lunedì 30 marzo 2026

Nonna Sprint

Vado al mare con nonna fin da quando ero piccolo ed era ancora vivo il nonno, nella villetta a schiera che prendevano in affitto pochi metri dalle spiagge della Riviera riminese. 
Nonna è sempre stata molto esuberante r anche oggi che il suo fisico statuario inizia a declinare verso una maturità fin troppo accentuata, non ha problemi a mostrarsi in pubblico con addosso il costume.
Magari una volta utilizzava dei bikini che spesso trasformava in monokini, togliendosi il reggiseno e mostrando adesso le sue splendide tettone, mentre oggi si limita a dei costumi interi che coprono la sua pancia che non è più così godibile visivamente. 
Comunque quando si presenta in spiaggia percorrendo i pochi metri che separano la villetta dallo stabilimento balneare, sono ancora in molti quelli che si girano a guardarla.
A dire il vero anche per il sottoscritto tenerle gli occhi addosso è sempre una gioia e oggi che non sono più un bambino, mi capita masturbarmi pensando a lei che prende il sole nuda. 
Ma la cosa interessante è successa proprio qualche giorno, fa quando non arrivato da lei per trascorrere insieme un paio di settimane di ferie.
Come sempre al solito orario siamo usciti per recarci in spiaggia e abbiamo trovato il nostro ombrellone già aperto e il bagnino tutto sorridente nei confronti di nonna.
Dopo un'oretta dal nostro arrivo nonna ha avuto la necessità di andare al bagno a fare pipì, si è recata nel retro dello stabilimento balneare ed è entrata nella cabina assegnata al nostro ombrellone.
In teoria quello sarebbe lo spogliatoio che però non non usa perché preferisce mettersi il costume a casa e indossare un prendisole nel tragitto fino alla spiaggia. 
Però ha continuato a pagare per poterne usufruire proprio per i casi di necessità fisiologica, perché non le piace condividere il bagno con altre persone. 
Una volta scherzando le ho detto che potevamo andare a fare pipì direttamente in mare ma lei non è di quelle che va in spiaggia per fare il bagno, ma solo per abbronzarsi. 
Mentre Nonna camminava verso lo spogliatoio, ho notato che il bagnino e altri due o tre clienti abituali dello stabilimento balneare, si sono alzati dagli sdraio per seguirla.
Incuriosito dalla fila di inseguitori mi sono tirato su anche io e sono andato a controllare per quale motivo avessero seguito nonna fino alla cabina spogliatoio.
Così ho scoperto che il gruppetto che la seguiva si era messo in fila proprio nel retro della sua cabina e il primo inseguitore si era incollato col ventre alla parete di legno.
Dopo il primo è stata la volta del secondo, poi il terzo, poi il quarto e poi il quinto che altri non era se non il bagnino e fra tutti e tre ci avranno messo circa un quarto d'ora, mentre io li osservavo incuriosito.
E proprio il bagnino una volta finito il suo turno nel tornare al suo posto di lavoro mi è passato a fianco, mi ha sorriso strizzandomi l'occhio e ha fatto i complimenti alla "voracità" di mia nonna.
Ancora non mi rendevo conto di cosa fosse successo, perciò mi sono avvicinato al punto in cui il gruppo degli inseguitori si era poco prima accostato alla parete posteriore della cabina spogliatoio di nonna. 
E finalmente ho scoperto l'inghippo,  sotto forma di un foro circolare prodotto nel legno, sufficiente a farci passare un pene che nonna poteva deliziare restando all'interno.
E mentre facevo quella scoperta In fondo non tanto sconvolgente, ho sentito che nonna apriva il catenaccio della porta per uscire dalla cabina e me ne sono tornato di corsa allo sdraio facendo finta di nulla.
Più tardi, come se nulla fosse successo, siamo andati nel baretto dello stabilimento dove il bagnino ci ha preparato dei panini per un pranzo leggero.
Nonna che è una patita dell'abbronzatura si è rimessa sul lettino ma a metà pomeriggio ha avuto un'altra necessità fisiologica ed è tornata nella cabina e come per incanto gli stessi inseguitori del mattino, compreso il solito bagnino, si sono messo immediatamente sulle sue tracce. 
Dietro i cinque ammiratori mi sono infilato anche io ma stavolta avendo cura di rimanere proprio dietro alle spalle di quel porco del bagnino, che stava lì in piedi, indicandomi il gonfiore inequivocabile nel suo costume.
Così vicino ho potuto notare come il primo inseguitore, prima di incollarsi al retro della cabina, avesse abbassato lo slip quel tanto che bastava a tirare fuori il pene.
In pochi minuti nonna l'ha fatto sborrare e il secondo è avanzato dopo il primo, e poi il secondo, il terzo e poi il quarto e poi il bagnino che invece ci ha messo un po' prima di trovare la sua soddisfazione.
Il maiale si è tolto da davanti dicendo ironicamente che mi lasciava l'onore dell'ultimo pompino e In tutta fretta ho tirato fuori il pene già duro e l'ho infilato nel buco.
Forse Nonna non si aspettava che ci fosse un sesto ammiratore perché ci ha messo un po' prima di accorgersi che il mio pene ciondolava all'interno della cabina, desideroso di essere svuotato per bene.
Ma mentre iniziavo a perdere la speranza in un pompino ben fatto, ho avvertito il suo tocco, delle sue dita e delle sue labbra sulla cappella. 
Ho iniziato a tremare per le sensazioni provocate da quel contatto intimo e proibito ma Nonna ha saldamente chiuso la sua bocca calda intorno al mio pene e in poco tempo sono venuto tra le sue labbra.
È stato così bello che mentre godevo, scaricando il mio seme nella sua gola assetata, ho invocato il suo nome a voce un po' troppo alta e sono sicuro che lei abbia sentito e capito.
Comunque dopo avermi lasciato gocciolare fino all'ultima stilla di sperma, Nonna mi ha anche dato il tempo di riprendermi, rimettere via il cazzo e correre sotto l'ombrellone.
Quando è tornata aveva il sorriso della gatta che si è mangiata il topolino ma non ha detto nulla, si è rimessa soltanto ad arrostirsi sotto il sole.
Per il resto delle due settimane che ho trascorso al mare con lei, ho usufruito delle sue prestazioni orali ogni giorno, due volte al giorno, prima e dopo i pasti, direbbe un medico.
Ma il giorno più bello è stato l'ultimo, malgrado sia stato l'unico senza un suo regalo di bocca e dopo la colazione sono ripartito col bus che mi riportava a casa.
Perché mentre aspettavamo, seduti insieme alla fermata, Nonna ha messo la mano sulla mia coscia nuda, a pochi millimetri dalla mia erezione nascosta nei pantaloncini corti e poi mi ha parlato.
Di quello che era successo nei giorni scorsi, della sua propensione e generosità a dispensare pompini e del fatto che anche io ne avessi goduto.
Amore è stato bellissimo quando ho capito che eri tu il sesto uomo, peccato soltanto (si fa per dire) che tu sia il mio dolcissimo Nipote, altrimenti non mi sarei limitata a darti piacere con la bocca, ha sussurrato la mia Nonnina porcella.
Ma davvero non possiamo andare oltre come vorrei, non sarebbe giusto ed è un peccato perché potrei insegnarti tanti altri modi di godere con una donna, ha finito sconsolata.
Nel poco tempo che rimaneva ho provato a convincerla che potevamo, anzi dovevamo andare oltre quei deliziosi ma rapidi pompini al buio, proprio in nome della mia educazione sessuale.
Chissà se sono riuscito a convincerla e nel prossimo fine settimana, quando tornerò da lei, si concederà totalmente al suo amato e devotissimo Nipote ?
END

Voglie Da Gravidanza

Da quando mi moglie è rimasta incinta, abbiamo praticamente smesso di avere rapporti sessuali di qualsiasi tipo, la gravidanza per lei è stata un problema.
Non fisico ma mentale, diciamo che non ce la aspettavamo, non la volevamo almeno in questo momento ma è colpa nostra, ci piace farlo senza preservativo e lei non può prendere la pillola che le fa male.
Comunque quando è successo abbiamo deciso di tenere il bambino e mia suocera è venuta a stare da noi per aiutare entrambi a superare il periodaccio.
Ammetto che sono stato un po' egoista e una sera ho tentato di convincere mia moglie a concedersi o almeno a concedermi un pompino, ma senza riuscirci.
Ero lì, nudo e con una bella erezione, cosa che di solito su di lei ha sempre provocato un ottimo effetto ma non ha voluto nemmeno toccarlo.
Con le lacrime agli occhi mi ha chiesto di metterlo via e così ho fatto e sono andato a rifugiarmi in bagno e l'ho messaggiata su WhatsApp, mandandole foto del mio pene stretto in mano e della sborrata nel lavandino.
Dopo sono tornato a letto e mi sono disteso al suo fianco e lei mi ha chiesto scusa, ha provato a spiegarmi il perché del suo rifiuto ma le ho detto che non c'era problema.
L'amo e voglio che la sua gravidanza si concluda nella maniera migliore e in fondo avevo una valvola di sfogo nella masturbazione e poi mi piace mandarle le foto del mio pene che lei ha sempre adorato, sia il pene che le foto.
Ma il giorno dopo abbiamo parlato di nuovo del problema quando sono rientrato dal lavoro e lei mi ha detto di averne discusso con sua madre.
Ho pensato, perché coinvolgerla, in fondo sono cose intime che dovrebbero restare solo tra noi due, ma non ho detto nulla per non contrariarla.
Dopo cena è andata a letto presto mentre sua madre come al solito si è messa a guardare la TV e io giocavo col cellulare per fare passare il tempo.
Ma sentendo la voglia assalirmi ho pensato di correre in bagno, inquadrare il pene e trasmettere le foto a mia moglie che sicuramente non stava dormendo anche se si era coricata.
Lei ha visualizzato, mi ha risposto che il mio è sempre un bellissimo cazzo e mi ha chiesto di attendere, di non portare a lieto
fine la masturbazione.
Poi si è scollegata e io ho atteso sino a quando sulla porta del bagno è comparsa mia suocera che è entrata senza bussare e mi ha sorpreso col cazzo in mano.
Sorridendo si è avvicinata e mi ha spiegato che la figlia le aveva chiesto di occuparsi di me e delle mie esigenze di maschio che lei non poteva soddisfare.
Mia suocera è una splendida sessantenne ancora molto attraente a dispetto dell'età avanzata e a differenza della figlia è dotata di un paio di tette grandi e rotonde e di un gran bel culone.
Insomma se non fossi stato il marito di sua figlia ammetto che ci avrei provato volentieri con una così belle e matura, anche se non più nel fiore degli anni.
Senza indugiare è venuta vicino e me e la sua mano si è posata sulla mia, e con un sorriso ancora più aperto mi ha sussurrato, lascia, faccio io.
Lo ha afferrato con grande determinazione ma anche con delicatezza e ha iniziato a masturbarmi dolcemente, intanto che si sbottonava la camicetta.
Slacciami il reggiseno, ha ordinato con un tono di voce sempre più caldo e a fatica l'ho abbracciata e ho trovato la soluzione all'apertura della clip.
Le sue fantastiche, enormi tette si sono svelate davanti al mio sguardo innamorato e le sono venuto in mano, guaendo come un cucciolo con lei che mi rincuorava per la mala parata.
Godi, non preoccuparti, poi pulisco io, mi ha detto comprensiva e in fondo felice di aiutare la figlia a mantenere vivo il nostro rapporto, anche in un momento di crisi temporanea.
Ha atteso pazientemente che terminassi di sborrare e poi me lo ha risistemato accuratamente nelle mutande, dopodiché si è preoccupata di ripulire il casino che avevo fatto.
Magari la prossima volta quando ne hai voglia dimmelo prima, credo di avere un sistema per farti godere a pieno senza spargere il suo liquido seminale tutto intorno, mi ha sussurrato maliziosamente.
E adesso non vedo l'ora di aver bisogno delle attenzioni intime e sensuali che la mia dolce suocera mi ha promesso, sempre in nome della pace e dell'amore familiare.
END

