso di queste giornate d'agosto.
Puoi stare come vuoi, faccio appena in tempo a risponderle che si libera della maglietta e i suoi seni grandi e leggermente cadenti ballano davanti a me.
Via tutto il resto e posso osservare il suo corpo flessuoso, un minimo accenno di pancia, le cosce lunghe e una depilazione completa e accurata.
Come ci riesca andando in giro per il mondo e fermandosi dove capita, resta un mistero.
Però ha una borsetta e ci tiene portafoglio e telefonino, non è isolata dal mondo come non lo sono io.
Faccio una telefonata, mi annuncia ed esce sulla veranda mentre mi occupo di lavare moka e tazze e cercando, per la privacy, di non ascoltare.
Non capisco quello che dice ma il tono è leggermente concitato, con chiunque stia parlando non è una conversazione tranquilla.
Quando torna dentro è imbronciata e deve chiedermi assolutamente qualcosa, sembra anche un po' in imbarazzo.
Mi chiede se può restare, tempo indefinito, forse vorrebbe spiegarmi il perché della sua richiesta ma si ferma al mio si, un si detto senza pensarci, senza tentennamenti, pieno di stupide speranze.
Mi salta al collo, nuda, profumata di mare, bellissima, calda e meravigliosa.
Esauriti gli aggettivi lascio che mi abbracci e mi baci sulle guance e poi un po' ubriaco comincio a preparare il pranzo.
Continua

mercoledì 3 settembre 2025

Storia Di Famiglia Cinque - Flavio

Sono arrivato alla villetta ai margini del bosco in una radiosa mattinata estiva, calda ma non afosa e con una certa sorpresa la prima persona che ho visto è stata Carlotta, una cugina di secondo grado, nuda e bellissima che mi è corsa incontro.
Dopo di lei sono stato accolto calorosamente da sua sorella Laura e poi dai nonni e nessuno di loro indossava abiti, così ho notato la dotazione fuori serie del nonno a dispetto della sua età.
Nonna da perfetta padrona di casa mi ha invitato a entrare e mi ha preparato caffè e biscotti che ho gradito molto e poi mi ha chiesto se mi dispiacesse spogliarmi proprio come loro quattro.
Non è stato semplicissimo ma l'ho fatto con l'aiuto delle cuginette che mi hanno levato via i vestiti e lo slip, poi mi hanno preso per mano e portato in giardino.
Poco dopo ci hanno raggiunto i nonni e nonna ha iniziato a fotografarmi dapprima da solo e poi in compagnia delle cugine che hanno iniziato a toccarmi intimamente.
È stato così bello sentire addosso le loro labbra, le loro lingue, le loro mani in ogni anfratto che il mio pisellino si è eretto e Laura ha iniziato a masturbarmi mentre Carlotta si è chinata a prenderlo in bocca.
Nonna scattava a raffica e mi sono ritrovato il nonno alle spalle e ho avvertito la presenza del suo pene che si strusciava contro le mie natiche, poi le sue dita mi hanno aperto e senza nessun preavviso mi ha penetrato profondamente.

Il ragazzo Flavio mi ricorda uno di quei giovinetti ai tempi dei Romani o dei Greci, coi suoi capelli ricci che sembrano quelli di una ragazzina, proprio come il suo corpo è molto femminile.
Natiche strette che chiedevano solo di essere spalancate e buchino ancora più stretto ma desideroso di essere riempito di carne e seme e perché non avrei dovuto esaudire il suo desiderio anale.
Ho lasciato solo per un attimo che Laura e Carlotta leccassero la mia cappella per renderla appena scivolosa e poi l'ho sfondato e sverginato con passione.
Flavio ha gridato ma nulla ha fatto per evitare la sodomia e dopo qualche colpo assestato con una certa urgenza, ha iniziato a provare un doloroso piacere.

Avevo detto a mio marito di essere paziente e di non approfittare subito di quel ragazzino e della sua bellezza ma non c'è stato verso e appena le ragazze lo hanno coinvolto nei loro giochi, lui è intervenuto.
Quel porcone inoltre si è messo a favore della mia macchina fotografica prima di sfondare quel culetto vergine e poi è stato brutale e violento ma il nipotino non sembrava desiderare altro.
Una delle sorelle si è messa davanti al cuginetto sodomizzato e gli ha preso in bocca il suo pene piccolo e stretto, mentre l'altra, alle spalle del nonno, gli ha infilato la lingua tra le natiche.

