venerdì 31 ottobre 2025

L'Esame Orale

Capita che una donna, arrivata a una certa età, senta la necessità di recuperare il tempo perduto, vale per diversi ambiti, tra cui anche quello della guida.
Amalia stava per raggiungere il sessantesimo anno nella sua vita che fino ad allora era stata tranquilla e senza scossoni.
Sposatasi presto con un uomo che per lei era stato tutto, padre, marito, amante, autista e non le aveva fatto fare un solo giorno di lavoro in vita sua.
Aveva esclusivamente pensato alla bella villetta in cui vivevano, simbolo di una discreta agiatezza dovuta al lavoro di lui che portava a casa uno stipendio molto generoso. 
Anche quando l'aveva lasciata a causa di un imprevisto e improvviso infarto, l'aveva fatto con oculatezza, grazie a una specifica assicurazione sulla vita, stipulata decenni prima.
Amalia all'improvviso si era ritrovata una donna libera da qualsiasi condizionamento, in modo particolare da quello economico e poi anche familiare.
Aveva scoperto di essere in grado di subentrare al defunto consorte ad esempio in banca e in tutte quelle situazioni che prima controllava solo lui.
Due cose le mancavano dopo un normale periodo di lutto, la prima era un uomo che la scaldasse la notte e in quello il suo povero marito era sempre stato molto bravo e attento anche al suo piacere, mai egoista e quindi ottimo amante.
La seconda era il potersi muovere agevolmente, dato che la villetta in cui vivevano era situata in campagna anche se in un luogo non isolato.
La lussuosa Mercedes che riposava in garage l'aveva acquistata e guidata il consorte defunto che la accompagnava dove Amalia desiderava. 
Non le era rimasto altro da fare che iscriversi a scuola guida e affrontare quella esperienza che le sembrava quasi insormontabile ma di cui aveva bisogno, per non dover chiamare sempre un taxi.
Stare nella piccola aula insieme a una torma di ragazzini non le piaceva per nulla, anche perché odiava dover studiare quelle nozioni noiose tecniche o rispondere alle domande.
Diversamente adorava le guide grazie a un giovane istruttore carino e molto gentile, che mai si agitava se sbagliava qualcosa e anzi la consolava con molta tranquillità in caso di errori.
Amalia si presentava sempre in orario alle guide che grazie alla sua libertà d'azione poteva fare al mattino, da sola con il suo istruttore preferito.
Era anche bravina a dire la verità ma c'è da dire che l'istruttore non la riprendeva mai se faceva qualche errore, anche perché lei si sedeva al volante con quelle gonne sopra il ginocchio e le autoreggenti che lo distraevano un po' dalle sue mansioni.
Purtroppo al primo esame di teoria fu bocciata e pure al secondo e per la vergogna smise di frequentare le lezioni ma l'istruttore che aveva irretito con le cosce e le calze nere, andò a trovarla a casa per capire come mai.
Lo accolse felice del suo interessamento e gli offri un tè coi biscotti che aveva preparato con le sue mani e gli spiegò perché stava marinando la scuola guida.
L'istruttore dopo aver riflettuto a lungo, le disse che forse c'era la maniera di superare entrambi gli esami ma Amalia avrebbe dovuto essere molto gentile con l'esaminatore che seguiva la teoria e la guida.
Quando gli chiede cosa intendesse per essere gentile, l'istruttore si alzò in piedi, si slacciò i jeans e abbassato lo slip le mise sotto gli occhi una bella erezione.
La gentilezza consisteva nel prendere in bocca il pene dell'esaminatore sia per la teoria che per la pratica, ma prima toccava all'istruttore che doveva verificare la a sua abilità all'orale.
Amalia dopo la morte del marito che risaliva a circa un anno prima, non aveva più visto un pene e quello dell'istruttore non era affatto male e lei con la bocca era sempre stata molto abile, parola del defunto consorte.
Non le costò affatto fatica inginocchiarsi e avvicinare le labbra a quella cappella turgida che aspettava solo di ricevete le sue attenzioni intime.
Nemmeno il profumo e il sapore acre di quel sesso eccitato le impedirono di esibirsi in una performance da urlo che culminò in una copiosa sborrata che mandò giù interamente.
L'istruttore quando ebbe finito di tremare, si sistemò mutande e calzoni e piacevolmente sconvolto dalla prestazione orale di Amalia, le disse che era molto più brava così che alla guida e che sicuramente anche l'esaminatore sarebbe stato d'accordo e l'esame superato.
Una settimana dopo affrontò da sola l'esame di teoria in un'aula vuota in cui erano presenti solo lei e l'esaminatore che dopo i quiz scritti le fece qualche domandina, tipo che tempo fa fuori o di che colore è il limone.
Fu promossa con ancora un bocca il sapore del pene e del seme dell'esaminatore che aveva deliziato poco prima con un pompino da competizione.
Il giorno dell'esame di guida, si mise al volante con qualche esitazione, a fianco aveva l'istruttore e sui sedili posteriori l'esaminatore.
Appena furono lontani dalla scuola guida, l'istruttore la fece accostare in una zona deserta in campagna e le disse di andare dietro con l'esaminatore, il quale si fece trovare con l'erezione pronta per le labbra di Amalia che si gettò sul pene ritto con la solita voluttà.
Alla seconda sborrata nella sua avida bocca, corrispose il secondo successo nell'esame di guida e Amalia ottenne così la tanto agognata patente.
Fu lo stesso istruttore ad andare di persona a consegnargliela a casa sua e visto che c'era le chiese di farlo godere come aveva già fatto in precedenza con lui e con l'esaminatore.
Amalia non solo esaudi il desiderio di lui ma invece di limitarsi a un pompino rapido all'impiedi, se lo portò in camera da letto dove passarono lietamente un'oretta buona a darsi piacere.
E ancora oggi che sono passati un paio d'anni dal conseguimento della patente, Amalia riceve la visita dell'istruttore oppure con la Mercedes finalmente tirata fuori dal garage, lo raggiunge in albergo per consumare una notte d'amore insieme.
E la ritrovata autonomia automobilistica le permette di andare dove e quando vuole a divertirsi con altri amici conosciuti e goduti dopo il conseguimento della patente.
END

Deanna o Della Perdita Della Verginità II

Deanna era seduta nella sala d'attesa e mentre aspettava di essere chiamata, spingeva nervosamente i tasti sul cellulare, nel tentativo di non pensare a Lui e a quel sottile dolore misto a piacere che sentiva tra le gambe. 
Quando la segretaria la chiamò si alzò in piedi e quasi di corsa si infilò nello studio del Professore che la attendeva seduto dietro la scrivania. 
L'uomo che conosceva da quando era una ragazzina e che oggi era un attempato professore di ginecologia di ottima fama, le strinse la mano e la invitò ad accomodarsi di fronte.
Deanna si mise seduta e quando il professore le chiese per quale motivo avesse chiesto una visita, provò a spiegargli i sintomi che avvertiva da quando Lui l'aveva posseduta per la seconda volta nella pieve.
Dopo averla ascoltata il professore le disse di spogliarsi completamente, perché voleva visitarla da capo a piedi, visto che era da un po' che non si vedevano.
Deanna si tolse di vestiti e l'intimo senza nessun pudore, perché era abituata a farlo di fronte a lui e non provava nessuna vergogna.
Il professore la fece sdraiare sul lettino e appoggiare le caviglie sugli appositi sostegni e poi andò a sedersi di fronte al suo sesso dolente.
La luce che accese puntandola tra le sue gambe la accecò per un istante e poi avverti il tocco delicato delle dita ricoperte dai guanti di lattice. 
Non era la prima volta che il professore la visitava intimamente ma era la prima volta in cui Deanna si presentava a lui non più vergine.
Le dita del professore indagarono dentro di lei con molta delicatezza e in breve tempo lui smise di ispezionarla e dopo un rapido controllo ai piccoli seni, le disse di rivestirsi.
Sul viso del professore appariva una certa esitazione o forse era quasi vergognandosi che le disse che non era più vergine. 
Probabilmente gli sembrava strano che l'ultima volta che l'aveva visitata nella stessa maniera all'incirca un anno prima quando aveva cinquantanove anni, fosse ancora vergine, mentre ora a sessanta non lo fosse più.
Ma oltre a trovarla deflorata il professore le disse di fare attenzione durante i rapporti sessuali di una certa intensità, perché le sue grandi labbra erano contuse e portavano i segni di una certa violenza.
Mentre il professore le spiegava cosa aveva trovato esaminando il suo sesso, Deanna lo ascoltava in silenzio, mentre la sua mente lavorava frenetica. 
Era abbastanza ovvio che quando Lui l'aveva posseduta per la seconda volta con la stessa violenza della prima, le avesse lasciato addosso i segni come allora. 
La prima volta era stata sua madre ad accorgersi degli ematomi che Lui le aveva procurato mentre la sodomizzava con tanta passione.
Oggi invece era toccato al suo ginecologo di fiducia rilevare i segni di quel pene grande e indelicato che era entrato dentro di lei senza alcuna esitazione e rispetto ma con la stessa violenza di tanti anni prima. 
Deanna guardandosi allo specchio prima di andare a quella visita si era accorta anche degli ematomi sulle natiche, dovuti al fatto che mentre lui la deflorava, lei era seduta sulla panca di legno.
A differenza della prima volta in cui l'aveva sodomizzata, stavolta l'aveva presa di fronte ma lei non lo aveva guardato in volto mentre violava la sua fichetta intonsa. 
Tuttavia anche la seconda violenza che aveva subito era stata sublimata da un piacere così intenso che le aveva fatto sopportare senza problemi il dolore subito durante la ruvida penetrazione.
Solo il freddo calore dello sperma che lui le aveva riversato dentro quando era venuto, era stato uguale a quello della sodomia.
E come allora, oltre a portare addosso i segni visibili di quella unione carnale così potente, per giorni aveva avvertito quella sensazione meravigliosa di doloroso piacere ogni volta che andava in bagno a fare pipì o si toccava il suo sesso dolente, infilando la mano nelle mutandine.
Al termine della visita il professore non sapeva se congratularsi con lei perché alla sua età era ancora così sessualmente attiva, oppure essere preoccupato per i segni che aveva trovato sul sesso di Deanna. 
Fu lei stessa a tranquillizzarlo raccontandogli una bugia innocente, secondo la quale il suo amante con cui aveva finalmente perso la verginità, era un giovanottone grande e grosso in ogni senso che durante il rapporto sessuale era stato un po' troppo violento.
Fu soltanto quando arrivò a casa che avverti come un senso di nausea e siccome non ne aveva mai sofferto prima, si preoccupò un attimo e mandò un messaggio al professore, dicendogli che si era dimenticata di parlare di quel piccolo sintomo.
Lui le rispose dicendole di non preoccuparsi, di solito la nausea poteva essere segno di una possibile gravidanza ma Deanna era in menopausa da almeno una decina d'anni e quindi, disse scherzando ma non troppo, che poteva permettersi il lusso di avere rapporti sessuali senza profilattico.
Però nei giorni seguenti ebbe ancora alcuni episodi di nausea e nella sua mente cominciò a nascere il dubbio di essere rimasta incinta, malgrado la sua età avanzata.
Malgrado fosse conscia che razionalmente era assurdo farlo, si recò in farmacia ed acquistò un test di gravidanza e poi andò immediatamente a casa per fare il controllo.
Effettivamente era assurdo pensare di essere rimasta incinta a sessant'anni anni dopo un decennio di menopausa, anche pensando a quanto era gelato lo sperma che Lui le aveva eiaculato dentro. 
Ma quando vide il risultato del test capì che qualcosa di eccezionale doveva essere successo perché a quanto pare era davvero incinta. 
Per sicurezza il giorno dopo andò ad acquistare in un'altra farmacia un altro test di gravidanza che però le diede la stessa risposta, era in dolce attesa per davvero.
Ecco, adesso aveva davvero un grosso problema a un'età un po' troppo avanzata per fare la madre ma si disse che anche se avesse saputo che sarebbe rimasta incinta, non avrebbe mai rinunciato a Lui e al suo pene che l'aveva riempita di quel gelido liquido seminale, dandole un piacere incredibile, come aveva provato solo quarantacinque anni prima.
END