domenica 29 marzo 2026

Nome Di Battaglia: Jenny

Il ragazzo che è dietro di lei e dentro di lei, è uno dei tanti sconosciuti a cui Jenny si è concessa, non per soldi, non per amore, solo per il piacere.
Jenny si eccita da morire al pensiero di accogliere nel suo letto un uomo che non conosce, mentre lui sa benissimo chi è lei, una grande meravigliosa troia.
Sono usciti insieme la sera prima e dopo una cenetta a lume di candela in un ristorantino poco distante, sono saliti a casa sua.
Un bel ragazzo che Jenny vedeva dal vivo per la prima volta, conosciuto in una chat erotica, lui, il viso e il suo bellissimo cazzo che si è dimostrato all'altezza delle sue voglie.
Già in ascensore lui l'aveva praticamente assalita e minacciata di prenderla in piedi, facendole sentire la sua erezione tutta pronta per lei.
Non era stato facile impedirgli di "violentarla" direttamente mentre salivano al decimo piano del vecchio palazzo dove abita Jenny.
A casa Jenny si è immediatamente spogliata e il giovane torello è come impazzito vedendola nuda dal vivo, mentre fino ad allora aveva visto solo video e foto.
Con quel poco di razionalità rimasta solo a lei, lo aveva portato in camera da letto e spogliato a sua volta e si era ritrovata tra mani e labbra il suo splendido cazzo eretto.
Aveva cercato di prendere confidenza con quel pene magnifico ma lui era troppo deciso a chiavarla e aveva preso in mano lei e la situazione, mettendola prona sul letto.
Senza darla tregua aveva infilato la sua erezione nel culo di Jenny e preso in mano anche il suo cazzo barzotto che le era diventato durissimo come quello del suo amante sconosciuto.
Jenny adorava quel trattamento, era essenziale che il suo maschio mentre la sfondava, afferrasse il suo pene e la facesse godere pienamente.
Il giovane era venuto dentro di lei e lei aveva eiaculato tra le sue dita che si erano bagnate del suo seme caldo e denso senza alcun timore.
Le era successo che qualche suo amore evitasse il contatto col suo pene o non gradisse di sentire lo sperma colargli tra le dita ma solo in pochi casi.
Casi in cui aveva goduto solo in parte e da quel momento non aveva più accettato i loro inviti o richiesto le loro prestazioni sessuali.
Il giovanotto ancora duro dentro di lei non solo l'aveva chiavata con grande soddisfazione ma le era rimasto dentro durissimo tutta la notte.
Ogni tanto lei si era svegliata e muovendo il culetto lo aveva richiamato al dovere e protestando solo un poco l'aveva fatta godere in uno stato di dormiveglia meraviglioso.
Non aveva contato le volte in cui lui le aveva sborrato dentro ma erano state tante, forse quattro o cinque dalla prima da sveglio a quelle in sogno.
Jenny adorava quando un maschio depositava il suo liquido seminale dentro il suo culetto, forse più che quando le sborrava in bocca.
Non che le dispiacesse il sapore del seme ma solo se lo riceveva nel culo poteva tenerlo dentro a lungo come in quella notte magica.
L'orologio luminoso diceva che erano soltanto le sette del mattino e nessuno dei due doveva alzarsi presto per andare a lavoro o da qualche parte.
La chimica aveva fatto un ottimo lavoro rendendo il cazzo del suo amore durissimo per ore e regalandole orgasmi a ripetizione.
Sotto di lei sentiva l'umidità della pozza del suo stesso sperma che si era accumulato ogni volta che era venuta grazie a quel pene affondato dentro il suo culetto.
Tra poco si sarebbe dovuta separare fisicamente da lui, a malincuore certo ma voleva premiarlo con una buona e abbondante colazione.
Lei invece per colazione voleva solo ed esclusivamente piacere, voleva solo che lui tornasse dentro di lei e per una volta dopo averla fatta godere, riversasse nella sua bocca lo sperma che gli era avanzato.
Jenny, la golosa, di carne e sborra.
END

venerdì 27 marzo 2026

Nonna Al Bagno

Amore che stai facendo, non sta bene che tu mi stia spiando e senza nemmeno nasconderti, sei proprio un brigante.
Adoro il mio nipotino, da quando era un batuffolino appena uscito dal pancione di sua madre, mia figlia.
Lo sollevavo in alto e lui gioiva festoso e rideva come un matto, mentre gli baciavo il pisellino e qualche volta mi ha colato sul viso anche la sua profumatissima pipì.
Ora che è quasi un uomo e il suo pisellino è diventato un pene sempre in erezione, glielo bacio ma in una maniera molto più calda e devota.
Da quando è successo però lui vuole sempre di più e non si limita solo a spiarmi nuda in bagno senza farsi accorgere ma lo fa a viso aperto.
È che quel giorno non sono riuscita a trattenermi ma dovete capirmi, lui era nudo nella vasca di casa mia quando mi ha chiesto di lavargli la schiena.
Era già successo altre volte ma quel giorno il suo pene era come il periscopio di un sommergibile che usciva dall'acqua con tutta la cappella e qualcosa di più.
Gli ho lavato la schiena come mi aveva chiesto ma poi sono passata al suo petto e quando la mia mano è arrivata in quella terra di nessuno tra ombelico e pene, lui è venuto senza che glielo toccassi.
Una pioggia di liquido seminale acerbo sulla mia mano e sul mio braccio, sperma denso e appiccicoso, talmente caldo che mi sono sentita bruciare la pelle. 
Immediatamente ho bagnato le mutandine ed era da una vita che non mi succedeva, ma lui con gli occhi chiusi si era goduto quella eiaculazione precocissima.
Mi sono lavata e asciugata il braccio intanto che lui si è messo in piedi nella vasca con quel fantastico sesso che vibrava ancora durissimo davanti a lui, puntato verso di me, all'altezza del mio viso.
Una goccia di seme, l'ultima, è scivolata giù, restando appiccicata alla cappella come un filo di bava e tutto quello che mi sono sentita di fare è stato posare le mie labbra sul suo glande turgido.
Ma è stato solo un bacio, come gli ho sempre dato da quando era piccino, anche se ammetto di avere assaggiato anche il sapore del suo liquido seminale e averlo trovato buonissimo.
Se non avesse appena eiaculato, sono sicura che avrebbe cercato di spingermi il pene in bocca ma invece è restato immobile, silenzioso e parte i respiri profondi.
Gli ho avvolto un telo intorno al suo corpo bagnato e nudo e l'ho asciugato con la dedizione che una nonna mette in tutto quello che riguarda il suo nipotino.
Da allora entra in bagno se sono nuda o faccio pipì e non se ne va, mi fissa con amore e voglia, lo tira fuori invariabilmente duro e inizia a masturbarsi davanti ai miei occhi.
La notte se resta a dormire da me come faceva quando era piccolo, vuole coricarsi nel mio letto, al mio fianco, nudi entrambi e nella notte mi si incolla addosso. 
Qualche volta ho avvertito le sue spinte mentre sfregava il pene contro il mio sedere e dopo un po' è venuto, bagnandomi le natiche.
È un peccato che sprechi così il suo seme e io non so se riuscirò a resistere ai suoi reiterati tentativi di seduzione e alla voglia che mi prende in quei casi.
E anche quando penso a lui, al suo bel cazzo, sogno di poterlo sentire dentro di me o di poter dissetarmi col suo sperma, invece che vederlo sprecato.
Ora scusate, lui è qui con me, siamo tutti e due nudi, io dopo la doccia, lui per mostrarsi mentre si masturba e vorrebbe che lo facessi godere io.
Non ce la faccio a resistergli, eccomi amore, tutta per te.
END

