lunedì 27 aprile 2026

La Signora Della Roulotte

Quando l'ho scoperta, pensavo fosse solo una di quelle persone costrette a vivere in maniera precaria, a causa di problemi economici ma non era proprio così.
Marta utilizza quel luogo nascosto ma non troppo per i suoi incontri che definire amorosi è esagerato, meglio dire per giocare con i suoi amici più giovani, tra cui sono entrato anche io.
La prima volta che l'ho vista era completamente nuda, fuori la porta della roulotte, a cui si appoggiava di schiena, il tutto con la massima naturalezza.
Sessant'anni ben portati, seno importante  senza essere enorme e che ancora sfida la gravità, capelli lunghi grigi ma in tono col suo corpo maturo.
Quel giorno mi ha guardato, mi ha sorriso e mi ha chiesto se mi piacesse quello che stavo vedendo e alla mia risposta timida e positiva mi ha invitato ad entrare.
Una volta entrato mi sono sentito strano ma lei mi ha messo a mio agio, facendomi sedere su un piccolo sofà e preparando qualcosa da bere insieme.
Quando mi si è seduta a fianco ho sentito il respiro strozzarsi e il pene esplodere nelle mutande e a Marta non è sfuggito il mio turbamento.
Hai mai fatto l'amore, mi ha chiesto con voce suadente senza perdere il sorriso che si è ampliato quando le ho detto che ero ancora vergine.
Se vuoi posso insegnarti come si fa, ha sussurrato in maniera che ho fatto fatica a sentire le sue parole e tutto rosso in viso ho bofonchiato che mi sarebbe piaciuto molto.
Allora amore devi spogliarti, e senza finire quelle tre parole ha iniziato a togliermi la maglietta, mi ha accarezzato il petto sudato che poi ha baciato e leccato sotto il mio sguardo adorante.
Scendere ad aprirmi i jeans per estrarre la mia erezione è stata la naturale continuazione di quel gioco per me nuovo e così eccitante.
Senza che io facessi alcunché, Marta ha portato alla luce il mio pene che tra le sue dita sicure e decise era come un paletto di carne durissima.
È stata più la volta delle sue labbra che hanno sfiorato la cappella turgida e mi hanno regalato delle sensazioni meravigliose e bollenti.
Amore devi lavarlo meglio, mi ha sussurrato poco prima di prenderlo tutto in bocca, l'igiene intima è importante se vuoi avere rapporti con altre donne.
Il tuo cazzo mi piace così tanto che non ho problemi ma quando andrai con le altre, specie della tua età, è meglio farglielo trovare pulito e profumato.
Poi lo ha inglobato tra le sue labbra vellutate e coccolato con la sua lingua esperta, senza fare caso al sapore acre che il mio pene sprigionava.
In quel momento mi è stato impossibile trattenermi e sono venuto tra quelle labbra calde e sensuali, riversando un fiume di sperma nella sua bocca accogliente.
Marta ha lasciato che mi sfogassi, sapendo bene che alla mia età non basta una sola eiaculazione per mettere KO un maschietto eccitato.
Anche il sapore forte della sborra non le ha impedito di bere ogni goccia di liquido seminale che ha richiamato dalle mie palle con quel pompino stratosferico.
La sua esperienza in materia mi ha lasciato il tempo di respirare e una volta ripreso fiato mi sono ritrovato tra le sue cosce, con la sua mano che mi teneva stretto stretto il cazzo.
E stata Marta stessa a indirizzarmi dentro la sua fessura, in cui sono affondato senza problemi, mentre lei gemeva di piacere, sentendosi riempire da un pene giovane e durissimo.
Chiamami, ha sussurrato per invitarmi a prenderla con la dovuta irruenza giovanile che si aspettava e che ha avuto giustamente dopo avermi sedotto.
Venirle dentro è stata un'altra fantastica esperienza e Marta dopo l'amplesso si è raccomandata di fare molta attenzione con le donne più giovani e fertili.
Usa il preservativo o evita di eiaculare nel ventre di una donna che possa rimanere incinta, insegnandomi praticamente l'abc, dopo avermi sverginato.
Qualche tempo dopo sono tornato da lei ma non l'ho trovata nuda e pronta come la prima volta, così ho fatto un giro intorno alla roulotte, rimanendo in ascolto.
Mi è parso di sentire dei gemiti provenire dall'interno e sono andato a sedermi sulla panca di fronte alla porta, deciso ad attendere che uscisse.
Quando la porta si è aperta, ne è uscito un giovanotto sconosciuto della mia stessa età, con l'espressione stralunata di chi avesse appena vissuto un bel sogno. 
Dietro di lui Marta era tutta nuda e appena fuori dalla roulotte lo ha abbracciato stretto e baciato sulle labbra, in maniera del tutto inequivocabile.
Quando mi ha visto mi ha sorriso e invitato a entrare e appena dentro mi ha fatto un'altra lezione su sesso e amore, dedicata alla gelosia.
Dopo avermi esortato a non essere geloso del giovane appena andato via (e non solo di lui), mi ha abbracciato e spogliato e così ho avuto il piacere di mostrarle il mio pene pulito e profumato, come mi aveva detto la nostra prima volta.
Ammetto di aver provato una strizza di gelosia che però è scomparsa quando Marta, per la seconda volta, mi ha lasciato entrare nella sua fica calda e bagnata.
D'altronde lei è lì per quello nella roulotte, per godere a pieno delle attenzioni di tanti giovani ammiratori alle prime armi in fatto di sesso.
E io sono solo uno dei tanti.
END

