Amore accompagnami a fare una passeggiata, mi ha chiesto mamma e subito le ho detto di si, qualsiasi cosa pur di restare da solo con lei per un po', senza papà o zie o nipoti tra i piedi.
Mamma la adoro, in ogni senso, anche in quello proibito che sfocia nell'incesto che purtroppo finora è stato solo fantasioso, ottimo unicamente per la masturbazione.
Lei lo sa, lo ha capito da tempo, potrei dire che se non mi ha incoraggiato, come minimo non si è mai arrabbiata per le mie timide avances nei suoi confronti.
Mai che mi abbia cacciato via dalla sua camera da letto quando provava quei completini sexy che vestiva quando doveva eccitare mio padre.
Mai che mi abbia mandato via dal bagno mentre la guardavo fare pipì, cercando di cogliere la visione del getto dorato di cui sentivo la colonna sonora scrosciante.
Mai che mi abbia sgridato per essere entrato furtivamente in bagno quando lei era nuda sotto la doccia e le pareti di vetro si appannavano per il vapore.
Mai che mi abbia ripreso quelle volte che mi ha beccato con il pene in mano a masturbarmi pensando unicamente a lei, che è sempre stata sicura delle mie fantasie nei suoi confronti.
Quando la seguo nel parco dietro casa mi rendo conto che non è certo vestita per una scampagnata, quel vestitino e quei tacchi sono solo un regalo per il suo bambino che l'ama come un adulto.
E grazie alla luce del sole che filtra tra gli alberi e il fogliame e attraversa la sua figura, rivelando le curve del suo magnifico corpo, la mia erezione vola.
Quando mi annuncia che siamo nel punto ideale, sufficientemente nascosto per poter fare pipì, la osservo con gli occhi spalancati abbassarsi le mutandine e sfilarle sollevando un piede.
È bellissima mentre si china e cosparge il terreno con quel succo giallo caldo e profumato che esce dalla sua fessura che lei cela al mio sguardo interessato.
Lunghi istanti umidi e bollenti che la mia mente registra, intanto che a fatica trattengo la mano dall'afferrare il pene per masturbarmi.
Amore ma non scappa anche a te, mi chiede mamma con la voce maliziosa come il suo sguardo, restando chinata anche se il getto meraviglioso è terminato tra le sue cosce.
Dai vieni qui e fa pipì per me, sussurra la donna che chiamo mamma e che è diventata il mio sogno erotico proibito.
A quel richiamo muovo qualche passo verso di lei e mi fermo proprio a portata delle sue dita che immediatamente e con grande perizia portano alla luce la mia erezione.
Amore ma non puoi fare pipì mentre è così duro, sussurra lei iniziando a smanettarmi con lentezza premeditata e in effetti ha ragione, impossibile se il pene non torna a sgonfiarsi.
Ci penso io, la voce di mamma è suadente e promette il paradiso che arriva quado le sue labbra si posano sulla cappella e poi ingoiano quel fungo carnoso.
Impossibile resistere un istante di più, sborro nella sua bocca accogliente e mamma beve ogni goccia di nettare che ha appena fatto sgorgare dalle mie palle.
Mamma libera il mio cazzo diventato barzotto e lo sostiene aspettando che riesca a riprendere fiato e a concentrarmi nella minzione.
A fatica il getto dorato irrompe dal pene che mamma stringe delicatamente tra le dita sicure e il suo sguardo innamorato non si sposta da quella visione umida.
Bravo amore, mi conforta e poi bacia il mio sesso proprio lì vicino al forellino da cui sta sprizzando la pioggerellina dorata e profumata.
Quando tutto finisce, mamma lo riprende in bocca e assaggia quel sapore che mescola i miei fluidi e una volta ripulito il pene lo rimette a posto com'era.
Si alza, il suo sguardo è quello di una femmina che ha necessità di spegnere un fuoco interiore che la sta bruciando da capo a piedi.
Eppure la sua razionalità la spinge a prendere la mia mano e a incamminarsi sulla via di casa, dove qualcuno ci stata sicuramente aspettando.
Stanotte dormi con me, mi ordina mamma con la voce tornata imperiosa, manderò tuo padre sul divano e tu farai quello che lui non vuole fare, amore mio.
Ogni promessa è debito, penso mentre la felicità e la voglia mi esplodono dentro in seguito a quella calda promessa d'amore.
Le ore non saranno mai così lente da far passare, malgrado il regalo di poco prima mi abbia un poco calmato.
Intanto gli occhi di mamma splendono per la determinazione a voler godere carnalmente con il suo amato bambino.
Sono solo le diciassette, mamma è andata in salotto a guardare la TV, mentre io sono in camera mia a fantasticare sulla notte d'amore che ci aspetta.
Stringo in mano il pene che non si è mai completamente sgonfiato, chiudo gli occhi e penso a mamma e a quel suono melodioso della pipì che sgorga tra le sue cosce e mi vedo infilarlo dentro le sua fessura, per tutta la notte che ci attende.
END
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