Deanna o Della Perdita Della Verginità I

Deanna parcheggia la sua piccola utilitaria a lato della piccola pieve di campagna, scende ed entra dalla porta laterale che spinge senza fatica.
Dentro è buio e si respira un odore di incenso bruciato non proprio recente ma che le pare comunque piacevole e un brivido inatteso la coglie.
Le scarpe coi tacchi che porta hanno prodotto un rumore che deve avere attirato qualcuno ma a quanto pare la chiesetta è deserta.
Percorre tutta la navata laterale e va a sedersi su una panca davanti all'altare e attende, nemmeno lei sa cosa ma il suo respiro è un po' affannoso.
Stranamente quella situazione la eccita senza che sappia esattamente perché, proprio come il motivo della sua presenza lì non le è ben chiaro.
Era al bar e dopo colazione è salita in macchina, ha preso la direzione della campagna e dopo pochi chilometri si è trovata di fronte la pieve.
Forse sono stati i ricordi, malgrado siano un po' confusi, del resto sono passati degli anni e lei era solo una ragazzina quando è entrata nella chiesetta deserta, proprio come oggi.
Anche allora avvertiva lo stesso tremito interno senza una vera ragione e anche allora si era seduta sul primo sedile e aveva atteso, eccitata.
Ricorda bene come all'epoca per primi avesse udito i suoi passi avvicinarsi e avesse visto prima la sua ombra di lui, alta e imponente, un po' spaventosa.
Deanna ha quasi sessant'anni, allora ne aveva quindici, ne sono passati banalmente quarantacinque, durante i quali è stata alla larga dalla chiesetta.
Si chiede perché oggi non è riuscita a togliersela dalla mente prima, oppure a deviare il percorso verso la città o comunque da un'altra parte.
Deanna ha smesso di credere, allora credeva all'esistenza di un dio e di conseguenza a quella del demonio che le era apparso mentre era seduta lì.
Concentrandosi si estranea da sé stessa e si vede come dall'alto, una quindicenne sola, seduta su una panca di una chiesa deserta, stranamente eccitata.
Poi vide lui, avvicinarsi, una presenza oscura e forse maligna ma non nel senso che viene dato a questa parola, maligna.
Forse più maliziosa che maligna, perché quell'ombra che venne al suo fianco non venne per spaventarla, tutt'altro.
Le vengono alla mente gli istanti in cui lui restò al suo fianco in silenzio, senza muovere un muscolo, un ciglio, muto che si udiva appena il suo respiro.
Quando ebbe il coraggio di girare la testa verso quella presenza silenziosa, lo vide e le parve enorme, la grossa ogiva viola, l'asta lunga e nodosa sotto la quale pendevano i testicoli gonfi.
Era proprio all'altezza del suo viso, a pochi millimetri dalla sua pelle, dalle sue labbra, sotto i suoi occhioni spalancati, mentre un calore le saliva violento tra le cosce.
Alzando gli occhi incrociò i suoi occhi di fiamma che le dissero, anzi le ordinarono quello che doveva assolutamente fare, schiudere le labbra affinché lui potesse penetrare la sua bocca.
Deanna schiuse le labbra, la punta della lingua tra i denti, lui spinse dolcemente e la prima sensazione che ebbe fu quel sapore intenso e acre di pene poco lavato, successivo all'odore che era identico al sapore.
Malgrado quella specie di violenza, aveva un fuoco acceso tra le cosce che non voleva smettere di ardere e che poteva spegnere solo in un modo.
Portò una mano tra le gambe e si scoprì incredibilmente bagnata, praticamente fradicia e questo la spinse a toccarsi immediatamente, intanto che lui affondava fino alle palle nella sua bocca.
Ma lui non le lasciò il tempo di masturbarsi e togliendole il pene di bocca, la costrinse ad alzarsi e a mettersi con la pancia contro il bancone, come se dovesse inginocchiarsi e pregare.
Rivolta all'altare Deanna avvertì i movimenti alle sue spalle e poi lo strappo delle mutandine, come una fucilata nella chiesa silenziosa.
La sua mano le alzò la gonna e col taglio andò là in mezzo a toccare la sua fessura, risalendo poi lungo il solco tra le natiche che le allargò senza curarsi delle sue flebili proteste.
Una sensazione di bruciore indicibile la sconvolse, costringendola a gridare di dolore mentre lui la penetrava appena con la cappella grossa e gonfia.
L'attimo dopo una mano posata sulla bocca le impedì di gridare, quando la sodomia divenne una serie infinita di spinte sempre più violente.
I ricordi che tornano senza rispetto per i tanti anni passati però non la turbano per quella violenza subita ma per le sensazioni di allora che sembrano tornare oggi.
Ricorda bene la sofferenza ma anche il successivo piacere, ondate di piacere che come le sue spinte violente sembravano non finire mai.
Un solo orgasmo o una serie lunghissima che la lasciarono stravolta, col culo nudo e le mutandine strappare, appoggiata al bancone.
Ma soprattutto le torna alla mente quel calore gelido del seme che colava via dal suo buchino più prezioso appena violato.
Così freddo, così delizioso e perfetto per lenire il dolore che aveva provato mentre lui la violentava, sempre che fosse una vera violenza.
Sì perché oggi malgrado i ricordi ancora vividi di quella ruvida unione con quel pene dalle dimensioni enormi e quella cascata di sperma gelido che le sembrava ancora di sentire scorrere dentro di sé, Deanna desiderava che lui tornasse da lei. 
Portandosi una mano tra le gambe scopri senza sorpresa di essere completamente bagnata ed ebbe voglia di toccarsi in quel luogo allo stesso tempo sacro e profano.
Ma non lo fece, non tanto per la preoccupazione di violare la sacralità della pieve, quanto per la speranza che lui tornasse da lei, ora che non era più una bambina ma una donna matura e ancora piena di voglie.
Si disse che allora non aveva capito bene la meraviglia di quello che le era capitato, anche perché per qualche giorno aveva portato i segni della sua forza sul suo corpo.
Il buchino le era bruciato per almeno una settimana e per lenire quel calore era stata costretta a usare una crema che forse non era proprio l'ideale per quel tipo di sofferenza. 
E poi c'erano i lividi di cui sua madre si era accorta che andavano dal collo e dalle spalle fino ai fianchi e perfino lungo la parte posteriore delle cosce.
Aveva dovuto inventarsi delle scuse a cui però sua madre molto probabilmente non aveva creduto, anche se non le aveva detto nulla in merito. 
Probabilmente avrà pensato che sua figlia doveva aver provato le gioie del sesso insieme a qualche ragazzo con cui ogni tanto usciva nelle sere d'estate. 
E certamente non glielo aveva rimproverato perché anche lei era rimasta incinta di Deanna che era poco più di una ragazzina e aveva perso la verginità più o meno alla stessa età.
Solo che Deanna era ancora vergine nella maniera che si ritiene più naturale, mentre lui l'aveva deflorata nella maniera più intensa e violenta e considerata contro natura.
E ancora oggi a 60 anni Deanna era ancora vergine ma era lì seduta sulla panca, ad attendere che lui venisse a trovarla e le rubasse anche quella che le era rimasta e che inconsciamente aveva tenuto in serbo per lui per 45 anni.
Intanto che il fuoco che sentiva tra le gambe continuava ad ardere, Deanna controllò l'orologio e vista l'ora si disse che era molto presto e che valeva la pena attendere.
D'altronde c'era soltanto lui che poteva spegnere quella fiamma con i suoi colpi potenti e una cascata di gelido sperma a riempirla tutta.
Cominciò a pregare, vieni mio freddo amore sono pronta per accoglierti e ti desidero dentro di me e voglio sentire scorrere nel mio ventre il tuo seme ghiacciato.
Mentre questi pensieri vagavano per la sua mente sentì un rumore soffuso provenire dalla canonica alle sue spalle e un'ombra alta e scura apparve sul pavimento.
Ma stavolta Deanna non aveva paura e anzi era pronta a unirsi a lui e diventare la sua amante, quarantacinque anni dopo che l'aveva deflorata. 
END


Poker d'Assi

C'è una foto di nonna Luisa che circola in famiglia in cui si nota come sia stata tagliata inferiormente.
Vi appare nonna, la seconda da sinistra e detto tra noi la meno bella delle quattro, con le sue tre amiche del cuore.
Amalia, Rosanna e Marisa sono coloro con cui nonna formava un gruppo di amiche che giravano insieme il mondo o anche solo nei dintorni di casa.
Quattro non più giovanissime pensionate che si godevano la vita dopo aver lavorato e nella massima libertà, nessuna era sposata, quasi ognuna di loro coltivava amicizie anche sessuali ma mai durature.
Quella foto io l'ho vista, anzi l'ho scattata e ricordo bene cosa manca, il resto di quattro corpi di donne mature ma ancora molto piacenti.
Se qualcuno a parte me e le quattro modelle avesse visto integralmente quella foto, oggi come oggi non si sarebbe scandalizzato più di tanto.
In fondo si vede soltanto la nudità di queste attempate signore che sorridenti scherzano davanti all'obiettivo, niente di particolarmente pruriginoso.
Ma la verità è un'altra, prima di quello scatto è successo qualcosa di veramente sconcio e il merito se così si può definire, è tutto di nonna Luisa.
È lei che il giorno prima mi aveva spiato in bagno mentre facevo pipì e si era accorta che il suo adorato nipotino era diventato un ragazzone discretamente dotato.
È lei che si era fatta scoprire con una mano tra le gambe dal nipotino adorato che teneva ancora il pene tra le dita, mentre lo sgocciolava.
È stata lei a correre da me a impedirmi di rimettere a posto il pene perché decisa a farlo in prima persona e ovviamente a una nonna il nipote preferito non può fare altro che obbedire.
Solo che mentre sostituiva la sua mano alla mia ed eseguiva le manovre per sistemare il mio sesso nello slip, lo ha visto e sentito lievitare.
E nel sentirlo così duro, nonna che a discapito dell'età matura è ancora molto calda e femmina, si è eccitata e invece di rimetterlo a posto, ha iniziato a smanettarlo.
E per non disperdere in giro il mio liquido seminale schizzandolo dappertutto, Nonna Luisa ha preferito che glielo infilassi in bocca e che godessi tra le sue labbra di velluto.
Quella notte ho dormito da lei, ma si fa per dire dormito, perché abbiamo davvero dormito pochissimo ma in compenso abbiamo goduto intensamente.
Il giorno seguente, dopo una mattinata a scuola sono corso da lei per riprendere da dove avevamo interrotto ma ho scoperto che non era sola.
Le sue tre amiche le stavano facendo compagnia, commentando quel segreto che doveva rimanere tale ma che nonna non era riuscita a tenere per sé.
Parlavano di lei e di me e della fortuna che aveva di potersi godere un nipotino così disponibile oltre che grazioso e con un bel pene che l'aveva portata in paradiso.
Interessante come nessuna delle tre amiche le abbia contestato qualcosa, tipo l'incesto o la differenza di età tra noi due o altre banalità da beghina.
Anzi, mentre le ascoltavo in silenzio, ignare della mia presenza lì vicino, ho capito che forse serpeggiava tra loro soltanto un po' d'invidia per la fortuna di nonna.
E siccome l'invidia è una brutta bestia, ho pensato che potevo fare qualcosa per mantenere salda la loro amicizia e la sicuro il nostro segreto.
Mi sono spogliato e presentato davanti a quel consesso di mature amiche che non ci hanno messo molto a trasformarsi in porcone mature.
Ed è stata una esperienza fantastica stare in piedi, davanti a loro quattro, così vicino da poter essere toccato, col pene eretto che non chiedeva altro che coccole.
Forse nonna all'inizio deve aver avuto una fitta di gelosia ma poi avrà pensato che se condivideva con loro il suo nipotino fattosi uomo, nessuna delle tre amiche avrebbe mai rotto il segreto e la loro amicizia.
Per me è stato meraviglioso, in piedi davanti alle quattro porcelle, ricevere sul pene prima soltanto carezze a otto mani e poi baci ardenti a due e anche tre bocche alla volta.
Fantastico vedere quelle quattro troiette mature fare a gara nel prenderlo in bocca e bere il succo della giovinezza schizzato dalla mia cappella turgida.
Per fortuna che nonna Luisa è riuscita a disciplinare i loro caldi desideri, mettendole in ordine affinché potessi soddisfarle tutte quante, a parte sé stessa, tanto sapeva di potermi avere anche quella notte nel suo letto.
Dopo tre intense chiavate e altrettanto orgasmi, quando ho proposto alle quattro porcelle di farsi una foto nude insieme, hanno accettato con entusiasmo.
E la foto è quella che, tagliata per i tre quarti, è circolata in famiglia e che ha dato molto da pensare a figli, nipoti, cugini, cognati eccetera eccetera.
Il segreto però è stato mantenuto e un paio di volte alla settimana, quando mi reco da nonna, la trovo un compagnia delle sue amiche del cuore.
Fortuna per me che sono giovanissimo e in forze, perché quattro femmine bollenti anche se di età avanzata da soddisfare, non sono uno scherzo.
Ma grazie agli zabaioni che nonna Luisa mi prepara e mi fa sorbire con i suoi biscotti, per ora sono sempre riuscito a godermele e a farle godere.
END