Ho gridato per un istante, credendo che il mio buchino violato stesse andando a fuoco ma poi la sensazione di bruciore indicibile è mutata in un piacere così profondo che invece di gridare ho iniziato a gemere e a godere.
Intanto che il nonno mi sfondava, la cugina Laura ha preso il mio pene in bocca e sono venuto tra le sue labbra godendo e sborrando a lungo come mai mi era accaduto in vita mia.
Poi anche il nonno con la complicità di Carlotta che gli stava leccando il buchetto è esploso nel mio culo ed è stato magnifico anche rivedermi dopo nelle foto scattate da nonna.
Credo di essere fatto per ogni tipo di sesso, almeno questo è quello che mi ha detto nonna, con cui sono d'accordo, visto che mi è piaciuto tantissimo non solo la sodomia ma anche ricevere un delizioso pompino dalla mia cuginetta.
È stata la vacanza più bella della mia vita e con grande dispiacere sono dovuto rientrare dopo solo una settimana a casa mia ma durante quei giorni non solo ho goduto tantissimo ma penso di essere diventato anche molto più adulto.
Ho chiesto ai miei genitori di poter tornare appena possibile a visitare i nonni e i miei si sono detti d'accordo e anzi erano decisamente felici ma naturalmente non sanno qual è il vero motivo e questo mio affetto improvviso. 
Continua

Storia Di Famiglia Quattro - Nonna

Sono stata fortunata ad avere un marito così ben dotato, sia per le dimensioni del suo pene che per l'ampiezza delle sue vedute, tali quanto le mi e l'ho seguito in ogni suo desiderio con molta naturalezza.
Sin dalle spiagge su cui camminavo nuda insieme a lui e dove ogni tanto ci fermavamo per unirci carnalmente sotto lo sguardo curioso e famelico dei naturisti come noi e dei guardoni masturbatori, fino al parco della nostra villetta, dove abbiamo educato le nostre nipotine a esibirsi e a godere senza freni inibitori.
All'inizio il suo pene dentro di me era sufficiente a farmi provare orgasmi indicibili ma col tempo ho maturato altri desideri meno carnali e più mentali.
Era meraviglioso anche provare la sodomia nelle spiagge naturiste, mentre intorno a noi si accalcavano altri appassionati di nudismo oltre ai masturbatori seriali e ai guardoni.
Era così eccitante che molto spesso concedevo a qualcuno dei nostri spettatori un contatto manuale o orale, fino a provocare copiose sborrate anche di gruppo.
Ho poi adorato insegnare a Laura e Carlotta come maneggiare il pene del loro nonno ben dotato e a regalargli piacere, avendo in cambio eiaculazioni da record mentre le osservavo, le fotografavo e mi accarezzavo.
Forse le ho spinte tra le braccia o meglio sul pene del loro amato nonno ma non me ne pento ed è stato assai bello e soddisfacente per tutti quanti, specie per le ragazze.
Ricordo bene l'espressione delusa e un po' arrabbiata del viso di Carlotta quando vide la sorella per prima afferrare il pene del nonno e baciarlo con voluttà e desiderio.
Per evitare gelosie e risentimenti ho deciso che anche Carlotta pur essendo più piccina di un anno rispetto a Laura, dovesse fare la stessa esperienza sessuale e l'ho invitata a toccare il pene del nonno.
Fortunatamente mio marito oltre a essere ben dotato è ancora molto virile e una sola eiaculazione non basta a spegnere la sua erezione, almeno non completamente.
Aveva appena finito di dipingere la sorella maggiore col suo seme che ho consentito a Carlotta di prendere in mano il pene afflosciatosi e coadiuvarlo nella minzione.
Carlotta era così felicemente deliziosa, mentre ha afferrato il pene sgonfio, lo ha sostenuto e ha indirizzato la pioggia dorata abbondante e profumata nell'erba.
Ancora più contenta è stata quando le ho permesso di baciare la cappella gocciolante di succo salato e ha visto l'erezione di suo nonno tornare durissima.
Da quel giorno le due sorelle hanno deliziato il nonno in coppia, sia che usassero le loro dita divenute presto esperte di masturbazione maschile che con le loro labbra vellutate e morbide.
Entrambe assetate di sperma e felici di essere bagnate con ogni succoso liquido maschile sui loro splendidi corpi, divenuti ora quelli di due donne bellissime.
Ogni tanto concedo loro anche una ciliegina sulla torta di seme che adorano ricevere e lascio che insieme accostino le loro labbra alla mia fica per deliziarla come deliziano il nonno.
In quei momenti ritrovo la voglia di accogliere tra le mie labbra il pene grande salato e sempre durissimo di mio marito e lasciare che si svuoti le palle mentre osserva le nipotine leccarmi con passione.
Infine a coronamento di un periodo d'oro per la mostra età e le nostre voglie, è arrivato Flavio, un bisnipote che ha espresso il desiderio di passare con noi quattro le vacanze estive.
Continua 

