giovedì 26 febbraio 2026

La Fabbrica - La Signorina Succi

Nomen omen si poteva dire o meglio ancora nomen donna, data la sua predilezione per i pompini che dispensava da quando aveva tredici anni ed era una ragazzina curiosa alle prime esperienze.
Dagli anziani del bar del corso era passata agli studenti e ai professori dell'università dove si era laureata e poi una volta trovato l'impiego alla fabbrica come assistente sociale, aveva assistito direttori, dirigenti e capi reparto, sempre con grande soddisfazione di tutti.
Ma se una volta non aveva problemi a soddisfare anche il povero pensionato che giocava a carte al bar del corso, andando con lui in bagno con la scusa di aiutarlo nella minzione, col tempo era diventata più elitaria e assisteva solo peni di figure di un certo rilievo in azienda. 
Tranne ogni tanto quando veniva assunto qualche maschio particolare, come Nino l'elettricista, bello e dicevano le voci,  molto dotato.
Ancora non ci aveva messo le mani e soprattutto la bocca sopra ma sapeva che prima o poi ne avrebbe avuta l'occasione, nel frattempo aspettava con impazienza che il nuovo direttore si sottoponesse alla visita medica nel suo piccolo ambulatorio aziendale.
Il Signor Bidasio, che confidenzialmente era soprannominato Signor Bidè, si presentò dopo qualche minuto, scusandosi per il ritardo ma era stato trattenuto da alcuni dipendenti che volevano fargli i complimenti per la recente promozione e leccargli un po' i piedi.
La Signorina Succi voleva leccargli ben altro e gli disse di spogliarsi e quando lui la guardò con l'aria di chi non capiva come mai dovesse mettersi nudo per provare la pressione sanguigna, lei gli sorrise e lui capì e si spogliò.
Prima di farlo stendere sul lettino, l'assistente sociale e dottoressa tutto pepe gli diede una mezza pastiglia azzurra da mandare giù e il Signor Bidasio obbedì.
Quando fu in posizione la Signorina Succi gli andò vicino, gli mise una mano sullo stomaco e vide con soddisfazione il pene sgonfio dare qualche segno di vita.
Sapeva che tra poco sarebbe diventato di marmo grazie alla chimica ma era felice di vederlo vibrare solo grazie alle sue carezze che diventarono ancora più intime.
Dovresti depilarti un po', disse, e curare meglio la tua igiene intima ma siccome adorava i profumi maschili intensi, non si era mai tirata indietro di fronte a una cappella dall'aroma acre e non l'avrebbe fatto quel giorno. 
Non lo dico per me, lo dico per tutte quelle che verranno in ginocchio da te ora che sei direttore, scherzò ma non troppo la Signorina Succi.
Intanto la sua mano dallo stomaco finì ad accarezzare la coscia di Bidasio e a intrufolarsi col taglio della mano a lambire il pene che si stava alzando.
Il neo Direttore sospirò e chiuse gli occhi, lasciando che l'assistente sociale facesse quello in cui era diventata famosa e li riaprì solo quando avvertì le labbra della Succi sfiorare il pene finalmente eretto.
Prendilo in bocca, la supplicò sussurrandole il suo desiderio e l'assistente sociale obbedì, accogliendo prima la cappella e poi tutta l'asta tra le sue morbide labbra.
Il Direttore trattenne un grido nel sentire quel calore intorno al cazzo ma la Succi dopo qualche istante lo abbandonò per spogliarsi a sua volta
Non era male a guardarsi, certo non era più la bella ragazza di un tempo, era una matura quarantenne di grande esperienza ma con ancora grandi voglie.
Col Direttore precedente c'erano stati tantissimi pompini, molte carezze date e ricevute ma niente di davvero soddisfacente per una femmina come lei.
Sapeva che Bidasio detto Bidè dai dipendenti, era invece uno con la fama di chiavatore e voleva metterlo alla prova, con le sue arti erotiche ma soprattutto col suo buchetto che anelava di essere riempito da un bel cazzo.
Fece sloggiare Bidè e si appoggiò di pancia sul lettino e lo invitò alla sodomia, tenendosi aperte le natiche e qualche istante dopo il pene di Bidasio scivolava senza fatica nel pertugio non più strettissimo della Succi.
Quando aveva appena sedici anni aveva perso entrambe le verginità per merito di un anziano ma ancora valido stallone del bar del corso, uno che non si era accontentato di un pompino al volo.
L'aveva portata nel capanno in riva al fiume dove organizzava grigliate con gli amici e ci aveva grigliato la Signorina Succi, prima da solo e poi in compagnia.
Da solo le aveva messo dentro il suo notevole pene, sverginandola in ogni modo possibile e le aveva fatto capire quanto fosse portata per la sodomia.
Il vecchio si aspettava che quella ragazzina acerba gridasse di dolore quando le aveva sfondato il bel culetto, Laura Succi invece si era dimostrata assai ricettiva.
Ma soprattutto aveva goduto intensamente a dispetto della sofferenza patita, mentre prima la cappella e poi tutta l'asta entravano nel suo strettissimo anfratto ed era stata felice si sentirlo venire dentro, riversandole nel culo una copiosa eiaculazione.
Finalmente ora il nuovo direttore, con le mani sui suoi fianchi, poteva di nuovo farle provare quei brividi di doloroso piacere che desiderava da troppo tempo.
Gridò che veniva mentre lui faceva altrettanto, scaricandosi dentro di lei, sborrando quasi a fatica e chiamandola troia e con altri deliziosi nomignoli.
Forse qualcuno fuori dall'ambulatorio li aveva sentiti ma Laura Succi, l'assistente sociale, non se ne preoccupò e restò, ansante e felice a godere anche le sensazioni dopo quell'orgasmo così potente e anche un po' doloroso.
Invece il Direttore, una volta espletata la funzione e aver goduto appassionatamente nel buchetto della Succi, si sistemò rapidamente l'uccello nelle mutande e tirò sui calzoni.
Lo aspettavano in ufficio per svolgere le sue funzioni delicatissime di comando all'interno della fabbrica e con un rapido saluto uscì dalla porta dell'ambulatorio. 
All'esterno stava aspettando Nino l'elettricista che aveva appuntamento per una visita praticamente simile ed entrò prendendo il suo posto. 
Gli occhi della signorina Succi si accesero di felicità quando vide entrare il giovane e ben dotato manutentore e come aveva fatto per il signor Bidè, gli disse di spogliarsi completamente. 
Anche Nino rimase leggermente perplesso di fronte alla richiesta di mettersi nudo per una semplice misurazione della pressione arteriosa ma qualcosa gli disse che in ballo c'era ben altro. 
Aveva un sesto senso per le femmine e questa sua sensibilità oltre a dargli un'idea di quello che voleva fare la signorina Succi, gli fece anche rizzare immediatamente l'uccello, una volta che si fu abbassato le mutande.
L'assistente sociale vedendo la dotazione di Nino in piena erezione ebbe un tremito che la sconvolse da capo a piedi, e si bagnò tutta, malgrado l'orgasmo appena goduto insieme al direttore.
L'uccello di Nino era molto lungo e con un diametro enorme, tanto che la signorina Succi si chiese se non avesse qualche antenato Africano in famiglia.
Poco più sotto pendevano due palle che le parverò piuttosto gonfie e promettevano di scaricare un quantitativo illimitato di liquido seminale. 
Col cuore che le batteva a mille, fece adagiare Nino sul lettino di schiena e sorrise, vedendo che il suo pene rimaneva dritto come un palo della luce.
Le differenze col pene del direttore erano tante e non riguardavano solamente le dimensioni ma anche l'igiene intima che Nino curava in maniera molto particolare.
La signorina Succi aspirò a pieni polmoni quel profumo che era solamente quello di un maschio ecccitato,, mentre quello del signor Bidè era molto più intenso e molto meno pulito.
Si mise a fianco del manutentore sdraiato sul lettino e per prima cosa impugnò quell'asta come se fosse uno scettro, godendosi l'espressione deliziata di Nino che chiuse gli occhi, mentre lei cominciava a masturbarlo.
Naturalmente era soltanto l'inizio e dalle carezze passò ai baci, chinandosi a posare le labbra sulla cappella grossa e turgida che vibrò quando lei gliela accarezzò delicatamente.
Con una abilità dettata dalla grandissima esperienza, la signorina Succi costrinse  Nino a implorarla di prenderglielo in bocca e dopo averlo fatto smaniare per un po', lo accontentò. 
Stringendogli le palle con forza per costringerlo a non esplodere immediatamente, l'assistente sociale gli fece uno dei pompini più dolci e intensi che Nino avesse mai goduto.
Stavolta la Succi fece onore al suo cognome bevendo quella colata di lava che l'elettricista scaricò nella sua bocca ingorda, mentre grugniva di piacere. 
Nino stravolto era ancora disteso sul lettino quando il cerca persone cominciò a suonare, richiamandolo al suo dovere e a fatica si tirò in piedi e si rivestì.
La signorina Succi avrebbe voluto godersi di più che quel pene che aveva appena eiaculato nella sua bocca una quantità copiosa di liquido seminale ed era rimasto comunque in erezione, ma sapeva di non poter costringere meno a rimanere con lei. 
A malincuore lo guardò uscire dalla porta e gli lanciò un'occhiata d'amore puro, gridandogli dietro che lo aspettava il giorno successivo alla stessa ora, per altri controlli medici.
Sapeva che Nino sarebbe tornato molto volentieri e sperava che il giorno dopo avrebbe avuto più tempo per soddisfare le sue voglie tornate a divampare alla visione del suo pene meraviglioso. 
Nel frattempo però doveva spegnere almeno un po' quel fuoco che sentiva divampare nel suo ventre e portò una mano tra le gambe, infilando le dita nelle mutandine per accarezzarsi e darsi piacere.
D'altra parte le visite quel giorno erano finite e non aveva più scuse per fare spogliare qualche maschio in azienda per fargli un pompino e ancora meno ce n'erano dotati abbastanza da chiavarla come si deve.
Sapeva che si sarebbe masturbata per almeno le prossime 24 ore, fino a quando Nino non fosse tornato da lei e le avesse infilato dentro quell'uccello esagerato in ogni modo possibile.
Chiuse gli occhi mentre le sue dita penetravano nella sua fessura bagnatissima e scivolosa e l'orgasmo arrivò, esplosivo e intenso proprio come desiderava.
END