giovedì 26 marzo 2026

Pentasex

Nonno era un bel vecchio dalla pelle nera ma soprattutto aveva quella caratteristica che viene attribuita in maniera un po' troppo disinvolta a tutti i neri.
Lui aveva davvero un pene esagerato ed è per questo che nonna lo aveva scelto e sposato, lo so perché me lo confessò proprio lei.
Il nonno aveva anche una quindicina d'anni in più di nonna ma pesava molti chili in meno, perché lei era davvero in sovrappeso, restando comunque bella.
Per rendere la loro stessa vita meno noiosa, avevano creato un harem con la presenza di due giovani amanti del nonno che nonna aveva accettato con piacere.
Una ragazza nera e una bianca, giovanissime e bellissime, oltre che molto disponibili a occuparsi del pene del nonno che era sufficiente per tutte e tre.
Mamma non mi mandava spesso da loro che vivevano in una villetta isolata vicino al mare, perché temeva che fossi contagiato dalle loro libere abitudini sessuali.
Come spesso accade, la generazione di mia madre si era dimostrata molto meno aperta mentalmente di quella precedente e lei era davvero scandalizzata quando parlava dei nonni e in particolare della madre e del menage a quattro.
Ricordo la prima volta che arrivai alla villetta e non ero più un bambino e li trovai tutti e quattro nudi, d'altronde era una estate davvero calda e nudi si stava benissimo.
Nonna dopo avermi abbracciato e baciato mi tolse i vestiti e si accorse per prima di come il mio pene non fosse più quello che mi baciava quando ero piccino.
E la visione dei loro corpi nudi mi aveva turbato e fatto diventare duro, tanto che nonna non ebbe il coraggio di scherzare come faceva sempre sul mio pisellino.
Per il nonno invece era tutto normale, girava con il suo pene fantastico che gli ciondolava lungo la coscia come se la presenza nuda di quelle che chiamavo le mie cuginette non lo eccitasse.
Nel pomeriggio andai al mare con le cuginette, mentre nonna e nonno restarono alla villetta e io sapevo bene il perché, dato che me lo spiegarono loro.
Avevamo appena pranzato e le cugine si stavano occupando dei piatti, quando notai che nonno, alzandosi da tavola aveva una erezione imponente.
Capii che mentre eravamo impegnati a pranzo, nonna lo aveva stuzzicato toccandolo sotto il tavolo ed eccitandolo glielo aveva fatto diventare duro.
Vieni amore, gli disse nonna afferrandogli il paletto di carne come a sancirne la proprietà, poi rivolta a me spiegò che andavano in camera da letto ad amarsi.
Il mio pene che si era calmato dopo l'iniziale eccitazione alla vista dei corpi nudi di nonna e delle cuginette, tornò a rizzarsi immediatamente a quelle parole.
Ma nonna e nonno erano già spariti in camera a chiavare e le cugine finiti i lavori di casa mi portarono al mare per lasciare ai due amanti la loro privacy.
Che poi se io non fossi stato presente è molto probabile che nella camera da letto ci sarebbero state anche loro, invece che nude sulla sabbia a scottarsi al sole.
In quel periodo non c'era molta gente in spiaggia che era di quelle speciali per naturisti e quindi essere tutti nudi era la normalità.
Il mio pene non ne voleva sapere di mettersi tranquillo e così le cugine mi portarono in acqua ma la temperatura era comunque troppo calda e la mia eccitazione troppo bollente.
Natascia, la cugina bianca decise di non rispettare le istruzioni di nonna che aveva detto loro di non coinvolgermi in nulla di sessuale per paura della reazione di mia madre puritana.
Immersi nell'acqua fino all'altezza del petto, nessuno poteva vedere che mi stava stringendo il cazzo e mi masturbava, tranne Jasmine la cugina dalla pelle d'ebano che ci guardava.
Non fu nulla di memorabile, perché Natascia fu piuttosto sbrigativa e sborrai sott'acqua fin troppo rapidamente e senza godere in maniera intensa.
Era comunque la prima volta che una donna mi dava piacere e resta un ricordo meraviglioso della mia gioventù, quella sega in riva al mare.
Purtroppo per Natascia il mio pene, una volta terminata l'eiaculazione non si mise tranquillo e continuò a stare sull'attenti e Jasmine ridendo disse che per sistemarmi avrebbe dovuto farmi un pompino, non usare solo la mano.
Più tardi tornammo alla villetta dove trovammo nonna e nonno seduti all'aperto, abbracciati che si coccolavano e vedendomi arrivare nonna lasciò andare il pene barzotto di nonno che sembrava un serpente tra le sue mani.
Sicuramente l'aveva fatto sfogare prima a letto ma siccome non aveva smesso di toccarglielo giocandoci, non era lo stesso pene a riposo che avevo visto la mattina.
Il mio invece era sicuramente meno imponente ma molto più duro e fu Jasmine a informare nonna del tentativo inutile di Natascia di sgonfiarlo.
Nonna sospirando si rese conto che sarebbe stato molto difficile per il suo nipotino oramai uomo, evitare di partecipare ai giochi sessuali della villa.
Del resto prima di cena il nonno gradiva intrattenersi con le cuginette con le quali si chiuse in camera da letto sempre a causa della mia presenza, altrimenti le avrebbe chiavate nel salotto o in giardino sotto l'occhio amorevole della moglie.
E siccome le pareti della camera da letto non erano granché insonorizzate, dopo un po' si cominciarono a udire le grida di piacere delle due troiette, impegnate a dividersi il cazzo del nonno.
Gemiti e grida non fecero altro che alimentare la mia immaginazione rispetto a quello che stava succedendo nella camera e nonna capì che ero molto turbato.
Così mi portò fuori, nel divanetto sotto il portico e mi spiegò la libera vita sessuale che conduceva alla villetta insieme alle due giovani amanti del nonno.
Di solito al mattino dopo la colazione il nonno era tranquillo, nonna e le ragazze facevano toilette e preparavano il pranzo e dopo, mentre le cugine lavavano i piatti, nonno chiavava nonna.
Più tardi si davano il cambio e le porcelline ricevevano la prima razione di cazzo, mentre nonna si occupava della cena e dopo cena cominciava il vero divertimento.
Finalmente libere da mansioni da massaia, le tre donne di casa si godevano l'inesauribile uccello del nonno che una dopo l'altra le soddisfava alla grande.
Il racconto di nonna non fece altro che farmi eccitare ancora di più e data la sua sensibilità in merito decise di fare qualcosa a rischio di contrariare mamma.
La sua mano impugnò il mio pene e il suo sorriso complice mi preannunciò che aveva finalmente deciso di farmi partecipare alle loro calde attività.
Amore se non ti va devi solo dirmelo, furono le sue parole ma non aspettò nemmeno una mia risposta che già era chinata a baciarmi la cappella in fiamme.
Cosa c'è di più bello di quando una donna accarezza con le labbra il tuo glande turgido, delicatamente ma nello stesso tempo insistendo, come se te lo volesse risucchiare?
Di meglio c'è solo l'istante successivo, quando il piacere ti arriva come una lama calda nel ventre e lo sperma comincia a schizzare fuori, dapprima più liquido e poi denso come colla.
Nonna attese amorevolmente che il mio seme colasse nella sua bocca fino all'ultima goccia e poi ripulì accuratamente la cappella da ogni traccia.
Con sua grande soddisfazione il mio pene si era finalmente arreso e sgonfiato e vidi che deglutiva con gusto il liquido seminale che le avevo appena donato.
Sorridendo nonna mi annunciò che quello era solo un primo assaggio dei piaceri che avrei assaporato e che se avessi voluto quella notte avrei potuto passarla nel suo letto con le cuginette e il nonno.
Che secondo lei, per quanto ancora assai vigoroso aveva bisogno di un poco di riposo perché soddisfare tre donne più volte al giorno era davvero impegnativo.
Quando poco dopo le cugine uscirono dalla camera da letto ridenti e sazie capirono vedendo il mio pene a riposo che era successo qualcosa di importante.
Nonna senza segreti spiegò loro che mi aveva appena fatto un pompino e che quella sera e poi la notte avrei partecipato ai loro giochi d'amore e sesso.
Anche il nonno che appariva visibilmente provato dopo un tris con due ragazze affamate che avevano un terzo della sua età, sembrò essere contento di sapere che lo avrei coadiuvato a saziare gli appetiti delle sue donne.
Dopo cena il nonno mi portò fuori sulla veranda, ci sedemmo sul divanetto e subito le cucinette arrivarono come un orso sul miele e si misero ai nostri piedi.
Fu Jasmine a prendersi cura del mio pene, mentre Natascia resuscitava quello del nonno, sotto lo sguardo interessato e materno di nonna che dispensava consigli e ogni tanto scattava foto con la Nikon e il cellulare.
Jasmine fu molto dolce, tanto quanto nonna nello sfiorare e baciare la mia cappella nuovamente gonfia ma senza prenderlo in bocca perché nonna voleva tenermi pronto per altro. 
La porcellina dalla pelle d'ebano salì a cavalcioni sul mio cazzo e col suo peso lo fece affondare nella sua fichetta umidissima e scivolosa, iniziando una lenta cavalcata.
Mi raccomando, disse nonna, in parte felice di vedermi chiavare per la prima volta e in parte preoccupata, non venire dentro Jasmine, non è il caso che tu la metta incinta.
Ma mentre tenevo a mente le sue parole, Jasmine sembrava non curarsene e pian piano la sua irruenza divenne una palese ricerca del piacere, sempre più sfrenata.
Fortunatamente prima Natascia e poi nonna avevano fatto in modo che la mia resistenza fosse sufficiente a donare a Jasmine un orgasmo molto desiderato.
E mentre lei veniva su di me, Natascia faceva lo stesso cavalcando nonno con la stessa golosità e gridando come avevo sentito gridare quel pomeriggio.
Quando le due troiette furono soddisfatte, almeno per un po', fu il turno di nonna di godere dei nostri cazzi gocciolanti degli umori delle cugine.
Amore con me puoi venire dentro senza problemi, mi disse dolcemente, ma stasera meriti un premio per essere stato bravo e aver fatto godere Jasmine.
Con una occhiata complice a nonno, anche lei gli salì in arcione per cavalcarlo e quando lo ebbe tutto dentro si girò verso di me, sussurrando tutta eccitata di metterglielo nel culo.
Vedendomi un po' insicuro, Jasmine e Natascia intervennero e mi fecero inginocchiare dietro il culone di nonna e mentre Jasmine guidava il mio pene alla sodomia, Natascia le allargava le natiche.
Con l'uccello ricoperto degli umori della cuginetta nera, fu facile penetrare nonna che d'altronde avendo già subito le penetrazioni del pene enorme del nonno, non abbe problemi ad accogliermi.
Con le ragazze a toccarmi il culo o le palle mentre affondavo nel buchetto di nonna, non ci volle molto perché venissi ma per fortuna nonna, con due uomini dentro era già in orgasmo. 
Fu il suo turno di gridare che stava godendo come una troia e unii il mio piacere al suo, eiaculando per la terza volta quella giornata campale e anale.
Quando mi ritirai dal suo culo col pene che sgocciolava, lasciai che Natascia e Jasmine lo ripulissero da ogni traccia di sborra e mi accorsi che anche il nonno aveva sborrare dentro nonna.
La porcona, stravolta dal doppio piacere appena goduto, era rimasta come inebetita a pecora sul divanetto, mentre dai suoi orifizi uscivano rivoli di sperma.
Natascia e Jasmine accorsero a leccare anche quel nettare e a ripulire nonna da ogni traccia spermatica mentre osservavo la loro dedizione a occhi spalancati.
Ma il rito serale non era ancora del tutto terminato, mancava la parte più liquida e nonna, abbracciate Natascia e Jasmine si mise con loro in ginocchio davanti a noi maschietti.
Fu nonno a spiegarmi che era l'ora della doccia dorata, iniziando a spruzzare la sua copiosa e calda pipi sui tre corpi nudi davanti a noi e io felice lo imitai.
Dopo quella gioiosa pioggia profumata furono le donne a pisciare su noi, in modo particolare sui nostri cazzi restati sgonfi dopo la precedente doppia penetrazione con sborrata di nonna.
La quale volle anche giocare con i nostri peni, accostandoli e strizzandoli insieme e devo ammettere che anche quel gioco gayoso fu molto eccitante e mi fece tornare duro.
E meno male perché anche Natascia e Jasmine vollero provare l'ebbrezza della doppia penetrazione come nonna e come con lei, quella notte ebbi l'onore di sfondare entrambi i loro buchetti, già percorsi da tempo come quello di nonna dal pene potente del nonno, il quale era dentro le loro fichette affamate.
Di quella notte, oltre al sesso frenato ricordo con particolare piacere il risveglio e la colazione che nonna aveva preparato molto abbondante, sapendo che di giorno non avremmo fatto altro che chiavare tutti e cinque insieme.
END

mercoledì 25 marzo 2026

Consolazioni

Chiara me lo tiene stretto, come se dovesse soppesarlo, lo osserva verificando che sia abbastanza pulito ed eretto e poi lo indirizza verso la fessura della madre, Alba.
Alba rabbrividisce a quel contatto lieve ma molto intimo, Chiara con due dita filiali schiude le piccole labbra e attende la mia spinta.
Affondo lentamente, con in testa le sue raccomandazioni, sii gentile, non essere troppo irruento, mamma è ancora molto provata dalla morte di papà.
Così Chiara ha avuto l'idea di un diversivo per le giornate ma dovrei dire le serate della madre, un diversivo a forma di pene, il mio.
Non intendo spiegare qui tutti gli avvenimenti, è sufficiente dire che un anno fa lei ha perso il padre, Alba il marito ma si sa che i giovani si riprendono prima dai lutti e dalle disavventure della vita.
Sei mesi dopo essere rimasta orfana di padre ci siamo messi insieme, lei venticinque anni e io il doppio, diciamo che idealmente potevo rappresentare la figura del papà che ha perso.
Qualcuno maliziosamente dice che l'ha fatto per il mio notevole pene e in effetti la sera stessa in cui ci siamo conosciuti, ha voluto assaggiarlo in tutti i sensi.
Comunque sei mesi dopo quella prima sera a letto insieme, eccomi qui a consolare nella stessa maniera sua madre, donna appena più matura della mia età ma ancora bellissima.
Il mio pene scivola nella umida fessura di Alba che come un guanto di velluto mi avvolge e mi invia sensazioni dolcissime oltre a una gran voglia di sborrare.
Chiara che mi conosce e lo conosce bene, mi stringe per le palle con una certa forza, facendomi soffrire ma anche passare quel momento critico.
Cerca di starci con la testa, mi ha detto poco prima di coricarmi con lei e sua madre nude, nel letto matrimoniale di mia suocera, diciamo.
Così provo ad astrarmi da quel contesto caldissimo e a chiavarla con lentezza, affondando fino alle palle ad ogni colpo, mentre Alba sembra finalmente partita per una vacanza su un altro pianeta.
Chiara le accarezza i capelli mentre l'espressione della madre è quella di chi sta per entrare nel paradiso del piacere, compresa la colonna sonora di gemiti e lamenti.
Per un attimo mi sembra di notare una lacrima a lato dell'occhio di Alba, cosa che mi suggerisce che stia soffrendo ma non per il tormento del mio pene che scivola dentro e fuori la sua fica.
Forse ho solo avuto un miraggio perché viene oramai senza freni e quando Chiara le sussurra di lasciarsi andare, Alba emette grida di un piacere liberatorio.
Più tardi, quando sono uscito dalla fessura di mia suocera e lei si è ripresa dallo shock di essersi ritrovata femmina, eccola esaminare il mio pene.
Sono sull'orlo della eiaculazione, con Alba che lo coccola, ringraziandomi per averla fatta godere e nello stesso tempo si complimenta per le mie dimensioni, mentre Chiara osserva la madre e le consiglia cosa fare per eccitarmi, dato che conosce bene i punti deboli del mio cazzo.
Alba segue i consigli della figliola fino a quello di prenderlo tutto in bocca e lasciare che mi sfoghi riempedola di liquido seminale.
E intanto che la madre mi accoglie nella sua calda boccuccia, Chiara viene a mettersi a cavalcioni su di me, con la fica incollata alla mia bocca.
Il nostro piacere arriva in contemporanea, esplodo tra le labbra di mia suocera mentre Chiara esplode sul mio viso, godendo e spruzzando gioia liquida tutto intorno al mio viso.
Mai stato più felice di consolare qualcuno un po' triste, mi spiace per mio suocero che non ho conosciuto ma è grazie a lui se sono nel suo letto con sua moglie e sua figlia. 
Sua benedetto.
END