giovedì 30 ottobre 2025

Curiosità di Femmina

Videocassetta Numero Uno
Da quando ho perso mia moglie qualche anno fa, Michela la mia unica nipote viene spesso a trovarmi e a farmi compagnia.
Oggi ha poco meno di vent'anni, va all'università ma trova sempre un po' di tempo per venire da me per stare un po' insieme con suo nonno.
Ultimamente le è venuta la curiosità di spulciare tra le vecchie cose che mia moglie e io abbiamo accumulato negli anni della nostra unione.
Scatole piene di riviste o di vestiti inutilizzati ma anche di fotografie e ricordi di famiglia, sostituiti oggi dai computer e da internet.
Comprese quelle cose che usavamo per mantenere viva la nostra relazione sessuale, oltre che sentimentale e che devo ammettere, funzionavano a dovere.
Cose che però mi ero quasi dimenticato di avere nascosto insieme agli altri ricordi più "normali" e che Michela ha scovato nelle sue ricerche.
All'epoca il porno andava molto in cassetta e con mia moglie li guardavamo in un videoregistratore che ancora oggi è funzionante.
Michela che è molto curiosa non ci ha messo molto a capire che tipo di film fossero, dati i titoli piuttosto esplicativi e le immagini delle copertine, nemmeno troppo censurate.
Ma quello che l'ha stupita prima e interessata dopo, sono state alcune piccole cassettine VHS-C, la versione compatta del  formato VHS.
Anche quelle mi ero quasi dimenticato di averle girate tanti anni fa, quando mia moglie e io eravamo più giovani e con molte voglie ancora addosso.
Michela mi ha chiesto cosa fosse la numero uno, su cui avevo scritto quel numero che indicava come fosse la prima che avevo usato e quello strano titolo, Grand Hotel Livorno, e i ricordi mi sono subito tornati.
Ma alla mia dolce nipotina solo i ricordi raccontati e descritti non bastavano e allora è andata a prendere il videoregistratore in cantina, insieme all'adattatore delle cassettine.
Incredibilmente tutto quanto funzionava e sullo schermo del TV grande che ho nel salotto è apparsa mia moglie, giovane e sorridente, nella nostra camera in albergo.
Di Livorno ero innamorato e scegliemmo il Grand Hotel per quegli arredi in stile e lussuosi come set per il nostro primo fimato amatoriale.
Laura fu molto felice quando entrando nella nostra suite, vide che corrispondeva esattamente alle descrizioni che le avevano fatto al momento della prenotazione. 
Mentre lei sistemava le valigie, io mi sono occupato della telecamera, piazzando un cavalletto davanti al nostro letto e verificando che le batterie fossero cariche, poi ho cominciato a riprenderla. 
Stranamente mi parve più timida mentre aveva ancora i vestiti addosso e si muoveva per la camera con l'obiettivo che la seguiva in ogni movimento. 
Le avevo detto di essere il più naturale possibile e la timidezza iniziale faceva parte di lei, quindi nel filmato le sue gote sono arrossate ma poi deve aver preso coraggio e ha cominciato a togliersi gli abiti che portava.
E mentre con la mia dolce nipotina guardavamo il filmato, provavo a spiegarle proprio quello che sto dicendo qui e le mie parole devono averla intenerita perché è venuta, come faceva una volta quando era più piccola, a sedersi in braccio da me. 
Lentamente e senza fretta come mi ero raccomandato, Laura ha cominciato a togliersi prima la blusa e poi la gonna ed è rimasta in mutandine e reggiseno, comprese le autoreggenti e quelle scarpe tipo Louboutin con tacchi infiniti.
Così svestita è andata sul letto e vi si è distesa, lasciando che l'obiettivo della telecamera riprendesse ogni centimetro del suo corpo.
La stessa timidezza che aveva all'inizio aveva afferrato anche me ed è stata proprio lei a invitarmi ad andarle più vicino, invece di restare a distanza durante le riprese. 
E sempre Laura ha cominciato ad assumere quelle pose viste nelle riviste sexy mentre rideva felice come una bambina alla sua prima birichinata.
Fino a quel momento il nostro film è stato un gioco casto quasi da ragazzini ma non era solo per quello che avevamo prenotato quella camera lussuosa e costosa. 
Mentre dicevo queste cose a Michela che mi si era accoccolata in braccio, mi è sembrata tornare la bambina dolce affettuosa che era tanti anni prima.
Ma Laura a un certo momento ha iniziato a rendere molto più piccante quelle riprese amatoriali sganciando il reggiseno e mostrando le sue bellissime tettine non grandi ma perfette con quei capezzoli sempre irti che bucavano le camicie o le magliette che indossava.
Dai, vieni a zoomare sulle mie mele, la si sente dire a un certo momento nel filmato e l'obiettivo avvicina i suoi seni mentre se li accarezza teneramente. 
Col senno di poi direi che quello è stato il momento topico in cui Laura ha smesso di esibirsi soltanto come una modella e ha cominciato a eccitarsi sotto l'occhio della telecamera.
Essendo una femmina molto calda che aveva bisogno solo di una scintilla per accendersi, non poteva bastarle qualche carezza al seno o una strizzatina ai capezzoli.
Però quel gioco è servito a renderla capace di osare di più e a togliersi le mutandine mentre la riprendevo da vicino e con le gambe aperte mi mostrava la meravigliosa peluria che ricopriva il suo sesso finalmente svelato.
Sul momento decise anche di tenere addosso le autoreggenti e i tacchi e direi che fece bene e anche Michela lo ha apprezzato sottolineando come sua nonna fosse sexy nuda, eppure vestita.
Il cambio di passo di mia moglie nel filmato però ha prodotto qualcosa dentro di me e non si è trattato soltanto di nostalgia ma di una bella erezione che Michela ha avvertito sotto il suo culetto giovane e rotondo.
Lì per li la mia nipotina non ha detto nulla, ma poi mentre Laura sullo schermo si è aperta le labbra per mostrare la sua bella fica e ha iniziato a toccarsi senza pudori, il mio pene si è imbizzarrito sotto il suo sederino e lei me l'ha fatto notare. 
Nonno sei un porco, ti è diventato duro, mi ha detto con una voce piuttosto sorpresa ma quando le ho risposto che era meglio smettere e ho provato a spostarla, lei ha riso prendendomi in giro e dicendo che non c'era problema, anzi era una bella cosa che alla mia età avessi ancora certe reazioni.
Dai continuiamo a guardare, mi ha ordinato senza possibilità di replica e così abbiamo fatto, mentre sua nonna sullo schermo mostrava anche il suo bel sedere in primissimo piano davanti alla telecamera.
Nonno ma tu quando entri in scena, mi ha chiesto a un certo punto Michela, visto che il filmato sembrava continuare esclusivamente con Laura nuda che si esibiva in varie pose più o meno sconce.
In effetti buona parte di quel filmato numero uno è una specie di prova generale e contiene 25 minuti di nudità femminile esibita ma il finale diventa molto più caldo quando, appoggiata la telecamera sul cavalletto sono salito sul letto insieme a mia moglie. 
Laura che si era toccata ma senza arrivare al culmine e quindi era molto eccitata da quella situazione in cui era la protagonista principale, mi ha praticamente levato di dosso i vestiti. 
Probabilmente voleva coinvolgere anche me nello stesso modo in cui era coinvolta lei nel filmato e quindi mi ha preso per il pene diventato durissimo e mi ha portato verso il fondo del letto, proprio davanti all'obiettivo. 
Nel filmato si vede Laura che impugna il mio pene come uno scettro e lo mostra a un immaginario operatore dietro la telecamera.
I successivi pochi minuti proseguono con lei che mi masturba teneramente, scappucciando il mio pene che stringe affettuosamente con una mano, mentre l'altra mi sostiene le palle gonfie. 
Nel finale il filmato si interrompe un po' bruscamente, mentre mia moglie china la testa a dare un bacio sulla cappella turgida e luccicante sotto le luci del grande lampadario Veneziano appeso al soffitto.

Videocassetta Numero Due
Nonno ma ti rendi conto che hai avuto un'erezione proprio qui sotto di me, mi ha chiesto mia nipote Michela mentre la videocassetta si riavvolgeva in automatico. 
Non sapendo cosa dire sono rimasto zitto ad aspettare che lei facesse o dicesse qualcosa ma restando in silenzio Michela si è alzata e ha inserito la cassetta numero due nel videoregistratore.
Pensavo che volesse cambiare posizione per guardare la seconda puntata di quel film porno amatoriale che vedeva protagonisti i suoi nonni, invece è tornata a sedersi sul mio grembo, mentre sullo schermo apparivano altre immagini molto calde. 
La memoria con gli anni si sfalda ma l'uomo ha inventato dei metodi per ritrovare quello che si è perso e i nostri video amatoriali ne sono l'esempio. 
Mi ero praticamente dimenticato di quell'episodio ma rivedere il mio pene ripreso da me stesso dall'alto, con Laura che lo stava leccando come se fosse un gelato, mi ha riportato indietro nel tempo.
E immagino che abbia eccitato non soltanto me ma anche Michela che ha cominciato ad agitare il suo bel culetto strofinandolo sulla mia erezione, nascosta sotto di lei mentre fingevo che nulla fosse 
Il secondo filmato è una mezz'oretta molto più interessante del primo, anche se più scontato, in cui Laura inizia con la sua bocca che accoglie il mio pene e lo coccola di labbra e di lingua.
Dopo qualche minuto di quel dolcissimo trattamento c'è un interruzione durante la quale ho rimesso la telecamera sul cavalletto e sono tornato da lei sul letto. 
C'è una posizione particolare che Laura preferiva quando facevamo l'amore, con lei che stava prona sul letto e io che la prendevo da dietro, infilandomi in entrambi i suoi buchini. 
Lei è sempre stata molto aperta e accogliente e a me lasciava il compito di scegliere da quale parte entrare, perché le piaceva essere penetrata sia nel primo che nel secondo canale.
Quella posizione è anche molto buona quando si realizzano dei filmati amatoriali e quindi abbiamo unito l'utile al dilettevole per almeno una decina di minuti, durante i quali così uniti non facciamo altro che gemere e sudare. 
L'unica cosa che non si capisce guardando il filmato è se sono dentro la sua deliziosa fichetta, oppure nel suo stretto ma nello stesso tempo apertissimo buchetto posteriore.
Se Michela non me lo avesse chiesto per soddisfare la sua curiosità, probabilmente non ci avrei pensato più di tanto ma le ho risposto che in quel filmato ero alle prese col buco più stretto di mia moglie.
D'altronde Laura non ha mai sofferto la sodomia nemmeno la prima volta in cui ci abbiamo provato e mi ha dimostrato di essere molto portata per quel tipo di amore selvaggio ma più sicuro. 
È stato quindi molto naturale per lei esibirsi e godere col mio pene che le sfondava il suo bellissimo culetto, mentre la tenevo stretta per i fianchi.
Dopo il suo orgasmo durato molto a lungo, probabilmente per l'eccitazione sollecitata dalla sua esibizione pornografica, io sono uscito senza lieto fine dal suo delizioso culetto.
In quel momento il filmato si interrompe un'altra volta perché ho ripreso in mano la telecamera e l'ho puntata direttamente sul viso di Laura, mentre teneva tra le labbra il mio pene pronto a eiaculare.
Qualche minuto dopo un pompino fantastico, sono venuto nella sua bocca ansimando e grugnendo come un porco, con i miei gemiti registrati per bene dalla telecamera, ottima anche nell'audio. 
Il finale molto lieto vede Laura sorridere all'obiettivo e mandare giù il mio liquido seminale, felice di avermi dato un piacere intenso e delizioso.

