lunedì 1 dicembre 2025

La Signora Marisol

Buongiorno Signora Marisa, serve un passaggio, le chiedo dopo aver accostato con la macchina e abbassato il finestrino.
L'ho vista sul ciglio della strada, il pollice alzato a chiedere un passaggio, il cappottino semi aperto a mostrare l'intimo sexy, unica cosa che indossa.
L'ho riconosciuta da lontano la Signora Marisa, è la madre di un mio ex compagno di scuola con cui eravamo molto legati.
Quanti pomeriggi a casa sua, a studiare in teoria e in realtà a spiare insieme sua madre che si diceva già allora fosse di facili costumi.
Col figlio, ancora più scapestrato di me, ci siamo persi per strada e ora eccola qui, splendida anche alla sua età piuttosto matura.
Sale, mi riconosce e sembra sorpresa, Giacomo ma sei davvero tu, mi domanda mentre sorrido e il mio sguardo le accarezza le cosce inguainate nelle autoreggenti sotto il cappottino che si è aperto.
Pudicamente la Signora Marisa prova a coprirle ma desiste vedendo che è inutile, il cappotto striminzito non lo ha indossato per nascondere ma per farsi guardare.
Mi tornano in mente quelle volte in cui suo figlio e io l'abbiamo spiata in bagno mentre faceva pipì o andava sotto la doccia.
La casa in cui vivevano era al piano terra e noi piccoli guardoni uscivamo e facevamo il giro fino ad arrivare alla finestra da cui potevamo spiarla nuda o quasi.
Aveva cominciato il figlio non solo a spiare la mamma ma a darmi l'esempio,  masturbandosi mentre la guardavamo di nascosto.
Ai lati della finestra, il pene stretto in mano, gli occhi puntati sulla Signora Marisa nuda e inconsapevole, forse.
Forse perché all'epoca pensavo solo a segarmi in fretta e di nascosto ma col senno di poi, certi suoi atteggiamenti mi hanno fatto pensare che la Signora Marisa sapesse e se ne beasse. 
Non ha freddo, le chiedo distratto dalle sue gambe, dal suo profumo, dalla sua sola presenza nell'abitacolo stretto della mia utilitaria.
Insomma non è ancora inverno ma fuori fa freschino, specie se si è semi svestiti come lei che però sorride sorniona.
Non sei più il ragazzino che veniva a casa mia, sospira la Signora Marisa, sei un uomo e io sono diventata anziana, sussurra posando la mano sulla mia coscia.
Freno, accosto e mi fermo, il pene che mi pulsa nelle mutande, lei che mi guarda per capire se quel tocco mi eccita davvero e quando si rende conto che è davvero così sorride ancora di più.
Ricordo bene come mi guardavi quando eri un ragazzino, e anche che mi spiavi e ti masturbavi, non è vero, mi domanda a bruciapelo.
Non rispondo, anche perché la sua mano ha scoperto il gonfiore nel jeans e continua a esplorare il mio desiderio verso di lei, antico e odierno.
Tu e quel porcellino di mio figlio alla finestra del bagno, pensavate che non me ne accorgessi, dice la Signora Marisa con una voce da call center porno.
E le tracce che lasciavate in giro, c'era sperma dappertutto là fuori, adesso la Signora Marisa ride apertamente senza tralasciare di stringere il mio pene durissimo e nascosto.
Ma vedo che ti faccio effetto anche oggi che sono vecchia, e la stretta diviene una tenera carezza delle sue dita sul jeans e su quello che ci sta sotto.
Ero là dove mi hai caricata perché ho litigato con il mio attuale compagno, mi spiega la Signora Marisa, sembrava fosse d'accordo a vedermi insieme con altri ma alla fine la gelosia l'ha fregato e ora è solo il mio ex.
Adoro esibirmi fin da quando eravate solo tu e mio figlio a spiarmi, confessa senza alcuna vergogna, e ora sono libera, se ti interessasse una donna matura con cui divertirti.
È una proposta allettante, farfuglio solo perché sento di doverle rispondere in qualche modo, così la sua carezza sul mio pene ritorna forte e salda, rubandomi il respiro.
Però niente gelosie, mi intima la Signora Marisa, saresti il mio solo e unico amore, ridacchia mentre lo dice ma non l'unico maschio che mi fa divertire.
In realtà lo so bene, non è più la stessa donna che tanti anni fa spiavo masturbandomi ma col tempo oltre a diventare una matura femmina, ha ampliato o suoi orizzonti o interessi.
E anche la cerchia dei suoi ammiratori grazie alla tecnologia e a internet e ora è sui social come Marisol, chissà perché ha scelto un nome così esotico.
L'ho vista in azione, con una mascherina sul viso come unico indumento, la Signora Marisa o meglio Marisol che non si limitava a mostrarsi nuda.
No, come in una versione porno del Trono di Spade, Marisol sedeva impalata su un grosso pene e intanto ne accarezzava e baciava almeno altri tre.
Una vera Regina delle Troie formato famiglia e malgrado l'età con un fisico ancora favoloso, ricoperta di seme dai capelli al seno.
Davvero potremmo essere intimi, le chiedo con la voce che mi trema, e lei sorride e strizza ancora più forte la mia erezione nascosta. 
Penso proprio di sì, sussurra Marisol e come cartina di tornasole mi slaccia i jeans e porta alla luce la mia cappella turgida e fremente di voglia.
China su di me, accoglie tra le sue labbra il mio pene irrigidito dall'eccitazione e in pochi istanti sborro nella sua boccuccia, sempre assetata di liquidi seminali.
Ne avevo voglia da quando eri quel ragazzino che mi spiava, confessa la Signora Marisa quando si rialza e io ho smesso di tremare.
Ma allora eri troppo piccolo, mentre ora sei un bel ragazzone, così mi prepara a quello che avverrà tra noi la dolce Marisol, e il pompino non sarà che una delle tante ciliegine su una torta di piacere e amore.
END 

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