Storia Di Famiglia Tre - Il Nonno

Le mie nipoti sono state la ragione della mia gioia anche in tarda età, quando ormai mia moglie si era stancata di avere rapporti sessuali con me e necessitava di sollecitare la sua fantasia per eccitarsi e godere saziandosi da sola.
La fotografia è stata la maniera e la scusa che unita alla nostra passione per il naturismo, ci ha regalato piaceri inattesi durante la nostra vita da persone mature.
Sara mia moglie è stata in gioventù una donna molto calda e ha sempre ricevuto con passione il mio pene che notoriamente era ed è di dimensioni notevoli.
È sempre stata una naturista convinta fin da quando l'ho conosciuta a amata e per anni ci siamo divertiti andando in vacanza in luoghi deputati non solo al nudismo ma anche all'amore libero ed esibizionista.
Adorava stare nuda sotto gli occhi degli altri naturisti e anche fare l'amore con me, mostrandosi orgogliosa nel farsi penetrare in tutti i modi possibili e qualche volta omaggiando qualche spettatore con le dita o la bocca.
Con l'età abbiamo smesso di andare in giro a cercare l'avventura naturista ma abbiamo sviluppato un nostro peculiare naturismo fatto in casa o al limite nel giardino della nostra villetta.
Quando eravamo ormai un po' stanchi anche di questa nostra passione, sono arrivate le nostre bellissime nipotine Carlotta e Laura a rivelarsi assai predisposte come noi ai giochi sessuali e fotografici.
Prima le abbiamo fatte appassionare a una certa forma di esibizionismo familiare e quando sono cresciute abbastanza, mia moglie le ha iniziate al sesso usando il mio pene come campo di battaglia.
Laura è stata la prima a posare le sue labbra sulla mia cappella e con tanta dolcezza a provocare una sborrata epica e a farmi godere come un riccio.
Quel giorno non me lo aspettavo assolutamente ed è stato meraviglioso ritrovarmela inginocchiata davanti al mio pene che si è immediatamente innalzato al suo cospetto.
Mi è sembrato che dopo i primissimi momenti la mia dolce nipotina si sia rivelata un'ottima allieva e abbia preso letteralmente in mano la situazione con una certa maestria.
Ho goduto tanto e riversato su di lei, dal viso, lungo il suo corpo fino ai suoi piedini scalzi, una copiosa cascata di sperma denso e caldissimo che Laura ha gradito sulla sua pelle delicata e di velluto.
Era bellissima, dipinta di seme e le foto scattate da mia moglie lo testimoniano e ogni tanto quelle foto le ripeschiamo per guardarle insieme. 
Mentre rivediamo la mia dolce nipotina col mio pene tra le labbra o ricoperta di sborra, mia moglie mi masturba e io infilo le dita nella sua fessura e godiamo insieme.
Continua

Storia Di Famiglia Due Carlotta

Ho un anno in meno di mia sorella Laura e per questo lei è stata la prima a trovarsi in mano il pene del nonno, un giorno di tanti anni fa, quando aveva appena compiuto quindici anni.
Fu nonna a convincerla anche se non dovette insistere molto e fu sempre nonna a farle compiere i primi passi, facendola avvicinare e sfiorare il primo pene della sua vita che fino ad allora aveva solo ammirato.
La stessa cosa avevo iniziato a fare dai dodici anni, quando andando a trovare i nonni nella villetta ai margini del bosco, Laura e io ci spogliavamo e ci lasciavano fotografare nude e innocenti.
Mi piaceva girare nuda per casa o uscire nel giardino, spesso inseguita da nonno con in mano la vecchia fotocamera analogica verticale con cui ci scattava nudi meravigliosi in bianco e nero.
All'inizio ero timida come Carlotta e ci coprivamo i seni o le parti intime ma un poco alla volta ci siamo sciolte dalle nostre vergogne e abbiamo iniziato a mostrarci per le femmine che siamo poi diventate.
Penso di essere stata io la prima ad aprire le gambe e a farmi fotografare la mia natura acerba e senza un pelo pubico, ma anche a toccarmi davanti all'obiettivo, perché mi eccitava da morire mettermi in mostra.
Sono stata anche la prima a correre nel parco dietro la villetta e a chinarmi tra le foglie cadute e l'erba del prato a fare pipì, mentre nonno mi spiava e puntava l'obiettivo sulla mia cascatella dorata.
Avrei tanto voluto essere la prima anche a toccare il suo pene e a dargli piacere con le dita e la bocca ma l'anno di età con mia sorella maggiore mi ha privato di questo privilegio.
Però ero lì a guardare Laura avvicinarsi con prudenza al grande sesso del nonno che non si aspettava che la sua nipotina volesse diventare donna, conoscendolo intimamente.
Fu nonna a iniziarla al sesso e Laura perse rapidamente la timidezza iniziale quando si rese conto di quale effetto avesse sul nonno e sul suo pene una carezza o un bacio sul glande.
Nonna come maestra, le spiegava la teoria e la mia sorellina la metteva in pratica, dimostrandosi un po' per volta una allieva eccellente, pronta a imparare e a concedere e osare sempre di più.
Guardando Laura sfiorare con una mano le palle del nonno e con l'altra impugnare il suo pene come uno scettro, mi eccitai e non riuscii a fare a meno di toccarmi, proprio come stava facendo nonna.
Dolcemente la mia sorellina sollecitava manualmente il pene di nonno, muovendo con lentezza la mano e facendola scorrere lungo l'asta, scappucciando la cappella che pareva un fungo prossimo all'esplosione.
Il suo premio fu una copiosa eiaculazione che la bagnò dai capelli ai piedi, disegnando il suo corpo flessuoso di ragazzina con rivoli di seme denso e salato che nonna immortalò in una serie di immagini sconce e magnifiche.
Continua

