Avvicinati, sussurro con voce turbata, lei fa un paio di passettini in avanti e si ferma, mi basta allungare la mano per infilarla tra le sue cosce e accarezzare la sua pelle vellutata di ragazza che sta per diventare donna.
Non le dispiace affatto di essere toccata intimamente e per facilitarmi il compito divarica leggermente le gambe.
La mia mano risale lungo l'interno della coscia e arriva a sfiorare la sua fessura, avverto calore e umidità, segno di eccitazione che non le è mai mancata, da quando giochiamo insieme al dottore e alla paziente.
Saretta sospira quando il taglio della mia mano affonda leggermente tra le piccole labbra separandole e le mie dita cercano penetrare dentro di lei, riuscendoci senza alcuna fatica.
Da quando ha provato quella sensazione di piacere femminile non ha mai smesso di invitarmi a giocare con lei e a farla godere.
Quanti anni aveva la prima volta che si è abbassata le mutandine su mia richiesta? Era giovanissima, non ricordo più bene l'età precisa ma Saretta è sempre stata molto più donna rispetto all'anagrafe.
Adesso puoi sederti, le dico senza togliere le dita dalla sua fica e con qualche difficoltà a causa delle mutandine a mezz'asta che limitano i suoi movimenti, viene a sedersi in braccio.
Le piace e ci piace immaginare che io sia il suo dottore, Saretta qualche volta preferisce stendersi per farsi visitare o come oggi vuole stare in braccio e godere addosso a me.
Di solito preferirei che si sdraiasse e allargasse le gambe per farsi esaminare profondamente ma va bene anche così, più che un dottore fingere di essere il suo maestro.
Non ci mette molto tempo ad avere un orgasmo quando la stringo con un braccio mentre la mia mano lavora dentro di lei. Meraviglioso sentirla tremare di piacere e attendere che i suoi spasmi si calmino poco alla volta e il suo respiro torni nuovamente silenzioso.
A quel punto le ordino di mettersi a pancia in sotto in modo che il suo sederino sia a mia disposizione.
Saretta sa benissimo che quello che facciamo insieme è qualcosa di proibito e che merita una adeguata punizione, ed è stata lei stessa a voler essere punita fin da subito.
Il suo culetto è ancora quello di una ragazzina ed è piuttosto stretto e magro ma le sue reazioni alle mie sculacciate sono da donna adulta.
Non ero convinto all'inizio che fosse una buona idea schiaffeggiare le sue natiche e farle arrossare, mentre lei si mordeva le labbra per non urlare, malgrado i miei colpi non siano mai stati particolarmente violenti.
Saretta invece se viene a sculacciata dopo un orgasmo, ricomincia a eccitarsi come se non avesse appena goduto.
In effetti tra le nostre due fantasie sviluppate fin da quando era una ragazzina, preferisce quella in cui viene punita, piuttosto che quella in cui viene ispezionata intimamente.
Potrei dire che per me pari sono ma non è così, perché quando le tormento le natiche con schiaffi leggeri, Saretta non solo si eccita intensamente ma per godere ancora è disposta a fare quello che forse non avrebbe mai fatto, senza una buona dose di sculacciate.
Scivola davanti a me in ginocchio e va a cercare quello che fino a un momento prima pulsava duramente contro il suo sederino.
Ormai a liberare l'erezione di un uomo è diventata molto brava e assai rapida e poi non è più così schizzinosa di fronte al mio pene, anche quando non è particolarmente profumato.
Lo faccio apposta, mi eccita da morire farglielo prendere in bocca quando non è pulito ma col tempo Saretta ha imparato ad apprezzare anche i sapori più ruvidi ed è arrivata a ingoiare il mio seme, invece che sputarlo via come le primissime volte.
Per me è sempre come se fosse il suo primo pompino, quando il mio pene scivola nella sua bocca fino alle palle che Saretta accarezza con grande dedizione, sapendo che è una delle cose che prediligo.
Tra le sculacciate ricevute e il piacere che mi ha regalato, ora è molto eccitata e il succo di femmina che scorre lungo l'interno delle sue cosce è rivelatorio.
Ci scambiamo di posto e stavolta è il mio turno di toglierle le mutandine, per avere accesso libero alla sua umida femminilità. Come ho già detto, mi piace farle assaggiare il sapore del mio sesso in tutta la sua intensità, anche quando l'igiene intima non è al meglio ma nello stesso tempo voglio che anche la sua fica sia in più al naturale possibile.
Così quando affondo il viso nella sua fessura posso inebriarmi dei suoi profumi e dei suoi sapori più intensi e regalarle un secondo orgasmo, ancora più prolungato e piacevole del primo.
Finora i nostri giochi sono stati esclusivamente di tipo manuale e orale ma non so fino a quando riuscirò a trattenermi.
La voglia di infilare l'uccello dentro di lei è sempre più prepotente e non riesco quasi più a tenerla a bada con le fantasie del dottore o del maestro.
Temo fortemente che anche lei desideri sentire finalmente un uomo che oltre a deflorarla, la faccia sentire donna, penetrandola e non soltanto accarezzandola.
Dico temo perché non voglio assolutamente essere io colui che coglierà il suo fiore prelibato, a meno di non scegliere di entrare dalla porta posteriore.
Qualche volta, mentre affondo bocca e lingua nella sua fica, provo a stuzzicare anche il buchetto e sembra che a Saretta non dispiaccia.
Ma una cosa è essere titillata con una falange o due e un'altra è la sodomia, che sono sicuro diventerebbe il nostro gioco preferito, se lei dovesse provarne l'ebbrezza.
Sono sicuro che prima o poi succederà e Saretta amplierà i suoi orizzonti sessuali come già successo anni fa, quando mi ha aperto le gambe senza che dovessi forzarla a fare nulla.
E io non vedo l'ora.
END
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