Il ragazzo l'aiutò anche a lavare i piatti e a rigovernare la cucina, mentre il marito se ne andava coricarsi e finalmente si toglieva dalle palle.
Sistemata la cucina il ragazzo le chiese se poteva fare una doccia, visto che aveva sudato abbondantemente tutta la mattina sotto il sole e naturalmente Nonna Luisa lo accontentò.
Lo accompagnò in bagno, tirò fuori dall'armadio un telo sufficientemente ampio per le sue dimensioni e fece per uscire e lasciarlo solo.
In quel momento il ragazzo le mise una mano sul braccio e la fermò, chiedendole di aiutarlo a lavarsi sotto la doccia, proprio come aveva fatto un tempo.
Nonna Luisa avvertì la fiamma tra le gambe divampare e sorridendo al nipote gli accordò quella gentilezza, sentendosi tornare giovane.
Toglimelo tu, le disse sussurrando il nipote, riferendosi al costume sotto il quale il suo pene non aveva smesso di restare duro, gonfiandolo per bene.
Nonna Luisa con le mani tremanti ritrovò la sua femminilità e con le dita sotto l'elastico dello slip, lo fece calare fino alle caviglie.
Il pene del nipote sbucò fuori come una molla e la colpì delicatamente sulla guancia, facendo ridere entrambi ma di un riso turbato ed eccitato.
Devi fare pipì, chiese Nonna Luisa inginocchiata di fronte al giovanotto ma ottenne in cambio solo una serie di guaiti come di un cucciolo in calore che monta la sua femmina.
Forse il ragazzo aveva anche bisogno di svuotare la vescica ma prima di quella voleva svuotare le palle che Nonna Luisa accarezzò, rendendosi conto di quanto fossero gonfie e dolenti.
Il pene del nipote aveva un profumo acre di chi aveva sudato parecchio, avendolo lavato soltanto il giorno prima e a lei quel profumo e quel sapore piacevano da morire.
Sapeva che il ragazzo non desiderava altro che godere e così provvide a masturbarlo, mentre lo baciava ripetutamente sulla cappella, sentendola vibrare di eccitazione.
Quando lui esplose, riversando nella sua bocca una cascata di seme denso e salato, Nonna Luisa lo coadiuvò fino all'ultimo tremito, all'ultima stilla di miele di maschio, ingoiando tutto.
Fece fatica ad attendere che il nipote si riprendesse da quel delizioso pompino e poi lo invitò a fare pipì davanti ai suoi occhi affamati.
Fu lei stessa a mantenere tra le sue dita tremanti il pene sgonfiato che gocciolava pioggia dorata nel lavandino e scherzando lui le disse che aveva imparato a non bagnare tutto intorno quando pisciava.
Nonna Luisa che gli avrebbe concesso tranquillamente di fare pipì nella sua bocca, oltre che sul suo corpo, gli disse che sapeva che era un bravo ragazzo che sapeva usare il pene in ogni occasione.
Dopo averlo aiutato nella minzione, lo fece distendere nella vasca piena d'acqua calda e lo lavò da capo a piedi, facendo molta attenzione a insaponare quel pene che non era più quello di un ragazzino.
Nonna Luisa, che sentiva dentro una voglia feroce di godere, tanta era l'eccitazione che provava, si sarebbe accontentata di dare piacere al nipote.
Fu il ragazzo a condurla per mano nella sua camera da letto per concludere degnamente quella giornata iniziata al sole.
Fu lui a spogliarla malgrado la sua ritrosia e poi a farla stendere sul letto a una piazza e mezzo e ad aprirle le gambe per avere accesso alla sua fica bagnatissima.
La vergogna di Nonna Luisa per non essere perfettamente depilata e pulita, passò quando lui infilò nella sua fessura il suo pene e prese a chiavarla con ardore.
Avendolo soddisfatto poco prima, il giovane si dimostrò particolarmente abile e duraturo, capace di farla godere più volte in maniera intensa ed esemplare.
Mentre il ragazzo veniva dentro di lei, Nonna Luisa pensò che stavolta il passato era davvero tornato ed ebbe un orgasmo intenso, come non provava da tempo immemore.
E quando poco dopo, ancora ansimanti dopo la loro unione carnale lo disse al nipote, il giovanotto sorridendo le spiegò che quello era soltanto l'inizio.
Perché aveva intenzione di rendere il presente ancora più caldo e piacevole del loro passato intimo.
END
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