La matura signora che noleggia la mia barca potrebbe essere una donna ricchissima, oppure semplicemente una che si è voluta togliere una sfizio per una vacanza un po' diversa dal solito.
D'altronde la mia barca non è uno yacht oceanico e con lei mi limito a costeggiare le spiagge dell'Adriatico in cerca di qualche luogo irraggiungibile a piedi.
Come la caletta in cui siamo ancorati oggi, dopo un viaggio breve iniziato questa mattina, quando il sole non era ancora alto e troppo caldo.
Lei è ancora una bella donna malgrado l'età non più giovane che provando a indovinare, dovrebbe situarsi tra i sessanta e i sessantacinque anni.
Quello che attira di più lo sguardo sul suo corpo, sono quelle due mele giganti che rischiano di strabordare dal reggiseno del costume ma anche il resto non è male.
Apprezzo anche il fatto che non si sia tinta i capelli e il grigio naturale che purtroppo ne colora una buona parte, appare lasciando intatta la sua bellezza.
La aiuto a scendere dalla barca nell'acqua bassa, in un punto poco lontano dalla riva e finalmente riesco a fare i raggi x alle sue forme che mi sembrano ancora meglio che da lontano.
Oltre a un bell'aspetto fisico ha anche un ottimo profumo che non lesina quando la mattina se lo spruzza addosso e che ora si sente a metri di distanza.
Mentre sto per risalire sulla barca e lasciarla sola alla scoperta della caletta che è completamente deserta, la signora mi chiede se c'è qualcosa in contrario al fatto che lei si voglia mettere completamente nuda sotto il sole.
La domanda mi coglie di sorpresa perché è la prima volta che una cliente mi chiede di potersi spogliare nuda, durante i miei viaggi di piacere.
Naturalmente non ho nulla in contrario e finché lei sarà l'unica ospite della caletta, credo che possa mettersi tranquillamente nuda senza alcun problema.
Il suo sorriso malizioso mi comunica che la domanda non è stata fatta pensando che io me ne torni sulla barca, lasciandola senza nulla addosso e completamente sola.
È una mia sensazione di cui non mi fido completamente e riprendo a risalire sulla barca con la scusa di dover fare un po' di pulizie, mentre lei si può mettere comoda sotto il sole.
Malgrado la mia speranza che lei voglia fermarmi, chiedendomi restare con lei, la signora ancora con il costume addosso, decide che prima di spogliarsi deve fare un bel giro esplorativo.
Peccato per l'occasione persa di vedere le sue splendide tette al vento, inoltre mi tocca a ripulire davvero la barca che ne ha effettivamente bisogno.
Però non riesco a terminare il lavoro perché lei dopo nemmeno un quarto d'ora è di ritorno ed ha ancora il costume addosso.
Potrebbe mica darmi una mano, mi chiede con un sorriso da gatta che sta per mangiare il topolino, ho paura di scottarmi con questo sole e sulla schiena non riesco ad arrivare con la crema.
Scendo dalla barca e la accompagno fino a un punto sulla spiaggia in cui ha steso a terra il telo da bagno e lasciato una borsa da sportiva con le sue cose.
Ed è qui che finalmente decide di togliere il reggiseno, lasciandomi a bocca aperta davanti allo spettacolo delle sue grandi mele che purtroppo sono un po' cadenti a causa dell'età.
Me le lascia guardare solo per un istante, poi si gira e mi consegna il tubetto della crema solare che con le mani che mi tremano comincio a spalmare, iniziando dal collo e dalle spalle.
Mentre le accarezzo la spina dorsale indugiando più del dovuto, avverto l'innalzamento del pene che si sta agitando dentro il mio slip.
Probabilmente il mio tremito si trasmette addosso al suo corpo, perché la signora decide di terminare quello che aveva iniziato, abbassando le mutandine e scalciandole via coi piedi.
Potrebbe spalmare la crema su tutta la parte posteriore per favore, purtroppo soffro della spalla congelata e non riesco ad arrivare in certe posizioni senza che mi faccia soffrire terribilmente, mi sussurra sapendo che eseguirò immediatamente il suo ordine.
Accarezzare il suo sedere con la scusa di spalmarle la crema è un'esperienza meravigliosa, anche perché si è mantenuto meglio rispetto alle sue tettone.
Finisco il lavoro scendendo fino ai suoi polpacci che, malgrado io abbia il naso quasi infilato nel solco tra le sue natiche, trovo incredibilmente sexy ed eccitanti.
Quando mi rialzo lei si gira e me la ritrovo davanti completamente nuda e noto anche l'ultimo particolare, ovvero il boschetto che ricopre la sua fessura.
Un boschetto piuttosto folto ma tenuto perfettamente con un ottimo lavoro di depilazione che probabilmente la signora esegue presso qualche estetista.
