martedì 16 giugno 2026

Gita In Barca

La matura signora che noleggia la mia barca potrebbe essere una donna ricchissima, oppure semplicemente una che si è voluta togliere una sfizio per una vacanza un po' diversa dal solito. 
D'altronde la mia barca non è uno yacht oceanico e con lei mi limito a costeggiare le spiagge dell'Adriatico in cerca di qualche luogo irraggiungibile a piedi. 
Come la caletta in cui siamo ancorati oggi, dopo un viaggio breve iniziato questa mattina, quando il sole non era ancora alto e troppo caldo. 
Lei è ancora una bella donna malgrado l'età non più giovane che provando a indovinare, dovrebbe situarsi tra i sessanta e i sessantacinque anni.
Quello che attira di più lo sguardo sul suo corpo, sono quelle due mele giganti che rischiano di strabordare dal reggiseno del costume ma anche il resto non è male.
Apprezzo anche il fatto che non si sia tinta i capelli e il grigio naturale che purtroppo ne colora una buona parte, appare lasciando intatta la sua bellezza.
La aiuto a scendere dalla barca nell'acqua bassa, in un punto poco lontano dalla riva e finalmente riesco a fare i raggi x alle sue forme che mi sembrano ancora meglio che da lontano. 
Oltre a un bell'aspetto fisico ha anche un ottimo profumo che non lesina quando la mattina se lo spruzza addosso e che ora si sente a metri di distanza. 
Mentre sto per risalire sulla barca e lasciarla sola alla scoperta della caletta che è completamente deserta, la signora mi chiede se c'è qualcosa in contrario al fatto che lei si voglia mettere completamente nuda sotto il sole. 
La domanda mi coglie di sorpresa perché è la prima volta che una cliente mi chiede di potersi spogliare nuda, durante i miei viaggi di piacere.
Naturalmente non ho nulla in contrario e finché lei sarà l'unica ospite della caletta, credo che possa mettersi tranquillamente nuda senza alcun problema. 
Il suo sorriso malizioso mi comunica che la domanda non è stata fatta pensando che io me ne torni sulla barca, lasciandola senza nulla addosso e completamente sola. 
È una mia sensazione di cui non mi fido completamente e riprendo a risalire sulla barca con la scusa di dover fare un po' di pulizie, mentre lei si può mettere comoda sotto il sole.
Malgrado la mia speranza che lei voglia fermarmi, chiedendomi restare con lei, la signora ancora con il costume addosso, decide che prima di spogliarsi deve fare un bel giro esplorativo. 
Peccato per l'occasione persa di vedere le sue splendide tette al vento, inoltre mi tocca a ripulire davvero la barca che ne ha effettivamente bisogno.
Però non riesco a terminare il lavoro perché lei dopo nemmeno un quarto d'ora è di ritorno ed ha ancora il costume addosso.
Potrebbe mica darmi una mano, mi chiede con un sorriso da gatta che sta per mangiare il topolino, ho paura di scottarmi con questo sole e sulla schiena non riesco ad arrivare con la crema.
Scendo dalla barca e la accompagno fino a un punto sulla spiaggia in cui ha steso a terra il telo da bagno e lasciato una borsa da sportiva con le sue cose.
Ed è qui che finalmente decide di togliere il reggiseno, lasciandomi a bocca aperta davanti allo spettacolo delle sue grandi mele che purtroppo sono un po' cadenti a causa dell'età. 
Me le lascia guardare solo per un istante, poi si gira e mi consegna il tubetto della crema solare che con le mani che mi tremano comincio a spalmare, iniziando dal collo e dalle spalle.
Mentre le accarezzo la spina dorsale indugiando più del dovuto, avverto l'innalzamento del pene che si sta agitando dentro il mio slip.
Probabilmente il mio tremito si trasmette addosso al suo corpo, perché la signora decide di terminare quello che aveva iniziato, abbassando le mutandine e scalciandole via coi piedi. 
Potrebbe spalmare la crema su tutta la parte posteriore per favore, purtroppo soffro della spalla congelata e non riesco ad arrivare in certe posizioni senza che mi faccia soffrire terribilmente, mi sussurra sapendo che eseguirò immediatamente il suo ordine.
Accarezzare il suo sedere con la scusa di spalmarle la crema è un'esperienza meravigliosa, anche perché si è mantenuto meglio rispetto alle sue tettone. 
Finisco il lavoro scendendo fino ai suoi polpacci che, malgrado io abbia il naso quasi infilato nel solco tra le sue natiche, trovo incredibilmente sexy ed eccitanti. 
Quando mi rialzo lei si gira e me la ritrovo davanti completamente nuda e noto anche l'ultimo particolare, ovvero il boschetto che ricopre la sua fessura.
Un boschetto piuttosto folto ma tenuto perfettamente con un ottimo lavoro di depilazione che probabilmente la signora esegue presso qualche estetista. 
La sua espressione sembra quella soddisfatta di qualcuna che è felice di eccitare tremendamente qualcuno che non conosce o conosce appena.
Però non è giusto, mi sussurra lei con una voce da telefono erotico, io sono nuda e lei invece credo che nasconda qualcosa, sotto quel rigonfiamento del costume.
Quando allunga le mani e infila le dita sotto l'elastico dello slip e me lo abbassa, credo che sia il momento in cui si avvera uno dei sogni della mia vita. 
Non mi era mai successo e devo ammettere che ho avuto davvero poche occasioni di ritrovarmi senza mutande e con una bella erezione, davanti a una donna come quella che ho davanti.
Lei ha una bellissima abbronzatura, dovuta al fatto che il suo lavoro si svolge quasi sempre sotto il sole ma penso che un po' di crema sia il caso di metterla, mi dice girandomi intorno. 
E per ricambiare le mie carezze al suo sedere di poco prima, ecco le sue mani sulle mie natiche con un massaggio davvero più che piacevole. 
Mentre lei si diverte a spalmarmi la crema solare sul culo, io comincio a pensare che non abbia fatto caso alla mia erezione e la cosa non mi sembra molto giusta. 
Ma è solo questione di attimi e finito di accarezzarmi il sedere mi viene davanti e con le mani piene di crema solare mi afferra l'uccello. 
Una mano sotto le palle e l'altra lungo l'asta in una carezza che è molto più simile alla masturbazione che apprezzo notevolmente, sospirando forte. 
Ma che sia per spalmarmi la crema o per accarezzarmi intimamente, chiudo gli occhi e lascio che la signora si diverta col mio pene, diventato di marmo a causa sua. 
Dicono che lo sperma sia ancora meglio di una crema per la pelle di noi donne, sussurra inginocchiandosi davanti a me, tenendo la cappella quasi a contatto con le sue grandi mele. 
La sua carezza ottiene l'effetto desiderato e mentre godo intensamente, la cappella comincia a spruzzare il mio liquido seminale, via via sempre più denso.
È fantastico vedere come dopo aver atteso che l'ultima goccia scenda sulla sua pelle, la signora spalmi la sborra calda le sue bellissime e grandi tette.
Quelle sensazioni devono piacerle davvero perché ora appare molto più eccitato di prima anche rispetto a quando teneva stretto il mio cazzo tra le dita.
Tirandomi giù con lei si distende a pancia in su sul telo da bagno e io mi ritrovo con la testa esattamente al centro delle sue cosce, ad aspirare il profumo della sua femminilità.
Tuffare fare la bocca nel boschetto umido che cela la sua fica, è quello che mi viene più naturale di fare e il sapore suo più intimo, è davvero dolce e delizioso
Quando prima sono venuto sul suo seno non ci ho messo molto ma devo dire che anche lei, sotto i colpi della mia lingua, non impiega molto a raggiungere un orgasmo acuto e prolungato.
Le sue grida arrivano lontano ma tanto non c'è nessuno che possa udirle tranne il sottoscritto che si rallegra con se stesso per l'ottimo risultato raggiunto. 
Quando rialzo la testa dal fiero pasto, la signora rimane per un po' sdraiata a terra con una mano sulla fronte, sazia e un po' disperata ma felice per quel piacere inaspettato.
Aspetto che si riprenda, l'aiuto a rialzarsi e le dico che come ogni volta in cui eiaculo, mi viene la necessità di fare pipì, così lei mi prende per mano e mi conduce nell'acqua, come se fossi un bambino.
Mi abbraccia circondandomi con un braccio e con l'altra mano afferra il mio pene sgonfio e ciondolante e mi invita a fare pipì tenendolo stretto forte.
Pisciare con l'uccello stretto tra le dita di una donna è una sensazione meravigliosa è ancora di più è meravigliosa quando lei non si fa problemi e lascia scorrere tra le sue dita la mia pioggia dorata.
Come una madre che aiuta il suo bambino a fare pipì, la signora aspetta fino a quando non è uscita l'ultima doccina dalla cappella a cui sferra un buffetto leggero.
Tocca a me adesso, dice lei ridendo ma non lascio che si chini e dopo averla afferrata e stretta al mio corpo, le ordino di pisciare sul mio uccello appoggiato alla sua fessura. 
Anche quella calda e umida sensazione serve a farmelo tornare duro, mentre mi rendo conto di avere incontrato una femmina fantastica e molto troia, nel senso migliore del termine.
Chiavare nell'acqua che arriva all'altezza del mio pene e della sua fica è il coronamento di un dolce sogno erotico, e fortunatamente riusciamo a godere di nuovo insieme, senza che arrivi qualche rompiscatole a interromperci.
Che poi vedendo che tipo di femmina senza freni è lei, è probabile che si sarebbe divertita a esibirsi sotto gli occhi di altri sconosciuti. 
END

lunedì 15 giugno 2026

Deflorando Zia ?

