giovedì 19 marzo 2026

La Signora Col Cane

Non ho mai avuto grande confidenza con i cani, diversamente dai gatti, lei invece ne ha uno di grossa taglia col quale passeggia ogni mattina lungo la ciclabile che porta fuori città.
L'età molto matura non riesce ancora a celarne la bellezza, i lunghi capelli sale e pepe raccolti un una coda e il suo sorriso timido, mi hanno stregato.
Dopo alcuni giorni di passeggiate in comune, ci siamo presentati è piaciuti, malgrado lei abbia insistito parecchio sulla differenza di età tra noi.
Però ha smesso di lamentarsi di essere troppo vecchia e brutta, da quando a casa sua l'ho presa tra le braccia e baciata, mentre il suo cane sonnecchiava lì a fianco.
L'idea di seguirla nella sua villetta sui colli è stata sua, ci abita sola con Dario il suo labrador e nel silenzio di quella accogliente dimora si sentiva solo la sua voce, le sue recriminazioni sulla nostra differenza d'età.
L'ho afferrata, d'istinto, piuttosto rudemente e stretta in un abbraccio forte, ho incollato le labbra alle sue e lei ha smesso di lamentarsi.
Quando la mia mano si è infilata tra le sue cosce, si è lasciata aprire e toccare, le mutandine già bagnate, i sospiri a mille hanno sostituito i lamenti.
Sentendola gemere Dario ha emesso un bau annoiato e si è subito disinteressato della padrona, deve aver capito che non erano rumori di pericolo.
Dopo un po' di carezze intime ho tirato via la mano e le ho fatto annusare le mie dita umide, facendole notare come fossero bagnate dai suoi fluidi.
Se fossi vecchia davvero, saresti secca come un deserto, e lei ha sorriso e mi ha chiesto di rimettere la mano al suo posto, ma dentro le sue mutandine.
Dentro lo slip la situazione era ancora più calda e il clitoride gonfio vibrava mentre lo sfioravo ed entrarle dentro e stato facile, tanto era scivolosa.
Ma il colpo di grazia alle sue inibizioni l'ha dato il mio pene quando ho preso la sua mano è portata a stringere il gonfiore sotto i miei jeans.
Se fossi davvero vecchia e brutta non me lo avresti fatto venire duro, e lei non ha sorriso solo perché stava già venendo e sentire la mia erezione è stato fatale per il suo piacere che è esploso, facendola gridare che stava godendo.
La sua espressione era quella di chi da tempo desiderava sfogarsi, quella di una donna ancora piena di voglie e felice di essersi buttata le frustrazioni alle spalle, almeno per un po'.
Lentamente, senza darle il tempo di riprendersi completamente, ho iniziato a spogliarla e lei è tornata timida, quasi ritrosa ma ha lasciato fare.
I piccoli seni ancora belli malgrado la pelle non più giovane ma i capezzoli ritti come fusi che le ho morso dolcemente, il ventre piatto e le gambe forse appena un po' troppo muscolose.
La peluria a coprire la sua fica era sale e pepe come i suoi capelli, un boschetto folto in cui però è impossibile perdersi che portava alla sua fessura bagnata e in attesa di nuove emozioni.
Smettila, non vergognarti, ho continuato nella mia opera di persuasione di fronte al suo corpo nudo e mentre le aprivo le cosce finalmente ha sorriso per davvero.
Leccarla tra le gambe è stata la conferma del mio interesse verso la sua femminilità e poi il suo sapore era così dolce, come tutta la sua persona.
E poco prima di farla venire ho smesso di baciarle la fica e senza spogliarmi l'ho preso fuori e messo letteralmente nella sua mano calda e tremante.
Dai, mettilo dentro, ho sussurrato per convincerla a fare qualcosa che già sapeva di dover fare, ma non riusciva senza una piccola spinta.
È stato bello penetrarla con lentezza, sentendo il tremito delle sue dita incerte intorno al cazzo, fino a un attimo prima di affondarle dentro.
Dario ha messo un altro paio di sbuffi sentendola invocare dio ma ovviamente non ha fatto o detto altro, consapevole che la sua padrona stava non bene, benissimo.
Mi sono tolto i vestiti mentre la chiavavo e lei mi ha persino morso al petto nel momento dell'orgasmo e le sono venuto dentro, scaricando il mio seme dentro di lei.
Dario non ha applaudito ma è rimasto giù a dormire o a pensare, mentre noi siamo rimasti uniti per un po', finché il mio cazzo è sgusciato via e lei è corsa in bagno.
L'ho seguita e guardata mentre faceva pipì e mi ha fatto segno di avvicinarmi, voleva guardare il mio pene da vicino, era da un bel po' che non ne vedeva uno, anche se sgonfio.
Ha sorriso, lo ha sollevato con la mano e baciato, un bacio morbido e lieve sulla cappella ancora bagnata di sperma denso, appena eiaculato.
Ha leccato le goccine di liquido seminale che la imperlavano e ha detto che da tanto tempo non sentiva quel sapore acre di maschio.
Sapore che non le piace ma che pur di avermi nel suo letto è piu che disposta ad assaggiare e a lasciarmi venire nella sua bocca vellutata.
Che fosse una donna molto dolce lo si poteva capire dal suo sguardo timido e dal rossore sulle sue guance quando la guardavo in viso.
Che fosse ancora una femmina calda e desiderosa di affetto carnale e piacere sessuale è stata forse una scoperta, anzi una bella scoperta e Dario è d'accordo con me.
END

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