Storia Di Famiglia Uno - Laura

Esiste una foto spettacolare che ritrae il nonno, nudo e con la sua vecchia Rolleiflex a nascondere il suo pene, con a fianco mia sorella Carlotta e io, nude e sedute sull'altalena, insieme ad altre che tengo custodite gelosamente in casa e che prima o poi riverserò su qualche supporto moderno.
Questa bellissima immagine è solo la punta dell'iceberg, ed è decisamente casta rispetto a tante altre che il nonno o la nonna scattavano quando Carlotta e io tutte nude giocavamo con il suo grande pene, regalandogli baci e carezze intime e regalandoci tremiti di piacere e dolci sensazioni.
I nonni abitavano in quella vecchia villetta appena fuori dal bosco, immersa nella natura in una zona quasi deserta e perfetta per le loro tendenze naturiste e per quelle sessuali che erano assai particolari.
Spesso mia sorella e io andavamo a trovarli e trascorrevamo i weekend o le vacanze estive presso di loro che ci avevano insegnato la meraviglia che si prova a stare nudi dentro e fuori casa e a giocare con i nostri e altrui genitali senza alcuna inibizione.
Era il nonno il centro di quel mondo, lui e le sue macchine fotografiche, mentre la nonna era più che altro osservatrice e Carlotta e io perfette come modelle e attrici senza veli e sempre più ardite nelle nostre esibizioni in suo onore.
Avevo quindici anni la prima volta che la nonna mi invitò a toccare il pene del nonno, ed era da qualche anno che quando stavo da loro mi toglievo tutti gli abiti e mi lasciavo fotografare nuda, proprio come Carlotta.
Il nonno era molto dotato e il suo sesso ciondolava davanti a lui, impossibile da non notare e spesso quando si eccitava fotografando mia sorella o me o entrambe, aveva una erezione imponente che nonna non mancava mai di segnalarci con orgoglio.
Tanto per dare un'idea delle sue dimensioni, scherzando con Carlotta dicevamo che quando nonno arrivava in una stanza o in un luogo, era sempre preceduto dal suo pene immenso.
Nonna doveva però essersi stancata di ricevere quel paletto carnoso dentro di sé perché non l'ho mai vista farsi penetrare ma soltanto accarezzarlo o prenderlo in bocca.
Più che altro nonna era come una regista che diceva a noi attrici quando e cosa fare e se vedeva qualche esitazione davanti alle richieste più sconce, interveniva per dare l'esempio e tranquillizzarci.
Ma dopo i primissimi tempi, sia Carlotta che io imparammo ad apprezzare tutte le voglie dei nonni di qualsiasi tipo fossero e sempre finalizzate al piacere.
Così un giorno, avevo appena compiuto quindici anni e Carlotta ne aveva uno in meno, nonna finalmente mi chiese se volessi diventare una donna e imparare come si rende felice un uomo.
Sapevo cosa intendeva e annuii, curiosa e vogliosa di vedere cosa sarebbe successo e se quel calore che avvertivo tra le cosce sarebbe diventato il piacere che fino ad allora mi concedevo in solitudine.
Nonno arrivò senza sapere che ero pronta per toccarlo, nonna mi spinse dolcemente verso di lui e accompagnò la mia mano a sfiorare il pene ciondolante, caldo e soffice.
Ma quella morbidezza improvvisamente si mutò in una durezza marmorea quando nonno capì che volevo conoscere con altri sensi quella parte del suo corpo che fino ad allora avevo solo visto.
Vederlo e sentirlo diventare durissimo tra le mie dita provocò in me alcune reazioni, la prima una rinnovata e meravigliosa eccitazione che mi fece bagnare completamente tra le gambe.
La seconda fu di una enorme soddisfazione pensando appunto di essere la responsabile di quella durezza improvvisa che fece eccitare anche il mio orgoglio di femmina acerba.
Seguivo le istruzioni di nonna che con la sua voce suadente e gentile mi indicava la via per provocare nel nonno la massima eccitazione e nello stesso tempo imparare la geografia del suo organo sessuale.
Il pene di nonno da vicino era bellissimo e aveva un profumo intenso, acre e dolce nello stesso tempo, le palle sotto l'asta erano tese e gonfie come la cappella turgida e lucida quando lo scappucciai.
Continua