La Colazione Dei Campioni

Mamma mi ha sempre detto che la colazione è il pasto più importante della giornata e io a mamma ho sempre dato retta fin da quando ero un bimbo.
Mamma si alzava per tempo e preparava la mia colazione, generalmente latte e biscotti con un goccio di caffè per farmi sentire un ometto.
Poi sedeva sul tavolo proprio al mio fianco e le sue belle cosce mi provocavano una rapida eccitazione, seguita ogni volta da una ancor più rapida erezione. 
I primi tempi indossava le mutandine ma quando sono cresciuto ha iniziato a sedersi e ad allargare le gambe appositamente, per farmi notare che non le portava.
Allora non si depilava e quel boschetto folto era il soggetto dei miei pensieri più tardi, quando rifugiatomi in bagno, mi masturbavo appassionatamente.
Ovviamente mamma sapeva dei miei turbamenti e non le fu difficile sorprendermi con il pene in mano che gocciolava dopo una copiosa sborrata più di una volta.
Fu credo verso i tredici, quattordici anni che decise che fossi pronto per una variazione della mia dieta al mattino, o forse è meglio chiamarla integrazione.
Dopo la solita inzuppata di biscotti nel caffè e latte, mamma spostò il suo bel culo al posto della tazza che avevo appena svuotato.
Allargando le cosce espose la sua splendida fica ai miei occhi affamati ma diversamente da altre volte non si limitò a farsi guardare da molto vicino.
Amore, mi disse, anche mamma ha diritto a qualche attimo di piacere, poi la sua mano gentile ma ferma si posò sui miei capelli tagliati a spazzola.
Con tenerezza mamma spinse la mia testolina tra le sue gambe già sudate e le mie narici furono deliziate dal profumo di sesso che emanava dalla sua fessura bagnata.
Non disse nulla, a parte leccami e io iniziai a leccarla senza sapere se stessi facendo bene o male ma dal tenore dei sui respiri affannosi, col senno di poi posso dire di essermi comportato bene in quel frangente.
Qualche volta negli anni precedenti mi era capitato di ascoltare gli stessi gemiti di piacere quando si chiudeva in camera con papà, pensando che io dormissi nella stanza accanto.
Ultimamente l'avevo spiata in bagno che si toccava e la colonna sonora del suo piacere era stata esattamente la stessa, stesse note eccitanti anche se meno rumorose.
Però essere l'autore di quella musica meravigliosa fu per me fonte di una eccitazione molto più grande e finii per eiacularmi nelle mutande, ma solo la prima volta. 
Non dimenticherò mai l'espressione del suo viso stravolto dall'orgasmo, espressione che colsi l'attimo in cui sollevai per un attimo gli occhi dal fiero pasto.
Che bella che era mentre veniva sussultando, gemendo e imprecando, a causa delle emozioni di quella prima, acerba leccata da parte mia.
Nelle settimane successive, mamma oltre a farmi esercitare nella pratica, mi spiegò anche la teoria, cosa che imparai dopo, non aveva mai fatto con mio padre che non l'aveva mai soddisfatta a dovere.
Seppure il suo sapore fosse leggermente acre e salato, al senso del mio gusto parve dolcissimo, come e più del miele che le colava copioso dalla fica, quando infilavo la lingua e le dita nella sua fessura.
Quella divenne la mia unica colazione a dispetto degli anni che passarono e ancora oggi quando sono suo ospite, al mattino dopo un croissant e un caffè, affondo la lingua dentro di lei.
Mamma reagisce nella stessa identica maniera, gode nello stesso identico modo e poi mi accompagna in bagno, dove mi aiuta a sfogare la solita eccitazione post leccata.
Purtroppo non ha mai voluto andare oltre, non dico un rapporto completo ma anche quando le ho chiesto di prenderlo in bocca, si è gentilmente negata.
Amore non posso, sarebbe un tradimento verso tuo padre, è stata la spiegazione del suo rifiuto e poi il suo sorriso ha sciolto la mia delusione. 
Così ho imparato a farmi bastare la sua carezza decisa e gentile sul mio pene pronto a schizzare e chissà se un domani lei si arrenderà alle mie richieste di avere qualche cosa di più di una carezza.
END

