giovedì 26 marzo 2026

Pentasex

Nonno era un bel vecchio dalla pelle nera ma soprattutto aveva quella caratteristica che viene attribuita in maniera un po' troppo disinvolta a tutti i neri.
Lui aveva davvero un pene esagerato ed è per questo che nonna lo aveva scelto e sposato, lo so perché me lo confessò proprio lei.
Il nonno aveva anche una quindicina d'anni in più di nonna ma pesava molti chili in meno, perché lei era davvero in sovrappeso, restando comunque bella.
Per rendere la loro stessa vita meno noiosa, avevano creato un harem con la presenza di due giovani amanti del nonno che nonna aveva accettato con piacere.
Una ragazza nera e una bianca, giovanissime e bellissime, oltre che molto disponibili a occuparsi del pene del nonno che era sufficiente per tutte e tre.
Mamma non mi mandava spesso da loro che vivevano in una villetta isolata vicino al mare, perché temeva che fossi contagiato dalle loro libere abitudini sessuali.
Come spesso accade, la generazione di mia madre si era dimostrata molto meno aperta mentalmente di quella precedente e lei era davvero scandalizzata quando parlava dei nonni e in particolare della madre e del menage a quattro.
Ricordo la prima volta che arrivai alla villetta e non ero più un bambino e li trovai tutti e quattro nudi, d'altronde era una estate davvero calda e nudi si stava benissimo.
Nonna dopo avermi abbracciato e baciato mi tolse i vestiti e si accorse per prima di come il mio pene non fosse più quello che mi baciava quando ero piccino.
E la visione dei loro corpi nudi mi aveva turbato e fatto diventare duro, tanto che nonna non ebbe il coraggio di scherzare come faceva sempre sul mio pisellino.
Per il nonno invece era tutto normale, girava con il suo pene fantastico che gli ciondolava lungo la coscia come se la presenza nuda di quelle che chiamavo le mie cuginette non lo eccitasse.
Nel pomeriggio andai al mare con le cuginette, mentre nonna e nonno restarono alla villetta e io sapevo bene il perché, dato che me lo spiegarono loro.
Avevamo appena pranzato e le cugine si stavano occupando dei piatti, quando notai che nonno, alzandosi da tavola aveva una erezione imponente.
Capii che mentre eravamo impegnati a pranzo, nonna lo aveva stuzzicato toccandolo sotto il tavolo ed eccitandolo glielo aveva fatto diventare duro.
Vieni amore, gli disse nonna afferrandogli il paletto di carne come a sancirne la proprietà, poi rivolta a me spiegò che andavano in camera da letto ad amarsi.
Il mio pene che si era calmato dopo l'iniziale eccitazione alla vista dei corpi nudi di nonna e delle cuginette, tornò a rizzarsi immediatamente a quelle parole.
Ma nonna e nonno erano già spariti in camera a chiavare e le cugine finiti i lavori di casa mi portarono al mare per lasciare ai due amanti la loro privacy.
Che poi se io non fossi stato presente è molto probabile che nella camera da letto ci sarebbero state anche loro, invece che nude sulla sabbia a scottarsi al sole.
In quel periodo non c'era molta gente in spiaggia che era di quelle speciali per naturisti e quindi essere tutti nudi era la normalità.
Il mio pene non ne voleva sapere di mettersi tranquillo e così le cugine mi portarono in acqua ma la temperatura era comunque troppo calda e la mia eccitazione troppo bollente.
Natascia, la cugina bianca decise di non rispettare le istruzioni di nonna che aveva detto loro di non coinvolgermi in nulla di sessuale per paura della reazione di mia madre puritana.
Immersi nell'acqua fino all'altezza del petto, nessuno poteva vedere che mi stava stringendo il cazzo e mi masturbava, tranne Jasmine la cugina dalla pelle d'ebano che ci guardava.
Non fu nulla di memorabile, perché Natascia fu piuttosto sbrigativa e sborrai sott'acqua fin troppo rapidamente e senza godere in maniera intensa.
Era comunque la prima volta che una donna mi dava piacere e resta un ricordo meraviglioso della mia gioventù, quella sega in riva al mare.
Purtroppo per Natascia il mio pene, una volta terminata l'eiaculazione non si mise tranquillo e continuò a stare sull'attenti e Jasmine ridendo disse che per sistemarmi avrebbe dovuto farmi un pompino, non usare solo la mano.
