Mi metto davanti a lei e prendendo la sua testa tra le mani, appoggio la cappella alle sue labbra che la accarezzano senza aprirsi ma è solo questione di attimi.
Lei è perfettamente consapevole del mio desiderio e mi tiene sulla corda, sollevando lo sguardo sorridente e incrociando i miei occhi, finge di non volermi in bocca.
Quando cede affondo fino alle palle che mi stuzzica sapientemente e si lascia "usare", come se mi spingessi nella sua fica, invece che tra le sue labbra.
Sborro soffrendo un poco, come se lo sperma faticasse a esplodere dalle palle risalendo l'asta e schizzando dalla cappella che lei stringe con i dentini aguzzi, fingendo di volermi azzannare.
Riempio la sua bocca di miele e la bionda apprezza per qualità e quantità, gioca un po' col seme, schiudendo le labbra per farmi vedere che non ha intenzione di sprecarlo e poi lo manda giù, lentamente.
Sei una splendida troia, le sussurro mentre lei con la lingua raccoglie ogni traccia di sborra dalla cappella e anche l'epiteto più offensivo diventa un complimento amoroso per lei.
Ed è anche il modo per restare in erezione per continuare a godermela in questa serata divenuta fresca e ideale per unirci carnalmente come entrambi vogliamo.
Ma lei si dimostra incredibilmente femmina e pronta a ogni gioco e desidera sulla sua pelle ogni mio succo, compreso quello dorato che sono pronto a regalarle.
Entra nella piccola vasca e attende che mi concentri e finalmente dal mio pene scaturisca una pioggia calda e profumata che dirigo sulle sue splendide tette.
Scaldata dal mio nettare non esita nemmeno a prendere in bocca il mio pene quando il getto è in esaurimento perché qualche goccina la vuole assaggiare.
Quel gioco mi ha sempre eccitato da morire e anche quando il mio uccello si affloscia dopo una eiaculazione, non gli ci vuole molto a ritrovare la durezza necessaria alla penetrazione.
Insapono la bionda appena bagnata dalla mia pipi e ne approfitto per esplorare con le dita il suo corpo dal collo giù al seno e al pancino, poi la sua schiena che mi offre per la pulizia.
Con un detergente intimo insapono la sua fessura e intanto ne approfitto per penetrare dentro di lei con le dita e lascio per ultimo il buchino perché sento di doverlo fare mio.
La bionda si mette prona nella vasca e io le insapono le natiche accuratamente e poi scendo nella valle delle delizie che porta all'ingresso posteriore.
Quando provo a forzarlo ottengo i suoi lamenti e la sua fica comincia a gocciolare come una fontana, indizio che sono sulla strada buona e lei è fatta per questo tipo d'amore.
Lei capisce cosa desidero e confessa di non averlo mai fatto, così le rispondo che c'è sempre una prima volta e che sarà un piacere sverginarla.
La prendo sul terrazzo dove ci siamo spostati, sotto la luce di un cielo sereno e con un venticello leggero che accarezza le nostre nudità.
Lei si appoggia al corrimano, si china in avanti e allargando le gambe si offre alla penetrazione anale ma prima mi inchino a infilare la lingua nel suo buchetto pulsante.
A quanto pare è sensibile da morire e quanto la punta della mia lingua la accarezza comincia a smaniare che lo vuole nel culo e che devo sfondarla.
È davvero una gran troia che sa bene come eccitare un amante e a quel punto mi alzo in piedi e mi incollo al suo corpo giunonico mentre mi masturbo per renderlo duro al punto giusto.
Quando la cappella comincia a forzare l'ingresso posteriore lei soffre e grida e mi costringe a fatica a tenerla ferma ma poi le sono dentro e lo affondo fino alle palle, lei mi grida che le faccio male ma l'istante dopo sono solo un gran porco che la sta facendo godere.
Sentirmi dentro il suo buchino strettissimo la fa impazzire e finalmente godere come desidera e merita, malgrado o proprio perché è la prima volta che prova quell' ebbrezza anale.
Il suo orgasmo dura tanto, aggrappata al corrimano mentre io mi aggrappo al suo corpo, alle sue grandi tette e ai fianchi torniti e ogni tanto accarezzo le sue natiche con schiaffetti che la fanno sussultare piacevolmente.
Continua
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