Sogno

Ho fatto un sogno, quasi lo grida mentre entra al bar e vede la sua compagnia di giro riunita.
C'è Antonio con la Chiara, Gigi e la Franca, c'è Santo e Berto che di sta mettendo le dita nel naso.
Le ragazze fumano, a lui ha sempre dato fastidio il fumo, infatti deve reprimere qualche colpo di tosse appena si avvicina.
C'è bisogno di urlarlo? gli chiede Antonio, e lui riflette, sorride a concorda che non sia il caso di farlo sapere a tutti, meglio abbassare la voce.
Che hai sognato, vuole sapere l'amico incuriosito dalla sua espressione sorniona, dai spara.
Era una sogno strano, dice lui, ero a letto con l'Ornella ma non nel senso di scopare, o meglio anche ma non eravamo soli e sembrava che nessuno dei due volesse scopare.
C'era un po' di traffico su quel letto, tipo via Indipendenza prima che la chiudessero al traffico veicolare.
Antonio lo guarda male, come per dire che cazzo stai dicendo e lui abbassa ancora di più la voce, c'era l'Ornella con addosso  una camicetta da notte di pizzo bianco.
Quando mi sono avvicinato l'ha sollevata e sotto era nuda, niente mutandine e mi è venuta con la fica sulla faccia, solo che in quel momento mi ha svegliato Birba.
Birba è il suo gatto, vivono insieme da tanti anni e quando ha fame, a qualsiasi ora del giorno e della notte, gli va vicino e miagola in quella maniera strana che sembra un lamento pre morte.
Però era lei, ne sono sicuro, sorrideva mentre stava per mettersi a cavallo della mia faccia, purtroppo non ho potuto fare altro che svegliarmi, dice con tono di rammarico.
Antonio lo guarda, scuote la testa, l'Ornella non gli darebbe mai l'opportunità di scoprire che profumo ha la sua fica e anche lui lo sa bene.
È una delle più belle ragazze non solo che bazzicano il bar ma dell'intero paese, inoltre è più vecchia di lui di un anno e anche se è sempre gentile e affabile è decisamente fuori portata.
Antonio torna vicino a palpare la Chiara, lui si siede al tavolino e si guarda intorno per controllare la situazione, si sa mai che l'Ornella passi da quelle parti ma lei lavora al negozio e difficilmente avrà tempo anche solo per un caffè.

Non devi sognarmi, hai capito, gli dice una Ornella arrabbiata ma che lo sgrida a bassa voce perché l'altra gente del bar non senta, sei un porco.
Scommetto che ti sei fatto un pugnetta pensando a me in quella maniera, Ornella è una furia gelida, quel coglione di Antonio si deve essere divertito a spifferarle del suo sogno.
O forse lo ha detto a Chiara e quella sfigata lo ha sussurrato all'Ornella e quindi ciao ciao Ornella, resterai un sogno impossibile da realizzare.
Offrimi un caffè, dice Ornella tornata calma ma sempre in tensione e lui si alza, corre al bancone e chiede un caffè.
Glielo porta che sembra il cameriere più ossequioso della terra e quando poggia la tazzina sul tavolino, l'Ornella la prende e lo manda giù.
È rimasto in piedi al suo fianco e lei con un gesto magnanimo gli fa segno di potersi sedere, grazie mia regina.
Siede al suo fianco senza sapere cosa dire, lei non parla e rende quel silenzio ancora più strano ma è felice solo di starle vicino, anzi che lei gli stia vicino.
Davvero hai sognato che eravamo a letto insieme, gli domanda con un sussurro Ornella, però col tono di chi in fondo è lusingato e un po' meno arrabbiato.
Lui annuisce, le racconta il sogno, con tutti i particolari che riesce a ricordare e sottolinea come la sua memoria sia volatile e stia iniziando a dimenticare.
Ma la sensazione che ha provato nel momento in cui ha riconosciuto Ornella in colei che sollevava la camicia da notte davanti per fare una cosa meravigliosa, quella no, non si può cancellare.
Cosa provavi, gli chiede Ornella ed è seria, davvero lo vuole sapere e lui ci pensa e perde un po' di tempo a pensarci.
Meraviglia, risponde turbato dal ricordo e dalla curiosità di lei, meraviglia e piacere per quella situazione fantastica.
Ornella sorride, lui la guarda e sorride di rimando e lei gli rivela che in quella estate calda e afosa sta dormendo con addosso proprio una camiciola bianca.
E senza le mutandine, sussurra rivelandogli un segreto talmente intimo che lui resta senza fiato, mentre il pene gli si rivolta nello slip.
Ornella si alza in piedi, mentre lui è inchiodato dalla sorpresa e corre al bancone a pagare i caffè.
La guarda andare via e mentre scappa lo saluta con la mano e con l'espressione di chi ti sta dando una possibilità.
Ma forse è soltanto una sua impressione e di solito le sue impressioni sono tutte sbagliate.
END

