martedì 30 dicembre 2025

Zio Prete !

Conosco Anna da quando eravamo bambine e si andava insieme all'asilo, abbiamo poi proseguito le elementari e le medie da compagne di banco.
Amiche, confidenti e complici, siamo cresciute insieme, arrivando a sedici anni sperimentando più o meno le stesse esperienze, sessuali e no.
Abbiamo condiviso alcune fantasie,  iniziando a toccarci insieme anche se sempre ognuna per conto suo, e malgrado l'attrazione che nutriamo l'una per l'altra, senza esperienze saffiche.
Questo perché a entrambe piace troppo il cazzo ma a questa scoperta siamo arrivate solo dopo che lei mi ha presentato suo zio Filippo.
Avevamo quindici anni la prima volta che Anna mi ha parlato dello zio che fino a quel giorno era rimasto uno dei suoi segreti intimi, il carburante delle sue fantasie.
Lui abitava lontano ma in quel periodo aveva litigato con la moglie che lo aveva cacciato di casa per una storia di corna presunte ed era venuto a stare a casa di Anna e dei suoi genitori.
Ogni tanto succedeva, mi disse Anna, che lo zio infilasse il biscotto in qualche passera diversa da quella della moglie che improvvisamente, accortasi di essere cornuta, lo cacciava di casa.
Poi dopo un periodo più o meno lungo, facevano la pace perché neanche i tradimenti la facevano stare troppo lontana dal marito, o meglio da suo uccello.
E siccome lo zio Filippo era il fratello della madre di Anna, questa lo accoglieva fraternamente nella sua casa fino alla pacificazione che di solito avveniva in tempi relativamente brevi.
Non lo avevo mai incontrato perché normalmente era Anna a venire a casa mia il pomeriggio per studiare insieme e quando lei me ne ha parlato, ammetto di esserci rimasta un po' male. 
Insomma, hai uno zio superdotato alla Rocco Siffredi e nemmeno me lo dici, egoisticamente tenendolo solo per te e per le tue fantasie masturbatorie?
Comunque ho perdonato Anna per questa sua leggerezza, a patto che mi mostrasse che davvero suo zio fosse così ben messo a livello del pene.
Così un pomeriggio, quando era da sola in casa con lo zio, mi ha chiamato e io sono corsa da lei, con la scusa di dover studiare e appena lui è andato al bagno, Anna mi ha preso per mano e siamo andate a spiarlo.
Anna abita in una casetta a schiera al piano terra e il bagno ha una finestra dalla quale, restando all'esterno, si può vedere chi ci è entrato e cosa fa.
Uscimmo di casa e corremmo alla finestra, giusto in tempo per vedere lo zio che tirato fuori il suo grande uccello, iniziava a gocciolare un filo di pipì dorata.
Era davvero dotato lo zio Filippo e vederlo mi provocò una eccitazione da bagnare le mutandine, oltre a una specie di timore reverenziale per quel sesso così enorme.
Il giorno dopo eravamo di nuovo a casa di Anna per attendere il momento fatidico,  dopo una notte in cui non avevo fatto altro che sognarlo e toccarmi e godere un sacco di volte senza mai saziarmi.
Stavolta fu lui a sorprendere noi, perché dopo aver svolto la minzione, invece di rimetterlo a posto, iniziò a smanettarlo davanti ai nostri occhi deliziati.
Lo guardammo stupite e insieme Anna e io iniziammo a toccarci mentre lui si masturbava e venimmo tutti e tre insieme, nel momento della grande sborrata che lo zio Filippo ci regalò.
Aveva fatto un casino, sperma dappertutto ma lui tranquillo, invece che mettersi a pulire, venne alla finestra e ci colse sul fatto, ancora con la mano tra le cosce.
Come se nulla fosse ci guardò e sorridendo ci disse di venire dentro a pulire, oltre a dirci che eravamo due troiette, col tono di chi ti stava facendo un grande complimento.
Andammo da lui e Anna prese della carta igienica e si mise a ripulire gli schizzi che si erano sparsi ovunque, sulla tazza, sul pavimento e alcuni fino dentro il lavandino.
Anche io volli aiutarla a raccogliere quel nettare sprecato e rimasi a osservare il seme denso che mi bagnò un dito mentre lo raccoglievo tremando. 
Credo che anche Anna non avesse mai avuto un'esperienza eccitante come quella di raccogliere lo sperma di un uomo prima di allora, a giudicare dall'espressione estatica del suo viso e non solo lei.
Questo malgrado avesse avuto a disposizione uno zio superdotato da molto più tempo di me ma forse le occorreva solo qualcuno che le facesse coraggio in queste occasioni. 
E quel qualcuno lo aveva trovato in me che ero una specie di sua gemella per quanto riguarda le perversioni giovanili e per i desideri più sconci.
Non rimaneva che fare i conti con lo zio, che rimesso a posto il suo splendido pene, ora ci guardava con un'espressione tutt'altro che arrabbiata ma incuriosita. 
Anna era tutta rossa in viso e altrettanto dovevo esserlo io visto che sentivo le gote che mi bruciavano ma quello che avvertivo tra le gambe era molto più interessante.
Ma fu lo zio Filippo a condurre il gioco, ordinandoci di toglierci le mutandine che gli consegnammo come se fossero un trofeo o forse un risarcimento per averlo spiato mentre pisciava.
Ma i risarcimenti non erano finiti perché il porco, malgrado avesse appena eiaculato, nel portare al naso due trofei pieni di vitalità femminile si era di nuovo eccitato. 
Quando volete vederlo è sufficiente che me lo facciate sapere, disse zio Filippo abbassando la zip e lasciando che il pene facesse capolino, mostrando la cappella turgida e di nuovo gonfia. 
Chi di voi due vuole essere la prima a toccarlo, ci chiese con l'espressione di chi ha vinto tutto al poker e immediatamente ebbe due troiette inginocchiate ai suoi piedi.
Ma in fondo sia io che Anna non avevamo alcuna esperienza in fatto di sessi maschili e rimanemmo a bocca aperta a guardare quello dello zio da molto vicino. 
In pratica ispezionammo quel pene che vedevamo per la prima volta in maniera ravvicinata e di cui avvertivavamo il profumo acre che mescolava odori di pipì e sperma.
Profumo delizioso per i miei sensi ma penso anche per quelli di Anna e in contemporanea iniziamo a sfiorare la cappella lucida dello zio che non aspettava altro.
Sicuramente anche per lui fu un'esperienza stupenda, malgrado la nostra inesperienza e come un prete che ti accarezza la testa mentre ti assolve, ci invitò a prenderlo in bocca accarezzandoci i capelli.
Il sapore era quello che mi aspettavo dopo averne sentito il profumo, un cocktail di umori maschili che assaporammo dopo averlo ricoperto di bacini.
Zio Filippo fu molto paterno e ci spiegò cosa deve fare una donna per fare impazzire un uomo con la bocca e la lingua, anche se aggiunse alla fine che l'ispirazione andava presa sul momento. 
Quelle parole mi fecero venire voglia di mordere la sua cappella e i miei dentini aguzzi si divertirono a mordicchiare quella carne gonfia ed eccitata, mentre Anna la baciava in contemporanea.
Come aveva detto zio Filippo, ero ispirata in quel momento ma non sapevo che avrei provocato una immediata eiaculazione che lui non riuscì a controllare.
Proprio come poco prima, lo sperma cominciò a schizzare sui nostri visi, dai capelli fino al mento e il porco mentre godeva ci chiamò troie senza il diminutivo ma fu esaltante anche per questo.
Nei giorni successivi lo zio Filippo ci fece perfezionare nell'arte del pompino, regalandoci delle copiose bevute di liquido seminale che sembrava essere inesauribile nelle sue palle sempre gonfie. 
Seguendo il suo consiglio gli dimostrammo che il nostro apprezzamento per il suo seme era tale da farci mandare giù tutto, fino all'ultima stilla di sperma.
Dopo la prima settimana passata a deliziare il suo cazzo con le nostre bocche, eravamo già delle esperte nell'arte della fellatio e lui ci fece i complimenti.
D'altronde quando hai una passione per qualcosa, finisci per diventare brava sia che si tratti di pompini, sia che si tratti di un'altra arte completamente diversa, e sia io che Anna avevamo una passione irrefrenabile per il cazzo.
Tutto questo era davvero molto bello ma ci lasciava frustrate perché eravamo costrette, dopo averlo fatto godere riversando il suo sperma nelle nostre bocche, a soddisfarci da sole. 
Il porco egoista non ha mai voluto andare oltre quei pompini che gli facevamo molto volentieri in coppia Anna io, con la scusa che eravamo due ragazzine e lui era già un vecchio. 
Secondo lui avremmo dovuto avere le nostre esperienze e quello che ci aveva insegnato sarebbe stato utile proprio con i nostri coetanei o con i futuri fidanzati o mariti che avremmo potuto trovare.
Alla fine ha avuto ragione lo zio Filippo, Anna io abbiamo continuato il nostro svezzamento sessuale, proprio come abbiamo continuato a fargli i pompini insieme.
Ora che siamo entrambe fidanzate e molto spesso capita di trovarci tutti e quattro insieme a fare l'amore in macchina o nella stessa camera d'albergo per risparmiare, capita che ogni tanto ci ritroviamo inginocchiate davanti a suo zio. 
Che molto pretescamente viene nelle nostre bocche o sui nostri visi con una mano sulle nostre teste, continuando a farci i complimenti chiamandoci troie.
Spero soltanto che prima che diventi troppo vecchio e quel pene fantastico smetta di funzionare a dovere, Zio Filippo si decida a mettermelo dentro, perché il mio ragazzo per quanto volenteroso, non è alla sua altezza, o meglio grandezza.
Anna la pensa come me e anche lei desidera da morire un rapporto sessuale completo e non un semplice ma frustrante lavoretto di bocca.
E come me, dimostrando di essere praticamente la mia gemella, mentre facciamo l'amore con i nostri fidanzati, molto spesso pensa a quel pene enorme dello zio mentre sborra felice.
E immediatamente ha un orgasmo alimentato dalle fantasie che il cazzo enorme dello zio Filippo contribuisce a provocare. 
END