Zia capisco che faccia caldo ma così sei davvero sconcia, lo penso ma non glielo dico, non si sa mai che si arrabbi e si rivesta.
Zia Clelia è quella che si direbbe una "bruttina stagionata", citando un libro di una scrittrice di cui non ricordo il nome ma prima o poi mi verrà in mente.
A cinquant'anni è ancora Signorina, senza nemmeno un fidanzato o un compagno e mamma dice sempre a papà che resterà zitella in eterno.
Però è contenta che ora che loro sono in vacanza, zia Clelia venga a casa a prendersi cura di me, il suo nipotino preferito, anche perché l'unico.
Insomma se mamma sapesse della confidenza che si è instaurata con zia, forse non sarebbe così felice ma perché farglielo sapere?
Con la scusa di lavare i panni, sia i miei che i suoi, mi ha fatto spogliare nudo e lei ha fatto quasi altrettanto, restando in mutandine e reggiseno.
Zia porta gli occhiali spessi ed è molto miope ma non può non aver notato che il mio pene si è ingrossato assai da quando poco fa ci siamo spogliati.
Ho pensato che sia ingiusto che io stia completamente nudo e lei tenga l'intimo addosso ma so anche che se glielo dicessi avrebbe già la risposta pronta.
Mentre da quando ero piccino lei mi ha sempre visto nudo, non è mai successo il contrario, però rispetto ad allora il mio pene è diventato grande.
Ma non voglio contrariarla e trovo che sia adorabile e sexy anche con addosso mutandine e reggiseno, anche se la vorrei tutta nuda.
Mi chiedo però, se la vedessi qui davanti senza nulla addosso, seni, sedere e fica esposti, che cosa potrebbe succedere, visto che sono già così eccitato?
Clelia invece sembra tranquillissima, come se vedere uomini in erezione sia la cosa più normale del mondo e per una che non ha relazioni da quando era una ragazzina è davvero strano.
Mentre stende i panni in giardino esco ad aiutarla e osservo il suo corpo che mi appare oggi più che mai attraente e non riesco a esimermi da avvicinarmi a lei da dietro e a metterle gentilmente le mani sulle spalle, mentre accosto la bocca al suo orecchio.
Non è giusto che io sia nudo e tu no, le sussurro mentre spingo anche il pene contro le sue natiche per farle sentire quanto sono eccitato da e per lei.
Faccio scendere le spalline del reggiseno senza che zia Clelia faccia resistenza e anche quando slaccio la clip lei mi consente di farlo senza dire nulla.
Si limita ad afferrare il reggiseno, mente le mie mani scendono accarezzandole i fianchi fino alle mutandine sotto il cui elastico infilo le dita per abbassarle.
Amore no, tenta di fermarmi Zia Clelia ma le ho scoperto il suo bel culo e ci ho appoggiato tutto il cazzo mentre la tengo stretta a me.
Ti prego no, ripete lei senza grande convinzione quando le afferro i piccoli seni e li stringo dolcemente, spostando le labbra sul suo collo su cui i peli si sono rizzati come erba su cui passa il vento.
Dobbiamo stendere, sono le sue ultime parole nel tentativo di fermare il desiderio che ha preso entrambi, e così la stendo, sul prato del giardino.
Quando le sono addosso, zia apre le cosce e mi accoglie gemendo soltanto e il mio pene trova la via della sua fica con una facilità estrema che mi sorprende un po'.
Adesso è tutta un sussurro, tutta un ahhh e un ohhh, mentre pompo il mio amore dentro di lei con l'energia della mia giovane età e della voglia che ho di lei.
Avvinghiati, sudati e ansimanti arriviamo al piacere insieme e vengo dentro di lei qualche istante dopo averla fatta godere e strappato anche una piccola lacrima.
Preoccupato le chiedo se le ho fatto male ma zia Clelia sorride e se la asciuga, ridendo della mia inutile apprensione, no amore, mi hai fatta godere tanto.
E quando il mio pene sgonfio e ricoperto di seme esce dalla sua fica, vedo il suo sguardo controllarne le condizioni, come se temesse qualcosa.
Zia Clelia mi prende il viso tra le mani e mi dice che sono stato il suo primo uomo, quello che ha colto la sua verginità, anche se a una età davvero matura.
Prima stava controllando se fosse rimasto qualche segno rosso sul mio pene ma a quanto pare il suo imene si è lacerato senza dolore e senza epistassi.
È perché sono vecchia, sussurra Zia Clelia ma non mi importa nulla, sono quasi euforico e la seguo in bagno dove siede sul vado e lascia che il mio liquido seminale scivoli giù.
Non sei vecchia, le mormoro osservando rapito quella scia d'amore che esce dalla sua fica in cui sono appena venuto, sei bellissima, sussurro portando il pene all'altezza della sua bocca.
Zia lo bacia sulla cappella ancora tutta umida dei suoi succhi e del mio sperma, guardando da sotto in su, profondamente dentro i miei occhi innamorati.
Da come lo bacia mi sorge il dubbio che in vita sua non abbia mai assaggiato altri cazzi,  che altri uomini non abbiano mai penetrato le sue difese, irrorandola di altro seme caldo, dentro e fuori.
Ma scaccio il pensiero, ora Zia Clelia è mia, tutta mia e sarà solo il mio sapore che assaggerà, solo il calore del mio sperma sarà quello che scenderà dentro di lei.
END


Family Love

Amore è normalissimo, il pene di un uomo si innalza di fronte a una bella bambina nuda come te, non aver paura e se ti va, accarezzalo.
Mamma è sempre stata molto aperta nei confronti degli sconosciuti ma finora se qualcuno con una erezione si avvicinava, ci pensava lei.
Ora invece sostiene che io sia già grande per poter, parole sue, prendere in mano la situazione, che per lei significa prendere in mano cazzi di sconosciuti.
Il giovane che si è avvicinato sulla spiaggia è un bel ragazzo ma io sento la mano che mi trema al pensiero di toccarglielo, anche se sono sicuramente bagnata tra le gambe.
Mamma mette la sua sulla mia e mi accompagna a stringere il pene durissimo e insieme lo masturbiamo con delicata passione.
Permettetemi di dire che mamma è sempre stata un po' troia, se non ci fossi io si sarebbe già inginocchiata a succhiarglielo invece che accarezzarlo insieme a me.
Il ragazzo è raggiante, non ha trovato solo una mano delicata ma due a masturbarlo e osserva deliziato la nostra duplice carezza, nell'attesa della venuta.

La mia bambina finalmente è quasi una donna, è un po' circospetta ma più che interessata a quel giovane virile e sorridente che si lascia stringere dalle nostre dita unite.
Se mettessi la mano tra le cosce di Sara la troverei bagnatissima, ne sono sicura, io intanto lo sono già anche se devo trattenermi da mettermi giù e premere in bocca quel frutto acerbo di maschio.
L'ho dovuta incoraggiare solo all'inizio, adesso ha preso un buon ritmo e la lascio sola, limitandomi a sussurrarle qualche suggerimento materno.
Rallenta o corri a seconda di come reagisce il ragazzo sconosciuto al suo tocco, rallenta o corri a seconda se lo vuoi fare godere o tenere sulla corda.
Io non sono mai riuscita a trattenermi dal far sborrare un cazzo, è troppo bello sentirlo vibrare, mentre l'uomo geme di piacere e lo sperma schizza via a fiumi.
Certo sentirlo mio, stringerlo forte e fargli capire che il suo piacere dipende da me è meraviglioso ma non mi sono mai trattenuta più di tanto. 
È così bello vedere un pene eiaculare.

Mamma mi ricorda che se voglio posso anche prenderlo in bocca ed è quello che vorrei ma nello stesso tempo sono un po' bloccata dal sapere che è sul punto di venire.
E se non mi piacesse il sapore del liquido seminale, se non fossi come mamma che lo considera il nettare divino di cui non si deve perdere nemmeno una goccina?
Intanto mi chino a guardarlo da vicinissimo e trovo bellissima la cappella turgida che luccica sotto il sole di un giugno non ancora troppo caldo.
Il profumo è intenso, il porcello non deve aver perso molto tempo a curare la sua igiene intima e mamma sarebbe felice anche di questo, ha sempre detto che adora i cazzi profumati di maschio.
Anche a me non dispiace e nemmeno il sapore del glande che è intenso ma non spiacevole alla carezza della mia lingua che lo sfiora per la prima volta.
Mamma continua a incoraggiarmi ma non ce n'è bisogno, mi piace già baciarlo, leccarlo e poi ingoiarlo fino alle palle, sentendo che lui sta impazzendo.
Il porcello rantola tra le mie labbra e improvvisamente grugnisce, mentre una colata di sborra riempie la mia bocca, col suo sapore acre e salato.
È la prima volta che lo assaggio e come mamma ha predetto il sapore lo trovo puntente e un po' sgradevole ma nulla di impossibile da sopportare.

Brava la mia bambina, dopo un pompino delicato e fatto con amore, ecco in premio una abbondante eiaculazione che si vede bene non le faccia schifo.
Tempo di assaggiare qualche altro maschio e adorerà bere quel succo delizioso, denso e vischioso che si trova solo nelle palle di un uomo.
E quando lo capirà, capirà anche di non potere più farne a meno, come succede a me da quando avevo poco meno della sua età e ho imparato ad apprezzare la sborra calda.
Anche il ragazzo apprezza la sua gentilezza nel pompino e la capacità di accogliere tutto il seme nella sua boccuccia senza sputare nulla.
Tutti i maschi sono così, giovani e meno giovani, se sputi il loro sperma sembra che rifiuti qualcosa di loro proprietà e in fondo è proprio così.
Nello stesso tempo chiamano troia una donna a cui piace bere il nettare estratto dalle loro palle e versato dalla cappella, gemendo come porcelli in calore.
Ma per questo li perdono, perdono tutti quelli a cui ho fatto un pompino, e sono tanti che hanno avuto l'onore di sborrarmi in bocca. 
Perdono anche questo ragazzino imberbe che sta gocciolando sperma nella boccuccia della mia bambina, gemendo come un cucciolo in calore.
Stasera questo cucciolo ce lo portiamo a casa bambina mia, vedrai che ce lo godremo insieme, sarà molto meglio portarlo nel nostro letto che fargli un semplice pompino all'aperto.
Sei d'accordo?

Si Mamma !

