mercoledì 27 agosto 2025

Consolando Zia

Zia Ada era in bagno quando arrivai da lei dopo il funerale. Cerimonia toccante, seppure un po' fredda, Zio Angelo, suo marito, non era stato molto amato in vita e non solo dalla moglie ma da tutta la parentela. Era ricco, avaro e la trattava come una serva, inoltre non l'aveva mai soddisfatta a letto e non avevano quindi avuto l'opportunità di avere figli. Lo sapevo perché ogni tanto, quando qualche amica veniva a casa di Zia in visita, lei si lamentava per il desiderio che sentiva di godere da quella femmina che era e invece le era toccato un marito impotente e chissà, magari gay, anzi solo impotente, magari fosse stato gay, semplicemente il sesso per lui non esisteva e quindi non esisteva nemmeno per lei che non lo aveva mai tradito malgrado tutto. Per circa vent'anni di matrimonio Zia Ada aveva solo desiderato quello che non poteva avere ma ora, alla morte del consorte, aveva deciso di recuperare il tempo perduto. Iniziando dal funerale a cui aveva presenziato in una mise che dire provocante è dire niente. Nel momento in cui si era chinata a raccogliere e gettare un pugno di terra sulla bara del marito e sulla sua vita fino ad allora, aveva mostrato a tutti le sue mutandine nere vedovile come le autoreggenti. Aveva proprio indugiato per farsi osservare, come a dire a tutti che ora era un'altra persona, rispetto alla moglie fedele che era stata per due decenni. Avevo avuto la fortuna di trovarmi proprio alle sue spalle in quel momento topico e immediatamente mi era diventato duro, immagino come ad altri che come me si trovavano in posizione da poterla osservare, mentre seppelliva marito e vita precedente. Era da un po' che non ci vedevamo, a differenza di quando ero un bambino e frequentavo spesso la sua casa e lei, senza figli e senza possibilità di averne, mi accoglieva sempre con grande affetto. Aveva l'abitudine da allora di lasciare la porta del bagno aperta e se entravo mentre era seduta a fare pipì o meglio ancora era nuda, non ci faceva caso e semmai ne era contenta. Sapeva che in quel modo mi turbava ma non si era mai chiusa dentro a chiave quando andava solo a fare pipì o una doccia. Restando sulla porta le dissi che ero entrato grazie alle chiavi che mi aveva dato in precedenza, con la scusa che qualcuno doveva averne una copia in caso le avesse smarrite. Zia Ada disse che potevo entrare, e dopo un attimo di esitazione, entrai e la trovai seduta a fare pipì, mutandine ai piedi e gonna alzata sui fianchi. Quanto tempo era passato dall'ultima volta in cui ero entrato con lei in bagno? Tanto tempo sicuramente ma per lei ero sempre il suo nipotino che aveva il permesso di sbirciare la pioggerellina dorata sgorgare tra le sue gambe. Ma per la prima volta la mia erezione era quella di un uomo e non quella di un ragazzino provocato a regola d'arte.
Zia Ada, perfettamente consapevole del mio turbamento, sorrise e poi, afferrato un pezzetto di carta igienica, si asciugò. Amore, passami l'ospite per favore che devo lavarmi, mi chiese con un sussurro, per poi alzarsi e mettersi seduta sul bidè, con la sua fica rivolta al getto d'acqua del rubinetto. La guardai di spalle poi, muovendomi come un robot, afferrai il piccolo asciugamano per le parti intime e glielo allungai con mano tremante.
Amore, da oggi sono una donna libera, cominciò a dire con voce bassa ma sempre meno tremante, e ho intenzione di recuperare il tempo passato.
Rialzatasi dopo il bidè, Zia Ada si rimise a posto mutandine e gonna e poi venne a mettersi davanti a me allacciando le mani dietro il mio collo. 
Ora tu non sei più un bambino e credo possa capire che una donna ha le stesse necessità di un uomo quando si parla di sesso, mentre la sua mano stringeva il mio pene diventato duro nel suo nascondiglio. 
Ho sognato questo momento da quando sei diventato un ragazzo e mi spiavi quando andavo in bagno, disse Zia Ada senza sorprendermi molto.
La sorpresa vera era la sua mano che mi stringeva l'erezione e anche per me quello era un momento sognato da quando ero un bambino che si masturbava pensando a lei. 
Inutile dire che da quel momento abbiamo fuso i nostri sogni erotici in uno solo e siamo diventati amanti nel letto e non soltanto nelle nostre fantasie. 
Ciò nonostante non sono stato l'unico uomo che dopo la morte del marito ha provveduto a soddisfare le sue voglie arretrate e quelle quotidiane. 
Zia Ada è una femmina troppo calda per accontentarsi di un solo pene e ho dovuto accettare la cosa, malgrado ogni volta che mi racconta le sue nuove avventure o che la vedo insieme a un altro uomo, sento la gelosia corrodermi le viscere.
Lei lo sa e per consolarmi e disinnescare la gelosia che sento dentro ogni volta, dopo aver fatto l'amore, mi dice che io sono l'unico vero uomo della sua vita, e che non sono soltanto il suo stallone.
Provo a convincermi che quello che lei mi dice è la verità ma sotto sotto ci sto male  e soltanto quando sono dentro di lei, riesco finalmente a mettere da parte i pensieri più bui.
In fondo sono fortunato a poter godere delle sue attenzioni che ricambio sempre con la massima energia, perché Zia Ada è una femmina come se ne incontrano poche nella vita.
END