La Prof Margherita

Il giovanotto che si presenta a casa della Professoressa Margherita, è un fanciullo molto timido di 15 anni, con lacune in alcune materie che sua madre vuole colmare. 
La Prof è nota per essere una insegnante esigente ma anche molto affettuosa verso gli studenti che le vengono affidati da genitori preoccupati per i loro scarsi risultati scolastici. 
Il giovane varca la porta tutto bello rosso in viso, in parte è timidezza congenita, in parte un po' si vergogna per essere costretto ad andare a ripetizione. 
La Prof Margherita è una matura sessantenne con un fisico giunonico che non risente più di tanto dell'età e con uno sguardo malizioso che mette un in soggezione i suoi studenti, almeno all'inizio.
Indossa sempre dei tailleur castigati un po' strettini che però la rendono immensamente sexy e fanno l'effetto opposto alla castità, specialmente nei giovanotti come quello.
Le calze nere e i tacchi alti ma non vertiginosi la rendono ancora più attraente agli occhi di questi imberbi fanciulli che hanno bisogno del suo amorevole aiuto per imparare. 
Con una buona dose di civetteria o forse qualcosa di più, la Professoressa Margherita sfoggia spesso dei décolleté conturbanti che mettono in mostra il suo seno grande e ancora sostenuto.
Con tutti i nuovi arrivati la Prof è molto premurosa, nel tentativo di metterli a loro agio, prima di cominciare a impartire le sue doverose lezioni.
Seduta in poltrona di fronte al sofà dove si è accomodato il giovane studente, non esita ad accavallare spesso le gambe, lasciando intravedere al fortunato ragazzo il lampo delle sue mutandine.
Quello è uno dei suoi sistemi per testare il livello di attenzione che i giovani studenti hanno nei suoi confronti e anche nei confronti della materia che devono recuperare. 
Dapprima li sferza quando nota i loro sguardi e la loro perdita di interesse per le materie di studio, in favore dell'eccitazione che provano guardando tra le sue cosce.
Ma una volta che il giovane studente rosso in viso riesce a concentrarsi sull'italiano o sulla matematica in cui non eccelle, la prof lo premia aprendo le gambe e lasciandogli immaginare il paradiso sotto le mutandine.
C'è da dire che i suoi risultati sono davvero sorprendenti e in poche lezioni, in alcuni casi in una sola lezione, la Prof è riuscita a instillare nei suoi ragazzi la voglia di studiare.
Ovviamente non è l'unica voglia che la Professoressa Margherita è in grado di infondere nei fanciulli che varcano la sua porta, ce ne sono altre meno confessabili. 
Il suo metodo si potrebbe definire quello del bastone e della carota, nel senso che se il giovane studente si impegna, la Prof gli delizia il bastone.
Quando va a sedersi a fianco del giovane presente nel suo salotto, la Prof non esita a posare la mano sulla sua coscia, ben sapendo che a qualche centimetro di distanza un pene sta vibrando in erezione, nascosto sotto i jeans.
Come ho già detto, il suo metodo educativo funziona perfettamente ed ed è in grado di far tornare agli studenti la voglia di impegnarsi e recuperare.
Quella mano a poca distanza da un gonfiore impossibile da nascondere e che gioca con il desiderio degli studenti di essere toccati ancora più intimamente, provoca miracoli dal punto di vista dello studio. 
A volte il miracolo è talmente potente che il giovane affidatole non riesce a trattenersi ed esplode letteralmente nelle mutande, bagnandole di seme acerbo. 
Come ogni madre dedita al benessere del proprio figliolo, la Professoressa in questi casi accompagna lo studente in bagno, dopo aver atteso che si calmi.
La sua voce suadente che lo consola dicendogli che si tratta di una cosa perfettamente normale di cui non si deve vergognare, rende il ragazzo docile e collaborativo. 
La Prof si dedica personalmente alla pulizia del pene e dello slip, dato che è proprio a causa sua che si è verificata quella precocissima eiaculazione. 
Quel tipo di assistenza allo studio è quella che preferisce, almeno nei primi tempi, quando lo studente è ancora alle prime armi in fatto di sesso. 
Curare di persona l'igiene intima dopo l'eiaculazione dello studente, le consente anche di verificare i tempi di recupero che di solito in questi ragazzi sono molto rapidi.
Sarà un po' per la giovane età ma anche per le sue delicate carezze che il pene del ragazzo, una volta asciugato da ogni traccia di seme, ricomincia ad alzare la testa.
È il momento giusto per passare ad un'altra lezione che riguarda l'egoismo che un giovane maschio deve mettere da parte quando si trova in intimità con una donna.
Secondo la Professoressa Margherita, si tratta di unire geografia e filosofia in un unico cocktail, con l'obiettivo di arrivare a godere senza egoismo. 
Di solito questi giovani studenti conoscono ben poco della anatomia femminile ma lei è molto efficace nel riempire queste lacune. 
Di solito si propone come Atlante, togliendosi le mutandine e sedendosi sul sofà a fianco dello studente e gli permette di osservare il tesoro che ha tra le gambe. 
Su quella cartina calda e umida, il giovane può esercitarsi e imparare come rendere felice una donna, almeno dal punto di vista sessuale.
Dal clitoride alle grandi e piccole labbra la Prof svela ogni segreto che consenta al giovane improvvisamente diventato studioso, di provocare in ogni donna il piacere tanto desiderato.
Naturalmente la Professoressa in questi casi ne approfitta e lascia che il giovane deliziato dai suoi lamenti dopo un orgasmo, continui a cercare di farla godere ulteriormente con la lingua.
Quello è il momento della lezione più importante, quello in cui la Professoressa insegna a unire i due piaceri, quello femminile insieme a quello maschile. 
Il giovane studente viene lasciato entrare profondamente e accolto con tutti gli onori e con tanto calore e lasciato libero di dare sfogo al desiderio.
In questi momenti di solito i suoi ragazzi diventano molto irruenti ma è esattamente quello che la Prof desidera da loro, tanta voglia e tanta spinta, segno della loro passione.
E in quei momenti spiega anche che molte donne o meglio femmine, adorano un linguaggio altrettanto violento che però devono usare solo ed esclusivamente nell'intimità.
Secondo la Professoressa Margherita a quel punto il giovane studente deve sentirsi come un laureato che ha raggiunto il risultato sperato. 
Se poi il giovane è particolarmente interessato a migliorare ulteriormente, non resta che passare al master che lo consacrerà come un vero amante.
Si tratta forse della fase più delicata nel corso di studi della Prof Margherita, quello in cui entrambi, insegnante e studente, possono trarre il maggior godimento.
La Professoressa Margherita dopo una fase iniziale esclusivamente teorica, si offre al giovane studente che non vede l'ora di penetrare dalla porta posteriore la sua meravigliosa insegnante.
La Prof ogni volta che accoglie in quel modo uno dei suoi ragazzi e è totalmente deliziata dalle reazioni di meraviglia e di piacere che provoca in loro.
Quasi tutti dopo la sodomia si ritrovano sconvolti a farle dei grandi complimenti e a spiegarle come sia molto più intenso il piacere, rispetto a tutti gli altri che lei gli ha insegnato.
Ovviamente la Prof sa bene quanto quel rapporto sessuale tanto desiderato e tanto proibito, sia foriero di grandi godimenti e sensazioni paradisiache.
Ed è sempre molto soddisfatta quando riesce a portare fino a quel punto il curriculum di studi dei suoi ragazzi che finalmente possono depositare il loro seme in quel forziere stretto e caldo.
Capita così che, siccome la pratica rende perfetti, alcuni di quei ragazzi continuino a recarsi da lei anche dopo essersi laureati a pieni voti col master e che lei li accolga sempre a braccia e natiche aperte.
E la Prof Margherita è sempre pronta a dare ripetizioni e a godere insieme ai suoi fortunati studenti.
END



martedì 23 dicembre 2025

La Signora Margherita

La Signora Margherita è una persona devota, viene a messa ogni domenica e ogni Festa comandata e alle volte anche durante la settimana.
Malgrado non sia più giovanissima, partecipa alle attività caritatevoli che la parrocchia organizza per i poveri o per le ragazze madri o per Gaza, per dirne solo alcune.
È sposata da quando aveva vent'anni, il suo matrimonio è tra i più solidi, ha avuto due bei figli che la hanno dato dei bellissimi nipotini e vive una vita in grazia del Signore.
Allora perché non è ben vista dalle altre donne che frequentano la mia chiesa e che spesso sorprendo a parlarne male e alcune di loro se ne lamentano perfino in confessione?
Credo di sapere perché, prima di tutto la Signora Margherita è, a dispetto della sua età avanzata, ancora una bella donna che non rinuncia a vestirsi elegantemente anche quando viene in parrocchia.
Quelle che ne parlano male sono le solite beghine, vecchie ma anche giovani sfiorite e frustrate, piene di invidia e livore verso la sua bellezza ancora sfolgorante. 
Va bene, io sono di parte, la ammiro, diciamo così, perché un prete è meglio che non si innamori e io mi ripeto spesso che non la amo, mentre invece la adoro in silenzio.
Si dice anche che un prete non deve avere desideri impuri ma la Signora Margherita è una fonte inesauribile di desideri sconci e voglie che devo reprimere. 
Lei lo sa e sospetto che appositamente quando viene a confessarsi, si dilunghi nei particolari proprio per farmi impazzire o forse soltanto eccitare.
Così come si presenta un chiesa in ogni occasione sempre vestita in maniera castamente sexy, con quelle gonne sotto il ginocchio ma quelle calze nere che fanno turbare anche i più santi.
E la scollatura, sempre ridotta al minimo ma con quel seno importante che si regge senza aiuti chirurgici o altri supporti, è impossibile che non mi caschi l'occhio.
Quando ho detto prima che il suo matrimonio è a prova di bomba, non volevo significare che sia devota solo al consorte e ai familiari.
Volevo dire che è molto brava a tenere la sua parte segreta nascosta dagli occhi e dalle orecchie dei suoi familiari più stretti, ma non che per questo rinunci a divertirsi con altri uomini.
Uomini che apprezza particolarmente giovani, almeno nell'ultimo decennio, uomini o sarebbe meglio dire ragazzi che non ha difficoltà a sedurre.
Dal sedicenne figlio di una amica del cuore, al diciottenne amico dei figli, al ventenne commesso della Standa dove va a comprare abiti e intimo.
Grazie alle sue sempre più intime e calde confessioni piene di dettagli, conosco ogni suo peccato carnale, oltre a quelli meno interessanti come quelli veniali.
Il più giovane le è stato affidato dalla sua amica più stretta che aveva questo figlio molto timido e impacciato e che ora, grazie agli insegnamenti della Signora Margherita, è diventato adulto.
Ci sono volute poche lezioni per istruire il giovane su come si soddisfa una donna esigente come lei ma il ragazzo, dopo un primo timido approccio, si è dedicato a darle piacere con grande passione.
L'amico dei suoi figli è caduto nella sua rete una sera che i suoi ragazzi gli avevano dato buca e lei per consolarlo, in assenza del marito, lo aveva accolto nel suo letto.
Il commesso della Standa la prima volta lo aveva costretto a venire nelle mutande provando alla sua presenza una serie infinita di completi intimi sexy.
Le volte successive il ragazzo glieli aveva consegnati e fatti provare direttamente a casa e lei per ringraziarlo gli aveva abbassato calzoni e slip per evitare che li bagnasse del suo liquido seminale.
E naturalmente per evitare spargimenti di sperma in giro per casa, gli aveva regalato fellatio dolcissime e intense, tanto da lasciarlo tremante sulle gambe traballanti.
Ecco, il sacramento della confessione mi impedisce di entrare ancora di più nei particolari ma la Signora Margherita quando si inginocchia non lo fa solo per confessarsi normalmente.
Come se sapesse quanto mi turbano i suoi peccati carnali e di gola, non esita a descrivere minuziosamente i suoi amplessi con i suoi giovani amanti.
Sono arrivato a pensare che veda dentro al confessionale quello che faccio quando lei, pentendosi dei suoi peccati più intimi, mi chiede di assolverla.
Immaginerà che quando ascolto le mia pecorella preferita confessarsi, non indosso le mutande sotto la tonaca e mi eccito con i suoi racconti?
Possibile che riesca a vedere che nell'ombra del confessionale sollevo la tonaca e impugno il mio sesso per masturbarmi con ammirazione nei suoi confronti?
O che abbia notato sul pavimento qualche schizzo di seme che non sempre riesco a ripulire e a celare agli sguardi sospettosi della perpetua addetta alle pulizie?
Non che abbia importanza che la Signora Margherita sappia della mia passione per i suoi caldi peccati, visto che lei per prima è una peccatrice seriale. 
Solo una cosa mi dispiace, ed è di essere oramai troppo vecchio per lei che è mia coetanea, e anche troppo brutto, sovrappeso e col pisello moscio.
Mentre lei preferisce giovanotti aitanti col sesso sempre in tiro, meglio se inesperti, così da poterli svezzare come farebbe una madre incestuosa.
Ma come si dice, la speranza è l'ultima a morire e io continuo da una parte a nutrire il desiderio che ho di lei e dall'altra a temere che decida di soddisfare questa mia passione segreta nei suoi confronti, mettendomi alla prova.
END