END


Anna e L'Uomo Nero

Anna era una matura sessantenne, sposata a un uomo poco più grande di lei che era stato l'"amore della sua vita", anche se di amore le aveva dato poco e ancora meno il sesso.
Mentre lei si manteneva bene in forma, facendo attenzione a quello che mangiava, andando in palestra e camminando molto, oltre a fare ricorso ogni tanto a quelle punturine al viso che la facevano sembrare più giovane ma senza esagerare, il marito si era lasciato andare e non era più capace di deambulare.
Per decenni era stata abituata a non interessarsi delle cose da "uomini" come conto correnti o guida dell'auto ma ora che lui era diventato inabile a curare le finanze di famiglia e a portare la Mercedes, era stata costretta a farlo lei e ci si era trovata proprio bene.
Le piaceva quando si presentava in banca e trovava il personale deferente nei confronti di una cliente molto importante e anche girare nel traffico con quella macchina che un tempo le pareva un enorme cassonetto e che ora aveva imparato a guidare con buona perizia.
Dopo una vita in cui non aveva mai lavorato e nemmeno si era goduta la ricchezza di famiglia, adesso aveva la possibilità di recuperare il tempo perduto.
Quando aveva voglia di svagarsi un po', andava a farsi un viaggetto da sola, affidando il consorte alle cure di una agenzia per anziani disabili che già le forniva un aiuto quotidiano nella gestione del marito.
Uno di questi la destabilizzava un po', era un ragazzo nero infermiere diplomato che si era dimostrato capace di aiutarla col consorte infermo ma bastava il colore della sua pelle a renderla insicura quando lo aveva in casa.
Si rendeva perfettamente conto che si trattava del suo razzismo latente, perché le succedeva quando incontrando persone dalla pelle nera, sentiva le stesse antipatiche sensazioni 
Purtroppo aveva passato la vita nel ristretto ambito di casa sua, guardando la cosiddetta TV generalista nelle lunghe giornate da moglie devota e questo non l'aveva certo aiutata.
Il sesso era stato qualcosa di interessante col marito giusto per qualche mese e poi una volta messo al mondo i figli che ora erano grandi e stavano per fatti loro, era scomparso dai suoi orizzonti.
Aveva anche desiderato di avere degli amanti e questo desiderio era aumentato con l'aumentare dei suoi anni ma non aveva mai trovato modo di esaudirlo.
Quel giorno Fausto, l'aiuto che l'agenzia le aveva mandato, si stava occupando dell'igiene intima del marito disteso nel suo letto e con i guanti in lattice gli stava facendo il bidè.
Vederlo toccare quel pene che lei non toccava da oltre trent'anni, le fece venire una strana voglia di farlo lei ma poi si rese conto che aveva si voglia di stringere un cazzo ma non quello moscio del marito.
Per qualche attimo nella sua mente si vide intenta a stringere quello di Fausto, cambiando però il colore del grande uccello che stringeva nella sua fantasia a occhi aperti, da nero a roseo.
Sentí un calore violento salire tra le sue cosce e arrivarle al ventre, si sforzò si scacciare quella visione pornografica ma senza successo.
Sapeva benissimo di avere impregnato le mutandine anche quando poco dopo seguì Fausto in bagno che ci era andato per espletare una necessità fisiologica.
Forse l'infermiere aveva capito che la cliente era interessata al suo lavoro ben oltre la normalità, anche se nello stesso tempo aveva intuito che il colore della sua pelle la metteva un po' a disagio.
Così aveva lasciato la porta del bagno semiaperta per consentire ad Anna di spiarlo dalla fessura da cui poteva avere una perfetta visuale del suo pene che stretto in mano, sprizzava pioggia dorata.
Quando Anna lo vide stringere quel serpentello nero, lungo e gocciolante, la sensazione di calore tra le cosce divenne totale ebollizione e il desiderio di stringerlo una necessità impellente.
Fausto sapendola lì fuori la porta, continuò a restare lì con il cazzo in mano anche alla fine della abbondante pisciata, per consentirle di guardare molto bene la sua virilità.
E inconsciamente, quella che era una normale stretta per mingere, divenne praticamente masturbazione, con la sua mano che si muoveva sul pene quasi in automatico.
Si fermò un istante prima di eiaculare, si girò verso la porta e disse ad Anna che poteva entrare e guardare più da vicino quel serpentello che ora era divenuto un paletto di carne durissima.
Anna tutta rossa in viso, respinse la voglia di scappare via, pensando che per decenni nella sua vita aveva rinunciato a tutto, annullando la sua femminilità in nome della fedeltà al marito.
Con passo malfermo aprì la porta ed entrò nel bagno, con lo sguardo puntato sulla mano di Fausto che teneva saldamente il suo cazzo d'ebano in piena erezione.
È bellissimo, sussurrò Anna fermandosi a distanza di sicurezza ma sapendo che di lì a pochissimo lo avrebbe stretto tra le dita e baciato e leccato.
Fausto le fece segno di avvicinarsi, eccitato dalla piega che avevano preso gli eventi, anche se sapeva benissimo che non si stava comportando secondo la deontologia professionale.
Anna avanzò ancora di qualche passo e la sua mano si posò su quella di Fausto che le passò quel testimone nero, caldo e durissimo che strinse con piacevole fermezza.
Lui sospirò rumorosamente quando lei, oltre a stringere l'asta lunga e nodosa, gli mise una mano sotto le palle, scaldandolo ulteriormente.
Lo voglio, sussurrò Anna che ovviamente faticava a restare razionale con quel cazzo enorme e durissimo stretto in mano che le eccitava terribilmente i sensi.
È tuo, rispose Fausto pronto a esaudire ogni suo desiderio perché come si dice, il cliente ha sempre ragione, anche e soprattutto quando vuole godere e farti godere.
Poco dopo erano nella seconda camera da letto, in cui Anna si era trasferita da quando il marito era divenuto inabile, entrambi nudi e avvinghiati sul grande lettone matrimoniale.
Anna giaceva distesa mentre Fausto incombeva su di lei, le allargava le gambe ma prima di penetrarla le disse che dovevano farlo insieme.
Anna posò la mano sulla sua e insieme guidarono la cappella nella fessura schiusa e schiumosa della donna, in cui scivolò facilmente e nel profondo.
Abituata, per modo di dire, al piccolo pene del marito, si sentì riempire dal paletto d'ebano come mai prima e l'orgasmo la colse quasi di sorpresa.
Non aveva mai gridato che stava venendo ma lo fece, incurante che il consorte che giaceva nella stanza accanto potesse sentire le sue grida di piacere.
Basta godere in silenzio, si disse dopo, quando stravolta da quell'amplesso selvaggio, rimase sdraiata con Fausto che le incombeva addosso, anche lui stremato per averla chiavata, eiaculandole dentro.
Decisa a scacciare la sua paura dell'uomo nero a colpi di cazzo e vedendo che il pene di lui era rimasto durissimo anche dopo la sborrata, Anna si sforzò di tirarsi su e mettersi prona sul letto.
Voglio darti tutto, gli disse convinta e allargando le natiche fece capire a Fausto che lo voleva nel culo, voleva sentirlo dentro in ogni modo possibile, anche soffrendo.
Ma il dolore per la sodomia durò pochi istanti e Fausto smise di essere delicato e lento quando capí  che Anna si stava gustando il suo cazzo anche da dietro.
Afferratala per i fianchi la penetrò con violenza sempre maggiore, costringendola a gridare sempre più forte, fino a quando la donna dopo un altro prolungato orgasmo, non lo implorò di fermarsi.
Ma a quel punto Fausto si era svuotato nel culo di Anna per la seconda volta in pochi minuti, finalmente erano entrambi sazi e giacquero sudati e silenti , l'uno accanto all'altra.
Più tardi erano nella stanza da letto dove il marito allettato aveva udito le grida degli amanti che ospitava nella sua casa senza poter dire o fare alcunché.
Anna sembrava felice come non era mai stata in vita sua, deliziata dalla presenza di colui che era diventato il suo amante e anche l'amore della sua vita matura.
Aveva già avvertito l'agenzia che voleva Fausto presso casa sua ventiquattro ore su ventiquattro, per potersi godere il suo grande cazzo nero ogni volta che ne avesse voglia.
E da quel momento si mise a fare lei stessa il bidè al marito perché ogni volta, mentre teneva in mano il suo uccellino pallido, lo paragonava a quello nerissimo, grande e durissimo di Fausto.
END