martedì 21 aprile 2026

Giorgia e L'Amore Maturo Parte Seconda

Lui è giovane, sempre pieno di una voglia che non è che mi manchi, anzi, da quando ci siamo conosciuti il mio desiderio carnale è ritornato violento e spietato.
Quando mi mette il suo bellissimo pene sotto il naso, non posso fare altro che cedere e coccolarlo come piace a lui e come piace da morire anche a me.
Per decenni ho rinunciato al piacere che non fosse quello solitario, ma anche quando ero una ragazza della sua età non ho mai soddisfatto completamente le mie voglie.
Ho perso la verginità molto presto, con un uomo vecchio ed egoista che dopo avermi deflorata non ha minimamente pensato a farmi godere. 
A pensarci bene sono stata fortunata a non essere rimasta incinta durante quel primo rapporto carnale, visto che lui non ha rinunciato a venirmi dentro senza profilattico.
E poi dopo quella volta non ha più voluto vedermi, come se fossi diventata sporca o brutta e non è stato piacevole visto che mi ero realmente invaghita di lui.
Avrei potuto avere altri uomini dopo di lui, più giovani e belli ma quel rifiuto dopo aver preso quello che voleva, mi ha segnata per i decenni successivi.
Fino a quando un giovanotto di vent'anni non me lo ha sventolato sotto il naso e non soltanto per un momento di piacere  effimero.
Devo ammettere che a dispetto della sua voglia di avermi carnalmente e della sua età giovanissima si è sempre preoccupato del mio piacere, oltre al suo.
E quando mi sono aperta e l'ho accolto dentro di me, abbiamo goduto insieme, nello stesso momento, cosa che non è mai scontata, anzi. 
È stato dolce, capace di frenare la sua irruenza giovanile fino al momento giusto, quando ho davvero perso la testa per quelle sensazioni magnifiche che produce un orgasmo.
Solo allora, mentre gemevo di piacere, travolta da un orgasmo folle, si è lasciato andare, fisicamente e verbalmente, ha scaricato il suo sperma dentro di me e gridato parole sconce ma bellissime.
Ho avvertito pienamente il suo seme caldo colare nella mia fessura non più arida e sono sicura che se fossi stata ancora fertile, adesso sarei in dolce attesa.
Quella prima volta è stata indimenticabile, come ogni prima volta ma quelle successive non sono state da meno, come quella dopo, in cui gli ho permesso di venire nella mia bocca.
Il suo sperma l'ho trovato ancora di un sapore acerbo, molto diverso da quello che ho assaggiato tanti anni fa, da un uomo che aveva trent'anni più di lui. 
È dolcissimo al mio gusto, anche se in realtà è alquanto acre ma farlo venire nella mia bocca, farlo colare sulla mia lingua fino all'ultima goccia, è meraviglioso.
Lui sembra davvero sul punto di morire quando lo bacio sulla cappella, tenendo in mano le sue palle, con cui adoro giocare come se fosse bilie.
E ancora di più quando finalmente si svuota, chiamandomi troia o puttana con un amore che percepisco chiaramente sotto quelli epiteti che non accetterei mai in qualsiasi altra occasione.