sabato 20 dicembre 2025

Il Male Minore

Dai Zietto, è sempre meglio col tuo che con quello di uno sconosciuto nei bagni di un autogrill oppure di un bar, mi canzona la mia dolce nipotina Laura, vedendomi ritroso nei suoi confronti. 
È ancora una ragazzina ma i suoi desideri e le sue voglie sono quelle di una donna o meglio di una femmina molto più matura della sua età. 
E quando si parla delle voglie di una femmina, si parla unicamente di cazzo, ed è proprio quello che Laura vuole che io le mostri, in questo pomeriggio in cui siamo soli in casa lei e io.
Ripenso a quello che è successo appena ieri, quando sono andato al vecchio bar in mezzo alla piazza del paese, per farmi un caffè e l'ho trovata là. 
O meglio, appena preso il caffè, la mia prostata ha cominciato a fare le bizze, costringendomi a una corsa al bagno, per svuotare la vescica. 
Anche il bagno del vecchio bar è vecchio come tutto il resto ed è formato da due cubicoli chiusi per modo di dire, da porte tipo far west.
Porte che non consentono di essere chiuse a chiave e nello stesso tempo non segnalano la presenza di qualcuno all'interno.
Così l'unico modo per sapere se è libero, è aprire la porta e guardare dentro e quando l'ho fatto, chi ho trovato dentro il cubicolo con in mano il pene di un anziano pensionato che stava sgocciolando?
Trovare Laura chiusa lì dentro mentre aiutava un vecchio a pisciare, è stato uno shock, malgado sappia che mia nipote è davvero una ragazza birichina.
Mia sorella che sarebbe poi sua madre, mi aveva già raccontato di questa sua predilezione per fidanzati troppo avanti per la sua età.
Certo non avrei mai immaginato di trovarla in quella situazione e la prima cosa che ho fatto è stata di gridare al tipo di sparire, lui e il suo uccello grondante piscio.
Dopodiché ho preso Laura per mano e l'ho trascinata fuori dal cubicolo senza nemmeno darle il tempo di lavarsi le mani con cui aveva toccato il pene del vecchio.
Siamo passati sotto gli occhi del barista e degli altri avventori che ci hanno guardato incuriositi ma non del tutto ignari di quello che Laura faceva nei bagni.
Senza stare ad ascoltare le sue proteste, l'ho costretta a entrare in macchina e poi sono partito, senza sapere bene dove andare e senza sapere bene cosa dirle. 
Mia nipote però è una furbetta e quando ha capito che gridando e protestando non avrebbe fatto altro che farmi arrabbiare di più, ha iniziato a fare la vergognosa.
Scusami zio, è stato solo un caso che tu mi abbia trovata lì, ero curiosa e poi la situazione mi è sfuggita di mano e via di questo passo. 
Ovviamente le sue scuse e la sua vergogna erano totalmente false, così le ho detto di tacere e ho provato a dirle le parole che uno zio dice alla nipote in casi come questi. 
Però non so se ci sono riuscito, perché effettivamente le ho parlato di sua madre e di come sarebbe stata dispiaciuta se avesse saputo che sua figlia andava in giro per i bagni a toccare cazzi di vecchi.
E poi quella situazione così torbida mi aveva fatto eccitare e mentre guidavo con Laura al fianco, avevo una erezione di cui lei per fortuna non poteva accorgersi. 
Laura che come ho detto è una furbetta, è anche una ragazza intelligente e credo abbia capito dal mio atteggiamento o magari dalla mia voce che ero turbato da quello che le avevo visto fare.
E quando con la sua mano mi ha toccato sulla coscia, non solo non sono riuscito a fermarla ma ho sperato che finisse per toccare il gonfiore sotto i jeans. 
Vedendomi muto, immobile e senza fiato, Laura ha finito per accarezzare l'erezione che non si vedeva ma che poteva toccare con la sua propria manina.
Se avesse continuato per qualche istante ancora sarei venuto nelle mutande ma la furbetta si è limitata a una carezza rapida e leggera.
Eppure quel tocco delicato per quanto intimo, mi ha messo addosso una voglia feroce di essere toccato nello stesso modo con cui Laura aveva toccato il vecchio nel bagno.
Mi piacerebbe dire di aver resistito almeno 24 ore al desiderio di metterglielo in mano ma resistenza significa avere almeno tentato di respingere quella voglia sconcia.
Invece non solo non ho tentato di respingere la voglia ma durante la notte ho perfino sognato di essere io al posto di quel vecchio nel bagno, mentre lei me lo stringeva con dolcezza. 
Quando si è presentata a casa mia nel pomeriggio, sapevo che avrei ceduto alle sue voglie che poi erano diventate esattamente come le mie.
Facciamo un patto, le dico mentre lei sorride maliziosa sapendo che sto per cedere al suo desiderio, se ti accontento non dovrai più andare in quel bar o in altri a fare la troia.
Ho pronunciato quella parola pensando che potesse farle un tipo di effetto, in realtà dal suo sguardo capisco di aver ottenuto qualcosa di diverso. 
Il suo sguardo si è intorbidito, come se sentirsi dare della troia, invece di farla arrabbiare l'avesse eccitata e l'avesse fatto diventare più coraggiosa del giorno, prima quando aveva soltanto sfiorato la mia erezione. 
Sapendo che avrebbe trovato il mio pene duro per colpa sua, Laura me lo stringe forte e non sembra intenzionata a mollarlo, fino a quando non avrà ottenuto ciò che desidera. 
Zietto, a me piacerebbe portarti in bagno e tenerti stretto mentre fai pipì ma con questa bella erezione tu faresti fatica a sgocciolare per bene.
Mentre pronuncia queste parole sbottona abilmente i jeans e abbassa la zip, portando alla luce gonfiore nascosto sotto le mutande. 
Zietto c'è solo una cosa che posso fare per riuscire a farti svuotare la vescica ed è che prima devo svuotarti le palle, e senza nemmeno darmi il tempo di respirare si china a prenderlo in bocca. 
Quanto tempo può resistere un anziano sessantenne prigioniero tra le labbra di una giovanissima lolita sedicenne, io ho resistito quasi niente, anche perché la mia erezione durava da un bel po' e la voglia di venire nella sua bocca da almeno 24 ore.
Dopo aver goduto per quel pompino proibito, ho cominciato a pensare che Laura non si appartasse nei bagni del bar solo per aiutare i vecchi a fare pipì.
Vederla con la bocca piena di sperma che mi ha mostrato per dimostrarmi di essere davvero una femmina calda e porca, mi ha fatto venire mille altri pensieri che ho dovuto scacciare. 
Specie quando invece di sputarlo in un fazzoletto lo ha inghiottito con aria di chi è orgogliosa di quello che ha fatto ma soprattutto di avermelo mostrato. 
Laura ha atteso che mi riprendessi e poi prendendomi per mano mi ha condotto in bagno, dove mi ha tenuto stretto mentre svuotavo la vescica dopo le palle.
È stata l'esperienza più dolce e piacevole nella mia vita, unire il pompino a quella sconcia pisciata tra le mani della mia bellissima nipotina sedicenne.
Che una volta terminata la minzione e dopo aver rimesso il mio pene al suo posto nelle mutande, mi ha promesso solennemente di non andare più in cerca di cazzi.
Ma non sono mica sicuro che posso fidarmi di lei, perché temo che uno solo non possa bastarle e che continuerà ad allietare altri anziani porcelli come me.
END