martedì 24 febbraio 2026

La Fabbrica - Nino e l'Anna S

Nino era il nuovo elettricista della fabbrica e non soltanto era già, malgrado l'età ancora giovanissima, un ottimo professionista ma era anche bello e perfino intelligente.
Alto, biondo e magro, si diceva che fosse molto ben dotato, insomma la fortuna lo aveva baciato a sufficienza e in piu gli aveva donato pure quel bel sorriso sfacciato che indossava ogni giorno.
Era sposato da poco con una donna che amava moltissimo e con cui aveva avuto un Ninetto biondo e bello come lui ma gli piaceva troppo la fica per restarle fedele.
Come tutti i manutentori aveva campo libero nella fabbrica che era molto estesa e comprendeva una serie di capannoni che coprivano un terreno divisi tra due comuni.
Si entrava dalla portineria a San Lazzaro e si poteva uscire dalla parte opposta dov'era situata la Distilleria a Ozzano e si usavano delle bici per muoversi tra un capannone e l'altro.
Quel giorno Nino prese la bici in dotazione ai manutentori per rispondere a una chiamata dalla Distilleria e quando arrivò ci trovo l'Anna S in ufficio ad attenderlo.
Finalmente, disse l'Anna, una bella donna dall'aspetto un po' troppo tirato e serio secondo Nino, e che sempre secondo lui era una che pareva non ne volesse, ma invece.
Era sposata con Dedde che non si chiamava Dedde per davvero ma era soprannominato così perché balbettava ma solo quando era agitato, quindi abbastanza spesso.
Quando era tranquillo era Daniele e riusciva a parlare normalmente senza mangiarsi le parole ma bastava poco per infiammarlo e trasformarlo in Dedde.
Dedde e l'Anna erano una coppia solo per l'anagrafe, non avevano figli, non avevano rapporti sessuali, lui pensava solo allo sport, al Bologna e ad Alberto Tomba, di cui era un fan sfegatato.
L'Anna invece era una gatta morta, sembrava tutta casa e chiesa, che effettivamente frequentava, ma appena poteva si esibiva nel suo sport preferito, la fellatio.
Nino sapeva che l'Anna era bravissima in quella nobile arte, l'Anna sapeva che Nino era ben dotato e un loro incontro intimo era soltanto questione di tempo.
Così venne preso dall'ispirazione e si avvicinò all'Anna che seduta di spalle sulla sedia davanti alla sua scrivania, si era messa a ignorarlo.
Abbassò la zip e le mutande e tirò fuori il suo notevole sesso che era già in erezione al pensiero della notorietà dell'Anna in fato di pompini e glielo posò sulla spalla.
Lei avvertì subito la presenza di qualcosa e girata la testa si avvide di quel glande turgido che luccicava a qualche millimetro dal suo naso e si arrabbiò di brutto.
Sei un porco, gli urlò respingendolo e Nino batté in ritirata, si era aspettato che lei rimanesse sorpresa e magari anche un po' arrabbiata ma non così.
In fondo le aveva mostrato la sua parte migliore che normalmente faceva un effetto particolare sulle donne che avevano la fortuna di guardarlo da quella distanza. 
L'Anna invece dopo averlo allontanato e avergli detto di rimetterlo nelle mutande, sembrò calmarsi all'improvviso, come quei temporali estivi che minacciano l'apocalisse e poi lasciano spazio al sole e agli arcobaleni in pochi istanti.
Con un tono di voce molto più tranquillo, gli disse che era proprio un cretino e che certe cose non poteva farle lì, dove qualcuno avrebbe potuto vederli.
Gli ordinò di andare in bagno, dove avrebbe dovuto sostituire alcune lampadine che si erano bruciate e le donne delle pulizie si lamentavano che al buio i poveri maschietti finivano per sgocciolare dappertutto, invece che nel punto giusto.
Nino andò in bagno e attese e come quando aspetti il turno nello studio di un medico, un'attesa che fu davvero molto lunga e l'Anna gli fece scontare così le sue cattive maniere, facendolo attendere almeno una mezz'oretta. 
Nel frattempo Nino sostituì le lampadine come da richiesta ricevuta dai manutentori e poi rimase lì in piedi, con l'erezione che non accennava a spegnersi nemmeno dopo i rimproveri ricevuti.
Quando l'Anna finalmente entrò nel bagno e lui si vantò di aver già eseguito il lavoro, lei gli rispose che non aveva nemmeno ancora iniziato.
Dopo essersi chiusa la porta a chiave alle spalle, lo spinse contro il muro e poi gli fu addosso, con una mano gli prese il mento e lo baciò con violenza.
Il povero ma fortunato Nino lasciò che lei sfogasse la sua arrabbiatura in quel modo e accolse la lingua dell'Anna nella sua bocca succhiandola come un lecca lecca. 
Fu ancora una volta l'Anna a prendere l'iniziativa, afferrando il gonfiore che non aveva smesso di essere tale, da quando le aveva posato il pene sulla spalla poco prima.
Continuando a giocare con la sua lingua nella bocca di Nino, l'Anna portò allo scoperto il pene, del quale sapeva già vita morte e miracoli.
Adesso ti faccio un regalino, gli disse l'Anna mentre Nino, mezzo frastornato, faticava a capire cosa stesse realmente succedendo, ma questo fine settimana ti voglio a casa mia per alcuni lavoretti, aggiunse lei con un tono perentorio.
Dopodiché si inginocchiò davanti a Nino e immediatamente posò le labbra sul glande turgido per un bacio esplosivo che gli tolse il fiato letteralmente.
Anna finalmente toccò con mano, anzi con le labbra, quella meraviglia di cui aveva sentito soltanto parlare, mentre Nino ebbe la conferma che le voci su di lei non erano soltanto voci. 
Con grande generosità lo lasciò finire nella sua bocca calda e vellutata che Nino riempì di copioso liquido seminale, svuotandosi le palle, svuotamento di cui aveva bisogno per stare bene anche psicologicamente.
L'Anna lo lasciò così, spalle al muro, gambe che gli tremavano e il pene finalmente sgonfio, liberato dalla tensione che poco prima lo aveva reso di marmo.
Quando Nino si risistemò e riuscì a camminare normalmente passando davanti all'ufficio dell'Anna, la vide nuovamente al lavoro, come se nulla fosse successo.
Biascicando un po' le parole Nino, le chiese cosa avrebbe dovuto fare nel fine settimana per ricambiare il regalo che l’Anna gli aveva appena fatto.
Senza nemmeno alzare la testa dal computer, lei gli disse che lo aspettava sabato mattina alle 9, per sistemare l'impianto elettrico di casa che aveva qualche problemino che Dedde non riusciva a sistemare.
Il marito doveva partire proprio sabato mattina per una trasferta del Bologna o per seguire una gara di Alberto Tomba in Austria o in qualche posto gelido di quel tipo e quindi sarebbero stati soli.
Se riesci a sistemarmi l'impianto elettrico, vedrai che ti ricompenserò nel modo che desideri di più, gli promise l'Anna che poi lo congedò prima che arrivasse qualcuno. 
Mentre tornava pedalando nel magazzino dei manutentori, Nino cercò di capire cosa fosse realmente successo nella mezz'ora precedente. 
Aveva pensato di sedurre l'Anna facendole toccare con mano la sua dotazione fuori serie ma alla fine era stata lei che praticamente lo aveva violentato. 
Comunque si disse che sarebbe stato un ottimo scambio di favori reciproco, quella visita che le avrebbe fatto il sabato successivo e in effetti fu così.
In assenza di Dedde e nella tranquillità delle mura domestiche, l'Anna si dimostrò molto brava in ogni arte erotica, non solo in quella della fellatio, oltre a soddisfare le sue corpose bramosie.
A sua volta Nino sistemò i problemi dell'impianto elettrico che non erano niente di particolare e gli sembrarono solamente una scusa che un ragno usa per attirare la preda nella sua rete. 
Per fortuna le corna a seguito di un tradimento sono qualcosa di metaforico e invisibile, altrimenti il povero Dedde non sarebbe mai più riuscito a entrare dalla porta di casa.
Invece lunedì mattina, dopo un lungo viaggio di ritorno durante la notte, in cui non aveva potuto dormire nemmeno un minuto, ebbe appena il tempo di farsi la doccia e andare a fare il suo turno in distilleria.
L'Anna era già là, seduta alla sua scrivania che lavorava proficuamente come le accadeva ogni volta in cui riusciva a soddisfare i suoi desideri e i suoi bisogni più intimi. 
Dedde la raggiunse dopo essersi cambiato nello spogliatoio e la informò che una delle lampadine si era bruciata e che andava sostituita al più presto. 
Senza alzare la testa dal suo lavoro, l’Anna gli disse di non preoccuparsi che ci avrebbe pensato lei e alzato il telefono fece il numero della manutenzione. 
END

lunedì 23 febbraio 2026

Zia Marta

Qualche giorno fa mi scappava da morire, così sono corso in bagno ma ero a casa di zia Marta e quando sono arrivato sulla soglia, la porta era aperta di poco e l'ho vista che si toccava.
Fermo, immobile per timore che zia si potesse accorgere della mia presenza, credo di aver smesso anche di respirare e la spinta a pisciare è diventata ben altro.
Zia è bellissima, una copia di mia madre di cui è sorella minore ma solo di età, perché fisicamente sono quasi uguali, solo che mamma non si tinge i capelli che sono castani, zia li preferisce biondi.
Era in piedi, davanti allo specchio, il comodo vestito che indossa quando è a casa era sollevato all'altezza dell'ombelico.
Sotto il vestito le mutandine nere in cui la sua mano sembrava affondare ritmicamente, senza fretta e quasi con dolcezza zia si toccava.
E mentre si accarezzava, l'ho sentita sospirare sempre più forte, fino al momento dell'esplosione finale, in cui è stata letteralmente travolta da un orgasmo fantastico.
In quel momento, o meglio dopo aver goduto ed essersi calmata, si è accorta della mia presenza e io fino ad allora immobile, ho ritrovato non so come la forza di fuggire via, rosso in faccia come un peperone.
Stavo sul divano quando lei è tornata, fingevo che nulla fosse successo, con un libro in mano che in teoria avrei dovuto studiare mentre la mia mente era altrove.
Zia Marta si è seduta al mio fianco e per un po' non ha detto nulla e io l'ho imitata, tenendo lo sguardo nel libro anche se incapace di leggervi alcunché.
Amore, mi ha sussurrato abbracciandomi, spero di non averti turbato, è colpa mia sai, ma non sono abituata a chiudere a chiave la porta del bagno.
Averla vicina è stato terribile da una parte e magnifico dall'altra, il mio pene indeciso tra l'erezione e il pisciarmi addosso ma più verso la prima soluzione.
Lei con la testa vicino alla mia, la sua bocca suadente che parlava vicino al mio orecchio e la mia mente impazzita da quel che avevo visto e dal contatto con zia.
Non che fosse la prima volta, sin da quando ero un ragazzino zia e io siamo sempre stati molto affezionati l'uno all'altra ma mai così.
Mi perdoni, mi ha chiesto con aria desolata e io ho annuito, malgrado non ci fosse assolutamente nulla da perdonare, anzi avrei dovuto solo ringraziarla per i brividi che sentivo dentro.
Sai, qualche volta ho bisogno di coccolarmi un po', purtroppo non ho un uomo a cui rivolgermi per queste cose, ha sussurrato con una voce ancora più sensuale zia Marta.
Mentre lo diceva mi accarezzava il viso con la stessa mano sinistra, zia è mancina, con cui poco prima si stava toccando in quel modo così poetico.
Ho cercato di pensare se avesse avuto il tempo di lavarsi le mani prima di tornare da me e sperato che non lo avesse fatto perché mi è sembrato di avvertire un profumo di femmina sulle sue dita.
O forse è stata soltanto la mia fantasia, il mio subconscio che lo desiderava da morire e anzi desidererebbe ancora prendere in bocca quelle dita umide e salate per succhiarle.
Nella realtà poco dopo sono andato anche io al bagno ma prima di pisciare mi sono masturbato per spegnere il fuoco che mi era divampato dentro.
Amore fallo nel lavandino così non spruzzerai dappertutto, ha detto zia Marta dalla soglia del bagno dove mi aveva seguito silenziosamente.
La sua presenza non mi ha sorpreso, perché in fondo mi aspettavo che dopo che io avevo spiato lei, lei potesse ricambiarmi il favore.
Mentre ero lì col pene in mano, sul punto di esplodere, ho sperato che zia venisse a farmi godere ma lei non si è mossa dalla porta e io ho sborrato nel lavandino. 
Ho girato la testa verso di lei e ho visto che stava guardando con molto interesse il liquido seminale che ancora colava dalla punta del mio pene.
Ma cosa ancora più importante, la sua mano era di nuovo tra le gambe, come quando poco prima l'avevo vista mentre si masturbava, sognando chissà quale avventure erotiche.
Così sono rimasto fermo immobile, con l'uccello in mano ancora durissimo e gocciolante, ad aspettare che venisse accarezzandosi, quasi in solitudine.
Da quel giorno io e zia condividiamo un bellissimo segreto che riguarda la sessualità di entrambi ma io vorrei che il nostro segreto fosse ancora più grande. 
Vorrei tanto che zia si lasciasse andare e lei io potessimo avere un rapporto molto più completo e non solo guardarci mentre giochiamo con i nostri organi sessuali. 
Ogni tanto ci provo, specialmente quando arrivo a casa sua e lei ha quella voglia che le si legge negli occhi di godere, tento di farle capire che potrebbe essere molto più soddisfacente per entrambi ma finora senza risultato.
Ho pensato che forse qualcosa riuscirò a ottenere quando arriverà il momento delle vacanze estive e lei se ne andrà per un mese al mare, restandoci da sola.
Di solito quando va a passare quel mesetto di ferie nella sua casa a Gabicce, chiama mia madre per chiederle se posso andare a stare con lei per un po, perché si sente sola.
E di solito ho sempre detto di sì, perché adoro stare in sua compagnia ma sarebbe davvero frustrante doversi limitare a guardarla mentre mi masturbo e lei fa altrettanto.
Ho deciso che quando mi chiederà di tenerle compagnia, sarò costretto a rifiutare, tanto una qualche scusa sono certo di riuscire a trovarlo.
Capisco che sia una specie di ricatto ma è a fin di bene per entrambi, perché sono sicuro che se si decidesse a fare qualcosa di più che giocare manualmente con me, sarebbe soddisfatta e felice.
E io con lei. 
END

