lunedì 23 febbraio 2026

Margherita e i Giovani

Margherita guardava il giovanotto nudo, disteso nel suo letto, con l'espressione beata di chi non solo ha goduto ma anche di chi è orgoglioso della prestazione appena portata a termine.
Osservava l'espressione del viso del giovane contemporaneamente al suo cazzo che aveva proprio davanti agli occhi, dato che stava col mento sulla sua coscia e il naso a pochi centimetri dalla cappella turgida.
Benedetta gioventù, non bastava mai una sola eiaculazione per renderli docili, sgonfi e indifesi, riuscivano sempre a sorprenderla per come restavano duri anche dopo una o più sborrate. 
Margherita aveva passato da poco i sessanta ma era ancora una bella signora che faceva girare molte teste al suo passaggio, grazie anche al modo casto ma sexy in cui si vestiva.
Impossibile vederla con un paio di pantaloni, indossava sempre gonne sopra il ginocchio ma mai troppo corte e le autoreggenti completavano le sue mise, insieme a scarpe col tacco elegante ma mai esagerato.
Nella parte superiore del suo corpo spiccavano i seni grandi e abbondanti ma perfettamente proporzionati con il resto della sua figura e che metteva spesso in risalto, in modo che potessero essere perfettamente immaginati ma mai visti.
Ma ora era completamente nuda e sentiva la voglia di coccolare quel pene che poco prima le aveva donato lunghi momenti di piacere e aveva depositato seme acerbo e abbondante dentro di lei.
Trovava bellissimo quel sesso adagiato sul ventre piatto del ragazzo che luccicava a causa degli umori che ancora lo bagnavano.
Le palle a riposo non erano più tese come prima prima, ovviamente grazie al primo rapporto sessuale completo che avevano avuto ma sapeva che presto si sarebbero rigonfiate di sperma e di voglia. 
Con l'indice accarezzò la cappella turgida e il pene ebbe uno scatto che Margherita apprezzò e continuando sfiorò l'asta, fino ad arrivare ai testicoli che prese e strinse nel palmo della sua mano. 
La sua stretta delicata ma sicura, provocò esattamente quello che Margherita aveva previsto e l'erezione tornò esattamente uguale a quella che prima aveva favorito la penetrazione e poi il suo orgasmo.
Il ragazzo sottoposto a quella dolce sollecitazione, seguita al sesso completo di poco prima, pareva ringalluzzito e mentre prima, durante i preliminari le era sembrato timido e incerto, ora aveva preso sicurezza e confidenza verso di lei. 
Tanto da chiamarla la "mia troia" ma sempre dopo averle chiesto il permesso, perché in fondo rispettava quella matura signora che credeva di avere sedotto. 
A Margherita non importava che lui mentre erano nudi in un letto la chiamasse troia o puttana, perché in fondo quelle parole pronunciarte da un amante, non facevano altro che aumentare la sua eccitazione.
Naturalmente alla prima parola simile,  fuori da quel contesto, lo avrebbe preso letteralmente a calci in culo ed escluso dalla sua vita.
Inoltre non le dava fastidio che pensasse di averla sedotta, mentre in realtà era stato esattamente l'opposto ma se quella convinzione gli avesse dato più spinta a letto, non vedeva perché non lasciarglielo credere.
Il giovanotto era l'unico figlio della sua vicina con la quale era in ottimi rapporti e che si era offerto di rasare le sue siepi e il prato di fronte a casa, un lavoro che lei odiava fare da quando era rimasta vedova.
Come un ragno che tesse la sua tela, Margherita aveva lasciato che il giovane finisse il suo lavoro in giardino e poi lo aveva invitato a bere qualcosa di fresco.
Mentre il ragazzo mandava giù un tè freddo, Margherita aveva fatto finta di armeggiare tra alcune scatole che aveva riempito poco prima e che gli aveva chiesto di portare nel capanno di legno che fungeva da ripostiglio fuori in giardino.
Si trattava di poche scatole riempite di giornali e pubblicazioni che Margherita aveva sigillato con del nastro adesivo tranne una, nella quale aveva lasciato ben visibili alcune riviste molto particolari.
Era la collezione di Supersex che il suo defunto marito aveva gelosamente custodito e che era servito come propellente per i loro sempre più rari incontri amorosi.
