mercoledì 3 settembre 2025

Necrologio II

Quassù in paradiso la vita è piuttosto noiosa, certo si sta bene ma pensando a quello che ho lasciato laggiù, al mio dolce nipotino che è rimasto solo, un poco di malinconia mi viene.
Ripenso a quando avrei potuto regalargli e regalarmi il piacere completo e per qualche mia inibizione non ci sono riuscita, negandolo a entrambi.
I ricordi qui in Paradiso sono molto più nitidi e rivedo nella mia memoria il giorno in cui, quando era piccino piccino, l'ho sollevato in aria nudo e gli ho baciato il pisellino in maniera praticamente casta.
Da allora non ho mai smesso di coccolare il suo pene o meglio ho atteso che avesse l'età della masturbazione per divenire sua maestra e in parte amante.
L'inizio è stato dolcissimo ma la mia scusa per infilare il naso nel suo slip un poco diabolica, cosa meglio della scusa dell'igiene intima per sentire quel profumo di maschio acerbo ma virile?
A quella età i ragazzi sono sempre pronti a una erezione ferrea che nemmeno una eiaculazione riesce a sedare e i loro sessi odorano di maschio selvatico.
La prima volta che lo portai in bagno, annunciandogli che l'avrei ispezionato intimamente era tutto rosso in viso ma felice per quella eccitante novità.
Seduta sul bordo della vasca gli slacciai i jeans e dopo avergli abbassato lo slip verificai la pulizia intima e come mi aspettavo non la trovai perfetta.
Accarezzai i suoi testicoli e avvicinai il naso alla cappella tanto da sfiorarla e mentre lo scappucciavo ascoltavo i suoi sospiri farsi gemiti.
Per fargli capire quanto fosse importante l'igiene intima gli spiegai che per una donna era necessario che il pene fosse pulito e almeno senza odori per poterlo toccare, baciare e andare oltre.
Glielo insaponai accuratamente, malgrado in erezione fosse più difficile ma sono sempre stata brava in quel tipo di coccole e fu in quel momento che lui si lasciò andare e venne tra le mie dita.
Fu bellissimo guardarlo godere, era come inerme, immobile eppure tremante e il suo pene durissimo pulsava pazzamente, intanto che lo sperma risaliva dalle palle e irrompeva sulla mia mano.
Da quel giorno ogni volta che veniva a trovarmi controllavo lo stato del pene e dello slip e lui non mancava mai di eiaculare sotto le mie dolci carezze.
E come ciliegina sulla torta gli ordinai anche di chiamarmi ogni volta che aveva da fare pipì e lo coadiuvai anche nelle sue copiose minzioni.
Lui non ha mai perso occasione per farselo toccare, accarezzare e coccolare da me e gli piaceva tanto quel trattamento speciale che solo le zie speciali possono regalare a un nipote.
Malgrado fossi eccitata dalla sua virilità, non ho mai approfittato a fondo di lui, mi sono limitata solo a farlo godere nella mia bocca e oggi me ne pento, perché avrei potuto insegnargli tanto e godere tanto insieme con lui.
Invece mi toccavo quando andava via e mi saziavo in solitudine, spesso dopo avergli fatto un pompino che lui gradiva tantissimo e bere il suo seme era l'unico dono che mi consentivo.
Quanto avrei voluto sentirlo dentro di me, riempirmi di carne e sperma caldo, magari chissà, avrei potuto donargli la mia verginità anale, visto che nessun uomo è mai entrato dalla mia porticina posteriore.
E oggi sono qui in Paradiso a dolermene e penso a lui che dovrà cercare una compagna che sia capace di farlo vibrare e godere come quando era con me.
Sicuramente ci riuscirà ma chissà se avrà il coraggio di raccontarle chi è stata la prima donna che fin da neonato gli ha deliziato il pene.
In paradiso la vita è un po' noiosa ma la cosa che mi manca più di tutte è il suo pene da coccolare come si deve, che poi andrebbe bene anche un altro pene qualsiasi ma qui non si può.
Se, come sento dire da San Pietro, si organizzerà una bella gita all'inferno, sono molto curiosa di vedere se laggiù le cose siano diverse dal punto di vista del sesso e magari ci sia più libertà d'azione.
Purtroppo qui in Paradiso non mi posso nemmeno toccare, e la nostalgia ogni tanto mi attanaglia ma per fortuna ho dei bellissimi ricordi del mio adorato nipotino e del suo favoloso pene. 
Peccato che qui non posso raccontare a nessuno come sia stato bello guardarlo diventare uomo e vedere come il suo pene sia generosamente aumentato, mano a mano che cresceva la sua età.
END

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