Fu nonna a convincerla anche se non dovette insistere molto e fu sempre nonna a farle compiere i primi passi, facendola avvicinare e sfiorare il primo pene della sua vita che fino ad allora aveva solo ammirato.
La stessa cosa avevo iniziato a fare dai dodici anni, quando andando a trovare i nonni nella villetta ai margini del bosco, Laura e io ci spogliavamo e ci lasciavano fotografare nude e innocenti.
Mi piaceva girare nuda per casa o uscire nel giardino, spesso inseguita da nonno con in mano la vecchia fotocamera analogica verticale con cui ci scattava nudi meravigliosi in bianco e nero.
All'inizio ero timida come Carlotta e ci coprivamo i seni o le parti intime ma un poco alla volta ci siamo sciolte dalle nostre vergogne e abbiamo iniziato a mostrarci per le femmine che siamo poi diventate.
Penso di essere stata io la prima ad aprire le gambe e a farmi fotografare la mia natura acerba e senza un pelo pubico, ma anche a toccarmi davanti all'obiettivo, perché mi eccitava da morire mettermi in mostra.
Sono stata anche la prima a correre nel parco dietro la villetta e a chinarmi tra le foglie cadute e l'erba del prato a fare pipì, mentre nonno mi spiava e puntava l'obiettivo sulla mia cascatella dorata.
Avrei tanto voluto essere la prima anche a toccare il suo pene e a dargli piacere con le dita e la bocca ma l'anno di età con mia sorella maggiore mi ha privato di questo privilegio.
Però ero lì a guardare Laura avvicinarsi con prudenza al grande sesso del nonno che non si aspettava che la sua nipotina volesse diventare donna, conoscendolo intimamente.
Fu nonna a iniziarla al sesso e Laura perse rapidamente la timidezza iniziale quando si rese conto di quale effetto avesse sul nonno e sul suo pene una carezza o un bacio sul glande.
Nonna come maestra, le spiegava la teoria e la mia sorellina la metteva in pratica, dimostrandosi un po' per volta una allieva eccellente, pronta a imparare e a concedere e osare sempre di più.
Guardando Laura sfiorare con una mano le palle del nonno e con l'altra impugnare il suo pene come uno scettro, mi eccitai e non riuscii a fare a meno di toccarmi, proprio come stava facendo nonna.
Dolcemente la mia sorellina sollecitava manualmente il pene di nonno, muovendo con lentezza la mano e facendola scorrere lungo l'asta, scappucciando la cappella che pareva un fungo prossimo all'esplosione.
Il suo premio fu una copiosa eiaculazione che la bagnò dai capelli ai piedi, disegnando il suo corpo flessuoso di ragazzina con rivoli di seme denso e salato che nonna immortalò in una serie di immagini sconce e magnifiche.
Continua
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