La Matrigna

Avevo sempre pensato che mio padre, un tipo brillante e di successo, se avesse lasciato mia madre, dalla personalità inversa alla sua, lo avrebbe fatto per una donna più giovane ed esuberante.
Invece eccomi di fronte a una sessantenne molto bella, ben tenuta nella sua maturità, dal sorriso aperto ma non troppo che equilibra quelli eccessivamente abbondanti di mio padre. 
Insomma la nuova donna di mio padre è una copia di mia madre con una decina di anni di più e che sembra avere lo stesso carattere e lo stesso comportamento riservato.
Qualche giorno fa, dopo una festicciola di compleanno per la mia maggiore età a cui hanno partecipato entrambi i miei genitori anche se un po' svogliatamente, lui mi ha preso da parte perché doveva dirmi qualcosa di importante. 
Fortunatamente ha evitato di chiosare sul fatto che ormai sono un uomo anche dal punto di vista anagrafico ed è andato dritto al punto.
Ha detto che ci teneva molto a presentarmi la sua nuova fiamma e anche se capiva i miei sentimenti verso mia madre, voleva presentarmela perché questa donna sarebbe stata quella definitiva per il resto della sua vita. 
All'epoca del divorzio da mamma, mio padre si aspettava che io risentissi di più della loro separazione, dato che notoriamente i figli sono quelli che in questi casi hanno più problemi.
In realtà a 16 anni ero già abbastanza maturo per capire che i legami che si creano tra un uomo e una donna, anche se si chiamano matrimonio, non sono mai indissolubili. 
Non so quando mio padre abbia conosciuto la sua nuova compagna ma direi che ha fatto passare abbastanza tempo dal divorzio per evitare di sembrare un po' troppo insensibile nei miei confronti per farmelo sapere.
Comunque ho accettato il suo invito per andare a conoscere questa signora che abita nella zona del Garda in una bella villa con vista lago.
In fondo lei non c'entra nulla, visto che la separazione dei miei genitori è avvenuta non a causa sua ma credo che se così fosse stato, non l'avrei odiata comunque.
D'altronde come ho detto è una copia di mia madre con una decina di anni di più che si notano ma non troppo, e con un seno abbondante, come il resto della sua persona.
Abbondante ma molto ben proporzionato e devo ammettere che tenere gli occhi su di lei è una cosa che trovo molto piacevole, anche se mi ricorda tanto mamma, o forse proprio per questo. 
Stava andando tutto alla perfezione quando mio padre ha avuto la meravigliosa idea di lasciarci soli, proprio come era abituato a fare con la sua famiglia precedente. 
Quante volte è successo che perfino nel bel mezzo di qualche compleanno di qualche festa ha dovuto correre da un'altra parte anche per giorni per sistemare i problemi del suo lavoro?
Direi che ho smesso di tenere il conto da tempo e quindi anche se non me lo aspettavo, ho aggiunto questa ennesima sparizione a tutte le altre. 
Non che essere lasciato da solo con Elvira, così si chiama la sua nuova compagna, sia proprio un affronto terribile da sopportare, però non è così che si fa di solito.
E poi lui è uno che ti comunica le cose e sparisce senza darti tante spiegazioni, se non che la causa è appunto il suo maledetto lavoro che lo impegna senza sosta. 
Il sorriso di Elvira dopo averlo visto scomparire nella sua auto, direi che era emblematico e che quella non fosse la prima fuga da quando stavano insieme. 
Ha sempre fatto così vero, mi domanda con una voce tranquilla e assolutamente senza alcuna riprovazione nei confronti del mio fedifrago genitore.
Non posso che annuire e spiegarle che in quasi vent'anni gli è successo moltissime volte di lasciare soli i suoi cari e alla mia spiegazione Elvira sorride ancora più apertamente. 
Probabilmente si sente in colpa, visto che la mia presenza nella sua villa è dovuta al desiderio di mio padre che io la conoscessi.
Sicuramente avevi altre cose molto più divertenti da fare che passare un fine settimana sul lago, insieme a una vecchia noiosa, aggiunge sommessamente.
Provo a tranquillizzarla, anche se non so se ci crede quando le dico che non ho molti amici ma soprattutto non ho molte amiche e nemmeno una ragazza con cui stare. 
Che ci creda o no, Elvira mi prende per mano e mi accompagna a visitare la sua bella villa, in cui risiede praticamente da sempre.
Mi porta anche nella sua camera da letto e io non riesco a fare a meno di pensare che quello sia il talamo su cui ha fatto l'amore con mio padre.
La mano di Elvira è calda e sicuramente mi conduce proprio come se fosse un bambino a visitare la sua casa e non mi dispiace affatto sentirne il calore della sua stretta sulla mia.
Il pranzo è ottimo e molto più abbondante di quello che serviva ma non era preventivato che mio padre sparisse all'improvviso.
Provo a fare onore anche per lui ai piatti preparati dalla cuoca di Elvira che sorride compiaciuta vedendomi di buon appetito e pure le bollicine sono di ottima qualità, visto che la bottiglia di Franciacorta sparisce prima della fine del pasto e lei me ne passa un'altra da stappare.
Quando andiamo a sederci in salotto siamo tutti e due di ottimo umore, grazie anche all'aiuto del vino e lei mi racconta della sua vita prima di conoscere mio padre. 
Mentre Elvira parla, trovo che anche la musica in sottofondo sia piacevole da sentire come la sua voce, malgrado non sia il genere che ascolto di solito.
Mano a mano che si racconta, aumenta il nostro grado di conoscenza e quindi diventiamo complici nel parlare di mio padre e dei suoi pregi, oltre che dei suoi numerosi difetti. 
Aumentano anche gli accavallamenti e gli scavallamenti delle sue gambe avvolte nelle calze autoreggenti di seta che Elvira non esita a mostrarmi, dapprima seduta di fronte al divano dove sono io e poi venendo al mio fianco.
Elvira probabilmente rendendosi conto che la nostra complicità sta diventando un po' troppo intima, mi domanda se voglio guardare le foto delle sue vacanze con mio padre.
Anche se preferirei continuare a sbirciare tra le sue cosce cercando di individuare il colore delle sue mutandine, le rispondo che mi farebbe piacere a vederle.
Lei si alza e va a prendere il telecomando del televisore enorme attaccato alla parete che fino a quel momento aveva trasmesso solamente la colonna sonora del nostro incontro. 
Dopo aver arpeggiato un po', riesce a farmi vedere le prime immagini della loro ultima vacanza ai Caraibi e sullo schermo appare  il suo splendido corpo che sembra quasi nudo malgrado il costume che indossa. 
Ma è un costume striminzito che fatica a contenere i suoi seni grandi rotondi e anche le sue natiche abbondanti come tutto il resto. 
Vedere quelle foto in fondo innocenti mi provocano una immediata erezione e un antico desiderio rinasce dentro di me riportandomi al passato. 
Quando spiavo mia madre nuda in bagno oppure nella sua camera da letto, mia madre che le assomiglia in modo impressionante, malgrado i dieci anni in più che Elvira ha sulle spalle.
Mentre osservo quelle foto della sua bellezza mi sfugge dalle labbra che la mia prima impressione da quando l'ho vista, è che sia davvero molto somigliante a mia mamma.
Elvira sorride compiaciuta, a quanto pare il paragone con una donna di 10 anni più giovane di lei non può che farle piacere ma poi si scusa perché ha bisogno di andare un attimo al bagno.
Mentre è via afferro il telecomando e provo a cercare altre sue foto e in effetti trovo una cartella contrassegnata dalla scritta "Privata".
Ho un brivido ma passo subito alla prima foto che è semplicemente magnifica, Elvira completamente nuda, forse uscita dalla doccia che sembra dire al fotografo, sicuramente mio padre, non farlo, con la mano aperta verso l'obiettivo.
Nelle altre è nuda ma a quanto pare non è più infastidita e sempre senza nulla addosso non si preoccupa di essere fotografata, anzi sembra compiaciuta da come sorride.
Ed ecco il cambio di passo definitivo, Elvira sdraiata sul letto, come una Venere dal corpo nudo abbondante e pieno di curve pericolose che si esibisce, finalmente senza pudori.
Mentre solleva i seni verso l'obiettivo e se li bacia, mentre allarga le cosce e si mostra nella sue intera avvenenza, senza nemmeno in piccolo pelo pubico a nascondere la fessura ampia e umida.
Prona, mostrando il bel culone senza alcun ritegno e anzi con una mano allargando la natica a concedere alla vista anche il buchetto ammiccante.
Infine le foto più hard, il volto di Elvira accostato a un pene che non può essere altro che quello di mio padre, almeno spero, mentre lo sfiora con le labbra.
Ed è con quella foto sullo schermo che Elvira mi sorprende tornando dal bagno in silenzio, come se avesse immaginato di trovarmi a spiare qualcosa di suo, di molto, molto intimo.
Ti piaccio, mi domanda con un tono troppo neutro, a cui non trovo una risposta adeguata, se non limitandomi a fare di si con la testa.
Certo che mi piaci Elvira, penso, come mi piace mia madre, il cui corpo è quasi una fotocopia del tuo, grandi tette, gran cosce e culo, lineamenti simili e pure i capelli anche se con taglio diverso.
La differenza è che lei l'ho soltanto immaginata mentre baciava un pene, mentre tu sei qui sullo schermo e nelle foto successive che il mio dito manda avanti quasi automaticamente, spingendo il pulsante del telecomando, il tuo bel viso è ricoperto di seme denso. 
Sei bellissima, le sussurro fermando la sequenza su uno scatto in cui il viso di Elvira è in primo piano, le labbra schiuse attraverso le quali la lingua arriva a lambire un rivolo di sborra.
Viene a sedersi al mio fianco, sorride, quel complimento le piace, prende il telecomando e mi chiede se voglio vedere le altre foto, quelle in cui appare anche mio padre.
Non so, un conto è vedere il suo pene senza il resto, mentre eiacula sul viso della sua nuova compagna, un conto vedere lui che se la chiava, forse meglio di no.
La mano di Elvira intanto è sulla mia, calda, sicura ed eccitante, come la sua domanda successiva, se ti piaccio io, figuriamoci quanto ti piace tua madre?
Come ha fatto a indovinare, sarà che mi legge nel pensiero oppure mi si legge in viso che non ho mai superato il complesso di Edipo?
Siete tutte e due splendide, mi ritrovo a biascicare e lei lasciando la mia mano mi accarezza il viso, dicendomi che sono molto dolce, proprio come mille volte ha fatto mia madre.
Ma lei non può andare oltre, sussurra Elvira, io si è dal viso le sue dita scivolano giù sul gonfiore che appare al centro dei jeans.
Sei eccitato, constata la mia bellissima matrigna spingendo col suo indice birichino sul pene indurito e celato, sarà meglio fare qualcosa.
Resto immobile mentre lei agisce con l'esperienza di una femmina che conosce le esigenze di un uomo a cui ha appena fatto perdere la testa.
La sua testa si abbassa sul mio grembo, i suoi capelli nascondono la sua bocca che ingloba prima la cappella e poi tutto il mio pene, regalandomi sensazioni caldissime.
Resisto al suo assalto e mi merito i suoi complimenti, amore tuo padre sarebbe già venuto, mi sussurra rialzando la testa, sorride e torna giù a prenderlo in bocca.
Metto la mano tra i suoi capelli e cesso ogni resistenza, il piacere mi travolge mentre lo sperma richiamato da Elvira erompe tra le sue labbra e io grido che sto venendo.
Solamente verso sera mio padre si rifà vivo con una telefonata con cui annuncia che la sua assenza si dovrà prolungare per motivi improrogabili e ovviamente legati al suo lavoro.
Tra il sottoscritto ed Elvira facciamo gara per fingere costernazione e sgomento alla ferale notizia, mentre invece stavamo ridendo sotto i baffi durante tutta la telefonata. 
Finita la quale Elvira mi prende per mano e mi conduce nella sua camera dove dopo essersi spogliata, si stende sul letto lasciandosi ammirare.
Ora che posso vederla completamente nuda, riesco a individuare le somiglianze col corpo di mia madre e per fortuna anche le differenze.
Ma devo ammettere che le differenze sono davvero poche e che il brivido che sento mentre il pene mi torna di marmo, in parte è dovuto anche alla sensazione di essere tornato il bambino che spiava la mamma nuda nel bagno. 
Fortunatamente ci pensa Elvira a cancellare questi pensieri incestuosi allargando le gambe e invitandomi a entrare dentro di lei, nella sua fessura calda, bagnata e accogliente.
Mi chiama amore proprio come mia madre, anche se in una situazione che con mamma ho soltanto immaginato nelle mie fantasie masturbatorie. 
Puoi venirmi dentro, è la ciliegina sulla torta della nostra prima comunione carnale, durante la quale riusciamo a godere nello stesso identico momento. 
Più tardi, quando ormai è notte fonda e tutti e due siamo sazi ma non riusciamo a dormire, Elvira sente la necessità di indagare e io quella di risponderle.
È curiosa di sapere quanto abbia contato in questa mia passione verso di lei, la sua somiglianza con mia madre, così le confesso i miei peccati di gioventù. 
Il mio attaccamento morboso che mi ha portato a spiare mamma ogni volta che ne avevo la possibilità, quando andava al bagno oppure nella sua camera da letto.
Mamma come oggetto delle mie fantasie in cui non solo appariva nuda ma faceva quelle cose che Elvira mi ha fatto, facendomi godere realmente e non solo masturbandomi.
Mamma che a un certo punto quando mi è cresciuto letteralmente il pisello, non ha più voluto che entrassi con lei sotto la doccia e ha insistito perché mi lavassi il pene da solo, invece che farlo lei. 
Ecco qualcosa che posso fare io, mi sussurra Elvira accarezzandomi l'uccello sgonfio e ancora bagnato di seme, mi piacerebbe insaponartelo, sarei molto accurata e delicata.
Sono sicuro che lo sarà e le do appuntamento al mattino dopo, quando saremo riposati e la voglia reciproca di godere tornerà a irrompere dentro di noi.
Mi stringo a lei che non molla il mio cazzo anche se non è più duro come prima e sbadiglio nel suo orecchio obbligandola a fare altrettanto. 
Finalmente dopo il piacere arriva il momento del riposo meritato ed è lei la prima ad assopirsi, russando leggermente sulla mia spalla. 
Provo a fare altrettanto chiudendo gli occhi ma l'immagine di mia madre al posto di Elvira mentre sto venendo nella sua bocca, continua a perseguitarmi. 
Non è male questo incesto per interposta persona, devo ringraziare mio padre che a quanto pare come me è attratto dallo stesso tipo di donna, molto simile a sua moglie e a mia madre. 
Ma soprattutto devo ringraziare Elvira che mi ha concesso di provare il piacere più dolce, senza cadere in peccati più grandi nei confronti dei miei genitori. 
Eppure un po' di soddisfazione, pensando alle corna in testa a mio padre che tra l'altro per aver lasciato mia madre se le merita, sento di provarla, ed è giusto così.
END





Le Gemelle

Ciao mamma, sono tornato a casa, grido per farmi sentire perché non si sa mai che mamma se ne stia in giro nuda per casa o magari abbia invitato qualche ammiratore per concedersi un po' di piacere.
In fondo sono già parecchi anni che si è separata da mio padre, che a un certo momento invaghitosi di un'altra donna, ha deciso di lasciarla e se avesse trovato un amante non ci sarebbe nulla di strano.
Mamma è una bella signora sui cinquanta dalle forme abbondanti che da sempre è stata nei miei sogni bagnati, alimentando le mie fantasie e la mia masturbazione.
Quante volte l'ho spiata mentre era nuda in bagno o in camera sua e in qualsiasi altra situazione in cui si toglieva i vestiti, alle volte inconsapevole e altre no, del mio interesse particolare verso di lei.
Di sicuro si è accorta che avevo questa attrazione incestuosa nei suoi confronti, tanto che a un certo non ha più permesso che entrassi con lei, nudi nella doccia.
Quando sono diventato un uomo, almeno dal punto di vista della lunghezza del pene, non ha più voluto curare personalmente la mia igiene intima, come aveva sempre fatto da quando era un bambino.
Quella è una cosa che mi è mancata davvero, anche se capisco che abbia preferito smettere visto che non riusciva più lavarmi il pene senza che io le eiaculassi tra le dita.
Mamma è sempre stata una moglie e una madre modello, innamorata di mio padre e anche di me, solo che a un certo l'uomo della sua vita l'ha abbandonata per un'altra con qualche anno più di lei. 
Mamma però è una donna forte, che ha dimostrato di non essere completamente dipendente da mio padre e non parlo solo dal punto di vista economico. 
Non ho idea se abbia avuto degli amanti da quando ha divorziato ma se lo avesse fatto, lo ha fatto davvero con grande perizia perché io non mi sono mai accorto di nulla. 
Qualche giorno fa è successa una cosa che forse non le ha fatto molto piacere, quando mio padre mi ha chiesto se volessi conoscere la sua nuova compagna. 
Allora, mamma e papà si sono separati abbastanza agevolmente e senza grossi traumi né tra loro due, né per me che avevo circa 14 anni all'epoca. 
Sono sempre stato affezionato a entrambi e anche se sapevo bene che la colpa della loro separazione era tutta di mio padre, non l'ho mai odiato per questo e nemmeno mia madre mi ha mostrato o chiesto di odiarlo per essere stata abbandonata. 
Ma non credo che sia stata felice di sapere che avrei passato un fine settimana sul Lago di Garda con mio padre, nella casa della sua nuova fiamma.
Comunque mamma non si è opposta quando le ho praticamente chiesto il permesso, anche se non ce ne sarebbe stato bisogno, visto che da qualche settimana sono maggiorenne. 
Così ho conosciuto Elvira che praticamente è una copia quasi identica di mamma, sia dal punto di vista fisico che per quello intellettuale.
L'unica differenza vera tra le due, sono quei dieci anni che rendono Elvira una donna più matura di mamma, anche se non è cosa che si nota facilmente. 
Dopodiché, siccome mio padre è uno che non cambia mai, si è comportato nei confronti della sua nuova donna come si comportava con mamma, ovvero lasciandola sul più bello durante le feste o la domenica a causa del suo lavoro.
In un primo momento Elvira si è dispiaciuta per la sua latitanza ma ho pensato io a sopperire alla mancanza di mio padre, infilando il mio pene dentro di lei come avrebbe dovuto fare lui.
Elvira mi ha fatto i complimenti perché mi sono comportato decisamente meglio di mio padre.
È questo che confesso a mamma seduti uno di fronte all'altra nel salotto di casa dopo essersi abbracciati e baciati come fanno normalmente madre e figlio.
Amore vorresti dirmi che ai cornificato tuo padre, mi chiede mamma un po' stralunata perché davvero non si aspettava una novità come questa. 
In fondo ormai è da qualche anno che dopo il divorzio vive come una donna libera, anche se non ha mai avuto altre relazioni da quando si è separata. 
Praticamente ha seguito il mio stesso percorso e mentre io sono sempre stato innamorato di lei al punto da spiarla quando si spogliava, lei è sempre stata innamorata del suo unico adorato figliolo.
Osservo la sua espressione mentre riflette sul racconto che le ho fatto sul mio fine settimana a letto con la nuova compagna di mio padre e vedo che scuote la testa quasi incredula. 
Mamma da quando ha scoperto che sono diventato un uomo che la punta come un segugio, non solo ha smesso di trovarsi in intimità con me ma ha smesso anche di vestirsi in maniera femminile o magari di andare in giro svestita se io sono a casa.
Se prima non aveva problemi a entrare con me nella doccia e a curare la mia igiene intima che io trascuravo appositamente, vedendo il mio pene diventato delle dimensioni di un maschio adulto, ha detto che avrei dovuto cavarmela da solo. 
Immagino che lo abbia fatto per non cadere in tentazione e per non fare cadere me in tentazione e allo stesso modo, mentre prima nessuno dei due faceva caso se lei era nuda in giro per casa, dallo stesso momento si è sempre vestita in maniera poco appariscente in mia presenza.
Stamattina l'ho sorpresa arrivando prima di quanto si aspettasse e con un racconto dal quale deve ancora riprendersi ma la sua vestaglia era chiusa fino all'ultimo bottone. 
Ma ora qualcosa è cambiato e la luce che vedo nei suoi occhi mi conferma che nella sua mente ha preso una decisione e slacciare la vestaglia ne fa parte.
Erano anni che non vedevo le sue belle cosce carnose esposte, per non parlare del colore delle sue mutandine che non esita a farmi vedere.
Quando viene a sedersi al mio fianco pare anche un po' infuriata e la capisco perché a quale donna fa piacere farsi portare via prima il marito e poi il figlio, da un'altra femmina. 
Amore, mi dice mentre la sua mano si posa sul mio ginocchio, dimmi che sarò sempre la tua mamma e che mi amerai sempre, malgrado la tua intimità con quella puttana.
Adoro quando mamma dice certe parole, vedo nei suoi occhi la fiamma della rabbia ma anche della passione, insieme alla visione delle sue cosce e ora anche della sua scollatura, e il mio pene prende il volo.
Mamma appoggia la testa sulla mia spalla e la sua bocca accarezza il mio collo donandomi dei brividi di piacere indescrivibili che raddoppiano quando le sue dita trovano il gonfiore nei miei jeans. 
Amore io non volevo, perché tu dovresti  avere delle donne della tua età e non delle troie mature come quella che hai scopato, sussurra mamma con voce sexy mai sentita prima d'ora.
Ma non posso perderti e quindi voglio darti ancora di più di quello che ti ha dato lei, continua mentre la sua vestaglia si apre completamente, rivelando che sotto indossa solo le mutandine.
La sua mano diventa padrona della mia erezione che senza fatica porta alla luce,  facendomi i complimenti per la mia virilità che tiene salda nella sua stretta sicura. 
Mi masturba dolcemente mentre la sua bocca si incolla alla mia e la sua lingua si insinua tra le mie labbra, come la piovra alla ricerca della preda.
Voglio che mi guardi, continua mamma lasciando il mio pene e alzandosi in piedi per togliersi le mutandine e restare completamente nuda davanti a me.
Dimmi che sono più bella di lei, mi chiede retoricamente sapendo che non potrei mai dirle il contrario anche perché non è vero e i 10 anni in meno di Elvira si vedono tutti.
Oddio mamma sei bellissima, provo a risponderle ma ho il cuore in gola e il pene che pulsa follemente e che richiede le sue coccole per spegnere il fuoco che ho nel ventre.
Amore mio avrai qualcosa che non ho dato nemmeno a tuo padre, ansima mamma presa totalmente dal tentativo di seduzione che ha messo in atto. 
Si inginocchia sul divano dandomi le spalle e regalandomi la visione del suo bellissimo sedere che mi offre, aprendosi le natiche con una mano.
Viene amore, mettilo dentro di me, e la sua voce è soltanto un sospiro che diventa un rantolo, quando la mia cappella entra in contatto col suo buchino pronto ad accogliermi. 
Entro la fatica, la strada è molto stretta ed è prima volta che qualcuno la percorre ma con dolcezza e cercando di farla soffrire il meno possibile, affondo dentro di lei fino alle palle.
Mamma grida silenziosamente la sua dolce sofferenza, mentre le mie mani afferrano saldamente i suoi fianchi e le mie spinte diventano sempre più sicure e potenti.
Il piacere arriva intenso ed esplosivo per entrambi e insieme la consapevolezza di essere diventato un maschio adulto che deposita il suo seme dentro le donne che possiede, nella fica di Elvira come nel culo di mamma, le mie bellissime amanti gemelle.
END