giovedì 19 marzo 2026

La Signora Col Cane

Non ho mai avuto grande confidenza con i cani, diversamente dai gatti, lei invece ne ha uno di grossa taglia col quale passeggia ogni mattina lungo la ciclabile che porta fuori città.
L'età molto matura non riesce ancora a celarne la bellezza, i lunghi capelli sale e pepe raccolti un una coda e il suo sorriso timido, mi hanno stregato.
Dopo alcuni giorni di passeggiate in comune, ci siamo presentati è piaciuti, malgrado lei abbia insistito parecchio sulla differenza di età tra noi.
Però ha smesso di lamentarsi di essere troppo vecchia e brutta, da quando a casa sua l'ho presa tra le braccia e baciata, mentre il suo cane sonnecchiava lì a fianco.
L'idea di seguirla nella sua villetta sui colli è stata sua, ci abita sola con Dario il suo labrador e nel silenzio di quella accogliente dimora si sentiva solo la sua voce, le sue recriminazioni sulla nostra differenza d'età.
L'ho afferrata, d'istinto, piuttosto rudemente e stretta in un abbraccio forte, ho incollato le labbra alle sue e lei ha smesso di lamentarsi.
Quando la mia mano si è infilata tra le sue cosce, si è lasciata aprire e toccare, le mutandine già bagnate, i sospiri a mille hanno sostituito i lamenti.
Sentendola gemere Dario ha emesso un bau annoiato e si è subito disinteressato della padrona, deve aver capito che non erano rumori di pericolo.
Dopo un po' di carezze intime ho tirato via la mano e le ho fatto annusare le mie dita umide, facendole notare come fossero bagnate dai suoi fluidi.
Se fossi vecchia davvero, saresti secca come un deserto, e lei ha sorriso e mi ha chiesto di rimettere la mano al suo posto, ma dentro le sue mutandine.
Dentro lo slip la situazione era ancora più calda e il clitoride gonfio vibrava mentre lo sfioravo ed entrarle dentro e stato facile, tanto era scivolosa.
Ma il colpo di grazia alle sue inibizioni l'ha dato il mio pene quando ho preso la sua mano è portata a stringere il gonfiore sotto i miei jeans.
Se fossi davvero vecchia e brutta non me lo avresti fatto venire duro, e lei non ha sorriso solo perché stava già venendo e sentire la mia erezione è stato fatale per il suo piacere che è esploso, facendola gridare che stava godendo.
La sua espressione era quella di chi da tempo desiderava sfogarsi, quella di una donna ancora piena di voglie e felice di essersi buttata le frustrazioni alle spalle, almeno per un po'.
Lentamente, senza darle il tempo di riprendersi completamente, ho iniziato a spogliarla e lei è tornata timida, quasi ritrosa ma ha lasciato fare.
I piccoli seni ancora belli malgrado la pelle non più giovane ma i capezzoli ritti come fusi che le ho morso dolcemente, il ventre piatto e le gambe forse appena un po' troppo muscolose.
La peluria a coprire la sua fica era sale e pepe come i suoi capelli, un boschetto folto in cui però è impossibile perdersi che portava alla sua fessura bagnata e in attesa di nuove emozioni.
Smettila, non vergognarti, ho continuato nella mia opera di persuasione di fronte al suo corpo nudo e mentre le aprivo le cosce finalmente ha sorriso per davvero.
Leccarla tra le gambe è stata la conferma del mio interesse verso la sua femminilità e poi il suo sapore era così dolce, come tutta la sua persona.
E poco prima di farla venire ho smesso di baciarle la fica e senza spogliarmi l'ho preso fuori e messo letteralmente nella sua mano calda e tremante.
Dai, mettilo dentro, ho sussurrato per convincerla a fare qualcosa che già sapeva di dover fare, ma non riusciva senza una piccola spinta.
È stato bello penetrarla con lentezza, sentendo il tremito delle sue dita incerte intorno al cazzo, fino a un attimo prima di affondarle dentro.
Dario ha messo un altro paio di sbuffi sentendola invocare dio ma ovviamente non ha fatto o detto altro, consapevole che la sua padrona stava non bene, benissimo.
Mi sono tolto i vestiti mentre la chiavavo e lei mi ha persino morso al petto nel momento dell'orgasmo e le sono venuto dentro, scaricando il mio seme dentro di lei.
Dario non ha applaudito ma è rimasto giù a dormire o a pensare, mentre noi siamo rimasti uniti per un po', finché il mio cazzo è sgusciato via e lei è corsa in bagno.
L'ho seguita e guardata mentre faceva pipì e mi ha fatto segno di avvicinarmi, voleva guardare il mio pene da vicino, era da un bel po' che non ne vedeva uno, anche se sgonfio.
Ha sorriso, lo ha sollevato con la mano e baciato, un bacio morbido e lieve sulla cappella ancora bagnata di sperma denso, appena eiaculato.
Ha leccato le goccine di liquido seminale che la imperlavano e ha detto che da tanto tempo non sentiva quel sapore acre di maschio.
Sapore che non le piace ma che pur di avermi nel suo letto è piu che disposta ad assaggiare e a lasciarmi venire nella sua bocca vellutata.
Che fosse una donna molto dolce lo si poteva capire dal suo sguardo timido e dal rossore sulle sue guance quando la guardavo in viso.
Che fosse ancora una femmina calda e desiderosa di affetto carnale e piacere sessuale è stata forse una scoperta, anzi una bella scoperta e Dario è d'accordo con me.
END

Anna Dai Capelli Rossi

Anna mi guarda negli occhi da sotto in su, occhi che sorridono, piedi di gratitudine per il calore che ho versato sui suoi piccoli seni.
Ha capelli rossi e occhi azzurri, un mix meraviglioso, dentini aguzzi, un poco irregolari che poco fa ho avvertito scivolare sulla cappella.
Si è fatta i buchi nelle orecchie da bambina e ora che è poco più che una ragazzina regala pompini a maschi come me, non più giovani, mai stati belli.
Vuole sapere se mi è piaciuto, si scusa se non ha voluto il seme caldo in bocca, non le piace quel sapore e non si ritiene bella, con le sue tettine minuscole.
A sessant'anni se una ragazza poco più che maggiorenne te lo prende in mano e poi in bocca per il solo piacere di farti un pompino, di cosa vuoi lamentarti.
Anna dai capelli rossi bazzica il bar da quando aveva quindici anni, prima insieme a un gruppetto di adolescenti della sua età e poi quando questi si sono trasferiti in un locale più alla moda o più adatto ai giovani, lei è rimasta.
Da quel momento è diventata la mascotte degli avventori del vecchio bar, vecchi come me, vecchi come il bar ma ancora vivi, pieni di voglie e porcherie.
Voglie e sogni che Anna ha vezzeggiato, curato e avverato da quando per la prima volta è entrata nel bagno con uno di noi anziani, non ricordo più nemmeno chi, e glielo ha preso in mano.
Probabilmente con la scusa di aiutare ad  espletare un bisogno primario, o solo con la voglia di vedere e poi toccare un pene antico e gocciolante.
Per me almeno è stato così, ha detto faccio io, dopo avermi seguito nel cubicolo dove mi ero recato per pisciare e lasciandomi inerte a guardarla, ha afferrato il mio pene sgonfio.
La sua giovane manina calda ha provocato una antica reazione, facendolo diventare barzotto e poi ha continuato felice nel vedermi e sentirmi eccitato a causa sua, delle sue carezze.
Posso dargli un bacino, mi ha chiesto maliziosa, studiando la mia espressione turbata e mentre ancora gocciolavo, ha sfiorato la cappella con le sue labbra morbide e vellutate.
Purtroppo non mi ha lasciato venire nella sua boccuccia calda ma il piacere è stato lo stesso intenso e meraviglioso, dopo anni e anni di masturbazione solitaria.
Non le piace il sapore dello sperma ma sa cosa piace a un uomo, seppure anziano e ora una volta dentro il bagno si toglie la maglietta e mostra i piccoli seni su cui accetta le nostre sborrate.
Le piace il calore del liquido seminale che le scalda la pelle liscia, così come adora ascoltare i lamenti dei suoi non più giovani innamorati.
Che qui al vecchio bar lo siamo tutti un po' innamorati di lei, delle sue carezze, dei suoi baci sulla cappella, degli schizzi sulle tettine, dei suoi occhi e dei capelli rossi.
Due o tre eiaculazioni pomeridiane e Anna torna a casa felice di aver fatto godere altrettanti uccelli pensionati o comunque molto più vecchi di lei.
Adora svuotare palle piene di succo di maschio invecchiato e i sapori forti di cazzo poco pulito ma lo sperma solo sulla pelle, mai in bocca.
È bellissima quando si mette in ginocchio e dispensa piacere come una sacerdotessa di un culto pagano e assai pornografico.
Glielo dico ogni volta che mi fa godere e lei mi sorride grata per le mie parole e non solo per il mio sperma o altri fluidi che estrae direttamente dal mio pene.
Con fare materno lo rimette nelle mutande e con un'ultima carezza si rialza e mi lascia solo, per tornare di là a vedere se qualche altro vecchio ha bisogno di una mano o di una bocca.
Intorno, nel bagno, c'è un po' di casino, sborrarle addosso o farle pipì addosso significa lasciare delle tracce che il barista non può non vedere.
Ma siccome anche lui è di una certa età ed è tra i fortunati a cui Anna regala momenti piacevoli, non si lamenta delle pulizie extra che gli tocca fare.
Quando esco dal bagno mi accorgo che Anna è già all'opera con un altro anziano avventore, con cui si è chiusa nell'altro bagno del bar.
Chiusa per modo di dire, la porta è semi aperta perché ad Anna non dispiace nemmeno essere spiata mentre tiene in mano un cazzo sgonfio che sprizza pioggia dorata. 
E ancora di più quando si china a fare un pompino allo stesso pene poco pulito è mai completamente eretto che costringe alla resa in pochi minuti.
Il suo sguardo mi inquadra sulla soglia a spiarla mentre un anziano come me le sborra sulle tettine deliziose che come sempre scopre per accogliere lo schizzo.
Sei bellissima, le dico senza emettere un suono e Anna sorride felice, leggendo le parole rimaste sulle mie labbra, e poi torna a dedicarsi completamente al cazzo che ha appena eiaculato.
Torno di là camminando a fatica, il barista mi guarda e capisce cosa mi è successo e mette su un caffè, forte e amaro, come lo desidero ogni volta che Anna mi fa godere.
END