In quel momento è come un leone che ruggisce mentre impregna una leonessa incontrata nella savana, scaricandomi in gola sperma e tensioni accumulate.
È stranamente tenero anche dopo, quando restiamo abbracciati, distesi sul letto, sazi di quella fame carnale che ci ha portato a fare l'amore.
Sono sicura che se potesse rimanere con me tutta la notte, dopo il piacere e gli orgasmi, vorrebbe starmi dentro fino al mattino, fino al risveglio.
Sono sua completamente, che sia stata la mia ritrosia iniziale a spingerlo ad osare, oppure sia stata semplicemente la sua voglia di godere a pieno di una femmina, ma gli ho concesso tutto ma proprio tutto.
Già la seconda volta che si siamo visti e amati, mi ha chiesto di concedergli il boccone più prezioso e stringendo un po' i denti, ho detto di sì.
Non avevo mai sperimentato la sodomia prima di allora, anzi nemmeno ci avevo mai pensato di lasciare che un maschio mi penetrasse in quel modo. 
Qualche volta ho giocato con me stessa mentre mi masturbavo, ma senza convinzione, provando qualche sensazione dolce ma mai un orgasmo degno di questo nome. 
Lui mi ha deflorata anche lì, costringendomi a provare un piacere sconosciuto e particolarmente intenso, dopo una sofferenza tenue e rapida.
Molto più maturo dei suoi vent'anni, prima di spingere il suo pene nel mio culetto in dolce attesa, ha giocato a lungo col mio buchetto, con dita e lingua.
Non gli ho chiesto nulla, se avesse voluto prendermi di forza e con violenza, l'avrei lasciato fare, anche se mi avesse fatto soltanto soffrire.
E invece si è divertito a stuzzicarmi, a ispezionarmi, fisicamente e mentalmente, facendo scoprire a entrambi la mia predisposizione alla sodomia.
Così anche la mia seconda prima volta è stata indimenticabile e piena di sensazioni fantastiche, fisiche e mentali, dovute al sentirmi penetrare dove nessuno lo aveva mai fatto.
Lui che spingeva con dolcezza iniziale, senza forzare, millimetro dopo millimetro è entrato dentro di me e si è fuso nel mio corpo e nella mia mente. 
Eppure quando ci lasciamo per poi ritrovarci dopo qualche tempo, ridivento la timida tardona piena di paure che ero all'inizio della nostra conoscenza.
Vogliosa tanto quanto lui, eppure timorosa per la differenza d'età, oppure per l'eventuale reazione dei suoi genitori che conosco bene o chissà per cosa ancora.
Fortunatamente lui ha capito come abbattere le paure e le barriere che il mio incoscio continua a erigere tra i nostri corpi.
Gli basta prenderlo fuori, e non c'è volta in cui me lo mostra in cui sia meno che durissimo e pronto per essere infilato nei miei buchetti che lui adora. 
Anche se a me piace pure quando, dopo avermi eiaculato tra le labbra, comprese le piccole, il suo pene resta inerte e sgonfio, umido e inerme.
Così posso coccolarlo, baciarlo, sfiorarlo con tutto il mio amore, senza fretta di farlo tornare in erezione ma soltanto per poterci giocare insieme.
Alla fine va bene così, la mia ritrosia ogni volta ci porta a rivivere la nostra prima unione, timida, difficoltosa, non perfetta ma terribilmente intensa e gioiosa.
END