Videocassetta Numero Tre
Nonno direi che te la cavavi molto bene sia come amante che come operatore cinematografico, si è complimentata Michela che mi stava abbracciata ma fortunatamente aveva smesso di strofinare il suo culetto sulla mia erezione.
Sì perché se avesse continuato così non credo che sarei riuscito a trattenermi dal venire nelle mutande e non sarebbe stata una gran bella cosa. 
Specialmente alla luce di quello che è successo dopo, quando la mia dolcissima nipotina mi ha confessato di essersi molto eccitata davanti alle immagini amatoriali dei suoi nonni in amore. 
Nonno senti come sono bagnata, mi ha detto Michela con una voce suadente e io non sono riuscito a trattenermi dal posare una mano tra le sue cosce calde e sudate. 
Lei le ha aperte quel tanto che bastava da permettere al taglio della mia mano di aderire alla sua fessura protetta dalle mutandine, il cui tessuto si era completamente infradiciato.
L'ho accarezzata così, mentre lei se ne stava con la testa rannicchiata sulla mia spalla e sospirava sempre più rumorosamente, mano a mano che si avvicinava al piacere.
Il guaio è stato che mentre la toccavo intimamente, ha ripreso a strusciare il culetto sul mio pene duro e nel momento in cui non sono riuscito a trattenermi non ho voluto interrompere il suo piacere e così sono venuto in silenzio, nelle mutande.
Dopo aver goduto, la mia meravigliosa nipotina mi è rimasta per un po' in braccio, con la mia mano tra le gambe che ha smesso di accarezzarla ma non di toccarla.
È stato molto bello cullarla mentre sembrava che dovesse assopirsi grazie alle sensazioni piacevoli appena provate, in seguito alla visione del film amatoriale e delle mie carezze. 
Quando ha riaperto gli occhi come se si fosse appena svegliata da un sonno profondo, si è resa conto che qualcosa doveva essere successo sotto di lei, visto che non sentiva più la durezza del mio pene in erezione. 
Mi ha chiesto se fossi venuto anch'io e le ho sorriso per tranquillizzarla e le ho rivelato come avessi appena eiaculato nello slip per causa sua.
Michela mi ha chiesto scusa per essere stata così egoista ma quelle carezze incestuose l'avevano fatta uscire di testa e godere molto intensamente. 
Solo in quel momento ha liberato la mia mano dalla stretta delle sue cosce e io ho portato le dita al naso per assaporare il profumo della sua fichetta acerba ma molto bagnata. 
Nonno vieni che andiamo in bagno a ripulirti, mi ha detto mentre si alzava in piedi davanti a me, con le gambe che ancora le tremavano un po', proprio come le mie.
E davanti allo specchio sul lavandino del bagno Michela mi ha sbottonato i pantaloni lasciandoli cadere a terra, poi mi ha abbassato gli slip e ha visto il mio pene col seme incrostato nel tessuto, tra i peli pubici e sulla cappella.
Senza alcun timore ha pensato lei a insaponarmi l'uccello e a fare scomparire ogni traccia di sperma sia dal pene che dalle mutande che ha lavato personalmente. 
Nonno, se ti scappa di fare pipì posso aiutarti anche nella minzione, mi ha sussurrato la più bella, disponibile e maliziosa nipotina che abbia mai avuto.
E visto che c'eravamo, ho lasciato che si impadronisse del mio pene sgonfio e lo accudisse durante una lunga pisciata nel lavandino.
Dopo quella reciproca soddisfazione siamo tornati sul sofà a guardare con più calma il terzo capitolo della filmografia hard dei suoi nonni. 
Al giorno d'oggi in cui il porno più o meno casalingo si trova senza alcun problema su internet devo dire che quel filmato mi è apparso abbastanza banale. 
Una serie di unioni carnali tra un uomo e una donna davanti a una telecamera alle volte fissa alle volte no, che dopo un po' diventano troppo ripetitive.
Ovviamente all'epoca non essendoci una tale diffusione di porno casalingo, per mia moglie e per me quelle cassette prima girate e poi riviste, furono il carburante della nostra eccitazione.
Ho provato a spiegarlo a Michela che magari non è sembrata molto interessata a questo ma in compenso mi ha fatto i complimenti come attore e come regista. 
Adesso però abbiamo scoperto che entrambi abbiamo una passione per il porno casalingo vintage e un grande segreto tra di noi, il nostro incesto. 
Dopo quella prima volta in cui abbiamo goduto insieme in maniera spezzata e non proprio del tutto soddisfacente, durante la visione delle altre cassette, abbiamo fatto qualcosa di più che toccarci.
Michela la seconda volta, dopo aver atteso che mi diventasse duro, si è levata le mutandine ed è venuta a sedersi sul mio pene che è scivolato facilmente dentro di lei, profondamente.
Mentre mi cavalcava abbiamo guardato un'altra cassetta in cui mi esibivo insieme a sua nonna ma stavolta non più nell'albergo di Livorno ma in un altro molto simile sulla riviera del Conero. 
Ma prima di infilarsi il mio pene nella sua strettissima fichetta, la mia dolce nipotina lo ha rivestito con un profilattico per evitare di creare a entrambi dei problemi difficilmente spiegabili in famiglia. 
E direi che ha fatto molto bene perché non ci ho messo molto a venirle dentro o meglio a venire dentro la gomma che purtroppo limita un po' le sensazioni ma il cui uso era indispensabile.
Fortunatamente anche lei, sarà stato per la situazione incestuosa o perché i film hard la eccitano parecchio, ci ha messo davvero poco tempo a godere.
Ora che Michela e io siamo diventati amanti, oltre a guardare i miei vecchi filmini amatoriali, ne giriamo dei nuovi tutti nostri ma è lei l'operatrice e la regista con quel suo smartphone che è anche una piccola telecamera ad alta definizione.
E come le piace puntare l'obiettivo sul mio pene e accostare il suo bel viso per baciarmelo e leccarmelo, fino all'eruzione di sperma finale che lei adora sentire sulla sua pelle delicata.
Ogni tanto ma solo a me, a lei assolutamente no, mi capita di sentire un po' di rimorso per questo incesto gradevolissimo ma peccaminoso.
E quando confesso di sentirmi un po' colpevole, Michela mi sorride e mi canzona, dicendo che non stiamo facendo male a nessuno, anzi è solo piacere.
Inoltre, come studi scientifici dimostrano, alla mia età e non solo, è d'uopo mantenere sana la prostata e uno dei modi migliori e piacevoli è eiaculare almeno una volta al giorno.
E ora lo faccio sempre, con l'aiuto di Michela sia quando viene a trovarmi di persona che quando non può e ci sentiamo in chat.
Ma anche quelle volte che lei non è lì con me e io sono costretto a masturbarmi, la troietta mi invia delle bellissime immagini mentre nuda si tocca anche lei.
Mi basta leggere quelle parole che mi invia, dai nonno sborra, sborra per me che sottolineano le immagini della sua fichetta mentre se la delizia, che raggiungo l'orgasmo e mantengo sana la mia prostata.
END




