Laura scendi per favore, sono troppo anziano per queste cose, lo dico a mia nipote con la lingua di fuori per lo sforzo di inseguirla nel bosco un cui a tutti i costi ha voluto inoltrarsi.
E poi non puoi andare in giro in questo posto scalza e con quell'abitino bianco virginale che si potrebbe impigliare dappertutto e strapparsi.
Sollevo lo sguardo e la vedo, o meglio vedo il lampo delle sue mutandine dello stesso colore del suo vestitino e le lunghe gambe della mia amata nipotina che si è inerpicata lassù.
Ansimando per la fatica mi accorgo che la lingua di fuori ce l'ho per un altro motivo che la stanchezza di rincorrerla, visto che il mio pene si è imbizzarrito pure lui.
Amore scendi, per favore, provo a convincerla inutilmente sempre con lo sguardo puntato in quel riflesso bianco tra le sue belle gambe.
Il mio tono non deve essere particolarmente convincente, perché Laura resta lassù e non accenna a coprire quella parte di lei così eccitante da produrre la mia erezione.
Anzi direi che lo fa apposta e me lo conferma la mia nipotina birichina quando mi chiede se mi piace quello che sto vedendo a bocca aperta.
Non dico nulla ma nemmeno sposto lo sguardo, tento solo di tenere la bocca chiusa ma lei mi chiede se voglio vedere quello che nasconde sotto le mutandine.
Dai Laura, rispondo senza convinzione e incredibilmente lei se le sfila e quando me le vedo arrivare sulla testa, dimostrando buoni riflessi, le acchiappo al volo.
L'indumento intimo ha un colore abbagliante, non posso fare a meno di notare che nella zona centrale, dove fino a poco prima si posavano le grandi e piccole labbra, c'è un'ombra appena più scura.
Quando a occhi chiusi le porto al naso, aspirando quel profumo di femmina acerba, Laura mi dice che sono un porco ma il tono della sua voce è di soddisfazione.
Dai, vieni giù, ti prego, torno a implorarla e Laura obbedisce almeno un poco, fermandosi sull'ultimo ramo in basso e la visione celestiale della sua fichetta senza un accenno di peluria, mi sconvolge.
Faccio pipì, mi annuncia la mia nipotina porcella e una lieve pioggerella dorata inizia a sgorgare bagnandomi il viso e spargendosi tutta intorno.
Per nessun motivo mi sottrarrei a quella doccia deliziosa e aspetto che la sua fichetta tenera finisca di schizzare quel liquido caldo e salato.
E nemmeno lei ferma la pioggia dorata fino a quando anche l'ultima stilla non è fuoriuscita e solo allora scende dal ramo e viene a gustare la sua vittoria.
Sei tutto bagnato, scherza la troietta vedendomi ricoperto della calda umidità che mi ha appena regalato, ora però dovresti farmi il bidè.
Vado in ginocchio davanti a lei e davanti alla sua richiesta e Laura solleva il vestito sui fianchi e allarga le gambe, per darmi la possibilità di leccargliela agevolmente e avidamente.
Il suo sapore è come quello di una mela verde acerba, acre e ntenso e mentre spinge il ventre contro la mia bocca si procura un orgasmo violento che la costringe a gridare che sta godendo.
Torniamo a casa, mi sussurra una volta che ha finito di tremare di piacere, e recupera le mie mutandine, mi intima ridacchiando.
Tranquilla amore, le tengo qui, sul cuore, non perderei per nulla al mondo la possibilità di assaporare il tuo dolce sapore di vergine.
Anche perché penso che non resterai tale molto a lungo, amore di nipotina.
END
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