venerdì 12 dicembre 2025

Una Festa Tra Giovanissimi

La festicciola tra i ragazzi e le ragazze della compagnia di mia nipote stava per terminare, in quel pomeriggio estivo in cui faceva caldo ma non troppo afoso.
Avevo messo a disposizione la mia casetta in campagna per evitare che Laura finisse per litigare con sua madre su chi, dopo la festa, doveva pulire tutti i casini che si combinano in feste di questo tipo.
Inoltre la musica a tutto volume non avrebbe disturbato nessuno, a parte forse il mio cane e i gatti che però stavano alla larga nell'attesa che la festa finisse. 
Laura aveva provato a coinvolgermi ma non mi era parso il caso di mescolarmi a questi ragazzini, alcuni dei quali nemmeno avevano un terzo della mia età. 
Nello stesso tempo non mi ero rinchiuso in camera mia ma stazionavo un po' in giardino e un po' nel salotto, anche per tenerli d'occhio nel caso sì foseero decisi a combinare davvero dei guai.
Tutto era filato liscio e anzi era successo qualcosa di davvero piacevole, quando Federica l'amica del cuore di mia nipote, mi aveva regalato la visione delle sue belle cosce e come ciliegina sulla torta anche quella delle sue mutandine. 
Che non si fosse trattato di un caso ma che l'avesse fatto apposta me lo aveva confermato il suo bel sorriso, mentre la guardavo col massimo interessi. 
Vedendo la sua espressione mi sono detto che avrei potuto continuare a mantenere lo sguardo su di lei e in effetti avevo ragione perché sembrava proprio felice della mia attenzione nei suoi confronti. 
Federica sdraiata sul prato era rimasta a lungo in quella posizione che mi aveva permesso di dare un'occhiata alle sue belle forme forme e al suo intimo. 
Quella visione celestiale mi aveva fatto sentire di nuovo un maschio arrapato con una bella erezione nascosta nelle mutande ma pronta all'uso.
Ovviamente quel fuoco improvviso andava spento per evitare che combinassi qualche cazzata, andando a molestare una ragazzina minorenne, per cui andai in bagno a scaricarmi.
Davanti allo specchio appeso sul lavandino vidi riflessa l'immagine di un sessantenne sovrappeso e invecchiato non proprio perfettamente, col pene in mano che si masturbava.
Così chiusi gli occhi e continuai con l'intenzione di darmi il piacere solitario e poi tornare a controllare che i ragazzi non combinassero dei casini proprio all'ultimo momento. 
Non penso di averlo fatto apposta anche se inconsciamente ma non avevo chiuso la porta e mentre ero lì a occhi chiusi che smanettavo, ho come sentito la presenza di qualcuno, anzi di qualcuna. 
Ho aperto gli occhi e spostato lo sguardo verso la porta e lei era lì sulla soglia che si godeva lo spettacolo del mio pene stretto nella mia mano, sul punto di eiaculare.
In una situazione normale avrei rimesso in fretta e furia nelle mutande il pene, cercando di nascondere quello che stavo facendo ma il suo sguardo me lo ha impedito. 
E i suoi occhi dicevano continua, vai fino in fondo che voglio vederti godere e sborrare, fallo per me e naturalmente ho proseguito fino a provocare una densa schizzata di liquido seminale. 
Col senno di poi sono convinto che se le avessi chiesto di mettere la sua mano al posto della mia, Federica avrebbe accettato e magari avrebbe potuto scapparci anche un bel pompino.
Invece lei è rimasta sulla soglia da dove ha potuto comunque godere della vista del mio orgasmo e del seme copioso e denso colato nel lavandino, mentre io ho spremuto le ultime gocce dalla cappella e poi l'ho rimesso a posto nelle mutande.
Per qualche istante mentre mi risistemavo, ho spostato lo sguardo da Federica al mio pene e quando son tornato a guardare nella sua direzione, lei non c'era più.
Un po' deluso ho ripulito il lavandino e poi sono tornato in giardino dove l'ho ritrovata a fianco di mia nipote mentre insieme stavano ridendo gioiosamente. 
Lì per lì ho pensato che le avesse raccontato cosa aveva visto e che il suo racconto avesse provocato quelle risate complici tra due amiche.
Però lei quando mi ha visto ha smesso di ridere e mi ha guardato in una maniera che non era quella di chi ha appena visto uno spettacolo ridicolo, tutt'altro.
Eppure qualcosa deve avere raccontato a mia nipote perché quando Federica è venuta a parlare con me per la prima volta durante la festa, Laura ci ha guardati da lontano con molto interesse. 
Ci siamo seduti insieme uno a fianco all'altra e Federica mi ha mostrato nuovamente le sue belle cosce che mi avevano fatto eccitare poco prima. 
Ma ancora di più eccitante della vista delle sue bellissime gambe, è stato quello che mi ha detto in quel momento e che mi ha fatto sognare.
La troietta mi ha detto che lo spettacolo che avevo dato poco prima le era piaciuto molto e che le avevo fatto bagnare le mutandine guardandomi mentre mi masturbavo. 
Il mio pene ha ricominciato a sussultare per la felicità di ascoltare quelle parole calde e un po' sconce ma ormai la festa era finita e Federica doveva tornare a casa, mentre a me e a mia nipote spettava di ripulire tutto quanto.
Poco dopo sono rimasto da solo con Laura a sistemare il casino provocato dai ragazzi ma devo dire che mi aspettavo di peggio.
Durante quella oretta di lavoro ho capito che mia nipote aveva qualcosa da dirmi e che non si decideva a farlo, probabilmente perché si vergognava. 
E che quello che doveva dirmi aveva a che fare con quello che Federica aveva visto nel bagno, mentre mi masturbavo e poi eiaculavo nel lavandino.
Sono rimasto zitto e per tutto il tempo ho pensato soltanto a pulire e a sistemare il  giardino e il salotto ma alla fine, quando ormai tutto era stato risistemato, Laura non è riuscita a trattenersi.
Effettivamente Federica le aveva raccontato di avermi visto col pene in mano mentre godevo sborrando ma a quanto pare mia nipote non era arrabbiata con me per quello. 
Le ho chiesto se non le dispiacesse di essermi trovato in quella situazione con la sua amica ma lei mi ha sorriso e ha detto che non era poi una cosa così grave.
In fondo, ha proseguito, se tu non fossi il mio dolce nonnino e ti avessi visto mentre ti masturbavi, sarei intervenuta per darti una mano e mi meraviglio che Federica non l'abbia fatto.
Laura ha detto queste parole un po' ridendo e un po' seriamente, perciò credo che fosse davvero sincera e anche piacevolmente colpita dalla mia espressione sorpresa. 
Quando scherzando le ho detto che a quel punto non vedevo l'ora che organizzasse la prossima festa per tornare a esibirmi davanti a Federica, mia nipote ha sorriso e mi ha spiazzato nuovamente, chiedendomi se poteva invitare Federica il giorno dopo, per studiare insieme qui in tranquillità, nella mia casa di campagna.
Ovviamente la mia risposta è stata positiva e ora sono qui che non vedo l'ora che il tempo passi e di ritrovarmi nuovamente col pene in mano sotto gli occhi dell'amichetta di mia nipote.
Quello che forse non mi è completamente chiaro è quello che ha intenzione di fare Laura domani quando Federica sarà qui con noi. 
E anche per quello non vedo l'ora di ritrovarmi insieme con queste due splendide fanciulle a cui riconosco una discreta apertura mentale. 
Nel frattempo ho chiesto al medico di famiglia di prescrivermi una pillola azzurra perché non si sa mai, metti che davvero Federica, magari incitata da Laura, voglia davvero farmi un pompino.
In quel caso voglio farmi trovare preparato.

