martedì 21 ottobre 2025

Lady Love and Jimi

Quindi era vero, non si trattava soltanto di una leggenda che Jimi fosse dotato di un pene eccezionale, quasi quanto il suo talento per la chitarra elettrica.
Lady Love era in piedi, di fianco al letto su cui Jimi era disteso, distrutto e addormentato, dopo una nottata di musica e di eccessi chimici e alcolici.
Un po' triste, conoscendo il destino che attendeva da lì a poco il più grande chitarrista mai apparso sulla faccia della terra, Lady Love ripensò a qualche ora prima del salto.
Quando l'intelligenza artificiale che utilizzava per gli spostamenti temporali  l'aveva avvisata di stare pronta, perché Jimi Hendrix era stato agganciato, nell'estate del 1970, in un albergo Londinese.
Dopo una rapida doccia era arrivato il messaggio definitivo che le preannunciava la partenza, dal 2025 al 1970, un salto di soli 55 anni, altre volte era andata ancora più indietro.
Nuda e profumata com'era, Lady Love era corsa alla capsula del tempo che nascondeva in cantina e che aveva trovato già programmata dalla AI per il salto all'indietro nel tempo.
Con mano tremante aveve aperto la porta di quella che sembrava una bara, vi si era adagiata richiudendone il coperchio in plexiglass e aveva chiuso gli occhi.
Immediatamente era partito il conto alla rovescia, 2025, 2024, 2023 e nel giro di qualche istante sul display era apparso il 1970, dicembre, novembre, ottobre, settembre, agosto e poi un lampo.
Aveva riaperto gli occhi il 20 Agosto del 1970 e si era ritrovata nella camera di albergo di Jimi che dormiva nella penombra.
Avvicinatasi al letto lo aveva visto disteso sulla schiena, braccia aperte come un cristo nero in croce, il pene enorme malgrado fosse a riposo, disteso sul ventre.
Stranamente Jimi quella notte era solo, non c'erano altre donne a contendere a Lady Love il suo favoloso cazzo e quella era una fortuna.
Seduta sul bordo del lettone matrimoniale, Lady Love allungò la mano a sfiorare il grande uccello nero che immediatamente sobbalzò, malgrado Jimi ronfasse della grossa.
Impugnatolo come uno scettro, Lady Love iniziò a masturbarlo lentamente,  ascoltando i sospiri del musicista addormentato farsi sempre più profondi.
Quando Jimi aprì gli occhi, Lady Love non gli lasciò il tempo di dire o fare nulla, si chinò e glielo prese in bocca un po' a fatica, date le sue dimensioni.
Jimi cominciò a uggiolare come un cane in calore e pensando che il suo trip era davvero infinito, richiuse gli occhi e si abbandonò al pompino.
Ma Lady Love non aveva nessuna intenzione di accontentarsi solo della fellatio e dopo aver assaporato quel pene d'ebano, salì in sella, impalandosi su Jimi che scivolò dentro di lei senza alcuna fatica.
Una volta che Jimi le fu dentro, Lady Love gli prese le mani e le portò ai seni, pregandolo di strizzarle i capezzoli eretti che parevano ogive di proiettile e che erano il suo principale segno di riconoscimento.
Sentendosi piena di Jimi dal ventre alla gola, Lady Love iniziò cautamente la cavalcata, per poi accelerare e passare a un trotto rapido che divenne un galoppo forsennato nel giro di qualche minuto.
Non le occorse molto tempo per arrivare a un orgasmo intenso e rumoroso che anticipò di qualche istante quello di Jimi che venne generosamente dentro di lei.
Il piacere travolse entrambi e Lady Love non smise di cavalcare Jimi nemmeno dopo che i tremiti che avvertiva ogni volta che godeva si furono placati.
E dopo la piacevole tempesta, Lady Love fu deliziata dal sentire che il pene dentro la sua fica non aveva nessuna intenzione di sgonfiarsi ma restava ancora durissimo.
Fosse stato per lei avrebbe continuato a cavalcare Jimi per ore e e ore ma era ormai mattino, la luce filtrava dalle imposte e cosa ancora più importante, il suo tempo stava per scadere.
Come una Cenerentola nuda e col seme di Jimi che le colava lungo l'interno delle cosce, Lady Love si staccò a malincuore dal suo cazzo ancora eretto.
Prima di dirgli addio si chinò a baciare la cappella turgida, lucida e ancora bagnata da qualche goccina di sperma che asportò, leccandola accuratamente.
Alzatasi dal letto, col povero Jimi che la osservava come un amante tradito che vede l'amata fuggire via, Lady Love arretrò di un passo, poi due, tre e l'istante successivo scomparve.
Come ogni volta il salto di ritorno la vide riapparire sdraiata nella capsula del tempo, nuda, ancora profumata e col seme di Jimi Hendrix sulle labbra e dentro di lei.
Quando rimise i piedi a terra nella cantina di casa fu costretta ad attendere qualche istante perché il tremolio si calmasse e poi tornò di sopra. 
E come ogni volta andò ad aprire il frigo per cercare qualcosa da mangiare, perché a causa o del salto o della splendida ma rapida chiavata, aveva una fame da lupa.
Seduta al tavolo della cucina ripensò all'esperienza appena goduta e si disse che il tempo passato con Jimi era stato troppo poco.
Doveva trovare il modo di prolungare la sua permanenza dopo ogni salto, in modo da rendere le sue performance erotiche ancora più intense e piacevoli.
E per questo avrebbe dovuto parlare con il suo mentore e inventore del salto nel tempo, col quale aveva iniziato a collaborare da un po' di tempo.
Ma questa è un'altra storia.
END

Nessun commento:

Posta un commento