La Cavallerizza Deanna

No, quelli tienili, le dico mentre si spoglia e Deanna sorridendo ma senza capire perché mi accontenta e si toglie tutto tranne i pesanti eppure eleganti stivali di gomma che indossa.
Via la maglia di lana, via i pantaloni, via il reggiseno, lasciando che le sue piccole mele aguzze sbuchino fuori e infine via le mutandine che non nascondono più la sua peluria vintage ma assai arrapante.
Deanna resta nuda con gli stivali a esibirsi per me, sorridente ma con la curiosità di sapere perché la voglio così, ma in realtà non ho una vera ragione, è solo che mi piace pensarla a vederla che indossa solo gli stivali.
Ti piacciono le cavallerizze, mi chiede venendo a sedersi sulle mie ginocchia restando di fronte e aprendo le gambe a mostrarmi Il suo boschetto da vicino.
Sei bella, le sussurro eccitato mettendo la mano sotto la sua fessura e accarezzando la morbida peluria che la ricopre e Deanna sulle mie dita si adagia e si strofina, sospirando amabilmente.
Se ti stai chiedendo perché non mi depilo come fanno tutte, sappi che lo faccio perché sono una donna anziana di un'altra generazione, quando andava di moda il pelo folto, aggiunge sorridendo.
Potrei dirle che non è affatto vecchia ma non sarebbe la verità e sarebbe un po' come prenderla in giro, Deanna è mia coetanea e quindi sui sessanta.
Sul suo viso si leggono gli anni ma il suo corpo sembra ancora quello di una ragazzina, forse perché è minuto, forse perché si è saputa mantenere bene. 
Un seno piccolo è d'aiuto perché non risente più di tanto della gravità e anche il suo sedere è ancora solido e pare non dare segni di cedimento.
Ma è soprattutto la scintilla che vedo nei suoi occhi a rivelare che dentro di sé Deanna è ancora una bambina e le bambine si sa, hanno tanti desideri. 
Ci frequentiamo da un po' anche se non ci vediamo molto spesso ma i nostri incontri sono sempre molto caldi e questo grazie alla sua sensualità innata.
La prima volta che siamo stati insieme, lei mi ha praticamente letto nel pensiero, perché a un certo punto, dopo essersi spogliata per me, si è messa in ginocchio a farmi un pompino e dopo che le sono venuto in bocca, ha alzato gli occhi puntandoli nei miei e mi ha chiesto se fosse stata abbastanza troia.
Deanna conosce la psicologia degli uomini anche se non è sposata e non ha un compagno fisso ma forse proprio per questo, perché le sue frequentazioni sono più simili a un gioco che a un sentimento, capisce cosa eccita la mente di un maschio e sa come prenderlo. 
Questo non significa che potrei chiamarla troia mentre siamo al bar insieme agli altri avventori, in quel caso diventerebbe una gatta con le unghie pronte a cavarmi gli occhi. 
Mentre questi pensieri affollano la mia mente Deanna si occupa di tirare fuori il mio uccello sul quale viene a sedersi per accoglierlo nella sua fica calda e boscosa.
Si lascia andare con tutto il suo dolce peso e io entro dentro di lei fino alle palle, poi comincia a danzare facendo su e giù, come un ascensore erotico. 
Sai che lo sento tutto, sussurra eccitata, ce l'hai grosso anche se non troppo lungo ma così lo sento davvero tanto, e la sua espressione conferma le sue parole. 
Ho messo le mani sotto le sue natiche per aiutarla e lei mi sorride con gratitudine, continuando a danzare sensualmente e a cercare il piacere in maniera egoistica ma come le ho detto di fare quando è con me. 
Il mio timore è che Deanna, anche se sa che agli uomini piace quando si dimostra un po' troia, nel momento del piacere si trattenga ma forse è solo una mia impressione. 
Eppure mentre viene davanti e sopra di me mordendosi le labbra e smaniando e gemendo per l'orgasmo imminente, sono quasi certo che vorrebbe urlare ma non lo fa o non vuole.
L'esplosione orgasmica iniziale è seguita da una serie di sussulti che la lasciano stremata dalle sensazioni appena provate e Deanna si adagia su di me, sul suo morbido materasso, come è solita chiamarmi, dato che sono in sovrappeso.
La tengo stretta e provo a scaldarla perché dopo aver goduto Deanna ha sempre un po' freddo anche se la stagione è calda ma quelli che prova dopo sono brividi di piacere molto simili a quelli di freddo.
Trovo piacevolissimo che lei si abbandoni prima al piacere e poi si lasci stringere a lungo fino a quando i tremiti non si sono calmati e finalmente può esprimere la sua gratitudine.
Era un po' birichina da ragazzina, mi ha confessato In uno di questi momenti, le piacevano molto gli uomini ma soprattutto adorava farli godere con la bocca.
Ed è per questo che dopo avermi cavalcato e aver raggiunto l'orgasmo che desiderava, si mette in ginocchio davanti a me per adorare il mio pene.
La sua passione si nota molto bene ancora oggi, mentre sfodera tutte le sue arti nel farmi un pompino maestoso, con un finale lieto ed esplosivo.
Perché hai voluto che tenessi gli stivali, mi chiede rialzandosi in piedi e deglutendo il mio seme che non ha mai sprecato ogni volta che mi ha fatto godere con le sue labbra. 
Non lo so veramente, è soltanto che mi eccitava la visione del suo corpo nudo e minuto mentre indossava quegli stivali un po' sovradimensionati per lei.
Se vuoi la prossima volta posso venire con le mie Loiboutin, mi propone sorridendo e naturalmente non posso fare altro che accettare la sua proposta. 
Vedrai che sono molto più sexy quando indosso gli stiletti invece che questi affari grandi e gommosi, e a queste parole non posso fare altro che annuire, sapendo che è sicuramente vero quello che mi dice.
Ma che indossi un tipo di scarpa o un'altra mentre è nuda, l'importante è che Deanna si spogli per me, faccia l'amore con me e che continui a esercitare la sua arte per farmi godere con le sue labbra morbide e vellutate.
END

mercoledì 18 marzo 2026

Sedotta e Abbandonata

Riconosco una donna delusa quando la vedo e lei è esattamente così, quando mi comunica che la camera prenotata per due, sarà occupata da una sola persona.
Lavoro sempre di notte, in albergo c'è meno confusione, poca gente in giro e le ore passano più veloci che di giorno, inoltre capita che qualcuna come lei mi faccia compagnia.
Una donna delusa è una donna che ha voglia di sfogarsi e un portiere di notte più giovane, educato e comprensivo è l'ideale per confessarsi.
Qualche volta mi sono capitate donne che sono scese alla reception durante il mio turno notturno, lasciando in camera un marito o un amante.
Abbigliate in maniera appena decente, anche spettinate o senza trucco dopo una chiavata finita male o non particolarmente soddisfacente, a causa di un uomo troppo rapido o troppo egoista.
Qualcuna, davvero poche invece più che soddisfatte sessualmente ma tristi dopo un orgasmo con qualcuno da cui desideravano qualcosa di più che il sesso.
Quelle davvero soddisfatte di marito o amante non scendono da me nel cuore della notte in effetti, nemmeno a parlare del tempo o della moda.
Lei è scesa giù alle tre con quel vestitino bianco che indossava anche stasera, quando mi ha avvisato che avrebbe occupato la doppia da sola, senza la persona che attendeva.
Solo che a differenza di qualche ora prima, erano solo due i bottoni che impedivano al suo seno di sbucare fuori completamente e al candore delle sue mutandine di accecarmi.
Penso che avesse bevuto e le sue inibizioni fossero annullate dall'alcol che aveva in corpo e quando mi si è letteralmente seduta in braccio, ho deciso che non potevo approfittare di quel momento di debolezza.
Toccare la sua pelle nuda è stata una tentazione enorme e malgrado l'erezione montata dentro le mie mutande, sono riuscito a controllarmi e a metterla seduta nelle poltrone della hall. 
Quando ha capito che non volevo chiavarla ha iniziato a piangere sommessamente ma solo per poco, poi mi ha chiesto se volevo ascoltare una storia triste.
Questo lo posso fare, le ho detto, sempre che non arrivi qualche telefonata o qualche cliente in giro di notte e lei ha sorriso, un po' rincuorata.
È una sessantenne libera da impegni sentimentali ma ancora attiva sessualmente, se non fosse che i sentimenti hanno di nuovo fatto capolino nella sua vita.
Colpa di un bel ragazzino che ha forse un terzo della sua età, col quale si erano dati appuntamento in albergo e con cui avrebbe dovuto dividere stanza e letto.
Solo che all'ultimo momento lui si era tirato indietro e lei ora non sapeva darsi pace, non sapendo le motivazioni del suo rifiuto nei suoi confronti.
Quando mi ha descritto il giovanotto come maturo e non solo carino, già con la patente e dotato di contante sufficiente a girare il mondo da solo, le lacrime le sono tornate.
Come prima si è ripresa subito e mi ha raccontato di come lo abbia conosciuto e sedotto, anche se a me è parso che la sedotta fosse lei, ma tant'è.
Il suo racconto era infarcito di particolari piccanti e immagino sempre per colpa dell'alcol in circolo dentro di lei che mi ha raccontato come si fossero amati.
E di come lei gli avesse donato tutta se stessa, lei una donna di un'altra generazione, abituata al sesso missionario, preceduto da qualche carezza e baci, si era ritrovata a fare la troia con un ragazzino che ne sapeva quasi più di lei, grazie alla pornografia in rete.
Era il figlio della sua vicina di casa, donna della sua età che vedeva da quando era un bambino giardino nel cortile della villetta a fianco della sua.
Il bambino era cresciuto ed era diventato bello e dotato e una sera rimasto solo a casa coi genitori in vacanza, aveva accettato il suo invito a cena. 
Una cena ottima ma il meglio era venuto dopo, quando sul sofà, davanti al televisore, lui aveva soddisfatto certe sue curiosità.
Quando era sola la sera lei guardava i programmi serali, sempre che non crollasse, vinta dalla noia di quella spazzatura televisiva.
Quella volta invece gli aveva chiesto di vedere qualcosa di porno su internet e il giovanotto aveva collegato il proprio smartphone al TV a grande schermo.
Ricordava bene come glielo avesse chiesto scherzando ma il ragazzo l'aveva presa maledettamente sul serio e si era ritrovata di fronte a un elenco di tipologie di rapporti sessuali di ogni varietà.
Vedendola incapace di sceglierne uno piuttosto che un altro, il giovanotto aveva optato per il genere donne mature e le aveva aperto un mondo, un mondo caldo e umido.
Avevano guardato filmati incandescenti di donne mature o meglio MILF secondo un linguaggio più recente del suo, durante rapporti sessuali di ogni tipo.
Quelli che preferiva e aveva scoperto preferiva anche il suo giovanissimo vicino di casa, erano quelli dove esisteva un gap generazionale tra i protagonisti.
Ragazzini dell'età di quello seduto al suo fianco che seducevano o erano sedotti da donne più o meno della sua età che si offrivano senza alcun pudore.
Alcune di loro erano attrici, le aveva spiegato il ragazzo ma molti filmati erano veri amatoriali e alla fine avevano guardato insieme proprio quelli.
Donne come lei, non più giovani, nemmeno troppo belle, alcune anche un po' cadenti che accoglievano in mano, in bocca o in entrambi gli orifizi dei cazzi più o meno dotati e più o meno resistenti.
Per non parlare dei giochi d'acqua che per lei erano davvero dei misteri a cui non aveva mai pensato in vita sua, donne mature che ricevevano docce dorate o le donavano a giovanotti eccitati.
E quella sera si era eccitata da morire anche lei insieme al ragazzo e lui per primo aveva infilato la mano tra le sue cosce che lei aveva immediatamente spalancato.
Senza toglierle le mutandine il giovane l'aveva costretta a venire solo sfregando il tessuto bagnato e lei aveva gridato forte che stava venendo.
Quel piacere inaspettato l'aveva sconvolta al punto tale che dopo, mentre ancora tremava e respirava a fatica, aveva schiuso le labbra quando lui aveva accostato la cappella alla sua bocca.
Il giovanotto intraprendente non si era affatto preoccupato della scarsa igiene intima e nemmeno che non le piacesse particolarmente il sapore dello sperma.
Aveva infilato il pene nella sua bocca e dopo qualche spinta avanti e indietro era venuto grugnendo e si era svuotato ampiamente le palle. 
Lei l'aveva lasciato fare, senza curarsi del profumo forte e del sapore acre prima del suo cazzo e poi della sua sborra che aveva ingerito, sapendo che gli avrebbe fatto piacere vederla fare la troia.
Quella notte lui l'aveva passata nel suo letto e lei gli aveva lasciato provare anche l'ebbrezza della sodomia che aveva provato con i suoi amanti precedenti, senza mai provare un vero piacere.
Come per i sapori del pompino, aveva lasciato che lui la facesse soffrire con una inculata piuttosto violenta, senza fargli capire che le stava facendo male.
Ma lei credeva che se anche avesse capito che soffriva, non si sarebbe fermato o non avrebbe usato più dolcezza, tutt'altro, lo avrebbe fatto con ancora maggior irruenza.
Comunque erano diventati amanti senza che i genitori di lui lo capissero e alla fine lei si era innamorata davvero di quel giovane capace di farla sentire ancora una donna, anche se un po' troppo violento nei rapporti sessuali.
E dopo, quando i genitori del giovane erano tornati, si erano incontrati in maniera poco soddisfacente e troppo rapida per la voglia che lei aveva di lui e del suo cazzo.
Fino a quando lui aveva avuto l'idea di passare qualche giorno di vacanza da solo, in una località lontana da casa e aveva scelto il mio albergo.
Solo che a dispetto della promessa di incontrarla qui, non si era presentato e adesso non rispondeva nemmeno alle sue chiamate ma le aveva mandato solo un eloquente whatsapp.
Che lei mi aveva fatto leggere mentre era sul punto di tornare a piangere e che diceva poche, lapidarie parole, è finita, non rompermi più le palle.
Così lei ritrovatasi sola nella stanza in cui aveva sognato di amare il suo giovane principe azzurro, quella sera aveva cenato a gin e dopo qualche ora passata sul letto era scesa da me in reception.
Anche tu mi ha respinto, sono le sue parole che sorpreso fatico a decifrare, stai dicendo sul serio Signora Matura, davvero pensavi di scopare un portiere di notte?
Naturalmente lo penso soltanto, non glielo dico davvero, anzi con pazienza cerco di non fare caso a queste parole e mi offro di accompagnarla nella sua stanza, visto che sono quasi le sei del mattino.
Tra poco arriveranno le ragazze che preparano la colazione ed è meglio che la Signora Matura sia nella sua camera, distesa a riposare un poco nel suo comodo letto, anche se da sola.
Quando sto per lasciarla lei mi viene vicino, mi abbraccia e mi ringrazia per averla ascoltata e sopportata e un suo bacio sulle labbra non lo rifiuto. 
Spero che non metta una mano sul gonfiore che sento sotto i pantaloni, perché lei e il suo racconto mi hanno parecchio eccitato.
Ricambio il suo bacio con la fretta di chi deve lasciarla a malincuore, poi prendo coraggio e la invito per la notte successiva a tornare da me, però sobria.
Lei mi sorride mentre chiude la porta della stanza e promette che verrà a trovarmi senza bere un goccio di alcool ma solo di acqua.
L'orologio segna le sei e mezza, faccio appena in tempo a tornare in guardiola che le ragazze del primo turno di pulizie entrano in albergo. 
Le saluto mentre mi passano davanti e mi accingo ad attendere che passi anche l'ultima ora e mezza prima di poter tornare a casa a riposare a mia volta. 
Le ore saranno lentissime a passare prima del prossimo turno di  notte e non vedo l'ora di avere la Signora Matura ancora tra le braccia ma sobria e vogliosa.
Tanto quanto io ho voglia di lei.