La Suocera 4

Dai non prendermi in giro, dice mia moglie con la solita aria annoiata, dimostrando che non crede a una parola di quello che le ho detto che è successo stamattina tra me e sua madre.
Prendo la sua mano e la porto al mio pene spostando lo slip, affinché lei possa stringermi e sentire come abbia perso la tensione del giorno prima.
Lei sorride e mi dice che per quanto ne sa potrei anche essermi fatto una sega, ed essermi liberato della tensione sessuale accumulata.
Cerco di convincerla spiegandole minuziosamente come sua madre mi abbia accolto tra le sue labbra, mi abbia consentito di eiaculare e finalmente di saziarmi, almeno per il momento. 
La nostra conversazione avviene come al solito verso sera dopo cena, quando lei è stanca dopo una giornata trascorsa ad arrostire sotto il sole, ma stasera sembra più interessata a quello che le sto dicendo.
Il suo interesse però lo trovo un po' strano perché adesso vuole sapere per filo e per segno quello che è successo tra sua madre e me ma non mostra la gelosia che dovrebbe mostrare una figlia che viene cornificata dalla madre. 
Anzi, con mia grande sorpresa prende il mio viso tra le mani e mi regala un bacino casto labbra su labbra e poi mi ringrazia per essermi preso cura della sua mamma. 
La sua reazione mi lascia stranito ma non riesco a lasciar perdere e lasciare che se ne vada a dormire, perché vorrei capire bene cosa sta succedendo. 
Lo sai bene, mi dice mia moglie, che dopo un trauma come quello che ha passato ha bisogno anche di tutto l'affetto possibile da parte dei suoi familiari.
Su questo siamo d'accordo le rispondo ma un conto è starle vicino spiritualmente e un conto è che lei, dopo avermi sedotto, mi faccia un pompino.
Mia moglie sorride comprensiva, guarda che non sono affatto gelosa di mia madre e le voglio così bene che le perdono anche di averti sedotto. 
E ti ringrazio per averla aiutata a superare un brutto momento, anche in una maniera non proprio normale nell'ambito dei rapporti familiari che ci sono tra noi.
Se non trasecolo e non le rispondo è solo perché sta sbadigliando talmente tanto che capisco di doverla lasciare in pace, così che si addormenti.
Il fatto è che questa situazione mi eccita e mi elettrizza nuovamente e rende il mio pene di nuovo duro ma a questo punto c'è soltanto una cosa che posso fare. 
Lascio mia moglie addormentata nel letto ed esco sul terrazzo, scavalco il muretto vedendo che la luce dentro la camera di mia suocera è accesa. 
Busso al vetro e lei viene ad aprirmi sorridendo ed esce fuori con me sul terrazzo per chiarire la situazione che sei venuta a creare tra noi. 
Le spiego che ho provato a raccontare a sua figlia tutto quello che è avvenuto e che prima è rimasta incredula e dopo è stata contenta di quel pompino che mi ha regalato. 
Mia suocera è sempre stata molto comprensiva con la figlia anche perché ha soltanto lei è forse questo un po' spiega il rapporto speciale tra loro due. 
Adesso mi sorride e mi fa i complimenti per essere stato così onesto con mia moglie e averle raccontato tutto quanto è successo, visto che secondo lei non tutti l'avrebbero fatto. 
La sua mano si posa sulla mia e l'elettricità che mi attraversa da capo a piedi rende il mio pene durissimo e le mie palle nuovamente gonfie e desiderose di svuotamento. 
Sotto il prendisole che indossa non ha nient'altro che la sua pelle morbida e vellutata che non mi impedisce di accarezzare quando la abbraccio. 
Appoggia il bel culone sul muretto e sbottona l'abitino leggero in maniera da poter allargare le gambe e darmi la possibilità di chiavarla lì sopra.
Non mi lascia nemmeno la possibilità di tirar fuori il pene, perché la sua mano è molto più rapida della mia ad afferrarlo e a portarlo a contatto con la sua fessura.
Scivolo dentro di lei con una facilità impressionante, dovuta all'umidità della sua fica eccitata tanto quanto lo è il mio cazzo che la sta penetrando.
La mia dolce suocera allaccia le gambe dietro il mio culo spingendomi contro il suo ventre ancora di più in profondità lasciando fuori solo le palle.
I suoi sospiri sono così deliziosi che continuo a spingere dentro di lei con molta lentezza, cercando di trattenere il desiderio che ho di sfondarla come un ariete.
Adoro i suoi lamenti a ogni colpo che riceve e così comincio ad aumentarne l'intensità, ricevendo in cambio dei gridolini di piacere sempre più alti. 
Probabilmente il tono della sua voce sempre più forte deve aver svegliato mia moglie che si affaccia sul terrazzo aprendo la porta finestra. 
Ma nemmeno la sua presenza mi costringe a interrompere quella chiavata così intensa che porta mia suocere ad avere un orgasmo proprio in quel momento.
Osservo stralunato mia moglie avvicinarsi ma senza smettere di spingermi dentro mia suocera e di certo l'avrei fatto se fossi sicuro che sua figlia non avrebbe approvato la nostra unione carnale.
Lo sguardo di mia moglie è quello di una donna piena d'amore verso di me e verso anche di sua madre che sta godendo intensamente e a quel punto mi lascio andare e sborro dentro quella fica matura e vogliosa.
Mentre ansimo gemendo per il piacere, la mano di mia moglie si posa sulla mia che stacco dalla pelle vellutata di mia suocera, per ricambiare la sua stretta.
Attimi bellissimi e prolungati di piacere come mai mi era accaduto prima, facendo l'amore con mia moglie ma questo credo che non riuscirò mai a confessarglielo.
Quando smettiamo di tremare e mia suocera e io ci stacchiamo, si accorge della presenza della figlia e io riesco a cogliere lo sguardo d'Intesa tra le due donne. 
Immagino che non potesse essere diversamente, non era possibile che quello che è accaduto non lo avessero concordato prima tra madre e figlia.
A me non cambia nulla se non che ora mi trovo ad avere due donne meravigliose da amare e da soddisfare e se da una parte in questo modo mia suocera é rifiorita, allo stesso modo è rifiorito anche il rapporto sessuale con mia moglie. 
Abbiamo ripreso a fare l'amore come quando ci siamo conosciuti e il diavoletto dentro di me mi sussurra che l'aver chiavato la madre, deve essere stato un ottimo incentivo per la figlia per tornare la femmina che è sempre stata e che per un po' era andata in letargo.
Come ho detto all'inizio non è sempre facile trovare l'accordo tra moglie e marito per trascorrere delle ottime vacanze quando si hanno gusti un po' diversi. 
Ma con l'aiuto di mia suocera direi che non solo questa sarà la più bella vacanza della mia vita ma anche il ritorno non sarà così triste come avveniva normalmente.
Anzi, sono sicuro che una volta tornati a casa, il nostro menage a trois sarà ancora più intenso e ci unirà tutti e tre come mai prima.
END

La Suocera 3

Riesco a parlare da solo con mia moglie soltanto verso sera e a bassa voce perché nella camera accanto non vorrei che mia suocera potesse sentire quello che sto dicendo. 
Per fortuna il sole nel pomeriggio ci ha impedito di metterci nudi l'una di fianco all'altro e sono rimasto rintanato in camera, disteso sul mio letto ad accarezzarmi l'uccello, indeciso se masturbarmi o portare in dote a mia moglie la mia eccitazione.
Solo che dopo cena mia moglie come sempre comincia a sonnecchiare e la presenza del mio pene eretto al suo fianco non la impressiona più di tanto. 
In effetti avrei avuto tanto bisogno di un suo aiuto per sfogare la tensione che avevo dentro ma capisco che lei non ne abbia voglia. 
Cerco di mettermi tranquillo ma non riesco a non tentare di provare a parlarle di quello che è successo con sua madre e del mio turbamento per averla vista nuda. 
Ma anche questo tentativo non ha successo perché mia moglie sembra non solo assonnata ma anche disinteressata alle mie parole e nemmeno quando, per provocare la sua reazione, le dico che mi sono messo nudo anche io davanti a sua madre, mostra di preoccuparsi.
Anzi mi mi spinge via dicendo che devo lasciarla dormire, che in fondo non è successo niente e d'altra parte sua madre è una donna ancora giovane e piacente e che se ne ho necessità posso sfogarmi da solo.
Non è facile mettermi tranquillo e trovare il sonno, con il pene che non si vuole sgonfiare, le palle che mi fanno male per la tensione e la sensazione di pesantezza allo stomaco che ho sempre, quando non riesco a sfogare la mia eccitazione.
Così comincio a sognare ad occhi aperti, fantasticando di recarmi nella stanza di mia suocera, per trovare con lei la pace dei sensi che mia moglie non ha intenzione di darmi.
Il sogno occhi aperti diventa un vero sogno a occhi chiusi che però è frammentato dai continui risvegli che proseguono fino al mattino, lasciandomi esausto e con le palle che fanno ancora più male.
Quando mi tiro giù dal letto sono ormai le dieci e l'uccello barzotto mi consente di fare una discreta pisciata, sognando di nuovo ad occhi aperti che ci sia mia suocera a tenerlo stretto mentre sgocciola.
Mia moglie è già scesa alla spiaggia e quando apro le imposte che danno sulla terrazza, vedo che mia suocera è di là dal muretto, distesa sul lettino e naturalmente tutta nuda.
Esco sul terrazzo e vado verso di lei direttamente chiedendole se vuole che le spalmi la crema solare e il suo alzarsi e venirmi incontro è la conferma che è consapevole del mio turbamento.
Per favore mettimi la crema dappertutto, mi sussurra con una voce che io interpreto come un semaforo verde per una qualsiasi intenzione io abbia.
Scavalco il muretto per riuscire più comodamente a toccare il suo corpo, dopo essermi messo sulle mani qualche goccia di crema solare. 
Restando alle sue spalle comincio dal collo e scendo giù fino alle sue natiche, come ha fatto lei ieri andando a infilare il dorso della mia mano fino a sfiorare più sotto la sua fica che trovo caldissima e umida.
I sospiri di mia suocera, invece che le proteste per essere stata toccata così intimamente, mi danno il coraggio di continuare e chiederle di girarsi verso di me.
Con molta naturalezza lei mi mostra la parte anteriore del suo corpo, i seni grandi e la pancia un po' sporgente, dopo la quale si intravede un cespuglio di peluria.
Quando le mie dita stringono i suoi capezzoli, i suoi sospiri aumentano di intensità fino a trasformarsi in gemiti di piacere e a quel punto lei mi chiede di fermarmi ma io non sono in grado di obbedirle. 
È da ieri che mi hai fatto impazzire, le dico prendendo la sua mano e portandola alla mia erezione, non puoi chiedermi di fermarmi ora dopo avermi provocato in questa maniera pazzesca. 
Mia suocera stringe il mio pene cominciando una lenta masturbazione mentre ci guardiamo negli occhi e riconosciamo la voglia che entrambi nutriamo sin dal giorno prima.
Senza dire una parola si china davanti a me e qualche momento dopo sono tra le sue labbra, mentre con le mani sostiene e accarezza dolcemente le mie palle dolenti.
Sborro copiosamente nella sua bocca in pochi istanti e lo sperma è talmente tanto, accumulato dal giorno prima, che tracima ai lati delle sue labbra, a dispetto della sua intenzione di mandare giù tutto.
Provo un piacere divino mentre mi svuoto nella sua bocca in lunghi istanti che sembrano non dover finire mai e devo dire che mai avevo provato delle sensazioni così intense, durante un pompino.
Quando mia suocera si rialza, il suo sorriso è quello compiaciuto di chi è soddisfatta di avere regalato lunghi istanti di piacere al proprio amante.
Continua 

La Suocera 2

Chiamo mia moglie col cellulare, tanto sono sicuro di non disturbarla visto che quando è stesa al sole, ormai non legge più ma chatta o fa quello che vuole fare sui social. 
Le spiego quello che è successo stamattina tra me e sua madre e lei si mette a ridere esattamente come aveva fatto mia suocera parlando del mio pene, la cui erezione era molto visibile. 
Dai su, cerca di essere comprensivo, in fondo ha subito un lutto da poco tempo e non mi pare il caso di essere troppo esigente e dobbiamo cercare di aiutarla a tornare alla vita normale, mi dice un secondo prima di chiudere la comunicazione. 
Dire che resto stranito è dire poco ma torno fuori a stendermi al sole e mia suocera è sempre lì, distesa pure lei ma completamente nuda e il mio ritorno non la impressiona per nulla.
Ripenso agli anni precedenti, quando ho sposato sua figlia con la quale mi sono trovato benissimo, sia dal punto di vista sessuale che sentimentale che familiare.
Forse ultimamente non facciamo più l'amore così spesso come prima ma dopo vent'anni di matrimonio credo sia una cosa abbastanza normale che il desiderio si affievolisca.
Con mia suocera ho sempre avuto un buon rapporto sin dall'inizio ma davvero molto superficiale, nel senso che non mi sono mai considerato come un figlio per lei e nemmeno lei è stata una madre aggiuntiva per me.
Siamo stati più vicini solo ultimamente, quando suo marito ha iniziato a stare poco bene e nel giro di qualche mese se n'è andato, lasciandola da sola.
D'altronde non abbiamo figli e mia suocera non ha dovuto esercitare la professione di nonna e questa cosa ha fatto sì che rimanessimo abbastanza distanti.
Mentre penso a queste cose, mia suocera si sta crogiolando al sole e notando il mio sguardo addosso al suo corpo esposto senza pudori, mi fa un saluto con la manina e poi si mette a ridere.
Richiamo mia moglie col cellulare e provo a spiegarle ancora meglio che sua madre mi ha proposto di togliermi il costume e di stare nudo come lei sul terrazzo sotto il sole. 
Dai non rompere, è la sua risposta, ma se ti va mettiti nudo pure te, così siete pari e tanto da quaggiù nessuno vi può vedere se siete nudi o chissa che altro, poi richiude di scatto la comunicazione, lasciandomi a bocca aperta. 
Senza pensare a quello che sto facendo mi alzo dal lettino e colgo il suo sguardo che ha notato il mio movimento, dopodiché mi abbasso il costume e resto nudo come lei, con la differenza che ho un pene in erezione che le punta dritto addosso.
E visto che ci sono la fotocopio la situazione di prima, chiedendole se non le dispiace di spalmarmi la crema sulla schiena e vado a sedermi sul muretto dandole le spalle e aspettando la sua reazione.
Dopo qualche istante sento le sue mani che delicatamente massaggiano le mie spalle e il mio collo dandomi un brivido pazzesco che si ripercuote fino al cazzo.
Le mani di mia suocera scendono lungo la mia schiena, a quel punto mi dice di alzarmi per poter proseguire e così lascio che le sue mani mi accarezzino il culo, con la scusa di mettermi la crema abbronzante.
La sua carezza spinge il dorso della sua mano nel solco tra le mie natiche e per un istante, quando mi sfiora il buchino, rischio di eiaculare ma per fortuna riesco a evitarlo e la sua mano smette di toccarmi così intimamente. 
Ancora qualche millimetro e se avesse continuato avrebbe trovato le mie palle gonfie e allora la sborrata sarebbe stata impossibile da evitare.
Continua 

