Adorava gli uomini di una certa età e i John Deere, essendo nata e cresciuta in una famiglia contadina e quello le piaceva davvero parecchio, lui e il trattore.
Era una ragazza non bellissima ma piuttosto formosa, gran seno e cosce carnose e di solito gli uomini si giravano volentieri a guardarla e quello che scese dal John Deere non fece eccezioni.
Era sudato malgrado avesse lavorato tutto il giorno con l'aria condizionata a palla sul mezzo ma a Loredana gli uomini piacevano così.
Si bagnò tra le gambe appena avvertì il profumo del suo sudore, acre ma non in maniera pesante, sudore di giornata, non roba vecchia dai vestiti.
L'uomo voleva vedere suo padre ma lei era sola, il genitore con la madre era lontano a una fiera in altra città e non sarebbe tornato prima di un paio di giorni.
Quando glielo disse vide l'ombra della delusione sul suo volto e pensò che avrebbe dovuto fare qualcosa per farlo sorridere come ogni volta che la vedeva.
Così gli offrì una birra e senza attendere che accettasse, si alzò e corse in casa a prenderne un paio gelate dal frigo e tornò di corsa da lui.
La birra seppure poco alcoolica le faceva perdere le inibizioni, anche se non era più di mezzo litro che scolò rapidamente per trovare il coraggio di fare quello che aveva pensato ora e sognato tante volte di fare.
Lui ora sembrava meno deluso e Loredana tutta rossa in viso, per compiacerlo gli chiese a bruciapelo se voleva vedere le sue tette che erano notoriamente grandi e belle.
Al suo annuire, Loredana le tirò fuori dalla maglietta bianca che indossava sotto la salopette da lavoro e l'uomo si rese conto che le storie su di lei erano tutte vere, aveva davvero due bocce grandi e belle.
Puoi toccarle se vuoi, gli disse Loredana e l'uomo esitò per un attimo, pensando forse alla differenza di età, lui un sessantenne e lei nemmeno trentenne.
Ma dopo qualche istante allungò la mano e gliene strinse una, facendola gemere di voluttà e a quella reazione raddoppiò, strizzandole anche l'altra.
Loredana a cui piaceva da morire quel tipo di strapazzata, avvertì il fuoco divampare sotto la pancia ed ebbe la certezza di aver inondato le mutandine di succo di donna.
Ti faccio un pompino, disse senza starci tanto a pensare e gli si inginocchiò davanti con l'intento preciso di tirarglielo fuori e prenderlo in bocca.
Come per le tette, Loredana era nota anche per l'abilità orale e in pochi gesti ebbe in mano il suo bel cazzo, barzotto, sudato e profumato come piaceva a lei.
Era un pene grosso piuttosto che lungo e assai nodoso che in pochi istanti raggiunse una poderosa erezione, facendola andare in brodo di giuggiole.
Glielo afferrò con le labbra e lasciò che lui si spingesse nella sua bocca fino in gola e la usasse per benino, assaporando nel contempo quel sapore forte di maschio non troppo pulito che adorava.
Sollevò gli occhi, incrociò il suo sguardo e capi che non poteva cavarsela solo con un pompino e infatti lui dopo un po' la fermò, dicendole che stava per venire.
Loredana era pronta a farsi sborrare in bocca ma non fece obiezioni quando lui la fece rialzare, girare su se stessa e le abbassò le spalline della salopette che lasciò cadere fino ai piedi.
Lui le sfilò le mutandine e cominciò a palparle il bel culone punteggiato da foruncoli rossi di cui un po' si vergognava e anche per quello preferiva fare pompini alla luce del sole.
Ma lui non vi fece caso, essendo più interessato a divaricarle le natiche e a infilare le dita nella sua fessura e poi inaspettatamente, con le dita umide, le infilò indice e medio nel buchetto, facendola gridare di sorpresa e dolore.
E prima che Loredana potesse dire o fare qualcosa per impedirglielo, alla dita sostituì il pene e quella bruciante inculata la fece urlare ancora di più.
Gli disse che era un porco e che le stava facendo male ma non fece altro che renderlo ancora più eccitato e lo spronò involontariamente a sodomizzarla con ancora più forza.
Il vecchio, oltre a penetrarla brutalmente a fondo, le schiaffeggiò le natiche facendole diventare rosse ma a quel punto Loredana aveva iniziato a provare un piacere lancinante.
Fu travolta da un orgasmo indicibile mai provato prima che la costrinse a gridargli di sfondarla e violarla con ancora maggior ruvidezza e fu accontentata.
Quando lui uscì dal suo culo, Loredana era stravolta, ansimante e col respiro cortissimo che non fece in tempo a recuperare che si ritrovò la cappella rossa e turgida puntata sulle tette.
Lui le indicò il pene e Loredana posò le labbra sulla cappella lucida e riprese a fargli un pompino o meglio ci provò perché improvvisamente fu dipinta sul viso da una scarica potente di seme caldo.
Schiuse le labbra per assaggiare il nettare che sprizzava copioso e apprezzò anche quel sapore, quello che considerava il vero sapore di un uomo.
La parte finale della sborrata fu dedicata alle sue grandi tette che furono bagnate e riscaldate dalle ultime stille del getto caldo di sperma.
Si rese conto solo a quel punto di come lui tremasse, in piedi davanti a lei e riconoscente gli ripulì il pene da ogni traccia di sborra prima di chiedergli se voleva fare anche pipì su di lei.
Incredulo il vecchio non volle privarsi nemmeno di quel piacere e dopo essersi concentrato, iniziò a bagnarla con la sua pioggia dorata che Loredana lasciò cadesse sulle sue tette.
Sei una troia, le disse lui amorevolmente intanto che si svuotava e Loredana annuì, mordendosi le labbra per quella parola che adorava ascoltare nei momenti intimi.
Alla fine gli ripulì il pene per la seconda volta, assaggiando anche il sapore acre delle ultime goccine della minzione e gli sistemò l'uccello nelle mutande.
Avevano fatto davvero tutto in fretta, seppure in modo soddisfacente perché lui doveva tornare nei campi a finire i lavori di quella giornata.
Loredana consapevole dei suoi doveri verso il lavoro gli sorrise mentre se ne andava e gli disse che poteva tornare quando voleva che l'avrebbe trovata sempre pronta a soddisfarlo.
Col buchetto addolorato lo guardò allontanarsi sul John Deere verde e silenziosamente ringraziò i suoi genitori per non essere stati presenti e averle dato la possibilità di godere nella maniera che più la soddisfaceva.
Peccato soltanto che quel sapore misto di pene poco pulito, sperma e pioggia dorata non sarebbe durato all'infinito ma la speranza era che lui tornasse per ricominciare quello che avevano appena iniziato.
END
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