La Nonna Vergine

Cazzo nonna ma che stai facendo? Secondo te sono ancora piacente o faccio schifo, mi chiede aprendo la vestaglia e mostrandosi in mutande e reggiseno.
Osservo il suo corpo esposto senza dire nulla, provo a riflettere e a cercare una risposta alla sua domanda.
Ha ancora un viso discreto, anche se la sua pelle comincia a dare segni di cedimento ma il problema sono i capelli. Ha un taglio orrendo, glielo dico e lei risponde che apprezza la mia sincerità ma poi continuo parlando del suo seno, grande e materno.
Il reggiseno nasconde la realtà di due bocce grandi e cadenti ma a sessantasei anni che si può pretendere, anzi direi che sono ancora splendide.
La pelle della pancia è bruttina, negli ultimi tempi nonna ha fatto la dieta e di conseguenza ora si è un po' raggrinzita ma penso sia normale. 
Le mutandine nascondono la sua intimità ma le cosce sono ancora toniche e lì finisce la visibilità del suo corpo ed è il momento della somma finale. 
Allora, vuoi dirmi se secondo te sono ancora chiavabile, come direbbe Berlusconi o posso solo andarmi a seppellire in una casa di riposo?
Sorrido alla sua battuta e mi avvicino a lei col pene che sussulta nelle mutande e le dico che non deve andare da nessuna parte, ma restare qui con me.
Vuoi vedere le tette, mi chiede con una voce turbata quanto la mia, e vedendo la mia lingua che arriva quasi ai miei piedi ha già la risposta.
Sono grandi, cadenti ma sono ancora belle da vedere o forse sono io a trovarle eccitanti e mi viene voglia di toccarle, lei capisce, prende le mie mani e le mette a coppa sui seni.
Gliele stringo dolcemente, nonna sussulta, sospira profondamente, i capezzoli le si ergono durissimi e dritti come fusi e mi concede di toglierle le mutandine.
Fallo tu amore, mi invita, te lo sei meritato di levarmele e di vedermi nuda, ma non è solo per farsi guardare che nonna è completamente svestita davanti ai miei occhi spalancati.
Le sue mutandine scendono lentamente, abbassate dalle mie dita tremanti e il bosco che ricopre la sua fica in fremente attesa di piacere.
Nonna si siede sul sofà, allarga le cosce e mi invita all'assaggio, così cado in ginocchio davanti alla sua fica poco depilata, pronto all'adorazione.
La mia bocca si incolla alla sua fessura incredibilmente umida malgrado l'età, il suo sapore salato mi piace assai, affondo la lingua tra le piccole labbra e nonna sussulta e geme.
Bravo amore, così, si complimenta e inizia a sospirare ancora di più quando le mie dita si sostituiscono alla mia lingua che sale sul promontorio del clitoride.
Entro profondamente con indice e medio appaiati, nonna fa le fusa come una gatta in calore quando un maschio la monta con irruenza giovanile.
Viene e dalla fessura schizzano gocce di miele caldo e salato appena sfilo le dita con le quali vado a cercare il buco più stretto mentre lei si dimena. 
No, nel culo no amore, ti prego, ma ormai sono deciso a provare anche quell'entrata che mi pare di capire sia l'unica rimasta intonsa. 
Nonna si arrende, sta per venire e si concenta sul piacere che le mie dita nel culo amplificano notevolmente e la costringono a lasciarsi andare.
Uggiolando viene travolta da un orgasmo così intenso da farla tremare come una foglia, ma che gridi pure, è fantastica così, figuriamoci quando le infilerò il cazzo nel suo buchetto.
Quando smette di tremare sono pronto, le mostro il pene eretto che non ha più le dimensioni di quando ero un bambino e lei lo accarezzava giocandoci.
Amore so cosa vuoi, come lo vuoi, ma fai piano che per me è la prima volta, sussurra e girandosi mi offre il suo culone allo sguardo e alla sodomia.
Le allargo le natiche e appoggio la cappella al pertugio che si contrae pazzamente, in preda al timore ma anche alla voglia di nuove sensazioni.
Basta una piccola spinta e il mio pene viene aspirato come se nonna avesse una idrovora là dentro e mi ritrovo profondamente dentro di lei, fino alle palle.
I timori di nonna scompaiono in pochi istanti di sofferenza, sostituita dal piacere, allungo le mani e tenendola per le grandi tette la inculo con dolcezza.
Adesso nonna grida, di piacere addolorato ma così intenso da farle perdere la ragione e da implorarmi di sfondarla e chi sono io per non accontentarla?
Dopo un corpo a corpo di qualche minuto nonna gode ancora una volta e perso in quella strettoia smetto di ragionare anche io e le sborro nel culo, godendo in lei e con lei.
Amore sento tutto sai, il tuo cazzo, il tuo seme che mi cola dentro bollente, mi hai fatto godere come una troia, confessa nonna con un sorriso che non le vedevo da tempo. 
Sono rimasto duro anche dopo averle eiaculato dentro, fatico a interrompere quella sodomia così dolce ma anche così violenta come piace a lei.
Quando lo tiro fuori si inginocchia come un fedele davanti al suo dio e bacia la cappella turgida e ricoperta di sborra fino a quando non la ripulisce completamente.
Allora amore, non sono ancora da buttare, vero, mi chiede con sincera curiosità ma che altro posso risponderle se non che per me lei è la mia troia.
Nonna annuisce felice e appagata, si sente ancora una donna e più completa di prima, dopo avermi donato la sua verginità anale che mi piace pensare abbia tenuto da parte appositamente per me.
Ci aspetta il suo lettone matrimoniale per continuare la nostra conoscenza carnale e godere ancora insieme a lungo.
END 

Agnese Dolce Agnese

Verso sera esco dal bar e inforco la bicicletta per tornare verso casa, anche se non ne ho voglia, abito fuori paese di qualche chilometro e ultimamente mi pesa pedalare ma pure camminare.
Agnese esce con me, ha finito il turno, ha finito di ricevere toccatine e apprezzamenti non richiesti, oltre ad ascoltare quelli non sono razzista ma.
Agnese è bellissima, giovanissima, ha la pelle d'ebano e un fisico da indossatrice ma è finita a fare la barista in un paese della bassa.
Parla italiano meglio di me e di tanti altri che storcono il naso quando la vedono, è nata in Italia ed è cresciuta e andata a scuola qui, le sue origini sono senegalesi.
È tutto quello che conosco su di lei, per il resto è così bella che quando sto al bar non faccio altro che cercarla con lo sguardo e ogni tanto sognarla.
Devo essere uno tra i pochi che si limita a darle il buongiorno e le chiede un caffè o altro usando il lei, non sono mai riuscito a prendermi delle confidenze con Agnese.
Peraltro lei è molto espansiva, tanto che si dice che come secondo lavoro faccia la puttana, o almeno che si lasci abbordare da quelli più agiati del bar e ci vada a letto per soldi.
Se lo fa sono fatti suoi, immagino che come tanti abbia bisogno di soldi, lo stipendio del bar non è granché e ha un affitto da pagare, oltre alle altre spese.
Di sicuro la sera l'ho vista molto spesso salire sull'auto di qualche avventore che con la scusa di accompagnarla a casa potrebbe averne approfittato.
Quando le passo davanti con la bici mi fa segno di fermarmi, aspetta un momento, non è che mi accompagneresti a casa, mi domanda di getto.
Mi fermo un po' stupito, con la bici, le chiedo, sono diversi chilometri in effetti e lei abita ancora più lontano di quanto sto io dal bar.
Agnese nemmeno mi ascolta, viene a posare le natiche rotonde sul cannone della bici e me la ritrovo tra le braccia, col suo profumo che mi inebria i sensi.
Forza andiamo, mi invita a partire e un po' a fatica riesco a mettermi in strada pedalando e cercando di non farmi distrarre dalla sua scollatura che ho proprio sotto gli occhi.
Non sono più un ragazzino, anzi sono un vecchio pensionato, di quelli poveri o forse Agnese avrebbe già provato a sedurmi, se non fosse che ho solo una due ruote e perdipiù a pedali.
Comunque è bello avere il suo corpo tra le mie braccia e toccarla ed essere toccato, una sensazione che mi trasmette dei brividi piacevoli e mi fa smuovere il pene, immobile da tanto tempo.
Agnese è allegra malgrado stia tornando a casa in bici, dice che per sua fortuna ha un culo resistente e che non sta troppo scomoda sul cannone.
Le credo fino a un certo punto ma tanto che ci può fare, al momento non ha alternative, da queste parti se chiamasse un taxi arriverebbe dopo ore o mai.
Il guaio è che quando siamo vicini a casa mia inizia a piovere e ci si mette per bene, tanto che ci inzuppiamo non avendo un ombrello per coprirci.
Arriviamo di corsa sotto il portico di casa, praticamente una baracca isolata ma che ci permette di ripararci dalla pioggia battente e quando invito Agnese a entrare, lei accetta con mia sorpresa.
Ma che poteva fare, è tutta bagnata e mi chiede un asciugamano che vado in bagno a cercare e quando torno da lei la trovo nuda e bellissima.
Nuda l'avevo solo sognata, è una vista fantastica quel suo corpo dalla pelle nera e lucida, seni grandi, pancino appena accennato, cosce lunghe e carnose.
Agnese mi prende di mano il telo e se lo avvolge intorno, chiedendomi di aiutarla nell'opera di asciugatura e tremando faccio quello che desidera.
Per fortuna è capitato d'estate, in una serata calda anche se non afosa e ringrazio il dio della pioggia per il tempismo insieme alla mia erezione.
Agnese va a stendersi sul divano, seduta di schiena contro il bracciolo, le lunghe gambe che escono dall asciugamano e i bei piedi che arrivano quasi in fondo alla seduta.
Dai siediti anche tu intanto che si asciugano i vestiti, Agnese mi invita a mettermi vicino ai suoi piedini e io mi stringo un po' e vado in posizione.
Forse mi ci vorrà il phon per i capelli e io scatto verso il bagno e torno con l'attrezzo ma lei mi indica di sedermi e io torno in fondo ai suoi piedi.
Scaldami i piedi che sono freddi, mi dice sorridendo ed effettivamente quando li stringo tra le dita li trovo gelati, strano ma è così e ne approfitto.
La scaldo volentieri, toccandoli e palpandoli mentre lei mi prende in giro, sono il solito maschietto Italiano razzista che vorrebbe chiavarla o almeno vederla nuda per masturbarsi.
In realtà sono tra i pochissimi che l'ha sempre rispettata anche col pensiero, a parte quelli sconci in cui eravamo a letto insieme e lei mi faceva delle cose.
Non mi sono mai rivolto a lei come alcuni fanno di solito al bar e meno ancora mi sono mai permesso di darle una pacca sul culo o di toccarle le cosce.
Ma so che in tanti invece lo fanno, ne approfittano e magari ne sparlano visto che Agnese con alcuni effettivamente ci sta, che sia per soldi o meno non importa.
E poi c'è la canzone, quella di Ivan Graziani e il mio peccato più grave, a parte sognarla nuda e accondiscendente, è stato storpiare i versi.
Mi veniva da cantare Agnese dolce Agnese color di maionese, invece che cioccolata, giusto per la rima idiota, oppure non ti ho mai baciata, diventava non ti ho mai chiavata, infantile lo so.
E ora lei è qui e ridendo apertamente di me e del mio imbarazzo, come se percepisse i miei pensieri, allarga le cosce e mi mostra quello che nasconde là in mezzo.
Agnese non si depila come le donne moderne, forse non vuole sprecare soldi per l'estetista o forse le piace stare così, al naturale col boschetto curato ma folto.
Ti piace, mi chiede beffarda ma non  ascolto la sua provocazione, il mio cuore si è fermato come il mio sguardo è fermo sulla sua fica villosa.
Sei bellissima, provo a mormorare ma il tono mi riesce incerto, peggio che se balbettassi e Agnese forse commuovendosi per tanta timidezza mi chiede se voglio baciarla tra le gambe.
Sei stato gentile, il minimo che posso fare per ringraziarti e farmi baciare qui, sussurra Agnese indicando quel fiore peloso che ha tra le cosce.
Con la testa là in mezzo mi sento come se fossi nella giungla, buia e umida, con l'afrore della fica di Agnese che mi invade i sensi e la mente.
Con mia sorpresa dopo un po' la sento lamentarsi e venire ma per non perdere la magia del momento continuo a leccargliela con amore, fino a quando la sua mano sulla mia testa mi comunica di smettere.
Ho il viso pieno del suo miele caldo e profumato e devo avere una espressione sconvolta perché Agnese mi sorride, grata per averle dato piacere.
Grazie, sei stato bravo, molti non vogliono leccarmi ma vogliono solo un pompino o infilarmelo da qualche parte, mi confessa senza inibizioni, vuoi che ti faccia un pompino?
Mezz'ora dopo la scarico davanti a casa sua, Agnese scende dal cannone della bici e mi abbraccia, le sue labbra si posano sulle mie. 
Il sapore del mio seme passa dalla sua bocca alla mia, lei maliziosa infila la lingua tra le mie labbra proprio per farmi assaggiare il mio stesso umore.
Buonanotte, sussurra Agnese, magari lo rifacciamo una di queste sere, fa in tempo a promettere prima di sparire dentro casa, lasciandomi fuori, stupito e felice.
END