Margherita e i Giovani

Margherita guardava il giovanotto nudo, disteso nel suo letto, con l'espressione beata di chi non solo ha goduto ma anche di chi è orgoglioso della prestazione appena portata a termine.
Osservava l'espressione del viso del giovane contemporaneamente al suo cazzo che aveva proprio davanti agli occhi, dato che stava col mento sulla sua coscia e il naso a pochi centimetri dalla cappella turgida.
Benedetta gioventù, non bastava mai una sola eiaculazione per renderli docili, sgonfi e indifesi, riuscivano sempre a sorprenderla per come restavano duri anche dopo una o più sborrate. 
Margherita aveva passato da poco i sessanta ma era ancora una bella signora che faceva girare molte teste al suo passaggio, grazie anche al modo casto ma sexy in cui si vestiva.
Impossibile vederla con un paio di pantaloni, indossava sempre gonne sopra il ginocchio ma mai troppo corte e le autoreggenti completavano le sue mise, insieme a scarpe col tacco elegante ma mai esagerato.
Nella parte superiore del suo corpo spiccavano i seni grandi e abbondanti ma perfettamente proporzionati con il resto della sua figura e che metteva spesso in risalto, in modo che potessero essere perfettamente immaginati ma mai visti.
Ma ora era completamente nuda e sentiva la voglia di coccolare quel pene che poco prima le aveva donato lunghi momenti di piacere e aveva depositato seme acerbo e abbondante dentro di lei.
Trovava bellissimo quel sesso adagiato sul ventre piatto del ragazzo che luccicava a causa degli umori che ancora lo bagnavano.
Le palle a riposo non erano più tese come prima prima, ovviamente grazie al primo rapporto sessuale completo che avevano avuto ma sapeva che presto si sarebbero rigonfiate di sperma e di voglia. 
Con l'indice accarezzò la cappella turgida e il pene ebbe uno scatto che Margherita apprezzò e continuando sfiorò l'asta, fino ad arrivare ai testicoli che prese e strinse nel palmo della sua mano. 
La sua stretta delicata ma sicura, provocò esattamente quello che Margherita aveva previsto e l'erezione tornò esattamente uguale a quella che prima aveva favorito la penetrazione e poi il suo orgasmo.
Il ragazzo sottoposto a quella dolce sollecitazione, seguita al sesso completo di poco prima, pareva ringalluzzito e mentre prima, durante i preliminari le era sembrato timido e incerto, ora aveva preso sicurezza e confidenza verso di lei. 
Tanto da chiamarla la "mia troia" ma sempre dopo averle chiesto il permesso, perché in fondo rispettava quella matura signora che credeva di avere sedotto. 
A Margherita non importava che lui mentre erano nudi in un letto la chiamasse troia o puttana, perché in fondo quelle parole pronunciarte da un amante, non facevano altro che aumentare la sua eccitazione.
Naturalmente alla prima parola simile,  fuori da quel contesto, lo avrebbe preso letteralmente a calci in culo ed escluso dalla sua vita.
Inoltre non le dava fastidio che pensasse di averla sedotta, mentre in realtà era stato esattamente l'opposto ma se quella convinzione gli avesse dato più spinta a letto, non vedeva perché non lasciarglielo credere.
Il giovanotto era l'unico figlio della sua vicina con la quale era in ottimi rapporti e che si era offerto di rasare le sue siepi e il prato di fronte a casa, un lavoro che lei odiava fare da quando era rimasta vedova.
Come un ragno che tesse la sua tela, Margherita aveva lasciato che il giovane finisse il suo lavoro in giardino e poi lo aveva invitato a bere qualcosa di fresco.
Mentre il ragazzo mandava giù un tè freddo, Margherita aveva fatto finta di armeggiare tra alcune scatole che aveva riempito poco prima e che gli aveva chiesto di portare nel capanno di legno che fungeva da ripostiglio fuori in giardino.
Si trattava di poche scatole riempite di giornali e pubblicazioni che Margherita aveva sigillato con del nastro adesivo tranne una, nella quale aveva lasciato ben visibili alcune riviste molto particolari.
Era la collezione di Supersex che il suo defunto marito aveva gelosamente custodito e che era servito come propellente per i loro sempre più rari incontri amorosi.
Sperava che quell'unica scatola aperta avrebbe attirato l'attenzione del giovane e poi chissà che cosa poteva succedere da quel momento in poi. 
Non era il primo maschio giovanissimo che Margherita cercava di sedurre da quando si era stufata dei suoi coetanei, compreso il marito, e delle loro difficoltà erettive.
D'altronde era sempre stata una femmina molto calda, anche se difficilmente dimostrava di esserlo in pubblico ma sempre e soltanto nell'intimità. 
Suo marito non era mai stato geloso perché conosceva bene questo suo lato caliente ed aveva sempre perdonato le scappatelle con altri uomini. 
Forse se avesse saputo che Margherita gli amanti li gradiva così giovani, forse qualche obiezione l'avrebbe mossa ma trovandosi sotto terra non poteva più fare molto.
Ma proprio per rispetto verso il marito, Margherita aveva represso questa sua voglia di gioventù e i suoi amanti erano sempre stati suoi coetanei, fino a quando era rimasta vedova.
Da quel momento aveva iniziato la caccia ai ragazzi giovani, aitanti e possibilmente ben dotati, ed era riuscita a soddisfare questa sua calda passione più volte.
Il suo piano aveva funzionato perfettamente e dopo aver chiesto al giovane di portarle i pacchi nel capanno, aveva atteso che sollevasse proprio l'ultima scatola con le riviste porno e lo aveva seguito. 
Ovviamente Supersex aveva attirato l'attenzione del ragazzo che non era riuscito a trattenersi dal prendere una di quelle riviste osè e si era messo a sfogliarla con molto interesse.
Margherita lo aveva lasciato fare per un po', ben sapendo che quella curiosità significava anche una bella erezione nascosta nelle sue mutande, e poi lo aveva raggiunto e sorpreso con le mani nella marmellata.
Il ragazzo beccato sul fatto si era aspettato una ramanzina, invece Margherita lo aveva sorpreso facendogli delle domande molto indiscrete rispetto a quello che aveva appena visto tra le pagine in bianco e nero di Supersex.
Erano domande di cui Margherita conosceva già la risposta ma che aveva goduto a fargli più che altro per guardare la sua espressione mentre lei gli chiedeva se gli piacesse la pornografia, se si fosse eccitato guardando le riviste porno che gli aveva gentilmente offerto e poi come ciliegina sulla torta e gli aveva domandato se gli fosse venuta un'erezione. 
Tutto rosso in viso il giovanotto aveva provato a rispondere a quelle domande così intime e in fondo non se l'era nemmeno cavata male, tanto che Margherita gli aveva chiesto scusa per averlo turbato e gli aveva detto che le dispiaceva che lui sentisse quel fuoco dentro che ardeva.
Un fuoco che sarebbe stato meglio spegnere, aveva aggiunto maliziosamente Margherita un attimo prima di allungare la mano e sincerarsi che il ragazzo l'avesse davvero duro nello slip.
In effetti il pene che si era ritrovata tra le dita era davvero duro come il marmo e Margherita avrebbe voluto ringraziare il ragazzo sia per il lavoro svolto che per l'eccitazione dimostrata, magari inginocchiandosi davanti a lui per fargli un pompino pieno di gratitudine.
Ma sapeva che sarebbe stato uno spreco inutile di liquido seminale e quindi mantenendo la presa su quella splendida erezione, se lo era riportato dentro casa e direttamente in camera da letto. 
Malgrado fosse tutto sudato per la fatica di poco prima e per l'eccitazione del momento, Margherita dopo averlo spogliato, aveva assaggiato il sapore della sua pelle, leccandogli il collo e scendendo poi lungo il petto, per arrivare al pene che svettava dritto come un fuso.
Dopodiché si era spogliata davanti ai suoi occhioni spalancati e gli aveva permesso di vederla completamente nuda, con i grandi seni che ballavano davanti ai suoi occhi estasiati.
Si era poi distesa sul letto, lo aveva invitato ad accomodarsi tra le sue cosce accoglienti e il suo pene durissimo era scivolato dentro di lei con una facilità estrema e per ringraziarla il fanciullo aveva cominciato a pomparle dentro tutto il suo amore. 
In quel momento Margherita aveva temuto di aver fatto un errore nel non avergli regalato un pompino prima del rapporto completo ma il ragazzo si era dimostrato abbastanza resistente da condurla a un orgasmo strepitoso.
Certo, nel momento in cui Margherita aveva iniziato a gemere di piacere come un cucciolo in calore, lui era subito esploso dentro di lei, grugnendo a sua volta di intenso godimento ma aveva comunque dimostrato un ottimo tempismo.
E cosa sempre importante, ora che lo stava nuovamente stimolando, ecco che gli era diventato di nuovo durissimo e continuando a tenerlo per le palle, glielo sbaciucchiò dolcemente sulla cappella.
Dai bacetti passò direttamente all'ingoio, lasciando che il paletto di carne scivolasse tra le sue labbra fino a quando non arrivò alle palle, nuovamente in tiro.
Le piaceva tenerlo in bocca il cazzo, caldo, salato e ancora umido di sperma, mentre una colonna sonora di sospiri di piacere usciva dalle labbra dei giovanotti, e questo non faceva eccezione.
Quando lo vide pronto, l'erezione completata, lo liberò dalla dolce prigione della sua bocca calda e decise che voleva cavalcarlo.
Salì in arcione, stringendo il pene del giovane e guidandolo alla penetrazione che fu rapida e profonda, con tutto il suo peso spostato sul ventre del ragazzo fortunato.
Seduta su quel trono di carne Margherita sospirò a fondo e lentamente iniziò a danzare, assisa sul funghetto che saliva e scendeva dentro la sua fica matura ma bagnatissima.
Ammaliato dalla visione delle sue grandi tette che ballavano davanti al suo sguardo, il giovane rischiò di rendere troppo precoce l'eiaculazione ma ancora una volta non si lasciò andare.
Margherita ne approfittò e continuò la cavalcata sempre più selvaggia fino a un secondo orgasmo, potente e intenso quasi come il primo e con lo stesso lieto fine.
Altro seme le fu iniettato da quel giovane sesso così pronto a soddisfare le sue voglie e dopo gli ultimi spasimi di piacere, Margherita si accoccolò sul ragazzo sotto di lei, schiacciando la sua bella faccina con le sue tette.
Era divertente arrivare quasi a soffocarlo ma siccome non aveva alcuna intenzione di perdere un così dolce e durevole amante, si sollevò, lasciando che riprendesse a respirare.
Amore sei stato fantastico, lo premiò con un sussurro mentre il giovanotto tentava a fatica di immettere aria nei polmoni e il suo pene finalmente vinto sgusciava via dalla sua fessura. 
Si distese di fianco al ragazzo e restò a godersi quei momenti di quiete dopo la tempesta del piacere, cercando con una mano quella del giovanotto e tenendola stretta stretta.
Ti sfuggito mamma prima, gli disse Margherita con un tono di leggero rimprovero che provocò un farfugliamento nel ragazzo che aveva appena ritrovato il respiro.
Mentre stavi venendo, ho sentito chiaramente che mi hai chiamato mamma mentre prima mi hai chiamato troia, gli disse ridendo dentro di sé per quel cambio improvviso di rotta. 
Probabilmente il ragazzo aveva detto qualcosa con me "oh mamma" ma a Margherita piaceva di cui prenderlo in giro visto che era diventato tutto bello rosso in viso e non per la recente cavalcata.
Mi piace se mi chiami troia quando facciamo l'amore, ma pure mamma non è male nel momento in cui eiaculi dentro di me, rafforzò ancora di più il suo pensiero Margherita. 
In parte era davvero uno scherzo ma in parte non le sarebbe dispiaciuto essere davvero la mamma di quel giovane stallone a cui aveva appena aperto le cosce.
Da quando aveva cominciato la caccia al cazzo giovane non aveva mai avuto problemi a trovare bei ragazzi giovanissimi pronti a soddisfarla ma vuoi mettere con l'averne uno in casa 24 ore su 24? 
Comunque anche così non era male e poi non avrebbe mai sedotto un figlio prima di diventare vedova, così come non aveva mai avuto un amante prima della morte del marito.
E ormai era piuttosto tardi e il giovanotto era meglio tornasse a casa dalla mamma vera, lasciando la mamma adottiva e amante sola nel suo letto, dopo due orgasmi essere soddisfacenti.
Tanto sapeva che sarebbe tornato presto lo sguardo adorante del giovane che nel frattempo si era rivestito prima di uscire dalla porta di casa sua, glielo confermò.
END







