venerdì 6 marzo 2026

Febbre di Nonna

La neve che cade abbondante e soffice non fa alcun rumore e rende silenzioso tutto intorno a casa di nonna, dove ho scoperto di avere la febbre.
Avrei dovuto ripartire e tornare a casa da mamma ma quando stamattina mi sono alzato e nonna è venuta ad abbracciarmi e a baciarmi, mi ha sentito tutto accaldato.
Nonna è fantastica, vive da sola nella sua casetta in montagna da quando è rimasta vedova e si arrangia come e meglio di un uomo. 
Le sono molto affezionato e vengo spesso a trovarla anche d'inverno quando c'è il rischio, come in questi giorni, che venga a nevicare e io rimanga bloccato da lei. 
A nonna è bastato posare la mano sulla mia fronte per capire che scottavo e quindi ha preso subito il telefono e ha chiamato mia madre per dirle che non potevo ripartire non solo per la neve che stava scendendo in abbondanza ma anche per la febbre che mi stava salendo. 
Mamma le ha detto che non c'era problema perché sa benissimo che con nonna sono in buonissime mani e ha detto soltanto di verificare la febbre misurandola con un termometro e nel caso fosse superiore ai 38 gradi, di darmi la tachipirina.
Nonna è andata a prendere il termometro ed è tornata da me dicendomi di girarmi perché voleva controllare in un punto più sicuro che sotto il braccio.
Ho obbedito e lei con la solita gentilezza mi ha abbassato i pantaloni del pigiama e le mutande, dopodiché mi ha detto di divaricare un po' le gambe, ha messo la punta del termometro tra le sue labbra umettendola un po' e poi delicatamente l'ha infilata nel mio buchino.
Insomma, non so perché nonna abbia preferito quel tipo di misurazione, visto che mamma di solito si limita a mettermi il termometro sotto il braccio.
Mi ha detto che dietro era più sicura la misurazione e anche se non ne sono proprio completamente convinto, in ogni caso io faccio sempre quello che nonna mi dice.
Poi è stata molto dolce e non ho sentito nessun male, anzi è stato piacevole sentire la punta fresca del termometro entrare di poco nel mio buchetto, mentre le mani di nonna lo tenevano fermo saldamente. 
Siamo rimasti così per cinque minuti e poi nonna ha estratto il termometro accarezzandomi le natiche e ha letto la temperatura che era 38 e mezzo, per cui era necessario che prendessi la Tachipirina come aveva detto mamma. 
In quel momento però mi è venuto da fare la pipì e nonna mi ha detto di non muovermi che sarebbe andata a prendere un contenitore per farla mentre ero a letto.
Nonna è tornata con un pentolino di metallo sufficientemente grande da contenere la mia minzione e poi mi ha detto di scendere dal letto e alzarmi un attimo in piedi.
Ero piuttosto frastornato ma non tanto dalla febbre che in fondo non era poi così alta, piuttosto da quella situazione un po' strana, mai vissuta fino ad allora insieme a lei. 
Nonna ha voluto fare tutto quanto da sola, tirandomi giù i pantaloni del pigiama e le mutande come aveva fatto prima quando mi aveva scoperto il sedere. 
Solo che stavolta è andata oltre perché ha voluto tenere stretto il mio pene mentre facevo pipì, con la scusa che altrimenti avrei potuto schizzare tutto intorno.
È difficile descrivere la sensazione meravigliosa che ho provato quando le sue dita come sempre esperte e gentili, hanno afferrato il mio uccello che in quel momento era sgonfio.
Il cuore mi è balzato in gola, mentre il mio respiro si è mozzato per un istante ma molto abilmente nonna mi ha detto di concentrarmi e fare pipì.
Ci ho messo un po' a trovare lo spunto giusto e ho cominciato a sgocciolare nel pentolino mentre lei lo stringeva con amore, mentre lo osservava da vicino. 
Stai diventando grande, mi ha detto nonna facendo i complimenti al mio pene che non era più quello piccolissimo di quando era un bambino.
Inoltre quando la minzione è finita lei si è ritrovata tra le mani un pene barzotto che minacciava di arrivare a una piena erezione, ritardata purtroppo dalla febbre.
Amore mettiamolo via, mi ha detto nonna, prima che succeda qualcosa e da qui esca non soltanto qualche goccia di pipì ma tutt'altro liquido. 
Peccato, perché malgrado la febbre mi sentivo la voglia di godere, visto la sera prima non mi ero masturbato come faccio spesso sia a casa o quando sono da lei.
Ma prima di riporlo dentro lo slip, nonna ha pensato bene di posare le labbra sulla cappella per darmi un bacio così intimo che ho pensato che avrei sborrato all'istante. 
