sabato 25 ottobre 2025

L'Etoile I

Entro in silenzio nel grande salone che l'Etoile ha attrezzato tempo fa per allenarsi, ora per mantenersi in forma.
Saranno dieci metri per cinque, con dei corrimano lungo tutte e due le pareti più lunghe e altrettanti specchi su un pavimento tutto di legno.
Mi fermo appena entrato, sulla sinistra una scrivania posata su di un tappeto che a occhio e croce è di grande valore.
Lei mi attende seduta come la maestra sul piano della cattedra e si alza appena ho varcato la porta, vestita in maniera da levarmi il respiro.
Il negligè che indossa non nasconde assolutamente nulla del suo corpo che malgrado l'età è ancora in perfetta forma.
L'Etoile mi sorride, conscia del mio turbamento, io ballo nuda, naturalmente quando posso, qui a casa mia, sussurra con una voce incredibilmente erotica.
Mi avvicino e ci stringiamo la mano, così noto che l'unico vero segno della sua età matura è il colore dei lunghi capelli che a quanto pare non tinge.
Il suo viso invece i segni del tempo li nasconde con la cosmesi che risulta però piuttosto leggera, non volgare e non invadente.
Penso a quasi un mese fa, quando la titolare dell'agenzia di auto blu per cui lavoro, mi ha convocato in ufficio.
Ho un lavoro importante e continuativo, mi ha detto con un sorriso da gatta che si è appena mangiata il topolino.
Una mia amica mi ha chiesto di trovarle un autista fidato e professionale per andare a servizio da una famosa Etoile della danza internazionale che si è appena ritirata dalle scene.
Sul momento ho pensato che si trattasse di una fregatura che la mia titolare voleva darmi per "vendicarsi" della rottura del nostro rapporto non molto tempo fa.
Invece no, il motivo della scelta era un altro, perché rispetto agli altri autisti in azienda, io ero notevolmente dotato, come lei sapeva bene.
L'Etoile, mi ha detto la titolare e mia ex, è alla ricerca di un tuttofare in realtà, uno che oltre a portarla in giro con la sua Mercedes, le soddisfi qualche altro desiderio, capisci cosa intendo.
Ho annuito mentre lei continuava spiegandomi che l'Etoile, che odiava salire sugli aerei, ora che non lavorava più, andava in giro per l'Italia solo con l'auto.
Mentre pensavo se accettare o meno, la mia titolare mi è venuta vicino, con una mano rapace ha afferrato il mio "pacco" e mi ha detto che voleva accettarsi che io fossi ancora così ben dotato e idoneo al servizio.
Siccome di solito in quelle condizioni mi viene duro, le ho dimostrato non solo che le dimensioni del mio pene sono rimaste le stesse ma anche le prestazioni.
Propri lì, sulla scrivania del suo ufficio, che abbiamo sgombrato da carte e ammenicoli vari affinché lei potesse sedersi, aprire le cosce e farmi entrare nella sua accogliente fica, come ai vecchi tempi.
Purtroppo solo per una sveltina, intensa ma non troppo soddisfacente per entrambi e questo è il guaio per chi si incapriccia di donne con un mestiere di comando.
Hanno sempre tanta voglia ma pochissimo tempo
Quindi portare in giro l'Etoile, che aveva smesso di danzare in pubblico, era il lavoro ideale, anche per gli extra che prometteva.
Ho accettato il lavoro e anche il dono che la mia titolare mi ha fatto dopo un orgasmo rapido ma intenso sulla sua scrivania.
È sempre stata molto brava con la bocca, anche se sospetto che dispensi pompini più che altro perché sa che tra le sue labbra un uomo viene rapidamente e lei tempo ne ha sempre avuto poco.
Ci è voluto un mese per perfezionare il mio contratto di lavoro durante il quale ho continuato a fare i soliti servizi di trasporto persone con sempre maggiore ansia, temendo che l'Etoile avesse cambiato idea.
Poi finalmente sono stato convocato da lei e oggi sono qui per affrontare un colloquio di lavoro, durante il quale lei deciderà se sono la persona giusta per il suo bisogno.
Continua 

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