mercoledì 10 dicembre 2025

Doppio Gusto - Giulia e Ilaria

Giulia è una bella ragazza sui trenta o forse più, ha i capelli corti e come me è miope e porta gli occhiali a compensare la sua miopia.
Quando Ilaria me l'ha presentata, ho visto che anche lei aveva gli occhi luminosi e sorridenti, segno che la mia presenza non l'aveva disturbata.
È successo il giorno dopo l'incontro al supermarket e specialmente dopo quel delizioso pompino che Ilaria mi ha generosamente elargito.
Ilaria ha voluto ringraziarci entrambi cucinando per tre e a me è toccato portare il vino, mentre Giulia si è presentata con una bella scodellata di Zuppa Inglese fatta con le sue mani, buonissima.
Ilaria ha dimostrato una discreta predilezione anche per il prosecco e Giulia non è stata da meno, trincando alla grande con la sua amica e con me che forse alla fine ero quello meno brillo.
Guardarle sul divano mentre si coccolano è meraviglioso e forse sono un po' brillo pure io visto che il passaggio dalle coccole all'amore lesbico avviene sotto i miei occhi inconsapevoli.
È Ilaria che allunga la mano verso di me, come a invitarmi a unirmi a loro, mentre Giulia è con la testa tra le sue cosce e dopo averle sfilato le mutandine la sta leccando con passione.
Mi avvicino a Giulia che mi attrae di più visto che ancora non l'ho conosciuta intimamente e mentre Ilaria mi sorride le accarezzo il culo stando alle sue spalle.
Giulia reagisce come una gatta, solleva il sederino e io sollevò la gonna e abbasso le mutandine che trovo bagnate di umori
inequivocabili.
La troietta fa anche le fusa e non mi resta che infilare la lingua tra le sue natiche per assaggiare quel piatto prelibato per renderla felice.
Chiavala, mi dice Ilaria stravolta dalle sensazioni che lingua e bocca di Giulia le stanno donando e io obbedisco, tirando fuori il cazzo ed entrando senza fatica.
Dove non lo so, nemmeno mi rendo conto di stare sodomizzando Giulia che invece sembra apprezzare enormemente il mio pene entrato dalla porta posteriore.
È bellissimo prenderla mentre guardo Ilaria negli occhi mentre sta godendo intensamente e i suoi occhioni brillano per il piacere ricevuto.
Giulia si gira un attimo e l'espressione del suo volto mi conferma che adora quel tipo di amore e poi l'orgasmo esplode anche dentro di lei, insieme all'amica del cuore.
Così le sborro nel culo, unendo i miei gemiti di piacere ai loro, depositando il mio liquido seminale dentro Giulia come ho fatto con Ilaria.
Siete le mie troiette, sussurro alle due porcelline mentre sfilo il pene che aguscia via dal buchetto di Giulia, così accogliente e così portato alla sodomia.
Ilaria sorridente e soddisfatta si stacca dall'amica e amante e viene a leccarmi il pene sgonfio e ricoperto di seme con grande voluttà e non smette fino a quando non lo ha ripulito perfettamente.
Sei stato davvero molto bravo a fare godere Giulia, si congratula, ma ora riprenditi che lo voglio provare anche io nello stesso modo.
Giulia intanto sorride e con una mano tra le natiche corre in bagno e Ilaria mi spinge dietro di lei che troviamo seduta, intenta a fare pipì.
Quando ci vede allarga le gambe affinché possiamo guardare per bene la cascatella dorata che spruzza dalla sua fica, intanto che pure il mio sperma esce dal suo buchetto non più intonso.
Ilaria mi accarezza il pene, cercando di riportarlo alla erezione minima per poterlo poi gustare nel suo bel culo e mi promette di farsi fare una doccia dorata se riuscirò nell'intento.
Il mio cazzo viene preso tra due fuochi, o meglio tra due bocche e quattro mani, Giulia e Ilaria insieme si adoperano per farmi tornare duro.
E quando la mia erezione sembra tornata, vanno a mettersi sul lettone e iniziano un Sixtynine da urlo che mi eccita ancora di più che le loro carezze e i loro baci.
Giulia è distesa sotto Ilaria e la sua bocca lambisce la fichetta dell'amica che offre le sue natiche al mio sguardo e il suo buchino alla penetrazione anale.
Ilaria si gira e controlla che io sia pronto alla sodomia, così mi avvicino e appoggio la cappella al suo buchetto che in un istante mi attrae, come una pompa idrovora.
Ilaria può finalmente girarsi e tuffare il viso tra le cosce di Giulia mentre io riprendo la stessa danza con cui l'ho sodomizzata poco fa.
Forte, più forte geme Ilaria, resa ancora più vogliosa dalla bocca e dalla lingua di Giulia che si sono incollate alla sua fica gocciolante umori femminili.
Aumento la forza e la velocità e la troietta inizia a spasimare e a rantolare di piacere, per esplodere in un orgasmo potente che finisce per risucchiare anche lo sperma dalle mie palle nuovamente piene.
Anche Giulia viene con noi grazie ai morsi che Ilaria riserva alla sua fica più stagionata ma sempre deliziosa ed eccitata dal sessantanove.
Il mio cazzo sguscia via dal buchetto di Ilaria e finisce a portata delle labbra e della lingua di Giulia che non si esime dal ripulire lo sperma che vi è rimasto incollato.
A quanto pare sarà una serata o meglio una notte calda d'amore a tre e se non dovessi tornare a casa domani o al più dopodomani, chiamatemi un'ambulanza.
END

martedì 9 dicembre 2025

Doppio Gusto - Ilaria

Come dice quella pubblicità di merda di un gelato di merda, due è molto meglio di uno ed è vero sia per quanto riguarda i gelati anche per quanto riguarda le donne. 
Ho conosciuto Ilaria per caso, mentre ero a fare la spesa e lei tentava di fare altrettanto, dovendo fare i conti con i pochi soldi che aveva in tasca.
Una bella ragazza dal fisico normale, se si escludono gli occhi grandi e penetranti che ti colpiscono per primi, quando lei te li punta addosso. 
Ero dietro di lei in fila alla cassa e riuscivo a capire che aveva bisogno di quello che aveva preso senza rubarlo e nello stesso tempo non aveva il denaro sufficiente per pagarlo.
Così mi sono offerto di aggiungere quello che mancava alla somma e toglierla dall'impaccio, dopodiché lei mi ha abbracciato per ringraziarmi. 
Diciamo che in quel momento mi sono trovato un po' in imbarazzo davanti alla cassiera e agli altri in fila dietro di me, non sono abituato a dare spettacolo in quella maniera.
Niente di sconveniente ma quando una ragazzina di vent'anni ti salta al collo e tu ne hai tre volte tanto ma non sei suo nonno, qualche problemino te lo puoi anche mettere.
Alla fine dei ringraziamenti Ilaria ha voluto spiegarmi come mai si trova in quella situazione da non aver nemmeno i soldi per pagarsi qualcosa da mangiare. 
Purtroppo la sua famiglia non è una di quelle da Mulino Bianco e per evitare botte e molestie, appena maggiorenne è scappata di casa.
Ma vivere da sola, facendo dei lavoretti in qua in là, non le permette di avere quella disponibilità economica e sufficiente se non a pagare l'affitto e alle volte nemmeno quello.
Ilaria mi ha fatto anche capire di aver ricevuto proposte economiche in cambio di sesso ma di non averle mai accettate e in compenso di aver trovato un'amica molto cara che la ospita e la aiuta come può.
Quando mi offro di accompagnarla a casa Ilaria accetta molto volentieri e sale in macchina con me e poco dopo ci fermiamo davanti a casa sua o meglio a casa della sua amica che le ha concesso di abitarci senza pagare nulla.
È un monolocale di periferia arredato alla meglio ma con tutto quello che occorre e con un divano sufficientemente comodo per mettermi seduto a parlare con lei. 
Le chiedo se le va di mangiare una pizza insieme e lei accetta anche quell'offerta in maniera calorosa, perché è da un po' che non si può permettere nemmeno una margherita. 
Quando arriva la consegna e apriamo le scatole delle pizze, i suoi occhi bellissimi brillano forse un po' anche di commozione e di felicità, come quelli di una bimba.
Le piace anche la birra e ne facciamo fuori alcune bottiglie che ho fatto aggiungere fortunatamente, visto che la apprezziamo molto entrambi.
Sarà la birra o sarà che Ilaria vuole sdebitarsi ma dopo, quando ci sediamo di nuovo sul divano ascoltando un po' di musica, me la ritrovo tra le braccia.
Ilaria ha un corpo leggermente abbondante e molto caldo, assai piacevole da stringere ma penso che anche lei trovi il piacere nell'essere stretta con delicatezza.
Guarda che non sei tenuta ad essere carina con me solo perché ho pagato il tuo conto al supermercato, provo a dirle perché non vorrei davvero che pensasse di dover barattare sesso per qualche euro.
Mi ha fatto piacere aiutarti e non sei assolutamente costretta a fare nulla di cui poi potresti pentirtene, ma Ilaria non vuole ascoltarmi e per non sentirmi parlare, appoggia le sue labbra sulle mie facendomi stare zitto.
Quando la mia mano comincia a stringere delicatamente il suo seno, Ilaria comincia a fare le fusa, e a comportarsi davvero come una gattina disponibile alle coccole. 
Cerco di andarci piano con lei che probabilmente alla fine decide di prendere l'iniziativa e spostare quella mano appena riuscita a infilarsi nella sua scollatura. 
Dal seno la porta tra le gambe che allarga per darmi la possibilità di accarezzare il calore sviluppato dalla sua fichetta, sotto le mutandine umide.
La gattina mugola di piacere sottoposta alle mie carezze timide ma non per questo meno eccitanti, visto che le mutandine si bagnano completamente. 
Infilo le dita sotto l'elastico e il contatto con le labbra tumide della sua fica mi trasmette una scossa elettrica che costringe la mia erezione a indurirsi completamente. 
Ilaria si abbandona tra le mie braccia mentre le mie dita entrano dentro di lei con la stessa timidezza di prima e i suoi lamenti ora aumentano fino a diventare gemiti di puro piacere.
Quando riapre gli occhi dopo quell'orgasmo inaspettato e intenso, li vedo brillare come ancora non li avevo visti e lei prende il mio viso tra le mani e mi bacia con trasporto sulla bocca mentre io non tolgo le dita dalla sua fica, per non rovinare quel momento magico.
Vuoi tenerle lì per sempre, mi chiede Ilaria con un sorriso e in fondo penso che sarebbe bellissimo a rimanere dentro la sua fessura calda e umida ancora un po'.
È il secondo regalo che mi fai oggi, sussurra lei con gli occhi che lampeggiano le gratitudine, adesso tocca a me, mi annuncia, sbottonandomi i jeans.
Come se fossi su un altro pianeta, la osservo portare alla luce con una certa abilità il mio pene indurito e poi chiudo gli occhi e mi godo le sensazioni che provo quando la sua bocca mi accoglie.
Non ci metto molto altro esplodere tra quelle labbra, meno timide di quanto siano state le mie dita prima nella sua fica, e Ilaria si dimostra una buona assaggiatrice di liquido seminale.
Sarà che da un po' non riuscivo a svuotarmi in quella maniera piacevolissima ma l'ho fatto solo in solitudine, ma quel pompino è stato davvero eccezionale.
Quando ha finito Ilaria è corsa in bagno a disfarsi dello sperma mentre io sono rimasto a recuperare il fiato, che alla mia età una roba così è pure pericolosa.
Quando è tornata mi si è ributtata in braccio come una bambina si butta in braccio alla mamma, ci siamo stretti a vicenda, ed è stato meraviglioso.
Lei poi si è addormentata per qualche istante, probabilmente uno stile di vita così incerto non le consente di riposare, né fisicamente, né mentalmente.
Quando è squillato il suo cellulare si è improvvisamente ridestata e ha avuto una conversazione breve con la sua amica, quella che la ospita a gratis.
Le ha spiegato dov'era e con chi era e mi è sembrato che dall'altra parte la novità sia stata accolta senza grandi problemi e in effetti è stato così.
Continua