Come Ai Vecchi Tempi

Il corteo funebre si è disperso e la gente piano piano si incammina verso casa o verso le automobili per tornare a casa. 
Resto a guardare il lavoro degli addetti al cimitero per un po', poi faccio dietrofront e ritorno anch'io verso il parcheggio. 
Mi accorgo soltanto in quel momento che lei è rimasta come me ma ancora più in disparte, ad attendere la fine di tutto.
Mi guarda, mi riconosce, mi sorride e altrettanto faccio io e nel frattempo devio dal mio percorso e mi incammino verso di lei. 
Quando mi abbraccia posso sentire il suo profumo che è lo stesso fin da quando la conosco e ricambio con una stretta forte che sembra gradire. 
Dopo qualche effusione casta e amichevole, le chiedo se vuole un passaggio verso casa visto, che non ha mai guidato ed è a piedi.
In macchina parliamo, cercando di riempire il vuoto temporale da quando ci siamo visti per l'ultima volta, lei mi racconta di sé e lo stesso faccio io.
Clara è una matura signora di circa una sessantina d'anni ancora molto bella e in forma che continua ad attrarre gli sguardi dei maschi.
Ci conosciamo da quando ero un bimbo e lei è sempre stata l'amica più intima di mia zia Laura che abbiamo seppellito oggi pomeriggio.
Zia Laura e la sua amica Clara sono state le mie maestre per quello che riguarda il sesso, quando il bambino che ero è diventato un ragazzo molto dotato. 
I ricordi che condividiamo sono molto intimi e mi chiedo se ancora oggi Clara ripensi a quello che abbiamo fatto insieme, quando avevo 15 anni. 
Salgo i gradini per entrare nel suo appartamento guardando il suo sedere ampio e rotondo, muoversi con la grazia di sempre. 
Per rompere il ghiaccio mi prepara un caffè e mentre siedo sul suo sofà, i ricordi tornano alla mia mente in maniera molto piacevole, tanto da provocarmi un'erezione.
Superando un certo imbarazzo, dopo aver preso il caffè bollente, le chiedo se anche lei ricorda quei pomeriggi passati insieme a casa di zia Laura.
Clara arrossisce e mi sorride, si alza dal sofà, mi prende per mano e mi porta nel bagno di casa sua dove c'è qualcosa che devo assolutamente vedere.
Resto un po' stupito a guardare la vecchia vasca di zia fatta di legno, come una tinozza vecchio stampo che campeggia al centro del bagno.
Clara mi spiega che zia Laura ha voluto a tutti i costi regalargliela poco prima di morire o meglio quando sapeva che non avrebbe avuto molto tempo davanti a sé. 
Non ce ne sarebbe bisogno ma provo a difendermi dal senso di colpa che mi attanaglia, dicendole che zia non mi ha mai fatto sapere nulla delle sue condizioni.
Prima l'università e poi il mio lavoro mi hanno portato a viaggiare in giro per il mondo e a perdere il contatto diretto e intimo che avevo con lei.
E sempre lei mi ha detto ogni volta che ci sentivamo al telefono o scambiandoci messaggi o per email che era giusto così e che io dovevo fare la mia vita, avere altre donne da amare e con cui divertirmi.
Clara sorride e conferma che non devo sentirmi in colpa per non essere stato presente quando zia Laura stava vivendo gli ultimi giorni.
Secondo Clara era stato un sollievo per zia non avermi vicino, per non vedere il mio dolore di fronte alla malattia che l'aveva aggredita e consumato il suo corpo.
Clara continua raccontandomi del testamento che zia aveva fatto quando aveva saputo che ne restava poco da vivere e in cui ero destinato ereditare i suoi beni che non erano gran cosa.
Aggiunge un particolare che in fondo concorda con il tipo di persona che zia Laura è sempre stata e io non posso fare altro che spogliarmi, mentre Clara riempie la tinozza di legno di acqua calda.
L'ultimo desiderio di zia Laura, a parte citarmi nel testamento, è stato quello di riportarmi al passato, quando disteso nell'acqua calda lasciavo che lei mi insaponasse e mi toccasse.
Clara la sua migliore amica che sapeva della nostra intimità proibita, sostituisce la sua mano a quella di zia, afferrandomi il pene e accarezzandolo dolcemente.
Chiudo gli occhi e mi sembra di essere ritornato un quindicenne arrapato che concede volentieri a una consanguinea di giocare con il suo sesso. 
Clara è molto dolce tanto quanto lo era zia e la sua carezza mi porta a godere in breve tempo, anche se in maniera molto intensa. 
Il mio seme si disperde nell'acqua bollente mentre io resto disteso a godere quel momento caldo e ripenso ad allora. 
E oggi come allora mi alzo in piedi e lascio che Clara mi asciughi avvolgendomi in un grande telo prima di portarmi in camera sua. 
Ora c'è solamente lei ad aprire le gambe e ad aprirmi il suo mondo più intimo che ormai conosco perfettamente e quando le entro dentro, non tolgo i miei occhi dai suoi fino a quando la sento ansimare di piacere.
Zia mi manca e un po' mi manca anche non poter avere due splendide donne a disposizione delle mie voglie ma resto in silenzio e non glielo confesso.
Clara mi accarezza il viso mentre sborro dentro di lei, come non ho mai fatto a suo tempo per evitare complicazioni, visto che non abbiamo mai usato i profilattici. 
Mi sorride e mi conferma che sono sempre lo stesso che le procura piacere, anche ora che non è più bellissima. 
Ma si sbaglia, Clara è sempre bellissima e bellissimi sono i ricordi che condividiamo insieme nel nome di zia Laura.
END


lunedì 11 agosto 2025

Fotografie II

Dolcezza resisti, le dico mentre la ragazza soffre e il giovane dietro di lei si trattiene dallo spingere con la passione che sente divampare dentro, per timore di farle troppo male.
Ma ora è dentro, lo sente chiaramente, qualche lacrima scende lungo la guancia del suo bel visetto di adolescente, mentre il ragazzo afferra la sua lunga coda di cavallo come fossero briglie.
Lei è stravolta dalle sensazioni mai provate ma terribilmente intense che il mio obiettivo coglie e memorizza, quando finalmente il dolore trascende nel piacere.
Un orgasmo travolgente, una tempesta di sensi che quel paletto di carne durissima dentro di lei scatena a ogni spinta, dentro e poi fuori senza soluzione di continuità.
Mi raccomando col ragazzo, non sborrare, trattieni il piacere per dopo, falla godere come una troia, datti una strizzata alle palle se senti che stai per esplodere.
Uggiolando il cagnolino si concentra sulla sodomia, afferrando i fianchi della ragazza e tenendola stretta con fermezza continua a colpire con grande irruenza, fino a quando non la sente arrendersi.
La porcellina si arrende al piacere supremo e il giovane si può rilassare nell'attesa di un premio più che meritato, che la mia fotocamera riprende gioiosa.
Sfilatosi dal buchetto della ragazza, le porge l'uccello alle labbra per un doveroso pompino che la fanciulla dispensa con ancora il fiato corto e un bruciore intenso tra le natiche strette.
Il mio invito a prenderlo in bocca è tardivo, il pene scivola sotto la carezza dei dentini aguzzi e delle sue labbra vellutate ed è un bene perché il giovane vuole sborrare.
Non ne può più, deve svuotarsi, riempire di sperma quella bocca calda e deliziosa, infatti il seme sgorga copioso e la bimba non può mandare tutto giù.
Lo sperma tracima ai lati delle labbra malgrado la troietta cerchi di ingerirlo per non perdere una goccia ma è troppa la quantità che le palle del ragazzo celavano.
Clic, clic, clic, la Nikon scatta a raffica, immortalando quel pompino, quel piacere sacro e bagnato, quei primi piani di lei a bocca piena, di carne e di sborra.
Una torta succosa su cui manca solo una ciliegina e come dagli accordi presi con la giovane coppia, è arrivato il momento di guarnirla come si deve.
Senza mollare la Nikon mi avvicino ai due ragazzi appena reduci dall'orgasmo e resto ritto in piedi, in attesa davanti a loro delle mosse concordate.
Questa volta è lui a prendere l'iniziativa, dato che lei ha ancora la bocca piena del suo seme salato e denso e con un po' di imperizia riesce a tirare fuori il mio uccello in erezione da tempo. 
Timidamente mi accarezza il pene e un po' furbescamente lo porge alle labbra della sua compagna che non ha nessun problema ad accarezzare la cappella, posandovi sopra una serie di baci.
Fatelo insieme, ricordo alla coppia quello che ci siamo detti in precedenza e finalmente tutti e due si avvicinano al mio cazzo, baciandosi e baciandolo. 
Scatto una serie di foto dei loro bei visi accostati mentre insieme coccolano il mio pene, che improvvisamente prende a spruzzare seme tutto intorno.
L'epifania è perfetta, la mia fotocamera riprende con altri scatti a raffica il mio piacere e i loro visi dipinti di sperma, creando dei piccoli capolavori porno. 
La ragazza ci mette il carico da undici, andando a leccare dal viso del compagno il seme che sta colando via e anche se sono stordito dal piacere riprendo quel gesto da troietta consapevole.
La sessione fotografica è finita, direi con buona soddisfazione da parte di tutti e ora non mi resta che andare a controllare la qualità delle foto appena scattate. 
I ragazzi sono ormai andati per fatti loro e io sono qui che sto pensando se invitarli in una visione a tre delle loro gesta, magari per giocare ancora un po' insieme.
END