mercoledì 1 aprile 2026

La Signora Swinga Volentieri

Il suo nome di battaglia è Aurora, la mascherina cela il viso ma in compenso tra poco sarà tutta nuda ad accogliere maschi eccitati nei suoi buchetti caldi e umidi.
Festa di compleanno c'era scritto nell'inserzione su internet postata da marito cuckold e siamo qui in tanti per fargliela, la festa. 
Cazzi in regalo, con contorno di sborra calda, quello che il cornuto ha deciso di donarle per i cinquanta anni di Aurora che accarezza il primo, in piedi davanti a lei.
La festa inizia lentamente, col primo convenuto che si presenta come da istruzioni, nudo ed eretto davanti alla festeggiata sorridente che inizia a toccarlo come se non credesse a quello che ha davanti.
Aurora non è nuova a queste esperienze ma forse non è ancora temprata ad affrontare tutti questi maschi in una volta sola ma non c'è alcun dubbio, imparerà presto.
La sua bocca già assapora con gusto la prima cappella, mentre il maritino saltella tutto intorno con il cellulare in una mano e l'uccello nell'altra.
Il primo è solo un assaggio, un aperitivo da gustare prima delle portate principali, Aurora lo risucchia con timida passione e lo costringe alla resa in pochi minuti.
Lo sperma caldo e denso cola nella sua bocca accogliente e da brava troietta diligente, dopo l'eiaculazione lo ripulisce perfettamente da ogni traccia di seme.
Il secondo cavaliere la inforca alla missionaria mentre le sfila la sottoveste sotto la quale non portava mutandine e il primo pene scivola nella sua fessura oramai bagnatissima.
Un terzo le porge un duro omaggio alle labbra e Aurora lo ingoia con ancora più gusto, perché ogni volta in cui un maschio la penetra, i pompini le riescono meglio.
L'espressione del suo volto rivela l'orgasmo che l'ha travolta, Aurora è sempre stata molto svelta a venire, tanto quanto ad eccitarsi e anche ora non fa eccezione.
Due sborrate tutte per lei, una nella fica e una in bocca, in totale siamo a tre e una prima ondata di piacere che la sconvolge e la lascia stravolta e inerme nelle braccia del quarto maschio eretto, anzi del quarto e del quinto, che poi sarei io.
Lo sconosciuto davanti a me se la prende a cavallo, Aurora di nuovo lucida si impala sul suo cazzo e mi offre le terga, un bel culetto di donna, rotondo e invitante.
Allargo le sue natiche e il buchetto pronto alla sodomia le pulsa e si contrae follemente, nell'attesa di essere sfondata come da suo desiderio profondo. 
Prima di entrare dentro di lei la accarezzo con la lingua in quel punto per lei estremamente sensibile e provo la resistenza dei suoi muscoli.
Il pertugio si aprire come una rosa sotto il sole di maggio, Aurora dimostra di essere avezza alla sodomia, di certo non è la prima volta, forse è meno allenata nella doppia penetrazione.
Ma quando la mia cappella si accosta al buchetto la mia sensazione è quella di essere risucchiato dentro il suo buco nero, caldo e avvolgente.
Posso solo immaginare le sensazioni di Aurora con due sessi grandi e duri che si scivolano appaiati nei suoi buchi, uno entra mentre l'altro finge di uscire.
Il mio compagno di gesta e io sappiamo bene come una donna perda la testa in quei momenti, perché una volta superata la fase iniziale Aurora è disposta a tutto.
Anche ad essere violentata come praticamente stiamo facendo, costringendola a gridare in un doppio amplesso anale in cui non chiede e non ottiene pietà.
Aurora vuole solo che i suoi amanti la facciano godere con irruenza tale da farle perdere la ragione e ottenere un piacere per lei ancora sconosciuto.
E quando un terzo le infila il pene tra le labbra, Aurora è in preda a un parossismo orgasmico che fa correre grossi rischi a quel cazzo che tiene tra i dentini aguzzi.
Ma fortunatamente il piacere travolge tutti e quattro e una triplice colata di seme va a spengere la sua tendenza all'evirazione, sborriamo nella sua fica, nel suo culo e nella sua caldissima e vorace bocca.
Aurora smania nel tentativo di prolungare l'orgasmo e beve il liquido seminale fuoruscito dal pene che stringe tra le labbra, mentre un altro è già pronto a sostituirlo.
Mentre il mio pene sgonfio esce dal suo culo, Aurora si libera anche dell'altro che avvolgeva con la fica e si inginocchia a soddisfare gli altri cazzi intorno a lei.
Ne impugna due e ne ingoia uno fino alle palle e le toglie il respiro ma non la voglia di giocare con le sue voglie e quelle degli invitati alla sua festa.
Il maritino si avvicina per ringraziare gli unici due che hanno fatto godere la sua bella e disponibile mogliettina e chiede se può ripulire i nostri cazzi sgocciolanti.
Permesso accordato dal mio compagno di giochi che lo lascia ingoiare il pene e praticamente fargli un pompino che lo riporta alle condizioni di erezione. 
Mi limito a osservare come ipnotizzato il consorte che lecca appassionatamente il pene che ha sborrato nella fica di sua moglie.
Mi accorgo anche che Aurora stessa, occupata a bere un cocktail di sperma, riesce a guardare il marito affascinata da una voracità simile alla sua, mentre spompina chiunque le venga a tiro.
I nostri sguardi si incrociano, Aurora intuisce cosa sto pensando, mi sorride e quel sorriso è una promessa per il futuro radioso e piacevole che ci attende.
Alla fine la festa di compleanno si è trasformata in una specie di selezione del personale, in cui Aurora e il maritino hanno scelto i cazzi che allieteranno le loro prossime serate.
Che dire se non che entrambi hanno buon gusto.
END