Il Supereroe Delle Lavatrici

Buongiorno Signora, ha chiamato per la lavatrice?
Appena fatta la domanda mi rendo conto che la matura signora che ho davanti è praticamente nuda.
Mutandine brasiliane e vestaglia trasparente sono l'unico ostacolo tra i miei occhi e la sua nudità.
Lei sorride e mi invita a entrare, rispondendo alla mia domanda con un si, sono io la colpevole. 
A quanto pare la lavatrice ha improvvisamente smesso di funzionare, strano perché è nuova, puntalizza lei.
La seguo verso la lavanderia cercando di togliere lo sguardo dal suo bel culo appena un po' cadente che sobbalza davanti ai miei occhi deliziati.
La signora ha ragione, la lavatrice è nuova, piena di elettronica, con un software sofisticato che però ho studiato di recente.
Trovo le istruzioni con una app del cellulare e arrivo a capo del mistero, si tratta soltanto di farla ripartire con la giusta sequenza di tasti.
Quando si rimette in moto lei è al mio fianco e il suo profumo mi sta letteralmente inebriando e facendomi sognare.
Avrà sessant'anni ma è ancora una femmina che porterei volentieri a letto o su una spiaggia deserta per fare l'amore tutto il giorno.
Con grazia e naturalezza va a sedersi sulla lavatrice mentre mi chiede di farle qualche lezione, scusandosi con me per la sua scarsa familiarità con la tecnologia.
Provo a spiegare e a spingere qualche tasto, costringendola ad allargare le cosce carnose mentre la vestaglia si apre.
Le mie dita sul display touch sono appena qualche centimetro sotto le sue mutandine che ora mi mostra senza esitare.
Come si inserisce la centrifuga, mi chiede con una voce sexy e così la faccio partire tentando di spiegarle come si fa, senza che lei sia veramente interessata.
Ottocento giri al minuto, sussurro con voce tremolante a cui lei risponde con un certissimo più forte, così passo a 1200.
Ancora, mi ordina e io passo a 1600, tenendo ferma la lavatrice con lei seduta sopra che sorride e si gode la sensazione dolce di quel tremolio tra le cosce.
Bello, glielo leggo sulle sue labbra ora che la sua voce è coperta dal rumore della centrifuga impazzita.
Poi impazzisce anche lei, la sua mano afferra la mia cintura e mi attira contro la macchina infernale su cui è seduta.
Con una abilità altrettanto demoniaca me lo prende fuori in pochi istanti e lo stringe forte, quasi facendomi male e rubandomi il respiro.
Dai mettimelo dentro, sono le sue ultime parole a cui fa seguito spostando appena il filo di tessuto delle mutandine che si è infilato tra le piccole labbra.
Spingo in avanti ed entro dentro di lei, affondando in un calore umido sempre più caldo e accogliente.
In effetti chiavarla con la centrifuga sotto che gira a mille seicento giri al minuto è qualcosa di fantastico.
Lei si apre e poi toglie la vestaglia e le sue splendide tette ballano libere, sconvolte dai colpi che le sto vibrando mentre grugnisco come un porco. 
L'amplesso è rapido e intenso, lei viene in pochi istanti ma con molta passione e voluttà e mentre gode mi incita a sborrarle dentro.
Detto fatto, godo insieme a lei che si agita tutta, eguagliando per i lamenti il rumore del cestello della lavatrice che corre  
a perdifiato sotto il suo culo.
Dopo un po' e con una certa fatica riesco ad arrivare con le dita al display e a interrompere la folle corsa della centrifuga del piacere.
La lavatrice si cheta, lei anche, io pure e insieme ritroviamo il respiro e la razionalità, mentre il mio uccello sgonfio e striato di seme sguscia via dalla sua fica, ripiena di liquido seminale.
Mi stacco da quel corpo caldo e sudato quanto il mio e lei scende con una mano tra le cosce a impedire alla sborrata di fuggire via.
Va a sedersi sul vaso dove attende pensosamente e a cosce spalancate che il mio sperma scivoli giù, gocciolando nell'acqua sottostante.
Quando rialza gli occhi mi sono già sistemato l'uccello nelle mutande anche se non riesco a smettere di guardarla tra le gambe.
Un rivolo di pipì sta scendendo rumorosamente e lei mi sorride, felice che io sia interessato anche a quel tipo di attività.
Purtroppo devo andare, il lavoro mi chiama, altre dame sono in ambasce perché non possono lavare i loro panni e il supereroe delle lavatrici non può più restare.
Ma non è detto che qualche altra cliente senta il richiamo della voglia di cazzo e finisca per allargare le cosce davanti al mio pene. 
Così le chiedo quando posso tornare da lei per rifare quello che abbiamo appena fatto o meglio ancora a farlo con più calma e maggior piacere.
Torna quando vuoi, sono sempre sola, si lamenta la mia nuova amica e matura amante, a saperlo avrei comprato prima questa lavatrice, senza attendere che la vecchia si guastasse, mi confessa sorridendo 
Esco da casa sua con la voglia di tornare a gustare meglio quel corpo polposo e morbido, così pronto a donarsi al mio desiderio di chiavarla.
Mi giro per un ultimo sguardo che lei ricambia soffiando un bacio e con in sorriso dal meraviglioso sottinteso: dobbiamo vederci presto.
Non tutti i supereroi indossano un cappuccio, nemmeno di quelli gomma, che si infilano sul cazzo.
END

venerdì 20 febbraio 2026

Nonna Va a Fare Spesa

Amore verresti ad aiutarmi, mi digita nonna su WhatsApp mentre sono a casa con poco da fare se non annoiarmi, per cui volo da lei che abita poco distante e aspetto che arrivi.
Nonna è molto in gamba, mamma dice anche troppo, un fisico statuario e da quando è rimasta vedova sfoggia delle gonne così corte da farmelo rizzare ogni volta che la vedo.
Sul suo viso si legge l'età che non l'ha perdonata più di tanto ma io ci leggo anche una gran voglia di cazzo che lei preferisce giovane e duro.
La prima volta che l'ho vista alle prese con un pene giovane in erezione è stato quando l'ho sorpresa nuda nel suo letto, con un mio vecchio compagno di scuola.
Scuola elementare, voglio precisare, un mio compagno di banco col quale trascorrevamo insieme anche i pomeriggi a casa di nonna che lo conosce da allora.
Dopo il liceo ci siamo persi di vista ma nonna invece, fresca di vedovanza, lo ha sempre tenuto d'occhio e un giorno lo ha invitato a ricordare i bei tempi passati.
Una cosa tira l'altra e nonna deve avergli fatto tirare l'uccello e sono finiti a letto dove un po' di tempo dopo la prima volta li ho sorpresi mentre il mio vecchio compagno la prendeva da dietro, mentre nonna gridava felice.
Diciamo che in casi normali, di nonne e nipoti normali, avrei dovuto arrabbiarmi, correre da mamma e svelarle che sua madre è una troia che seduce i ragazzini.
Ma non l'ho fatto, anzi ho atteso godendomi la visione di una specie di porno film amatoriale di cui nonna era la protagonista e quando il mio amico è andato via, sono sbucato fuori.
Nonna era in bagno, seduta ad attendere che lo sperma appena depositato dentro di lei uscisse fuori e io sono entrato e le detto che era una gran troia.
Poi le ho fatto vedere come ero eccitato dopo averla spiata mentre il mio ex compagno di scuola la sodomizzava e ho detto che se lo prendeva in bocca non avrei detto nulla a mamma.
Nonna non ha fatto una piega, ha solo sorriso e mi ha invitato ad avvicinarmi, dopodiché mi ha fatto il primo pompino della mia vita, intenso e goloso.
Non mi è sfuggito come ha apprezzato il copioso e denso getto di seme che ho eiaculato tra le sue labbra, grugnendo come un porco in calore.
E come mi ha guardato mentre ero in piedi davanti a lei, con le gambe tremanti e il pene che non accennava a sgonfiarsi dopo quella prima sborrata liberatoria nella sua bocca.
Amore, mi ha detto con voce sognante, spero ti sia piaciuto perché vorrei fartene tanti altri e magari fare con te quello che faccio col tuo amico di scuola.
Così da quel giorno nonna si è trovata due amanti giovani e vogliosi di infilare l'uccello dentro di lei e di regalarle fiumi di sborra che lei adora ricevere in ogni modo.
Per ora mantiene le sue due relazioni proibite separate ma qualche volta le scappa detto che le piacerebbe portarci a letto insieme.
Per il momento non le dò corda ma penso che prima o poi succederà che decida di provare davvero l'ebbrezza di sentirsi penetrare da due cazzi in contemporanea e non saprò dirle di no. 
Intanto la aiuto con le sporte della spesa stando dietro di lei, in modo da guardare il suo bel culo e le sue cosce nude, tentando di indovinare anche il colore delle sue mutandine.
Ma una volta dentro gliele strapperò come faccio sempre e come a lei piace e la sbatterò sul divano per saltarle addosso e godermela come merita, la mia nonnina.
END

Un Grande Amore

Marta si incontrò con la sua vecchia amica Vera nel piccolo bar adiacente la stazione di servizio sulla Statale 9, nei pressi del cimitero monumentale.
Era da poco dopo il funerale del marito di Marta che non si vedevano e Vera si accorse subito di come la sua amica fosse cambiata da allora.
La morte del consorte aveva colpito pesantemente Marta che non era mai stata una gran bellezza ma ritrovarsi vedova era stato il colpo di grazia per lei, fisicamente ed emotivamente.
Ma ora eccola lì davanti a Vera, sorpresa e felice che la sua vecchia amica e compagna di scuola fosse praticamente rinata e sembrasse molto più giovane e bella.
Intanto era vestita con un abitino attillato, lungo fin sopra al ginocchio e le calze nere a rete sopra tacchi di tutto rispetto e con una scollatura non vertiginosa ma quasi.
E poi era perfettamente truccata, in maniera evidente ma non volgare, mentre Vera la ricordava sempre acqua e sapone, piuttosto refrattaria alla cosmesi.
Ma soprattutto, a differenza del passato, Marta pareva non vergognarsi del suo aspetto fisico che con quella mise metteva in mostra senza paura per le sue imperfezioni.
E anche la sua espressione adesso era quella di una donna con scritta in viso la voglia di vivere che la morte del marito aveva cancellato e che prima non aveva.
A Vera non sfuggì nemmeno l'occhiata che Marta diede al giovane e aitante cameriere che venne a prendere le loro ordinazioni e nemmeno quella che il bel ragazzone ricambiò sulle cosce esposte dell'amica.
Il motivo del cambiamento le apparve chiaro quando Marta le spiegò che qualche mese dopo essere diventata vedova, aveva conosciuto Laurent, un giovane ghanese.
Con lui Marta aveva trovato l'amore, vero e grande, raccontò a Vera sorridendo e già che c'era le mostrò alcune foto del suo uomo che teneva nello smartphone.
Laurent era davvero un bel ragazzo, alto, magro e con un bel sorriso aperto che fece pensare a Vera che non era strano che avesse rubato il cuore di Marta.
Ma fu quando per errore la sua amica le mise sotto gli occhi una immagine che la ritraeva mentre baciava amorosamente la cappella del pene nero di Laurent, che Vera intuì davvero le ragioni di quel colpo di fulmine.
Non solo per quella foto intima e pornissima, il fatto era che il pene di Laurent svettava come un missile davanti alla bocca adorante di Marta.
L'amica lo stringeva alla base, da cui spuntavano in basso due palle grosse e rasate ma per stringere tutto quel cazzo nero e durissimo avrebbe dovuto impugnarlo a dire mani.
Un Ohhh misto di meraviglia e invidia uscì involontariamente dalle labbra di Vera, un secondo prima che Marta facesse sparire la foto del pompino. 
Ma la ritrovata confidenza tra le due vecchie amiche fece si che dopo qualche momento di ritrosia, Marta fece guardare a Vera non solo quella foto ma anche le altre che custodiva gelosamente nel telefono.
Marta aveva fotografato il sesso di Laurent in molte posizioni in primissimo piano, sia da solo che mentre lo adorava con bocca e lingua.
In alcune immagini Marta era riuscita anche a immortalare qualche eiaculazione sulle sue dita e financo sulle gote rosse di felicità per essere tornata una femmina caldissima.
Per non parlare di quelle in cui Marta accoglieva il pene di Laurent mentre era prona sul suo letto matrimoniale che era tornato ad ospitare i suoi incontri amorosi.
Foto che lasciavano immaginare tutta la forza con cui Laurent si spingeva dentro di lei, affondando in ogni modo possibile quel nero paletto carnoso.
Vera da una parte si sentiva felice per la sua amica che aveva temuto di perdere a causa della vedovanza, dall'altra avvertiva come un fremito di invidia, misto a eccitazione.
Quelle foto più o meno hard non l'avevano lasciata indifferente, malgrado fosse molto più carina e ricercata dagli uomini rispetto a Marta.
Sentiva di essersi bagnata le mutandine e un calore prepotente si era impossessato del suo ventre, facendole venire voglia di toccarsi, sognando di avere quel bellissimo sesso nero a portata di mano e bocca.
Inoltre Marta stava iniziando a spiegarle per filo e per segno quello che Laurent le faceva con quel cazzo d'ebano e che lei ricambiava con ardore.
Non solo lo aveva accolto nella maniera canonica ma a dispetto del timore reverenziale che il pene di Laurent le incuteva, gli aveva donato anche il culo.
E il giovane Ghanese non si era rivelato soltanto un amante focoso nella sodomia ma anche molto attento a donarle piacere con la minima sofferenza.
Così Marta aveva goduto le delizie dell'amore del secondo canale, soffrendo appena un poco all'inizio dei loro esperimenti anali, mentre ora desiderava solo quel tipo di unione sessuale.
Ma ora, chiese Marta a Vera, non è che ti va di conoscerlo, e siccome abitava poco distante la invitò ad andare a casa sua per presentarglielo.
Vera naturalmente disse di sì, che avrebbe voluto conoscere Laurent e Marta felice per quella risposta la abbracciò e baciò sulle guance.
Fu mentre camminavano l'una sotto braccio all'altra lungo il viale che conduceva a casa di Marta che questa chiese a Vera se potesse darle una mano.
Certo, disse Vera che era sempre stata molto disponibile ad aiutare le amiche e la gente in genere ma che non si aspettava una richiesta così calda.
Marta aveva bisogno di qualcuno che le facesse da fotografa, sia da sola che in compagnia di Laurent, nei loro momenti intimi, perché entrambi adoravano scattarsi immagini hard.
Quando Vera vide Laurent in piedi, in casa dell'amica di scuola, si innamorò subito di quello spilungone di cui conosceva oramai anche le misure più importanti.
Il giovanotto la abbracciò caldamente dopo che Marta gli ebbe spiegato chi fosse Vera e la disponibilità che aveva dato a curare le loro foto intime.
Perché non provare subito, la sorprese poi Marta, mettendole direttamente in mano una Nikon e spiegandole che era settata in automatico, doveva soltanto mettere a fuoco e scattare.
La prima foto dei due piccioncini è quella qui sopra, Laurent che abbraccia una Marta sorridente che con la mano gli accarezza la gamba. 
In quelle successive Marta accarezza ben altro e dopo le carezze si diletta ad assaggiare il pene poderoso che Laurent le spinge tra le labbra, per iniziare.
Alla povera Vera non è rimasto altro che scattare a raffica, eccitandosi nel farlo, innamorata anche lei del sesso durissimo che la sua amica può godersi a pieno.
Ma sappiamo che anche Marta è una persona generosa e vedendo Vera scattare con una mano e toccarsi tra le cosce con l'altra, siamo sicuri che chiederà a Laurent un piccolo sforzo in più.
D'altronde lo stallone nero è giovane, forte, dotatissimo e abbastanza porco da soddisfare due porcelle mature in un colpo solo.
END

