sabato 20 dicembre 2025

La Matrigna

Avevo sempre pensato che mio padre, un tipo brillante e di successo, se avesse lasciato mia madre, dalla personalità inversa alla sua, lo avrebbe fatto per una donna più giovane ed esuberante.
Invece eccomi di fronte a una sessantenne molto bella, ben tenuta nella sua maturità, dal sorriso aperto ma non troppo che equilibra quelli eccessivamente abbondanti di mio padre. 
Insomma la nuova donna di mio padre è una copia di mia madre con una decina di anni di più e che sembra avere lo stesso carattere e lo stesso comportamento riservato.
Qualche giorno fa, dopo una festicciola di compleanno per la mia maggiore età a cui hanno partecipato entrambi i miei genitori anche se un po' svogliatamente, lui mi ha preso da parte perché doveva dirmi qualcosa di importante. 
Fortunatamente ha evitato di chiosare sul fatto che ormai sono un uomo anche dal punto di vista anagrafico ed è andato dritto al punto.
Ha detto che ci teneva molto a presentarmi la sua nuova fiamma e anche se capiva i miei sentimenti verso mia madre, voleva presentarmela perché questa donna sarebbe stata quella definitiva per il resto della sua vita. 
All'epoca del divorzio da mamma, mio padre si aspettava che io risentissi di più della loro separazione, dato che notoriamente i figli sono quelli che in questi casi hanno più problemi.
In realtà a 16 anni ero già abbastanza maturo per capire che i legami che si creano tra un uomo e una donna, anche se si chiamano matrimonio, non sono mai indissolubili. 
Non so quando mio padre abbia conosciuto la sua nuova compagna ma direi che ha fatto passare abbastanza tempo dal divorzio per evitare di sembrare un po' troppo insensibile nei miei confronti per farmelo sapere.
Comunque ho accettato il suo invito per andare a conoscere questa signora che abita nella zona del Garda in una bella villa con vista lago.
In fondo lei non c'entra nulla, visto che la separazione dei miei genitori è avvenuta non a causa sua ma credo che se così fosse stato, non l'avrei odiata comunque.
D'altronde come ho detto è una copia di mia madre con una decina di anni di più che si notano ma non troppo, e con un seno abbondante, come il resto della sua persona.
Abbondante ma molto ben proporzionato e devo ammettere che tenere gli occhi su di lei è una cosa che trovo molto piacevole, anche se mi ricorda tanto mamma, o forse proprio per questo. 
Stava andando tutto alla perfezione quando mio padre ha avuto la meravigliosa idea di lasciarci soli, proprio come era abituato a fare con la sua famiglia precedente. 
Quante volte è successo che perfino nel bel mezzo di qualche compleanno di qualche festa ha dovuto correre da un'altra parte anche per giorni per sistemare i problemi del suo lavoro?
Direi che ho smesso di tenere il conto da tempo e quindi anche se non me lo aspettavo, ho aggiunto questa ennesima sparizione a tutte le altre. 
Non che essere lasciato da solo con Elvira, così si chiama la sua nuova compagna, sia proprio un affronto terribile da sopportare, però non è così che si fa di solito.
E poi lui è uno che ti comunica le cose e sparisce senza darti tante spiegazioni, se non che la causa è appunto il suo maledetto lavoro che lo impegna senza sosta. 
Il sorriso di Elvira dopo averlo visto scomparire nella sua auto, direi che era emblematico e che quella non fosse la prima fuga da quando stavano insieme. 
Ha sempre fatto così vero, mi domanda con una voce tranquilla e assolutamente senza alcuna riprovazione nei confronti del mio fedifrago genitore.
Non posso che annuire e spiegarle che in quasi vent'anni gli è successo moltissime volte di lasciare soli i suoi cari e alla mia spiegazione Elvira sorride ancora più apertamente. 
Probabilmente si sente in colpa, visto che la mia presenza nella sua villa è dovuta al desiderio di mio padre che io la conoscessi.
Sicuramente avevi altre cose molto più divertenti da fare che passare un fine settimana sul lago, insieme a una vecchia noiosa, aggiunge sommessamente.
Provo a tranquillizzarla, anche se non so se ci crede quando le dico che non ho molti amici ma soprattutto non ho molte amiche e nemmeno una ragazza con cui stare. 
Che ci creda o no, Elvira mi prende per mano e mi accompagna a visitare la sua bella villa, in cui risiede praticamente da sempre.
Mi porta anche nella sua camera da letto e io non riesco a fare a meno di pensare che quello sia il talamo su cui ha fatto l'amore con mio padre.
La mano di Elvira è calda e sicuramente mi conduce proprio come se fosse un bambino a visitare la sua casa e non mi dispiace affatto sentirne il calore della sua stretta sulla mia.
Il pranzo è ottimo e molto più abbondante di quello che serviva ma non era preventivato che mio padre sparisse all'improvviso.
Provo a fare onore anche per lui ai piatti preparati dalla cuoca di Elvira che sorride compiaciuta vedendomi di buon appetito e pure le bollicine sono di ottima qualità, visto che la bottiglia di Franciacorta sparisce prima della fine del pasto e lei me ne passa un'altra da stappare.