Più tardi tornammo alla villetta dove trovammo nonna e nonno seduti all'aperto, abbracciati che si coccolavano e vedendomi arrivare nonna lasciò andare il pene barzotto di nonno che sembrava un serpente tra le sue mani.
Sicuramente l'aveva fatto sfogare prima a letto ma siccome non aveva smesso di toccarglielo giocandoci, non era lo stesso pene a riposo che avevo visto la mattina.
Il mio invece era sicuramente meno imponente ma molto più duro e fu Jasmine a informare nonna del tentativo inutile di Natascia di sgonfiarlo.
Nonna sospirando si rese conto che sarebbe stato molto difficile per il suo nipotino oramai uomo, evitare di partecipare ai giochi sessuali della villa.
Del resto prima di cena il nonno gradiva intrattenersi con le cuginette con le quali si chiuse in camera da letto sempre a causa della mia presenza, altrimenti le avrebbe chiavate nel salotto o in giardino sotto l'occhio amorevole della moglie.
E siccome le pareti della camera da letto non erano granché insonorizzate, dopo un po' si cominciarono a udire le grida di piacere delle due troiette, impegnate a dividersi il cazzo del nonno.
Gemiti e grida non fecero altro che alimentare la mia immaginazione rispetto a quello che stava succedendo nella camera e nonna capì che ero molto turbato.
Così mi portò fuori, nel divanetto sotto il portico e mi spiegò la libera vita sessuale che conduceva alla villetta insieme alle due giovani amanti del nonno.
Di solito al mattino dopo la colazione il nonno era tranquillo, nonna e le ragazze facevano toilette e preparavano il pranzo e dopo, mentre le cugine lavavano i piatti, nonno chiavava nonna.
Più tardi si davano il cambio e le porcelline ricevevano la prima razione di cazzo, mentre nonna si occupava della cena e dopo cena cominciava il vero divertimento.
Finalmente libere da mansioni da massaia, le tre donne di casa si godevano l'inesauribile uccello del nonno che una dopo l'altra le soddisfava alla grande.
Il racconto di nonna non fece altro che farmi eccitare ancora di più e data la sua sensibilità in merito decise di fare qualcosa a rischio di contrariare mamma.
La sua mano impugnò il mio pene e il suo sorriso complice mi preannunciò che aveva finalmente deciso di farmi partecipare alle loro calde attività.
Amore se non ti va devi solo dirmelo, furono le sue parole ma non aspettò nemmeno una mia risposta che già era chinata a baciarmi la cappella in fiamme.
Cosa c'è di più bello di quando una donna accarezza con le labbra il tuo glande turgido, delicatamente ma nello stesso tempo insistendo, come se te lo volesse risucchiare?
Di meglio c'è solo l'istante successivo, quando il piacere ti arriva come una lama calda nel ventre e lo sperma comincia a schizzare fuori, dapprima più liquido e poi denso come colla.
Nonna attese amorevolmente che il mio seme colasse nella sua bocca fino all'ultima goccia e poi ripulì accuratamente la cappella da ogni traccia.
Con sua grande soddisfazione il mio pene si era finalmente arreso e sgonfiato e vidi che deglutiva con gusto il liquido seminale che le avevo appena donato.
Sorridendo nonna mi annunciò che quello era solo un primo assaggio dei piaceri che avrei assaporato e che se avessi voluto quella notte avrei potuto passarla nel suo letto con le cuginette e il nonno.
Che secondo lei, per quanto ancora assai vigoroso aveva bisogno di un poco di riposo perché soddisfare tre donne più volte al giorno era davvero impegnativo.
Quando poco dopo le cugine uscirono dalla camera da letto ridenti e sazie capirono vedendo il mio pene a riposo che era successo qualcosa di importante.
Nonna senza segreti spiegò loro che mi aveva appena fatto un pompino e che quella sera e poi la notte avrei partecipato ai loro giochi d'amore e sesso.
Anche il nonno che appariva visibilmente provato dopo un tris con due ragazze affamate che avevano un terzo della sua età, sembrò essere contento di sapere che lo avrei coadiuvato a saziare gli appetiti delle sue donne.
Dopo cena il nonno mi portò fuori sulla veranda, ci sedemmo sul divanetto e subito le cucinette arrivarono come un orso sul miele e si misero ai nostri piedi.