martedì 9 giugno 2026

Bollicine Mature

Mia zia Luisa è sempre stata una donna allegra e spensierata, per sua fortuna la sua vita è stata generosa con lei, dandole un marito molto comprensivo delle sue esigenze particolari e anche ricco, cosa che non guasta. 
Forse l'unico punto debole dello zio Mario è e il suo uccello che notoriamente non è all'altezza di zia Luisa e delle sue voglie ma hanno trovato la maniera di andare d'amore e d'accordo ugualmente.
Qualche sera fa ero fuori con gli amici per una pizza in compagnia a passare una serata tranquilla senza particolari emozioni, quando lo zio Mario mi ha telefonato 
Era rimasto a piedi con la sua Mercedes e mi ha chiamato per chiedermi di andare a prendere zia al posto suo, per la quale mi prende sempre in giro.
Non c'è nessuna fretta, mi ha detto mentre mangiavo la mia quattro stagioni, finisci quello che stai facendo e poi vai nel tal posto a recuperarla e portamela a casa per cortesia. 
Quando sono arrivato alla vecchia balera, ho pensato che zia ci fosse andata perché le piace ballare il liscio, ma poi ho visto cosa stava facendo e mi sono reso conto che era lì per ben altre ragioni. 
La troiona, vestita o meglio svestita con un abitino cortissimo e scollatissimo, era attorniata da un gruppo di maschi di mezza età, con in mano un bicchiere che non faceva in tempo a svuotare, che uno di quelli glielo riempiva di nuovo.
E mentre rideva e beveva, uno due o tre di quelli le mettevano le mani addosso, palpandole i grandi seni o in mezzo alle gambe, senza che lei facesse nulla per impedirlo.
Ora, io sapevo che zia Luisa aveva una vita sociale molto intensa e a sentire quello che diceva Mamma a mio padre, metteva fasci di corna in testa al marito senza alcuna remora.
Però non mi sarei mai aspettato di trovarla al centro di quella che nel giro di qualche minuto ancora, poteva diventare un'orgia, con lei attorniata da un groppone di uccelli arrapati.
A dire il vero Zia mi è parsa non soltanto allegra causa dell'alcol ma dava l'idea di essere anche piuttosto eccitata da quella situazione e dal fatto di essere al centro dell'attenzione di un gruppo di maiali. 
Comunque si è lasciata trascinare fuori senza protestare più di tanto, anzi quelli che hanno protestato di più sono stati proprio i suoi ammiratori, coi quali ho dovuto fare la voce grossa ma senza troppe difficoltà, visto che erano piuttosto brilli anche loro.
L'ho fatta salire in macchina tenendola per un braccio e aprendole lo sportello e quando si è seduta il vestitino è risalito fino a mostrare le sue belle cosce padane e le mutandine, di un bianco virginale.
In quel momento mi è stato impossibile evitare di avere un'erezione, anche perché oltre a eccitarmi con quel colore abbagliante, ho avuto la possibilità di infilare lo sguardo nella sua scollatura.
Per quanto zia Luisa fosse in uno stato alterato dall'alcol, la sua intensa femminilità deve averle suggerito che suo nipote non era rimasto indifferente alla visione di quelle parti del suo corpo. 
E poi, a differenza della Mercedes di famiglia sulla quale era abituata a salire e a stare comoda e larga, con la mia Panda eravamo praticamente uno incollato all'altra.
Sono partito lasciandomi la balera alle spalle e andando piano verso casa degli zii ma Zia Luisa ha cominciato a dire che le avevo rovinato la serata.
Sì, perché lei aveva tutte le intenzioni di concludere con quel gruppo di ammiratori e per concludere intendeva regalare loro una bella salva di pompini in gruppo.
Ecco, anche quella rivelazione inattesa ha fatto sì che quando ha preso la mia mano e l'ha portata tra le gambe per farmi sentire quanto fosse bagnata e vogliosa di coccole, io non abbia ritirato il braccio. 
Anzi, non ho fatto altro che infilare la mano nelle sue mutandine e le dita dentro la sua fessura aperta e grondante di succo di donna eccitata e pronta a donarsi.
Per evitare di finire fuori strada e combinare un bel disastro, mi sono fermato nella prima piazzola di sosta lungo la statale, tenendo la mano in quel luogo caldo e umido.
In pochi minuti zia Luisa è venuta, stringendo con la fica le mie dita e gemendo di piacere per quel ditale che forse aveva sempre sognato di ricevere ma non aveva mai osato chiedere.
È stato in quel momento che mi sono reso conto che i fumi dell'alcol che aveva ingurgitato erano praticamente spariti, sostituiti da una razionalità post-orgasmo che la rendeva bellissima. 
Amore, credo che adesso mi serva qualcosa per l'alito, perché non vorrei tornare da tuo zio soffiandogli in faccia il profumo dello spumante, mi ha detto ridendo sotto i baffi. 
E malgrado l'ambiente ristretto della mia Panda, è riuscita a chinarsi sul mio grembo e dopo avermi tirato fuori l'uccello in tiro, lo ha preso in bocca per ringraziarmi con un pompino stratosferico.
Ci ho messo anche meno di lei a venire tra le sue labbra e a scaricare il mio seme che da un po' di tempo si era accumulato, facendomi perfino a dolere le palle.
Quando zia Luisa ha alzato la testa, ho visto la sua espressione felice di avermi donato quegli attimi di piacere e mi sono reso conto di essere completamente perso e innamorato di lei.
Dopodiché la porcella ha sorriso e mi ha confessato che zio Mario preferiva che tornasse con l'alito che sapeva di sborra, piuttosto che di vino.
Poi mi ha chiesto di mantenere il segreto su quello che era successo tra noi, perché era sicura che lo zio non sarebbe stato felice di sapere che suo nipote aveva infilato l'uccello in bocca a sua moglie. 
Anche perché, per quanto gli piacesse sapere che lei beveva sperma di sconosciuti, di sicuro non avrebbe avuto piacere che a farlo fosse stato uno di famiglia, e per di più, così giovane.
Comunque da quella sera, Zia ha smesso di uscire senza lo zio Mario per farsi ingroppare da gruppi di uccelli vogliosi di svuotarsi dentro di lei o nella sua bocca. 
Appena può mi raggiunge nel mio appartamentino in periferia per fare molto di più e molto meglio di quello che abbiamo fatto quella sera nella mia Pandina.
Forse si è stancata di uccelli di mezza età, soltanto barzotti e non sempre all'altezza delle sue voglie di femmina matura e preferisce il mio, giovane e durissimo, capace di resistere fino ai suoi orgasmi. 
Dico forse perché non sono proprio sicurissimo che zia riesca a resistere e ad accontentarsi di un solo cazzo alla volta, seppure capace di buone prestazioni.
Comunque si vedrà, intanto me la godo io e devo dire che spesso una porcona matura come lei, è molto meglio di una ragazza della mia età.
Perché zia Luisa arrivata quasi a 60 anni non si nega e non mi nega nessun piacere e entrare dentro di lei dalla porta posteriore, mentre grida che la sto sfondando, non ha prezzo. 
END

La Signora di Silvio

Quella è la mia Signora, mi informa il mio vecchio amico Silvio, indicando la bionda matura e abbondante che indossa un abito praticamente trasparente.
Non lo vedevo da una vita e incrociarlo è stato davvero un caso, nella confusione del sabato pomeriggio in cui sembra che tutti si siano dati appuntamento lì.
Ci sono venuto per fare un po' di spesa, giusto quello che occorre per una settimana a uno scapolo che abita da solo in periferia.
All'inizio ho trovato l'incontro noioso se non molesto ma poi Silvio dopo aver rimebrato i vecchi tempi in cui eravamo giovani, ha iniziato a raccontarmi della sua dolce metà.
Sai, mi ha detto, è una femmina caldissima e da solo non mi è possibile soddisfarla, così sono stato costretto a cercare degli amanti part time, per evitare che mi mandasse a fare in culo.
Lei li sceglie accuratamente su internet e io organizzo i loro randezvous, prenotando le camere d'albergo o qualche volta invitandoli a casa nostra, ma solo i piu dotati e meritevoli.
Sara, il mio amore, adora il sesso in ogni sua forma, le piace la sodomia e adora il sapore dello sperma di chi ancora non conosce, ha continuato Silvio.
Starebbe sempre a fare pompini a chiunque, se non le ricordassi che è una Signora sposata e non una puttana che si prostituisce sui viali, con tutto il rispetto per le puttane, ha finito serio in viso.
E tu che fai mentre lei si gode i suoi amanti, gli ho chiesto, curioso del suo atteggiamento verso la moglie, e Silvio ha risposto che di solito lui partecipa restando in disparte, cellulare e cazzo in mano.
Per caso non è che vuoi provarla, mi ha chiesto prendendomi un po' di sorpresa, capita che anche quando veniamo qui Sara abbia voglia di cazzo e allora scegliamo qualche sconosciuto per farla godere.
Così alla sprovvista sono stato tentato di dirgli di no ma guardando bene la porcella di sua moglie, mi è improvvisamente venuta la voglia di un pompino e mi è diventato durissimo.
Silvio ha fatto un cenno a Sara che si è avviata verso le scale mobili, dai seguiamola mi ha detto, andrà verso i bagni e là dentro potrai sborrarle in bocca.
Quasi di corsa mi sono avviato alle spalle della moglie di Silvio e da vicino ho visto che gran bel culo metteva in mostra, sotto l'abito trasparente.
Un culo magnifico, ho detto a Silvio, vien voglia di incularla, non solo di un pompino, e lui ha sorriso e mi ha risposto che si poteva fare.
Poco dopo, dentro il cubicolo stretto ma almeno pulito, Silvio ha posizionato una videocamera per riprendermi mentre lo infilavo in culo a sua moglie.
Sara infatti senza alcun problema ha sollevato il vestito trasparente e spostando un po' le brasiliane, si è appoggiata con le mani sul muro e si è donata volentieri alla sodomia, mentre Silvio faceva la guardia fuori dalla porta.
La troia era già pronta, con un plug che ho sfilato di persona dal suo buchetto che è rimasto spalancato, facilitandomi la penetrazione anale.
Dimmi che sono una puttana, mi ha chiesto Sara, che sono la tua troia e che mi sfonderai, ha sussurrato mentre la mia cappella iniziava a farsi strada dentro di lei.
Nemmeno il tempo di affondare completamente fino alle palle in quel ben di Dio che ho iniziato a chiamarla con quegli epiteti, perfetti per la sodomia.
Sara ha gridato dall'inizio alla fine, dalla sofferenza per il passaggio della cappella gonfia nel buchino stretto, fino all'orgasmo che l'ha travolta in pochi minuti.
Quando mi sono staccato da lei, dopo averle sborrato nel culo, Sara allargandosi le natiche mi ha fatto vedere la fuoriuscita dello sperma, che è colato giù tra le sue cosce.
Adoro andare in giro col liquido seminale che mi scorre sulle gambe, mi ha detto con l'espressione della gatta che si è mangiata il topo. 
Meglio ancora se mi avessi sborrato in viso dopo un pompino, ha continuato eccitandomi di nuovo, tanto che se non avesse avuto fretta di andare via, avrei potuto fare il bis.
Insomma, la troia adora fare passeggiate ricoperta di sperma, cercando di fare in modo che quelli che incontra se se accorgano.
È naturalmente l'amico Silvio è cornuto e contento di andarsene in giro con la consorte dipinta di liquido seminale di sconosciuti o anche di qualche amico. 
END

