Amore sono troppo vecchia per te, mi diceva nonna prima che provassimo l'ebbrezza dell'incesto.
Insomma lei provava a convincermi a non farlo puntando sulla differenza d'età e non perché siamo congiunti.
Ovviamente non è riuscita a farmi restare fuori dal suo letto e comunque le è piaciuto avermi tra le cosce.
Nonna è sempre stata molto dolce con me e mi ha concesso, come ogni nonna, quello che una madre non concede ai figli.
Questo fin da piccolissimo, infatti mamma mi dice che sono sempre stato viziato e ammetto che abbia ragione.
Se volevo qualcosa che mamma mi negava, bastava andare a piangere da nonna per ottenerlo.
Per non parlare delle coccole che mamma centellinava, mentre nonna era sempre molto generosa.
Così quando è arrivato il momento di una carezza intima, mi è bastato chiedere a nonna per godere senza masturbarmi.
Strano a dirsi ma per nonna masturbare un nipote di quindici anni, anche se già ben dotato, era una cosa normalissima.
Diceva sempre che una carezza intima era solo la prosecuzione di quelle che normalmente le nonne riservano ai nipoti.
Inoltre farmi godere con la sua mano, secondo lei mi rendeva meno nervoso e impulsivo, oltre che egoista.
Chiaramente un ragazzino che scopre i piaceri della masturbazione per mano di una donna mica, si può accontentare.
E io mica ci ho messo molto a chiederle di più, un bacio, un colpo di lingua, un pompino e poi un ingoio.
Nonna ha esaudito ogni mio desiderio un poco alla volta, prima di tutto i baci esitanti sulla cappella che mi facevano sborrare all'istante.
Poi quel suo modo di accogliere il mio pene tra le labbra, ogni giorno sempre più audace, fino all'esplosione finale.
Ma a diciotto anni ha deciso di farmi il regalo per la maggiore età ed è stato un dono meraviglioso.
Il giorno dopo la mia festa di compleanno, mi ha concesso di farle finalmente la festa, quella vera.
A differenza di tutte le altre volte mi ha atteso e sorpreso, completa nuda nel suo letto matrimoniale.
Quando mi sono affacciato dalla porta socchiusa, Nonna ha aperto le gambe e mi ha invitato a prenderla.
Sei un uomo anche all'anagrafe adesso, ha detto con voce sognante,è il momento di un vero rapporto sessuale.
Beh, a dire il vero è stata molto più esplicita, ha sussurrato che era arrivato il momento di chiavarla.
Alla missionaria, a smorzacandela e anche a pecorina, la nostra congiunzione carnale preferita.
Prenderla da dietro mi ha sempre dato una ebbrezza speciale, spingendomi dentro di lei con le mani strette sui suoi fianchi.
E nonna ha sempre detto che se il modo migliore di sentire dentro il mio cazzo è a smorzacandela, quello migliore è la pecorina.
Anzi, ha definito il modo più sconcio e pornografico quello da dietro, mentre si riflette nello specchio il suo viso.
Così quasi sempre si mette prona sul lettone, davanti al quale si trova lo specchio grande del suo armadio.
In effetti guardarla in viso mentre la chiavo è fantastico e terribilmente eccitante e mi porta a prenderla di forza.
Mi ha portato anche a desiderare la sodomia, solo che qui ho incontrato una maggiore resistenza da parte sua.
Strano che nonna consideri la sodomia più peccaminosa che l'incesto, eppure è così e superare le sue remore ha richiesto tempo.
Ma il giorno fatidico in cui ha ceduto alle mie insistenze, è stata una scoperta per entrambi quanto sia dolce.
Vero che ha sofferto all'inizio e della sua dolce sofferenza mi sono tenuto le foto scattate a sua insaputa.
Nonna soffriva e gridava ma si è sacrificata per il suo nipotino preferito e poi ha scoperto qualcosa anche di sé.
Perché dopo una prima volta dolorosa e recalcitrante, ha scoperto lentamente il piacere della penetrazione anale.
Avremmo potuto rendere meno intensa e violenta quella sofferenza ma eravamo entrambi inesperti.
Quindi niente lubrificante, a parte i suoi umori che bagnavano il mio uccello, rendendolo appena un po' scivoloso.
Ma una volta aperta la strada, il percorso è diventato meno accidentato e anzi, pure per Nonna è diventato una passeggiata di piacere supremo.
Non ha mai smesso di gridare ma non si trattava più di sofferenza, si trattava di sensazioni uniche e meravigliose, durate molto a lungo, almeno fino a quando non le ho sborrato dentro.
Alla fine è crollata pancia sotto col mio pene che è sgusciato via dal buchetto riempito di liquido seminale.
Insieme abbiamo ripreso fiato, poi Nonna e io ci siamo sdraiati fianco a fianco a parlare della nostra prima esperienza anale.
E lei mi ha confessato che se avesse saputo che avrebbe goduto un orgasmo così esaltante, avrebbe ceduto prima alle mie voglie di sodomia.
Pazienza, abbiamo tutto il tempo di recuperare e in tutto questo mamma è molto felice perché ha notato che ultimamente Nonna è in piena forma, fisica e mentale.
E tutto per quella parola dolce e sconcia, sodomia.
END
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