La sua espressione sembra quella soddisfatta di qualcuna che è felice di eccitare tremendamente qualcuno che non conosce o conosce appena.
Però non è giusto, mi sussurra lei con una voce da telefono erotico, io sono nuda e lei invece credo che nasconda qualcosa, sotto quel rigonfiamento del costume.
Quando allunga le mani e infila le dita sotto l'elastico dello slip e me lo abbassa, credo che sia il momento in cui si avvera uno dei sogni della mia vita.
Non mi era mai successo e devo ammettere che ho avuto davvero poche occasioni di ritrovarmi senza mutande e con una bella erezione, davanti a una donna come quella che ho davanti.
Lei ha una bellissima abbronzatura, dovuta al fatto che il suo lavoro si svolge quasi sempre sotto il sole ma penso che un po' di crema sia il caso di metterla, mi dice girandomi intorno.
E per ricambiare le mie carezze al suo sedere di poco prima, ecco le sue mani sulle mie natiche con un massaggio davvero più che piacevole.
Mentre lei si diverte a spalmarmi la crema solare sul culo, io comincio a pensare che non abbia fatto caso alla mia erezione e la cosa non mi sembra molto giusta.
Ma è solo questione di attimi e finito di accarezzarmi il sedere mi viene davanti e con le mani piene di crema solare mi afferra l'uccello.
Una mano sotto le palle e l'altra lungo l'asta in una carezza che è molto più simile alla masturbazione che apprezzo notevolmente, sospirando forte.
Ma che sia per spalmarmi la crema o per accarezzarmi intimamente, chiudo gli occhi e lascio che la signora si diverta col mio pene, diventato di marmo a causa sua.
Dicono che lo sperma sia ancora meglio di una crema per la pelle di noi donne, sussurra inginocchiandosi davanti a me, tenendo la cappella quasi a contatto con le sue grandi mele.
La sua carezza ottiene l'effetto desiderato e mentre godo intensamente, la cappella comincia a spruzzare il mio liquido seminale, via via sempre più denso.
È fantastico vedere come dopo aver atteso che l'ultima goccia scenda sulla sua pelle, la signora spalmi la sborra calda le sue bellissime e grandi tette.
Quelle sensazioni devono piacerle davvero perché ora appare molto più eccitato di prima anche rispetto a quando teneva stretto il mio cazzo tra le dita.
Tirandomi giù con lei si distende a pancia in su sul telo da bagno e io mi ritrovo con la testa esattamente al centro delle sue cosce, ad aspirare il profumo della sua femminilità.
Tuffare fare la bocca nel boschetto umido che cela la sua fica, è quello che mi viene più naturale di fare e il sapore suo più intimo, è davvero dolce e delizioso
Quando prima sono venuto sul suo seno non ci ho messo molto ma devo dire che anche lei, sotto i colpi della mia lingua, non impiega molto a raggiungere un orgasmo acuto e prolungato.
Le sue grida arrivano lontano ma tanto non c'è nessuno che possa udirle tranne il sottoscritto che si rallegra con se stesso per l'ottimo risultato raggiunto.
Quando rialzo la testa dal fiero pasto, la signora rimane per un po' sdraiata a terra con una mano sulla fronte, sazia e un po' disperata ma felice per quel piacere inaspettato.
Aspetto che si riprenda, l'aiuto a rialzarsi e le dico che come ogni volta in cui eiaculo, mi viene la necessità di fare pipì, così lei mi prende per mano e mi conduce nell'acqua, come se fossi un bambino.
Mi abbraccia circondandomi con un braccio e con l'altra mano afferra il mio pene sgonfio e ciondolante e mi invita a fare pipì tenendolo stretto forte.
Pisciare con l'uccello stretto tra le dita di una donna è una sensazione meravigliosa è ancora di più è meravigliosa quando lei non si fa problemi e lascia scorrere tra le sue dita la mia pioggia dorata.
Come una madre che aiuta il suo bambino a fare pipì, la signora aspetta fino a quando non è uscita l'ultima doccina dalla cappella a cui sferra un buffetto leggero.
Tocca a me adesso, dice lei ridendo ma non lascio che si chini e dopo averla afferrata e stretta al mio corpo, le ordino di pisciare sul mio uccello appoggiato alla sua fessura.
Anche quella calda e umida sensazione serve a farmelo tornare duro, mentre mi rendo conto di avere incontrato una femmina fantastica e molto troia, nel senso migliore del termine.
Chiavare nell'acqua che arriva all'altezza del mio pene e della sua fica è il coronamento di un dolce sogno erotico, e fortunatamente riusciamo a godere di nuovo insieme, senza che arrivi qualche rompiscatole a interromperci.
Che poi vedendo che tipo di femmina senza freni è lei, è probabile che si sarebbe divertita a esibirsi sotto gli occhi di altri sconosciuti.
END
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