La Suocera 1

Finalmente le ferie, un intero mese di riposo, potersi alzare con calma, non tardissimo, non sono più un teenager che resta a letto fino all'una del pomeriggio, con calma, alle 9 o alle 10 se mi va.
Abbiamo scelto un luogo magico, la Quercianella poco sotto Livorno, in un albergo che è perfetto per chi come me odia stare in spiagge affollate o per mia moglie che adora stendersi al sole fosse pure in un carnaio tipo Rimini d'agosto.
Qui alla Quercianella io resto in camera e se voglio stendermi al sole lo posso fare in tranquillità, senza sabbia e senza gente che rompe le palle, uscendo sulla terrazza che domina il mare e lo stabilimento balneare qua sotto. 
Mia moglie invece scende laggiù, si va a mescolare alla calca che in questo mese è davvero tanta, si mette le cuffiette e riesce ad astrarsi dal mondo e ad abbronzarsi nello stesso tempo.
Quest'anno ci siamo portati mia suocera che è rimasta da poco vedova e quando mia moglie mi ha chiesto di trovare un posto per tre, ho scovato il nostro albergo che ha messo a disposizione una camera anche per lei, a fianco alla nostra, con un terrazzo che confina col nostro.
Non potevo dire di no a mia moglie che è molto affezionata alla madre, anche se il morto non è suo padre, perché è nata da una storia precedente di mia suocera con uno che, dopo averla messa incinta, l'ha abbandonata.
Successivamente ha sposato un altro uomo col quale ha vissuto per anni fino alla sua morte, avvenuta purtroppo qualche mese fa con nostro grande dispiacere.
Nella penombra della stanza guardo le lancette fosforescenti dell'orologio subacqueo cinese che mi ricorda che sono già le 9 del mattino, ora di alzarsi.
Vado in bagno per una pisciata, sistemo il letto dopo essermi infilato i pantaloncini e la maglietta e scendo a ritirare il vassoio con la colazione che gentilmente la direzione dell'albergo mi concede di consumare in camera, o meglio sul terrazzo.
Ed è mentre sono seduto sotto un ombrellone che mi ripara dal sole bollente che la vedo uscire sul terrazzo, nuda, senza fare caso alla mia presenza, bella ed eccitante più di quanto avessi mai creduto fosse possibile.
Mia suocera ha sessant'anni ma un fisico fantastico, molto diverso da sua figlia, ha seni grandi, grande culo e cosce padane, insomma una matura Giunone nuda davanti ai miei occhi avidi.
Quando si accorge della mia presenza non fa una piega, sorride, mi dà il buongiorno e resta distesa sotto il sole sullo sdraio, visto che, a quanto pare, a differenza della figlia non ama la confusione della spiaggia.
La osservo mentre l'erezione irrompe nel costume che mi sono messo per restare a oziare tutta la mattinata sotto l'ombrellone, sperando che la suocera non noti il gonfiore appena nascosto.
L'unica cosa che indossa sono gli occhiali da sole e posso notare come sia una donna all'antica che non si depila ma tiene in ordine la peluria che ricopre la sua fica, a differenza della figlia che invece non ha un cespuglio simile.
Quando mi chiede di spalmarle la crema solare, venendosi a sedere sul muretto che divide i due terrazzi, sento il pene esplodere, mi alzo senza preoccuparmi che lei possa notare come rischi di uscire dalla tana e quasi tremando obbedisco.
Fortunatamente è di spalle e si limita a chiedermi di arrivare con la crema solare dove non riesce, sulla schiena fino al bel culone al quale però pensa lei.
Poi torna a distendersi sotto il sole, ma prima di concentrarsi sulla rivista che ha in mano, mi dice con noncuranza che anche io potrei mettermi completamente nudo, tanto, parole sue, il mio pene si vede tale e quale ora che è in erezione.
E poi, visto che il mio cazzo sarebbe la zona più delicata, sarebbe disposta a spalmarmi proprio lì la crema solare, dopodiché si mette a ridere della battuta e della mia reazione a quella situazione.
Continua 

Picnic Sull'Erba

Laura non credeva ai suoi occhi ma quelli non mentivano e nemmeno mentiva il pene del cugino Franco, enorme e durissimo, puntato al cielo come un missile. 
Non aveva mentito nemmeno la cugina Sandra che prima di lei aveva fatto conoscenza col pene del cugino Franco e che le aveva passato l'informazione intima, a cui però Laura non aveva dato retta.
Vedere per credere, aveva detto Laura e la cugina Sandra aveva risposto che le avrebbe fatto toccare con mano quella ottava meraviglia.
I tre cugini, figli di 3 tra fratelli e sorelle, si erano appartati con la scusa di un pic-nic sull'erba, in un posticino deserto che di solito era usato dagli innamorati di notte, per incontri amorosi e carnali.
Qui arrivati, dopo aver sistemato un grande plaid sul prato e appoggiato il capiente frigo portatile, si erano spogliati tutti e tre nello stesso momento.
Laura si era seduta con le mutandine umide ma di solito era sempre così, Sandra invece le aveva completamente bagnate sapendo cosa le aspettava, Franco semplicemente era arrivato con una erezione spettacolare, dovuta al pensiero di ritrovarsi con due cuginette pronte a deliziare il suo pene. 
Sandra aveva approfittato sia della maggiore età rispetto a Laura, che del fatto di avere scoperto per prima la dotazione del cugino Franco ed era andata a sedersi sul suo grembo, impalandosi senza fatica su quel fallo gigante.
Ma non eri vergine, le aveva chiesto Laura tra lo sbigottito e il goloso, vedendola che si infilava quello scettro nella fica con grande nonchalance.
Visto che Sandra era rimasta senza respiro e senza parole sentendosi riempire fino alla gola dal pene di Franco, fu il cugino superdotato a spiegare a Laura l'arcano.
Si, Sandra aveva perso la verginità con lui, esattamente due giorni prima, nel bagno di casa sua, quando Franco era andato a farle visita e rimasti soli, a un certo punto lui aveva chiesto di usufruire del bagno.
Mentre stava facendo pipì si era accorto che Sandra lo guardava stupita ed eccitata dalla porta socchiusa e l'aveva invitata a tenerlo stretto mentre finiva la minzione.
Senza farselo ripetere due volte, Sandra era entrata e abbracciandolo da dietro, aveva preso possesso di quel pene che faticava a tenere con una mano sola. Anche perché sotto il suo tocco, il sesso del cugino si era eretto e aveva smesso di sgocciolare pioggia dorata, minacciando a breve di schizzare seme caldo.
Sandra che non era completamente digiuna di sesso a dispetto della giovane età, aveva avuto una bellissima idea e portandoselo dietro tendendo per l'uccello, era andata a sedersi sulla lavatrice.
Aperte le giovani cosce e spostato le mutandine fradice per fare passare agevolermente il pene di Franco, aveva accolto per la prima volta un uomo dentro di sé.
Franco era stato davvero gentile e delicato nel deflorarla e non le aveva fatto troppo male, anzi non ci aveva messo molto a godere quel pene che sembrava un treno che entrava in galleria, ne usciva, ne entrava e ancora e ancora, ad libitum.
Insomma aveva perso la verginità e aveva anche goduto intensamente, senza provare particolare dolore, lasciando solo qualche traccia rossa sul pene di Franco una volta che lui si era sfilato via.
Il cugino oltre a sverginarla con passione ma con rispetto con quel cazzo da record, si era dimostrato anche un ottimo mezzofondista, resistendo fino a farla venire un paio di volte.
Naturalmente Sandra lo aveva premiato col primo pompino effettuato nella sua giovane vita e ne aveva assaggiato il liquido seminale, trovandolo dolce e salato ma assai gustoso.
E ora Sandra era assisa sul trono di Regina, o meglio, pensò Laura, sul trono da gran troia a giudicare da come si dimenava cavalcando Franco.
Laura anche lei a quel punto completamente bagnata tra le gambe, attese elettrizzata che la cuginetta terninasse la cavalcata e poi un po' timorosa andò a mettersi al suo posto.
Cautamente, tenendo aperte con dita tremanti le piccole labbra, avvolse prima la cappella grossa e turgida di Franco e dopo essersi accertata di non farsi male, inglobò l'asta, fino alle palle.
Solamente quando lo sentì tutto dentro avvertì un doloretto che rapidamente cessò, lasciando il posto a tremiti di piacere che sconvolsero il suo giovanissimo e acerbo corpicino.
Arrivata in fondo, rialzò il culetto fino a quando capì che dopo l'asta, anche la cappella rischiava di sgusciare via dalla sua fica, così tornò a sedersi e a scendere sul pene tenendolo prigioniero.
Gemendo come una cagnetta in calore arrivo al piacere che esplose dentro di lei come una piccola esplosione atomica e quando le ondate orgasmiche terminarono, si sfilò il grande uccello di Franco dalla fica e si gettò sul plaid, tremando di felicità.
I due cugini la raggiunsero, la coprirono amorevolmente con i loro corpi e attesero che Laura si riprendesse e smettesse di agitarsi, ricoprendola di baci e carezze.
Mentre tornava in sé, Sandra ripulì con un fazzolettino bagnato il bel cazzo di Franco dalle tracce rosse del sangue di vergine di Laura.
Dopodiché le concesse l'onore e l'onere di baciare per prima il pene che l'aveva deflorata e portata al piacere della chiavata.
Laura un po' meno impaurita ma sempre impressionata dal magnifico sesso del cugino, lo portò alle labbra per baciarlo e in quel momento la cugina Sandra unì le sue labbra per un doppio omaggio orale.
Laura e Sandra nel passato avevano già giocato tra loro, arrivando a baciarsi e a toccarsi a vicenda ma un conto erano alcune coccole Lesbo e un conto era baciarsi con un pene tra le rispettive labbra.
Un pene che d'improvviso iniziò a schizzare addosso alle due cugine una densa e copiosa sborrata che parve non dovere mai esaurirsi.
Ricoperte del liquido seminale di Franco il cui pene si era finalmente liberato dalla  tensione, le porcelline si ripulirono leccandosi via lo sperma del cuginetto.
Come inizio non era male pensò Laura sempre che il cugino Franco dimostrasse di avere la resistenza che occorre per soddisfare due porcelline come lei e la cuginetta Sandra. 
END

