mercoledì 18 marzo 2026

Sedotta e Abbandonata

Riconosco una donna delusa quando la vedo e lei è esattamente così, quando mi comunica che la camera prenotata per due, sarà occupata da una sola persona.
Lavoro sempre di notte, in albergo c'è meno confusione, poca gente in giro e le ore passano più veloci che di giorno, inoltre capita che qualcuna come lei mi faccia compagnia.
Una donna delusa è una donna che ha voglia di sfogarsi e un portiere di notte più giovane, educato e comprensivo è l'ideale per confessarsi.
Qualche volta mi sono capitate donne che sono scese alla reception durante il mio turno notturno, lasciando in camera un marito o un amante.
Abbigliate in maniera appena decente, anche spettinate o senza trucco dopo una chiavata finita male o non particolarmente soddisfacente, a causa di un uomo troppo rapido o troppo egoista.
Qualcuna, davvero poche invece più che soddisfatte sessualmente ma tristi dopo un orgasmo con qualcuno da cui desideravano qualcosa di più che il sesso.
Quelle davvero soddisfatte di marito o amante non scendono da me nel cuore della notte in effetti, nemmeno a parlare del tempo o della moda.
Lei è scesa giù alle tre con quel vestitino bianco che indossava anche stasera, quando mi ha avvisato che avrebbe occupato la doppia da sola, senza la persona che attendeva.
Solo che a differenza di qualche ora prima, erano solo due i bottoni che impedivano al suo seno di sbucare fuori completamente e al candore delle sue mutandine di accecarmi.
Penso che avesse bevuto e le sue inibizioni fossero annullate dall'alcol che aveva in corpo e quando mi si è letteralmente seduta in braccio, ho deciso che non potevo approfittare di quel momento di debolezza.
Toccare la sua pelle nuda è stata una tentazione enorme e malgrado l'erezione montata dentro le mie mutande, sono riuscito a controllarmi e a metterla seduta nelle poltrone della hall. 
Quando ha capito che non volevo chiavarla ha iniziato a piangere sommessamente ma solo per poco, poi mi ha chiesto se volevo ascoltare una storia triste.
Questo lo posso fare, le ho detto, sempre che non arrivi qualche telefonata o qualche cliente in giro di notte e lei ha sorriso, un po' rincuorata.
È una sessantenne libera da impegni sentimentali ma ancora attiva sessualmente, se non fosse che i sentimenti hanno di nuovo fatto capolino nella sua vita.
Colpa di un bel ragazzino che ha forse un terzo della sua età, col quale si erano dati appuntamento in albergo e con cui avrebbe dovuto dividere stanza e letto.
Solo che all'ultimo momento lui si era tirato indietro e lei ora non sapeva darsi pace, non sapendo le motivazioni del suo rifiuto nei suoi confronti.
Quando mi ha descritto il giovanotto come maturo e non solo carino, già con la patente e dotato di contante sufficiente a girare il mondo da solo, le lacrime le sono tornate.
Come prima si è ripresa subito e mi ha raccontato di come lo abbia conosciuto e sedotto, anche se a me è parso che la sedotta fosse lei, ma tant'è.
Il suo racconto era infarcito di particolari piccanti e immagino sempre per colpa dell'alcol in circolo dentro di lei che mi ha raccontato come si fossero amati.
E di come lei gli avesse donato tutta se stessa, lei una donna di un'altra generazione, abituata al sesso missionario, preceduto da qualche carezza e baci, si era ritrovata a fare la troia con un ragazzino che ne sapeva quasi più di lei, grazie alla pornografia in rete.
Era il figlio della sua vicina di casa, donna della sua età che vedeva da quando era un bambino giardino nel cortile della villetta a fianco della sua.
Il bambino era cresciuto ed era diventato bello e dotato e una sera rimasto solo a casa coi genitori in vacanza, aveva accettato il suo invito a cena. 
Una cena ottima ma il meglio era venuto dopo, quando sul sofà, davanti al televisore, lui aveva soddisfatto certe sue curiosità.
Quando era sola la sera lei guardava i programmi serali, sempre che non crollasse, vinta dalla noia di quella spazzatura televisiva.
Quella volta invece gli aveva chiesto di vedere qualcosa di porno su internet e il giovanotto aveva collegato il proprio smartphone al TV a grande schermo.
Ricordava bene come glielo avesse chiesto scherzando ma il ragazzo l'aveva presa maledettamente sul serio e si era ritrovata di fronte a un elenco di tipologie di rapporti sessuali di ogni varietà.
Vedendola incapace di sceglierne uno piuttosto che un altro, il giovanotto aveva optato per il genere donne mature e le aveva aperto un mondo, un mondo caldo e umido.
Avevano guardato filmati incandescenti di donne mature o meglio MILF secondo un linguaggio più recente del suo, durante rapporti sessuali di ogni tipo.
Quelli che preferiva e aveva scoperto preferiva anche il suo giovanissimo vicino di casa, erano quelli dove esisteva un gap generazionale tra i protagonisti.