venerdì 5 giugno 2026

Il Più Bel Regalo Di Nonna

Amore sono troppo vecchia per te, mi diceva nonna prima che provassimo l'ebbrezza dell'incesto.
Insomma lei provava a convincermi a non farlo puntando sulla differenza d'età e non perché siamo congiunti.
Ovviamente non è riuscita a farmi restare fuori dal suo letto e comunque le è piaciuto avermi tra le cosce.
Nonna è sempre stata molto dolce con me e mi ha concesso, come ogni nonna, quello che una madre non concede ai figli.
Questo fin da piccolissimo, infatti mamma mi dice che sono sempre stato viziato e ammetto che abbia ragione.
Se volevo qualcosa che mamma mi negava, bastava andare a piangere da nonna per ottenerlo.
Per non parlare delle coccole che mamma centellinava, mentre nonna era sempre molto generosa.
Così quando è arrivato il momento di una carezza intima, mi è bastato chiedere a nonna per godere senza masturbarmi.
Strano a dirsi ma per nonna masturbare un nipote di quindici anni, anche se già ben dotato, era una cosa normalissima.
Diceva sempre che una carezza intima era solo la prosecuzione di quelle che normalmente le nonne riservano ai nipoti.
Inoltre farmi godere con la sua mano, secondo lei mi rendeva meno nervoso e impulsivo, oltre che egoista.
Chiaramente un ragazzino che scopre i piaceri della masturbazione per mano di una donna mica, si può accontentare.
E io mica ci ho messo molto a chiederle di più, un bacio, un colpo di lingua, un pompino e poi un ingoio.
Nonna ha esaudito ogni mio desiderio un poco alla volta, prima di tutto i baci esitanti sulla cappella che mi facevano sborrare all'istante.
Poi quel suo modo di accogliere il mio pene tra le labbra, ogni giorno sempre più audace, fino all'esplosione finale.
Ma a diciotto anni ha deciso di farmi il regalo per la maggiore età ed è stato un dono meraviglioso.
Il giorno dopo la mia festa di compleanno, mi ha concesso di farle finalmente la festa, quella vera.
A differenza di tutte le altre volte mi ha atteso e sorpreso, completa nuda nel suo letto matrimoniale.
Quando mi sono affacciato dalla porta socchiusa, Nonna ha aperto le gambe e mi ha invitato a prenderla.
Sei un uomo anche all'anagrafe adesso, ha detto con voce sognante,è  il momento di un vero rapporto sessuale.
Beh, a dire il vero è stata molto più esplicita, ha sussurrato che era arrivato il momento di chiavarla.
Alla missionaria, a smorzacandela e anche a pecorina, la nostra congiunzione carnale preferita.
Prenderla da dietro mi ha sempre dato una ebbrezza speciale, spingendomi dentro di lei con le mani strette sui suoi fianchi.
E nonna ha sempre detto che se il modo migliore di sentire dentro il mio cazzo è a smorzacandela, quello migliore è la pecorina. 
Anzi, ha definito il modo più sconcio e pornografico quello da dietro, mentre si riflette nello specchio il suo viso.
Così quasi sempre si mette prona sul lettone, davanti al quale si trova lo specchio grande del suo armadio.
In effetti guardarla in viso mentre la chiavo è fantastico e terribilmente eccitante e mi porta a prenderla di forza.
Mi ha portato anche a desiderare la sodomia, solo che qui ho incontrato una maggiore resistenza da parte sua.
Strano che nonna consideri la sodomia più peccaminosa che l'incesto, eppure è così e superare le sue remore ha richiesto tempo.
Ma il giorno fatidico in cui ha ceduto alle mie insistenze, è stata una scoperta per entrambi quanto sia dolce.
Vero che ha sofferto all'inizio e della sua dolce sofferenza mi sono tenuto le foto scattate a sua insaputa.
Nonna soffriva e gridava ma si è sacrificata per il suo nipotino preferito e poi ha scoperto qualcosa anche di sé.
Perché dopo una prima volta dolorosa e recalcitrante, ha scoperto lentamente il piacere della penetrazione anale.
Avremmo potuto rendere meno intensa e violenta quella sofferenza ma eravamo entrambi inesperti.
Quindi niente lubrificante, a parte i suoi umori che bagnavano il mio uccello, rendendolo appena un po' scivoloso.
Ma una volta aperta la strada, il percorso è diventato meno accidentato e anzi, pure per Nonna è diventato una passeggiata di piacere supremo.
Non ha mai smesso di gridare ma non si trattava più di sofferenza, si trattava di sensazioni uniche e meravigliose, durate molto a lungo, almeno fino a quando non le ho sborrato dentro.
Alla fine è crollata pancia sotto col mio pene che è sgusciato via dal buchetto riempito di liquido seminale.
Insieme abbiamo ripreso fiato, poi Nonna e io ci siamo sdraiati fianco a fianco a parlare della nostra prima esperienza anale.
E lei mi ha confessato che se avesse saputo che avrebbe goduto un orgasmo così esaltante, avrebbe ceduto prima alle mie voglie di sodomia.
Pazienza, abbiamo tutto il tempo di recuperare e in tutto questo mamma è molto felice perché ha notato che ultimamente Nonna è in piena forma, fisica e mentale.
E tutto per quella parola dolce e sconcia, sodomia.
END

Mamma a Colazione

Alzarsi e trovarla svestita è sempre stata una cosa normale, almeno fino a quando non sono diventato un ragazzo arrivo sessualmente.
Da quel momento le cose sono cambiate e ho cominciato a nutrire una forte attrazione nei suoi confronti che sfogavo masturbandomi con lei in mente.
E dire che mamma non è propriamente una bella donna, è una donna normale, un po' in sovrappeso, un fisico robusto ma piena di curve pericolose.
Il mio pene se n'è accorto subito che il mio sguardo verso di lei era cambiato, ora la guardavo da una diversa angolazione, vedendo soltanto la femmina in lei.
Mamma ovviamente non poteva non notare che il suo bambino non era più il suo bambino e ha capito che il mio amore per lei era cambiato, non più casto.
Non ha mai fatto nulla per incoraggiarmi ma neanche ha mai fatto nulla nemmeno per impedirmi di guardarla mentre faceva pipì o si spogliava per andare in doccia.
Al mattino, appena alzato, quando andavo in cucina per la colazione la trovavo seminuda, quasi sempre in mutandine, le sue cosce carnose sempre esposte.
Qualche volta sotto il top non indossava neanche il reggiseno ma le sue belle e grandi tette sono un po' cascanti ed è meglio un sostegno per renderle più attraenti.
Il giorno fatidico è arrivato d'estate, in una ancora fresca mattinata di Giugno, quando mi sono svegliato con una erezione impossibile da nascondere.
Così dopo una rapida e difficoltosa pisciata mi sono vestito prima di andare da lei a fare colazione, perché non volevo notasse il gonfiore sotto le mutande.
Ma vederla in piena forma, sorridendo con una espressione di chi sa cosa provoca in chi la sta guardando, l'ha resa ancora più eccitante che se fosse nuda.
Si perché mamma non ha mai fatto nulla direttamente per sedurmi, eppure ha fatto di tutto perché quel giorno la abbracciassi come un amante, non come un figlio.
Quando le mie mani si sono posate sui suoi fianchi, entrambi abbiamo capito che era arrivato il momento di cambiare il nostro rapporto.
Dovevamo renderlo meno puro ma più intenso e mentre esploravo le sue curve con le mie mani curiose e il pene che scoppiava sotto i jeans, mamma sospirava forte la sua voglia.
Le mie mani sono risalite dai fianchi sotto il top e mentre la baciavo sulla bocca sono arrivate ai suoi grandi seni che ho strizzato forte, facendola gridare di piacere.
Mamma adora se sono rude con le sue tettone e se già non è bagnata diventa un lago, la cui umidità ho controllato mentre le mordevo i capezzoli, dopo averle denudato i seni.
Naturalmente quel giorno come sempre quando la accarezzo, era completamente fradicia e togliendole le mutandine le ho trovate striate dei suoi umori intimi, che ho leccato.
Immagino che mamma vedendomi così preso dalla mia attrazione per lei, abbia pensato che io abbia annusato le sue mutandine nel passato, azzeccandoci.
Lo facevo da un po' di tempo, da quando lei non era più la mamma di un bimbo ma la donna che faceva eccitare un ragazzo in calore perenne.
Dalle mutandine la mia lingua è passata direttamente alla fonte delle striature e del profumo intenso generato dalla sua sensualità calda e appassionata.
Quel giorno la mia colazione è stata lei, mentre la esploravo per la prima volta come femmina e non come madre e la facevo godere, seduta sul piano della cucina.
Ma la colazione spesso non riesce a eliminare la fame e ovviamente sono passato al pranzo, infornando il mio uccello nella sua fica ancora vogliosa.
Con le sue gambe allacciate dietro la mia schiena l'ho chiavata con irruenza e sono venuto dentro di lei svuotandomi palle e mente, in un tripudio di sborra.
Perché eiaculare dentro mamma non è come farlo in mano, chiuso in bagno a pensare a lei e le sensazioni sono sempre magnifiche, anche se la prima volta di più.
Essere prigionieri nella sua fessura, in quel caldo guanto vellutato che avvolge il cazzo è la più grande meraviglia per un giovane appena diventato uomo. 
E sborrare in quel calore divino è quanto di più vicino ci possa essere al paradiso, anche se ora mamma è rimasta incinta ma non è un problema, non per lei.
Che ha dato la colpa o il merito a mio padre e all'ultima volta che l'ha chiavata dopo tanto tempo.
END

