lunedì 23 febbraio 2026

Il Supereroe Delle Lavatrici

Buongiorno Signora, ha chiamato per la lavatrice?
Appena fatta la domanda mi rendo conto che la matura signora che ho davanti è praticamente nuda.
Mutandine brasiliane e vestaglia trasparente sono l'unico ostacolo tra i miei occhi e la sua nudità.
Lei sorride e mi invita a entrare, rispondendo alla mia domanda con un si, sono io la colpevole. 
A quanto pare la lavatrice ha improvvisamente smesso di funzionare, strano perché è nuova, puntalizza lei.
La seguo verso la lavanderia cercando di togliere lo sguardo dal suo bel culo appena un po' cadente che sobbalza davanti ai miei occhi deliziati.
La signora ha ragione, la lavatrice è nuova, piena di elettronica, con un software sofisticato che però ho studiato di recente.
Trovo le istruzioni con una app del cellulare e arrivo a capo del mistero, si tratta soltanto di farla ripartire con la giusta sequenza di tasti.
Quando si rimette in moto lei è al mio fianco e il suo profumo mi sta letteralmente inebriando e facendomi sognare.
Avrà sessant'anni ma è ancora una femmina che porterei volentieri a letto o su una spiaggia deserta per fare l'amore tutto il giorno.
Con grazia e naturalezza va a sedersi sulla lavatrice mentre mi chiede di farle qualche lezione, scusandosi con me per la sua scarsa familiarità con la tecnologia.
Provo a spiegare e a spingere qualche tasto, costringendola ad allargare le cosce carnose mentre la vestaglia si apre.
Le mie dita sul display touch sono appena qualche centimetro sotto le sue mutandine che ora mi mostra senza esitare.
Come si inserisce la centrifuga, mi chiede con una voce sexy e così la faccio partire tentando di spiegarle come si fa, senza che lei sia veramente interessata.
Ottocento giri al minuto, sussurro con voce tremolante a cui lei risponde con un certissimo più forte, così passo a 1200.
Ancora, mi ordina e io passo a 1600, tenendo ferma la lavatrice con lei seduta sopra che sorride e si gode la sensazione dolce di quel tremolio tra le cosce.
Bello, glielo leggo sulle sue labbra ora che la sua voce è coperta dal rumore della centrifuga impazzita.
Poi impazzisce anche lei, la sua mano afferra la mia cintura e mi attira contro la macchina infernale su cui è seduta.
Con una abilità altrettanto demoniaca me lo prende fuori in pochi istanti e lo stringe forte, quasi facendomi male e rubandomi il respiro.
Dai mettimelo dentro, sono le sue ultime parole a cui fa seguito spostando appena il filo di tessuto delle mutandine che si è infilato tra le piccole labbra.
Spingo in avanti ed entro dentro di lei, affondando in un calore umido sempre più caldo e accogliente.
In effetti chiavarla con la centrifuga sotto che gira a mille seicento giri al minuto è qualcosa di fantastico.
Lei si apre e poi toglie la vestaglia e le sue splendide tette ballano libere, sconvolte dai colpi che le sto vibrando mentre grugnisco come un porco. 
L'amplesso è rapido e intenso, lei viene in pochi istanti ma con molta passione e voluttà e mentre gode mi incita a sborrarle dentro.
Detto fatto, godo insieme a lei che si agita tutta, eguagliando per i lamenti il rumore del cestello della lavatrice che corre  
a perdifiato sotto il suo culo.
Dopo un po' e con una certa fatica riesco ad arrivare con le dita al display e a interrompere la folle corsa della centrifuga del piacere.
La lavatrice si cheta, lei anche, io pure e insieme ritroviamo il respiro e la razionalità, mentre il mio uccello sgonfio e striato di seme sguscia via dalla sua fica, ripiena di liquido seminale.
Mi stacco da quel corpo caldo e sudato quanto il mio e lei scende con una mano tra le cosce a impedire alla sborrata di fuggire via.
Va a sedersi sul vaso dove attende pensosamente e a cosce spalancate che il mio sperma scivoli giù, gocciolando nell'acqua sottostante.
Quando rialza gli occhi mi sono già sistemato l'uccello nelle mutande anche se non riesco a smettere di guardarla tra le gambe.
Un rivolo di pipì sta scendendo rumorosamente e lei mi sorride, felice che io sia interessato anche a quel tipo di attività.
Purtroppo devo andare, il lavoro mi chiama, altre dame sono in ambasce perché non possono lavare i loro panni e il supereroe delle lavatrici non può più restare.
Ma non è detto che qualche altra cliente senta il richiamo della voglia di cazzo e finisca per allargare le cosce davanti al mio pene. 
Così le chiedo quando posso tornare da lei per rifare quello che abbiamo appena fatto o meglio ancora a farlo con più calma e maggior piacere.
Torna quando vuoi, sono sempre sola, si lamenta la mia nuova amica e matura amante, a saperlo avrei comprato prima questa lavatrice, senza attendere che la vecchia si guastasse, mi confessa sorridendo 
Esco da casa sua con la voglia di tornare a gustare meglio quel corpo polposo e morbido, così pronto a donarsi al mio desiderio di chiavarla.
Mi giro per un ultimo sguardo che lei ricambia soffiando un bacio e con in sorriso dal meraviglioso sottinteso: dobbiamo vederci presto.
Non tutti i supereroi indossano un cappuccio, nemmeno di quelli gomma, che si infilano sul cazzo.
END

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