martedì 21 ottobre 2025

LAbito Bianco

Era un po' stanca, d'altronde era stata una giornata campale fin dal mattino presto, prima si era vestita con l'abito bianco, aiutata dalla madre e dalla sorella, poi era arrivata la sua parrucchiera e truccatrice.
Una volta vestita per l'altare era uscita dal portone dove l'aspettava lo zio al volante della sua limousine che l'aveva fatta scendere di fronte alla chiesa.
La cerimonia era stata lunga e stressante, Don Mario era celebre per fare durare a lungo le messe in caso di sposalizi, poi, prima di andare al ristorante, erano passati dal castello e dal parco a farsi le foto e finalmente si era potuta sedere un po' a mangiare, anche se non aveva una gran fame.
Aveva girato per i tavoli, ancora mangiato e bevuto, poi tagliato la torta e fatto altre foto e verso sera gli invitati avevano ballato fino a mezzanotte, mentre lei e il suo sposo, dopo aver aperto le danze, si erano dovuti fermare a riposarsi.
Il consorte pareva ancora più stanco e distrutto di lei ma finalmente verso l'una, avevano salutato l'ultimo invitato che se ne andava ed erano saliti nella camera che avevano prenotato per la prima notte da sposi nello stesso locale del pranzo di nozze.
Malgrado la stanchezza e lo sfinimento psicofisico, aveva voglia di fare l'amore con il marito, visto che finalmente avrebbero potuto farlo senza profilattico, dato che desideravano entrambi un bambino o meglio ancora un bambina. Mentre si toglieva l'abito bianco colse con la coda dell'occhio gli stessi movimenti del marito alle sue spalle, che si spogliava dall'altra parte del letto.
Quando fu nuda si girò per mostrarsi pronta all'unione carnale ma si accorse con disappunto che il fedifrago si era disteso sul letto, ed era si nudo ma stava già russando dopo essersi bellamente addormentato, col pene moscio disteso sul ventre prominente.
Quando provò a svegliarlo toccandogli prima il viso e poi il pene, lo sentì bofonchiare qualche parola di scuse inintellegibili e capì che per quella notte non avrebbe potuto farci l'amore come desiderava.
Si sdraiò anche lei al suo fianco e portata la mano tra le gambe si sentì umida e iniziò a toccarsi ma non riuscì ad arrivare all'orgasmo a causa del nervoso che sentiva ribollire dentro.
Così prese una decisione e alzatasi dal letto si rivestì in fretta e furia, infilandosi una tuta sportiva che usava come pigiama.
Uscì silenziosamente dalla stanza e portandosi dietro la chiave, camminò fino in fondo al corridoio e andò a bussare alla porta della camera di suo suocero.
L'uomo che le aprì la porta aveva l'espressione sorpresa ma non troppo, forse si aspettava quella visita inattesa ma a lei non importava più di tanto.
Sapeva di piacere al padre di suo marito che era rimasto vedovo da tempo e in più di una occasione aveva sentito e scoperto il suo sguardo addosso.
Era un bell'uomo anche se aveva oltrepassato da un po' la sessantina, ma le erano sempre piaciuti i maschi maturi e aveva sentito dire che suo suocero era pure ben dotato, a differenza del figlio il cui pene era nella norma.
Non ci fu bisogno di molte parole, a parte quelle che gli sussurrò prima di saltargli addosso con voce sibilante e incazzata.
Dorme e io ho voglia di scopare, gli disse mentre lui la guardava con gli occhi spalancati per la sorpresa e poi furono sul letto, spogliandosi con foga a vicenda. 
L'istante successivo suo suocero le fu addosso e poi dentro e poi iniziò a chiavarla come aveva desiderato lo facesse il marito.
Ma ora che la penetrava, sentiva chiaramente la differenza tra il cazzo del padre e quello del figlio e si lasciò andare al piacere che la travolse come mare in burrasca.
Quando la tempesta si fu calmata, lui era ancora dentro di lei ed era rimasto immobile ad attendere che il suo respiro tornasse normale.
Lei riaprì gli occhi e gli prese il viso tra le mani, lo baciò un istante sulle labbra e gli disse che poteva venirle dentro, se fosse rimasta incinta sarebbero stati gli stessi geni a far nascere il figlio.
Lui che fino a quel momento aveva pensato solo al piacere di sua nuora, ebbe un sussulto e lasciatosi andare sborrò nella sua fica copiosamente.
Restarono uniti fino a quando il pene di lui, tornato normale sgusciò fuori e lei corse in bagno a fare colare il seme rimasto nel vaso e poi a fare pipì.
Dopodiché si rimise le mutandine, si rivestì e dopo un ultimo bacio al suocero tornò di corsa nella stanza, in cui però il marito stava dormendo della grossa.
Si sdraiò di fianco all'uomo a cui si era legata con una cerimonia religiosa e nel buio ripensò a quello che era appena accaduto.
Se quello era l'inizio, di certo non era gran cosa, almeno per quello che riguardava l'aspetto carnale della loro relazione ma non era preoccupata, c'era sempre il padre di lui che sarebbe stato disposto a darle quello che il figliolo le negava, e a letto era anche molto più bravo e dotato.
END

Nessun commento:

Posta un commento