giovedì 4 giugno 2026

Zia Fa Festa

Va bene Zia, alle foto penso io, le prometto e subito mi pento di averlo fatto, perché vederla mentre si diverte con due cazzi che non sono il mio, mi fa ingelosire.
Zia adora il pene, non le importa di che tipo, colore o religione, basta che sia abbastanza resistente da farla godere e in quello è molto esigente.
Se uno dei suoi stalloni pecca di velocità può stare sicuro che quella è l'ultima volta che glielo infila da qualche parte, e a Zia piace in ogni orifizio.
Stasera ha deciso per un bel caffellatte, Igor e John, uno è slavo e molto porco, l'altro è un Canadese molto ben dotato, come piacciono a Zia.
La serata parte piano, Zia li accoglie in vestaglia, come fossero due semplici e vecchi amici per una rimpatriata di tipo scolastico o simile. 
Scatto le prime foto come se fossero quelle di un album scolastico di ex compagni di classe ma finalmente Zia li fa spogliare quasi del tutto.
I due stalloni non sono giovanissimi ma sono già in tiro, si nota dai rispettivi gonfiori e Zia dopo qualche altro scatto casto, si decide finalmente a fare sul serio.
Via i boxer e fuori i cazzi e quelli di stasera sono due bei cazzi con controcazzi, anche se John il Nero vince per distacco sulla lunghezza e Igor sul diametro.
Zia li impugna seduta sul divano mentre i suoi amanti di stasera restano in piedi e sorridono all'obiettivo ma sarà ancora per poco tempo, ora passa all'azione.
Non le sono mai piaciuti i preliminari, non con uccelli da una notte e via, diversamente da quando siamo insieme lei ed io, allora è un po' diverso.
Ma stasera li impugna come una Regina impugna uno scettro e prende a baciarli, alternando il nero caffè al bianco latte e divertendosi a strizzarli insieme.
Zia ha provato anche con me a convincermi a fare quel giochino ma io preferisco per il momento essere l'unico nel suo letto, quando mi tocca.
I due uccelli di rovo di stasera invece apprezzano lo strusciamento tra loro ma chi non lo apprezzerebbe pur di ricevere baci e pompini da Zia.
Ma adesso non sono più solo baci, sono ingoi, prima bianco, poi nero, poi bianco e poi ancora e ancora, senza soluzione di continuità.
So perché fa così, si eccita da morire vedendo i suoi cazzi gonfiarsi e tremare di voglia un attimo e quello dopo attendere il turno guardando l'altro ricevere lo stesso trattamento orale. 
Scatto a raffica, Zia è bellissima quando ne ha uno in bocca e uno in mano, o quando li accosta entrambi al viso e poi cerca di gustarli insieme.
Ma Igor e John insieme non possono entrare nella sua pur capiente bocca e Zia si accontenta di ciucciare le due cappelle turgide e succose.
Ma se non possono entrare nella sua bocca, per fortuna possono entrare uno dalla porta anteriore e uno da quella posteriore che Zia ha sempre apertissime.
E senza gommini, Zia li odia, vuole il contatto diretto, col profilattico dice che avverte come una barriera che rende la sua fica o il buchino insensibili.
Quando invece accoglie erezioni durissime di carne rigonfia dice che tutte le sensazioni le sembrano amplificate, specie se in contemporanea.
È per questo che quando la chiavo uso sempre un plug infilato nel suo culo o se ci dedichiamo alla sodomia, usiamo il dildo per la sua fica affamatissima.
Stasera le va di lusso, due stalloni ben dotati, resistenti e capaci di dosare la violenza a seconda del desiderio che travolge Zia, senza alcun egoismo.
John sotto, con Zia che lo cavalca a pelo e Igor dietro le spalle che la sfonda con buona lena ma senza forzare, lei vorrebbe che partecipassi anche io ma non mi va.
In effetti le manca soltanto il mio cazzo in bocca e avrebbe fatto filotto.
Sborrano dentro di lei quasi insieme, dopo averla travolta con una ondata di orgasmi in sequenza che sono il segno distintivo di Zia.
Se riesci a resisterle e a farla godere la vedrai impazzire di piacere, gridando quanto gode e quanto è troia e poi il regalo finale.
Stasera per premio si è fatta riempire di seme, altre volte ha così sete che beve da tutti i cazzi che ha intorno, altrimenti volte ancora vuole una doccia di liquidi seminali ma in tutti i casi mi vuole come testimone e fotografo ufficiale, anche quando lo sperma è il mio.
Quando la festa è finita, intendo quella a tre, Zia sa che deve premiare anche me e mi riserva il regalo più bello, a mio parere, quello che apprezzo di più.
Usciti gli stalloni andiamo nella doccia e la insapono per levarle di dosso il profumo degli altri o della sborra quando gliela schizzano sulla pelle e non in gola o dentro la fica e il culo.
Inginocchiata dopo aver spento l'acqua calda, lo prende in bocca e mi regala un pompino che equivale a una dolcissima torta con ingoio finale.
Svuoto le palle con urgenza, grugnendo come un porco in calore e Zia felice attende che i miei spasimi si plachino e poi gioca col mio cazzo moscio.
Questione di attimi e comincio a pisciarle addosso un getto copioso di pioggia dorata calda e profumata, la ciliegina sulla torta di sborra.
A lei piacerebbe bere direttamente alla fonte ma ancora non riesco a giocare a quel gioco e mi limito a schizzare sulle sue belle tette.
Lei comunque non rinuncia a leccare qualche schizzo dorato e a leccare via le ultime goccine che scendono lente dalla cappella.
Dopo, appena asciugati andiamo a letto a rivedere le foto di stasera e a scegliere quelle da mettere su Tumblr, per la gioia dei suoi tanti ammiratori virtuali.
Quelli che poi le mandano il cazzo in chat e tra quelli lei sceglie quelli che più le piacciono per i suoi incontri porno ravvicinatissimi.
La mia Zietta porcella.
END

La Visita Ginecologica

Qualche giorno fa mi sono laureato in ginecologia, la strada è ancora lunga per aprire uno studio a mio nome ma vallo a spiegare a mia nonna che oggi mi ha invitato a casa sua per festeggiare.
Comunque lei mi tratta sempre benissimo, è un'ottima cuoca e ogni volta mangio come un cavallo e poi il pomeriggio devo riprendere fiato sul suo divano per poter digerire.
Ero tutto bello assonnato sul suo sofà, quando lei dopo aver rigovernato la cucina (cosa che ammetto di averle lasciato fare da sola tanto ero cotto) è venuta a sedersi al mio fianco.
Tesoro, visto che ora sei un ginecologo, potresti visitarmi che da qualche giorno sento un fastidioso dolorino giù in basso e non vorrei che fosse qualcosa di serio, potresti controllare tu?
E prima che potessi riprendermi dalle nebbie digestive post prandiali me la sono ritrovata in piedi, mezza nuda, con la camicetta aperta e la gonna scesa al pavimento.
Confesso che mi si è rizzato il pene immediatamente anche se ho fatto di tutto per scacciare l'eccitazione del vederla in quelle condizioni.
Per cercare un minimo di razionalità ho concentrato sguardo e attenzione sulla pancera che indossava e che lei ha slacciato per farmi vedere bene, parole sue.
Così dovresti riuscire a palparmi per bene, ha detto nonna con uno sguardo che più malizioso non poteva e si è distesa sul sofà, aspettando che la visitassi.
E con mia grande sorpresa ha iniziato a parlarmi di sesso, quello che da un po' di tempo aveva smesso di fare, perché non più carina come un tempo e in grado di attrarre maschi.
Nonna non si è mai sposata e ha sempre vissuto all'insegna dell'allegria e del buon vivere, il che significa avere avuto molti amanti e compagni ma mai uno fisso o per molto tempo.
Sai, quando ero giovane e bella c'era la fila per venire a letto con me, ha detto con uno sguardo sognante mentre ricordava il suo passato di vamp mangia uomini.
Ho paura che sia per quello che mi è venuto quel doloretto, perché non la uso più se non per toccarmi ogni tanto ma con poca soddisfazione, ha finito il suo racconto a voce bassa, un poco triste.
Le ho risposto che intanto è sempre meglio masturbarsi anche una volta al giorno perché fa bene fisicamente ma non solo, e poi che non è vero che non è più bella.
Mi è uscito di dirle così, mentre l'uccello mi stava pulsando nelle mutande e io ero incapace di farlo smettere e nonna si è ricordata che forse era meglio togliersi anche reggiseno e mutandine.
L'ho fermata, dicendole che nel caso ci avrei pensato io e lei sorridendo è rimasta distesa e ha chiuso gli occhi, aspettando di sentire il mio tocco sulla sua pelle.
Quando le ho palpato l'addome, tentando di essere il più freddo e professionale possibile, mettendoci più tempo del necessario, non ho trovato nulla di particolare o pericoloso nella sua pancia.
Una pancia un po' prominente ma con le pelle ancora ben tirata e gli organi interni senza problemi di sorta e quando le ho dato la buona notizia, nonna ha detto che dovevo controllare tutto, anche laggiù.
E non dimenticare il seno, ha aggiunto con l'espressione di chi conosce cosa fare per mantenersi in buona salute e io le ho risposto che forse era meglio cominciare proprio da lì.
Nonna si è seduta e senza proferire parola si è tolta il reggiseno, mostrandomi le sue grandi tette, piuttosto usate ma in ottime condizioni, direbbero quelli di Amazon se vendessero seni di donne mature.
Due tette grandi, un po' cadenti ma non troppo, la pelle ancora tesa seppure non come quella di una sedicenne ma ancora capaci di farti venire voglia di baciargliele.
Palpandola non ho riscontrato nessuna anomalia e anche lì ci ho messo un bel po' a terminare la visita e a darle la buona notizia, primo perché le si sono rizzati i capezzoli che parevano bulloni.
E secondo perché mentre gliele strizzavo e accarezzavo, il mio pene sembrava ancora più agitato di prima e necessitante di attenzioni che in quel momento non potevo dargli.
Che poi anche nonna quando le ho preso i capezzoli tra le dita, prima il destro e poi il sinistro, strizzando un poco, ha iniziato a sospirare come una cucciola in calore.
Tutto bene nonna, nessun nodulo, le ho detto, senza chiederle nulla sulla eccitazione che stava provando e tantomeno della mia.
Togliamo le mutandine, ho sussurrato con una voce non più professionale ma nonna non ci ha fatto caso e lei si è subito alzata in piedi.
Come le avevo detto prima ho pensato io ad abbassarle fino ai suoi piedi e solo in quel momento mi sono reso conto che nonna fosse lì, in piedi davanti a me, tutta nuda.
Sei meravigliosa, ho provato a dirle mentre nonna si è sdraiata sul sofà e ha allargato le gambe, facendomi vedere la sua fica dal cespuglio perfettamente rasato ma non completamente.
Sai amore, vado dall'estetista una volta a settimana da quando hai iniziato a fare medicina, aspettando che arrivasse il momento di una tua visita, intima.
Dai, sentila com'è dentro, ha sussurrato nonna chiudendo gli occhi e non mi è rimasto altro che infilare l'indice nella sua fessura, ovviamente non per visitarla.
Nonna ha iniziato a sospirare sempre più rumorosamente ma a quel punto ho posato le labbra sul suo clitoride, passando dalla visita ginecologica ad un dolcissimo cunnilunguo che ha gradito da morire.
Tanto che alla fine, quando ha smesso di agitarsi dopo un orgasmo bollente e gridato, le ho chiesto di togliere la mano che ancora sulla mia nuca stava spingendo il mio viso tra le sue cosce spalancate.
Nonna, ho provato a dirle mentre l'uccello sembrava deciso a venire nelle mutande, direi che stai benissimo, parlando della tua vagina e del desiderio sessuale che ti arde dentro. 
Infatti non sento quasi più il doloretto, ha detto lei ridendo di gusto, ma per sicurezza non potresti mettere il tuo pene dentro di me e regalarmi un po' del tuo seme che sono sicura essere un ottimo medicamento?
Mi vergogno ad ammettere che quando sono sprofondato dentro di lei, ho resistito solo qualche istante prima di sborrare ma in compenso ho goduto da morire.
E alla fine eravamo felici in due, io per essermi svuotato mente e palle e nonna perché diceva di sentire dentro quel meraviglioso medicamento che è lo sperma appena schizzato da pene di un maschio.
END