Temporale Estivo

Laura scendi per favore, sono troppo anziano per queste cose, lo dico a mia nipote con la lingua di fuori per lo sforzo di inseguirla nel bosco un cui a tutti i costi ha voluto inoltrarsi.
E poi non puoi andare in giro in questo posto scalza e con quell'abitino bianco virginale che si potrebbe impigliare dappertutto e strapparsi.
Sollevo lo sguardo e la vedo, o meglio vedo il lampo delle sue mutandine dello stesso colore del suo vestitino e le lunghe gambe della mia amata nipotina che si è inerpicata lassù.
Ansimando per la fatica mi accorgo che la lingua di fuori ce l'ho per un altro motivo che la stanchezza di rincorrerla, visto che il mio pene si è imbizzarrito pure lui.
Amore scendi, per favore, provo a convincerla inutilmente sempre con lo sguardo puntato in quel riflesso bianco tra le sue belle gambe. 
Il mio tono non deve essere particolarmente convincente, perché Laura resta lassù e non accenna a coprire quella parte di lei così eccitante da produrre la mia erezione.
Anzi direi che lo fa apposta e me lo conferma la mia nipotina birichina quando mi chiede se mi piace quello che sto vedendo a bocca aperta.
Non dico nulla ma nemmeno sposto lo sguardo, tento solo di tenere la bocca chiusa ma lei mi chiede se voglio vedere quello che nasconde sotto le mutandine.
Dai Laura, rispondo senza convinzione e incredibilmente lei se le sfila e quando me le vedo arrivare sulla testa, dimostrando buoni riflessi, le acchiappo al volo.
L'indumento intimo ha un colore abbagliante, non posso fare a meno di notare che nella zona centrale, dove fino a poco prima si posavano le grandi e piccole labbra, c'è un'ombra appena più scura.
Quando a occhi chiusi le porto al naso, aspirando quel profumo di femmina acerba, Laura mi dice che sono un porco ma il tono della sua voce è di soddisfazione.
Dai, vieni giù, ti prego, torno a implorarla e Laura obbedisce almeno un poco, fermandosi sull'ultimo ramo in basso e la visione celestiale della sua fichetta senza un accenno di peluria, mi sconvolge.
Faccio pipì, mi annuncia la mia nipotina porcella e una lieve pioggerella dorata inizia a sgorgare bagnandomi il viso e spargendosi tutta intorno.
Per nessun motivo mi sottrarrei a quella doccia deliziosa e aspetto che la sua fichetta tenera finisca di schizzare quel liquido caldo e salato.
E nemmeno lei ferma la pioggia dorata fino a quando anche l'ultima stilla non è fuoriuscita e solo allora scende dal ramo e viene a gustare la sua vittoria.
Sei tutto bagnato, scherza la troietta vedendomi ricoperto della calda umidità che mi ha appena regalato, ora però dovresti farmi il bidè.
Vado in ginocchio davanti a lei e davanti alla sua richiesta e Laura solleva il vestito sui fianchi e allarga le gambe, per darmi la possibilità di leccargliela agevolmente e avidamente.
Il suo sapore è come quello di una mela verde acerba, acre e ntenso e mentre spinge il ventre contro la mia bocca si procura un orgasmo violento che la costringe a gridare che sta godendo.
Torniamo a casa, mi sussurra una volta che ha finito di tremare di piacere, e recupera le mie mutandine, mi intima ridacchiando.
Tranquilla amore, le tengo qui, sul cuore, non perderei per nulla al mondo la possibilità di assaporare il tuo dolce sapore di vergine.
Anche perché penso che non resterai tale molto a lungo, amore di nipotina.
END

Il Meraviglioso Mondo Di Angela

Sono rimasto a lungo a guardarla, mentre affacciata al balcone si aspettava che io mi muovessi o facessi qualcosa. 
Mi pare chiaro che l'abbia fatto apposta, dopo che avevo prenotato quella stanza tutta per noi durante il fine settimana e non mi decidevo a passare all'azione. 
La sua aria fintamente annoiata nascondeva la sua ilarità di fronte alla mia ritrosia, anche se non sono sicuro che ne capisse i motivi.
In realtà non capisco nemmeno io o meglio, arrivato a 60 anni qualche volta non mi capisco, specie quando si tratta dei rapporti con donne molto più giovani. 
Angela mi chiama Daddy o Paparino se preferisce la versione italiana ed è sempre stata molto generosa con me e attende che io mi decida per esserlo ancora di più. 
Poco più di vent'anni e un fisico da indossatrice che purtroppo ha sprecato, anche a causa della sua predilezione per l'alcol e sono certo pure per qualche tipo di droga.
Quando è con me non va oltre un bicchiere di vino e per questo le sono molto grato e mi piace come arriccia il nasino quando viene colpito dalle bollicine.
In realtà mi piace molto di più quando si toglie i vestiti e si mostra in tutta la sua magnificenza di femmina pronta a concedersi.
Il baby doll gliel'ho regalato io e appena arrivati in camera si è spogliata e lo ha indossato, chiedendomi di fotografarla vestita in quella maniera così sexy. 
Ha accettato l'invito senza battere ciglio sapendo che ci saremmo incontrati per fare l'amore e non per qualche timida carezza e qualche bacio. 
Fino a quel momento eravamo usciti insieme e in macchina mi aveva concesso solo di infilare una mano tra le sue gambe, o di baciarle i seni.
Viceversa lei me lo aveva preso fuori è masturbato senza mai farmi venire per evitare di schizzare sperma dappertutto e quando aveva provato a farmi un pompino l'avevo fermata. 
Anche per quello Angela stava ridendo di me e poi stanca di ridere era andata fuori sul balcone a fumarsi una sigaretta, nell'attesa che mi decidessi a fare qualcosa. 
Quando finalmente mi decido e mi avvicino al suo bel posteriore, finge di non accorgersi della mia presenza fino a quando con la cappella sfioro le sue natiche e poi mi ci incollo. 
Spingo contro di lei la mia erezione potenziata dalla chimica e Angela torna ad essere la femmina bollente che sospirava con la mia mano tra le cosce. 
Nel culo, mi sussurra la sua preghiera invitandomi a infilare la cappella contro il suo buchetto già schiuso. 
Non vorrai mettermi incinta, continua dimostrando di non essere particolarmente fiduciosa sulla mia tenuta nella lunga distanza.
Non ho portato dei profilattici perché non piacciono a me ma non piacciono nemmeno a lei e quindi mi lascia entrare dalla porta posteriore. 
A dispetto della mia cautela, Angela spinge le natiche all'indietro e la cappella affonda senza problemi in quella strettoia già percorsa precedentemente da altri. 
Non che la cosa mi dia fastidio più di tanto, visto che conosco bene le sue frequentazioni di tipo sentimentale e anche di tipo sessuale. 
Ho imparato che con lei la gelosia è una parola che non può esistere e che devo semplicemente esserle grato per tutto quello che mi dà che è davvero tanto.
E ora che il mio pene si fa strada dentro di lei, provo a non pensare ad altro che al nostro piacere e con le mani sui suoi fianchi, comincio a chiavare il suo culo con calma.
Angela perde la testa in diversi modi, prima di tutto per l'alcol, poi purtroppo per la droga e per mia grande fortuna anche per il cazzo, come mi dimostra contorcendosi sotto i miei colpi. 
Finalmente arrivo alla fine, quando solo le palle restano fuori dal suo buco più prezioso, senza essere costretto a eiacularle dentro. 
La chimica mi garantisce di rimanere durissimo ma non di resistere alle sue grazie e quindi sono soddisfatto della mia prestazione e anche Angela lo è. 
Quando viene è un fiume in piena che travolge gli argini e tutto quello che incontra sulla sua strada e se non fosse che sono dietro di lei e la tengo stretta, mi graffierebbe o mi colpirebbe in qualche modo. 
In quel momento la nostra diventa una lotta tra due nemici in cui lei ha la meglio, anche se fisicamente sono io a vincere ma sulla mente è lei a trionfare.
Angela gode e io avverto la pulsazione ritmica dei suoi muscoli sul mio cazzo e d'improvviso il piacere esplode anche dentro di me, rilasciando una copiosa sborrata. 
Gridiamo insieme, incuranti di esserci uniti su quel terrazzo e della gente che passa qualche piano più sotto e che potrebbe accorgersi di noi e del nostro orgasmo.
Finalmente ti sei deciso, sono le sue ultime parole con mio pene infilato nel culo, dopodiché Angela lo libera dalla strettoia e corre in bagno. 
Guardo il mio cazzo ancora perfettamente in erezione bagnato di sperma e penso che sia il caso di portarlo da lei che sicuramente sa come pulirlo per bene. 
Quando entro nel bagno la trovo seduta sul vaso a fare pipì e sul suo volto si accende un bellissimo sorriso, mentre con la mano mi fa segno di avvicinarmi.
Non è ancora finita, ci sono altre gioie che dobbiamo provare insieme, altri giochi e altri piaceri liquidi e sconci, e poi abbiamo tutto il fine settimana da passare insieme in intimità.
END