La Campagna

Loredana vide arrivare il vecchio fattore sul John Deere verde ed ebbe il solito tremito che provava sempre quando lo vedeva.
Adorava gli uomini di una certa età e i John Deere, essendo nata e cresciuta in una famiglia contadina e quello le piaceva davvero parecchio, lui e il trattore.
Era una ragazza non bellissima ma piuttosto formosa, gran seno e cosce carnose e di solito gli uomini si giravano volentieri a guardarla e quello che scese dal John Deere non fece eccezioni.
Era sudato malgrado avesse lavorato tutto il giorno con l'aria condizionata a palla sul mezzo ma a Loredana gli uomini piacevano così.
Si bagnò tra le gambe appena avvertì il profumo del suo sudore, acre ma non in maniera pesante, sudore di giornata, non roba vecchia dai vestiti.
L'uomo voleva vedere suo padre ma lei era sola, il genitore con la madre era lontano a una fiera in altra città e non sarebbe tornato prima di un paio di giorni.
Quando glielo disse vide l'ombra della delusione sul suo volto e pensò che avrebbe dovuto fare qualcosa per farlo sorridere come ogni volta che la vedeva.
Così gli offrì una birra e senza attendere che accettasse, si alzò e corse in casa a prenderne un paio gelate dal frigo e tornò di corsa da lui.
La birra seppure poco alcoolica le faceva perdere le inibizioni, anche se non era più di mezzo litro che scolò rapidamente per trovare il coraggio di fare quello che aveva pensato ora e sognato tante volte di fare.
Lui ora sembrava meno deluso e Loredana tutta rossa in viso, per compiacerlo gli chiese a bruciapelo se voleva vedere le sue tette che erano notoriamente grandi e belle.
Al suo annuire, Loredana le tirò fuori dalla maglietta bianca che indossava sotto la salopette da lavoro e l'uomo si rese conto che le storie su di lei erano tutte vere, aveva davvero due bocce grandi e belle.
Puoi toccarle se vuoi, gli disse Loredana e l'uomo esitò per un attimo, pensando forse alla differenza di età, lui un sessantenne e lei nemmeno trentenne.
Ma dopo qualche istante allungò la mano e gliene strinse una, facendola gemere di voluttà e a quella reazione raddoppiò, strizzandole anche l'altra.
Loredana a cui piaceva da morire quel tipo di strapazzata, avvertì il fuoco divampare sotto la pancia ed ebbe la certezza di aver inondato le mutandine di succo di donna.
Ti faccio un pompino, disse senza starci tanto a pensare e gli si inginocchiò davanti con l'intento preciso di tirarglielo fuori e prenderlo in bocca.
Come per le tette, Loredana era nota anche per l'abilità orale e in pochi gesti ebbe in mano il suo bel cazzo, barzotto, sudato e profumato come piaceva a lei.
Era un pene grosso piuttosto che lungo e assai nodoso che in pochi istanti raggiunse una poderosa erezione, facendola andare in brodo di giuggiole.
Glielo afferrò con le labbra e lasciò che lui si spingesse nella sua bocca fino in gola e la usasse per benino, assaporando nel contempo quel sapore forte di maschio non troppo pulito che adorava.
Sollevò gli occhi, incrociò il suo sguardo e capi che non poteva cavarsela solo con un pompino e infatti lui dopo un po' la fermò, dicendole che stava per venire.
Loredana era pronta a farsi sborrare in bocca ma non fece obiezioni quando lui la fece rialzare, girare su se stessa e le abbassò le spalline della salopette che lasciò cadere fino ai piedi.
Lui le sfilò le mutandine e cominciò a palparle il bel culone punteggiato da foruncoli rossi di cui un po' si vergognava e anche per quello preferiva fare pompini alla luce del sole.
Ma lui non vi fece caso, essendo più interessato a divaricarle le natiche e a infilare le dita nella sua fessura e poi inaspettatamente, con le dita umide, le infilò indice e medio nel buchetto, facendola gridare di sorpresa e dolore.
E prima che Loredana potesse dire o fare qualcosa per impedirglielo, alla dita sostituì il pene e quella bruciante inculata la fece urlare ancora di più.
Gli disse che era un porco e che le stava facendo male ma non fece altro che renderlo ancora più eccitato e lo spronò involontariamente a sodomizzarla con ancora più forza.
Il vecchio,  oltre a penetrarla brutalmente a fondo, le schiaffeggiò le natiche facendole diventare rosse ma a quel punto Loredana aveva iniziato a provare un piacere lancinante.
Fu travolta da un orgasmo indicibile mai provato prima che la costrinse a gridargli di sfondarla e violarla con ancora maggior ruvidezza e fu accontentata.
Quando lui uscì dal suo culo, Loredana era stravolta, ansimante e col respiro cortissimo che non fece in tempo a recuperare che si ritrovò la cappella rossa e turgida puntata sulle tette.
Lui le indicò il pene e Loredana posò le labbra sulla cappella lucida e riprese a fargli un pompino o meglio ci provò perché improvvisamente fu dipinta sul viso da una scarica potente di seme caldo.
Schiuse le labbra per assaggiare il nettare che sprizzava copioso e apprezzò anche quel sapore, quello che considerava il vero sapore di un uomo.
La parte finale della sborrata fu dedicata alle sue grandi tette che furono bagnate e riscaldate dalle ultime stille del getto caldo di sperma.
Si rese conto solo a quel punto di come lui tremasse, in piedi davanti a lei e riconoscente gli ripulì il pene da ogni traccia di sborra prima di chiedergli se voleva fare anche pipì su di lei.
Incredulo il vecchio non volle privarsi nemmeno di quel piacere e dopo essersi concentrato, iniziò a bagnarla con la sua pioggia dorata che Loredana lasciò cadesse sulle sue tette.
Sei una troia, le disse lui amorevolmente intanto che si svuotava e Loredana annuì, mordendosi le labbra per quella parola che adorava ascoltare nei momenti intimi.
Alla fine gli ripulì il pene per la seconda volta, assaggiando anche il sapore acre delle ultime goccine della minzione e gli sistemò l'uccello nelle mutande.
Avevano fatto davvero tutto in fretta, seppure in modo soddisfacente perché lui doveva tornare nei campi a finire i lavori di quella giornata.
Loredana consapevole dei suoi doveri verso il lavoro gli sorrise mentre se ne andava e gli disse che poteva tornare quando voleva che l'avrebbe trovata sempre pronta a soddisfarlo.
Col buchetto addolorato lo guardò allontanarsi sul John Deere verde e silenziosamente ringraziò i suoi genitori per non essere stati presenti e averle dato la possibilità di godere nella maniera che più la soddisfaceva.
Peccato soltanto che quel sapore misto di pene poco pulito, sperma e pioggia dorata non sarebbe durato all'infinito ma la speranza era che lui tornasse per ricominciare quello che avevano appena iniziato.
END