Ragazzini dell'età di quello seduto al suo fianco che seducevano o erano sedotti da donne più o meno della sua età che si offrivano senza alcun pudore.
Alcune di loro erano attrici, le aveva spiegato il ragazzo ma molti filmati erano veri amatoriali e alla fine avevano guardato insieme proprio quelli.
Donne come lei, non più giovani, nemmeno troppo belle, alcune anche un po' cadenti che accoglievano in mano, in bocca o in entrambi gli orifizi dei cazzi più o meno dotati e più o meno resistenti.
Per non parlare dei giochi d'acqua che per lei erano davvero dei misteri a cui non aveva mai pensato in vita sua, donne mature che ricevevano docce dorate o le donavano a giovanotti eccitati.
E quella sera si era eccitata da morire anche lei insieme al ragazzo e lui per primo aveva infilato la mano tra le sue cosce che lei aveva immediatamente spalancato.
Senza toglierle le mutandine il giovane l'aveva costretta a venire solo sfregando il tessuto bagnato e lei aveva gridato forte che stava venendo.
Quel piacere inaspettato l'aveva sconvolta al punto tale che dopo, mentre ancora tremava e respirava a fatica, aveva schiuso le labbra quando lui aveva accostato la cappella alla sua bocca.
Il giovanotto intraprendente non si era affatto preoccupato della scarsa igiene intima e nemmeno che non le piacesse particolarmente il sapore dello sperma.
Aveva infilato il pene nella sua bocca e dopo qualche spinta avanti e indietro era venuto grugnendo e si era svuotato ampiamente le palle. 
Lei l'aveva lasciato fare, senza curarsi del profumo forte e del sapore acre prima del suo cazzo e poi della sua sborra che aveva ingerito, sapendo che gli avrebbe fatto piacere vederla fare la troia.
Quella notte lui l'aveva passata nel suo letto e lei gli aveva lasciato provare anche l'ebbrezza della sodomia che aveva provato con i suoi amanti precedenti, senza mai provare un vero piacere.
Come per i sapori del pompino, aveva lasciato che lui la facesse soffrire con una inculata piuttosto violenta, senza fargli capire che le stava facendo male.
Ma lei credeva che se anche avesse capito che soffriva, non si sarebbe fermato o non avrebbe usato più dolcezza, tutt'altro, lo avrebbe fatto con ancora maggior irruenza.
Comunque erano diventati amanti senza che i genitori di lui lo capissero e alla fine lei si era innamorata davvero di quel giovane capace di farla sentire ancora una donna, anche se un po' troppo violento nei rapporti sessuali.
E dopo, quando i genitori del giovane erano tornati, si erano incontrati in maniera poco soddisfacente e troppo rapida per la voglia che lei aveva di lui e del suo cazzo.
Fino a quando lui aveva avuto l'idea di passare qualche giorno di vacanza da solo, in una località lontana da casa e aveva scelto il mio albergo.
Solo che a dispetto della promessa di incontrarla qui, non si era presentato e adesso non rispondeva nemmeno alle sue chiamate ma le aveva mandato solo un eloquente whatsapp.
Che lei mi aveva fatto leggere mentre era sul punto di tornare a piangere e che diceva poche, lapidarie parole, è finita, non rompermi più le palle.
Così lei ritrovatasi sola nella stanza in cui aveva sognato di amare il suo giovane principe azzurro, quella sera aveva cenato a gin e dopo qualche ora passata sul letto era scesa da me in reception.
Anche tu mi ha respinto, sono le sue parole che sorpreso fatico a decifrare, stai dicendo sul serio Signora Matura, davvero pensavi di scopare un portiere di notte?
Naturalmente lo penso soltanto, non glielo dico davvero, anzi con pazienza cerco di non fare caso a queste parole e mi offro di accompagnarla nella sua stanza, visto che sono quasi le sei del mattino.
Tra poco arriveranno le ragazze che preparano la colazione ed è meglio che la Signora Matura sia nella sua camera, distesa a riposare un poco nel suo comodo letto, anche se da sola.
Quando sto per lasciarla lei mi viene vicino, mi abbraccia e mi ringrazia per averla ascoltata e sopportata e un suo bacio sulle labbra non lo rifiuto. 
Spero che non metta una mano sul gonfiore che sento sotto i pantaloni, perché lei e il suo racconto mi hanno parecchio eccitato.
Ricambio il suo bacio con la fretta di chi deve lasciarla a malincuore, poi prendo coraggio e la invito per la notte successiva a tornare da me, però sobria.
Lei mi sorride mentre chiude la porta della stanza e promette che verrà a trovarmi senza bere un goccio di alcool ma solo di acqua.
L'orologio segna le sei e mezza, faccio appena in tempo a tornare in guardiola che le ragazze del primo turno di pulizie entrano in albergo. 
Le saluto mentre mi passano davanti e mi accingo ad attendere che passi anche l'ultima ora e mezza prima di poter tornare a casa a riposare a mia volta. 
Le ore saranno lentissime a passare prima del prossimo turno di  notte e non vedo l'ora di avere la Signora Matura ancora tra le braccia ma sobria e vogliosa.
Tanto quanto io ho voglia di lei.

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