La Novizia

Figliola, sei sicura che sia davvero ciò che desideri, le chiese l'anziano sacerdote, davanti allo sguardo della Madre Superiora.
Se ti fai suora dovrai rinunciare alla libertà di fare quello che vuoi, mettendoti al servizio del Signore e dei suoi servi tra cui il sottoscritto.
La Novizia fece si con un cenno del capo e si disse pronta a chiudersi in convento e a diventare una ancella del Signore.
Bene, sia fatta la tua volontà, disse il prete e rivolto alla Madre Superiora le indicò di procedere immediatamente.
La Badessa si avvicinò alla Novizia e le sussurrò all'orecchio di separarsi dai suoi abiti secolari e la aiutò a denudarsi.
Il Monsignore da tempo non vedeva una fanciulla nuda così giovane e così bella e immediatamente ebbe una poderosa erezione sotto la tonaca.
La Madre Superiora depose gli abiti della novizia sulla scrivania e disse alla Novizia che doveva controllare se fosse vergine come aveva dichiarato.
La mano esperta della Badessa scivolò tra le cosce calde della fanciulla e dita altrettanto esperte la ispezionarono profondamente.
La giovane sospirò, avvertendo il tocco delicato della Superiora e sospirò anche il prete nel vedere quella scena fortemente erotica.
Vergine, affermò la Badessa e il prete sorrise e disse che dovevano passare alla fase successiva, quindi sollevò la tonaca e mostrò alle due donne il suo cazzo duro.
Inginocchiati, disse la Badessa e la Novizia obbedì, chianandosi di fronte al pene che puntava nella sua direzione come un missile di carne.
Toccalo e bacialo, sussurrò il prete e la Novizia con una certa timidezza sfiorò la cappella turgida come se avesse paura che scottasse.
E forse un poco scottava davvero, specie quando vi posò le labbra aspirandone il profumo forte e il sapore acre di un sesso maschile eccitato.
La mano del prete si posò sulla sua testa e fu il segnale che doveva accogliere nella sua bocca vellutata il pene, intanto che gli carezzava le palle.
Che tua sia benedetta, riuscì a sospirare il prete un attimo prima di sborrare tra le morbide labbra della fanciulla che faticò a evitare lo spreco di quel santo sperma.
Come lava bollente il seme sgorgò copioso e per la prima volta la Novizia assaggiò quel sapore salato del liquido seminale, trovandolo strano ma non cattivo.
La nostra sorella sembra davvero assetata, commentò con soddisfazione la Badessa che alle sue spalle aveva assistito al pompino con lieto fine liquido.
Il prete le rispose felice che fosse così, perché molti suoi confratelli aspettavano da tempo una bocca così giovane in cui sfogare i propri tormenti ormonali.
La Madre Superiora che ai tempi era stata anche lei una Novizia vogliosa e devota al seme maschile e le altre sorelle, non erano così ricercate come sarebbe stata la giovinetta appena arrivata al Convento.
Da quella notte stessa ci sarebbe stata la fila fuori dalla sua cella e non solo di frati e preti arrapati ma anche qualche consorella stessa avrebbe desiderato la sua compagnia.
Per non parlare della possibilità che prelati di grado più alto venissero in ritiro spirituale a ossigersi i polmoni e contemporaneamente a svuotarsi le palle, ben lieti di farlo con una Novizia poco più che ventenne.
La Badessa la fece alzare in piedi e la accompagnò in bagno, dove la guardò mentre faceva pipì, rossa in viso e con ancora in bocca il sapore della sborrata ricevuta.
Allarga le gambe, ordinò la Madre Superiora e la Novizia obbedì, mostrando la cascatella dorata che usciva dalla sua fessura ricoperta da un vello selvatico.
Dovremo sistemare anche quella peluria mia cara, se dovesse passare il Vescovo sarà meglio che tu sia più in ordine là sotto, a lui piacciono depilate, specie se giovani come te, che sembrate quasi bambine.
Dopo la pipì la Superiora la fece entrare nella vasca da bagno e immergere nell'acqua calda e poi la aiutò a insaponarsi.
L'anziana Badessa ne approfittò per toccare la fichetta ancora acerba della Novizia che proprio come prima apprezzò quelle carezze intime.
Forse, pensò la Madre Superiora, questa troietta stanotte dormirà nella mia cella e nel mio letto, dopo aver soddisfatto preti e frati.
Eccitata da quel pensiero si accarezzò mentre infilava le dita nella fica della giovane Novizia e ottenne un doppio orgasmo quasi nello stesso momento.
Stanotte, disse alla ragazza, ti voglio nuda nel mio letto, dopo che avrai compiuto il tuo dovere verso i preti, per controllare che tu sia ancora vergine.
La Badessa sapeva di doverla istruire per bene perché era necessario che i preti e frati porcelli del convento non la deflorassero, quello era un premio riservato a un Vescovo o perché no, a un Papa.
Qualche anno prina era successo che un successore al Trono di Pietro di passaggio al Convento si rilassasse con una Novizia fresca e giovane, come quella che aveva appena fatto godere.
Un po' a malincuore la Madre Superiora osservò la nuova sorella vestirsi di tutto punto ma non poteva andare in giro nuda, perché l'avrebbero assalita sicuramente.
Anzi doveva nascondersi fino a sera nella sua cella e lì la accompagnò ad attendere che arrivasse il momento tanto atteso e a rifocillarsi per essere pronta al sacrificio.
Verso sera la Novizia come da istruzioni ricevute aprì il catenaccio che serrava la porta della celletta e si spogliò sotto gli occhi della Badessa.
Inginocchiata al centro della stanza attese che il primo frate porgesse alle sue morbide labbra il pene pulsante di voglia, dall'aroma intenso e acre.
Quasi all'istante una colata di sperma copiosa e densa scese nella sua gola, mentre la Superiora ossevava la scena con una mano tra le gambe.
Fuori dalla celletta della Novizia la lunga fila di religiosi arrapati si agitava per la voglia di infilare il pene in quella boccuccia acerba.
Molti di loro l'avrebbero infilato anche in altre parti del suo giovane corpo, su cui però vegliava la Madre Superiora che attendeva impaziente arrivasse il suo momento di portarla nel suo letto caldo e accogliente.
Era notte fonda quando la Badessa la prese per mano e la condusse nella sua celletta, ricoperta di sperma dai capelli fino ai piedi. 
Fortunatamente preti e frati, appena venivano toccati dalle sue dita incerte e dalle sue labbra vellutate, eruttavano il seme da tempo immagazzinato nei loro coglioni.
Per cui ne aveva soddisfatti tantissimi in pochissimo tempo e ora la Madre Superiora poteva spogliare la fanciulla e infilarsi con lei sotto la doccia, dopo aver fatto altrettanto.
La Badessa era talmente eccitata che quasi saltò addosso alla Novizia mentre erano ancora sotto l'acqua corrente e aveva appena iniziato a insaponarla.
Riuscì a trattenersi soltanto per il pensiero di poterla poi amare comodamente sotto le coperte nel suo letto che le attendeva caldo nella stanza accanto. 
In ogni caso per lavare quel corpo di femmina giovanissima che aveva a disposizione ci mise molta dedizione e la ragazza rischiò di avere un orgasmo mentre la accarezzava intimamente sotto la doccia. 
Ma il meglio venne più tardi, quando sotto le lenzuola, nell'intimità di un letto comodo e abbastanza spazioso per due, la Madre Superiora chinò alla testa tra le sue cosce, dopo essersi messa a cavalcioni con la fica matura e gocciolante a portata delle sue labbra e della sua lingua.
Ebbero entrambe quel piacere che desideravano da quando quella serata di iniziazione era cominciata e il primo frate aveva eiaculato nella bocca della Novizia.
La Badessa intrattenne la fanciulla fino al mattino, regalandole e regalandosi numerosi orgasmi perché sapeva che le notti successive le loro consorelle avrebbero richiesto una parte del bottino e quindi voleva approfittare il più a lungo possibile della presenza di quel bocconcino acerbo e delicato.
Al mattino la Novizia stremata rimase a riposare nel suo letto, mentre la Madre Superiora, seppure fosse anche lei stanca dopo una notte di delizie, era così felice che si recò tranquillamente in ufficio. 
Qui trovò le altre consorelle che le chiesero un rapporto su quello che era successo la sera e la notte precedente e che la Badessa fornì molto volentieri, con abbondanza di particolari intimi.
Nel frattempo il Monsignore che aveva la copia delle chiavi di ogni cella del Convento, entrava in silenzio in quella della Badessa, trovando la Novizia nuda e dormiente sotto le lenzuola.
Fu così che approfittò di quel corpo giovane e semi addormentato e malgrado si trattenesse dall'infilare il pene in quella fichetta strettissima e intonsa, non rinunciò a violare il buchino posteriore della fanciulla. 
La Novizia provò a gridare sentendo quel paletto di carne infilarsi nel suo pertugio più sacro ma il Monsignore glielo impedì con una mano a tapparle la bocca.
Per qualche istante la giovane aspirante suora soffrì le pene dell'inferno, sottoposta ai colpi incessanti del Monsignore ma dopo un po' cominciò a provare delle sensazioni meravigliose e sconosciute.
E stavolta da un piacere immenso e bollente che attraversava tutto il suo corpo, pensò che quello doveva essere il modo in cui il diavolo entrava dentro le peccatrici come lei.
Certo che anche i rappresentanti del Signore erano entrati nella sua bocca depositando il loro seme e lei si era eccitata particolarmente ogni volta che udiva i gemiti corrispondenti a una sborrata calda e densa.
Ma nulla era paragonabile a quella penetrazione forzata, così intensa e dolorosa e malgrado tutto così piacevole, da farle pensare che fosse tutto merito del diavolo in persona.
Ma che fosse merito di Satana piuttosto che del Monsignore che continuava imperterrito a martellarla riuscendo a non esploderle dentro, si disse che quello era un modo meraviglioso per peccare. 
E che se un domani fosse andata all'inferno, non sarebbe stato un problema e anzi avrebbe avuto a disposizione molti più diavoli disposti a darle piacere, entrando dalla porta posteriore.
Naturalmente quei pensieri impuri e sconci li tenne per sé e verso sera, dopo essersi riposata per tutto il giorno dalle fatiche della notte precedente, si mise di nuovo a disposizione dei confratelli e delle consorelle presenti nel convento.
E dopo aver soddisfatto un incredibile numero di frati e preti che la omaggiarono con il loro seme, fu la volta delle consorelle che la ospitarono a turno nei loro letti.
In fondo la vita del Convento non era poi così male, si disse la giovane Novizia, certamente era impegnativa ma dava davvero tante e tante soddisfazioni.
END



sabato 6 dicembre 2025

La Vedova Rossi

Lavorare in un cimitero non è mai divertente, forse all'inizio ci scherzavo su, poi è toccato a me seppellire una persona di famiglia e sono maturato.
Occorre avere rispetto per i morti e i loro familiari, con le dovute eccezioni, per dire un Hitler o un Mussolini li puoi buttare in una fossa e non pensarci più.
Per gli altri, per la gente normale che subisce un lutto, il rispetto per il loro dolore è il minimo da dimostrare nei loro confronti, verso di loro occorre empatia.
Come per la Vedova Rossi che proprio un mese fa ha detto addio all'amato consorte che l'ha lasciata erede di una fortuna ma non è per questo che ne parlo.
Ora, il modo di vestire di una donna ma anche di un uomo non dovrebbe influenzare i nostri giudizi, altrimenti diventiamo prevenuti ed è sbagliato.
Nel caso della Vedova Rossi, il suo modo di vestire come una vedova è molto particolare e difficilmente non influenza il giudizio su di lei.
Ci ho provato ma non ci sono riuscito, perché già il primo giorno che è entrata nel cimitero durante il funerale del marito, indossava una mise da commedia erotica.
Cappellino nero con veletta, tailleur nero scollato e corto, sotto il quale le belle e lunghe gambe erano inguainate in autoreggenti a rete stretta e ciliegina sulla torta, un paio di trampoli di Louboutin o simili.
Eppure malgrado tutto camminava sulla ghiaia come una ginnasta sulla trave, elegante e sicura, seguendo il feretro portato a spalla dagli uomini delle pompe funebri.
Pochissima gente al seguito, tutti di famiglia, circa una decina di persone che la seguivano a distanza, come se puzzasse, invece l'aroma del suo profumo si sentiva da lontano.
Il profumo, unito alla visione di quella femmina sui tacchi non poteva non colpire le fantasie degli uomini e di sicuro la mia ne è stata scossa con forza.
Ma anche in un funerale laico, senza preti tra i coglioni, si segue un percorso che richiede un po' di disciplina malgrado la presenza della Vedova Rossi minasse ogni idea di autocontrollo.
Alla fine di quel percorso la bara del marito fu sistemata nel suo loculo e un po' alla volta i presenti se ne andarono via, seguiti dal personale delle pompe funebri.
Restammo io, sul selciato di fronte alla cappella di famiglia e lei, dentro a guardare con gli occhi lucidi il marmo bianco su cui campeggiavano nome e date di nascita e morte del marito defunto.
Vista da dietro, anche il suo culo era notevole e richiamava pensieri impuri ma poi all'improvviso sembrò che le cedessero le gambe e fui costretto a intervenire per sostenerla.
Tenerla stretta tra le braccia fu il colpo definitivo alla mia professionalità di necroforo, il pene nelle mutande risorse come Gesù e spinse contro quello splendido sedere.
Impossibile che lei incollata a me non se ne accorgesse ma nulla fece per sottrarsi a quel contatto intimo che purtroppo fu effimero.
La Vedova si riprese e fui costretto a togliere anche la presa delle mie mani dal suo seno che non era protetto da alcun reggiseno e che trovai solido come marmo.
Insomma, come ogni sogno, anche quello svanì ma almeno vidi che dopo tutto sorrideva, come se avesse ritrovato un po' di serenità.
E venuta vicino a chiedere informazioni inutili sulla sistemazione del marito nella cappella di famiglia, non voleva più staccare le sue mani che avevano artigliato le mie.
Quel giorno l'unica mancia che ricevetti fu in banconote che intascai, pensando che fosse tutto quello che la Vedova Rossi poteva elargire a un lavoratore cimiteriale.
Anche perché il suo autista sbucò fuori all'improvviso a ricordarle che dovevano rientrare a casa e lei con un sorriso si congedò e io tornai al lavoro.
Pensai che ero già stato fortunato a poterla stringere tra le braccia, oltre a ricevere una lauta mancia e che non l'avrei più rivista.
In fondo era una giovane vedova rimasta orfana del marito ma non della sua fortuna economica e che dopo un periodo di lutto aveva il diritto di godersi la vita da donna libera.
Ma il giorno dopo la Vedova Rossi era di nuovo lì, vestita nella stessa identica maniera, con lo stesso bellissimo sorriso che indossava dopo il funerale.
La accompagnai alla cappella di famiglia, aprii la porta con la chiave e la guardai entrare, restando subito fuori, pronto a intervenire in caso di necessità.
Fu lei stessa a chiamarmi dentro ma non perché si sentisse male come il giorno prima, anzi direi che si sentiva benissimo e sorridendo mi prese di nuovo le mani per ringraziarmi di tutto.
È il mio lavoro Signora, le risposi ma di nuovo me la ritrovai tra le braccia che mi diceva quanto le fosse dispiaciuto non avermi dato la mancia il giorno precedente.
Non ci pensai proprio ricordarle che dopo il funerale mi aveva messo in mano un buon numero di banconote ma lasciai che la sua generosità prendesse il sopravvento.
Questa volta la sua mano si riempì del mio pene in erezione invece che con dei soldi, io mi ritrovai ad annaspare, come qualcuno che cade in acqua e non sa nuotare.
Inginocchiata davanti a me, la Vedova Rossi si dimostrò molto abile nel portare alla luce il mio pene indurito e ancora di più con la sua bocca calda e vellutata.
Tra quelle labbra mi sentii al sicuro come uno scoiattolo nella sua tana, tanto da depositarvi una buona dose di sperma che la vedova apprezzò moltissimo.
Allo stesso modo apprezzò i miei lamenti di piacere durante l'eiaculazione che mi parve non finire più, probabilmente perché era da un po' che non mi svuotavo cosi.
Il ricordo di quel momento e del suo viso soddisfatto per avermi dato piacere mentre era ancora chinata ai miei piedi, resterà indelebile per sempre. 
Nella foto mentale che ho scattato, lei solleva con la punta delle dita il mio pene ormai sgonfio e gocciolante, con i seni in risalto nella sua scollatura e le mutandine candide che sbucano dopo che l'abitino le è risalito sui fianchi mentre era inginocchiata.
Dopo quella che possiamo considerare la vera mancia per il mio lavoro del giorno precedente, la Vedova Rossi si è alzata in piedi, ha estratto un fazzolettino dalla borsa e si è pulita le labbra, dopodiché si è ricomposta. 
A me non è rimasto altro che rinchiudere il pene nelle mutande e guardare quella donna così bella e generosa, con gli occhi di un innamorato perso.
La prego, si è raccomandata, pensi lei a tutto quello che occorre per mantenere in ordine la cappella di famiglia e mi avvisi nel caso occorresse fare qualcosa di più.
Certamente le ho risposto, sarà mia cura fare in modo che sia sempre pulita e lucida, anche perché mi sembra un ottimo scambio, che mentre io curo la cappella di famiglia lei cura la mia.
Da quel giorno e da quel pompino lei è tornata più o meno una volta al mese a salutare il consorte e a darmi una mancia che  ho sempre gradito tantissimo. 
È sempre bellissima ed è sempre vestita in quella maniera da vedova sexy che le si addice perfettamente, specie quando si inginocchia davanti a me per farmi godere con la sua bocca vellutata. 
END