mercoledì 18 febbraio 2026

La Torta di Nonna Margherita

Sono andato da lei di corsa, come ogni volta che mi ha preparato la torta che si chiama come lei.
Nonna Margherita la fa buonissima e da quando ero piccoletto me la godo ogni volta che me la prepara.
Adesso che sono un po' più grandicello nonna Margherita mi accoglie con un doppio regalo, da una parte la torta, d dall'altra qualcosa di ancora più dolce.
Amore sei un uomo ora, mi ha detto qualche giorno fa quando mi sono presentato a casa sua dopo che aveva telefonato per dirmi che aveva la torta pronta.
Vorrei farti assaggiare qualcosa di ancora più caldo e dolce della mia torta, ha detto nonna che si è fatta trovare seduta sul bordo della cucina, indossando un vestitino attillato sopra le autoreggenti.
E quando ha aperto le cosce nell'offrirmi una fetta di torta, ho visto che non indossava le mutandine e la sua splendida fica ricoperta da un folto vello sale e pepe.
Sono rimasto di sasso mentre il pene mi diventava durissimo e lei mi sorrideva, felice di avermi turbato con quella visione di paradiso.
Assaggiami per prima, ha sussurrato nonna, la torta dopo quando avrai bisogno di rimetterti in forze amore mio, e ha indicato un punto immaginario tra le sue cosce carnose.
Così ho fatto, infilando la testa tra le sue gambe e posando la bocca sulla sua fica che era calda, bagnata e dal sapore dolce e salato insieme.
Nonna ha gradito e i suoi sospiri hanno sottolineato che me la stavo cavando bene e quando è venuta l'ho costretta a gridare che stava godendo.
Ora puoi mangiare una fetta, ha detto nonna poco dopo, ancora sconvolta dal piacere ma ho pensato che non fosse ancora il momento e le ho chiesto di darmi qualcosa di più dolce della sua torta e della sua fica.
Sul lettone nonna mi ha offerto il suo pezzo più pregiato, lasciandomi penetrare il buco più stretto e caldo e versare il mio seme in quel pertugio sacro.
Sapevo che a nonna piace così, l'ho spiata spesso quando il nonno la sodomizzava e lei gli gridava di sfondarla e altre piacevoli sconcezze simili.
Proprio come ha fatto, oggi quando sono affondato dentro di lei, in quel canale così stretto e bollente, foriero di sensazioni magnifiche.
Mani sui suoi fianchi robusti, graffiando la sua pelle delicata e lasciandovi striature rivelatrici, l'ho penetrata con urgenza, la stessa che l'ha portata all'orgasmo.
Lei ha gridato ogni possibile sconcezza ma durante la sodomia mi è sembrato un canto d'amore e piacere insieme che mi ha fatto cedere i lombi.
Ho goduto con lei, sborrando in maniera invisibile ma avvertendo distintamente ogni fiotto di seme che fuoriusciva violento a ogni spasimo.

END

Una Mamma Abbondante

Mamma se ne stava davanti allo specchio, indossando giusto un paio di mutandine brasiliane infilate tra le sue natiche, a coprire a malapena il vello perfettamente curato che nascondeva la sua intimità.
E come spesso le accadeva, si lamentava di non essere più il figurino di quando aveva vent'anni ma anche se non dovrei dirlo visto che sono suo figlio, a quasi 60 è ancora una gran bella donna.
Certo adesso deve fare più attenzione a come si veste, per nascondere quelle che secondo lei sono imperfezioni e che dal mio punto di vista invece la rendono molto attraente.
Il suo sedere e i suoi seni, entrambi abbondanti, sono un po' cadenti ma a me piace definirli de-cadenti e quindi molto arrapanti almeno per un quarantenne che la vede nuda da quando era un bambino. 
Ogni volta che si lamenta così, mi metto alle sue spalle e la abbraccio stringendola forte, afferro i suoi seni grandi e rotondi e li stringo con dolcezza, fino a quando la sento a fare le fusa.
Inutile dire che il mio pene si imbizzarrisce nelle mutande e glielo spingo contro le natiche, affinché senta quello che è ancora capace di provocare in un uomo.
La mia bocca, a metà strada tra il suo collo e la sua spalla, non si trattiene dal baciarla e morderla in quelle zone così delicate ed erogene.
Aspetto qualche istante e poi sposto la mano con la quale le stavo strizzando le tette, facendola scivolare sul suo ventre e intrufolo le dita dentro le sue mutandine.
A dispetto della sua età, quando viene sollecitata in questo modo, mamma diventa bollente e si bagna come se fosse una ragazzina di vent'anni.
Il suo clitoride è molto sviluppato e lei  apprezza molto quando ci gioco con le dita, accarezzandolo e strofinandolo prima di penetrarla dolcemente. 
I nostri orgasmi sono così da quando mi sono sviluppato, all'incirca verso i 16 anni ma lei non mi ha mai permesso di andare oltre le carezze i baci e i giochi con le dita.
Mamma dice che non è incesto se non metto il pene dentro di lei e che non è un tradimento, se giochiamo soltanto con i nostri corpi, senza penetrazione.
Ora che ha goduto, come sempre me la ritrovo tra le braccia tremante, malgrado non sia affatto freddo e stringendola forte, cerco di scaldarla, finché la sua mano non va a cercare la mia erezione.
Amore ci penso io a te, mi sussurra inginocchiandosi e dicendo quella che è una verità, appunto da quando ero un ragazzino e lei è diventata la mia donna e dopo di lei più nessuna altra.
Ogni volta che si dà da fare per tirarmi fuori il pene, sento un tremito meraviglioso e la osservo lavorare con la solita perizia, prima accarezzando e masturbando e poi baciando e leccando.
E in un crescendo di eccitazione che mamma gestisce con grande abilità, arriva il momento in cui lei capisce che non sono più in grado di trattenermi e mi accoglie nella sua bocca. 
Mamma beve il mio seme da quando avevo 15 anni e tranne qualche volta, in cui ho voluto provare l'ebbrezza di sborrare sul suo viso e sul suo seno, non ha mai perso una goccia del mio liquido seminale. 
Una volta mi ha detto che se non fossi stato suo figlio e se non avesse un marito, che detto tra noi la trascura dal punto di vista sessuale, avrebbe voluto che depositassi il mio sperma dentro di lei dopo averla penetrata. 
Diciamo che lo deposito in una maniera forse meno impegnativa ma ogni volta molto soddisfacente, perché mi fa godere immensamente e poi apprezzo che abbia questo tipo di sete.
E ogni tanto mi viene da pensare che se alla sua età è ancora così bella, forse un po' in sovrappeso ma ancora così bella che fa girare la testa ai giovanotti, il merito sia anche mio e del mio liquido seminale che lei gusta da quando ero molto più giovane.
END

giovedì 12 febbraio 2026

Margy, Zia, Maestra e Amante

Dal giorno in cui Zia Margy è diventata la direttrice dei nostri giochi erotici, i pomeriggi trascorsi con le mie cugine sono diventati molto più caldi.
Dopo la prima lezione insieme, in cui zia ha insegnato a tutti e tre come ottenere il massimo piacere dalle sollecitazioni orali e manuali, è arrivato il momento dei rapporti completi.
La prima a perdere la verginità è stata Gloria, ovviamente per i soliti motivi anagrafici, anche se quel giorno ha dimostrato di essere ancora una bambina.
Zia prudentemente ha messo un telo da bagno sul letto su cui ha fatto stendere Gloria nuda e con le gambe aperte che le tremavano un po'.
Poi ne ha approfittato per spogliare me e afferrarmi il pene già durissimo e pronto a una nuova, calda esperienza di sesso completo. 
Mi ha fatto i complimenti per la mia erezione e poi ha guidato la cappella all'incontro con il clitoride della mia cuginetta, su cui l'ha sfregato a lungo, prima di proseguire, indirizzandola nella fessura schiusa e bagnata.
Devi andare molto piano, mi ha sussurrato zia Margy, sicuramente anche lei molto eccitata da quella situazione erotica, non farle male nella sua prima volta è essenziale.
Seguendo le sue istruzioni sono entrato dentro Gloria per la prima volta, tenendo gli occhi in quelli della mia cuginetta mentre la chiavavo.
Se Gloria ha sofferto è stato solo per poco tempo e dopo la rottura del suo imene zia ha cambiato tipo di raccomandazione, ordinandomi di non venirle dentro.
Faticosamente ho eseguito, affondando nella fica di mia cugina con lentezza e poi continuando a chiavarla con leggerezza, mentre zia da dietro di me mi teneva strette le palle per aiutarmi a resistere.
Quella stretta dolorosa mi ha effettivamente impedito di sborrare nella fessura della mia cuginetta e molto probabilmente di provocare un disastro di proporzioni epiche. 
Dopo aver deflorato Gloria sono riuscito anche a farla venire, godendomi la vista delle sue espressioni che cambiavano di gradazioni, dalla sofferenza al piacere intenso.
Confesso che all'ultimo istante mi sono sentito esplodere ed è stata zia a intervenire provvidenzialemente, tirandomi via e facendomi calmare e respirare.
Il mio pene sgusciato fuori dalla fica di Gloria era rosso in cima, un rosso diverso dal turgore scuro della cappella, un bel colore luminoso e rivelatore.
Zia Margy mi ha fatto i complimenti e mi ha portato in bagno, mentre Stefania consolava amorevolmente Gloria, ancora inebetita dalle sensazioni appena provate.
Dobbiamo pulire il tuo sesso, ha sussurrato zia mentre mi faceva sedere sul bidè, di fronte al rubinetto da cui ha fatto uscire acqua tiepida.
Tremando di voglia ho lasciato che maneggiasse il mio cazzo con la scusa di insaponarlo e sono venuto tra le sue dita, versando il mio seme in quella schiuma rosa e profumata di vergine.
Mi sono così ritrovato col pene stranamente sgonfio tra le sue dita delicate e zia mi ha detto che potevo anche fare pipì, così mi sono concentrato e un po' a fatica ho sgocciolato.
Durante quelle piacevoli operazioni di igiene intima, zia Margy è rimasta con la bocca posata tra il mio collo e la spalla, sospirando di desiderio.
Poi ha risciacquato il mio pene che ha ripreso forza e durezza e mi ha riportato al mio dovere, c'era ancora Stefania da deflorare in camera da letto.
Stefy stava ancora consolando amorevolmente la sorella maggiore quando zia l'ha gentilmente fatta stendere sul letto e allargare le gambe.
Zia Margy mi ha letteralmente preso per il pene e nuovamente guidato a una seconda penetrazione che è stata altrettanto dolce e delicata come la prima.
Anche Stefy ha versato una lacrima mentre laceravo il suo imene ma anche lei come Gloria è venuta poco dopo, alternando alla sofferenza un intenso piacere.
È stato molto più semplice resistere alla tentazione di venire dentro di lei, grazie alla precedente eiaculazione di cui devo ringraziare zia.
Anche uscendo dalla fichetta acerba di Stefy mi sono ritrovato la cappella colorata di rosso e stavolta zia ha incaricato Gloria di pulire per bene.
La mia cuginetta più grande ha dimostrato il giusto zelo insaponando accuratamente il mio cazzo e come zia, sentendomi pronto a un'altra sborrata ha continuato a masturbarmi.
Avrei voluto lo prendesse in bocca ma conscio della sua poca passione per il sapore dello sperma non ho insistito e ho eiaculato tra le sue dita.
È stato bello ugualmente anche perché Gloria mentre lo maneggiava con destrezza mi sussurrava ringraziamenti per averla sverginata con amore e fatta godere nello stesso tempo.
Quella sera io sono restato a dormire da zia, mentre le mie cuginette sono rientrate a casa insieme ai loro genitori venuti a prenderle.
E dopo cena e dopo avermi lasciato ammirare il suo splendido culo, zia Margy mi ha abbracciato e baciato come si bacia un amante e non più solo come un nipote.
Con lei non mi sono dovuto trattenere, né per la paura di farle male, né per quella di esploderle dentro e dopo una iniziale chiavata sul divano siamo andati a letto.
Zia Margy è un'amante fantastica ma anche io mi sono comportato bene, riuscendo a farla godere come meritava e desiderava.
Dopo tutta l'eccitazione seguita alla deflorazione delle cuginette, zia era terribilmente eccitata e si è saziata solo a notte fonda.
Stanchi e soddisfatti siamo rimasti a letto fino a tardi e dopo una abbondante colazione, zia Margy ha voluto ancora sentirmi dentro e godere con me.
Nel pomeriggio le cuginette sono tornate a giocare con noi e zia ci ha fatto un'altra lezione molto importante sul sesso anale e Gloria e Stefania hanno perso anche quel tipo di verginità.
Ma questa è un'altra storia...
END