mercoledì 3 giugno 2026

Sorprendendo Nonna

Quella sera arrivai a casa di nonna all'improvviso, perché volevo farle una sorpresa ma anche perché mi era saltata una uscita con un'amica particolarmente disponibile che però quella sera mi ha dato buca.
Per tutta la settimana avevo evitato di masturbarmi proprio per presentarmi all'appuntamento galante con le palle piene e l'uccello in tiro, dato che la mia amica apprezzava sia l'uno che l'altro. 
Comunque arrivato sotto casa di questa amica, dopo aver suonato inutilmente il campanello, provai a raggiungerla per telefono ma lo trovai staccato e capii che per quella sera sarei andato in bianco. 
Casa di nonna era proprio lì vicino e da quando nonno ci ha lasciati, mamma sta sempre a ricordarmi i miei doveri di nipote unico in quanto preferito, ovvero passare da lei a trovarla almeno per vedere come sta.
A quel punto tanto valeva andare da lei che è sempre stata un'ottima cuoca e ogni volta che mi ha ospitato mi ha sempre fatto mangiare deliziosi manicaretti preparati con le sue mani, come ogni nonna che si rispetti. 
Sempre da quando è rimasta sola, mamma e io abbiamo una copia delle chiavi di casa sua perché non si sa mai dovesse avere un malore e non riuscire ad aprire la porta.
Così, proprio senza pensare che avrei potuto bussare e farle capire che stavo arrivando, ho aperto la porta e sono entrato a casa sua in un silenzio totale ma non premeditato. 
La casa di nonna è molto grande, con un ingresso ampio da cui si accede a una bella cucina abitabile dotata di camino ed è lì che l'ho trovata, soltanto che non era da sola ma in buona compagnia. 
Se ne stava seduta sui gradini del camino, indossando solo una maglietta lunga che faceva le funzioni di un piccolo abito, sotto il quale non indossava nessun intimo. 
Il suo compagno di giochi era completamente nudo davanti a lei con l'uccello che ballonzolava a qualche millimetro dal naso di nonna e in più aveva in mano un bel frustino.
Guardando meglio mi accorsi che nonna non solo era legata e imbavagliata ma sul suo viso e anche sugli occhiali da miope che porta sempre, era colata una sostanza molto simile al seme maschile.
Malgrado la recente sborrata, il suo compagno di giochi, probabilmente pompato da una pastiglietta magica color azzurro, non si era ammosciato per nulla.
Ho immaginato che si fosse eccitato dopo averla legata e che si fosse masturbato davanti a lei, arrivando a eiacularle addosso prematuramente.
Comunque il tipo che doveva avere più o meno la sua età e comunque non era messo male, sia per l'uccello che per l'agilità, vedendomi arrivare ha raccolto i suoi stracci ed è fuggito via.
Quando dico fuggito intendo in maniera letterale, perché non si è fermato a vestirsi ma deve averlo fatto fuori dalla porta di casa che per sua fortuna è un po' isolata in campagna. 
Devo ammettere che vedere nonna in quelle condizioni ha eccitato anche me e avere le palle gonfie e dolenti dopo una settimana di carestia, non ha certo contribuito alla mia razionalità, e poi quella sborra sul suo viso.
Infatti la prima cosa che ho pensato dopo che siamo rimasti soli, è stato di controllare se lei si fosse eccitata dopo essere stata legata e aver preso qualche frustata, di cui si notavano i segni sulle cosce. 
Sono andato verso di lei e invece di aiutarla a rialzarsi e a liberarla, ho infilato una mano tra le sue cosce e senza troppa meraviglia ho verificato che fosse davvero un lago là in mezzo.
Smettila cosa stai facendo, ha provato a fermarmi ma il suo tono di voce non era certo quello di qualcuno che tenta di evitare seriamente di essere palpata.
Anzi, sentirmi dire di smetterla con un tono che trasmetteva esattamente il contrario, ha fatto sì che le mie dita entrassero dentro di lei e quel ditale doppio mi ha fatto capire chi fosse davvero nonna.
Perché una volta affondate le dita dentro di lei, ha cominciato a smaniare e non ha più parlato di smetterla ma si è goduta la mia carezza ruvida e profonda.
Nonna non ci ha messo molto a venire e dopo il piacere è rimasta tutta tremante e ansimante a farfugliare qualche scusa inutile, mentre io ritiravo le dita dalla sua fica calda e bagnata.
Ho portato le dita umide al naso e aspirato il suo profumo più intimo a lungo, sotto il suo sguardo complice e felice della mia speciale attenzione verso di lei.
A quel punto toccava a me ricevere un compenso per quell'orgasmo inaspettato e ho fatto quello che aveva appena fatto il suo compagno di giochi fuggito da poco.
Mi sono messo a masturbarmi davanti ai suoi occhi a qualche millimetro dal suo nasino, con l'intenzione di farle una seconda doccia di sperma.
Però lei voleva ringraziarmi in maniera più calda e mi ha fatto capire che dovevo almeno toglierle il bavaglio se non slegarla del tutto.
Così ho abbassato la sciarpa che il suo amico aveva usato per silenziarla anche se lei non voleva assolutamente parlare ma soltanto prenderlo in bocca. 
È stata una sorpresa anche per me vederla avventarsi sul mio uccello come se non fossi suo nipote, ma a quel punto non mi sono certo messo a discutere con lei.
Naturalmente quella con nonna non era la mia prima esperienza con una donna, anzi per mia fortuna sono abbastanza bravo a trovare delle compagne di letto. 
E da quando avevo 15 anni e mi vedevo con una mia compagna di scuola con la scusa di studiare insieme, ho sempre trovato godimento in un pompino.
Ma quello che mi ha fatto nonna quella sera è stato qualcosa di veramente magico e diverso da qualsiasi altra esperienza precedente, sia da ragazzo che da uomo. 
È chiaro che in tutto questo conta molto anche l'aspetto incestuoso ma di certo nonna è davvero brava nell'arte della fellatio e non me lo ha dimostrato solo quella volta.
Comunque prima di liberarla le ho scattato un po' di foto, perché con la sborra sul viso era veramente bellissima e non potevo non averne una testimonianza fotografica. 
Quelle foto sono ora su internet e a giudicare dai like che ricevono, sono davvero molto gradite dagli appassionati di donne mature e oltre.
Più tardi quando l'ho liberata, abbiamo parlato dell'esperienza appena goduta insieme e abbiamo fatto un patto da amanti e non da nonna e nipote. 
Prima cosa silenzio assoluto sull'accaduto e mantenimento del segreto con mamma e i familiari più stretti, oltre agli amici e alle amiche di entrambi.
Poi le ho garantito che le sue foto le avrei ritoccate per renderla irriconoscibile prima di metterle in giro, anche se in realtà poi non l'ho fatto ma a quanto pare nessuno che la conosce deve averle viste sui siti porno.
E poi secondo me a nonna non interessa molto che qualcuno la riconosca e anzi la sua anima esibizionista la porterebbe a farla vedere anche a mamma, tanto per farla arrabbiare un po' e a vendicarsi del fatto che ha vent'anni meno di lei. 
Dopo quegli accordi le ho detto che volevo vederla nuda e mi ha confessato che stava pensando proprio la stessa cosa, che voleva che la vedessi senza nulla addosso.
In cambio nonna ha voluto che anche io mi spogliassi completamente e dopo avermi preso per mano mi ha condotto nel suo letto, in cui abbiamo trascorso la notte, non prima di aver mandato un messaggio a mamma in cui le dicevo che sarei rientrato soltanto al mattino. 
A quel punto nonna ha aperto le gambe e si è donata completamente e in tutte le maniere possibili, ha voluto che mettessi il mio uccello dentro di lei. 
Davvero incredibile mia nonna, non avrei mai immaginato la sua propensione a ogni forma di sesso, compreso quello anale in cui mi ha praticamente sverginato. 
Ed è stato proprio dentro il suo buchetto già ben percorso da altri e proprio per questo facilmente penetrabile che sono venuto svuotandomi per la seconda volta. 
La terza volta è stata il mattino dopo, quando mi sono alzato ritrovandomi da solo nel grande letto matrimoniale e l'ho raggiunta in cucina.
Sono arrivato quando completamente nuda mi stava preparando la colazione, e vederla impegnata e caffè senza nulla addosso, mi ha fatto tornare durissimo. 
Così l'ho presa di peso e l'ho fatta sedere sul bordo della cucina e poi l'ho messo dentro la sua fica, ancora completamente bagnata dopo la notte d'amore precedente.
L'ho chiavata li sopra ed è stato il nostro rapporto sessuale più caldo e dolce di quella prima volta e mentre glielo spingevo dentro e fuori, ho afferrato un croissant e ce lo siamo mangiati in due, ansimando e sudando.
Quando ho capito che stava per godere mi sono lasciato andare e le ho riempito la fica di sborra mentre ho preso un sorso di caffè e l'ho baciata, versandolo nella sua bocca dalla mia.
Da allora lei è la mia amante segreta, la donna più porca con cui ho avuto l'onore di condividere un letto e qualche volta succede che porti da lei qualche amica. 
In quel caso nonna mi concede l'uso del suo comodissimo lettone senza alcuna gelosia verso le altre donne che trascorrono con me delle ore liete.
Perché sa che le mie amiche vengono sempre automunite e il mattino dopo se ne tornano a casa da sole, sazi le e soddisfatte, anche perché nonna offre la colazione pure a loro.
Appena rimaniamo soli finiamo tra le braccia l'uno dell'altra perché malgrado abbia bisogno di sfogarmi con altre donne, lei resta sempre la Regina del mio cazzo.
Ops, volevo dire del mio cuore.
END

