lunedì 16 marzo 2026

Farmacista Porcella

Tra le tre o meglio anzi tra le quattro farmaciste è quella meno attraente ma io non glielo vado certo a dire e non diteglielo nemmeno voi.
È peraltro quella con le tette più grandi e ultimamente le è preso di mostrarle in maniera più plateale che nel passato e ogni volta rischio che mi caschi il naso nella sua scollatura.
Come stasera, quando sono arrivato di corsa praticamente dopo l'orario di chiusura e c'era solamente lei a ricevere l'ultimo cliente. 
Devo dire che nei miei confronti è sempre stata molto carina e ultimamente, sarà stato proprio a causa dei miei ripetuti sguardi al solco tra i suoi seni che il suo sorriso si è accentuato. 
Malgrado io sia arrivato esattamente un minuto dopo la chiusura, il suo sorriso le è rimasto stampato sul volto e in maniera molto sincera. 
Naturalmente i miei occhi come falchi si sono posati in quel punto in cui partono i suoi seni, scoperti per una porzione abbondante ma limitata.
E come sempre lei lo ha notato e lo ha apprezzato e quando le ho chiesto le solite supposte per le emorroidi ci ha scherzato sopra, dicendo che sarebbe stata disponibile ad aiutarmi, se avessi avuto bisogno ad assumerle.
Perché no le ho risposto, in fondo una mano femminile gentile e delicata fa sempre piacere per le cose intime e lei non ha fatto altro che andare ad abbassare la saracinesca, chiudendoci all'interno. 
Vieni con me, ha detto con tono di sfida e io l'ho seguita nel piccolo ambulatorio nel retro della farmacia, dove mi ha invitato ad abbassarmi i pantaloni.
Appoggiato al lettino ho atteso che lei scartasse la supposta e ho cominciato a tremare quando le sue dita lievi mi hanno accarezzato le natiche dopo avermi abbassato lo slip. 
Ci ha messo un po' prima di cominciare l'opera di inserimento, ha detto che dovevo stare tranquillo e respirare profondamente mentre col dito guantato testava la resistenza del mio buchetto tremante.
Ho pensato che mi avrebbe penetrato ma si è limitata ad allargarlo leggermente, entrando solo con la prima falange e senza fretta ma con molta delicatezza. 
I miei sospiri le hanno comunicato quanto mi piacesse quel trattamento e lei ha così provveduto ad infilarmi la supposta che ha spinto dentro con tanta dolcezza. 
Il suo dito ha seguito il proiettile fino a quando la piccola ogiva è stata risucchiata all'interno e poi ha continuato a titillare quel punto così sensibile. 
E mentre giocava col buchino la sua mano senza guanto è andata ad afferrarmi prima le palle e poi il cazzo che si gonfiato ed è diventato durissimo nella sua stretta. 
Sono sicuro che se fossimo stati in una camera da letto e la mia igiene intima fosse stata meno trascurata, avrei potuto godere anche della carezza della sua lingua. 
Ma a quel punto, eccitato da quella situazione e dalle sue carezze intime mi è venuta voglia di guardare da vicino le sue tette nude.
Lei ha capito dove volevo andare a parare e ha lasciato che mi girassi verso di lei, con l'uccello puntato nella sua direzione, come un missile verso il suo bersaglio. 
Mentre le ho alzato la maglietta lei ha sganciato il reggiseno e quelle due bocce meravigliose sono rimaste a ballonzolare davanti ai miei occhi, mentre mi afferrava l'uccello stringendolo con forza. 
Quando le ho sollevate con le mani e gliele ho strette con la stessa forza con cui lei mi stava stringendo il pene, è stato il suo momento di rabbrividire e sospirare.
L'ho spinta contro il lettino nella stessa mia posizione di quando mi ha infilato la supposta e le ho alzato la gonna e abbassato le mutandine ai piedi.
Il suo magnifico culone esposto al mio sguardo e offerto alla mia libidine mi ha spinto a fare quello che non avrei voluto lei mi facesse.
Incurante del profumo intenso ho aperto quelle natiche giunoniche e infilato la lingua a cercare il suo buchetto che pulsava di voglia.
Più sotto le mie dita hanno aperto la sua fica che colava miele, penetrando senza fatica e strappandole gemiti di inconfondibile piacere.
Mettilo dentro, ha implorato la mia farmacista preferita e dopo aver assaggiato il suo buchino fino a saziarmi, ho esaudito il suo desiderio.
Ho accostato la cappella alla porta posteriore e ho come bussato per avere il suo permesso per entrare e quando l'ho sentita pronta e vogliosa di essere riempita, ho varcato la soglia.
Una leggera spinta in avanti e sono entrato dentro di lei che ha accolto l'invasione del mio pene con molto entusiasmo, gemendo di eccitazione prima e di piacere poi, quando l'orgasmo l'ha travolta.
È stata una unione intensa ma breve, con le mie dita affondate nella carne tenera e delicata dei fianchi e senza eccedere in urgenza.
Ma sono sicuro che in situazioni più tranquille la costringerò a perdere la sua aria da santarellina e a tirare fuori la porcella che ha dentro.
Dopo quella dolce inculata ha già cominciato a dimostrare la sua essenza di femmina mettendosi in ginocchio e prendendo in bocca il mio cazzo, ricoperto dei sapore salato della sua acre intimità.
Pure il sapore del seme non le dispiace, anzi dopo una copiosa eiaculazione nella sua bocca mi ha mostrato tutta la sua devozione, mandando tutto giù e ripulendo la cappella da ogni traccia di sborra.
Ammetto di avere approfittato di lei, della sua convinzione di essere brutta e grassa e soprattutto del suo credersi buona solo per un pompino.
Sfondare il suo buchetto intonso è stato come ottenere il passaporto per la sua vera essenza, per la femmina sconcia nascosta dentro di lei.
Dirle con sincerità che ha due tette strepitose e un culo fantastico ha significato la sua resa incondizionata e la sua volontà di donarsi completamente.
Mentre andiamo verso casa sua, seduti fianco a fianco nella mia macchina, ha preso la mia mano e l'ha portata tra le cosce calde e sudate.
Probabilmente mi bagnerà il sedile prima di arrivare a destinazione ma è il prezzo che pago volentieri per godere di una femmina come lei, così giovane e porca.
Alla mia età non è cosa da poco. 
END 

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