Tris D'Assi

Sara guardava quel meraviglioso incastro tra Laura e Claudio, i suoi due amici e amanti, da una posizione particolarmente vicina.
Stava sotto il ventre di Laura mentre Claudio la penetrava da dietro, sfondando le sue difese senza fatica e con grande soddisfazione per entrambi. 
Sara osservava eccitata la fica gocciolante della sua amica amante e il pene di Claudio che entrava e usciva come un treno nella galleria stretta e proibita, con le palle gonfie che gli ballavano là sotto.
Quando andò a titillare il clitoride di Laura con la lingua, la troietta ebbe un orgasmo travolgente che per poco non provocò anche l'eiaculazione di Claudio che si ritrasse all'ultimo istante.
Ora Sara aveva davanti ai suoi occhi affamati, oltre al sesso di Laura, anche quello durissimo, bagnato e ciondolante di Claudio, la cui cappella turgida appariva lucida e vogliosa delle sue coccole.
Afferrò dolcemente il cazzo scivoloso e si allungò a lappare il glande, finendo per passare la lingua sulle piccole labbra di Laura che ancora ansimando respirava a fatica, dopo il piacere intenso della sodomia.
Provocò Claudio leccando prima e mordendogli poi la cappella e conscia dell'approssimarsi della sborrata, lo abbandonò, a favore della fichetta gocciolante di Laura.
Per prolungare l'agonia del suo maschietto preferito, si limitò poi a masturbarlo mentre leccava appassionatamente la sua amica del cuore che sembrava decisa a godere di un secondo orgasmo, esclusivamente orale.
D'altronde Sara era innamorata di lei più che di Claudio e desiderava farla felice il più a lungo possibile e per questo quel pene fortunato doveva trattenersi il più possibile, ogni volta che si incontravano nel B&B affittato per il weekend.
Laura invece per quanto non disdegnasse i rapporti lesbici, adorava la sodomia e ritrovarsi in tre era stato perfetto per le loro passioni erotiche.
Claudio era un bell'uomo, non più giovane ma discretamente dotato che aveva avuto la fortuna di trovare in Laura il suo alter ego, nel senso che il buchetto di lei aveva assoluta necessità di essere riempito dal pene di lui.
E colmo di fortuna, dopo i primissimi incontri a due, Laura gli aveva proposto di aggiungere una terza persona, ovvero Sara nei loro appuntamenti sessuali che fino a quel momento però non gli aveva concesso altro che carezze e baci, tenendosi in serbo per la fica della sua amica e amante.
Claudio avrebbe desiderato infilare l'uccello anche nel suo buchetto ma Laura gli aveva spiegato che doveva avere pazienza e accontentarsi del suo culetto.
L'uomo conscio della fortuna di ritrovarsi in un terzetto anziché in un semplice duetto, aveva seguito il consiglio e non aveva mai tentato di forzare Sara a una penetrazione e si era limitato a toccarla e baciarla ogni tanto ma vedendo che Sara non reagiva come Laura alle sue carezze, aveva desistito. 
Certo che era difficile trattenersi da ispezionare i suoi due buchetti che sembravano fatti esclusivamente per il piacere ma non voleva rovinare tutto e per troppo egoismo e troppo in fretta.
Quel giorno però Laura aveva deciso che la pazienza e la costanza di Claudio andavano premiate e prima del loro incontro intimo ne aveva parlato con Sara che un po' riluttante aveva accettato la proposta della sua amante e amica.
È semplice, le aveva spiegato Laura prima del loro incontro intimo con Claudio, proverò io a penetrare il tuo bel culetto e se la cosa ti piacerà cederò il posto a lui e al suo pene.