Margy, Zia e Maestra

Zia Margherita, Margy per noi nipoti e per gli intimi, è sempre stata una donna attraente e con un carattere particolarmente aperto.
Le siamo sempre stati molto affezionati e lei ha sempre ricambiato, fin da quando eravamo dei bambini e lei ci teneva sulle ginocchia.
Oggi è una splendida sessantenne che continua ad attirare gli sguardi dei maschi più o meno giovani e ultimamente anche di noi ex nipotini, ora cresciuti.
Se ne sono accorte anche le mie cuginette che guardo più lei che loro ed è nata una certa gelosia e qualche giorno fa c'è stata una piccola crisi tra noi.
Insomma con Gloria e Stefania giochiamo al dottore, talvolta sono io il ginecologo e altra volta sono loro a visitarmi ed è sempre stato divertente.
Ero disteso sul letto e mentre Stefania mi ispezionava il pene per controllare che non avessi malattie, Gloria si è inalberata perché durante il pranzo aveva colto un mio sguardo verso zia Margy, secondo lei troppo intenso.
Diciamo che aveva ragione, d'altronde zia ha questa meravigliosa abitudine di andare mezza nuda in giro per casa e nel suo giardino, anche quando siamo presenti noi nipoti.
Gloria è sempre stata pronta ad accendersi, sia quando giochiamo al dottore che nei momenti in cui si arrabbia, basta un nulla che esplode.
Bello quando la sfioro e si eccita all'istante e anche quando baciandole il clitoride viene in pochi istanti, meno bello se si incazza per qualcosa.
Così invece di masturbarmi, ops, invece di visitarmi insieme alla sorella Stefania, ha iniziato a darmi addosso, chiamandomi porco, stronzo e via offendendo per quello sguardo al culo di zia Margy.
Stefania ha smesso di toccarmi il pene che mi si è ammosciato sotto l'urto della furia della sorella e non è stato bello, perché aveva promesso di darmi un bacio sulla cappella.
Sarebbe stata la prima volta e speravo che il bacio sarebbe sfociato in un vero pompino e credevo anche che Gloria l'avrebbe imitata e già sognavo due bocche adoranti sul mio pene.
Gloria dopo quella sfuriata è uscita dalla stanza e Stefania mi ha chiesto se volevo che continuasse, d'altronde Stefy è sempre stata la più accondiscendente tra le due sorelle.
Forse si è anche sentita in colpa e dopo aver ripreso a masturbarmi ha perfino posato le labbra sulla mia cappella di nuovo turgida, anche se non mi ha lasciato entrare nella sua bocca.
Gloria è ritornata proprio in quel momento e vedendo la sorellina china sul mio grembo, deve aver sentito un po' di invidia ed è venuta anche lei a deliziarmi il pene, purtroppo solo manualmente.
Gloria è quella di mezzo tra noi (il più grande sono io, poi lei e poi lo sorellina, la piccola del nostro trio) ed è anche quella che ha dato inizio a tutto, la volta in cui mentre giocavamo sul letto, ha messo la mano sul gonfiore che avevo sotto i pantaloncini.
Da allora i nostri giochi sono diventati molto più adulti ed eccitanti e abbiamo iniziato a toccarci a vicenda, esplorando territori sconosciuti.
E fino ad allora nessuno di noi si era mai spogliato completamente ma Gloria ha detto che voleva vedere il mio pene per visitarlo meglio e le ho permesso di slacciarmi i jeans e abbassarmi lo slip.
Sempre lei lo ha toccato per prima senza nessuna barriera e ha iniziato a ispezionarmi intimamente e poi con naturalezza a masturbarmi e a farmi eiaculare tra le sue dita.
E anche come paziente è stata la prima rispetto a Stefy a lasciarsi toccare la fessura e a farsela baciare dal sottoscritto, anche se la sorellina l'ha seguita a ruota.
Il gioco del dottore è diventato il nostro preferito e le mie cuginette sono diventate le mie pazienti preferite da ispezionare, toccare e fare godere e viceversa.
Fino a quando, è il caso di dirlo, mi sono accorto di zia Margy che indossava quel vestito leggero che lasciava ben poco alla mia immaginazione.
Zia ci ospita spesso nella sua villetta in campagna e se da piccoli amavamo stare da lei per giocare in giardino, diventati più grandi abbiamo iniziato con i giochi sessuali degli adolescenti.
Zia Margy credo che abbia sempre saputo che tipo di giochi abbiamo iniziato a fare da qualche tempo, ma non ci ha mai ripreso o impedito di godere insieme.
D'altronde da quando è vedova, zia si vede spesso con uomini che ogni tanto ospita nella villetta quando noi non ci siamo ma sappiamo tutto delle sue relazioni effimere.
Comunque il temperamento di Gloria ha ripreso il sopravvento e malgrado fosse eccitata si è inalberata nuovamente e ha iniziato a gridarmi in testa con voce altissima.
Zia Margy sentendo le grida di Gloria è entrata nella stanza, cosa che prima non aveva mai fatto, sapendo dei nostri giochi ma temendo probabilmente un litigio inusuale tra noi nipoti.
Mi ha visto disteso sul letto, con Stefy che mi teneva stretto il pene e Gloria che immediatamente ha smesso di gridare ma non ha detto nulla, è solo un po' arrossita.
Ragazzi tutto bene, ha chiesto come se ci avesse visti impegnati in una partita a carte e non in un gioco sessuale, dai non litigate che si sente tutto dal giardino.
Spiegatemi cosa succede, ha continuato e mentre Gloria e io tutti rossi in viso non abbiamo avuto il coraggio di parlare, Stefy che tra noi è la più ingenua ma nello stesso tempo la più coraggiosa, le ha confessato tutto.
Zia, Gloria è gelosa di te e del fatto che lui (indicando me) ti spia il sedere e ha fatto una scenata proprio mentre stavamo giocando al dottore, è sbocciata con la più grande naturalezza.
Zia ha sorriso, leggermente imbarazzata o forse anche perché Stefania, durante la sua spiegazione, non ha mai smesso di tenere stretto in mano il mio pene.
Non sono gelosa di te, ha detto Gloria, sono arrabbiata con lui (indicandomi ancora) perché ti guarda di soppiatto quando siamo noi due a farci toccare a e toccarlo e non è giusto.
Va bene, ha detto zia Margy, dai non litigate, non a causa mia e si è avvicinata a Gloria, l'ha abbracciata e consolata, facendola diventare come una cagnolina arrendevole.
Poi ci ha chiesto se poteva partecipare anche lei ai nostri giochi come osservatrice, per capire quanto ne sapevamo in fatto di sesso, per vedere se eravamo in grado di andare oltre carezze e baci.
Perché ragazzi miei, ci ha detto, dovete fare attenzione se pensate di avere dei rapporti completi ed è normale prima o poi arrivarci e non vorrei che faceste delle sciocchezze.
Così Gloria e Stefy hanno ripreso a visitarmi e a masturbarmi sotto gli occhi di una interessatissima zia Margy e quando sono stato sul punto di venire, ha consigliato di farlo nella bocca di una delle mie due cuginette, per evitare spargimenti di sperma.
In effetti da qualche tempo, la quantità di liquido seminale che eiaculavo grazie alle carezze delle due porcelle era aumentato e di parecchio.
Se prima erano solo pochi schizzi che le mie "dottoresse" lasciavano cadere sulla mia pancia, ora era una vera e propria sborrata che mi arrivava sotto il mento, a meno che le ragazze lo parassero con la mano.
Gloria sii brava, ha sussurrato zia Margy, prendilo in bocca e lascia che tuo cugino possa godere davvero come un uomo, e che il tuo sia un vero pompino.
Gloria è apparsa come ipnotizzata da zia e per la prima volta ha lasciato entrare il mio pene tra le sue labbra e accolto il mio seme denso e copioso nella sua boccuccia.
È stato magnifico e mentre godevo ho guardato zia negli occhi e zia Margy era raggiante e sicuramente eccitata da quella situazione sconcia, perché aveva una mano tra le cosce.
Gloria ha fatto quello che zia le ha chiesto anche se non le è piaciuto il sapore del liquido seminale che le ho versato in bocca ma lo ha mandato giù quando zia le ha detto di mandarlo giù.
Brava, mai sprecare il nettare maschile, si è complimentata zia, la prossima volta tocca a te Stefy assaggiare il seme di tuo cugino, ma ora cambiate le parti, fatemi vedere come giocate da pazienti.
Stefy fai l'assistente del dottore e tu Gloria spogliati nuda, ha ordinato, diventando immediatamente la direttrice dei nostri giochi erotici.
Prima di allora le ragazze non si erano mai spogliate del tutto, si erano limitate ad abbassare le mutandine e ad alzare la gonna, ma nude mai.
Avevano sempre apprezzato carezze alle loro acerbe fichette ma mai ad esempio che mi avessero fatto toccare i seni o i loro sederini. 
Prima esamina il seno di Gloria, ha detto zia, e io ho cominciato a toccare le belle e grandi mele di mia cugina più grande che ha cominciato a sospirare.
Stringile dolcemente i capezzoli, ha continuato zia, vedrai che si bagnerà all'istante tra le gambe e naturalmente la sua previsione si è avverata.
Ho continuato, toccando contemporaneamente anche la fica a Gloria, fino a portarla a un orgasmo potente come mai mi era riuscito prima.
E quando zia mi ha detto di metterle dentro le dita, Gloria è venuta una seconda volta, ebbra di godimento e meraviglia, per quel piacere rivelato e intenso.
Dopo Gloria è stato il turno di Stefy e zia mi ha osservato ripetere i suoi insegnamenti sulla cuginetta più piccola con una piccola ma fondamentale aggiunta. 
Sempre seguendo le indicazioni preziose di zia, ho infilato con gentilezza due dita nella strettissima fichetta di Stefy ma poi una volta che si sono bagnate dei suoi umori, le ho deliziato anche il buchino posteriore.
Devo dire che le indicazioni di zia sono state davvero preziose a giudicare dalle reazioni delle mie cuginette e dai sospiri dai gemiti che hanno fatto la colonna sonora ai loro orgasmi.
Adesso non vedo l'ora che zia ci conduca oltre e da quando ho visto come reagiva Stefy al mio dito che le solleticava il culo, non penso ad altro che a come potrà reagire quando le infilerò il mio pene in quella calda, umida strettoia.
END