Riunione Di Famiglia

L'ho preparata per lungo tempo, dopo averla sedotta, sfruttando la sua parte Lesbo e devo dire che la ragazzina è davvero una di noi, una della famiglia, una cuginetta.
Non è stato difficile portarla nel mio bagno e poi nel mio letto, la complicità tra donne aiuta e la condivisione di momenti intimi come fare pipì è uno dei più comuni.
Abbiamo iniziato così, ad andare assieme e a guardarci sedute con la cascatella dorata tra le cosce che scendeva come eccitante colonna sonora.
La mia cuginetta poi non era ancora abituata a mantenere il suo boschetto pulito o almeno in ordine, così l'ho prima ripresa dolcemente e poi le ho proposto di depilarla io stessa.
Inutile dire che ha accettato che le togliessi quella peluria selvaggia che iniziava a crescere troppo perché non è più una bambina senza un pelino.
Mentre la depilavo ho capito che era eccitata anche lei quanto lo ero io nel vedere e toccare la sua fichetta acerba, con quel profumo acre di gioventù che emanava.
La parte migliore è stata dopo, quando per rendere meno fastidioso il rossore e il prurito che la piccina sentiva, ho iniziato a soffiare sul clitoride e non ho potuto resistere dal posarci sopra le mie labbra.
Lei non si è sottratta, mi è sembrato che lo desiderasse, almeno che desiderasse un po' di refrigerio o di sollievo sulla pelle delicata che si era arrossata.
E visto che a lei piaceva che la coccolassi così, le ho proposto di spalmarle una crema lenitiva e al suo assenso ho potuto toccare quel fiore profumato che stava per sbocciare.
Una ciliegia si sa che tira l'altra e dal massaggio lenitivo siamo passare alla carezza intima e alla masturbazione senza esitazione o vergogna, né da parte sua, né mia.
La sfioravo sempre più intensamente e lei mi guardava negli occhi e quello sguardo sono sicura fosse simile al mio quando il nonno mi prendeva in braccio e metteva la mano tra le mie cosce calde.
A proposito del nonno, lui è arrivato nel fine settimana, quando la cuginetta e io eravamo sole nella casa al mare dove trascorrevamo le vacanze.
La cuginetta sapeva che sarebbe venuto a stare con noi un paio di giorni e sapeva che avrebbe dovuto ampliare o suoi orizzonti sessuali.
Ma torniamo per un momento al giorno in cui l'ho prima depilata e poi fatta godere, a quegli attimi di smarrimento dopo l'orgasmo provocato dalle mie carezze.
La piccola quasi inebetita dalle sensazioni provate si è lasciata portare sotto la doccia e si è lasciata insaponare tutta, molto volentieri e facendo le fusa come una gatta in calore ed eccitandosi nuovamente sottoposta alle mie carezze sempre più intime.
Ho testato le parti erogene del suo corpicino, dal collo ai seni, dalle natiche ai suoi piedini e il risultato è stato che dopo quella doccia insieme siamo finite a letto a sfogare l'ulteriore passione che le era esplosa dentro.
E siccome non è una ragazzina egoista ci siamo unite in un focoso sixtynine durato un'infinità di orgasmi arrivati come onde a sconvolgere i nostri corpi incollati insieme.
Entrambe ci siamo ritrovate sconvolte dall'intensità della nostra passione e quel piacere selvaggio che ci siano donate a vicenda ci ha fatte diventare amanti.
E una volta conquistata, è stato facile parlarle del nonno, anche perché la piccola come me è sicuramente bisex e non disdegna il pene oltre alla fica, anzi.
Quando ho iniziato a parlare con lei del nonno e delle delizie che mi ha insegnato quando ero una ragazzina, il suo interesse è andato alle stelle.
Il nonno era intenzionato a venire da noi nel fine settimana ma non era sicuro e io con lui che avrebbe potuto sfogare i suoi istinti carnali e sconci.
Contava sulle mie capacità di seduzione, altrimenti si sarebbe dovuto accontentare di me e lasciare sola la cuginetta nella sua sua stanza a toccarsi in autonomia.
E invece al suo arrivo ha trovato due calde troiette affamate e pronte a esaudire i suoi desideri più sconci, esattamente come sperava il vecchio porcone.
Dopo i primi attimi di esitazione, la cuginetta non ha esitato a spogliarsi davanti allo sguardo deliziato di nonno che era già pronto grazie a una pastiglia blu.
E se lei non vedeva l'ora di esibire davanti a lui il suo corpo bello e giovane, lui ha immediatamente tirato fuori quel pene per cui era famoso, lungo, grosso e favoloso.
Purtroppo con l'età deve aiutarsi con la chimica per mantenere in erezione un sesso che non è mai stato "normale", grazie alle dimensioni insolite.
Se ripenso a quando me lo mostrò per la prima volta, mi bagno ancora le mutandine, che emozione quando mi lasciò sbottonare i suoi pantaloni e andare alla ricerca del suo pene.
Avevo poco più dell'età della cuginetta e nonno da un paio d'anni mi deliziava toccandomi e regalandomi momenti bellissimi ma io sapevo che c'era molto di più e volevo molto di più.
Lui invece era solito tenermi in braccio e dopo aver messo la mano tra le mie gambe, mi accarezzava da sopra le mutandine e rapidamente io godevo.
Col tempo aveva osato di più, infilando le dita dentro le mutandine fradice e sfiorandomi senza nessun ostacolo e i miei orgasmi erano divenuti più intensi.
Penso avesse paura di andare oltre, appena entrava dentro di me solamente con una falange, si ritirava come se avesse timore di deflorarmi.
Fui io a chiedere di più, a tenere quel dito che mi dava sensaziono stupende dentro di me e a invitarlo a rendermi donna, penetrandomi come fa un vero amante.
Nonno non ne volle sapere fino ai miei diciotto anni e una volta maggiorenne mi diede il privilegio di vedere da vicino la sua virilità eretta.
Quel giorno credo che non lo avesse nemmeno preventivato, perché quando lo strinsi dolcemente tra le dita, avvertii un profumo molto intenso che rivelava come non fosse proprio pulitissimo.
Ovviamente quell'odore forte di maschio non mi trattenne dal toccarglielo e poi baciarglielo, da troppo tempo lo desideravo.
Così come il sapore acre del suo seme non mi ha mai trattenuto dal farlo godere tra le mie labbra senza perdere una goccia di quel nettare dolce e salato insieme.
La mia cuginetta invece avrà il privilegio di gustare il pene di nonno molto prima di diventare maggiorenne e per questo un po' la invidio. 
Potrà provare quel piacere fantastico di sentirlo dentro per qualche anno in più rispetto a me ma intanto vediamo di aiutarla a ricevere degnamente il pene di nonno nei suoi buchini stretti e delicati.
Anche se mi dà l'idea  di una che potrebbe farcela tranquillamente da sola col nonno e il suo fantastico cazzo.
END

mercoledì 29 ottobre 2025

Amore Di Nonna

Amore di nonna vieni qui per favore, mi sento chiamare dalla sua camera da letto e io corro da lei, all'istante.
Ti piace il mio nuovo completino, è la domanda inutilmente retorica che mi pone, mentre il mio pene si inalbera.
Noto che la sua mano è dentro le mutandine, così le chiedo se si stava toccando e nonna sorride.
Salgo sul suo lettone matrimoniale e intanto mi tolgo la maglietta e appena le sono vicino anche lo slip.
Lo impugno davanti a lei che sorride un po' eccitata e un po' compiaciuta nel vedermi così eretto e devoto nei suoi confronti.
Lo sono da sempre, anche quando ero un bimbetto che non faceva altro che frignare e lei mi sopportava, baciando il mio pisello e ridendo felice della mia reazione beata.
A tredici anni ho scoperto che nonna oltre a volermi bene, mi amava, quando ha iniziato a masturbarmi.
Mi ha sorpreso in bagno che mi toccavo e invece di sgridarmi mi ha detto che ci avrebbe pensato lei e lo ha fatto.
A quattordici anni non è riuscita a evitare di andare oltre le carezze e per la prima volta ha preso il mio pene tra le labbra.
Quando sono venuto nella sua bocca, nonna è stata felice di scoprire quanto le piacesse il mio seme.
È così dolce, mi disse quella prima volta e così anche quelle successive, quando correvo da lei per un pompino.
A quindici anni ha detto che era entrata in menopausa e che voleva che la amassi completamente e così è stato.
Amore mettilo dentro, mi ha sussurrato mentre tutta nuda stava sdraiata sul letto e io ero lì davanti a lei, in ginocchio.
Che brividi quando le sono affondato dentro e la sua fica ha come risucchiato il mio pene, diventandone padrona.
Automaticamente ho iniziato a chiavarla e nonna è come impazzita sotto i miei colpi violenti e acerbi.
Vedendo che più ero rude e più le piaceva ho aumentato la velocità e nonna è venuta rapidamente e a lungo.
Non ho resistito e mentre lei godeva e mi diceva di lasciarmi andare, ho eiaculato dentro la sua fica in abbondanza.
A sedici anni il nostro rapporto era perfetto e mancava solo la ciliegina su una torta di piacere carnale e sborrate.
Dai facciamo qualcosa di diverso mi ha detto sorridendo della mia sorpresa, quando mi ha concesso il buchino.
Fa piano amore mio, ha sussurrato mentre davanti allo specchio ci vedevamo riflessi nel momento della nostra prima sodomia.
Ma non ha sofferto molto e anzi, dopo poco tempo mi ha invitato a sfondarla e a farla godere come una troia.
È stato meraviglioso incularla come desiderava e goderla definitivamente e completamente nel buchino stretto.
Bellissimo e formativo entrare dalla sua porta posteriore, davvero una meravigliosa lezione di educazione sessuale pratica.
Se sono diventato uomo presto è stato grazie a lei che si è concessa senza alcun limite e nessuna vergogna.
Sono tua nonna, mica tua madre mi diceva quando i primi tempi mi chiedevo se non fosse davvero peccato il nostro incesto.
E poi sono solo carezze diceva, poi solo pompini e poi sono in menopausa, mica puoi mettermi incinta.
E se fosse stata ancora fertile mi avrebbe concesso solo il suo meraviglioso e strettissimo buchetto.
END

martedì 28 ottobre 2025

La Finestra Sul Cortile

Quel giorno arrivai da zia portandomi dietro il cannocchiale che mi avevano regalato i miei per il mio compleanno.
Era uno strumento sufficientemente potente per poter spiare le finestre e le inquiline dei palazzi vicini.
Spesso riuscivo a cogliere di nascosto le femmine del vicinato mentre si spogliavano o facevano pipì.
Mi era capitato di sorprendere perfino una chiavata galeotta tra una mogliettina in calore e il suo amante.
Siccome mamma mi aveva mandato da zia per quel weekend, me lo ero portato per ogni evenienza.
Quello che non immaginavo era che zia trovasse interessante anche lei guardare nelle case dei vicini senza essere vista.
Ma andiamo per gradi, arrivato a casa sua dove vive da sola, mi ero inventato che il cannocchiale mi serviva per guardare le stelle.
Col risultato che lei mi aveva invece sorpreso a spiare la sua amica e vicina di casa che si chiama Vittoria.
Invece di arrabbiarsi, zia si era dimostrata curiosa quanto me.
Solo che a lei interessava un vicino che da un po' di tempo l'aveva irretita anche senza mai rivolgerle la parola.
Con un muto accordo passammo il weekend a spiare un po' per uno i nostri rispettivi interessati e interessate.
E mentre zia guardava il suo uomo, mi accorsi che aveva il vestito così sbottonato che i seni parevano voler andarsene a spasso, purtroppo trattenuti dal reggiseno.
Ma non solo, inconsciamente, con gli occhi incollati al cannocchiale, ogni tanto portava la mano tra le gambe, accarezzandosi da sopra il vestito.
A un certo punto, entrambi ci siamo ritrovati a masturbarci, lei osservando il suo amore segreto e io guardando lei che si toccava ardentemente.
Zia quando si è accorta della mia presenza e di quello che stavamo facendo insieme è arrossita ma non ha smesso di spiare e nemmeno di toccarsi.
Vuoi che faccia io, ho chiesto sfacciatamente a zia, e senza attendere risposta, sapendo bene che non avrebbe saputo dirmi di no, ho messo ma mano sulla sua.
Zia per qualche istante è parsa indecisa ma poi mordendosi le labbra mi ha lasciato fare, ha tolto la sua mano che ha portato al cannocchiale e mi ha dato campo libero.
Così ho scoperto che esiste qualcosa di meglio che masturbarsi spiando donne o uomini del vicinato.
Esiste quella meraviglia calda e umida che zia nasconde nelle mutandine e a cui da oggi io posso liberamente accedere, masturbando entrambi.
END

