sabato 9 agosto 2025

Ritorno Al Sud Tre

Quella sorprendente scoperta di zia che si masturbava felice nel bagno e che mi aveva sorpreso a fare altrettanto, non mi permise di dormire più di tanto quella notte. 
Risentivo i suoi lamenti mentre si accarezzava e il ricordo del suo sguardo puntato sul mio pene anche mentre mi stavo masturbando, mi impediva di riuscire a chiudere gli occhi e a dormire. 
Non so come sono riuscito a farcela e malgrado sentissi la voglia di tornare in bagno per svuotarmi completamente, sono riuscito anche a sognarla e a risvegliarmi col pene che mi pulsava e in erezione. 
Quando sono andato in cucina l'ho trovata che stava preparando la colazione col sorriso sulle labbra, come una gatta che si sia mangiata un topolino molto appetitoso o che sia proprio lì per mangiarlo.
Col solito grembiulino addosso ma sbottonato a sufficienza per mostrare il suo corpo carnoso, zia Filomena mi ha servito al tavolo e mi ha osservato mentre divoravo pasta e cappuccino.
Nessuno dei due ha parlato di quello che era successo la sera precedente ma eravamo entrambi piuttosto turbati ed è stata zia a rompere il ghiaccio, venendo a sedersi vicino a me. 
E siccome l'emozione mi bloccava, è stata sempre lei a fare il primo passo, con la sua mano che è venuta a verificare se la mia erezione della sera precedente, fosse stato solo un sogno. 
Stringendo il mio pene durissimo sotto il pigiama, zia si è resa conto che davanti a lei non c'era più il ragazzino che conosceva da quando era in fasce ma ora c'era un uomo con la sua virilità pronta e disponibile. 
Le sue carezze delicate ma sempre più decise, mi hanno fatto quasi esplodere e quando mi sono sottratto alle sue dita curiose, zia Filomena si è messa a ridere.
Dopo avermi dato le consegne che consistevano nello sparecchiare la tavola, mi ha detto di raggiungerla in camera sua appena avessi finito.
Ho eseguito i suoi ordini febbrilmente col pene che mi pulsava nelle mutande e forse non ho pulito perfettamente le tazze e i bicchieri ma era troppa la voglia di correre da lei. 
L'ho trovata seduta sul suo lettone, col grembiulino completamente sbottonato, sotto al quale non indossava più nessun indumento intimo.
In quel momento l'ho trovata bellissima e se già avevo voglia di saltarle addosso, mi sono completamente innamorato di lei e l'ho raggiunta, inginocchiandomi al suo fianco. 
Zia Filomena, come se non avesse atteso altro nella sua vita, ha abbassato i miei pantaloncini e gli slip, facendo sbucare fuori la mia erezione già pronta per lei.
Con una mano lo ha sostenuto e accarezzato dolcemente e mi ha confessato di non essere più vergine ma che io ero il primo uomo a cui aveva sfiorato l'uccello.
Quello che io non sapevo e forse non sapevano nemmeno i miei genitori, era che zia da ragazzina, si era innamorata di un uomo molto più grande di lei, che aveva approfittato della sua giovane età per deflorarla e poi scomparire.
Di quella prima e unica esperienza, zia non aveva un bel ricordo e le era rimasto solo impresso il dolore della rottura dell'imene quando lui l'aveva penetrata, senza alcuna tenerezza.
Da quel giorno fatale, zia non aveva mai più visto o toccato un pene e nemmeno si era messa a cercarne uno, fino a quando non le era capitato il mio letteralmente sotto il naso.
Non che non ne avesse sentito la voglia, perché in tanti anni molto spesso aveva incontrato degli uomini che avrebbe voluto ospitare nel suo letto, senza mai riuscirci.
La zia sapeva bene di non essere particolarmente bella, eppure aveva qualcosa che attraeva gli uomini ma lei di questa cosa non aveva mai saputo approfittare.
E ora era qui con me e col mio pene che giaceva tra le sue dita come se fosse un giochino o un sonaglio per una bambina e infatti cosa fa una bambina con un sonaglio, se non metterlo in bocca?
Tra le sue labbra ho provato le sensazioni più dolci e intense della mia intera vita e per quanto fino a quel momento avessi goduto molto da solo e in silenzio, un pompino era tutta un'altra cosa.
Continua

Nessun commento:

Posta un commento