Sperava che quell'unica scatola aperta avrebbe attirato l'attenzione del giovane e poi chissà che cosa poteva succedere da quel momento in poi. 
Non era il primo maschio giovanissimo che Margherita cercava di sedurre da quando si era stufata dei suoi coetanei, compreso il marito, e delle loro difficoltà erettive.
D'altronde era sempre stata una femmina molto calda, anche se difficilmente dimostrava di esserlo in pubblico ma sempre e soltanto nell'intimità. 
Suo marito non era mai stato geloso perché conosceva bene questo suo lato caliente ed aveva sempre perdonato le scappatelle con altri uomini. 
Forse se avesse saputo che Margherita gli amanti li gradiva così giovani, forse qualche obiezione l'avrebbe mossa ma trovandosi sotto terra non poteva più fare molto.
Ma proprio per rispetto verso il marito, Margherita aveva represso questa sua voglia di gioventù e i suoi amanti erano sempre stati suoi coetanei, fino a quando era rimasta vedova.
Da quel momento aveva iniziato la caccia ai ragazzi giovani, aitanti e possibilmente ben dotati, ed era riuscita a soddisfare questa sua calda passione più volte.
Il suo piano aveva funzionato perfettamente e dopo aver chiesto al giovane di portarle i pacchi nel capanno, aveva atteso che sollevasse proprio l'ultima scatola con le riviste porno e lo aveva seguito. 
Ovviamente Supersex aveva attirato l'attenzione del ragazzo che non era riuscito a trattenersi dal prendere una di quelle riviste osè e si era messo a sfogliarla con molto interesse.
Margherita lo aveva lasciato fare per un po', ben sapendo che quella curiosità significava anche una bella erezione nascosta nelle sue mutande, e poi lo aveva raggiunto e sorpreso con le mani nella marmellata.
Il ragazzo beccato sul fatto si era aspettato una ramanzina, invece Margherita lo aveva sorpreso facendogli delle domande molto indiscrete rispetto a quello che aveva appena visto tra le pagine in bianco e nero di Supersex.
Erano domande di cui Margherita conosceva già la risposta ma che aveva goduto a fargli più che altro per guardare la sua espressione mentre lei gli chiedeva se gli piacesse la pornografia, se si fosse eccitato guardando le riviste porno che gli aveva gentilmente offerto e poi come ciliegina sulla torta e gli aveva domandato se gli fosse venuta un'erezione. 
Tutto rosso in viso il giovanotto aveva provato a rispondere a quelle domande così intime e in fondo non se l'era nemmeno cavata male, tanto che Margherita gli aveva chiesto scusa per averlo turbato e gli aveva detto che le dispiaceva che lui sentisse quel fuoco dentro che ardeva.
Un fuoco che sarebbe stato meglio spegnere, aveva aggiunto maliziosamente Margherita un attimo prima di allungare la mano e sincerarsi che il ragazzo l'avesse davvero duro nello slip.
In effetti il pene che si era ritrovata tra le dita era davvero duro come il marmo e Margherita avrebbe voluto ringraziare il ragazzo sia per il lavoro svolto che per l'eccitazione dimostrata, magari inginocchiandosi davanti a lui per fargli un pompino pieno di gratitudine.
Ma sapeva che sarebbe stato uno spreco inutile di liquido seminale e quindi mantenendo la presa su quella splendida erezione, se lo era riportato dentro casa e direttamente in camera da letto. 
Malgrado fosse tutto sudato per la fatica di poco prima e per l'eccitazione del momento, Margherita dopo averlo spogliato, aveva assaggiato il sapore della sua pelle, leccandogli il collo e scendendo poi lungo il petto, per arrivare al pene che svettava dritto come un fuso.
Dopodiché si era spogliata davanti ai suoi occhioni spalancati e gli aveva permesso di vederla completamente nuda, con i grandi seni che ballavano davanti ai suoi occhi estasiati.
Si era poi distesa sul letto, lo aveva invitato ad accomodarsi tra le sue cosce accoglienti e il suo pene durissimo era scivolato dentro di lei con una facilità estrema e per ringraziarla il fanciullo aveva cominciato a pomparle dentro tutto il suo amore. 
In quel momento Margherita aveva temuto di aver fatto un errore nel non avergli regalato un pompino prima del rapporto completo ma il ragazzo si era dimostrato abbastanza resistente da condurla a un orgasmo strepitoso.
