Il corteo funebre si è disperso e la gente piano piano si incammina verso casa o verso le automobili per tornare a casa.
Resto a guardare il lavoro degli addetti al cimitero per un po', poi faccio dietrofront e ritorno anch'io verso il parcheggio.
Mi accorgo soltanto in quel momento che lei è rimasta come me ma ancora più in disparte, ad attendere la fine di tutto.
Mi guarda, mi riconosce, mi sorride e altrettanto faccio io e nel frattempo devio dal mio percorso e mi incammino verso di lei.
Quando mi abbraccia posso sentire il suo profumo che è lo stesso fin da quando la conosco e ricambio con una stretta forte che sembra gradire.
Dopo qualche effusione casta e amichevole, le chiedo se vuole un passaggio verso casa visto, che non ha mai guidato ed è a piedi.
In macchina parliamo, cercando di riempire il vuoto temporale da quando ci siamo visti per l'ultima volta, lei mi racconta di sé e lo stesso faccio io.
Clara è una matura signora di circa una sessantina d'anni ancora molto bella e in forma che continua ad attrarre gli sguardi dei maschi.
Ci conosciamo da quando ero un bimbo e lei è sempre stata l'amica più intima di mia zia Laura che abbiamo seppellito oggi pomeriggio.
Zia Laura e la sua amica Clara sono state le mie maestre per quello che riguarda il sesso, quando il bambino che ero è diventato un ragazzo molto dotato.
I ricordi che condividiamo sono molto intimi e mi chiedo se ancora oggi Clara ripensi a quello che abbiamo fatto insieme, quando avevo 15 anni.
Salgo i gradini per entrare nel suo appartamento guardando il suo sedere ampio e rotondo, muoversi con la grazia di sempre.
Per rompere il ghiaccio mi prepara un caffè e mentre siedo sul suo sofà, i ricordi tornano alla mia mente in maniera molto piacevole, tanto da provocarmi un'erezione.
Superando un certo imbarazzo, dopo aver preso il caffè bollente, le chiedo se anche lei ricorda quei pomeriggi passati insieme a casa di zia Laura.
Clara arrossisce e mi sorride, si alza dal sofà, mi prende per mano e mi porta nel bagno di casa sua dove c'è qualcosa che devo assolutamente vedere.
Resto un po' stupito a guardare la vecchia vasca di zia fatta di legno, come una tinozza vecchio stampo che campeggia al centro del bagno.
Clara mi spiega che zia Laura ha voluto a tutti i costi regalargliela poco prima di morire o meglio quando sapeva che non avrebbe avuto molto tempo davanti a sé.
Non ce ne sarebbe bisogno ma provo a difendermi dal senso di colpa che mi attanaglia, dicendole che zia non mi ha mai fatto sapere nulla delle sue condizioni.
Prima l'università e poi il mio lavoro mi hanno portato a viaggiare in giro per il mondo e a perdere il contatto diretto e intimo che avevo con lei.
E sempre lei mi ha detto ogni volta che ci sentivamo al telefono o scambiandoci messaggi o per email che era giusto così e che io dovevo fare la mia vita, avere altre donne da amare e con cui divertirmi.
Clara sorride e conferma che non devo sentirmi in colpa per non essere stato presente quando zia Laura stava vivendo gli ultimi giorni.
Secondo Clara era stato un sollievo per zia non avermi vicino, per non vedere il mio dolore di fronte alla malattia che l'aveva aggredita e consumato il suo corpo.
Clara continua raccontandomi del testamento che zia aveva fatto quando aveva saputo che ne restava poco da vivere e in cui ero destinato ereditare i suoi beni che non erano gran cosa.
Aggiunge un particolare che in fondo concorda con il tipo di persona che zia Laura è sempre stata e io non posso fare altro che spogliarmi, mentre Clara riempie la tinozza di legno di acqua calda.
L'ultimo desiderio di zia Laura, a parte citarmi nel testamento, è stato quello di riportarmi al passato, quando disteso nell'acqua calda lasciavo che lei mi insaponasse e mi toccasse.
Clara la sua migliore amica che sapeva della nostra intimità proibita, sostituisce la sua mano a quella di zia, afferrandomi il pene e accarezzandolo dolcemente.
Chiudo gli occhi e mi sembra di essere ritornato un quindicenne arrapato che concede volentieri a una consanguinea di giocare con il suo sesso.
Clara è molto dolce tanto quanto lo era zia e la sua carezza mi porta a godere in breve tempo, anche se in maniera molto intensa.
Il mio seme si disperde nell'acqua bollente mentre io resto disteso a godere quel momento caldo e ripenso ad allora.
E oggi come allora mi alzo in piedi e lascio che Clara mi asciughi avvolgendomi in un grande telo prima di portarmi in camera sua.
Ora c'è solamente lei ad aprire le gambe e ad aprirmi il suo mondo più intimo che ormai conosco perfettamente e quando le entro dentro, non tolgo i miei occhi dai suoi fino a quando la sento ansimare di piacere.
Zia mi manca e un po' mi manca anche non poter avere due splendide donne a disposizione delle mie voglie ma resto in silenzio e non glielo confesso.
Clara mi accarezza il viso mentre sborro dentro di lei, come non ho mai fatto a suo tempo per evitare complicazioni, visto che non abbiamo mai usato i profilattici.
Mi sorride e mi conferma che sono sempre lo stesso che le procura piacere, anche ora che non è più bellissima.
Ma si sbaglia, Clara è sempre bellissima e bellissimi sono i ricordi che condividiamo insieme nel nome di zia Laura.
END
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