Fotografie I

È la ragazza a prendere l'iniziativa, il giovanotto nudo la subisce volentieri e apprezza con una bella erezione la carezza dolcissima che gli viene inferta.
E pensare che sembravano entrambi timidi e impacciati quando abbiamo iniziato, e anche solo togliersi i vestiti è sembrata una impresa.
Due splendidi adolescenti disposti a farsi ritrarre attraverso il mio obiettivo, sotto il mio sguardo interessato, inizialmente per qualche scatto senza veli ma poi...
Ora la fanciulla accarezza dolcemente il pene del giovane che reagisce mugolando come un cane in calore, a dimostrazione che tra loro c'è qualcosa di più che una semplice amicizia.
Sei brava, le dico per incoraggiarla ma non ce n'è bisogno, la ragazza sorride e posa le labbra sulla cappella dandomi la possibilità di immortalarla in quell'atto caldo e sensuale.
Il giovane in paradiso non si rende conto che sto zoomando sul viso dell'amata e rovescia testa e occhi all'indietro, godendosi quel contatto intimo.
Le faccio segno di andarci piano anche se qualche scatto eiaculatorio è quello che mi aspetto prima della fine della sessione fotografica.
La porcellina mi sorride di rimando con complicità e inizia a sfiorare con la lingua quel turgido funghetto e a giocare con le palle, gonfie di seme bollente.
Anche le sue dita che sostengono e saggiano e strizzano con dolcezza i testicoli del ragazzo sono perfette per un primo piano ad alto tasso erotico. 
Continua lentamente, le dico ma a quanto pare la voglia prende il sopravvento e la sua giovane bocca ingloba il pene dal glande alla base, salendo e scendendo con la testolina dai capelli ricci.
Un momento, sussurro con voce più roca di quanto dovrei, forse è meglio ribadire le istruzioni, penso e interrompo gli scatti e quel pompino troppo lanciato.
La ragazza libera il pene dal giogo delle sue labbra, il giovane torna immediatamente sulla terra ed entrambi mi guardano con espressione interrogativa.
Ragazzi, siete meravigliosi ma ho bisogno che siate anche lenti e rilassati perché se tu dolcezza sei così calda, finisce che lui viene subito e la sua erezione si affloscia.
I due si guardano come se non capissero a fondo quello che ho detto ora e chiesto loro prima di cominciare a fotografarli, ma annuiscono volenterosi verso di me.
La ragazza afferra il pene per impedire che si sgonfi, e lo massaggia su e giù, mica stupida la porcellina e infatti l'erezione resta potente tra le sue dita.
Ora, prima della eiaculazione voglio vedervi e fotografarvi mentre vi unite in ogni posizione, scegliete voi come iniziare, lasciatevi guidare dall'estro del momento.
Ed è sempre lei a mettere spalle al divano il ragazzo e a salire su di lui per impalarsi e cavalcarlo come un'amazzone eccitata a caccia di piacere.
Bene, dico loro, andate avanti così, piano, senza fretta e intanto lo zoom si posiziona in quel punto alla base del bel culo di lei per ritrarre il pene mentre scivola dentro e fuori con le palle che sobbalzano a ogni movimento della coppia.
Conscia che quella sia una delle posizioni migliori per le riprese fotografiche, la fanciulla ogni tanto si gira verso l'obiettivo e sorride con eccitata passione.
Le faccio segno di fermarsi un attimo e sposto l'obiettivo dal basso verso il suo viso su cui campeggia una espressione di eccitazione prossima al piacere.
No, le faccio segno, rallenta non è ancora il momento, poi ci metto il carico da briscola, che ne dici di un rapporto anale invece che la solita pecorella?
Inutile chiedere a lui, è chiaro che comanda lei e in questo momento, di fronte a questa domanda la sua espressione è di timore e curiosità e per mia fortuna vince la curiosità.
Forza, ora il tuo pene è scivoloso e umido, dico al ragazzo e lei ha voglia di te come mai, forza, mettetevi di fronte all'obiettivo come se foste di fronte a uno specchio.
Siete bellissimi, li incito e la porcellina sorride mentre il suo amore si pone alle sue spalle e glielo spinge prima nella fica per poi uscire e puntare al buco stretto.
Continua 

sabato 9 agosto 2025

Ritorno Al Sud Quattro

Quando zia si è spogliata completamente e si è distesa sul suo lettone matrimoniale, l'ho osservata a lungo, mentre lei mi accarezzava il pene appena sottratto alle sue dolci labbra per evitare una eiaculazione precoce. 
I seni grandi e morbidi appena cadenti e il pancino in rilievo, fino giù alle sue cosce carnose che appena ha aperto, mi hanno rivelato la presenza della sua meravigliosa fica, ricoperta da un folto boschetto.
Mentre i miei occhi percorrevano ogni centimetro della sua pelle, zia Filomena si è lamentata di essere brutta e io non ho potuto fare altro che consolarla, cercando le parole giuste a convincerla del contrario.
Quando ho capito che solo parlando con lei non sarei mai riuscito a convincerla della sua particolare bellezza, mi sono chinato tra le sue gambe e il profumo intenso della sua femminilità mi è entrato dentro, arrivando dal naso al mio pene.
Passando dall'odorato al gusto, la mia lingua ha accarezzato la sua intimità esposta e umida e mentre leccavo quella dolce meraviglia, zia ha cominciato a fare le fusa.
Ho infilato indice e medio nella sua fessura in cui sono affondato facilmente e zia ha dimostrato di gradire tantissimo la penetrazione, per cui non mi rimaneva altro che sostituire alle dita il mio pene.
Entrato dentro di lei, ho iniziato a spingere con la passione che sentivo dentro e il desiderio di farla godere come zia meritava e bramava.
Finalmente avevo davanti ai miei occhi la vera zia Filomena e la femminilità bollente che da sempre aveva nascosto agli occhi del mondo e che ora era tutta per me.
Avrei tanto voluto scaricare il mio seme dentro la sua fica, ma zia mi ha implorato di non farlo perché non è ancora in menopausa e sarebbe stato un bel guaio metterla incinta. 
Non è stato facile trattenersi e nemmeno farla godere più volte ma in questo la forza della mia gioventù mi ha assistito e zia è rimasta molto soddisfatta alla fine della nostra intensa unione.
Il mio premio finale è stato un ritorno nella sua bocca in cui finalmente mi ha permesso di scaricare tensioni e sperma accumulate dal giorno precedente. 
Quando zia ha visto che nemmeno con un pompino poteva spegnere il fuoco che avevo dentro, ha deciso che meritavo qualcosa di più e mi ha concesso di prenderla da dietro. 
Vista di spalle mentre era prona sul letto, zia era davvero magnifica e prima di passare alla sodomia, ho pensato bene di omaggiare il suo buchetto con la lingua, mentre accarezzavo la sua fica che gocciolava succo di femmina.
Zia Filomena mi ha pregato di fare piano perché per lei era la prima volta in quel modo, per cui prima di dedicarmi al secondo canale mi sono infilato nel primo, per fare in modo che il mio pene diventasse scivoloso con i suoi fluidi così abbondanti. 
Ma quando ho posato la cappella sul suo buchetto che pulsava follemente, mi sono reso conto che avrei potuto penetrare da quella parte senza alcun problema, anche se non fossi stato un po' lubrificato. 
Quel rapporto anale è stata la ciliegina sulla torta che mi ha permesso di scoprire quanto zia fosse porcella e quanto desiderio avesse accumulato negli anni in cui si era mantenuta praticamente vergine.
Ulteriore scoperta è stato di come le piacesse sentire le mie dita affondare nei suoi fianchi, mentre il mio pene affondava nel suo buchetto.
Finalmente sono venuto dentro di lei senza patemi e devo dire che ancora oggi non so scegliere tra le sue labbra e il suo buchino perché entrambe le sensazioni sono magnifiche. 
Durante la settimana che ho trascorso a casa di zia non abbiamo fatto altro che ripetere giorno dopo giorno quello che era successo quella mattina, in cui lei si era concessa senza alcun freno.
È chiaro che ora che ho scoperto la sua vera personalità, ho iniziato ad andare molto spesso a trovarla con la scusa di un ritorno alle origini e come scusa è stata sufficiente per i miei genitori. 
È successo anche che zia salisse al nord durante le due settimane in cui i miei erano in vacanza e quindi abbiamo potuto godere insieme anche in quel periodo, senza che nessuno ci disturbasse.
Penso che questa storia tra noi durerà a lungo, molto a lungo e sarà molto piacevole trovarmi nudo nello stesso letto con zia pure lei nuda.
END

