Sentiva ancora addosso il peso del suo corpo ma soprattutto quello dei suoi colpi, ricevuti standole di spalle, che le avevano procurato un piacere indicibile e una discreta serie di ematomi.
Avvertiva un bruciore ancora molto intenso al buchino che lui aveva sfondato senza preoccuparsi di maltrattarlo e poi l'aveva tenuta stretta con forza, con i polpastrelli affondati nei suoi fianchi, per impedirle di sottrarsi alla sua furia.
Ma Angela non sarebbe mai scappata da un maschio così affamato, anche a costo di soffrire, come infatti era successo quando lui, dopo i primi colpi di assestamento, l'aveva posseduta senza alcun riguardo.
Ora lo guardava con un misto di timore ma anche di ammirazione per quel corpo così perfetto, mentre lei da sempre si sentiva inadeguata e diversa da tutte le altre.
Le venne in una voglia pazza di assaggiare il suo buchino, proprio come lui aveva fatto prima di sodomizzarla senza pietà, così andò a mettersi su di lui, accarezzandogli le natiche che gli allargò e poi tuffò la lingua nel solco.
Samuel, che le era apparso da subito un bellissimo nome adeguato al suo amante dalla pelle d'ebano, la lasciò fare per un po' ma poi parve infastidito e si girò mettendole sotto il naso il suo pene enorme per quanto sgonfio, dopo che era venuto dentro di lei.
Ma se l'idea di infilargli la lingua nel culo era stata una piccola pazzia di quelle a cui era sempre stata abituata fin da quando era una ragazzina che dispensava pugnette agli anziani del bar sotto casa, la visione di quel paletto di carne le risvegliò il solito fuoco che sentiva dentro quando aveva un bel maschio vicino.
Cominciò a stuzzicare la voglia di Samuel accarezzandogli le palle che ora erano molto meno in tensione, mentre con la lingua gli accarezzava l'asta e arrivava fino alla cappella turgida.
Giocò ad assaggiare quel pene che rispetto a prima aveva un sapore più intenso, dovuto alla precedente penetrazione anale con eiaculazione finale.
Il sapore suo e di Samuel si erano mescolati e a lei quell'aroma piaceva in maniera particolare e Angela non si tratteneva mai dall'assaggio se non dall'intero ingoio, quando un uomo le chiedeva un pompino.
Il gioco divenne qualcosa di più, quando l'immenso pene nero di Samuel si rizzò davanti al suo sguardo deliziato e capì che erano pronti per il secondo round.
Amore dai cosa aspetti, lo incitò e poi si mise proprio come una mezz'oretta prima col culo per aria, come fanno le gatte quando sono disposte a farsi montare.
Esattamente come prima, Samuel le fu addosso e senza ricorrere ad alcuna lubrificazione, spinse la sua cappella contro il buchetto rimasto spalancato di Angela che gridò quando lo sentì entrare.
Quella sensazione bruciante di dolore e piacere insieme rendeva la sua vita e la sua situazione passabile, gli orgasmi sofferti che provava quando un uomo affondava dentro di lei, erano una specie di medicina per affrontare la realtà.
Samuel fotocopiò la sodomia precedente quasi con gli stessi gesti e le stesse impronte sul corpo di Angela ma aggiunse un paio di sculacciate che resero ancora più eccitante la loro unione carnale.
E come ogni volta che un uomo si spingeva dentro di lei completamente fino alle palle, il piacere arrivò rapido dopo qualche minuto di spinte sudate e gemiti di passione caldissima.
Ma aveva sottovalutato Samuel e la sua dedizione un po' violenta al piacere, così lo stallone, sentendola rantolare prossima all'orgasmo, allungò la mano afferrando il piccolo pene di Angela che si era eretto e stava gocciolando.
Le succedeva molto spesso di eiaculare mentre un uomo la sodomizzava ma non sempre i suoi amori fallaci arrivavano a darle piacere, toccandole l'unica parte maschile del suo corpo.
Nessun uomo poi glielo aveva mai preso tra le labbra per ricambiare lo stesso gesto e ancora meno, nessun uomo le aveva concesso di sborrargli in bocca.
Solo quando si appartava in un bagno pubblico o sugli angusti sedili di una macchina con una donna fornita di pene come era lei, riusciva ad avere oltre che a dare quel particolare piacere.
Almeno Samuel aveva trovato il coraggio di toccarla, anche se magari quella carezza gli avrebbe provocato qualche senso di colpa verso la sua virilità, minacciata da una inesistente omosessualità.
In compenso la sua furia, mentre la penetrava era quasi aumentata, come se dovesse compensare la masturbazione con dei colpi ancora più violenti e decisi.
Ma Angela in quel momento era ormai in paradiso e il suo corpo era sconvolto da quel doppio piacere che Samuel le stava regalando, mugolando come un cucciolo in calore alla monta.
Una seconda iniezione di sperma caldo colò dentro le sue viscere e in quel momento volle premiare il suo precario amante, con grida di addolorato piacere, alle quali Samuel rispose bofonchiando che era proprio una grandissima troia.
Angela sapeva che una volta finiti quei momenti pieni di brividi e godimento, sarebbe tornata l'Angela cupa e scontenta di sempre ma non poteva farci nulla.
Tutto quello che poteva fare era lasciarsi andare e godere il più possibile in quella maniera sconcia e dolorosa che per un po' le faceva dimenticare di non essere così femmina come avrebbe voluto.
E poi era grata Samuel che aveva stretto il suo pene e l'aveva masturbata, dandole ulteriori sensazioni piacevolissime mentre veniva, col suo pene enorme che le sfondava il culo.
Per prolungare quei momenti piacevoli in cui riusciva a dimenticare tutto quanto, Angela dopo che Samuel fu uscito dal suo buco più stretto, si accoccolò sul suo ventre e con la lingua gli accarezzò il pene dalle palle fino alla cappella, ripulendo ogni traccia di seme.
Viveva per quei momenti, anche se sapeva bene che Samuel o chi per lui sarebbe scomparso dopo qualche appuntamento per sfogare le sue voglie.
Ti è piaciuto, gli chiese con la solita curiosità post-coito e lo stallone nero allungò una mano ad accarezzare i capelli e confermò di aver goduto tantissimo.
Samuel che in fondo non era poi soltanto un paletto di carne da sfondamento, cogliendo lo sguardo di Angela che si era fatto triste, le sorrise e le disse che era bellissima, una bellissima troia.
Non sono nemmeno una donna, gli rispose lei con lo sguardo basso ma Samuel scuotendo la testa le disse che era molto meglio di una donna perché aveva qualcosa di più.
Ed era anche per quello che aveva accettato l'appuntamento sapendo bene e sarebbe sfociato in un incontro carnale tra due esseri umani che ne avevano bisogno.
Angela alzò il viso, lo guardò negli occhi e capì che Samuel le stava dicendo la verità e non era solo una frase di comodo per tirarle su il morale.
Qualche istante dopo lo sentì russare leggermente, segno che anche lui era provato, dopo averla montata con quella furia e averla goduta due volte con un doppio versamento di sperma.
E così anche lei si mise tranquilla al suo fianco per provare a dormire un po' e riposarsi, mentre con una mano gli carezzava dolcemente il pene sgonfiato.
A quella carezza tenera Samuel rispose con un mugolio di piacere, così anche Angela chiese gli occhi e si dispose a partire per il mondo dei sogni, quel mondo in cui sperava di trovarsi meglio rispetto a quello reale.
END
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