Abbiamo scelto un luogo magico, la Quercianella poco sotto Livorno, in un albergo che è perfetto per chi come me odia stare in spiagge affollate o per mia moglie che adora stendersi al sole fosse pure in un carnaio tipo Rimini d'agosto.
Qui alla Quercianella io resto in camera e se voglio stendermi al sole lo posso fare in tranquillità, senza sabbia e senza gente che rompe le palle, uscendo sulla terrazza che domina il mare e lo stabilimento balneare qua sotto.
Mia moglie invece scende laggiù, si va a mescolare alla calca che in questo mese è davvero tanta, si mette le cuffiette e riesce ad astrarsi dal mondo e ad abbronzarsi nello stesso tempo.
Quest'anno ci siamo portati mia suocera che è rimasta da poco vedova e quando mia moglie mi ha chiesto di trovare un posto per tre, ho scovato il nostro albergo che ha messo a disposizione una camera anche per lei, a fianco alla nostra, con un terrazzo che confina col nostro.
Non potevo dire di no a mia moglie che è molto affezionata alla madre, anche se il morto non è suo padre, perché è nata da una storia precedente di mia suocera con uno che, dopo averla messa incinta, l'ha abbandonata.
Successivamente ha sposato un altro uomo col quale ha vissuto per anni fino alla sua morte, avvenuta purtroppo qualche mese fa con nostro grande dispiacere.
Nella penombra della stanza guardo le lancette fosforescenti dell'orologio subacqueo cinese che mi ricorda che sono già le 9 del mattino, ora di alzarsi.
Vado in bagno per una pisciata, sistemo il letto dopo essermi infilato i pantaloncini e la maglietta e scendo a ritirare il vassoio con la colazione che gentilmente la direzione dell'albergo mi concede di consumare in camera, o meglio sul terrazzo.
Ed è mentre sono seduto sotto un ombrellone che mi ripara dal sole bollente che la vedo uscire sul terrazzo, nuda, senza fare caso alla mia presenza, bella ed eccitante più di quanto avessi mai creduto fosse possibile.
Mia suocera ha sessant'anni ma un fisico fantastico, molto diverso da sua figlia, ha seni grandi, grande culo e cosce padane, insomma una matura Giunone nuda davanti ai miei occhi avidi.
Quando si accorge della mia presenza non fa una piega, sorride, mi dà il buongiorno e resta distesa sotto il sole sullo sdraio, visto che, a quanto pare, a differenza della figlia non ama la confusione della spiaggia.
La osservo mentre l'erezione irrompe nel costume che mi sono messo per restare a oziare tutta la mattinata sotto l'ombrellone, sperando che la suocera non noti il gonfiore appena nascosto.
L'unica cosa che indossa sono gli occhiali da sole e posso notare come sia una donna all'antica che non si depila ma tiene in ordine la peluria che ricopre la sua fica, a differenza della figlia che invece non ha un cespuglio simile.
Quando mi chiede di spalmarle la crema solare, venendosi a sedere sul muretto che divide i due terrazzi, sento il pene esplodere, mi alzo senza preoccuparmi che lei possa notare come rischi di uscire dalla tana e quasi tremando obbedisco.
Fortunatamente è di spalle e si limita a chiedermi di arrivare con la crema solare dove non riesce, sulla schiena fino al bel culone al quale però pensa lei.
Poi torna a distendersi sotto il sole, ma prima di concentrarsi sulla rivista che ha in mano, mi dice con noncuranza che anche io potrei mettermi completamente nudo, tanto, parole sue, il mio pene si vede tale e quale ora che è in erezione.
E poi, visto che il mio cazzo sarebbe la zona più delicata, sarebbe disposta a spalmarmi proprio lì la crema solare, dopodiché si mette a ridere della battuta e della mia reazione a quella situazione.
Continua
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