venerdì 31 ottobre 2025

L'Esame Orale

Capita che una donna, arrivata a una certa età, senta la necessità di recuperare il tempo perduto, vale per diversi ambiti, tra cui anche quello della guida.
Amalia stava per raggiungere il sessantesimo anno nella sua vita che fino ad allora era stata tranquilla e senza scossoni.
Sposatasi presto con un uomo che per lei era stato tutto, padre, marito, amante, autista e non le aveva fatto fare un solo giorno di lavoro in vita sua.
Aveva esclusivamente pensato alla bella villetta in cui vivevano, simbolo di una discreta agiatezza dovuta al lavoro di lui che portava a casa uno stipendio molto generoso. 
Anche quando l'aveva lasciata a causa di un imprevisto e improvviso infarto, l'aveva fatto con oculatezza, grazie a una specifica assicurazione sulla vita, stipulata decenni prima.
Amalia all'improvviso si era ritrovata una donna libera da qualsiasi condizionamento, in modo particolare da quello economico e poi anche familiare.
Aveva scoperto di essere in grado di subentrare al defunto consorte ad esempio in banca e in tutte quelle situazioni che prima controllava solo lui.
Due cose le mancavano dopo un normale periodo di lutto, la prima era un uomo che la scaldasse la notte e in quello il suo povero marito era sempre stato molto bravo e attento anche al suo piacere, mai egoista e quindi ottimo amante.
La seconda era il potersi muovere agevolmente, dato che la villetta in cui vivevano era situata in campagna anche se in un luogo non isolato.
La lussuosa Mercedes che riposava in garage l'aveva acquistata e guidata il consorte defunto che la accompagnava dove Amalia desiderava. 
Non le era rimasto altro da fare che iscriversi a scuola guida e affrontare quella esperienza che le sembrava quasi insormontabile ma di cui aveva bisogno, per non dover chiamare sempre un taxi.
Stare nella piccola aula insieme a una torma di ragazzini non le piaceva per nulla, anche perché odiava dover studiare quelle nozioni noiose tecniche o rispondere alle domande.
Diversamente adorava le guide grazie a un giovane istruttore carino e molto gentile, che mai si agitava se sbagliava qualcosa e anzi la consolava con molta tranquillità in caso di errori.
Amalia si presentava sempre in orario alle guide che grazie alla sua libertà d'azione poteva fare al mattino, da sola con il suo istruttore preferito.
Era anche bravina a dire la verità ma c'è da dire che l'istruttore non la riprendeva mai se faceva qualche errore, anche perché lei si sedeva al volante con quelle gonne sopra il ginocchio e le autoreggenti che lo distraevano un po' dalle sue mansioni.
Purtroppo al primo esame di teoria fu bocciata e pure al secondo e per la vergogna smise di frequentare le lezioni ma l'istruttore che aveva irretito con le cosce e le calze nere, andò a trovarla a casa per capire come mai.
Lo accolse felice del suo interessamento e gli offri un tè coi biscotti che aveva preparato con le sue mani e gli spiegò perché stava marinando la scuola guida.
L'istruttore dopo aver riflettuto a lungo, le disse che forse c'era la maniera di superare entrambi gli esami ma Amalia avrebbe dovuto essere molto gentile con l'esaminatore che seguiva la teoria e la guida.
Quando gli chiede cosa intendesse per essere gentile, l'istruttore si alzò in piedi, si slacciò i jeans e abbassato lo slip le mise sotto gli occhi una bella erezione.
La gentilezza consisteva nel prendere in bocca il pene dell'esaminatore sia per la teoria che per la pratica, ma prima toccava all'istruttore che doveva verificare la a sua abilità all'orale.
Amalia dopo la morte del marito che risaliva a circa un anno prima, non aveva più visto un pene e quello dell'istruttore non era affatto male e lei con la bocca era sempre stata molto abile, parola del defunto consorte.
Non le costò affatto fatica inginocchiarsi e avvicinare le labbra a quella cappella turgida che aspettava solo di ricevete le sue attenzioni intime.
Nemmeno il profumo e il sapore acre di quel sesso eccitato le impedirono di esibirsi in una performance da urlo che culminò in una copiosa sborrata che mandò giù interamente.
L'istruttore quando ebbe finito di tremare, si sistemò mutande e calzoni e piacevolmente sconvolto dalla prestazione orale di Amalia, le disse che era molto più brava così che alla guida e che sicuramente anche l'esaminatore sarebbe stato d'accordo e l'esame superato.
Una settimana dopo affrontò da sola l'esame di teoria in un'aula vuota in cui erano presenti solo lei e l'esaminatore che dopo i quiz scritti le fece qualche domandina, tipo che tempo fa fuori o di che colore è il limone.
Fu promossa con ancora un bocca il sapore del pene e del seme dell'esaminatore che aveva deliziato poco prima con un pompino da competizione.
Il giorno dell'esame di guida, si mise al volante con qualche esitazione, a fianco aveva l'istruttore e sui sedili posteriori l'esaminatore.
Appena furono lontani dalla scuola guida, l'istruttore la fece accostare in una zona deserta in campagna e le disse di andare dietro con l'esaminatore, il quale si fece trovare con l'erezione pronta per le labbra di Amalia che si gettò sul pene ritto con la solita voluttà.
Alla seconda sborrata nella sua avida bocca, corrispose il secondo successo nell'esame di guida e Amalia ottenne così la tanto agognata patente.
Fu lo stesso istruttore ad andare di persona a consegnargliela a casa sua e visto che c'era le chiese di farlo godere come aveva già fatto in precedenza con lui e con l'esaminatore.
Amalia non solo esaudi il desiderio di lui ma invece di limitarsi a un pompino rapido all'impiedi, se lo portò in camera da letto dove passarono lietamente un'oretta buona a darsi piacere.
E ancora oggi che sono passati un paio d'anni dal conseguimento della patente, Amalia riceve la visita dell'istruttore oppure con la Mercedes finalmente tirata fuori dal garage, lo raggiunge in albergo per consumare una notte d'amore insieme.
E la ritrovata autonomia automobilistica le permette di andare dove e quando vuole a divertirsi con altri amici conosciuti e goduti dopo il conseguimento della patente.
END

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