Amiche, confidenti e complici, siamo cresciute insieme, arrivando a sedici anni sperimentando più o meno le stesse esperienze, sessuali e no.
Abbiamo condiviso alcune fantasie, iniziando a toccarci insieme anche se sempre ognuna per conto suo, e malgrado l'attrazione che nutriamo l'una per l'altra, senza esperienze saffiche.
Questo perché a entrambe piace troppo il cazzo ma a questa scoperta siamo arrivate solo dopo che lei mi ha presentato suo zio Filippo.
Avevamo quindici anni la prima volta che Anna mi ha parlato dello zio che fino a quel giorno era rimasto uno dei suoi segreti intimi, il carburante delle sue fantasie.
Lui abitava lontano ma in quel periodo aveva litigato con la moglie che lo aveva cacciato di casa per una storia di corna presunte ed era venuto a stare a casa di Anna e dei suoi genitori.
Ogni tanto succedeva, mi disse Anna, che lo zio infilasse il biscotto in qualche passera diversa da quella della moglie che improvvisamente, accortasi di essere cornuta, lo cacciava di casa.
Poi dopo un periodo più o meno lungo, facevano la pace perché neanche i tradimenti la facevano stare troppo lontana dal marito, o meglio da suo uccello.
E siccome lo zio Filippo era il fratello della madre di Anna, questa lo accoglieva fraternamente nella sua casa fino alla pacificazione che di solito avveniva in tempi relativamente brevi.
Non lo avevo mai incontrato perché normalmente era Anna a venire a casa mia il pomeriggio per studiare insieme e quando lei me ne ha parlato, ammetto di esserci rimasta un po' male.
Insomma, hai uno zio superdotato alla Rocco Siffredi e nemmeno me lo dici, egoisticamente tenendolo solo per te e per le tue fantasie masturbatorie?
Comunque ho perdonato Anna per questa sua leggerezza, a patto che mi mostrasse che davvero suo zio fosse così ben messo a livello del pene.
Così un pomeriggio, quando era da sola in casa con lo zio, mi ha chiamato e io sono corsa da lei, con la scusa di dover studiare e appena lui è andato al bagno, Anna mi ha preso per mano e siamo andate a spiarlo.
Anna abita in una casetta a schiera al piano terra e il bagno ha una finestra dalla quale, restando all'esterno, si può vedere chi ci è entrato e cosa fa.
Uscimmo di casa e corremmo alla finestra, giusto in tempo per vedere lo zio che tirato fuori il suo grande uccello, iniziava a gocciolare un filo di pipì dorata.
Era davvero dotato lo zio Filippo e vederlo mi provocò una eccitazione da bagnare le mutandine, oltre a una specie di timore reverenziale per quel sesso così enorme.
Il giorno dopo eravamo di nuovo a casa di Anna per attendere il momento fatidico, dopo una notte in cui non avevo fatto altro che sognarlo e toccarmi e godere un sacco di volte senza mai saziarmi.
Stavolta fu lui a sorprendere noi, perché dopo aver svolto la minzione, invece di rimetterlo a posto, iniziò a smanettarlo davanti ai nostri occhi deliziati.
Lo guardammo stupite e insieme Anna e io iniziammo a toccarci mentre lui si masturbava e venimmo tutti e tre insieme, nel momento della grande sborrata che lo zio Filippo ci regalò.
Aveva fatto un casino, sperma dappertutto ma lui tranquillo, invece che mettersi a pulire, venne alla finestra e ci colse sul fatto, ancora con la mano tra le cosce.
Come se nulla fosse ci guardò e sorridendo ci disse di venire dentro a pulire, oltre a dirci che eravamo due troiette, col tono di chi ti stava facendo un grande complimento.
Andammo da lui e Anna prese della carta igienica e si mise a ripulire gli schizzi che si erano sparsi ovunque, sulla tazza, sul pavimento e alcuni fino dentro il lavandino.
Anche io volli aiutarla a raccogliere quel nettare sprecato e rimasi a osservare il seme denso che mi bagnò un dito mentre lo raccoglievo tremando.
Credo che anche Anna non avesse mai avuto un'esperienza eccitante come quella di raccogliere lo sperma di un uomo prima di allora, a giudicare dall'espressione estatica del suo viso e non solo lei.
Questo malgrado avesse avuto a disposizione uno zio superdotato da molto più tempo di me ma forse le occorreva solo qualcuno che le facesse coraggio in queste occasioni.
E quel qualcuno lo aveva trovato in me che ero una specie di sua gemella per quanto riguarda le perversioni giovanili e per i desideri più sconci.
Non rimaneva che fare i conti con lo zio, che rimesso a posto il suo splendido pene, ora ci guardava con un'espressione tutt'altro che arrabbiata ma incuriosita.
Anna era tutta rossa in viso e altrettanto dovevo esserlo io visto che sentivo le gote che mi bruciavano ma quello che avvertivo tra le gambe era molto più interessante.
Ma fu lo zio Filippo a condurre il gioco, ordinandoci di toglierci le mutandine che gli consegnammo come se fossero un trofeo o forse un risarcimento per averlo spiato mentre pisciava.