Quando andiamo a sederci in salotto siamo tutti e due di ottimo umore, grazie anche all'aiuto del vino e lei mi racconta della sua vita prima di conoscere mio padre. 
Mentre Elvira parla, trovo che anche la musica in sottofondo sia piacevole da sentire come la sua voce, malgrado non sia il genere che ascolto di solito.
Mano a mano che si racconta, aumenta il nostro grado di conoscenza e quindi diventiamo complici nel parlare di mio padre e dei suoi pregi, oltre che dei suoi numerosi difetti. 
Aumentano anche gli accavallamenti e gli scavallamenti delle sue gambe avvolte nelle calze autoreggenti di seta che Elvira non esita a mostrarmi, dapprima seduta di fronte al divano dove sono io e poi venendo al mio fianco.
Elvira probabilmente rendendosi conto che la nostra complicità sta diventando un po' troppo intima, mi domanda se voglio guardare le foto delle sue vacanze con mio padre.
Anche se preferirei continuare a sbirciare tra le sue cosce cercando di individuare il colore delle sue mutandine, le rispondo che mi farebbe piacere a vederle.
Lei si alza e va a prendere il telecomando del televisore enorme attaccato alla parete che fino a quel momento aveva trasmesso solamente la colonna sonora del nostro incontro. 
Dopo aver arpeggiato un po', riesce a farmi vedere le prime immagini della loro ultima vacanza ai Caraibi e sullo schermo appare  il suo splendido corpo che sembra quasi nudo malgrado il costume che indossa. 
Ma è un costume striminzito che fatica a contenere i suoi seni grandi rotondi e anche le sue natiche abbondanti come tutto il resto. 
Vedere quelle foto in fondo innocenti mi provocano una immediata erezione e un antico desiderio rinasce dentro di me riportandomi al passato. 
Quando spiavo mia madre nuda in bagno oppure nella sua camera da letto, mia madre che le assomiglia in modo impressionante, malgrado i dieci anni in più che Elvira ha sulle spalle.
Mentre osservo quelle foto della sua bellezza mi sfugge dalle labbra che la mia prima impressione da quando l'ho vista, è che sia davvero molto somigliante a mia mamma.
Elvira sorride compiaciuta, a quanto pare il paragone con una donna di 10 anni più giovane di lei non può che farle piacere ma poi si scusa perché ha bisogno di andare un attimo al bagno.
Mentre è via afferro il telecomando e provo a cercare altre sue foto e in effetti trovo una cartella contrassegnata dalla scritta "Privata".
Ho un brivido ma passo subito alla prima foto che è semplicemente magnifica, Elvira completamente nuda, forse uscita dalla doccia che sembra dire al fotografo, sicuramente mio padre, non farlo, con la mano aperta verso l'obiettivo.
Nelle altre è nuda ma a quanto pare non è più infastidita e sempre senza nulla addosso non si preoccupa di essere fotografata, anzi sembra compiaciuta da come sorride.
Ed ecco il cambio di passo definitivo, Elvira sdraiata sul letto, come una Venere dal corpo nudo abbondante e pieno di curve pericolose che si esibisce, finalmente senza pudori.
Mentre solleva i seni verso l'obiettivo e se li bacia, mentre allarga le cosce e si mostra nella sue intera avvenenza, senza nemmeno in piccolo pelo pubico a nascondere la fessura ampia e umida.
Prona, mostrando il bel culone senza alcun ritegno e anzi con una mano allargando la natica a concedere alla vista anche il buchetto ammiccante.
Infine le foto più hard, il volto di Elvira accostato a un pene che non può essere altro che quello di mio padre, almeno spero, mentre lo sfiora con le labbra.
Ed è con quella foto sullo schermo che Elvira mi sorprende tornando dal bagno in silenzio, come se avesse immaginato di trovarmi a spiare qualcosa di suo, di molto, molto intimo.
Ti piaccio, mi domanda con un tono troppo neutro, a cui non trovo una risposta adeguata, se non limitandomi a fare di si con la testa.
Certo che mi piaci Elvira, penso, come mi piace mia madre, il cui corpo è quasi una fotocopia del tuo, grandi tette, gran cosce e culo, lineamenti simili e pure i capelli anche se con taglio diverso.
La differenza è che lei l'ho soltanto immaginata mentre baciava un pene, mentre tu sei qui sullo schermo e nelle foto successive che il mio dito manda avanti quasi automaticamente, spingendo il pulsante del telecomando, il tuo bel viso è ricoperto di seme denso. 
Sei bellissima, le sussurro fermando la sequenza su uno scatto in cui il viso di Elvira è in primo piano, le labbra schiuse attraverso le quali la lingua arriva a lambire un rivolo di sborra.
Viene a sedersi al mio fianco, sorride, quel complimento le piace, prende il telecomando e mi chiede se voglio vedere le altre foto, quelle in cui appare anche mio padre.
Non so, un conto è vedere il suo pene senza il resto, mentre eiacula sul viso della sua nuova compagna, un conto vedere lui che se la chiava, forse meglio di no.
