mercoledì 3 settembre 2025

Necrologio I

Il prete ha finito finalmente e la gente assiepata in chiesa esce e si incolonna, avviandosi verso il cimitero. 
Di solito non entro nelle chiese e non ho fatto eccezione nemmeno stavolta, mi limito a piangere per fatti miei sulle scale e a ricordare la donna più importante della mia vita.
Credo sia iniziato già da quando ero un piccino e Zia Clara aveva quella meravigliosa abitudine di tenermi in alto e baciarmi il pisello, o almeno mi piace pensare che abbia cominciato così.
Poi diventando un ragazzo le cose sono un po' cambiate e zia Clara non mi baciava il pene ma quando andavo a stare da lei nei weekend o durante le vacanze scolastiche, mi controllava l'igiene intima e non essendo mai soddisfatta nelle sue ispezioni, pensava lei a insaponarmelo e a lavarmelo accuratamente.
Ogni volta che mi lavava il pene io finivo per venire tra le sue dita e Zia mi diceva sempre che non dovevo vergognarmi e che era normale provare piacere e anche farlo provare a un'altra o altro.
Era già bellissimo così ma Zia non era ancora soddisfatta del nostro rapporto speciale e a tredici anni, dopo essere diventata addetta al lavaggio del mio pene, volle diventare di aiuto alle mie minzioni.
Che posso dire, la prima volta che me lo ha preso in mano e invitato a fare pipì non la dimenticherò mai, fu troppo dolce e piacevole quel contatto così intimo e lei così accurata nel centrare il vaso.
E quasi ogni volta, dopo la fine della pioggia dorata, Zia Clara insisteva per lavarmelo e lo insaponava delicatamente, osservandolo da vicino per essere certa di aver eliminato ogni impurità e quindi ogni volta era favoloso fare pipì tra le sue dita e poi farmelo lavare, sapendo che avrei goduto intensamente e svotato le palle nella sua mano calda.
Le cose cambiarono ancora a quindici anni, quando zia Clara ebbe l'idea di iniziare a misurarmi il pene che secondo lei era di misure extra rispetto alla mia età.
I nostri incontri erano molto caldi anche prima ma si fermavano alle carezze e alla masturbazione mascherata da igiene intima che zia mi praticava.
Alla decima misurazione, Zia Clara decise che ero ormai un uomo e un uomo doveva avere una donna in maniera completa, compresa la penetrazione, senza dimenticare l'amore orale.
Quel giorno zia, dopo avermi abbassato i calzoncini e gli slip, prese in mano il mio pene come sempre e lo tenne stretto mentre facevo pipì.
Ero già barzotto e zia sembrò turbata alla visione e al tocco del mio cazzo ma riuscì a farmi centrare con precisione il vaso senza troppi schizzi.
Mentre lo insaponava, il mio pene crebbe e una bella erezione si compì sotto i suoi occhioni interessati e dopo il risciacquo, fece quello che avevo sempre sognato che facesse non solo con le dita.
Posò le labbra sulla cappella rigonfia e lucida e mi diede un primo rapido bacio che mi fece tremare come canna al vento, avrebbe detto o scritto la Deledda.
Poi zia Clara mi sostenne le palle e mi regalò il primo pompino della mia vita, lasciando scivolare il mio pene tra le sue morbide labbra.
È vero che come il primo bacio, anche il primo pompino non si scorda mai e d'altronde le sensazioni che si provano in quel momento sono magnifiche.
Zia Clara poi, oltre a scaldare il mio cazzo nella sua bocca, mi accarezzava dolcemente le palle con le dita esperte e delicate, rendendo quell'atto d'amore perfetto.
Nel momento del piacere ho avvertito chiaramente il seme eruttare dai testicoli, risalire l'asta ed esplodere tra le labbra di Zia che ha accolto quel nettare senza perdere una goccina.
Un piacere che definirei supremo che però mi ha reso ancora più voglioso di andare oltre i giochi di mano e di bocca con la mia dolce e porca zietta.
Zia inizialmente si era opposta a concedermi la sua fica anche solo da accarezzare o leccare, secondo lei non era bene che mettessi il pene dentro la sua fessura e nemmeno che la assaggiassi.
Una sola volta mi ha lasciato infilare la mano tra le sue cosce bagnate di sudore ma quando le mie dita hanno provato a infilarsi tra le piccole labbra, mi ha fermato.
Non c'è stato nulla da fare e mi sono dovuto accontentare di un dolcissimo e colpevole pompino con sborrata di seme caldo nella sua gola sempre assetata.
Ma nei suoi ultimi giorni la voglia di godere con me e non solo di farmi godere aveva preso il sopravvento e Zia Clara si era detta pronta a farsi chiavare dal suo nipotino preferito.
Purtroppo l'incidente che ha avuto in macchina mentre andava a lavoro le è stato fatale e ora siamo qui a renderle lutlimo saluto.
E per me, oltre al dolore per la sua scomparsa, c'è la frustrazione per non essere riuscito a godere a pieno con lei che sono sicuro sarebbe stata meravigliosa come amante completa.
Sono anche certo che ora Zia Clara sia in paradiso dove sta seducendo le altre anime morte e sia consumata dal rimorso di non aver goduto come si deve con me.
Ti amo zia e continuerò a sognarti e a sognare di penetrare dentro si te in ogni maniera possibile, riempiendoti di seme caldo, quello stesso seme che adoravi e bevevi senza perderne una goccia.
Continua 

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