Fu Jasmine a prendersi cura del mio pene, mentre Natascia resuscitava quello del nonno, sotto lo sguardo interessato e materno di nonna che dispensava consigli e ogni tanto scattava foto con la Nikon e il cellulare.
Jasmine fu molto dolce, tanto quanto nonna nello sfiorare e baciare la mia cappella nuovamente gonfia ma senza prenderlo in bocca perché nonna voleva tenermi pronto per altro. 
La porcellina dalla pelle d'ebano salì a cavalcioni sul mio cazzo e col suo peso lo fece affondare nella sua fichetta umidissima e scivolosa, iniziando una lenta cavalcata.
Mi raccomando, disse nonna, in parte felice di vedermi chiavare per la prima volta e in parte preoccupata, non venire dentro Jasmine, non è il caso che tu la metta incinta.
Ma mentre tenevo a mente le sue parole, Jasmine sembrava non curarsene e pian piano la sua irruenza divenne una palese ricerca del piacere, sempre più sfrenata.
Fortunatamente prima Natascia e poi nonna avevano fatto in modo che la mia resistenza fosse sufficiente a donare a Jasmine un orgasmo molto desiderato.
E mentre lei veniva su di me, Natascia faceva lo stesso cavalcando nonno con la stessa golosità e gridando come avevo sentito gridare quel pomeriggio.
Quando le due troiette furono soddisfatte, almeno per un po', fu il turno di nonna di godere dei nostri cazzi gocciolanti degli umori delle cugine.
Amore con me puoi venire dentro senza problemi, mi disse dolcemente, ma stasera meriti un premio per essere stato bravo e aver fatto godere Jasmine.
Con una occhiata complice a nonno, anche lei gli salì in arcione per cavalcarlo e quando lo ebbe tutto dentro si girò verso di me, sussurrando tutta eccitata di metterglielo nel culo.
Vedendomi un po' insicuro, Jasmine e Natascia intervennero e mi fecero inginocchiare dietro il culone di nonna e mentre Jasmine guidava il mio pene alla sodomia, Natascia le allargava le natiche.
Con l'uccello ricoperto degli umori della cuginetta nera, fu facile penetrare nonna che d'altronde avendo già subito le penetrazioni del pene enorme del nonno, non abbe problemi ad accogliermi.
Con le ragazze a toccarmi il culo o le palle mentre affondavo nel buchetto di nonna, non ci volle molto perché venissi ma per fortuna nonna, con due uomini dentro era già in orgasmo. 
Fu il suo turno di gridare che stava godendo come una troia e unii il mio piacere al suo, eiaculando per la terza volta quella giornata campale e anale.
Quando mi ritirai dal suo culo col pene che sgocciolava, lasciai che Natascia e Jasmine lo ripulissero da ogni traccia di sborra e mi accorsi che anche il nonno aveva sborrare dentro nonna.
La porcona, stravolta dal doppio piacere appena goduto, era rimasta come inebetita a pecora sul divanetto, mentre dai suoi orifizi uscivano rivoli di sperma.
Natascia e Jasmine accorsero a leccare anche quel nettare e a ripulire nonna da ogni traccia spermatica mentre osservavo la loro dedizione a occhi spalancati.
Ma il rito serale non era ancora del tutto terminato, mancava la parte più liquida e nonna, abbracciate Natascia e Jasmine si mise con loro in ginocchio davanti a noi maschietti.
Fu nonno a spiegarmi che era l'ora della doccia dorata, iniziando a spruzzare la sua copiosa e calda pipi sui tre corpi nudi davanti a noi e io felice lo imitai.
Dopo quella gioiosa pioggia profumata furono le donne a pisciare su noi, in modo particolare sui nostri cazzi restati sgonfi dopo la precedente doppia penetrazione con sborrata di nonna.
La quale volle anche giocare con i nostri peni, accostandoli e strizzandoli insieme e devo ammettere che anche quel gioco gayoso fu molto eccitante e mi fece tornare duro.
E meno male perché anche Natascia e Jasmine vollero provare l'ebbrezza della doppia penetrazione come nonna e come con lei, quella notte ebbi l'onore di sfondare entrambi i loro buchetti, già percorsi da tempo come quello di nonna dal pene potente del nonno, il quale era dentro le loro fichette affamate.
Di quella notte, oltre al sesso frenato ricordo con particolare piacere il risveglio e la colazione che nonna aveva preparato molto abbondante, sapendo che di giorno non avremmo fatto altro che chiavare tutti e cinque insieme.
END

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