mercoledì 4 febbraio 2026

PornoAttriceMatura

Come sono andata? La guardo e annuisco, tutto bene direi Magda, sei andata molto bene, considerando che era il tuo primo video porno.
Magda sorride, sul viso e sul seno ha ancora le tracce delle sborrate ricevute con molta serenità, come da accordi, senza tirare indietro il viso.
Quando una non è portata per ricevere lo sperma in viso ha la tendenza a scansarsi ma Magda è rimasta ferma e lo ha preso tutto, con pochissima riluttanza.
È stata anche fortunata, oggi lo stallone era un ragazzo camerunense molto ben dotato e anche pulito col quale ha trovato subito una bella intesa.
Non è sempre così, i provini si fanno con quello che abbiamo a disposizione e talvolta gli uomini sono brutti e anziani, anche se ben dotati.
Magda ha preso subito confidenza col ragazzo una volta che glielo ha tirato fuori, col suo pene nero e immenso con cui ha iniziato immediatamente a giocare.
La trama, chiamiamola così, prevedeva che lei lo spogliasse e iniziasse subito a prenderlo in bocca e dopo un accenno di fellatio gli aprisse le gambe e lo accogliesse dentro di sé, restando vestita e togliendo solo le mutandine.
È andato tutto bene, senza intoppi e quando lo stallone nero ha preso l'iniziativa e ha cominciato a chiavarla, Magda lo ha coadiuvato degnamente. Forse ha finto di venire o forse no, comunque ha gridato che godeva in favore di telecamera e quando il ragazzo l'ha preso fuori per venire sul suo viso, non si è sottratta alla copiosa sborrata.
Come prima volta non le abbiamo chiesto altro, sicuramente la prossima dovrà dimostrare una maggior confidenza con lo sperma, lasciando venire l'attore maschio nella sua bocca.
E se vuole un compenso maggiore dovrà mettere a disposizione anche il suo bel culo che dice essere ancora intonso e io non ho motivo per non crederle.
Nel nostro primo colloquio ha detto che non ha nulla in contrario alla sodomia ma la prova del (sessanta)nove la faremo al prossimo video tra qualche giorno.
Se sarà capace di accogliere il pene dello stallone nero anche dietro e non avrà problemi ad assaggiare il sapore del suo liquido seminale, potremo girare parecchi video e forse anche un lungometraggio, ho già una sceneggiatura in mente.
Nonna seduce nipote adottato, con Magda nella parte della nonna e il ragazzo del Camerun nella parte del nipote nerboruto, pronto a soddisfare i desideri sessuali della nonnina in calore.
Andremo per gradi, se le piacerà fare l'attrice porno senza remore, vedremo di esplorare anche altri campi, pissing e rapporti a tre o anche a più partner.
Magda era entusiasta dopo il nostro colloquio e prima di girare il suo primo video e lo sembra ancora dopo aver ricevuto la prima sborrata in viso.
Fa bene alla pelle, mi sussurra sorridendo, come se avesse intuito i miei pensieri, forse perché ero un po' preoccupato all'inizio e glielo avevo fatto presente.
In realtà la pelle del suo viso non risente granché dell'età, forse il seno è la parte del suo corpo che ha sofferto di più il passare delgi anni ma è piccolo e non è poi troppo cadente.
È stato molto dolce, mi rivela Magda ora che ha deciso di farmi sapere le sue sensazioni post film, avevo paura che mi facesse male con quel pene enorme.
In effetti mi sono raccomandato con lo stallone di non essere troppo violento, per non spaventare Magda alla sua prima esperienza cinematografica ed erotica con un uomo molto dotato.
Ma nei prossimi video, specie se con più maschi, dovrà abituarsi a una maggior irruenza ma sono sicuro che le piacerà, in fondo oggi mi è sembrata orgogliosa di aver eccitato il suo partner molto più giovane.
Lo sarà ancora di più quando ne avrà tre o quattro che vogliono infilare i loro organi sessuali dentro di lei nello stesso momento?
O che le faranno una doccia di liquido seminale che renderà la sua pelle ancora più morbida.
Comunque Magda piace anche a me, forse potrei fare un piccolo esperimento, così la prendo per mano e la porto nel bagno e lei mi segue docile e curiosa.
Sorride quando le chiedo di fare pipì e le sue guance si arrossano ma siede sul vaso dopo aver abbassato le mutandine. Allarga le gambe, fammi vedere bene, le dico e lei si apre e la sua fessura ben rasata da cui si sprigiona una cascatella dorata.
Adoro la visione di una donna mentre sgocciola, non solo per i film che giro ma come fantasia personale, che Magda rende reale.
Lei capisce che sono turbato e si morde le labbra, allunga la mano e stringe il rigonfiamento nei miei jeans.
Non ho mai capito come facciano quelli che lavorano nei porno ma non come attori, come possano non eccitarsi, mi sorride facendomi quella domanda retorica.
Forse è il momento di svuotarti un po', mi sussurra accarezzando la mia erezione nascosta e iniziando le manovre per tirarmi fuori l'uccello.
E quando sono nella sua bocca calda ci metto un attimo a venire di getto, così Magda mi dimostra che non ha problemi a gustare lo sperma come a riceverlo sulla pelle del viso.
Visto che mi ha fatto questo regalo inatteso, decido di fargliene uno anche io, così prendo un plug col finale rosso rubino e le dico di girarsi per poterglielo fare indossare.
Magda appena un po' titubante si volta e si china, mette il suo bel sedere a mia disposizione e attende che le infili il plug che entra facilmente, rubandole i sospiri.
Ora può rivestirsi e andare a casa, lei un poco più pesante col plug indossato e io più leggero dopo che mi ha svuotato per bene con un magnifico pompino. 
Mi raccomando, le dico mentre ci salutiamo, indossalo quando verrai la prossima volta per il provino anal, così sarai già pronta a aperta.
Magda sorride e mi saluta con la mano, annuendo come per rassicurarmi, quello di oggi è stato solo il primo di molti filmati e i prossimi saranno ancora più sconci.
END

Cornuto e Contento

Amore mi dispiace tanto, sussurra mamma tenendomi stretto e con la testa sulla sua spalla mi ritrovo il naso praticamente tra le sue tettone, proprio come quando ero un bambino.
Mia moglie mi ha lasciato, per un altro, o per meglio dire me ne sono andato di casa dopo che ho scoperto che mi tradiva con un altro e mamma mi ha accolto in casa sua e ora mi consola.
Non è che mi metta a piangere ma sono felice che lei mi tenga stretto e mi dica parole dolci per lenire il mio dolore che comunque è forte ma a cui devo sopravvivere.
Non abbiamo figli e già questo è un lato positivo, non abbiamo nemmeno problemi di soldi e troveremo una intesa senza scannarci a vicenda ma fa male, mamma.
Amore non preoccuparti, ci sono io, da me puoi sempre venire ogni volta che desideri e stare quanto ti pare, continua mamma mentre la sua vestaglia si apre e i suoi seni grandi si scoprono completamente.
Oddio scusa tesoro, dice mamma fingendo vergogna ma non fa quasi nulla per coprirsi e mi viene da pensare che sia meglio, così mi distraggo un po' dal pensiero di essere un cornuto.
Mamma è sempre stata molto aperta nei miei confronti, da piccolo era sempre nuda per casa, solo quando sono cresciuto, o meglio mi è cresciuto il pene, ha smesso di presentarsi in mutandine in camera mia ma non ha mai chiuso a chiave la porta del bagno.
Ricambio il suo abbraccio con una strana sensazione perché sento l'uccello che si è gonfiato da quando sono con la testa tra le sue splendide mele.
Una mano mi finisce quanto consciamente non so, sulla sua coscia nuda e spostando lo sguardo là sotto mi accorgo che non indossa le mutandine.
Le vecchie abitudini non muoiono mai, mi viene da pensare, ha ricominciato a girare quasi nuda come una volta da quando dopo essermi sposato, sono andato a vivere con mia moglie poco lontano. 
Quando la tocco, magicamente allarga le cosce come una gatta che quando le metti una mano sul dorso solleva la coda e si mette in posizione per essere penetrata dal maschio, alzando il sedere.
Scusa mamma, le dico togliendo la mano ma lei con voce tremula mi rassicura, puoi tenere lì la mano amore, non mi dà mica fastidio, anzi mi piace.
È lei stessa ad afferrare la mia mano e a riportarla dove deve stare, anzi ancora più pericolosamente vicina alla zona rossa da cui sarà la mia mente incestuosa, ma sembra proprio che arrivi un profumo inconfondibile di femmina eccitata.
Mamma ha sessant'anni, mi ha avuto verso i trenta e ora siamo qui che mi consola in una maniera che mai avrei immaginato possibile.
O magari si, visto che è sempre stata il mio sogno erotico e fonte di fantasie mastubatorie da quando ero ragazzino fino a quando mi sono sposato.
Impossibile non spiarla visto che era sempre nuda in giro per casa e impossibile non toccarsi visto che allora era una donna magnificamente bella e oggi è una splendida matura sessantenne su cui purtroppo il tempo si fa sentire ma che me lo fa tirare di brutto come allora.
Da quanto tempo non fai l'amore, mi chiede a bruciapelo e se per un attimo avevo dimenticato perché sono seduto con lei a fianco, ora il pensiero torna feroce.
Saranno almeno sei mesi mamma, Federica (mia moglie) ha iniziato a dire che aveva mal di testa e nessuna voglia già tanto tempo fa, le rispondo con voce da cane bastonato.
Ma allora è tanto tempo che non ti sfoghi, afferma mamma con voce addolorata, forse dovrei pensarci io, continua mentre la mia mano è quasi a contatto con la sua fica di cui avverto il calore.
Una madre deve pensare anche a questo tipo di esigenze quando un figlio è in difficoltà, aggiunge improvvisamente maliziosa e posando la sua mano sulla mia.
Amore accarezzami, sussurra facendomi impazzire e spingendo le nostre mani contro la sua fessura nuda e ricoperta da un leggero vello ben tenuto.
Dimmi che ti piace quello che senti, e senza attendere risposta mi mette la mano sulla testa e mi spinge giù, verso quella meraviglia che ho sempre sognato fin da quando ero un bambino.
Mi ritrovo inginocchiato tra le sue cosce, sorpreso ma deliziato dalla situazione erotica ma un lampo di razionalità mi costringe a chiederle di mio padre, e se ci trovasse così?
Amore stai tranquillo, a quest'ora dorme della grossa, come sempre, mi conforta mamma con un tono rammaricato di chi da sempre convive con qualcuno che non le dà quello di cui ha bisogno.
È sempre stata una femmina calda, lo sapevo anche allora, almeno lo intuivo vedendo come si comportava insieme a mio padre che la trascurava anche poco dopo sposati.
Credo anche che abbia avuto degli amanti ma non l'ho mai vista con qualcuno in situazioni simili a quella in cui mi trovo io oggi e col tempo si è rassegnata e ha rinunciato anche ai tradimenti, almeno finora.
Oddio come sei bravo, mi sussurra dopo che la mia lingua ha preso ad accarezzare la sua fessura bagnata, dal clitoride fino al buchetto posteriore, continua amore mio.
Mamma aveva ragione, dopo mesi di astinenza da mia moglie ero qui tra le sue braccia con una voglia di sfogarmi ma anche lei non scherza e rispetto alla mia fame, la sua è atavica.
Ma se io posso attendere ancora un po', mamma sembra di no, stringe le cosce carnose soffocandomi ma io non mollo la presa sulla sua fica, succhiando le piccole labbra e infilando due dita dentro di lei.
Amore sono pronta, la sua voce è flebile mentre sta per godere finalmente dopo tanto tempo e il suo corpo trema tutto, dai mettimelo dentro, mi invita bloccando la mia testa.
Forse solo la prima volta con mia moglie mi sono ritrovato ansimante, sudato e pieno di un intenso desiderio come in questo momento.
Tremando riesco a fatica a liberare il pene col suo aiuto, d'altronde una mamma interviene sempre quando vede il figlio in difficoltà e lei per quanto sia eccitata è più razionale di me in questo caldo momento.
È sempre lei a guidare il mio pene durissimo alla penetrazione e quando affondo nel calore della sua fica mi mette le mani sulle natiche, conficcando le unghie nella mia carne.
Dai, amore, dai che vengo, mi incita mamma e con pochi colpi di reni la conduco all'orgasmo che la sconvolge ma che deve godere silenziosamente tanto quanto me, mentre le sborro dentro.
Oddio mamma che bello, rispondo ai suoi lamenti, sei fantastica, da quanto tempo ti desideravo, le confesso mentre lei mi accarezza la testa e mi dà i bacini sulla bocca.
Amore sei stato tu bravissimo e sento che sei ancora duro, mi sorride felice per la nostra ritrovata unione, divenuta oggi davvero completa con il nostro amplesso.
Le sorrido, ora la tensione si è sciolta, il pensiero di aver perso mia moglie non è più così doloroso perché ho ritrovato mamma, anzi ho trovato anche io una amante.
Forse è meglio che ci sistemiamo mamma, non vorrei che papà ci vedesse così, le dico provando a sfilare il pene dal sua fessura bollente e piena di sperma ma lei mi blocca.
Aspetta, resta dentro, devo dirti una cosa amore mio, mi sussurra ansimando mamma con il suo viso incollato al mio, sai che tua moglie mi è sempre piaciuta e quello che ti ha fatto è sbagliato.
Però se non ti avesse tradito, tu ora non saresti qui, dentro di me, dopo aver goduto e avermi fatta godere e non avrei il tuo seme nel mio ventre.
Perciò io non la odierò mai per avere cornificato il mio bambino e avermelo ridato, dice mamma sorridendo, e tu resta qui quanto vuoi, puoi avermi sempre, ogni volta che desideri.
Come si fa a non amare una madre così, mi chiedo mentre la bacio sulle labbra vellutate e continuo ancora un po' a restare dentro di lei che si lamenta di non essere più bella come una volta.
È vero, i grandi seni di mamma sono un po' cadenti come il suo sedere e la sua pelle non è più liscia e gli anni addosso si vedono ma lei è la mia mamma, la mia amante, la mia troia.
Andiamo in bagno insieme e la guardo mentre seduta sul vaso attende che il mio seme defluisca e mentre fa pipì e mi torna in mente quante volte l'ho spiata così, col pene in mano, masturbandomi.
Mamma lo sai che ti guardavo da piccolo, le dico prendendo in mano l'uccello sgonfiato e umido dei nostri fluidi, e mi masturbavo.
Si amore, lo sapevo, una mamma queste cose le sa, per questo la porta non era mai chiusa a chiave, dai vieni qui che faccio io, mi invita la mia meravigliosa genitrice porcella.
Se tu fossi entrato allora ti avrei fatto questo, mi dice e afferrando il mio pene lo porta alle labbra e lo fa diventare nuovamente di marmo e in pochi istanti vengo nuovamente nella sua bocca calda e accogliente.
Amore, sorride mamma a pompino finito, dopo aver mandato giù il mio liquido seminale, ne avevi proprio bisogno ma adesso ci sono io, le tue palle e saranno sempre sgonfie.
END

