Eppure ero profondamente turbato mentre dopo averle stretto la mano, rispondevo alle sue domande come in un normalissimo colloquio di lavoro tra chi deve assumere e chi deve essere assunto.
La visione dei suoi piccoli seni appena celati dal negligè, oltre a una bella erezione mi stava rubando il respiro e sicuramente lei di questo mio turbamento era conscia.
Insomma, nella vita il mio lavoro era quello di autista e non di gigolò, per cui non ero abituato a trovarmi davanti delle clienti che mi mostravano così candidamente le loro grazie.
E nemmeno ero abituato a dover dimostrare di avere tutti gli attributi in regola per essere assunto, per cui quando l'Etoile mi ha chiesto di farle vedere la mia dotazione di serie, sono arrossito e sono rimasto un po' imbambolato davanti a lei.
La sua risata mi ha risvegliato da quel turbamento e un po' fatica ho fatto quello che mi aveva chiesto, tirando fuori il pene imbizzarrito dalle mutande, dopo essermi calato i pantaloni.
Vedendo le dimensioni del mio sesso ha smesso di ridere e si è avvicinata per toccare con mano quello che i suoi occhi avevano visto.
La sua carezza è stata molto dolce ma molto simile a un soppesare il paletto di carne che era appena diventato durissimo, a causa della visione della sua nudità.
Dopo quella carezza è diventata stranamente timida e ha levato la mano, come se se la fosse la fosse appena bruciata.
Mordendosi le labbra, ha sussurrato che prima di qualsiasi altra cosa tra noi, dovevamo regolarizzare il mio contratto e mi ha chiesto di rimetterlo dentro.
A malincuore ho fatto quello che mi ha chiesto e mi sono calmato, mentre lei chiamava la sua segretaria che doveva pensare alle carte.
La stessa giovane che mi aveva accolto facendomi entrare un quarto d'ora prima e poi mi aveva accompagnato fino allo studio della Etoile, è comparsa come per incanto con in mano un tablet e mi ha fatto firmare un contratto di lavoro, dopo che la sua principale le ha detto che io ero perfetto per la mansione richiesta.
La segretaria che non poteva avere più di una ventina d'anni, mi ha guardato con un sorriso di intesa, come se sapesse perfettamente quello che era appena accaduto tra me e l'Etoile che mi ha affidato a lei per le altre formalità.
E così dopo essere stato assunto mi è stata assegnata una bella stanza nel palazzo di proprietà dell'Etoile ma prima la segreteria mi ha fatto scendere in garage, dove una bellissima Mercedes Sedan era ricoverata, in attesa di portare in giro la padrona.
Quello sarebbe stato il mio posto di lavoro nel momento in cui l'etoile avesse avuto bisogno di spostarsi con l'auto e come posto di lavoro non era certo male.
Proprio come la stanza in cui mi sono sistemato quel pomeriggio, davvero ampia e con tutti comfort, compreso un bagno privato con una doccia per almeno tre persone.
La sera siamo scesi tutti e tre in un ristorante sotto il palazzo dell'Etoile, in cui l'ex stella della danza era abituata a desinare insieme alla sua segretaria e che sarebbe diventato la mia mensa aziendale per i mesi futuri, quando non fossimo stati in giro per l'Italia.
L'Etoile che scese a cena, non era certo la stessa che mi aveva accolto con un negligè trasparente, perché quando si mostrava in pubblico vestiva in maniera molto poco appariscente, proprio come aveva abituato in tanti anni di carriera i suoi estimatori o i giornalisti e i fotografi che la paparazzavano.
Una volta tornati di sopra, fui convocato in camera da letto della Etoile, dove fui condotto dalla segretaria che praticamente rideva sotto i baffi mentre mi portava per mano.
L'Etoile stava distesa nel suo grande e comodo lettone matrimoniale e stavolta non aveva addosso nemmeno il negligé ma era completamente nuda e nei suoi occhi c'era il desiderio di avermi per sé.
La giovanissima segretaria alle mie spalle mi ha abbracciato e con la bocca incollata al mio orecchio mi ha sussurrato di spogliarmi e senza attendere la mia risposta ha cominciato a sbottonarmi la camicia.
Quando è arrivata a tirarmi fuori il pene dalle mutande ha esclamato che ero davvero la persona giusta per l'Etoile e che sarei stato non solo un ottimo autista ma anche un ottimo amante.
Dopodiché mi ha praticamente spinto sul letto tra le braccia della padrona che ha allargato le gambe e di nuovo mi ha toccato con la stessa leggerezza di prima, il pene in erezione.
È stata lei stessa a guidare il mio sesso dentro il suo e non mi è rimasto che chiavarla, cercando di trovare il modo e i tempi giusti, che la portassero rapidamente all'orgasmo che desiderava.
Nel frattempo la giovane segretaria dopo essersi denudata a sua volta, ci ha raggiunti sul letto e me la sono ritrovata alle spalle, incollata il mio culo, a darmi il tempo giusto per alternare i colpi che stavo assestando alla padrona.
A quanto pare la ragazzina doveva conoscere bene le modalità giuste per portare l'Etoile al piacere nel più breve tempo possibile e con la maggiore intensità.
Ma la vera sorpresa è stato quando la stessa giovanissima segretaria, dopo che avevo soddisfatto l'Etoile, non solo ha voluto lo stesso trattamento ma mentre la prendevo da dietro, ha infilato la testa tra le cosce della padrona e ha iniziato una danza lesbica meravigliosa.
Fortunatamente il mio pene in quel momento era infilato nel suo buchino posteriore e non nella sua fichetta, altrimenti a quest'ora probabilmente avremmo avuto dei problemi legati a una possibile gravidanza.
Comunque mentre venivo dentro quello stretto pertugio, l'Etoile aveva una seconda ondata di piacere, stavolta dovuta alla lingua di fuoco della sua giovanissima segretaria.
Continua
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