giovedì 4 settembre 2025

La Sirena - L'Approdo

Verso le cinque di ogni mattino mi alzo per andare a pisciare, brutta cosa diventare vecchi.
Però abito sul mare, in una casetta solitaria in riva alla spiaggia, apro la finestra e guardo il mare alle prime luci del giorno, mentre lo tengo in mano e sgocciolo, ed è così che lei mi vede, col pene in mano floscio e sgocciolante.
Ci osserviamo a vicenda, lei è nuda di spalle, la testa girata indietro e sembra pronta a lanciarsi in acqua e io piscio, col cazzo in mano.
Passano lunghi istanti, poi lei mi sorride e mentre mi sono immobilizzato, si avvia verso il mare.
Finisco la minzione e torno a letto pensando a chi possa essere quella Sirena che è capitata a casa mia o magari che sia stato solo un sogno, una visione.
Sogno di lei, nuda, mentre si occupa del mio pene, baciandolo, leccandolo e poi il sogno finisce e mi risveglio con un desiderio di masturbarmi e pisciare di nuovo.
Dal bagno mentre sgocciolo nuovamente non si vede nessuno sulla spiaggia e appena finisco esco sulla veranda e guardo l'orizzonte.
Nessuna e nessuno.
Poi la voce alle mie spalle dice buongiorno e col cuore in gola mi giro a la vedo, seduta ma vestita, contro la parete a fianco della porta. 
Della proprietà privata non le interessa molto e nemmeno a me, sono troppo felice che la Sirena sia ancora qui.
La guardo, la mia espressione deve essere a scelta o felice oppure da demente perché lei sorride come se non capisse bene quello che sta succedendo.
Hai fame, le chiedo e la Sirena bionda annuisce, si alza e mi segue in cucina dove la faccio sedere al tavolo e inizio a preparare il caffè.
Siedo vicino a lei, riempio la sua tazza mentre divora un croissant e finalmente posso osservarla da vicino e con cura.
Bionda, lunghi capelli bel tenuti, gran seno al riparo dal mio sguardo sotto una maglietta bucata dai suoi capezzoli, indossa dei pantaloncini corti e ha gambe lunghe e sedere stretto.
Cazzo, è bellissima, come ogni Sirena che si rispetti.
Vorrei chiederle come si chiama, da dove viene e perché si è fermata a casa mia ma non ci riesco, i miei pensieri sono solo sconci, come i miei sogni.
La Sirena non mi legge nel pensiero per quanto riguarda la mia curiosità ma coglie sicuramente il mio turbamento.
Sussurro un sei bellissima che la fa sorridere ancora e quando sorride è ancora più bella, che maledetta banalità.
Posso stare nuda, mi chiede all'improvviso, senza un motivo plausibile che non sia quello del caldo intenso di queste giornate d'agosto.
Puoi stare come vuoi, faccio appena in tempo a risponderle che si libera della maglietta e i suoi seni grandi e leggermente cadenti ballano davanti a me.
Via tutto il resto e posso osservare il suo corpo flessuoso, un minimo accenno di pancia, le cosce lunghe e una depilazione completa e accurata.
Come ci riesca andando in giro per il mondo e fermandosi dove capita, resta un mistero.
Però ha una borsetta e ci tiene portafoglio e telefonino, non è isolata dal mondo come non lo sono io.
Faccio una telefonata, mi annuncia ed esce sulla veranda mentre mi occupo di lavare moka e tazze e cercando, per la privacy, di non ascoltare.
Non capisco quello che dice ma il tono è leggermente concitato, con chiunque stia parlando non è una conversazione tranquilla.
Quando torna dentro è imbronciata e deve chiedermi assolutamente qualcosa, sembra anche un po' in imbarazzo.
Mi chiede se può restare, tempo indefinito, forse vorrebbe spiegarmi il perché della sua richiesta ma si ferma al mio si, un si detto senza pensarci, senza tentennamenti, pieno di stupide speranze.
Mi salta al collo, nuda, profumata di mare, bellissima, calda e meravigliosa.
Esauriti gli aggettivi lascio che mi abbracci e mi baci sulle guance e poi un po' ubriaco comincio a preparare il pranzo.
Continua

Nessun commento:

Posta un commento