Mamma Esibizionista

Quella foto con le tette mezze fuori ha avuto un grande successo tra i miei amici con i quali condivido i social ma non sono stato io a diffonderla, è stata proprio lei.
All'inizio aveva nascosto il suo viso ma quel crocifisso e quel ciondolo appeso nel solco tra i suoi seni e che non avevo notato subito, mi hanno aperto gli occhi.
Mamma sei una troia, le ho gridato appena l'ho riconosciuta e sono corso da lei per chiedere spiegazioni su quella immagine che aveva diffuso pubblicamente. 
In realtà quella foto l'avevo notata nei giorni precedenti e mi ci ero masturbato sopra, ma è stato quando un mio amico per prendermi in giro, mi ha fatto notare la somiglianza che ho cominciato a guardarla più attentamente. 
Dai cosa vuoi che sia, è soltanto una foto piuttosto casta, non si vede nulla, si è difesa mamma di fronte al mio attacco e alla mia irata sorpresa.
Quando le ho detto che avrebbe dovuto toglierla, mamma si è rifiutata, dicendo che adesso che finalmente era una donna libera dopo il divorzio da mio padre, avrebbe deciso lei per sé stessa. 
Vabbè io che ci potevo fare, mica potevo hackerarle il profilo e cancellarle la foto di mia iniziativa, anche se un po' ci ho pensato che quella potesse essere la soluzione.
In realtà se da una parte mi ha fatto arrabbiare vederla esposta pubblicamente, dall'altra ho sempre avuto verso mamma dei sentimenti che non sono solo da bravo figliolo. 
Fin da piccolo mamma mi ha abituato a vederla nuda in giro per casa e anche quando mi ha sorpreso diverse volte a masturbarmi intanto che la spiavo, non mi ha mai impedito di farlo e nemmeno rimproverato.
Insomma è stato un po' ipocrita da parte mia saltarle alla gola e chiederle di togliere quella foto, quando in realtà mi sono eccitato a vederla con le tette di fuori, anche se solo parzialmente.
Certo che con quella foto Mamma ha lanciato un amo piuttosto importante, a giudicare dai commenti che sono aumentati giorno dopo giorno e a cui lei ha sempre risposto tranquillamente.
Anche a quelli più sconci e poco educati che non ha mai censurato o cancellato, perfino quando erano più simili a insulti, piuttosto che a complimenti caldi e arrapati.
Leggendo quelli più cattivi avrei voluto rispondere per le rime a tutti quanti ma mi sono trattenuto per la paura di essere riconosciuto, o meglio che mamma fosse riconosciuta come tale.
Comunque quando il mio amico mi ha inviato la sua foto chiedendomi se si trattasse di mia madre, ovviamente ho negato, ammettendo soltanto una leggera somiglianza. 
La mia rabbia è sbollita quasi subito di fronte a mamma che non aveva nessuna intenzione di togliere la foto ed è rimasta ferma in questa sua convinzione. 
Solo che qualche giorno dopo sono apparse altre foto, molto più sconce di quella con cui aveva testato i suoi ammiratori su internet. 
Non solo mamma si è spogliata completamente e si è fatta dei selfie nuda ma ne ha fatti una serie davvero molto espliciti, in cui appariva a gambe aperte e anche mentre si accarezzava.
Così mi sono ritrovato da una parte nuovamente arrabbiato ma dall'altra molto eccitato dalla visione del suo corpo nudo che non avevo mai potuto vedere interamente durante le mie spiate.
Se il primo impulso è stato quello di correre da lei a fare un'altra scenata, mi sono reso conto che sarebbe stato solo a causa della gelosia che provavo nei suoi confronti, così ho evitato. 
Naturalmente mamma non me l'ha fatta passare liscia e di fronte al mio falso disinteresse mi ha chiesto direttamente cosa pensassi delle nuove foto.
Una madre sa cosa passa per la mente del figlio, specie se si è accorta che il figlio la guarda in una maniera molto particolare, in cui di solito si guardano le femmine che si desiderano e non le madri.
Ovviamente sapeva benissimo della mia eccitazione unita alla rabbia gelosa di un amante tradito e dopo avermi provocato con quella domanda di cui conosceva già la risposta, ha messo una mano sulla mia e finalmente siamo stati sinceri l'uno con l'altra. 
Mamma mi ha chiesto scusa ma ha ribadito che voleva continuare con quel gioco esibizionista perché si sente ancora una femmina in grado di dare e ricevere emozioni. 
Non voglio diventare una vecchia come tua zia che oltre a essersi rinsecchita è diventata una schifosa beghina sempre a messa, mi ha detto con voce calma ma ferma. 
Con tuo padre non ho mai vissuto a fondo la mia femminilità e voglio cercare di recuperare il tempo perduto finché qualche maschio ancora mi guarda. 
Lei è stata sincera e anche io non sono riuscito a trattenere la verità e le ho detto che per me lei sarebbe sempre stata bellissima a qualsiasi età. 
Le ho confessato quello che già sapeva e cioè che fin da ragazzino la spiavo masturbandomi con la visione delle sue nudità rubate e che vedere le sue foto mi aveva fatto arrabbiare, perché avrei voluto essere l'unico a poterla guardare tutta nuda mentre si accarezzava.
Amore, mi ha detto mamma mentre mi accarezzava una guancia, tu sei mio figlio e capisco che tu sia attratto da me sessualmente, ma sai che non possiamo perché sarebbe incesto. 
Mentre lei mi parlava io avevo un erezione nelle mutande che nemmeno la porta che mi ha chiuso in faccia è riuscita a fare svanire.
Nei giorni successivi mi sono masturbato sulle foto di mamma che lei ha continuato a pubblicare su internet ma non ho rinunciato a spiarla mentre faceva pipì o andava in bagno a farsi una doccia.
Mamma sicuramente se ne è accorta e come ha sempre fatto non ha chiuso la chiave la porta del bagno per impedirmelo e io continuo ad avere ancora qualche speranza che lei cambi idea.
Chissà, magari se dovesse vedermi col pene in mano che mi smanetto mentre è seduta a fare pipì, potrebbe venirle voglia di provare qualche emozione vietata, insieme a me.
END