Ritorno Al Sud Tre

Quella sorprendente scoperta di zia che si masturbava felice nel bagno e che mi aveva sorpreso a fare altrettanto, non mi permise di dormire più di tanto quella notte. 
Risentivo i suoi lamenti mentre si accarezzava e il ricordo del suo sguardo puntato sul mio pene anche mentre mi stavo masturbando, mi impediva di riuscire a chiudere gli occhi e a dormire. 
Non so come sono riuscito a farcela e malgrado sentissi la voglia di tornare in bagno per svuotarmi completamente, sono riuscito anche a sognarla e a risvegliarmi col pene che mi pulsava e in erezione. 
Quando sono andato in cucina l'ho trovata che stava preparando la colazione col sorriso sulle labbra, come una gatta che si sia mangiata un topolino molto appetitoso o che sia proprio lì per mangiarlo.
Col solito grembiulino addosso ma sbottonato a sufficienza per mostrare il suo corpo carnoso, zia Filomena mi ha servito al tavolo e mi ha osservato mentre divoravo pasta e cappuccino.
Nessuno dei due ha parlato di quello che era successo la sera precedente ma eravamo entrambi piuttosto turbati ed è stata zia a rompere il ghiaccio, venendo a sedersi vicino a me. 
E siccome l'emozione mi bloccava, è stata sempre lei a fare il primo passo, con la sua mano che è venuta a verificare se la mia erezione della sera precedente, fosse stato solo un sogno. 
Stringendo il mio pene durissimo sotto il pigiama, zia si è resa conto che davanti a lei non c'era più il ragazzino che conosceva da quando era in fasce ma ora c'era un uomo con la sua virilità pronta e disponibile. 
Le sue carezze delicate ma sempre più decise, mi hanno fatto quasi esplodere e quando mi sono sottratto alle sue dita curiose, zia Filomena si è messa a ridere.
Dopo avermi dato le consegne che consistevano nello sparecchiare la tavola, mi ha detto di raggiungerla in camera sua appena avessi finito.
Ho eseguito i suoi ordini febbrilmente col pene che mi pulsava nelle mutande e forse non ho pulito perfettamente le tazze e i bicchieri ma era troppa la voglia di correre da lei. 
L'ho trovata seduta sul suo lettone, col grembiulino completamente sbottonato, sotto al quale non indossava più nessun indumento intimo.
In quel momento l'ho trovata bellissima e se già avevo voglia di saltarle addosso, mi sono completamente innamorato di lei e l'ho raggiunta, inginocchiandomi al suo fianco. 
Zia Filomena, come se non avesse atteso altro nella sua vita, ha abbassato i miei pantaloncini e gli slip, facendo sbucare fuori la mia erezione già pronta per lei.
Con una mano lo ha sostenuto e accarezzato dolcemente e mi ha confessato di non essere più vergine ma che io ero il primo uomo a cui aveva sfiorato l'uccello.
Quello che io non sapevo e forse non sapevano nemmeno i miei genitori, era che zia da ragazzina, si era innamorata di un uomo molto più grande di lei, che aveva approfittato della sua giovane età per deflorarla e poi scomparire.
Di quella prima e unica esperienza, zia non aveva un bel ricordo e le era rimasto solo impresso il dolore della rottura dell'imene quando lui l'aveva penetrata, senza alcuna tenerezza.
Da quel giorno fatale, zia non aveva mai più visto o toccato un pene e nemmeno si era messa a cercarne uno, fino a quando non le era capitato il mio letteralmente sotto il naso.
Non che non ne avesse sentito la voglia, perché in tanti anni molto spesso aveva incontrato degli uomini che avrebbe voluto ospitare nel suo letto, senza mai riuscirci.
La zia sapeva bene di non essere particolarmente bella, eppure aveva qualcosa che attraeva gli uomini ma lei di questa cosa non aveva mai saputo approfittare.
E ora era qui con me e col mio pene che giaceva tra le sue dita come se fosse un giochino o un sonaglio per una bambina e infatti cosa fa una bambina con un sonaglio, se non metterlo in bocca?
Tra le sue labbra ho provato le sensazioni più dolci e intense della mia intera vita e per quanto fino a quel momento avessi goduto molto da solo e in silenzio, un pompino era tutta un'altra cosa.
Continua

Ritorno Al Sud Due

La mia intenzione era di trascorrere una settimana giù al paese e zia Filomena nel sentirlo fu assai contenta e me la ritrovai addosso che mi abbracciava stretto.
In quell'istante l'avrei chiavata senza se e senza ma se non fosse stata mia zia ma quel momento doveva ancora venire e rimasi con la mia erezione silente e insoddisfatta.
Zia aveva preparato la cena e più tardi mangiammo insieme i manicaretti che aveva preparato per il suo nipotino preferito e poi guardammo un po' di televisione prima di andare a dormire.
Mentre zia dormiva nella camera da letto matrimoniale, a me aveva riservato una delle camerette più piccole che teneva pronte per gli ospiti e che era a fianco alla sua.
Ero un po' stanco per il viaggio, così mi sono buttato sul letto appena lavati i denti e indossato un pigiama e credo di essermi addormentato in pochi istanti e aver iniziato a sognarla.
Ma quel sonno non è durato molto, forse mezz'ora, al massimo un'oretta e poi ho riaperto gli occhi nel buio, rammaricandomi di quel risveglio improvviso mentre stavo sognando zia nuda tra le mie braccia.
Mi sono alzato sentendo la necessità di tornare in bagno col pene quasi eretto ma non solo per pisciare, la voglia che sentivo andava messa a tacere con qualche carezza in autonomia.
Arrivato sulla porta del bagno ho visto che la luce all'interno era accesa e in silenzio mi sono avvicinato ancora di più a spiare zia, il cui profumo emanava persino fuori nel corridoio.
E lì arrivavano anche i suoi lamenti che ho capito subito essere di piacere e l'ho vista, seduta sul vaso dove, dopo la pipì, si stava concendendo qualche carezza solitaria, in pratica la mia stessa idea.
Ero così turbato, eccitato e felice che sono rimasto lì impalato fin quando zia è uscita dal bagno e mi ha sorpreso appena fuori la porta, col pene in mano. 
Vedendomi li fuori è arrossita forse più di me e poi l'ha visto che lo tenevo stretto in mano e ha capito che la stavo spiando e mi masturbavo per lei, e mi ha sorriso.
Stessa idea, stesso momento, stessa eccitazione per gli stessi motivi ma soprattutto il suo sguardo puntato sul mio pene durissimo a causa sua.
E zia di maschi nudi nella sua vita non doveva averne visti molti, perché si era sempre tenuta lontana da relazioni o amicizie intime o anche solo amicizie e basta.
Aveva qualche amica ma solo donne della sua età o quasi, ad esclusione di qualche cugino o nipote che però non vedeva spesso, proprio come me.
Qualche pettegolezzo girava su di lei e sul fatto che non fosse vergine malgrado appunto non avesse mai avuto alcuna relazione di tipo sessuale.
Non che a me importasse, non certo ora che mi aveva sorpreso con il pene in mano a masturbarmi mentre la spiavo nel momento in cui faceva altrettanto in bagno.
- Tocca a te ora, il bagno è libero e tocca a me guardarti - furono le sue parole pronunciate sorridendo, mentre si spostava per lasciarmi passare.
In bagno, in piedi davanti al lavandino mi misi in maniera che lei potesse vedere bene cosa facevo e pieno di voglia e consapevole del suo sguardo, sborrai rapido e copioso.
Quando uscii dal bagno, sospirando dopo il piacere ed essermi ripulito il pene dal seme appena versato, lei non c'era più, se ne era già andata in camera sua.
Continua 