La mano di Elvira intanto è sulla mia, calda, sicura ed eccitante, come la sua domanda successiva, se ti piaccio io, figuriamoci quanto ti piace tua madre?
Come ha fatto a indovinare, sarà che mi legge nel pensiero oppure mi si legge in viso che non ho mai superato il complesso di Edipo?
Siete tutte e due splendide, mi ritrovo a biascicare e lei lasciando la mia mano mi accarezza il viso, dicendomi che sono molto dolce, proprio come mille volte ha fatto mia madre.
Ma lei non può andare oltre, sussurra Elvira, io si è dal viso le sue dita scivolano giù sul gonfiore che appare al centro dei jeans.
Sei eccitato, constata la mia bellissima matrigna spingendo col suo indice birichino sul pene indurito e celato, sarà meglio fare qualcosa.
Resto immobile mentre lei agisce con l'esperienza di una femmina che conosce le esigenze di un uomo a cui ha appena fatto perdere la testa.
La sua testa si abbassa sul mio grembo, i suoi capelli nascondono la sua bocca che ingloba prima la cappella e poi tutto il mio pene, regalandomi sensazioni caldissime.
Resisto al suo assalto e mi merito i suoi complimenti, amore tuo padre sarebbe già venuto, mi sussurra rialzando la testa, sorride e torna giù a prenderlo in bocca.
Metto la mano tra i suoi capelli e cesso ogni resistenza, il piacere mi travolge mentre lo sperma richiamato da Elvira erompe tra le sue labbra e io grido che sto venendo.
Solamente verso sera mio padre si rifà vivo con una telefonata con cui annuncia che la sua assenza si dovrà prolungare per motivi improrogabili e ovviamente legati al suo lavoro.
Tra il sottoscritto ed Elvira facciamo gara per fingere costernazione e sgomento alla ferale notizia, mentre invece stavamo ridendo sotto i baffi durante tutta la telefonata. 
Finita la quale Elvira mi prende per mano e mi conduce nella sua camera dove dopo essersi spogliata, si stende sul letto lasciandosi ammirare.
Ora che posso vederla completamente nuda, riesco a individuare le somiglianze col corpo di mia madre e per fortuna anche le differenze.
Ma devo ammettere che le differenze sono davvero poche e che il brivido che sento mentre il pene mi torna di marmo, in parte è dovuto anche alla sensazione di essere tornato il bambino che spiava la mamma nuda nel bagno. 
Fortunatamente ci pensa Elvira a cancellare questi pensieri incestuosi allargando le gambe e invitandomi a entrare dentro di lei, nella sua fessura calda, bagnata e accogliente.
Mi chiama amore proprio come mia madre, anche se in una situazione che con mamma ho soltanto immaginato nelle mie fantasie masturbatorie. 
Puoi venirmi dentro, è la ciliegina sulla torta della nostra prima comunione carnale, durante la quale riusciamo a godere nello stesso identico momento. 
Più tardi, quando ormai è notte fonda e tutti e due siamo sazi ma non riusciamo a dormire, Elvira sente la necessità di indagare e io quella di risponderle.
È curiosa di sapere quanto abbia contato in questa mia passione verso di lei, la sua somiglianza con mia madre, così le confesso i miei peccati di gioventù. 
Il mio attaccamento morboso che mi ha portato a spiare mamma ogni volta che ne avevo la possibilità, quando andava al bagno oppure nella sua camera da letto.
Mamma come oggetto delle mie fantasie in cui non solo appariva nuda ma faceva quelle cose che Elvira mi ha fatto, facendomi godere realmente e non solo masturbandomi.
Mamma che a un certo punto quando mi è cresciuto letteralmente il pisello, non ha più voluto che entrassi con lei sotto la doccia e ha insistito perché mi lavassi il pene da solo, invece che farlo lei. 
Ecco qualcosa che posso fare io, mi sussurra Elvira accarezzandomi l'uccello sgonfio e ancora bagnato di seme, mi piacerebbe insaponartelo, sarei molto accurata e delicata.
Sono sicuro che lo sarà e le do appuntamento al mattino dopo, quando saremo riposati e la voglia reciproca di godere tornerà a irrompere dentro di noi.
Mi stringo a lei che non molla il mio cazzo anche se non è più duro come prima e sbadiglio nel suo orecchio obbligandola a fare altrettanto. 
Finalmente dopo il piacere arriva il momento del riposo meritato ed è lei la prima ad assopirsi, russando leggermente sulla mia spalla. 
Provo a fare altrettanto chiudendo gli occhi ma l'immagine di mia madre al posto di Elvira mentre sto venendo nella sua bocca, continua a perseguitarmi. 
Non è male questo incesto per interposta persona, devo ringraziare mio padre che a quanto pare come me è attratto dallo stesso tipo di donna, molto simile a sua moglie e a mia madre. 
Ma soprattutto devo ringraziare Elvira che mi ha concesso di provare il piacere più dolce, senza cadere in peccati più grandi nei confronti dei miei genitori. 
Eppure un po' di soddisfazione, pensando alle corna in testa a mio padre che tra l'altro per aver lasciato mia madre se le merita, sento di provarla, ed è giusto così.
END





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