lunedì 27 aprile 2026

La Colazione Dei Campioni

Mamma mi ha sempre detto che la colazione è il pasto più importante della giornata e io a mamma ho sempre dato retta fin da quando ero un bimbo.
Mamma si alzava per tempo e preparava la mia colazione, generalmente latte e biscotti con un goccio di caffè per farmi sentire un ometto.
Poi sedeva sul tavolo proprio al mio fianco e le sue belle cosce mi provocavano una rapida eccitazione, seguita ogni volta da una ancor più rapida erezione. 
I primi tempi indossava le mutandine ma quando sono cresciuto ha iniziato a sedersi e ad allargare le gambe appositamente, per farmi notare che non le portava.
Allora non si depilava e quel boschetto folto era il soggetto dei miei pensieri più tardi, quando rifugiatomi in bagno, mi masturbavo appassionatamente.
Ovviamente mamma sapeva dei miei turbamenti e non le fu difficile sorprendermi con il pene in mano che gocciolava dopo una copiosa sborrata più di una volta.
Fu credo verso i tredici, quattordici anni che decise che fossi pronto per una variazione della mia dieta al mattino, o forse è meglio chiamarla integrazione.
Dopo la solita inzuppata di biscotti nel caffè e latte, mamma spostò il suo bel culo al posto della tazza che avevo appena svuotato.
Allargando le cosce espose la sua splendida fica ai miei occhi affamati ma diversamente da altre volte non si limitò a farsi guardare da molto vicino.
Amore, mi disse, anche mamma ha diritto a qualche attimo di piacere, poi la sua mano gentile ma ferma si posò sui miei capelli tagliati a spazzola.
Con tenerezza mamma spinse la mia testolina tra le sue gambe già sudate e le mie narici furono deliziate dal profumo di sesso che emanava dalla sua fessura bagnata.
Non disse nulla, a parte leccami e io iniziai a leccarla senza sapere se stessi facendo bene o male ma dal tenore dei sui respiri affannosi, col senno di poi posso dire di essermi comportato bene in quel frangente.
Qualche volta negli anni precedenti mi era capitato di ascoltare gli stessi gemiti di piacere quando si chiudeva in camera con papà, pensando che io dormissi nella stanza accanto.
Ultimamente l'avevo spiata in bagno che si toccava e la colonna sonora del suo piacere era stata esattamente la stessa, stesse note eccitanti anche se meno rumorose.
Però essere l'autore di quella musica meravigliosa fu per me fonte di una eccitazione molto più grande e finii per eiacularmi nelle mutande, ma solo la prima volta. 
Non dimenticherò mai l'espressione del suo viso stravolto dall'orgasmo, espressione che colsi l'attimo in cui sollevai per un attimo gli occhi dal fiero pasto.
Che bella che era mentre veniva sussultando, gemendo e imprecando, a causa delle emozioni di quella prima, acerba leccata da parte mia.
Nelle settimane successive, mamma oltre a farmi esercitare nella pratica, mi spiegò anche la teoria, cosa che imparai dopo, non aveva mai fatto con mio padre che non l'aveva mai soddisfatta a dovere.
Seppure il suo sapore fosse leggermente acre e salato, al senso del mio gusto parve dolcissimo, come e più del miele che le colava copioso dalla fica, quando infilavo la lingua e le dita nella sua fessura.
Quella divenne la mia unica colazione a dispetto degli anni che passarono e ancora oggi quando sono suo ospite, al mattino dopo un croissant e un caffè, affondo la lingua dentro di lei.
Mamma reagisce nella stessa identica maniera, gode nello stesso identico modo e poi mi accompagna in bagno, dove mi aiuta a sfogare la solita eccitazione post leccata.
Purtroppo non ha mai voluto andare oltre, non dico un rapporto completo ma anche quando le ho chiesto di prenderlo in bocca, si è gentilmente negata.
Amore non posso, sarebbe un tradimento verso tuo padre, è stata la spiegazione del suo rifiuto e poi il suo sorriso ha sciolto la mia delusione. 
Così ho imparato a farmi bastare la sua carezza decisa e gentile sul mio pene pronto a schizzare e chissà se un domani lei si arrenderà alle mie richieste di avere qualche cosa di più di una carezza.
END

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