Ritorno al Sud Uno

Dopo molti anni passati al nord in cui mi ero trasferito prima per studiare, poi per lavorare, mi ero deciso a tornare nei luoghi della mia infanzia in cui vivevano ancora alcune persone alle quali ero legato da rapporti familiari come zia Filomena.
I miei genitori che si erano trasferiti a Milano poco prima che io nascessi, non sentivano più alcun legame con la loro terra d'origine, mentre io ero curioso di vedere come avrei reagito tornando al Sud, al paesino in cui erano nati.
Il piccolo borgo di montagna dove i miei genitori erano nati, cresciuti e si erano incontrati, era sempre lì su un cocuzzolo, mentre i suoi abitanti diminuivano anno dopo anno.
Zia Filomena non si era mai voluta trasferire ed era rimasta al paese insieme ai nonni paterni e materni che uno dopo l'altro erano deceduti lasciandola da sola, però con alcune proprietà e un discreto conto in banca, grazie al quale non aveva bisogno di lavorare per vivere bene. 
Abitava in una villetta appena fuori dal paese, lungo la strada che porta alla statale che collega la parte interna della regione al mare.
Era la più giovane tra le sorelle e i fratelli di mia madre, non si era mai sposata e per quanto ne sapessi non aveva mai avuto nemmeno un compagno o un fidanzato e me la ricordavo bruttina e timida, sempre vestita di nero e con occhiali dalla montatura pesante 
La villetta in cui viveva era abbastanza grande da ospitare un paio di famiglie numerose e per me o per i miei genitori c'era sempre posto, nel caso fortuito in cui avessimo avuto voglia di trascorrere laggiù qualche giorno.
Ma finora era successo solo il contrario, con zia Filomena che se ne era salita a passare qualche periodo di vacanza al nord e io ero il primo da molto tempo dei "milanesi" della famiglia, ad aver avuto l'idea di tornare al sud.
L'ultima volta che l'avevo vista ero un ragazzino ma quella che mi venne incontro era ben altro, mi viene in mente il titolo di un libro di cui non ricordo l'autrice: ma era La Bruttina Stagionata.
Ecco, zia Filomena poteva essere considerata proprio così, non bella e stagionata ma vederla, abbracciarla e trovarmi avvolto dal suo profumo mi ha fatto un effetto strano, erezione compresa.
Indossava una di quelle vestaglie abbottonate davanti quel tanto che impediva al suo grande seno di strabordare, per non parlare delle cosce carnose e dalla carne candida e delicata che zia mostrava senza alcun timore.
Girava scalza sul pavimento fatto di vecchie piastrelle e pareva volare davanti a me, mentre mi mostrava il culo, grande ma perfettamente proporzionato e io dietro di lei che la seguivo in cucina.
Dopo avermi preparato un caffè, zia si è seduta con me sul sofà e abbiamo parlato di come era andato il mio viaggio e di come stavano i miei ma il mio interesse era tutto per le parti del suo corpo allo scoperto.
Non che la mia fantasia non viaggiasse pensando alle parti del suo corpo coperte ma che immaginavo di scoprire e di sfiorare con le dita o le labbra.
Zia deve aver compreso il mio turbamento ma non sono sicuro che abbia capito che fosse dovuto alla sua presenza, alla sua femminilità così attraente.
Continua 

Delizie Termali Tre

Nella piccola SPA che l'albergo mette a disposizione dei propri clienti, abbiamo trovato una addetta che ci ha spiegato cosa potevamo fare e non fare e poi è uscita, lasciandoci soli e dicendo che sarebbe rimasta comunque a nostra disposizione in caso di necessità. 
Una volta soli ci siamo guardati con un po' di imbarazzo ma visto che come padrone di casa toccava a me a fare il primo passo, ho preso coraggio e mi sono levato l'accappatoio, restando nudo davanti a Clara.
Dal momento in cui lei mi aveva promesso che sarebbe venuta a trovarmi per trascorrere un po' di tempo insieme nella SPA, la mia fantasia aveva cominciato a galoppare e a immaginare quell'attimo.
E in effetti quello che avevo sognato di fare in quel momento è accaduto e mi sono ritrovato davanti a lei nudo, mostrandole una erezione che ancora mi assiste, malgrado l'età, ed è sempre di dimensioni notevoli.
A giudicare dalla sua espressione deliziata e imbarazzata insieme, doveva essere la prima volta che un uomo si mostrava a lei in quella maniera ma deve aver gradito e senza pensarci troppo, l'accappatoio è caduto ai suoi piedi.
Clara è una donna normale o forse è meglio dire che è normalmente bella che significa anche matura e non è certo una indossatrice o un'attrice, ma è molto attraente almeno per me. 
In quel momento il suo seno promettente si è mostrato in tutta la sua bellezza davanti ai miei occhi e più sotto un pancino non proprio piatto con un ombelico delizioso. 
Sotto era completamente depilata e con due cosce carnose che definire padane mi sembra necessario, per dare un'idea della consistenza della sua carne. 
Insomma una donna normale e molto attraente anche dal punto di vista dell'apertura mentale, che a parte una certa timidezza iniziale si è dimostrata molto ampia. 
L'ho presa per mano e l'ho fatta sedere in una vasca colma di acqua termale alla giusta temperatura e mi sono seduto sul bordo guardando nei suoi occhi per capire se gradiva quella situazione. 
Le ho detto di chiudere gli occhi e di rilassarsi e lasciarsi andare, di pensare a qualcosa di bello e dopo qualche istante ho allungato la mano tra le sue gambe. 
Clara non ha fatto altro che allargarle per darmi la possibilità di toccarla come desiderava e come desideravo anche io, e immediatamente ho affondato il medio nella sua fessura.
A parte un piccolo sussulto, Clara non ha fatto detto nulla ma ha cominciato a sospirare, mentre la mia carezza si faceva sempre più intima e profonda.
E come capita spesso durante le prime volte, l'orgasmo l'ha travolta con una rapidità che ha sorpreso entrambi e io sono rimasto ad ascoltare i suoi lamenti di piacere, ebbro di felicità.
Dopo quella prima ondata, Clara è rimasta distesa nella vasca a godersi le sensazioni successive al piacere e io ho tolto la mano che avevo infilato tra le sue gambe e mi sono limitato a guardarla.
Sei bellissima, le ho detto mentre lei aveva ancora gli occhi chiusi e sempre a occhi chiusi mi ha sorriso e ha mosso la mano trovando la mia coscia e cercando il mio pene che ha trovato pronto e durissimo.
Ha cominciato a masturbarmi dimostrando che malgrado la sua timidezza sapeva bene cosa deve fare una donna quando si trova di fronte una erezione a lei dedicata.
Quando ha aperto gli occhi si è tirata su e ha voluto baciare la mia cappella che non aspettava altro che il tocco vellutato nelle sue labbra.
Sempre seduto sul bordo ho messo i piedi nella vasca, così che lei potesse assaggiare il mio pene in tutta comodità e sono affondato nella sua bocca calda fino alle palle.
Per tutto il tempo in cui sono rimasto tra le sue labbra, Clara non ha smesso di guardarmi negli occhi da sotto in su e neanche quando sono venuto, inondando di seme caldo la sua bocca assetata. 
È stato fantastico vedere come il sapore dello sperma le sia piaciuto, ma ho avuto anche un attimo di gelosia pensando ma quando, chissà quante volte, deve aver bevuto nello stesso modo, dalla fonte di altri maschi.
Ma è stato solo un attimo e poi ci siamo sdraiati nella vasca fianco a fianco, a riprenderci dal piacere che aveva travolto entrambi, con la mano di Clara che non ha mollato per un istante mio pene che è rimasto in erezione malgrado la recente eiaculazione.
Come già detto il tempo passa in fretta quando ti diverti e dopo un'ora di giochi in acqua, ci siamo trasferiti nella mia camera dove Clara è andata subito sotto la doccia e io l'ho seguita.
Sotto l'acqua corrente abbiamo continuato a farci le coccole e una volta stanchi, ci siamo buttati sul lettone che si è dimostrato perfetto per quel tipo di attività fisica.
Purtroppo il mio periodo di cure termali è terminato nel giro di un paio di settimane, durante le quali Clara è venuta quasi ogni giorno a trovarmi.
Per fortuna non abito molto lontano dal paesino che ospita la stazione termale e con Clara continuiamo a vederci in un altro albergo che non offre le stesse prestazioni, ma per noi è sufficiente che ci sia un bel letto comodo e una doccia abbastanza grande da ospitarci insieme.
END 

