lunedì 23 febbraio 2026

Zia Marta

Qualche giorno fa mi scappava da morire, così sono corso in bagno ma ero a casa di zia Marta e quando sono arrivato sulla soglia, la porta era aperta di poco e l'ho vista che si toccava.
Fermo, immobile per timore che zia si potesse accorgere della mia presenza, credo di aver smesso anche di respirare e la spinta a pisciare è diventata ben altro.
Zia è bellissima, una copia di mia madre di cui è sorella minore ma solo di età, perché fisicamente sono quasi uguali, solo che mamma non si tinge i capelli che sono castani, zia li preferisce biondi.
Era in piedi, davanti allo specchio, il comodo vestito che indossa quando è a casa era sollevato all'altezza dell'ombelico.
Sotto il vestito le mutandine nere in cui la sua mano sembrava affondare ritmicamente, senza fretta e quasi con dolcezza zia si toccava.
E mentre si accarezzava, l'ho sentita sospirare sempre più forte, fino al momento dell'esplosione finale, in cui è stata letteralmente travolta da un orgasmo fantastico.
In quel momento, o meglio dopo aver goduto ed essersi calmata, si è accorta della mia presenza e io fino ad allora immobile, ho ritrovato non so come la forza di fuggire via, rosso in faccia come un peperone.
Stavo sul divano quando lei è tornata, fingevo che nulla fosse successo, con un libro in mano che in teoria avrei dovuto studiare mentre la mia mente era altrove.
Zia Marta si è seduta al mio fianco e per un po' non ha detto nulla e io l'ho imitata, tenendo lo sguardo nel libro anche se incapace di leggervi alcunché.
Amore, mi ha sussurrato abbracciandomi, spero di non averti turbato, è colpa mia sai, ma non sono abituata a chiudere a chiave la porta del bagno.
Averla vicina è stato terribile da una parte e magnifico dall'altra, il mio pene indeciso tra l'erezione e il pisciarmi addosso ma più verso la prima soluzione.
Lei con la testa vicino alla mia, la sua bocca suadente che parlava vicino al mio orecchio e la mia mente impazzita da quel che avevo visto e dal contatto con zia.
Non che fosse la prima volta, sin da quando ero un ragazzino zia e io siamo sempre stati molto affezionati l'uno all'altra ma mai così.
Mi perdoni, mi ha chiesto con aria desolata e io ho annuito, malgrado non ci fosse assolutamente nulla da perdonare, anzi avrei dovuto solo ringraziarla per i brividi che sentivo dentro.
Sai, qualche volta ho bisogno di coccolarmi un po', purtroppo non ho un uomo a cui rivolgermi per queste cose, ha sussurrato con una voce ancora più sensuale zia Marta.
Mentre lo diceva mi accarezzava il viso con la stessa mano sinistra, zia è mancina, con cui poco prima si stava toccando in quel modo così poetico.
Ho cercato di pensare se avesse avuto il tempo di lavarsi le mani prima di tornare da me e sperato che non lo avesse fatto perché mi è sembrato di avvertire un profumo di femmina sulle sue dita.
O forse è stata soltanto la mia fantasia, il mio subconscio che lo desiderava da morire e anzi desidererebbe ancora prendere in bocca quelle dita umide e salate per succhiarle.
Nella realtà poco dopo sono andato anche io al bagno ma prima di pisciare mi sono masturbato per spegnere il fuoco che mi era divampato dentro.
Amore fallo nel lavandino così non spruzzerai dappertutto, ha detto zia Marta dalla soglia del bagno dove mi aveva seguito silenziosamente.
La sua presenza non mi ha sorpreso, perché in fondo mi aspettavo che dopo che io avevo spiato lei, lei potesse ricambiarmi il favore.
Mentre ero lì col pene in mano, sul punto di esplodere, ho sperato che zia venisse a farmi godere ma lei non si è mossa dalla porta e io ho sborrato nel lavandino. 
Ho girato la testa verso di lei e ho visto che stava guardando con molto interesse il liquido seminale che ancora colava dalla punta del mio pene.
Ma cosa ancora più importante, la sua mano era di nuovo tra le gambe, come quando poco prima l'avevo vista mentre si masturbava, sognando chissà quale avventure erotiche.
Così sono rimasto fermo immobile, con l'uccello in mano ancora durissimo e gocciolante, ad aspettare che venisse accarezzandosi, quasi in solitudine.
Da quel giorno io e zia condividiamo un bellissimo segreto che riguarda la sessualità di entrambi ma io vorrei che il nostro segreto fosse ancora più grande. 
Vorrei tanto che zia si lasciasse andare e lei io potessimo avere un rapporto molto più completo e non solo guardarci mentre giochiamo con i nostri organi sessuali. 
Ogni tanto ci provo, specialmente quando arrivo a casa sua e lei ha quella voglia che le si legge negli occhi di godere, tento di farle capire che potrebbe essere molto più soddisfacente per entrambi ma finora senza risultato.
Ho pensato che forse qualcosa riuscirò a ottenere quando arriverà il momento delle vacanze estive e lei se ne andrà per un mese al mare, restandoci da sola.
Di solito quando va a passare quel mesetto di ferie nella sua casa a Gabicce, chiama mia madre per chiederle se posso andare a stare con lei per un po, perché si sente sola.
E di solito ho sempre detto di sì, perché adoro stare in sua compagnia ma sarebbe davvero frustrante doversi limitare a guardarla mentre mi masturbo e lei fa altrettanto.
Ho deciso che quando mi chiederà di tenerle compagnia, sarò costretto a rifiutare, tanto una qualche scusa sono certo di riuscire a trovarlo.
Capisco che sia una specie di ricatto ma è a fin di bene per entrambi, perché sono sicuro che se si decidesse a fare qualcosa di più che giocare manualmente con me, sarebbe soddisfatta e felice.
E io con lei. 
END

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