Eccitata dal piacere appena provato della sua amica, Sara ricordando l'accordo preso, si mise prona sul letto e guardò Laura negli occhi che felice prese il dildo che si era portata dietro e lo allacciò in cintura.
Claudio che era al corrente del tentativo della sua amata Laura di convincere l'amica, si occupò della lubrificazione del dildo e qualche goccia di olio profumato la lasciò cadere sul buchino di Sara che rabbrividì a quel contatto caldissimo.
Sara non aveva mai subito una penetrazione di nessun tipo, a parte quelle con le dita ed era un po' spaventata per la sofferenza che era sicura avrebbe provato quella prima volta.
Laura però fu molto attenta, facendo attenzione a ogni brivido e a ogni lamento della sua amata che stava sverginando dalla porta posteriore. 
Ma contrariamente al dolore che aspettava di provare, Laura avvertì soltanto un calore fortissimo al buchetto e le sensazioni che provò la portarono molto rapidamente a un orgasmo intenso e prolungato.
Era talmente eccitata e felice per quel piacere che afferrò l'uccello di Claudio che si era messo davanti a lei, nel tentativo inutile di consolarla e e lo portò alle labbra per succhiarlo avidamente.
Sorpreso da quella meravigliosa iniziativa, Claudio lasciò che Sara prendesse il suo pene in bocca, mentre gli accarezzava le palle con una strana delicatezza.
Il pompino non durò a lungo ma Claudio non se ne ebbe a male perché Sara gli sussurrò di sostituire Laura e il suo dildo con il suo pene.
Malgrado fosse eccitatissimo anche lui, Claudio obbedì mettendosi alle spalle di Sara intanto che Laura estraeva il dildo dal buchino stretto appena violato.
Approfittando dell'allargamento del buchetto causato dalla penetrazione del dildo, Claudio affondò subito fino alle palle e mettendo le mani sui fianchi di Sara, iniziò la danza della sodomia che la ragazza apprezzò immediatamente. 
Laura non riuscì a capire quante volte Sara ebbe l'orgasmo o forse furono ondate su ondate di piacere che durarono molto a lungo, fino a quando Sara urlò che voleva che Claudio le sborrasse nel culo.
L'uomo finalmente si rilassò e grugnendo come un porco in calore, si lasciò andare e scaricò in quel buchetto non più vergine ma sempre strettissimo, una colata di seme caldo e denso.
Più tardi, quando si furono saziati e calmati, i tre come avevano già fatto altre volte, restarono distesi sul letto a godere quella sensazione di rilassamento post orgasmica.
Solo che stavolta la formazione non era più quella precedente, quando era Laura a stare in mezzo ai due amanti ma era Claudio ad essere al centro dell'attenzione delle due porcelline. 
E tutte e due non smettevano di coccolare il suo pene umido e sgonfio dopo la doppia battaglia appena sostenuta e Sara, con sua grande soddisfazione, continuava a dire di aver perso anni e anni di piacere completo e di desiderare di recuperare il tempo perduto. 
Anche Laura era felice che la sua amata amichetta e complice si fosse finalmente sbloccata e avesse provato quanto fosse meraviglioso essere penetrata da un maschio ben dotato e resistente come Claudio.
Non restava ora che convincerla a perdere la verginità per eccellenza ma era sicura che non avrebbe faticato molto a  farle capire che era arrivato il momento di concedersi finalmente anche a quel piacere.
END