martedì 9 dicembre 2025

La Novizia

Figliola, sei sicura che sia davvero ciò che desideri, le chiese l'anziano sacerdote, davanti allo sguardo della Madre Superiora.
Se ti fai suora dovrai rinunciare alla libertà di fare quello che vuoi, mettendoti al servizio del Signore e dei suoi servi tra cui il sottoscritto.
La Novizia fece si con un cenno del capo e si disse pronta a chiudersi in convento e a diventare una ancella del Signore.
Bene, sia fatta la tua volontà, disse il prete e rivolto alla Madre Superiora le indicò di procedere immediatamente.
La Badessa si avvicinò alla Novizia e le sussurrò all'orecchio di separarsi dai suoi abiti secolari e la aiutò a denudarsi.
Il Monsignore da tempo non vedeva una fanciulla nuda così giovane e così bella e immediatamente ebbe una poderosa erezione sotto la tonaca.
La Madre Superiora depose gli abiti della novizia sulla scrivania e disse alla Novizia che doveva controllare se fosse vergine come aveva dichiarato.
La mano esperta della Badessa scivolò tra le cosce calde della fanciulla e dita altrettanto esperte la ispezionarono profondamente.
La giovane sospirò, avvertendo il tocco delicato della Superiora e sospirò anche il prete nel vedere quella scena fortemente erotica.
Vergine, affermò la Badessa e il prete sorrise e disse che dovevano passare alla fase successiva, quindi sollevò la tonaca e mostrò alle due donne il suo cazzo duro.
Inginocchiati, disse la Badessa e la Novizia obbedì, chianandosi di fronte al pene che puntava nella sua direzione come un missile di carne.
Toccalo e bacialo, sussurrò il prete e la Novizia con una certa timidezza sfiorò la cappella turgida come se avesse paura che scottasse.
E forse un poco scottava davvero, specie quando vi posò le labbra aspirandone il profumo forte e il sapore acre di un sesso maschile eccitato.
La mano del prete si posò sulla sua testa e fu il segnale che doveva accogliere nella sua bocca vellutata il pene, intanto che gli carezzava le palle.
Che tua sia benedetta, riuscì a sospirare il prete un attimo prima di sborrare tra le morbide labbra della fanciulla che faticò a evitare lo spreco di quel santo sperma.
Come lava bollente il seme sgorgò copioso e per la prima volta la Novizia assaggiò quel sapore salato del liquido seminale, trovandolo strano ma non cattivo.
La nostra sorella sembra davvero assetata, commentò con soddisfazione la Badessa che alle sue spalle aveva assistito al pompino con lieto fine liquido.
Il prete le rispose felice che fosse così, perché molti suoi confratelli aspettavano da tempo una bocca così giovane in cui sfogare i propri tormenti ormonali.
La Madre Superiora che ai tempi era stata anche lei una Novizia vogliosa e devota al seme maschile e le altre sorelle, non erano così ricercate come sarebbe stata la giovinetta appena arrivata al Convento.
Da quella notte stessa ci sarebbe stata la fila fuori dalla sua cella e non solo di frati e preti arrapati ma anche qualche consorella stessa avrebbe desiderato la sua compagnia.
Per non parlare della possibilità che prelati di grado più alto venissero in ritiro spirituale a ossigersi i polmoni e contemporaneamente a svuotarsi le palle, ben lieti di farlo con una Novizia poco più che ventenne.
La Badessa la fece alzare in piedi e la accompagnò in bagno, dove la guardò mentre faceva pipì, rossa in viso e con ancora in bocca il sapore della sborrata ricevuta.
Allarga le gambe, ordinò la Madre Superiora e la Novizia obbedì, mostrando la cascatella dorata che usciva dalla sua fessura ricoperta da un vello selvatico.
Dovremo sistemare anche quella peluria mia cara, se dovesse passare il Vescovo sarà meglio che tu sia più in ordine là sotto, a lui piacciono depilate, specie se giovani come te, che sembrate quasi bambine.
Dopo la pipì la Superiora la fece entrare nella vasca da bagno e immergere nell'acqua calda e poi la aiutò a insaponarsi.
L'anziana Badessa ne approfittò per toccare la fichetta ancora acerba della Novizia che proprio come prima apprezzò quelle carezze intime.
Forse, pensò la Madre Superiora, questa troietta stanotte dormirà nella mia cella e nel mio letto, dopo aver soddisfatto preti e frati.
Eccitata da quel pensiero si accarezzò mentre infilava le dita nella fica della giovane Novizia e ottenne un doppio orgasmo quasi nello stesso momento.
Stanotte, disse alla ragazza, ti voglio nuda nel mio letto, dopo che avrai compiuto il tuo dovere verso i preti, per controllare che tu sia ancora vergine.
La Badessa sapeva di doverla istruire per bene perché era necessario che i preti e frati porcelli del convento non la deflorassero, quello era un premio riservato a un Vescovo o perché no, a un Papa.
Qualche anno prina era successo che un successore al Trono di Pietro di passaggio al Convento si rilassasse con una Novizia fresca e giovane, come quella che aveva appena fatto godere.
Un po' a malincuore la Madre Superiora osservò la nuova sorella vestirsi di tutto punto ma non poteva andare in giro nuda, perché l'avrebbero assalita sicuramente.
Anzi doveva nascondersi fino a sera nella sua cella e lì la accompagnò ad attendere che arrivasse il momento tanto atteso e a rifocillarsi per essere pronta al sacrificio.