Certo, nel momento in cui Margherita aveva iniziato a gemere di piacere come un cucciolo in calore, lui era subito esploso dentro di lei, grugnendo a sua volta di intenso godimento ma aveva comunque dimostrato un ottimo tempismo.
E cosa sempre importante, ora che lo stava nuovamente stimolando, ecco che gli era diventato di nuovo durissimo e continuando a tenerlo per le palle, glielo sbaciucchiò dolcemente sulla cappella.
Dai bacetti passò direttamente all'ingoio, lasciando che il paletto di carne scivolasse tra le sue labbra fino a quando non arrivò alle palle, nuovamente in tiro.
Le piaceva tenerlo in bocca il cazzo, caldo, salato e ancora umido di sperma, mentre una colonna sonora di sospiri di piacere usciva dalle labbra dei giovanotti, e questo non faceva eccezione.
Quando lo vide pronto, l'erezione completata, lo liberò dalla dolce prigione della sua bocca calda e decise che voleva cavalcarlo.
Salì in arcione, stringendo il pene del giovane e guidandolo alla penetrazione che fu rapida e profonda, con tutto il suo peso spostato sul ventre del ragazzo fortunato.
Seduta su quel trono di carne Margherita sospirò a fondo e lentamente iniziò a danzare, assisa sul funghetto che saliva e scendeva dentro la sua fica matura ma bagnatissima.
Ammaliato dalla visione delle sue grandi tette che ballavano davanti al suo sguardo, il giovane rischiò di rendere troppo precoce l'eiaculazione ma ancora una volta non si lasciò andare.
Margherita ne approfittò e continuò la cavalcata sempre più selvaggia fino a un secondo orgasmo, potente e intenso quasi come il primo e con lo stesso lieto fine.
Altro seme le fu iniettato da quel giovane sesso così pronto a soddisfare le sue voglie e dopo gli ultimi spasimi di piacere, Margherita si accoccolò sul ragazzo sotto di lei, schiacciando la sua bella faccina con le sue tette.
Era divertente arrivare quasi a soffocarlo ma siccome non aveva alcuna intenzione di perdere un così dolce e durevole amante, si sollevò, lasciando che riprendesse a respirare.
Amore sei stato fantastico, lo premiò con un sussurro mentre il giovanotto tentava a fatica di immettere aria nei polmoni e il suo pene finalmente vinto sgusciava via dalla sua fessura. 
Si distese di fianco al ragazzo e restò a godersi quei momenti di quiete dopo la tempesta del piacere, cercando con una mano quella del giovanotto e tenendola stretta stretta.
Ti sfuggito mamma prima, gli disse Margherita con un tono di leggero rimprovero che provocò un farfugliamento nel ragazzo che aveva appena ritrovato il respiro.
Mentre stavi venendo, ho sentito chiaramente che mi hai chiamato mamma mentre prima mi hai chiamato troia, gli disse ridendo dentro di sé per quel cambio improvviso di rotta. 
Probabilmente il ragazzo aveva detto qualcosa con me "oh mamma" ma a Margherita piaceva di cui prenderlo in giro visto che era diventato tutto bello rosso in viso e non per la recente cavalcata.
Mi piace se mi chiami troia quando facciamo l'amore, ma pure mamma non è male nel momento in cui eiaculi dentro di me, rafforzò ancora di più il suo pensiero Margherita. 
In parte era davvero uno scherzo ma in parte non le sarebbe dispiaciuto essere davvero la mamma di quel giovane stallone a cui aveva appena aperto le cosce.
Da quando aveva cominciato la caccia al cazzo giovane non aveva mai avuto problemi a trovare bei ragazzi giovanissimi pronti a soddisfarla ma vuoi mettere con l'averne uno in casa 24 ore su 24? 
Comunque anche così non era male e poi non avrebbe mai sedotto un figlio prima di diventare vedova, così come non aveva mai avuto un amante prima della morte del marito.
E ormai era piuttosto tardi e il giovanotto era meglio tornasse a casa dalla mamma vera, lasciando la mamma adottiva e amante sola nel suo letto, dopo due orgasmi essere soddisfacenti.
Tanto sapeva che sarebbe tornato presto lo sguardo adorante del giovane che nel frattempo si era rivestito prima di uscire dalla porta di casa sua, glielo confermò.
END







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