mercoledì 18 marzo 2026

La Nonna Vergine

Cazzo nonna ma che stai facendo? Secondo te sono ancora piacente o faccio schifo, mi chiede aprendo la vestaglia e mostrandosi in mutande e reggiseno.
Osservo il suo corpo esposto senza dire nulla, provo a riflettere e a cercare una risposta alla sua domanda.
Ha ancora un viso discreto, anche se la sua pelle comincia a dare segni di cedimento ma il problema sono i capelli. Ha un taglio orrendo, glielo dico e lei risponde che apprezza la mia sincerità ma poi continuo parlando del suo seno, grande e materno.
Il reggiseno nasconde la realtà di due bocce grandi e cadenti ma a sessantasei anni che si può pretendere, anzi direi che sono ancora splendide.
La pelle della pancia è bruttina, negli ultimi tempi nonna ha fatto la dieta e di conseguenza ora si è un po' raggrinzita ma penso sia normale. 
Le mutandine nascondono la sua intimità ma le cosce sono ancora toniche e lì finisce la visibilità del suo corpo ed è il momento della somma finale. 
Allora, vuoi dirmi se secondo te sono ancora chiavabile, come direbbe Berlusconi o posso solo andarmi a seppellire in una casa di riposo?
Sorrido alla sua battuta e mi avvicino a lei col pene che sussulta nelle mutande e le dico che non deve andare da nessuna parte, ma restare qui con me.
Vuoi vedere le tette, mi chiede con una voce turbata quanto la mia, e vedendo la mia lingua che arriva quasi ai miei piedi ha già la risposta.
Sono grandi, cadenti ma sono ancora belle da vedere o forse sono io a trovarle eccitanti e mi viene voglia di toccarle, lei capisce, prende le mie mani e le mette a coppa sui seni.
Gliele stringo dolcemente, nonna sussulta, sospira profondamente, i capezzoli le si ergono durissimi e dritti come fusi e mi concede di toglierle le mutandine.
Fallo tu amore, mi invita, te lo sei meritato di levarmele e di vedermi nuda, ma non è solo per farsi guardare che nonna è completamente svestita davanti ai miei occhi spalancati.
Le sue mutandine scendono lentamente, abbassate dalle mie dita tremanti e il bosco che ricopre la sua fica in fremente attesa di piacere.
Nonna si siede sul sofà, allarga le cosce e mi invita all'assaggio, così cado in ginocchio davanti alla sua fica poco depilata, pronto all'adorazione.
La mia bocca si incolla alla sua fessura incredibilmente umida malgrado l'età, il suo sapore salato mi piace assai, affondo la lingua tra le piccole labbra e nonna sussulta e geme.
Bravo amore, così, si complimenta e inizia a sospirare ancora di più quando le mie dita si sostituiscono alla mia lingua che sale sul promontorio del clitoride.
Entro profondamente con indice e medio appaiati, nonna fa le fusa come una gatta in calore quando un maschio la monta con irruenza giovanile.
Viene e dalla fessura schizzano gocce di miele caldo e salato appena sfilo le dita con le quali vado a cercare il buco più stretto mentre lei si dimena. 
No, nel culo no amore, ti prego, ma ormai sono deciso a provare anche quell'entrata che mi pare di capire sia l'unica rimasta intonsa. 
Nonna si arrende, sta per venire e si concenta sul piacere che le mie dita nel culo amplificano notevolmente e la costringono a lasciarsi andare.
Uggiolando viene travolta da un orgasmo così intenso da farla tremare come una foglia, ma che gridi pure, è fantastica così, figuriamoci quando le infilerò il cazzo nel suo buchetto.
Quando smette di tremare sono pronto, le mostro il pene eretto che non ha più le dimensioni di quando ero un bambino e lei lo accarezzava giocandoci.
Amore so cosa vuoi, come lo vuoi, ma fai piano che per me è la prima volta, sussurra e girandosi mi offre il suo culone allo sguardo e alla sodomia.
Le allargo le natiche e appoggio la cappella al pertugio che si contrae pazzamente, in preda al timore ma anche alla voglia di nuove sensazioni.
Basta una piccola spinta e il mio pene viene aspirato come se nonna avesse una idrovora là dentro e mi ritrovo profondamente dentro di lei, fino alle palle.
I timori di nonna scompaiono in pochi istanti di sofferenza, sostituita dal piacere, allungo le mani e tenendola per le grandi tette la inculo con dolcezza.
Adesso nonna grida, di piacere addolorato ma così intenso da farle perdere la ragione e da implorarmi di sfondarla e chi sono io per non accontentarla?
Dopo un corpo a corpo di qualche minuto nonna gode ancora una volta e perso in quella strettoia smetto di ragionare anche io e le sborro nel culo, godendo in lei e con lei.
Amore sento tutto sai, il tuo cazzo, il tuo seme che mi cola dentro bollente, mi hai fatto godere come una troia, confessa nonna con un sorriso che non le vedevo da tempo. 
Sono rimasto duro anche dopo averle eiaculato dentro, fatico a interrompere quella sodomia così dolce ma anche così violenta come piace a lei.
Quando lo tiro fuori si inginocchia come un fedele davanti al suo dio e bacia la cappella turgida e ricoperta di sborra fino a quando non la ripulisce completamente.
Allora amore, non sono ancora da buttare, vero, mi chiede con sincera curiosità ma che altro posso risponderle se non che per me lei è la mia troia.
Nonna annuisce felice e appagata, si sente ancora una donna e più completa di prima, dopo avermi donato la sua verginità anale che mi piace pensare abbia tenuto da parte appositamente per me.
Ci aspetta il suo lettone matrimoniale per continuare la nostra conoscenza carnale e godere ancora insieme a lungo.
END 

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