venerdì 5 giugno 2026

Mamma a Colazione

Alzarsi e trovarla svestita è sempre stata una cosa normale, almeno fino a quando non sono diventato un ragazzo arrivo sessualmente.
Da quel momento le cose sono cambiate e ho cominciato a nutrire una forte attrazione nei suoi confronti che sfogavo masturbandomi con lei in mente.
E dire che mamma non è propriamente una bella donna, è una donna normale, un po' in sovrappeso, un fisico robusto ma piena di curve pericolose.
Il mio pene se n'è accorto subito che il mio sguardo verso di lei era cambiato, ora la guardavo da una diversa angolazione, vedendo soltanto la femmina in lei.
Mamma ovviamente non poteva non notare che il suo bambino non era più il suo bambino e ha capito che il mio amore per lei era cambiato, non più casto.
Non ha mai fatto nulla per incoraggiarmi ma neanche ha mai fatto nulla nemmeno per impedirmi di guardarla mentre faceva pipì o si spogliava per andare in doccia.
Al mattino, appena alzato, quando andavo in cucina per la colazione la trovavo seminuda, quasi sempre in mutandine, le sue cosce carnose sempre esposte.
Qualche volta sotto il top non indossava neanche il reggiseno ma le sue belle e grandi tette sono un po' cascanti ed è meglio un sostegno per renderle più attraenti.
Il giorno fatidico è arrivato d'estate, in una ancora fresca mattinata di Giugno, quando mi sono svegliato con una erezione impossibile da nascondere.
Così dopo una rapida e difficoltosa pisciata mi sono vestito prima di andare da lei a fare colazione, perché non volevo notasse il gonfiore sotto le mutande.
Ma vederla in piena forma, sorridendo con una espressione di chi sa cosa provoca in chi la sta guardando, l'ha resa ancora più eccitante che se fosse nuda.
Si perché mamma non ha mai fatto nulla direttamente per sedurmi, eppure ha fatto di tutto perché quel giorno la abbracciassi come un amante, non come un figlio.
Quando le mie mani si sono posate sui suoi fianchi, entrambi abbiamo capito che era arrivato il momento di cambiare il nostro rapporto.
Dovevamo renderlo meno puro ma più intenso e mentre esploravo le sue curve con le mie mani curiose e il pene che scoppiava sotto i jeans, mamma sospirava forte la sua voglia.
Le mie mani sono risalite dai fianchi sotto il top e mentre la baciavo sulla bocca sono arrivate ai suoi grandi seni che ho strizzato forte, facendola gridare di piacere.
Mamma adora se sono rude con le sue tettone e se già non è bagnata diventa un lago, la cui umidità ho controllato mentre le mordevo i capezzoli, dopo averle denudato i seni.
Naturalmente quel giorno come sempre quando la accarezzo, era completamente fradicia e togliendole le mutandine le ho trovate striate dei suoi umori intimi, che ho leccato.
Immagino che mamma vedendomi così preso dalla mia attrazione per lei, abbia pensato che io abbia annusato le sue mutandine nel passato, azzeccandoci.
Lo facevo da un po' di tempo, da quando lei non era più la mamma di un bimbo ma la donna che faceva eccitare un ragazzo in calore perenne.
Dalle mutandine la mia lingua è passata direttamente alla fonte delle striature e del profumo intenso generato dalla sua sensualità calda e appassionata.
Quel giorno la mia colazione è stata lei, mentre la esploravo per la prima volta come femmina e non come madre e la facevo godere, seduta sul piano della cucina.
Ma la colazione spesso non riesce a eliminare la fame e ovviamente sono passato al pranzo, infornando il mio uccello nella sua fica ancora vogliosa.
Con le sue gambe allacciate dietro la mia schiena l'ho chiavata con irruenza e sono venuto dentro di lei svuotandomi palle e mente, in un tripudio di sborra.
Perché eiaculare dentro mamma non è come farlo in mano, chiuso in bagno a pensare a lei e le sensazioni sono sempre magnifiche, anche se la prima volta di più.
Essere prigionieri nella sua fessura, in quel caldo guanto vellutato che avvolge il cazzo è la più grande meraviglia per un giovane appena diventato uomo. 
E sborrare in quel calore divino è quanto di più vicino ci possa essere al paradiso, anche se ora mamma è rimasta incinta ma non è un problema, non per lei.
Che ha dato la colpa o il merito a mio padre e all'ultima volta che l'ha chiavata dopo tanto tempo.
END

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