Bellezza Matura Al Sole

Quando arrivo in spiaggia, lei è già distesa al sole, mi è impossibile non guardarla, anzi i miei occhi sono come i raggi x sul suo corpo semi nudo.
Una bellezza matura, alta, belle tette, belle gambe che mostra volentieri e ogni tanto, dopo avermi fatto smaniare un po', si toglie il reggiseno.
Ovviamente lo fa apposta, come apposta ho chiesto al bagnino di cambiare ombrellone con quello di fianco al suo, per poterla adorare da vicino.
Il suo sguardo controlla appena può lo stato del gonfiore sotto il mio costume e mi piace pensare che se le sembra troppo ridotto, ecco quello è il momento di slacciarsi il reggiseno e mettermi le tette sotto il naso. 
Non sono grandi ma contribuiscono a farmi eccitare e a renderla ancora più desiderabile, a causa delle grandi areole e dei capezzoli eretti.
Come controlla lo stato della mia erezione sotto lo slip, controlla anche il movimento della mia mano che spesso afferra il gonfiore e lo stringe.
Quando non ce la faccio più corro al bagno a masturbarmi e lei mi sorride, consapevole di essere la causa di quel turbamento che devo a ogni costo far cessare. 
È ormai una settimana che andiamo avanti così, lei che si mostra e io che mi eccito e anche se non ci parliamo, siamo oramai in confidenza più che intima.
Ma quando torno sotto il mio ombrellone sotto il suo sguardo materno e sensuale nello stesso tempo, mi sussurra qualcosa che inizialmente non capisco.
Perché domani non mi fai vedere qualche foto di quando ti masturbi, è il succo del nostro primo discorso, e ammetto di esserci arrivato dopo un po'.
Lei ridacchia della mia sorpresa, si dai, vorrei vedere il tuo pene mentre vieni, fatti qualche foto e poi fammele vedere che sono molto curiosa, continua decisa.
Quella richiesta mi rende di nuovo duro e lei nota immediatamente come il gonfiore di adesso sia lo stesso di prima che andassi a sfogarmi al bagno.
Beati voi giovani, mi canzona sorridente, l'avete sempre in tiro, non come mio marito che sono decenni che non ha una erezione decente.
Imparo su di lei più cose in pochi minuti che in tutta la settimana in cui sono rimasto sdraiato sul lettino al suo fianco e a sognarla nuda mentre la chiavavo.
Mi darebbe il tempo di riprendere fiato, le chiedo con un filo di voce, meravigliato dal mio stesso coraggio e lei sorride e annuisce, certamente, fai pure, magari ti aiuto io, e dicendo così si toglie il reggiseno e mi mostra le belle tettine.
Porta questa visione con te, mi sussurra mentre mi alzo per tornare al bagno in cui arrivo di corsa, ansimante per la voglia ti smanettarmi pensando alle sue parole.
Il mio pene è ancora umido dello sperma eiaculato prima ma è durissimo e gli scatto qualche foto prima di iniziare a masturbarmi. 
Lei è come se fosse lì con me, nuda e curiosa a guardare un giovane maschio irretito dalle sue arti magiche e sensuali che si accarezza in suo onore. 
Scatto con una mano, smanetto con l'altra ma nella mia mente passa un film porno in cui lei e io ci uniamo in ogni modo possibile e alla fine schizzo seme caldo sulle sue mele acerbe e mature nello stesso tempo.
È quasi il momento di godere e imposto la fotocamera su filmato e lo sperma irrompe potente, richiamato dalle mie carezze e dalle sue invocazioni.