Delizie Termali Due

Il secondo giorno della mia permanenza alle terme, dopo la terapia mattutina mi sono recato nel bar in paese a fare due passi e a prendere un caffè e ho trovato la stessa scollatura del giorno prima ad attendermi. 
Quando mi ha visto mi ha immediatamente riconosciuto e il suo sorriso è diventato ancora più largo nel chiedermi che cosa desideravo. 
È dato che lì vicino non c'era nessun altro e mi sentivo in vena di scherzare, le ho risposto che la cosa più desiderabile del bar era proprio lei.
Ho notato come sia immediatamente diventata rossa in viso perché per quanto lo dicessi scherzando, ha intuito che stavo dicendo sul serio.
In quel momento si è creata una certa tensione erotica tra noi che ho spezzato aggiungendo che avrei gradito anche il suo caffè, a cui ho fatto i complimenti.
La mia fortuna è continuata e visto l'orario, non essendoci molti altri clienti al bar, lei è venuta a sedersi con me al tavolino e abbiamo cominciato a parlarci.
Lei per prima cosa ha voluto sapere chi fossi e cosa facessi da quelle parti e poi mi ha detto di chiamarsi Clara, di essere sposata con un marito che la trascurava e di avere due figli ormai grandi.
Il bar era proprietà da sempre della sua famiglia e lei era l'unica rimasta a potersene occupare ma senza l'aiuto del marito che si era sempre fatto gli affari suoi in senso lavorativo. 
Infatti il marito era sempre in giro per l'Italia a causa del suo lavoro perfino in quel momento in cui la gente andava in ferie e lei gestiva il bar facendo il turno della mattina e aveva assunto un paio di ragazze che le davano una mano nel pomeriggio e nel weekend. 
A un certo momento Clara ha buttato lì che seppure fosse strano, lei non aveva mai avuto il tempo, la voglia o la necessità di fare le cure termali, malgrado la comodità di avere lo stabilimento termale a due passi.
Così ho preso la palla al balzo e le l'ho chiesto se avesse tempo per provare l'ebbrezza di una SPA come quella che il mio albergo metteva a disposizione. 
Clara in quel momento mi è sembrata abbastanza indecisa e un po' la capisco perché essendo una donna molto attraente, di sicuro doveva essere capitato di avere delle richieste simili da parte degli avventori del bar, per non parlare di vere e proprie molestie da morti di figa.
Chi ha pensato un po' su e sono sicuro che in quel momento deve aver fatto mente locale sugli impegni di suo marito e poi ha deciso di accettare il mio invito. 
E visto che sembrava essere arrivato il mio momento fortunato, ho aggiunto che avrebbe potuto già lo stesso pomeriggio di quel giorno venire a farmi compagnia.
Clara ha annuito e poi sempre sorridendo è corsa dietro il bancone, visto che era entrato un cliente, mentre io atteso che gli preparasse un caffè. 
Quando è tornata da me al tavolino le ho spiegato che avrei prenotato la SPA interna dell'albergo per il pomeriggio verso le 17 è che l'avrei attesa con impazienza. 
In quel momento sono sicuro che se non ci fosse stato un altro cliente presente nel bar mi sarebbe saltata al collo per darmi un bacio ma forse è solo una mia fantasia. 
Però nel pomeriggio perfettamente in orario si è presentata alla porta della mia camera, facendomi felice perché non ero sicuro al cento per cento che sarebbe venuta da me anche se me lo aveva promesso. 
La mia impazienza era stata tale per cui mi ero già preparato da un'ora buona, infilandomi l'accappatoio e le ciabattine che l'albergo mette a disposizione dei propri clienti.
Le ho aperto la porta del bagno e mostrato il suo kit per la SPA, spiegandole che naturalmente doveva spogliarsi e indossarlo prima di scendere giù.
Lei mi ha sorriso e dopo essere entrata in bagno ha chiuso la porta ma non a chiave, ed essendo un gentiluomo non ne ho approfittato e ho atteso che uscisse.
Qualche istante dopo abbiamo preso l'ascensore che conduceva nei sotterraneo dell'albergo, dove ci attendeva la SPA privata che avevo prenotato per un'ora di dolci e calorosi piaceri.
Continua 

Delizie Termali Uno

Se c'è una cosa che detesto nell'essere diventato un maturo pensionato, è la continua presenza di dolori dolorini doloretti ogni volta che mi alzo dal letto e anche quando nel letto stesso mi rigiro, senza riuscire a dormire.
Mi considero in ogni caso fortunato perché stiamo parlando di una sofferenza che si può ancora ben sopportare ma il mio medico mi ha consigliato le cure termali per tentare di alleviarla.
Il piccolo paesino sui colli in cui sono venuto a curarmi, è rinomato proprio per le sue terme ma durante l'estate è frequentato da meno gente e quindi è il momento giusto per venirci.
All'interno dello stabilimento termale c'è anche un grazioso albergo denominato Grand Hotel Terme ma non è che sia poi così grande e comunque la grandezza non ha importanza. 
Anzi meglio un posticino piccolo ma ben tenuto che un hotel di quelli che assomigliano a dei condomini con centinaia di appartamenti o stanze. 
Il costo è sostenibile e le cure termali ancora per un paio di settimane vengono passate dal servizio sanitario nazionale pagando un ticket non esoso.
Il primo giorno in cui sono arrivato, appena fatto il check-in in albergo sono andato all'accettazione per le cure termali vere e proprie, dopodiché sono andato a farmi un caffè nel bar interno alle terme.
Il bar delle terme è un posto molto carino in stile liberty e si vede che è molto ben tenuto e devo dire che anche il caffè non è male però gli mancava qualcosa. 
Così per variare un po' nel pomeriggio sono uscito per andare a fare un giretto nel paesino e ho trovato un bar vecchia maniera di quelli anni 70, ma la barista che mi ha preparato il caffè, presentava una scollatura favolosa e due bellissimi seni.
A occhio e croce doveva avere la mia età meno dieci anni, con un viso carino ma che lasciava trasparire una certa furbizia che in una donna può significare molte cose.
Nel suo caso, quello che doveva significare lo avrei imparato nei giorni successivi ma sul momento mi sono limitato a dare un'occhiata a quello che metteva in mostra e dopo aver sorbito il caffè me ne sono tornato in albergo.
Continua

