Anna mi guarda negli occhi da sotto in su, occhi che sorridono, piedi di gratitudine per il calore che ho versato sui suoi piccoli seni.
Ha capelli rossi e occhi azzurri, un mix meraviglioso, dentini aguzzi, un poco irregolari che poco fa ho avvertito scivolare sulla cappella.
Si è fatta i buchi nelle orecchie da bambina e ora che è poco più che una ragazzina regala pompini a maschi come me, non più giovani, mai stati belli.
Vuole sapere se mi è piaciuto, si scusa se non ha voluto il seme caldo in bocca, non le piace quel sapore e non si ritiene bella, con le sue tettine minuscole.
A sessant'anni se una ragazza poco più che maggiorenne te lo prende in mano e poi in bocca per il solo piacere di farti un pompino, di cosa vuoi lamentarti.
Anna dai capelli rossi bazzica il bar da quando aveva quindici anni, prima insieme a un gruppetto di adolescenti della sua età e poi quando questi si sono trasferiti in un locale più alla moda o più adatto ai giovani, lei è rimasta.
Da quel momento è diventata la mascotte degli avventori del vecchio bar, vecchi come me, vecchi come il bar ma ancora vivi, pieni di voglie e porcherie.
Voglie e sogni che Anna ha vezzeggiato, curato e avverato da quando per la prima volta è entrata nel bagno con uno di noi anziani, non ricordo più nemmeno chi, e glielo ha preso in mano.
Probabilmente con la scusa di aiutare ad espletare un bisogno primario, o solo con la voglia di vedere e poi toccare un pene antico e gocciolante.
Per me almeno è stato così, ha detto faccio io, dopo avermi seguito nel cubicolo dove mi ero recato per pisciare e lasciandomi inerte a guardarla, ha afferrato il mio pene sgonfio.
La sua giovane manina calda ha provocato una antica reazione, facendolo diventare barzotto e poi ha continuato felice nel vedermi e sentirmi eccitato a causa sua, delle sue carezze.
Posso dargli un bacino, mi ha chiesto maliziosa, studiando la mia espressione turbata e mentre ancora gocciolavo, ha sfiorato la cappella con le sue labbra morbide e vellutate.
Purtroppo non mi ha lasciato venire nella sua boccuccia calda ma il piacere è stato lo stesso intenso e meraviglioso, dopo anni e anni di masturbazione solitaria.
Non le piace il sapore dello sperma ma sa cosa piace a un uomo, seppure anziano e ora una volta dentro il bagno si toglie la maglietta e mostra i piccoli seni su cui accetta le nostre sborrate.
Le piace il calore del liquido seminale che le scalda la pelle liscia, così come adora ascoltare i lamenti dei suoi non più giovani innamorati.
Che qui al vecchio bar lo siamo tutti un po' innamorati di lei, delle sue carezze, dei suoi baci sulla cappella, degli schizzi sulle tettine, dei suoi occhi e dei capelli rossi.
Due o tre eiaculazioni pomeridiane e Anna torna a casa felice di aver fatto godere altrettanti uccelli pensionati o comunque molto più vecchi di lei.
Adora svuotare palle piene di succo di maschio invecchiato e i sapori forti di cazzo poco pulito ma lo sperma solo sulla pelle, mai in bocca.
È bellissima quando si mette in ginocchio e dispensa piacere come una sacerdotessa di un culto pagano e assai pornografico.
Glielo dico ogni volta che mi fa godere e lei mi sorride grata per le mie parole e non solo per il mio sperma o altri fluidi che estrae direttamente dal mio pene.
Con fare materno lo rimette nelle mutande e con un'ultima carezza si rialza e mi lascia solo, per tornare di là a vedere se qualche altro vecchio ha bisogno di una mano o di una bocca.
Intorno, nel bagno, c'è un po' di casino, sborrarle addosso o farle pipì addosso significa lasciare delle tracce che il barista non può non vedere.
Ma siccome anche lui è di una certa età ed è tra i fortunati a cui Anna regala momenti piacevoli, non si lamenta delle pulizie extra che gli tocca fare.
Quando esco dal bagno mi accorgo che Anna è già all'opera con un altro anziano avventore, con cui si è chiusa nell'altro bagno del bar.
Chiusa per modo di dire, la porta è semi aperta perché ad Anna non dispiace nemmeno essere spiata mentre tiene in mano un cazzo sgonfio che sprizza pioggia dorata.
E ancora di più quando si china a fare un pompino allo stesso pene poco pulito è mai completamente eretto che costringe alla resa in pochi minuti.
Il suo sguardo mi inquadra sulla soglia a spiarla mentre un anziano come me le sborra sulle tettine deliziose che come sempre scopre per accogliere lo schizzo.
Sei bellissima, le dico senza emettere un suono e Anna sorride felice, leggendo le parole rimaste sulle mie labbra, e poi torna a dedicarsi completamente al cazzo che ha appena eiaculato.
Torno di là camminando a fatica, il barista mi guarda e capisce cosa mi è successo e mette su un caffè, forte e amaro, come lo desidero ogni volta che Anna mi fa godere.
END
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