Ma i risarcimenti non erano finiti perché il porco, malgrado avesse appena eiaculato, nel portare al naso due trofei pieni di vitalità femminile si era di nuovo eccitato.
Quando volete vederlo è sufficiente che me lo facciate sapere, disse zio Filippo abbassando la zip e lasciando che il pene facesse capolino, mostrando la cappella turgida e di nuovo gonfia.
Chi di voi due vuole essere la prima a toccarlo, ci chiese con l'espressione di chi ha vinto tutto al poker e immediatamente ebbe due troiette inginocchiate ai suoi piedi.
Ma in fondo sia io che Anna non avevamo alcuna esperienza in fatto di sessi maschili e rimanemmo a bocca aperta a guardare quello dello zio da molto vicino.
In pratica ispezionammo quel pene che vedevamo per la prima volta in maniera ravvicinata e di cui avvertivavamo il profumo acre che mescolava odori di pipì e sperma.
Profumo delizioso per i miei sensi ma penso anche per quelli di Anna e in contemporanea iniziamo a sfiorare la cappella lucida dello zio che non aspettava altro.
Sicuramente anche per lui fu un'esperienza stupenda, malgrado la nostra inesperienza e come un prete che ti accarezza la testa mentre ti assolve, ci invitò a prenderlo in bocca accarezzandoci i capelli.
Il sapore era quello che mi aspettavo dopo averne sentito il profumo, un cocktail di umori maschili che assaporammo dopo averlo ricoperto di bacini.
Zio Filippo fu molto paterno e ci spiegò cosa deve fare una donna per fare impazzire un uomo con la bocca e la lingua, anche se aggiunse alla fine che l'ispirazione andava presa sul momento.
Quelle parole mi fecero venire voglia di mordere la sua cappella e i miei dentini aguzzi si divertirono a mordicchiare quella carne gonfia ed eccitata, mentre Anna la baciava in contemporanea.
Come aveva detto zio Filippo, ero ispirata in quel momento ma non sapevo che avrei provocato una immediata eiaculazione che lui non riuscì a controllare.
Proprio come poco prima, lo sperma cominciò a schizzare sui nostri visi, dai capelli fino al mento e il porco mentre godeva ci chiamò troie senza il diminutivo ma fu esaltante anche per questo.
Nei giorni successivi lo zio Filippo ci fece perfezionare nell'arte del pompino, regalandoci delle copiose bevute di liquido seminale che sembrava essere inesauribile nelle sue palle sempre gonfie.
Seguendo il suo consiglio gli dimostrammo che il nostro apprezzamento per il suo seme era tale da farci mandare giù tutto, fino all'ultima stilla di sperma.
Dopo la prima settimana passata a deliziare il suo cazzo con le nostre bocche, eravamo già delle esperte nell'arte della fellatio e lui ci fece i complimenti.
D'altronde quando hai una passione per qualcosa, finisci per diventare brava sia che si tratti di pompini, sia che si tratti di un'altra arte completamente diversa, e sia io che Anna avevamo una passione irrefrenabile per il cazzo.
Tutto questo era davvero molto bello ma ci lasciava frustrate perché eravamo costrette, dopo averlo fatto godere riversando il suo sperma nelle nostre bocche, a soddisfarci da sole.
Il porco egoista non ha mai voluto andare oltre quei pompini che gli facevamo molto volentieri in coppia Anna io, con la scusa che eravamo due ragazzine e lui era già un vecchio.
Secondo lui avremmo dovuto avere le nostre esperienze e quello che ci aveva insegnato sarebbe stato utile proprio con i nostri coetanei o con i futuri fidanzati o mariti che avremmo potuto trovare.
Alla fine ha avuto ragione lo zio Filippo, Anna io abbiamo continuato il nostro svezzamento sessuale, proprio come abbiamo continuato a fargli i pompini insieme.
Ora che siamo entrambe fidanzate e molto spesso capita di trovarci tutti e quattro insieme a fare l'amore in macchina o nella stessa camera d'albergo per risparmiare, capita che ogni tanto ci ritroviamo inginocchiate davanti a suo zio.
Che molto pretescamente viene nelle nostre bocche o sui nostri visi con una mano sulle nostre teste, continuando a farci i complimenti chiamandoci troie.
Spero soltanto che prima che diventi troppo vecchio e quel pene fantastico smetta di funzionare a dovere, Zio Filippo si decida a mettermelo dentro, perché il mio ragazzo per quanto volenteroso, non è alla sua altezza, o meglio grandezza.
Anna la pensa come me e anche lei desidera da morire un rapporto sessuale completo e non un semplice ma frustrante lavoretto di bocca.
E come me, dimostrando di essere praticamente la mia gemella, mentre facciamo l'amore con i nostri fidanzati, molto spesso pensa a quel pene enorme dello zio mentre sborra felice.
E immediatamente ha un orgasmo alimentato dalle fantasie che il cazzo enorme dello zio Filippo contribuisce a provocare.
END
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