Una Zia Senza Segreti

Zia si vede tutto. Ma Zia Margherita non si vergogna, anzi. Esibisce quella meraviglia di seno sotto la camicetta trasparente senza alcun problema. A sessant'anni è ancora bellissima e adora sentirsi addosso gli sguardi degli sconosciuti, oltre ai miei. I suoi capezzoli perennemente eretti lo confermano e pure zio Antonio è ancora innamorato di lei, tanto da perdonarle la sua smania di mostrarsi. Anzi il porco si eccita, anche se qualche volta, come ieri sera, al ritorno dal ristorante in cui zia ha permesso a tutti di guardare le sue splendide tette appena celate dal tessuto trasparente, si incazza e le fa una scenata. Ma appunto è tutta scena, perché dopo le urla di gelosia, ho ascoltato i loro rantoli di piacere. Credo che se da un lato mio zio si ecciti vedendo zia in abiti succinti, dall'altro zia si eccita nel fare esplodere la sua gelosia. Il tutto è solo un gioco, finalizzato a mantenere viva la loro unione sessuale dopo quasi quarant'anni di matrimonio. Vado con loro in vacanza da quando ero un bambino e dormivo con zia Margherita nello stesso letto, fino a quando zio ha scoperto che la notte, incollato al culo di zia, finivo per eiaculare contro di lei. Da quella volta mi prenotano una singola ma questo non significa che il mio rapporto speciale con zia sia finito, anche se quando è zio presente, non siamo così in intimità. Ma appena lui ci lascia soli, le cose cambiano, come quella volta in hotel a Palinuro. Zia e zio avevano prenotato in un hotel sul mare, per loro una suite di lusso, con piscinetta in camera, per me una singola poco distante dalla loro camera. Fin quando zio è rimasto in camera ho approfittato anche io della piscina ma con addosso il costume, appena lui è uscito per andare a fare una di quelle lunghe passeggiate che fa sempre, zia si è levata il bikini e io lo slip, e tutti nudi ci siamo immersi. Da quando zia Margherita si è accorta che il mio pene è più lungo di quello dello zio, il nostro rapporto intimo è cambiato, in meglio. Prima zia mi trattava come si tratta un bambino, le piaceva dare i bacini al mio pisellino già poco dopo la mia nascita e non ha mai smesso. Con la mia crescita si è sempre divertita a curare personalmente la mia igiene intima, senza fare caso al labile confine tra una insaponata e la masturbazione. Quella volta a Palinuro, soli e nudi nella piscinetta, ho visto che zia Margherita era più turbata del solito e ho pensato che fosse perché magari zio non l'aveva soddisfatta nella maniera che predilige. È stato quando zia ha sorriso indicando il mio pene che ho capito che non si trattava di quello ma del fatto che ero ormai un uomo e non più il bambino a cui poteva baciare il pisello. Immersi nella piscinetta ci siamo avvicinati e zia Margherita ha afferrato il mio paletto carnoso e con mia grande sorpresa, invece che limitarsi a giochi di mano, lo ha avvicinato alla fessura tra le sue cosce carnose. In quel momento, con la mia cappella a sfiorare le piccole labbra sommerse, deve avere avuto un ripensamento e ha esitato. Ma sia lei che io in quel momento eravamo oltre il punto di non ritorno e o mi sono spinto io in avanti o lei ha guidato il mio pene a varcare la soglia dell'incesto. Comunque sia sono affondato nella sua calda fica ed è stata la più bella sensazione provata in vita mia, sensazione indimenticabile anche se troppo rapidamente sfumata per la paura di essere sorpresi da zio durante quell'amplesso proibito. Anche perché siamo venuti quasi subito nello stesso meraviglioso momento e il mio seme si è scaricato dentro di lei. È stato un momento splendido per entrambi, dopo l'esplosione di piacere ci siamo guardati negli occhi, felici di aver vissuto insieme quella esperienza. Purtroppo zio è tornato troppo presto e forse deve aver presagito qualcosa perché non è più uscito dalla suite nei giorni successivi, e fino a quando la vacanza è finita non sono più rimasto solo con zia. Pazienza, tanto per il suo lavoro lui è spesso fuori città e quando capita vado da Zia Margherita e recuperiamo il tempo perduto. Il guaio è che la vorrei tutta per me, passi per il marito che ha più diritto del sottoscritto nei suoi confronti, ma sono diventato gelosissimo di quelli che vedendola con quei completini sexy in giro, la palpano con gli occhi, sbavando come maiali. Ma lei probabilmente capisce tutto e lo fa apposta, anche se poi quando siamo a letto insieme si fa perdonare.
D'altronde Zia Margherita è fatta cosi.
END

martedì 17 marzo 2026

Fotografando Zia

Vieni amore, non aver paura di una donna nuda, mi rincuora zia dopo avermi invitato a entrare in bagno dove l'ho trovata immersa nell'acqua profumata dai sali della sua vasca.
Ormai hai quindici anni e sei un uomo, saprai già com'è fatta una donna, visto che mi stai spiando da quando eri un bambino, mi sorride sorniona.
Mi chiedo perché abbia con sé la Nikon e lei intuendo i miei pensieri me la allunga e mi chiede se mi va di farle qualche foto, perché è stanca di fare da sola allo specchio.
Riesco appena a prendere in mano la Nikon che zia si alza e si mostra completamente nuda in tutta la magnificenza del suo corpo bagnato di cinquantenne che ne dimostra molti di meno.
Amore ti piaccio, mi domanda senza avere necessità di una mia risposta, sapendo bene quanto mi turbi vedere i suoi seni, il suo ventre e la peluria ben rasata che le nasconde appena la fica.
Sai come fare vero, mi domanda inutilmente, visto che qualche giorno fa mi ha spiegato come usare la sua Nikon in una situazione meno scabrosa.
Punto, inquadro e scatto, clic, clic, clic e poi controllo nel display la qualità della foto che naturalmente è ottima, data anche la modella nuda.
Zia esce dalla vasca, si asciuga con un grande telo da bagno e mi invita a fotografarla mentre la seguo dal bagno alla sua camera da letto.
Butta sulla poltrona in angolo il telo bagnato e cerca l'intimo nel cassettone ma non lo indossa, sale sul lettone matrimoniale e si mette in posa. 
Distesa, fronte e retro, i seni splendidi, la peluria tra le gambe, le cosce lunghe e il suo favoloso sedere rotondo che riempio di clic, clic, clic, mentre mi si rizza l'uccello.
Dai vieni più vicino ora, fammi dei primi piani, mi invita ad andare verso di lei e ovviamente obbedisco, inquadrando il suo bel viso sorridente.
Ma non le basta, con espressione da gatta che si mangia il topolino apre le gambe e con un dito puntato verso la sua fessura e mi chiede di cambiare l'oggetto del primo piano.
Ancora più vicino amore, sussurra mentre striscio sul letto con l'obiettivo all'altezza della sua fessura, dalla quale sono sicuro emani un profumo di femmina eccitata.
Mi fermo a una decina di centimetri dalla sua fica che comincia a toccare sotto il mio sguardo deliziato e tremando mi partono i clic e solo la presenza dello stabilizzatore fa sì che le foto non vengano mosse.
Zia si gira, offrendo la vista del suo bellissimo sedere e con altri scatti a raffica immortalo quella plastica meraviglia.
Languidamente con una mano allarga una natica e il buchetto posteriore appare come una rosellina, mentre più sotto la fica cola miele sulle lenzuola.
Scatto a raffica, zia sorride soddisfatta e solo quando ha un orgasmo mi ordina perentoriamente di inquadrare il suo viso e la sua espressione stravolta.
Effettivamente sono le foto migliori, quelle che trasudano di più erotismo ed eccitazione, dopodiché zia si stende sul lettone, sazia e ansimante.
Vieni qui, mi sussurra e vado a sedermi accanto a lei, sul bordo del lettone, con gli occhi incollati al suo corpo nudo che trema ancora dopo il piacere.
Grazie amore, d'ora in avanti sarai il mio fotografo ufficiale, poi mi spiega che quelle foto sono per il suo sito a pagamento.
Sai, non posso mettere foto brutte quando i maschietti e anche qualche femminuccia pagano profumatamente per guardarle e masturbarsi.
Ora si è ripresa, mi chiede di prendere una coperta perché inizia a sentire freddo e così la copro amorosamente, come farebbe qualsiasi bravo nipote.
Ma il mio pene è ancora rigido e in attesa, richiede un intervento per svuotare le palle piene e il mio sguardo adorante va a zia che sembra leggermi nel pensiero.
Amore penso che tu abbia bisogno di sfogarti, purtroppo io non posso aiutarti, non starebbe bene, di sicuro tua madre non approverebbe. 
Però puoi andare in bagno, ti giro sul cellulare l'indirizzo del mio sito e le modalità di visione gratuita, così potrai guardarmi mentre ti masturbi.
Sconsolato eseguo le sue istruzioni, dirigendomi in bagno quasi correndo, per evitare di sborrare nelle mutande, solo al pensiero di rivederla nuda.
Ma i sogni restano vividi anche dopo, quando torno da lei che si è rivestita e a parte quel sorriso sornione sembra la zia di sempre e non la porcella che è in realtà.
Confido nel tempo e nella pazienza, prima o poi spero che a furia di farsi fotografare, le venga voglia anche di qualcosa di più dal suo nipotino preferito.
END

lunedì 16 marzo 2026

Gocce di Mamma

Amore accompagnami a fare una passeggiata, mi ha chiesto mamma e subito le ho detto di si, qualsiasi cosa pur di restare da solo con lei per un po', senza papà o zie o nipoti tra i piedi.
Mamma la adoro, in ogni senso, anche in quello proibito che sfocia nell'incesto che purtroppo finora è stato solo fantasioso, ottimo unicamente per la masturbazione.
Lei lo sa, lo ha capito da tempo, potrei dire che se non mi ha incoraggiato, come minimo non si è mai arrabbiata per le mie timide avances nei suoi confronti.
Mai che mi abbia cacciato via dalla sua camera da letto quando provava quei completini sexy che vestiva quando doveva eccitare mio padre.
Mai che mi abbia mandato via dal bagno mentre la guardavo fare pipì, cercando di cogliere la visione del getto dorato di cui sentivo la colonna sonora scrosciante.
Mai che mi abbia sgridato per essere entrato furtivamente in bagno quando lei era nuda sotto la doccia e le pareti di vetro si appannavano per il vapore.
Mai che mi abbia ripreso quelle volte che mi ha beccato con il pene in mano a masturbarmi pensando unicamente a lei, che è sempre stata sicura delle mie fantasie nei suoi confronti.
Quando la seguo nel parco dietro casa mi rendo conto che non è certo vestita per una scampagnata, quel vestitino e quei tacchi sono solo un regalo per il suo bambino che l'ama come un adulto.
E grazie alla luce del sole che filtra tra gli alberi e il fogliame e attraversa la sua figura, rivelando le curve del suo magnifico corpo, la mia erezione vola.
Quando mi annuncia che siamo nel punto ideale, sufficientemente nascosto per poter fare pipì, la osservo con gli occhi spalancati abbassarsi le mutandine e sfilarle sollevando un piede.
È bellissima mentre si china e cosparge il terreno con quel succo giallo caldo e profumato che esce dalla sua fessura che lei cela al mio sguardo interessato.
Lunghi istanti umidi e bollenti che la mia mente registra, intanto che a fatica trattengo la mano dall'afferrare il pene per masturbarmi.
Amore ma non scappa anche a te, mi chiede mamma con la voce maliziosa come il suo sguardo, restando chinata anche se il getto meraviglioso è terminato tra le sue cosce.
Dai vieni qui e fa pipì per me, sussurra la donna che chiamo mamma e che è diventata il mio sogno erotico proibito.
A quel richiamo muovo qualche passo verso di lei e mi fermo proprio a portata delle sue dita che immediatamente e con grande perizia portano alla luce la mia erezione. 
Amore ma non puoi fare pipì mentre è così duro, sussurra lei iniziando a smanettarmi con lentezza premeditata e in effetti ha ragione, impossibile se il pene non torna a sgonfiarsi.
Ci penso io, la voce di mamma è suadente e promette il paradiso che arriva quado le sue labbra si posano sulla cappella e poi ingoiano quel fungo carnoso.
Impossibile resistere un istante di più, sborro nella sua bocca accogliente e mamma beve ogni goccia di nettare che ha appena fatto sgorgare dalle mie palle.
Mamma libera il mio cazzo diventato barzotto e lo sostiene aspettando che riesca a riprendere fiato e a concentrarmi nella minzione.
A fatica il getto dorato irrompe dal pene che mamma stringe delicatamente tra le dita sicure e il suo sguardo innamorato non si sposta da quella visione umida.
Bravo amore, mi conforta e poi bacia il mio sesso proprio lì vicino al forellino da cui sta sprizzando la pioggerellina dorata e profumata.
Quando tutto finisce, mamma lo riprende in bocca e assaggia quel sapore che mescola i miei fluidi e una volta ripulito il pene lo rimette a posto com'era.
Si alza, il suo sguardo è quello di una femmina che ha necessità di spegnere un fuoco interiore che la sta bruciando da capo a piedi.
Eppure la sua razionalità la spinge a prendere la mia mano e a incamminarsi sulla via di casa, dove qualcuno ci stata sicuramente aspettando.
Stanotte dormi con me, mi ordina mamma con la voce tornata imperiosa, manderò tuo padre sul divano e tu farai quello che lui non vuole fare, amore mio.
Ogni promessa è debito, penso mentre la felicità e la voglia mi esplodono dentro in seguito a quella calda promessa d'amore.
Le ore non saranno mai così lente da far passare, malgrado il regalo di poco prima mi abbia un poco calmato.
Intanto gli occhi di mamma splendono per la determinazione a voler godere carnalmente con il suo amato bambino.
Sono solo le diciassette, mamma è andata in salotto a guardare la TV, mentre io sono in camera mia a fantasticare sulla notte d'amore che ci aspetta.
Stringo in mano il pene che non si è mai completamente sgonfiato, chiudo gli occhi e penso a mamma e a quel suono melodioso della pipì che sgorga tra le sue cosce e mi vedo infilarlo dentro le sua fessura, per tutta la notte che ci attende.
END