Il mio bambino è cresciuto, ha detto nonna con una voce che però era viziata da un certo turbamento che non le avevo mai sentito prima.
Immagino che si sia eccitata perché per quanto fosse abituata da quando ero piccolo a baciarmi il pisello, ora si trovava davanti un vero pene anche se di un maschio acerbo. 
Comunque nonna è riuscita a sistemarlo nelle mutande prima che venissi tra le sue dita o sul suo viso e mi ha detto di stendermi di nuovo a letto che andava a prendere la Tachipirina. 
Quando è tornata mi ha detto di girarmi pancia sotto, come quando prima mi aveva misurato la temperatura infilando il termometro nel mio buchino. 
In mano aveva la Tachipirina ma non le solite pastiglie che mi somministra mamma quando ho la febbre, bensì in supposte che ovviamente entrano da tutt'altra parte.
Amore, mi ha detto con un ritrovato normalissimo tono da nonna preoccupata per la salute di suo nipote, abbassa i pantaloni e le mutande per piacere. 
Ho fatto quello che mi ha chiesto ma lei li ha proprio tirati giù fino in fondo alle caviglie, in modo da avere campo libero nel mio sedere. 
In mano aveva un fazzolettino di carta imbevuto di olio di oliva col quale aveva avvolto la supposta, in modo che diventasse più facile l'inserimento. 
E proprio come aveva fatto prima con il termometro, nonna con grandissima delicatezza ha iniziato a penetrarmi con quella piccola ogiva medicinale.
Alla prima spinta, forse non del tutto convinta, la supposta non è entrata e nonna ha ripetuto quella che è diventata una appassionante stimolazione.
Ti faccio male amore, si è preoccupata nonna, ma le ho risposto di no, che non mi stava affatto facendo male, anzi era davvero piacevole essere titillato con quel dito delicatissimo.
Sono venuto bagnando il letto sotto di me perché non sono riuscito a trattenermi e quando mi sono girato e nonna ha visto il seme sparso sul lenzuolo non mi ha sgridato.
Aspetta, ha detto, ci penso io a pulire e prendendo un fazzolettino di carta ha asciugato prima il mio pene rimasto in erezione malgrado la sborrata.
Amore succede quando si stimola in quel modo il buchetto, può succede di avere una eiaculazione precoce, forse dovremmo fare qualche esercizio per renderti più resistente.
Nonna poi ha cambiato direttamente il lenzuolo e mi ha fatto spogliare completamente, per facilitare l'abbassamento della temperatura e poi  mi sono infilato nel suo letto matrimoniale e ho atteso che tornasse da me.
Quando è arrivata e sorridendo mi ha messo la mano sulla fronte, ha detto che la Tachipirina stava già facendo effetto, ed era il momento degli esercizi.
Sai dolcezza, quando avrai una fidanzata e farete l'amore, dovrai essere molto attento nei suoi confronti e mai egoista, il piacere è una cosa che si gusta meglio in due.
E lei deve avere sempre la precedenza ma tu devi allenarti, adesso vediamo un po' il tuo pene, bene è ancora eretto, ha detto nonna afferrandolo saldamente.
Ha iniziato a masturbarmi dicendomi che avrei dovuto avvertirla quando ero sul punto di esplodere anche se credo che lei sapesse leggermelo in faccia.
Fermati, ho detto a un certo punto prima di schizzare di nuovo sotto le sue carezze, e nonna si è fermata sorridendomi e dicendomi che ero bravo.
E siccome ero bravo ha detto anche che mi avrebbe dato un premio se avessi continuato così e gli esercizi sono continuati.
Tutto sudato, sia per l'effetto della Tachipirina che per il gioco di mano di nonna, a un certo punto, dopo una lunga serie di stop and go, le ho detto che non sarei più riuscito a trattenermi.
Nonna ha sorriso e dicendo che era l'ora del mio premio si è chinata sul mio grembo e il mio pene è finito tra le sue morbide labbra dove non ho resistito nemmeno un secondo.
Grugnendo ho eiaculato nella sua bocca e stavolta il piacere è stato fantastico per intensità e durata, con nonna intenta al pompino fino a quando il pene non si è sgonfiato.
Quando si è rialzata era raggiante e l'ho vista deglutire il mio liquido seminale e quando mi ha chiesto se ero contento del premio l'ho abbracciata e tenuta stretta.
Amore ti rivelo un segreto, ha detto col suo sorriso rassicurante, il seme maschile aiuta la pelle a restare giovane se usato come una crema ma ancora meglio se ingerito, è come un elisir di lunga vita.
Adesso credo che ogni volta che passerò a stare qualche giorno con lei dovremo fare tanti esercizi di resistenza e in cambio le regalerò il mio seme miracoloso.
END

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