Dopo molti anni passati al nord in cui mi ero trasferito prima per studiare, poi per lavorare, mi ero deciso a tornare nei luoghi della mia infanzia in cui vivevano ancora alcune persone alle quali ero legato da rapporti familiari come zia Filomena.
I miei genitori che si erano trasferiti a Milano poco prima che io nascessi, non sentivano più alcun legame con la loro terra d'origine, mentre io ero curioso di vedere come avrei reagito tornando al Sud, al paesino in cui erano nati.
Il piccolo borgo di montagna dove i miei genitori erano nati, cresciuti e si erano incontrati, era sempre lì su un cocuzzolo, mentre i suoi abitanti diminuivano anno dopo anno.
Zia Filomena non si era mai voluta trasferire ed era rimasta al paese insieme ai nonni paterni e materni che uno dopo l'altro erano deceduti lasciandola da sola, però con alcune proprietà e un discreto conto in banca, grazie al quale non aveva bisogno di lavorare per vivere bene.
Abitava in una villetta appena fuori dal paese, lungo la strada che porta alla statale che collega la parte interna della regione al mare.
Era la più giovane tra le sorelle e i fratelli di mia madre, non si era mai sposata e per quanto ne sapessi non aveva mai avuto nemmeno un compagno o un fidanzato e me la ricordavo bruttina e timida, sempre vestita di nero e con occhiali dalla montatura pesante
La villetta in cui viveva era abbastanza grande da ospitare un paio di famiglie numerose e per me o per i miei genitori c'era sempre posto, nel caso fortuito in cui avessimo avuto voglia di trascorrere laggiù qualche giorno.
Ma finora era successo solo il contrario, con zia Filomena che se ne era salita a passare qualche periodo di vacanza al nord e io ero il primo da molto tempo dei "milanesi" della famiglia, ad aver avuto l'idea di tornare al sud.
L'ultima volta che l'avevo vista ero un ragazzino ma quella che mi venne incontro era ben altro, mi viene in mente il titolo di un libro di cui non ricordo l'autrice: ma era La Bruttina Stagionata.
Ecco, zia Filomena poteva essere considerata proprio così, non bella e stagionata ma vederla, abbracciarla e trovarmi avvolto dal suo profumo mi ha fatto un effetto strano, erezione compresa.
Indossava una di quelle vestaglie abbottonate davanti quel tanto che impediva al suo grande seno di strabordare, per non parlare delle cosce carnose e dalla carne candida e delicata che zia mostrava senza alcun timore.
Girava scalza sul pavimento fatto di vecchie piastrelle e pareva volare davanti a me, mentre mi mostrava il culo, grande ma perfettamente proporzionato e io dietro di lei che la seguivo in cucina.
Dopo avermi preparato un caffè, zia si è seduta con me sul sofà e abbiamo parlato di come era andato il mio viaggio e di come stavano i miei ma il mio interesse era tutto per le parti del suo corpo allo scoperto.
Non che la mia fantasia non viaggiasse pensando alle parti del suo corpo coperte ma che immaginavo di scoprire e di sfiorare con le dita o le labbra.
Zia deve aver compreso il mio turbamento ma non sono sicuro che abbia capito che fosse dovuto alla sua presenza, alla sua femminilità così attraente.
Continua
Nessun commento:
Posta un commento