venerdì 8 agosto 2025

La Violoncellista

Ogni lezione che passa mi rendo conto che la ragazza non ha bisogno di un Maestro ma che sia già sufficientemente padrona del suo strumento e dell'arte di suonare il Violoncello.
Allora perché da quasi un mese viene quasi ogni pomeriggio, spendendo una quantità elevata di soldi che potrebbe impiegare in altra maniera?
Altra cosa che ho notato è come col passare delle settimane si vesta in maniera sempre più provocante.
Il primo giorno indossava un lungo vestito scuro che la copriva come fosse un caffettano, nascondendo le sue belle forme.
Oggi indossa un vestito nero ma che vestito, prima di tutto le lascia spalle e le braccia scoperte e pur essendo lungo, ha uno spacco favoloso che offre finalmente alla mia vista qualcosa di più di un polpaccio.
Anche il suo atteggiamento è sempre meno serio e oggi la definirei quasi rilassata e poi quella testolina inclinata mentre mi guarda con un sorrisetto furbo, che cosa vuole significare?
Quando allarga le gambe per un attimo, mi regala anche uno scorcio del colore delle sue mutandine, soltanto un lampo ma sufficiente per colpire i miei sensi.
Questo suo atteggiamento mi ha attratto verso di lei in maniera indirettamente proporzionale alle sue necessità, nel senso che è all'inizio che un buon maestro di musica si preoccupa anche della postura della sua allieva principiante.
Quando l'ho vista suonare per la prima volta, anzi quando l'ho vista approcciarsi al suo strumento, ho notato che era già padrona della giusta posizione per suonarlo al meglio.
Quindi non c'era bisogno che io le girassi intorno, correggendo la posizione di una gamba piuttosto che del gomito ma sono rimasto alla larga osservando e ascoltando la musica generata col suo strumento.
Oggi che la mia splendida allieva mi concede la vista di ampie sezioni della sua pelle chiara, per non parlare del colore delle sue mutandine, faccio come un ape intorno a un bel fiore da impollinare.
Resto in piedi alle sue spalle, inebriandomi del profumo dai suoi capelli e del suo bel corpo che lei non sottrae alle mie attenzioni.
Le mie mani sulle sue spalle sarebbero quanto mai inopportune anche se fosse un allieva alle prime armi, incapace di tenere in mano uno strumento come il suo violoncello.
Più che un maestro di musica, in questo momento mi rendo conto di sembrare un massaggiatore che accarezza la carne di una giovane donna già sedotta e disponibile a contatti molto intimi.
E in effetti sento il corpo sinuoso della mia allieva tremare tutto, quando le mie mani scivolano attraverso la scollatura del suo vestito e si impossessano dei suoi seni nudi, stringendoli forte, con passione.
La più bella e disponibile allieva che abbia mai avuto, smette di suonare e si gode le mie attenzioni, diventate molto intime e a quanto pare anche molto desiderate. 
Non mi resta quindi che verificare se oltre al suo strumento, è capace anche di suonare il flauto ma qualcosa mi dice che pure con quel tipo di strumento, la ragazza sia già molto dotata.
E come già aveva fatto con il violoncello, le sue labbra vellutate accarezzano la mia cappella con una grande abilità che non esito a definire artistica.
Svuoto nella sua bocca accogliente tutte le mie tensioni, unite a una generosa colata di seme caldo e denso che la mia meravigliosa allieva ingerisce con avidità tale da farmi impazzire.
Credo che per oggi potrei abbonarle il costo della mia lezione e a dire il vero dovrei essere io a pagare, visto che sto godendo della sua abilità e della sua grande disponibilità.
Ma forse è meglio un piccolo baratto, in fondo una lunga e noiosa lezione di musica, val bene un dolce e rapido pompino, fatto con amore e dedizione.
END

Lisa e Marco Sette

È strano come in certi momenti particolari nella mente di una donna o di un uomo possano passare dei pensieri forse anche assurdi come in quel momento, in cui Lisa andò a cavalcare Paolo, mentre Marco si apprestava alla sodomia alle sue spalle.
Fu mentre si sentì riempire dal pene di Paolo profondamente infilato nella sua fica che pensò che la morte di suo marito, in fondo era stata una fortuna per lei  perché da una parte le aveva dato la possibilità di trasformarsi da casalinga in manager e poi da donna frustrata e insoddisfatta, in una femmina capace di soddisfare contemporaneamente due uomini molto dotati. 
Infatti il secondo uomo ovvero Marco, proprio in quel momento cominciò a spingere la cappella dentro il suo buchino facendola soffrire un po', mentre si univa nella doppia penetrazione all'amico Paolo.
Stravolta dall'eccitazione e dalle calde sensazioni che iniziava a provare, Lisa perse la testa, mentre i due sessi la penetravano all'unisono e l'orgasmo arrivò come una tempesta di maestrale.
Sentiva chiaramente la presenza dentro di sé dei due paletti di carne scura e durissima che entravano e uscivano, alternandosi e rendendo meraviglioso quel momento di sofferenza e piacere insieme.
Poco dopo, non aveva ancora smesso di sussultare e gemere per quel godimento così intenso che si ritrovò a pregare i suoi due amanti affinché le venissero dentro nello stesso momento.
Voleva caldamente che Marco e Paolo si svuotassero dentro di lei e la riempissero del loro seme denso e aggrappandosi a Paolo, contrasse entrambi i buchini e costrinse i ragazzi alla resa e alla sborrata.
Fu piacevolissimo per Lisa ascoltare i sospiri dei suoi amanti che finalmente si lasciavano andare e provavano lo stesso piacere da cui era appena stata travolta.
E ancora meglio la sensazione bollente dello sperma caldo che risucchiato dalle palle dei due giovani irrompeva a fiotti dentro di lei, regalandole quella sensazione di pienezza totale.
Lentamente si ripresero dopo essere rimasti uniti anche alla fine degli scossoni di piacere goduti nell'orgasmo e Lisa con una mano sul culo e una sulla fica corse in bagno e seduta sul vaso, attese che la sborra che le avevano iniettato dentro i suoi amori neri, scivolasse fuori dai suoi buchetti.
Le vennero altri pensieri strani, tipo che se fosse stata ancora fertile avrebbe potuto dare alla luce degli splendidi pargoli dalla pelle d'ebano e molto probabilmente ben dotati, alla faccia di quelle che considerava ormai come passate opinioni politiche.
Si disse anche che la solitudine dopo la morte del marito l'aveva portata su una brutta strada e invece ora, provata l'ebbrezza del cazzo africano, quelli della lega li avrebbe mandati tutti a fanculo.
I ragazzi la raggiunsero mentre era ancora seduta a fare pipì e si chinarono a ossevare la cascatella dorata che le usciva dalla fica e nuovamente eccitati le infilarono i loro uccelli in bocca per un ulteriore omaggio orale.
Lisa si eccitò anche lei nuovamente nel maneggiare di mani e di lingua quei due peni eretti tutti per lei e insieme tornarono nel suo lettone matrimoniale per un altro round di piacere.
D quel giorno Lisa seppellì la sua parte razzista, mentre la sua parte più femmina e perché no, più troia, ebbe campo libero e non ospitò mai meno di due stupendi cazzi neri dentro i suoi buchetti anelanti di piacere.
END