Quando torno da lei si è rimessa il reggiseno e per un attimo mi atterrisco pensando di essermi sognato tutto, a parte la sega che mi sono fatto. 
Ma quando mi sorride e allunga la mano, capisco che non sto vivendo un sogno, o almeno che si tratta di un caldissimo sogno reale e bagnato.
È bellissimo, sussurra estasiata guardando il mio pene sullo schermo che si innalza e inizia a sprizzare sborra nel lavandino del bagno.
Non ho idea se si riferisca al mio pene, un pene normale o all'entità del liquido seminale eiaculato che non è al massimo della copiosità data la doppia sborrata, ma non importa.
Si morde le labbra mentre osserva più volte quelle immagini porno e poi mi restituisce il cellulare facendomi i complimenti per la mano doppiamente ferma.
Non ti chiedo di mandarmi il filmato perché quel cornuto impotente di mio marito me lo controlla, non mi chiava ma è maledettamente geloso, si confida senza timore.
Ormai abbiamo un segreto intimo tra noi e così le chiedo se vuole renderlo reale, in fondo il marito viene a trovarla solo il fine settimana e avremmo alcuni giorni in cui lei è sola.
Amore mi piacerebbe tantissimo ma non l'ho mai tradito e non intendo iniziare ora, dovrai accontentarti di posare gli occhi su di me, di masturbarti e farmi vedere come sei bravo col pene in mano.
Ma io ti sognerò stanotte, mentre ti fai una sega in mio onore, con una mano nelle mutandine che mi tocco e domani ti racconterò il mio orgasmo.
Un po' deluso torno a sdraiarmi prima che il bagnino incuriosito dal nostro colloquio venga a dare un'occhiata più da vicino, non sarà mica geloso anche lui.
Dopo due sborrate sono abbastanza provato ma i miei pensieri corrono a lei come i miei occhi che fatico a toglierle di dosso.
Ogni volta che i nostri sguardi si incontrano, lei sorride, troia e madre insieme, e mi vedo tra le sue labbra a scaricare sperma bollente nella sua bocca schiusa e grata del mio omaggio liquido.
C'è ancora un'altra settimana di tempo, chissà che non riesca a farle cambiare idea e a mettere finalmente le corna al suo consorte e finalmente a sborrare davvero in suo onore, sulla sua pelle abbronzata.
END