Margherita Naturista

Margherita cammina nuda lungo la spiaggia di Cap D'Agde, assaporando il piacere del vento caldo e leggero sulla pelle ma soprattutto andando in cerca di emozioni erotiche.
Le trova poco lontano, dietro una duna dove una coppia non più giovanissima si sta esibendo insieme a un loro amico, gente che ha già visto negli anni precedenti e che ora ha preso coraggio.
Se prima si limitavano a esporre i loro corpi nudi al sole e agli sguardi, ora lei distesa su un telo sulla sabbia, accarezza il pene dei suoi uomini e li bacia, alternandoli sulle labbra.
È solo l'inizio e Margherita eccitata sente la necessità di toccarsi ma riesce trattenere la mano dallo sfiorare il suo sesso già umido e fremente.
Ma poi quando la donna si stende sulla sabbia e uno dei suoi uomini la penetra e l'altro infila tra le sue labbra un cazzo eretto, Margherita fatica a dominarsi.
Ma sa che se iniziasse a masturbarsi platealmente, qualcuno degli altri osservatori potrebbe prendere l'iniziativa e toccarla, magari in gruppo e lei non è ancora pronta.
Guarda l'uomo e la donna che si congiungono mentre intorno i presenti si eccitano alle loro imprese e i single già si masturbano a poca distanza.
Ci sono anche coppie che osservano e finalmente una moglie o una compagna più coraggiosa delle altre, afferra il pene del marito o compagno e inizia a masturbarlo, un'altra si china e posa le labbra su una cappella turgida, pronta a esplodere.
Alla danza d'amore dei tre, si uniscono i guardoni presenti e la tensione sale, le prime eiaculazioni schizzano sulla sabbia, gemiti e sospiri fanno da colonna sonora, al posto del rumore del vento e del mare.
Margherita si incammina per evitare di spegnere manualmente quel fuoco che sente ardere tra le cosce ma sa bene che  non sarà per molto.
Poco più avanti una fila di uomini nudi col pene ciondolante attende il proprio turno, mentre una signora coetanea di Margherita, i capelli biondi e i piccoli seni dai capezzoli irti, dispensa pompini.
La fila è abbastanza ordinata e anche se sono tutti quanti piuttosto eccitati, sanno che la signora non li lascerà andare via senza averli soddisfatti uno dopo l'altro.
I ricordi tornano alla mente di Margherita, quando era lei al posto della signora ad accarezzare intimamente sconosciuti pronti a eiaculare in suo onore.
Margherita ha iniziato a frequentare Cap d'Agde trascinata dall'uomo della sua vita che è stato il suo mentore che l'ha iniziata non solo al sesso ma anche al naturismo e al sesso naturista.
È stato seguendo il marito che Margherita è diventata una appassionata cultrice del nudismo e sempre con la sua spinta, dell'esibizionismo sulla spiaggia.
Dopo i primi timidi tempi in cui girava con lui mano nella mano sulla sabbia, guardando e lasciandosi guardare rossa in viso per la vergogna, Margherita ha provato il piacere di fare l'amore col marito, sotto gli sguardi affamati degli astanti.
E quando la prima volta uno sconosciuto si è avvicinato a loro due avvinghiati e le ha offerto il pene da toccare, Margherita ha guardato in viso il consorte che ha consentito molto volentieri prima di stringere quel sesso non troppo duro. 
Trovando molto piacevole essere penetrata dal suo uomo mentre ne accarezzava baciava altri, Margherita è diventata sempre più capace di osare. 
Fino al punto di lasciarsi guardare dal marito mentre soddisfava con la bocca una fila di uomini, proprio come sta facendo la signora davanti a lei con la sua fila di cazzi pronti alla sborrata.
Purtroppo la perdita dell'uomo della sua vita ha comportato dei cambiamenti anche in questa sua capacità di esibirsi e godere degli sguardi altrui. 
Margherita ha ripreso a frequentare Cap d'Agde e le sue spiagge naturiste ed esibizioniste e qualche volta le è capitato di allietare alcuni giovanissimi maschietti. 
Ora preferisce selezionare gli sconosciuti, mentre una volta chiunque e di qualsiasi età poteva offrirle il pene, sapendo di poter godere delle sue attenzioni. 
C'è un punto della spiaggia in cui si riuniscono alcuni gruppetti con la passione per le donne mature come lei e Margherita si trova proprio lì. 
I brividi che prova dopo aver visto lungo il suo cammino quasi ogni tipo di sesso possibile, la portano a fermarsi dietro un paravento messo apposta da questi giovani nudisti, in attesa di una preda come lei. 
Dopo aver steso il telo sulla sabbia Margherita si distende aspettando che qualche giovane più coraggioso degli altri si avvicini e provi ad abbordarla.
Proprio come i tre giovanotti che la stanno guardando da un po' e finalmente si incamminano nella sua direzione, con i loro peni ciondolanti già diventati barzotti per l'eccitazione.
Il più coraggioso dei tre si avvicina mostrando la sua erezione che ha bisogno soltanto di una carezza per diventare completa e Margherita non gliela nega.
Allunga la mano e il ragazzo che non è italiano e nemmeno francese glielo lascia toccare molto volentieri, usando un linguaggio internazionale che è quello del sesso esibizionista.
Margherita lo attrae a sé, sentendo la necessità di assaggiare il sapore di un maschio che la desidera, di mordere piano quella carne durissima ed eccitata.
Il giovane si spinge nella sua bocca fino alle palle, mentre un altro si avvicina a porgere il suo pene alle dita esperte anche se leggermente tremanti di Margherita. 
Il ragazzo di cui stringe il pene tra le labbra avrà si e no la maggiore età, gli altri due sembrerebbero ancora più giovani ma sulla spiaggia di Cap d'Agde tutto è permesso.
E Margherita è tornata da sola proprio per quello, perché diventando una bellissima e matura signora, ha sviluppato una passione particolare per i giovanissimi. 
Il primo fiotto di seme caldo riempie la sua bocca assetata, seguito da una colata di lava bollente e densa che Margherita manda giù molto volentieri perché adora quel sapore di maschio acerbo. 
Il sapore del seme di questi ragazzi è molto più invitante di quello degli altri che solitamente affollano la spiaggia per farsi soddisfare dalle signore esibizioniste.
Dopo il primo Margherita beve anche dal secondo pene una copiosa sborrata che ancora non spegne la sua sete, per cui non le rimane che accogliere tra le labbra il terzo fanciullo. 
Ora è pronta ad accarezzarsi mentre si esibisce in un delizioso pompino ma il primo giovanotto, confermando di essere il più coraggioso dei tre, si china tra le sue cosce aspirando il suo profumo di femmina calda. 
Margherita lo lascia fare, si dedica  esclusivamente al terzo pompino e ottiene in questo modo un orgasmo esplosivo proprio nel momento in cui la sua bocca viene riempita da altro liquido seminale, grazie all'uso della lingua del suo nuovo ammiratore.
Finalmente Margherita può godere come desidera e nello stesso tempo far godere un giovane porcello probabilmente tedesco o anglosassone, a lei non importa.
Altre volte le è capitato di ritrovarsi a fianco uno di quei ragazzi neri che dopo aver tentato di venderle qualche collanina si rassegnano volentieri a un suo pompino.
Anche questi giovanotti ben dotati sono la sua passione che è assolutamente scevra da ogni sentimento razzista, a Margherita interessa solamente che siano pronti a soddisfarla e a farsi soddisfare. 
E poi questi giovani naturisti riescono a mantenere l'erezione anche dopo una sborrata e infatti il primo che è venuto nella sua bocca, nel linguaggio internazionale degli esibizionisti le chiede di accoglierlo dentro di sé. 
Le mostra il suo pene di nuovo durissimo e Margherita ha larga le gambe, andando con le dita divaricare le piccole labbra per fargli capire che è pronta a riceverlo.
Il giovanotto coraggioso scivola dentro di lei con una facilità impressionante grazie all'umidità della sua fica sempre più affamata di piacere.
Sotto lo sguardo dei suoi amici il ragazzo si esibisce in una bella chiavata che Margherita gradisce particolarmente, lasciando che il giovane depositi dentro il suo ventre una nuova scarica di sperma.
Si sa che l'esempio porta a imitare e anche gli altri due fanciulli nuovamente pronti, finiscono per infilare i loro uccelli nella fica di Margherita, sborrando una seconda volta dentro la sua bollente fessura.
Ma il gioco non è finito e quando Margherita si accuccia, lasciando che il seme depositato nella sua fica defluisca e lei riesca a fare pipì, i tre giovani sono lì che la osservano molto interessati. 
Margherita capisce che hanno un altro desiderio che corrisponde in ogni caso al suo e uno alla volta li aiuta a mingere, abbracciandoli e tenendo in mano i loro peni gocciolanti.
Pensa che se faranno i bravi e nei prossimi giorni torneranno sulla spiaggia a farle compagnia, potrebbe anche dare loro il permesso di bagnarla sul seno con la loro pioggia dorata.
Infatti è da un po' che sente la voglia di essere accarezzata sulla pelle nuda da quel caldo liquido, più abbondante del seme maschile e altrettanto eccitante. 
In fondo è bello essere generosa, pensa Margherita mentre nella sua mente nasce l'idea di invitare quei tre piccoli stalloni a casa sua per un amore di gruppo con maggior privacy. 
E questo pensiero la eccita e la porta a sentire nuovamente il calore provocato dalla voglia di avere un pene nella sua bocca o nella fica.
Prende il cellulare e digita la sua richiesta ai tre porcellini che letta la traduzione si dichiarano felici di poterla accontentare immediatamente. 
Tornando verso casa Margherita è felice, probabilmente non sarebbe mai successo se non fosse rimasta vedova, di portarsi a casa il piacere di gruppo
O forse il marito che era un gran porcello anche lui, prima o poi avrebbe deciso di lasciare il suo letto a disposizione della moglie e delle sue voglie di maschi sconosciuti.
E sicuramente lui sarebbe stato lì attorno con in mano la macchina fotografica o la telecamera a immortalare le scene con Margherita protagonista. 
END