venerdì 1 agosto 2025

Lisa e Marco Sei

Dopo un ottimo pranzo piuttosto abbondante, i ragazzi aiutarono Lisa a sparecchiare e si occuparono anche di lavare i piatti mentre Lisa li osservava e guardava quei due splendidi corpi maschili eccitandosi e sognando di giacere con loro, nel suo lettone matrimoniale. 
Una volta terminato il lavoro dei piatti, i due giovani andarono a finire il lavoro di imbiancatura iniziato durante la mattina e che finirono in maniera impeccabile a metà pomeriggio.
Era il momento che Lisa aveva aspettato e sorprendendo entrambi i giovani, li prese per mano come fossero due bimbi e li condusse in bagno, con la scusa che dovevano lavarsi prima di andarsene. 
Ancora maggiore fu la sorpresa quando Lisa sfilò la maglietta di Marco e dopo avergli sbottonato i pantaloni gli abbassò lo slip, denudandolo completamente e poi passò a fare la stessa cosa con Paolo.
Paolo non era così dotato come il suo amico Marco, notò Lisa, ma senza pensarci tanto, li spinse entrambi nella grande doccia installata da Remail poco tempo prima, e come ciliegina sulla torta si tolse i vestiti e rimasta nuda, li raggiunse sotto l'acqua calda che gli scorreva addosso.
Lisa si comportò come una madre si comporterebbe con due bambini refrattari all'igiene e alla pulizia, con la differenza che i due ragazzi sorpresi dalle sue intenzioni, puntavano contro di lei i loro bellissimi cazzi d'ebano.
Le sembrò di stare a un palmo dal pavimento della doccia mentre era circondata da quelle due virilità esposte e durissime e col cuore in gola li afferrò entrambi, iniziando a masturbarli dolcemente e con lentezza.
Lisa pensò che il suo sogno erotico preferito fin da quando era una ragazzina si era finalmente avverato e si chinò per avere a portata di labbra, bocca e lingua le due cappelle turgide dei ragazzi.
Non fu facile scegliere quale dei due omaggiare per primo e si decise per il pene di Paolo che era l'ultimo arrivato nelle sue grazie e fu suo il primo cazzo nero che baciò ardentemente.
Marco, che già conosceva la sua predisposizione verso gli uccelli neri, le accarezzò la testa mentre Lisa lasciava che il pene di Paolo le affondasse in gola fino alle palle.
Ma come tutti ben sanno, una donna è capace di fare più cose nello stesso momento e quindi Lisa riuscì a fare un pompino a Paolo e nello stesso momento a masturbare il suo amico Marco.
A un certo punto provò anche ad accogliere nella sua bocca calda e vellutata entrambi i ragazzi ma erano davvero troppo grossi da assaggiare insieme. 
Si divertì e si eccitò anche a strusciare le due cappelle lucide tra loro e quel contatto inaspettato per entrambi i giovani, provocò una doppia eiaculazione che divenne una doccia nella doccia.
L'acqua corrente si portò via lo sperma che Lisa non riuscì a bere ma non se ne fece un cruccio perché sapeva benissimo che ne avrebbe avuto altro quel pomeriggio per la sua sete atavica.
Poi, desiderando un altro tipo di succo di maschio, disse ai ragazzi di interrompere il flusso dell'acqua e di bagnarla con la loro pipì e li trovò entusiasti anche per quel tipo di gioco bagnato da fare in doccia.
La accontentarono naturalmente, la bagnarono dai capelli fino ai piedi con la pioggia dorata che scese su di lei caldissima e profumata e alla fine Lisa lasciò che le ultime stille di pipì scendessero direttamente nella sua bocca.
Vedere Lisa così predisposta o per meglio dire così troia, provocò in entrambi i giovani una nuova eccitazione e quindi una rinnovata erezione, di cui Lisa approfittò, portandoli in camera da letto dopo averli asciugati uno dopo l'altro personalmente.
Continua 

Lisa e Marco Cinque

Il giorno dopo il loro primo incontro amoroso, Lisa e Marco furono ovviamente costretti a fingere, davanti agli altri colleghi di lavoro che nulla fosse successo e non fu facile visto che entrambi erano affamatissimi dopo la sera precedente.
Infatti quel mattino Lisa arrivò molto presto in ufficio, proprio per incontrare Marco prima che arrivassero gli altri operai ma ebbero appena il tempo di scambiarsi qualche sguardo d'amore che il primo dei dipendenti arrivò a timbrare il cartellino.
Fu una settimana piena di lavoro per entrambi che non riuscirono a trovare la maniera di incontrarsi per ripetere quello che avevano fatto qualche giorno prima. 
Soltanto venerdì sera Marco, fermatosi come sempre ben oltre la fine dell'orario di lavoro per chiudere luci e cancelli, riuscì a parlare da solo con Lisa, con la quale doveva mettersi d'accordo per il lavoro extra, durante il weekend a casa di lei.
E siccome era piuttosto provato e si aspettava di dover eseguire qualche lavoretto e non solo di quelli che si svolgevano a letto, propose a Lisa di portare con sé il giorno dopo un amico senegalese come lui di origine e nato nella grande città poco distante.
Marco pensava di farsi dare una mano al mattino per eseguire i lavori di cui Lisa aveva veramente bisogno e poi di congedare l'amico il pomeriggio e restare da solo con lei per dedicarsi all'amore. 
Lisa, che aveva atteso con impazienza e desiderio il momento in cui avrebbe potuto restare da sola con il suo amante dalla pelle d'ebano, avrebbe accettato qualsiasi condizione pur di andare a letto con lui. 
Pensando che in quella maniera avrebbe consentito a Marco di risparmiare le forze che avrebbe utilizzato al meglio con lei e soprattutto dentro di lei, gli disse che era una buona idea quella di trovare un aiuto.
E sabato mattina verso le otto, quando Lisa andò ad aprire il cancello della sua villetta, si ritrovò davanti insieme a Marco un altro bellissimo ragazzone un po' meno alto del suo amore e con lo stesso fisico impressionante che rispondeva al nome di Paolo.
Lisa si vergognò un po' pensando immediatamente che anche l'amico di Marco fosse molto dotato nella stessa identica maniera ma nei suoi sogni fin da ragazzina non si era mai circondata di un solo pene nero e si eccitava sempre pensando a una selva di cazzi neri che la circondava.
E anche in quel momento l'idea di ritrovarsi in un letto nuda, insieme a entrambi i ragazzi che avevano iniziato a dipingere le pareti della cucina, le fece bagnare le mutandine e portare inconsciamente una mano tra le gambe.
Durante le ore di lavoro dei due giovanotti, Lisa parve elettrizzata dalla presenza del secondo ragazzo e trovò ogni scusa per stare con loro, portando caffè e generi di conforto ai due lavoratori.
Quando verso l'una interruppero il loro lavoro e Marco si apprestò a congedare l'amico per restare solo con lei, Lisa lo bloccò mettendogli una mano sul braccio e invitò anche Paolo a restare a pranzo.
Marco fu sorpreso da quell'invito doppio che non si aspettava, altrettanto quanto Paolo che accettò volentieri e così si ritrovarono in tre attorno a un tavolo a consumare un pasto che Lisa aveva preparato con le sue mani.
Continua