martedì 2 giugno 2026

La Passione Di Zia

Ma Giacomino cosa fai? Grida Zia quando entro nel bagno piccolo e la trovo seduta a fare pipì, le mutandine abbassate e un suono magnifico di pioggia dorata.
Va via, fammi finire in pace, continua Zia serrando le cosce, sapendo benissimo che non me ne andrò, a meno che lei soddisfi i miei desideri più sconci che non dovrei avere come nipote.
Apri le gambe, le sussurro per convincerla e lei dopo qualche attimo di resistenza mi consente di guardare da vicino quella cascatella che esce dalla sua splendida fica.
Zia sorride, in fondo è felice di piacermi fino a spingerci a situazioni davvero incongrue tra familiari così stretti, e allora vado avanti, come un rullo compressore, con una bella erezione che lei mi ha provocato, nelle mutande.
Mi metto davanti a lei, abbasso la zip e lentamente lo tiro fuori dallo slip, mettendolo sotto i suoi occhioni che fingono soltanto di non essere interessati.
Da quando mi sono sviluppato ho notato come i suoi sguardi siano cambiati e anche le sue carezze non sono più quelle di una dolce zia per il suo nipotino preferito.
Guardando la sua espressione ora, col mio pene a pochi centimetri dal suo naso, capisco che sto facendo quello che zia desiderava, e io insieme a lei.
Non occorre che le dica di prenderlo in bocca, perché lei lo bacia sulla punta, un bacio appena accennato, molto materno se così si può dire.
Chiudo gli occhi e sospiro profondamente intanto che Zia allunga la mano e mi stringe appena le palle con le sue dita gentili ed esperte.
Quante volte l'ho spiata mentre faceva un pompino a zio, consapevole della mia presenza discreta di voyeur alle prime armi, intento a masturbarmi.
Quante volte mi è parso che fosse davvero felice che qualcuno la guardasse mentre faceva godere un uomo, da brava porcellina esibizionista.
Purtroppo qui non abbiamo un pubblico, mi viene da pensare, e allora afferro lo smartphone e la inquadro, lei, il suo bel visetto e il mio pene dal glande turgido.
Zia solleva gli occhi con uno sguardo appena interrogativo ma in fondo non le dispiace se metterò il filmato su internet, naturalmente preservando la sua identità.
Approfitto e mi spingo a fondo nella sua bocca caldissima, facendola mugolare per cercare di respirare ma niente paura, so anche che le piace ingoiare.
Cazzo e seme, Zia ha sempre voluto così, l'uccello in gola che metaforicamente è in gabbia e una bella colata di liquido seminale per la sua eterna sete di maschio.
Quando sborro, resistendo poco o nulla capisco che lei è attenta a non perdere nemmeno una goccina di nettare perlaceo, denso e copioso.
Con le gambe che tramano, eiaculo tra le sue labbra, col suo sguardo che controlla il mio per vedere se sto godendo come si deve, come le deve un uomo a cui sta facendo un pompino.
Zia vuole vedere l'estasi sul mio volto e ovviamente glielo concedo volentieri, sborrando e smaniando perché le sensazioni che mi regala sono davvero intense e bollenti.
Dimenticavo di accennare a quel ditino che sistematicamente infila nel culo a tutti quelli che hanno la fortuna di metterle in bocca il cazzo, e nemmeno io faccio eccezione.
Dice che se mentre un uomo eiacula ha qualcosa infilato nel culo, la sborrata sarà molto più abbondante e le palle si svuoteranno nella maniera migliore.
Io so solo che dalla prima volta in cui mi ha concesso questo piacere, titillandomi il buchetto, ho goduto intensamente come mai quando faccio in autonomia.
Intanto che mi passano questi pensieri per la mente, Zia mi pulisce per bene la cappella con la sua lingua dolce e attenta a togliere ogni traccia di sperma dalla cappella. 
Non si sa mai che mamma si accorga di qualche traccia nelle mutande e la colleghi con le frequenti visite che faccio a sua sorella quando lo zio è in trasferta.
Che poi mamma e Zia sono come due gocce d'acqua, fisicamente e per come si comportano e pensano, tranne che per l'incesto orale che Zia mi concede.
E quante volte, mentre mi masturbavo spiando Zia a letto con lo zio e anche di più da quando ha cominciato a farmi pompini, ho pensato di stare spiando lei.
No, mamma non sarebbe felice di sapere che Zia e io abbiamo un legame sessuale e allora dobbiamo stare molto attenti a non farglielo nemmeno sospettare.
Zia me lo rimette a posto nelle mutande con molta attenzione, non prima di un ultimo bacio alla cappella e poi mi sorride, anche per farmi notare come il mio sperma sia dentro di lei.
La sua passione per la sborra e' la mia fortuna e di quelli che hanno avuto il privilegio di svuotarsi nella sua bocca, col suo ditino nel culo.
Una volta ho sentito che ne parlava con mamma e mentre mamma diceva che il sapore non le piace e di solito lo sputa via, Zia affermava esattamente il contrario.
E questa direi è una bella fortuna, per me.
END


Nonna al Bancomat

Quella sera ero rimasto senza un centesimo, col serbatoio del motorino in riserva e l'amica con cui avrei dovuto uscire che mi ha dato il benservito.
Mica potevo chiamare mamma per chiedere aiuto, ma nonna si, nonna mi ha sempre capito, lei è fatta un po' come me, un po' ribelle e un poco strana per la morale comune.
L'ho chiamata sul cellulare e per fortuna che è una nonna, come diceva quel comico napoletano, multimediale e mi ha risposto quasi subito.
Il quasi è stato causato dall'impegno che nonna aveva in quel momento, una riunione con i vecchi compagni di liceo o qualcosa di simile, mi ha detto al cellulare.
Meno di un'oretta dopo la chiamata l'ho raggiunta lì vicino, in una zona del parco che viene usata per gli scambu di coppie o altre cosine simili.
Li per lì mica ci ho fatto caso, ho collegato solo quando arrivato da lei, l'ho trovata vestita in una maniera che dire sconcia non so se basta.
E poi era senza mutandine e senza gonna ma in compenso aveva ancora integre le autoreggenti nere e i tacchi non esagerati ma cazzo, è una donna di oltre sessantacinque anni, mica una indossatrice.
Mi ha guardato con una espressione che diceva chiaramente, testa di cazzo non dire nulla adesso e non dire nulla con nessuno di come sono ridotta.
Ho annuito e le ho spiegato la mia situazione di derelitto e nonna ha sorriso e si è seduta dietro di me sul motorino, dicendomi di andare al bancomat.
Poco dopo eravamo dietro l'ufficio postare e nonna e andata a prelevare un po' di soldini mentre io sono rimasto seduto, in attesa sul motorino.
Mentre mi dava le spalle, ne ho approfittato per fare due cose, la prima guardarle il culo nudo e trovandolo ancora molto attraente, seppure con diversi difetti dovuti all'età.
La seconda è stata la più strana e sconcia, siccome a guardarle il culo mi ero eccitato, mi è venuta in mente una bella cosetta.
Che nonna, senza gonna e senza mutandine si era seduta dietro di me e il sedile del motorino doveva essere impegnato dei suoi umori.
Così sono smontato e mentre lei non guardava, mi sono chinato ad annusare il punto in cui la sua fica aveva toccato e bagnato la finta pelle del sedile.
Prima che tornasse ho fatto in tempo ad annusare quel profumo che avevo già annusato quando ripescavo le sue mutandine dal cesto della biancheria intima.
Ma li sul sedile il suo odore intimo era fresco, bagnato e molto più intenso e mi sarei fatto volentieri una sega e sarei venuto a fiumi, solo con l'aroma della sua fica. 
Purtroppo non l'ho fatto e lei è tornata di corsa, mi ha messo in mano qualche banconota e siamo andati a fare rifornimento al motorino.
Dopodiché l'ho accompagnata a casa e sono salito con lei, con una gran erezione nelle mutande che chiedeva solo soddisfazione manuale o in qualsiasi modo.
Quando siamo stati su da lei, nonna mi ha raccontato cosa era andata a fare al parco, anche se già lo avevo immaginato ma detto da lei è stato molto meglio.
Purtroppo nonna mentre mi raccontava della sua serata così diversa, è andata a cambiarsi in camera sua e io non ho osato andare a spiarla.
È tornata con una delle solite tutte sportive che indossa come pigiama e che di solito non mi fanno ingrifare come quando indossa mini e autoreggenti nere.
Amore forse hai bisogno di andare al bagno, mi ha sussurrato nonna, sorridendo amabilmente al suo Nipote preferito e io mi sono alzato e son corso a masturbarmi.
Abbiamo un segreto, mi ha detto subito dopo che mi sono svuotato in autonomia, tu mi spii e ti masturbi, e io che esco a fare la troia. 
Ho annuito, nonna mi ha sorriso e mi ha chiesto se volevo passare la notte da lei, nella cameretta che mi ha già ospitato un sacco di volte. 
Ho detto si, nonna ha chiamato mamma e ho dormito da lei, purtroppo solo dormito, nonna non ha nessuna intenzione incestuosa nei miei confronti.
Purtroppo.
END