Zia Ada era in bagno quando arrivai da lei dopo il funerale. Cerimonia toccante, seppure un po' fredda, Zio Angelo, suo marito, non era stato molto amato in vita e non solo dalla moglie ma da tutta la parentela. Era ricco, avaro e la trattava come una serva, inoltre non l'aveva mai soddisfatta a letto e non avevano quindi avuto l'opportunità di avere figli. Lo sapevo perché ogni tanto, quando qualche amica veniva a casa di Zia in visita, lei si lamentava per il desiderio che sentiva di godere da quella femmina che era e invece le era toccato un marito impotente e chissà, magari gay, anzi solo impotente, magari fosse stato gay, semplicemente il sesso per lui non esisteva e quindi non esisteva nemmeno per lei che non lo aveva mai tradito malgrado tutto. Per circa vent'anni di matrimonio Zia Ada aveva solo desiderato quello che non poteva avere ma ora, alla morte del consorte, aveva deciso di recuperare il tempo perduto. Iniziando dal funerale a cui aveva presenziato in una mise che dire provocante è dire niente. Nel momento in cui si era chinata a raccogliere e gettare un pugno di terra sulla bara del marito e sulla sua vita fino ad allora, aveva mostrato a tutti le sue mutandine nere vedovile come le autoreggenti. Aveva proprio indugiato per farsi osservare, come a dire a tutti che ora era un'altra persona, rispetto alla moglie fedele che era stata per due decenni. Avevo avuto la fortuna di trovarmi proprio alle sue spalle in quel momento topico e immediatamente mi era diventato duro, immagino come ad altri che come me si trovavano in posizione da poterla osservare, mentre seppelliva marito e vita precedente. Era da un po' che non ci vedevamo, a differenza di quando ero un bambino e frequentavo spesso la sua casa e lei, senza figli e senza possibilità di averne, mi accoglieva sempre con grande affetto. Aveva l'abitudine da allora di lasciare la porta del bagno aperta e se entravo mentre era seduta a fare pipì o meglio ancora era nuda, non ci faceva caso e semmai ne era contenta. Sapeva che in quel modo mi turbava ma non si era mai chiusa dentro a chiave quando andava solo a fare pipì o una doccia. Restando sulla porta le dissi che ero entrato grazie alle chiavi che mi aveva dato in precedenza, con la scusa che qualcuno doveva averne una copia in caso le avesse smarrite. Zia Ada disse che potevo entrare, e dopo un attimo di esitazione, entrai e la trovai seduta a fare pipì, mutandine ai piedi e gonna alzata sui fianchi. Quanto tempo era passato dall'ultima volta in cui ero entrato con lei in bagno? Tanto tempo sicuramente ma per lei ero sempre il suo nipotino che aveva il permesso di sbirciare la pioggerellina dorata sgorgare tra le sue gambe. Ma per la prima volta la mia erezione era quella di un uomo e non quella di un ragazzino provocato a regola d'arte.
Zia Ada, perfettamente consapevole del mio turbamento, sorrise e poi, afferrato un pezzetto di carta igienica, si asciugò. Amore, passami l'ospite per favore che devo lavarmi, mi chiese con un sussurro, per poi alzarsi e mettersi seduta sul bidè, con la sua fica rivolta al getto d'acqua del rubinetto. La guardai di spalle poi, muovendomi come un robot, afferrai il piccolo asciugamano per le parti intime e glielo allungai con mano tremante.
Amore, da oggi sono una donna libera, cominciò a dire con voce bassa ma sempre meno tremante, e ho intenzione di recuperare il tempo passato.
Rialzatasi dopo il bidè, Zia Ada si rimise a posto mutandine e gonna e poi venne a mettersi davanti a me allacciando le mani dietro il mio collo.
Ora tu non sei più un bambino e credo possa capire che una donna ha le stesse necessità di un uomo quando si parla di sesso, mentre la sua mano stringeva il mio pene diventato duro nel suo nascondiglio.
Ho sognato questo momento da quando sei diventato un ragazzo e mi spiavi quando andavo in bagno, disse Zia Ada senza sorprendermi molto.
La sorpresa vera era la sua mano che mi stringeva l'erezione e anche per me quello era un momento sognato da quando ero un bambino che si masturbava pensando a lei.
Inutile dire che da quel momento abbiamo fuso i nostri sogni erotici in uno solo e siamo diventati amanti nel letto e non soltanto nelle nostre fantasie.
Ciò nonostante non sono stato l'unico uomo che dopo la morte del marito ha provveduto a soddisfare le sue voglie arretrate e quelle quotidiane.
Zia Ada è una femmina troppo calda per accontentarsi di un solo pene e ho dovuto accettare la cosa, malgrado ogni volta che mi racconta le sue nuove avventure o che la vedo insieme a un altro uomo, sento la gelosia corrodermi le viscere.
Lei lo sa e per consolarmi e disinnescare la gelosia che sento dentro ogni volta, dopo aver fatto l'amore, mi dice che io sono l'unico vero uomo della sua vita, e che non sono soltanto il suo stallone.
Provo a convincermi che quello che lei mi dice è la verità ma sotto sotto ci sto male e soltanto quando sono dentro di lei, riesco finalmente a mettere da parte i pensieri più bui.
In fondo sono fortunato a poter godere delle sue attenzioni che ricambio sempre con la massima energia, perché Zia Ada è una femmina come se ne incontrano poche nella vita.
END