lunedì 27 ottobre 2025

L'Etoile III

Il mattino seguente mi sono alzato tardissimo e completamente imbambolato, dopo una notte d'amore rovente con entrambe le donne che erano diventate le mie amanti.
Quando sono sceso in cucina le ho trovate seminude che stavano facendo colazione e mi hanno invitato a prendere con loro caffè e croissant. 
È stato magnifico ascoltare i loro complimenti rivolti al mio pene e alla resistenza dimostrata la notte precedente che aveva prodotto una serie di orgasmi da entrambe molto graditi. 
Quando la giovanissima segretaria è andata in bagno a fare pipì e io avevo appena terminato il mio caffè, l'Etoile mi si è avvicinata e la sua mano è corsa subito al mio pene che è diventato di marmo all'istante. 
Mentre me lo stringeva forte e io non riuscivo a respirare, mi ha chiesto se fosse stato piacevole anche per me, essermi trovato con tutte e due nello stesso letto.
Che altro potevo rispondere se non che era stato semplicemente fantastico e mi consideravo assai fortunato ad avere trovato un lavoro come quello, che univa l'utile al dilettevole.
Ma il bello è stato quando ho detto qualcosa a riguardo alla giovanissima e caldissima segretaria, e l'Etoile, oltre ad essere d'accordo con me che si trattava di una splendida troietta, ha detto che doveva aver preso da sua madre.
Il sottinteso era che la giovanissima porcella era sua figlia e quando mi ha visto diventare tutto rosso davanti a quella confessione, si è messa a ridere apertamente. 
Mentre l'Etoile rideva accarezzandomi l'uccello, la figlia e segretaria è tornata e ha capito o forse ha afferrato dal bagno i discorsi della madre, ed è venuta anche lei a toccare il mio pene.
E mentre univa la mano a quella dell'Etoile sul mio cazzo, la figliola le ha detto di darle un bacio e le ho viste incollare le bocche come quelle di due amanti.
Hanno giocato tra loro davanti al mio sguardo nuovamente stupito e al mio pene irrigidito dall'eccitazione e dalle carezze masturbatorie di quelle due porcelle.
Poi la ragazza dimostrando rispetto per l'età della madre, ha preso possesso del mio uccello e lo ha condotto a violare il buchetto posteriore della genitrice che si era accoccolata pancia sotto sullo sgabello e offerta alla sodomia.
Lei è molto più stretta di me, ha sussurrato la ragazzina mentre violavo (forse) per la prima volta il pertugio più ambito della madre, e dopo i primi colpi mi ha ordinato di essere deciso e ruvido, e di non curarmi che le grida di dolore della Etoile. 
In effetti mentre la notte precedente ero entrato dentro il suo buchino giovanissimo con estrema facilità e senza che lei dimostrasse di soffrire, l'Etoile parve non abituata a quel tipo di penetrazione. 
Ma dopo un po' le grida di sofferenza della padrona sono diventate gemiti di piacere intenso anche se doloroso e un orgasmo simile a una mareggiata ha sconvolto il suo corpo maturo e delicato. 
Ecco, questo è diventato il mio lavoro, e temo che durerà molto a lungo ma sarà anche molto impegnativo e soddisfacente e dovrò dosare bene le forze per soddisfare madre e figlia che sembrano in simbiosi professionale ma anche sessuale. 
Un lavoro duro ma qualcuno deve pur farlo, non è vero?
END

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