Mamma e Modella

Mamma no che non puoi sostituire Elena, lei è esattamente la modella che mi occorre per le foto da spedire a quel blog porno online che me le ha richieste.
Va bene, anche tu sei bionda ma hai un fisico molto più corposo, non dico che tu non sia bella ma sei giunonica, lei è molto più slanciata, scusa se te lo dico.
Mi dispiace perdere quei soldi, ne avevo bisogno per arrivare a fine mese ma pazienza, purtroppo con Elena abbiamo litigato e mi ha mandato a quel paese.
No, ti dico che non puoi sostituirla, per una unica ragione, in quelle foto lei doveva apparire insieme a me, o meglio, insieme al mio pene, capisci quello che voglio dire?
Si trattava di foto realmente porno, un porno casalingo, poco ginnico ma molto realistico e con un pizzico di sentimento, quello che provavo per Elena.
Soltanto foto di te anche se fossi tutta nuda non sarebbero quello che mi hanno richiesto, vogliono qualcosa di più di un bel corpo femminile, vogliono un po' d'azione.
Dai rimettiti i vestiti, tanto so come sei fatta e quella vestaglia verde trasparente ti sta benissimo e ti rende attraente ma sono sempre tuo figlio.
Va bene, qualche foto posso fartela ma anche se sei disposta a metterti in pose esplicite non penso che me le pagheranno volentieri dopo che Elena ha dato forfait.
Però sei venuta davvero bene ma quelle sono pose caste, dai prova a metterti davanti all'obiettivo allargando le gambe, facciamo un primo piano ginecologico.
Per fortuna sei completamente depilata e il tuo sesso è perfettamente visibile, se poi lo allarghi un po' ancora meglio, se avessi avuto il cespuglio di sicuro mi avrebbero bannato a vita dal blog, non vogliono le Milf, le mature, solo ragazze giovani.
Così va bene, apri un po' le piccole labbra, ai guardoni del blog piace, forse pensano che li dentro potrebbero infilarci i loro cazzetti da segaioli.
Così sei perfetta mamma, dai mettiti dentro le dita, come se ti stessi masturbando, si brava, spingile ancora in po' più dentro.
Peccato che vogliano solo foto e non un video perché i tuoi sospiri sono davvero eccitanti e un orgasmo in foto è muto, non è la stessa cosa che ripreso con la telecamera e con una colonna sonora di gemiti di piacere.
Va bene dai, adesso vengo da te, prima metto l'autoscatto così ogni tre secondi la fotocamera ti immortalerà insieme al mio pene che hai fatto diventare duro.
In questa posizione l'obiettivo fotograferà solamente te e il mio pene, allora tienilo stretto e muoviti lentamente su e giù con la mano, con l'altra accarezzami le palle.
Si, forse così il blog accetterà le foto anche se di una signora matura, l'importante è che non ci sia solo il tuo corpo ma che tu faccia cose sconce.
Certo che puoi prenderlo in bocca, magari prima bacialo per qualche scatto e solo dopo lascialo affondare tra le tue labbra fino alle palle.
Mamma quando sei pronta dovrò venire nella tua bocca, i lettori vogliono vedere non solo il pompino ma il  lieto fine liquido e possibilmente abbondante.
Quindi anche se non ti piace il sapore della sborra, non mandarla subito giù, lascia che la fotocamera ti riprenda con la bocca piena di sperma, è essenziale.
Ohhssiiimammaaa...vengoddio che bello, brava così, aspetta che finisca di schizzare seme caldo e poi girati verso l'obiettivo e lascia che si veda bene lo sperma prima di ingoiarlo.
Oddioooh mamma, come sei brava anche a ripulire il mio pene da ogni traccia di sperma, Elena può andare a fanculo, d'ora in avanti sarai tu la mia modella, unica e sola.
END 

La Nuora Giovane

Finalmente il silenzio della notte era totale, nella casa al buio potevo rilassare i miei sensi, seduto sulla sedia della cucina.
Alla mia età si fatica a sopportare molte cose, anche se riguardano coloro i quali ti sono più vicini, che ti amano e sono riamati.
Come i lamenti che provenivano dalla camera degli ospiti, in cui mio figlio e la sua ragazza si erano rinchiusi un'oretta prima.
D'accordo, è normale che i giovani si divertano ma diciamo che i ragazzi potevano farlo anche a casa di mia moglie, dalla quale sono separato.
Lei ha una abitazione più grande e accogliente, mentre io posso offrire loro solo una cameretta per gli ospiti, senza nemmeno un letto matrimoniale.
Ma Giulia, la ragazza di mio figlio, pare che con mia moglie non vada tanto d'accordo ma io non posso confermarlo perché con lei abbiamo divorziato e sono parte in causa.
Quindi in quei momenti in cui i ragazzi hanno bisogno di appartarsi, preferiscono venire da me, anche se l'offerta alberghiera è decisamente più modesta.
Sono arrivati a ora di cena a sorpresa ma portando le pizze e visto che non avevo niente di meglio da fare, ci ho messo le birre e il tavolo. 
Dopo cena i ragazzi se ne sono andati in camera a divertirsi, mentre io sono rimasto in cucina a guardare la TV ad un volume alto per coprire i rumori molesti che provocavano amandosi senza vergogna.
Di solito dopo qualche round si addormentano soddisfatti e dalla cucina invece che gemiti di piacere si sente il russare di mio figlio.
Beato lui che riesce a dormire come un angioletto, anzi beati i giovani, ho pensato seduto sulla scomoda sedia della cucina, in preda all'insonnia.
Ma non mi aspettavo che Giulia quasi nuda sgattaiolasse fuori dalla stanza degli ospiti per venire a cercare qualcosa da bere nel frigo.
E ancora meno mi aspettavo che si accorgesse  di me solo dopo aver prelevato una coca fresca, bibita che odio ma che tengo apposta per i ragazzi.
È rimasta immobile, accorgendosi della mia presenza quando, aprendo il frigo, ne è uscita una lama di luce che ha illuminato il sottoscritto lì vicino.
La stessa luce che mi ha permesso di vederla come se fosse giorno, con addosso soltanto le mutandine e il seno al vento.
I giovani di oggi non sono come noi, se. I fosse capitata una cosa così quando avevo i suoi anni, sarei fuggito in preda alla vergogna.
Giulia no, si è lasciata guardare e dal mio sguardo ha capito quanto piacere mi ha fatto posare gli occhi sul suo bellissimo corpicino.
Fa caldo, ha detto soltanto come per scusarsi e io ho annuito, altroché caldo le ho detto, sembra di essere nella savana, così per farla ridere.
Giulia ha riso divertita, non ha fatto proprio nulla per coprire il suo bel seno nudo e anzi ha stappato la lattina di coca e si è seduta vicino a me per berla nel buio.
Me ne ha offerto un po' dopo averne bevuto un sorso e io che la coca l'ho sempre schifata ho bevuto, solo per posare le labbra dove si erano posate le sue.
Non riesci a dormire, mi ha chiesto per nulla imbarazzata e tutto quello che sono riuscito a fare è annuire con la testa ma gli occhi addosso alle sue belle tettine.
Capita agli anziani, mi ha deriso bonariamente, poi mi ha chiesto scusa per la battuta, si è alzata e mi ha dato un bacio, sulla guancia.
Poi si è allontanata verso la camera da letto, lasciandomi solo con la mia erezione e la mia età troppo avanzata per chiederle se voleva provare il padre dopo che aveva provato il figlio. 
END

lunedì 27 ottobre 2025

La Signora Assunta Va Al Mare

Cazzo quanto è bona la Signora Assunta, malgrado l'età matura, malgrado le pelle del viso riveli la sua vera età, malgrado tutto, quelle tette da fantascienza mi fanno rizzare ogni volta che viene in spiaggia e chiede sdraio e ombrellone.
Le piacciono i costumi dai colori vivaci come lei, le piace esibire il suo corpo anche piacente e gode degli sguardi dei maschi anche giovani come il sottoscritto che si posano su di lei.
La Signora Assunta è sposata ma il marito non si fa mai vedere in spiaggia, come i due figli che sono troppo impegnati a farsi i cazzi loro per pensare a quelli di mamma.
Così lei è libera di esibirsi ma anche di trovare conforto dagli altri bagnanti, partendo dal gestore del bagno dove lavoro e dal bagnino che sono io, oltre ad altre avventure fuori dalla mia conoscenza.
Il mio datore di lavoro è stato il primo a godere delle grazie della Signora Assunta che ha ottenuto uno sconto notevole sulla tariffa sdraio più ombrellone con un pompino al giorno.
La prima volta che è arrivata ho notato subito quella Signora matura col costume color fucsia acceso, sparire in una delle cabine spogliatoio con il mio titolare.
Dopo una decina di minuti ne sono usciti entrambi, lui soddisfatto con una espressione di beatitudine che mi ha detto di sistemarla in una delle prime posizioni più vicine al mare.
Lei che invece quando le ho sistemato ombrellone e sdraio mi ha sorriso, soppesando con lo sguardo puntato sul mio costume, il pene che vi era nascosto sotto.
E siccome a differenza del mio titolare che è suo coetaneo, io ho metà dei suoi anni, dopo avermi invitato nello stesso spogliatoio mi ha concesso molto di più di un fugace pompino.
Mettimelo nel culo, mi ha sussurrato ordinandomi di sodomizzarla, dopo essersi abbassata le mutandine e appoggiata alla parete in legno.
E come è noto, dato che la cliente ha sempre ragione, ho tirato fuori il pene eretto che puntava al suo buchetto posteriore, come un missile a ricerca di calore.
E che calore dentro quel pertugio apertissimo ma elastico che si è richiuso sul mio cazzo come un guanto di velluto ma simile a una morsa.
La Signora Assunta non ci ha messo molto a costringermi alla resa e nello stesso tempo a godere, gemendo come una troia e chiedendomi di confermaglielo.
Che piacere è stato venire dentro il suo buchino accogliente e scaricare tutte le tensioni e i pensieri di questo mondo di merda. 
Tra l'altro devo ammettere che prima dell'arrivo della Signora Assunta, i rapporti tra il titolare e il sottoscritto erano un po' ai ferri corti, con me a chiedergli un aumento e lui a rifiutare.
Ero arrivato perfino a minacciare di andarmene via, lasciando senza bagnino e tuttofare e solo la presenza di quella favolosa e vogliosa Signora mi ha trattenuto dal licenziarmi.
Ma non solo, nello stesso tempo quel pompino quotidiano ha reso molto più malleabile il padrone che dopo un paio di eiaculazioni nella bocca della Signora Assunta, spontaneamente mi ha offerto un piccolo aumento in busta.
Non un granché, qualche decina di euro ma sempre meglio che nulla, unito a una sodomia al giorno che la Signora Assunta mi  garantisce e gradisce assai.
Ma non siamo i soli a godere delle sue dolci attenzioni, perché capita che la Signora Assunta seduca spesso qualche marito lasciato solo dalla consorte in spiaggia.
Anche mariti giovani che accudiscono figlioletti piccoli che non riescono a resistere a quelle grandi tette esibite senza pudore e alle voglie mature e calde di Assunta.
Uno mi ha perfino chiesto di dare una occhiata al pargolo per dargli il tempo di appartarsi con la Signora Assunta nella solita cabina.
Con un po' di gelosia ho esaudito la sua richiesta e dal breve tempo che hanno impiegato, credo che si sia trattato di un velocissimo pompino.
Ma questo è quello che sappiamo di lei quando frequenta il nostro stabilimento balneare, perché anche la sera la Signora Assunta non frena le sue passioni.
E secondo un vicino di casa che ha usufruito nella tranquillità della sua abitazione delle doti erotiche della Signora, non si limita a un uomo per volta.
La sera oltre a esibirsi con addosso vestiti leggeri sul lungomare, è solita appartarsi proprio qui, sulla spiaggia, dove alla luce della luna ci sono maschi che fanno la fila per un suo pompino. 
Insomma è davvero una femmina bollente e assetata di seme caldo e denso della quale non è mai sazia, aperta a ogni esperienza sessuale con perfetti sconosciuti.
Se non dovessi alzarmi presto per andare a lavorare e se non avessi già assaggiato le delizie che la Signora Assunta dispensa di giorno, andrei anche io a ingrossare la fila degli ammiratori delle sue abilità fellatorie.
Aspetterò domattina, verso le dieci per seguirla nello spogliatoio e godermi il suo buco più stretto e prezioso, nel frattempo penso alla Signora Assunta e mi masturbo prima di mettermi a dormire.
END