È la donna di un mio amico, anche se forse amico è esagerare un po', è la donna di Lorenzo, un ex collega, ex amico, ex tutto, con cui ci siamo persi di vista.
Lorenzo è un tipo molto sicuro di sé, che sa quello che fa, preparato e che difficilmente sbaglia e di solito ti fa sentire come se ti mancasse qualcosa, rispetto a lui, rispetto al mondo.
Non è cattivo, anzi è una gran buona persona ma con lui se da una parte ti fa sentire sempre al sicuro, dall'altra ti girano di essere sempre protetto dalla sua ombra.
Comunque con lui è da un po' che non ci vediamo, invece lei, la Perla, l'ultima volta che l'ho vista è stato quando sono andato a pranzo da loro con mia moglie, Lorenzo fuori a curare il pesce sulla griglia, la Perla dentro a scolare la pasta.
Lui un gran cuoco e lei altrettanto, ognuno con compiti diversi, quasi perfetti chef, incrociando le proprie abilità culinarie a favore degli ospiti.
Roba da lasciarci letteralmente annichiliti al pensiero di quando sarebbe toccato a noi ricambiare tutta quella squisitezza a tavola.
Così quando la Perla mi racconta che si sono lasciati, hanno venduto la villetta dove abitavano con tutti i loro gatti e ora ognuno sta per fatti suoi, mi dispiace davvero.
Ma guardo le sue cosce e mi salgono gli stessi pensieri dell'ultima volta che l'ho vista, ovvero chissà cosa nasconde la Perla sotto quella gonna corta e invitante.
Da come parla della fine del rapporto con Lorenzo la colpa o la volontà di chiudere è stata sua di lui, conseguenza del fatto che aveva trovato un'altra.
Una più vecchia e più brutta, sottolinea la Perla e quando mi fa il nome, mi rendo conto che non solo la conosco ma che la Perla ha ragione, rispetto a lei, quella è una befana.
Ma tante volte ci sono meccanismi che della mente arrivano al pene di un uomo che vanno oltre la razionalità e non si riescono a comprendere pienamente.
Fossi stato io, col cazzo che avrei lasciato la Perla per l'Antonella, quella alta e bionda che lavora all'ufficio qualità ma rispetto alla Perla, beh la Perla è di un altro pianeta.
Anche ora che è leggermente invecchiata rispetto all'ultima volta che l'ho vista, è sempre splendida, anche se un'ombra di tristezza si scorge dietro il suo sorriso.
Forse perché mentre Lorenzo l'ha tradita per poi lasciarla per un'altra, lei non gli ha mai reso la pariglia e dal tono di voce si capisce che un po' le dispiace.
Provo a spiegarle che la vendetta non è mai una cosa buona ma la Perla ormai va dritta per la tangente, arrivando a dirmi che pur di rendere pan per focaccia a Lorenzo, sarebbe disposta ad andare col primo che capita.
Così, quando più tardi salgo da lei nel nuovo appartamento in cui abita da sola e le dico scherzando ma molto serio che se vuole posso aiutarla io a vendicarsi, la Perla inizia a spogliarsi e non la smette se non quando è nuda.
A quel punto, se anche non era mia intenzione arrivare a tanto, mi dico che inconsciamente era proprio quello che speravo e mi lascio andare tra le sue braccia.
La Perla ne ha una discreta voglia, tanta quanta ne ho nutrita io di lei da quando l'ho conosciuta e stando seduta sul mio grembo, mi cavalca intensamente, baciandomi con ardore e stringendoni forte.
L'amplesso non è particolarmente lungo e nemmeno sembra che lei sia particolarmente soddisfatta quando l'orgasmo la coglie, la ascolto ansimare e godere ma poi, poi quando tutto finisce, corre in bagno e ci resta per un po'.
Quando torna mi sono già rivestito, ho sperato che fosse scappata via a causa del fatto che sono venuto dentro di lei senza profilattico e che doveva liberarsi del mio seme ma a giudicare dal tempo che ci ha impiegato, non è per quello che è fuggita.
E la sua espressione mi conferma che non è andata al bagno di corsa per starci mezz'ora solo per motivi igienici, anzi a me sembra quasi che stia per piangere o che abbia pianto.
Quando più tardi scendo le scale dopo averla salutata come se nulla fosse successo tra noi, maledico Lorenzo e la sua passione per la fica in genere, che l'ha portato a trovare una donna qualsiasi e a perderne una eccezionale come la Perla.
E lo malefico perché è toccato a me che non sono certo un maschione alfa, provare a consolarla con i pochi mezzi che ho a disposizione e che temo non siano stati sufficienti.
O forse la Perla, dopo aver subito un tradimento si è vergognata di averne procurato un altro a un'altra donna ma mica è colpa sua, un po', forse tutta, è mia la colpa.
Avrei potuto lasciare perdere, non correre dietro al suo discorso sulla vendetta e lasciare che si rifacesse con un altro stronzo anche più bravo a letto.
E invece lo stronzo sono stato io.
END
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