Verso sera la Novizia come da istruzioni ricevute aprì il catenaccio che serrava la porta della celletta e si spogliò sotto gli occhi della Badessa.
Inginocchiata al centro della stanza attese che il primo frate porgesse alle sue morbide labbra il pene pulsante di voglia, dall'aroma intenso e acre.
Quasi all'istante una colata di sperma copiosa e densa scese nella sua gola, mentre la Superiora ossevava la scena con una mano tra le gambe.
Fuori dalla celletta della Novizia la lunga fila di religiosi arrapati si agitava per la voglia di infilare il pene in quella boccuccia acerba.
Molti di loro l'avrebbero infilato anche in altre parti del suo giovane corpo, su cui però vegliava la Madre Superiora che attendeva impaziente arrivasse il suo momento di portarla nel suo letto caldo e accogliente.
Era notte fonda quando la Badessa la prese per mano e la condusse nella sua celletta, ricoperta di sperma dai capelli fino ai piedi. 
Fortunatamente preti e frati, appena venivano toccati dalle sue dita incerte e dalle sue labbra vellutate, eruttavano il seme da tempo immagazzinato nei loro coglioni.
Per cui ne aveva soddisfatti tantissimi in pochissimo tempo e ora la Madre Superiora poteva spogliare la fanciulla e infilarsi con lei sotto la doccia, dopo aver fatto altrettanto.
La Badessa era talmente eccitata che quasi saltò addosso alla Novizia mentre erano ancora sotto l'acqua corrente e aveva appena iniziato a insaponarla.
Riuscì a trattenersi soltanto per il pensiero di poterla poi amare comodamente sotto le coperte nel suo letto che le attendeva caldo nella stanza accanto. 
In ogni caso per lavare quel corpo di femmina giovanissima che aveva a disposizione ci mise molta dedizione e la ragazza rischiò di avere un orgasmo mentre la accarezzava intimamente sotto la doccia. 
Ma il meglio venne più tardi, quando sotto le lenzuola, nell'intimità di un letto comodo e abbastanza spazioso per due, la Madre Superiora chinò alla testa tra le sue cosce, dopo essersi messa a cavalcioni con la fica matura e gocciolante a portata delle sue labbra e della sua lingua.
Ebbero entrambe quel piacere che desideravano da quando quella serata di iniziazione era cominciata e il primo frate aveva eiaculato nella bocca della Novizia.
La Badessa intrattenne la fanciulla fino al mattino, regalandole e regalandosi numerosi orgasmi perché sapeva che le notti successive le loro consorelle avrebbero richiesto una parte del bottino e quindi voleva approfittare il più a lungo possibile della presenza di quel bocconcino acerbo e delicato.
Al mattino la Novizia stremata rimase a riposare nel suo letto, mentre la Madre Superiora, seppure fosse anche lei stanca dopo una notte di delizie, era così felice che si recò tranquillamente in ufficio. 
Qui trovò le altre consorelle che le chiesero un rapporto su quello che era successo la sera e la notte precedente e che la Badessa fornì molto volentieri, con abbondanza di particolari intimi.
Nel frattempo il Monsignore che aveva la copia delle chiavi di ogni cella del Convento, entrava in silenzio in quella della Badessa, trovando la Novizia nuda e dormiente sotto le lenzuola.
Fu così che approfittò di quel corpo giovane e semi addormentato e malgrado si trattenesse dall'infilare il pene in quella fichetta strettissima e intonsa, non rinunciò a violare il buchino posteriore della fanciulla. 
La Novizia provò a gridare sentendo quel paletto di carne infilarsi nel suo pertugio più sacro ma il Monsignore glielo impedì con una mano a tapparle la bocca.
Per qualche istante la giovane aspirante suora soffrì le pene dell'inferno, sottoposta ai colpi incessanti del Monsignore ma dopo un po' cominciò a provare delle sensazioni meravigliose e sconosciute.
E stavolta da un piacere immenso e bollente che attraversava tutto il suo corpo, pensò che quello doveva essere il modo in cui il diavolo entrava dentro le peccatrici come lei.
Certo che anche i rappresentanti del Signore erano entrati nella sua bocca depositando il loro seme e lei si era eccitata particolarmente ogni volta che udiva i gemiti corrispondenti a una sborrata calda e densa.
Ma nulla era paragonabile a quella penetrazione forzata, così intensa e dolorosa e malgrado tutto così piacevole, da farle pensare che fosse tutto merito del diavolo in persona.
Ma che fosse merito di Satana piuttosto che del Monsignore che continuava imperterrito a martellarla riuscendo a non esploderle dentro, si disse che quello era un modo meraviglioso per peccare. 
E che se un domani fosse andata all'inferno, non sarebbe stato un problema e anzi avrebbe avuto a disposizione molti più diavoli disposti a darle piacere, entrando dalla porta posteriore.
Naturalmente quei pensieri impuri e sconci li tenne per sé e verso sera, dopo essersi riposata per tutto il giorno dalle fatiche della notte precedente, si mise di nuovo a disposizione dei confratelli e delle consorelle presenti nel convento.
E dopo aver soddisfatto un incredibile numero di frati e preti che la omaggiarono con il loro seme, fu la volta delle consorelle che la ospitarono a turno nei loro letti.
In fondo la vita del Convento non era poi così male, si disse la giovane Novizia, certamente era impegnativa ma dava davvero tante e tante soddisfazioni.
END



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